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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Francia | Passaggio del testimone | Cartoon (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1947451-passaggio-del-testimone</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 08 May 2012 17:16:36 +0100</pubDate><guid>1947451</guid></item>
<item><title>Francia | Presidente uscente | Cartoon (Le Temps, Ginevra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1941371-presidente-uscente</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 07 May 2012 18:00:31 +0100</pubDate><guid>1941371</guid></item>
<item><title>Francia | Un nuovo ordine in Europa</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1940731-un-nuovo-ordine-europa</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;Un nuovo inizio: il presidente Hollande si impegna a cambiare il cammino dell&rsquo;Europa&rdquo;, titola il Guardian. Secondo il quotidiano londinese il candidato socialista &ldquo;ha ottenuto una vittoria eclatante, non soltanto per s&eacute; stesso [&hellip;] e per la Francia, ma anche per la sinistra europea&rdquo;.</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/guardian-07052012-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Nicolas Sarkozy è l’undicesimo leader europeo a cadere dall’inizio della crisi finanziaria. La sua sconfitta è un monito per i suoi sostenitori come Angela Merkel e David Cameron. Il nuovo cammino intrapreso dalla Francia è un duro colpo al trattato fiscale, la risposta dell’Europa alla crisi.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;Frau Merkel, eccomi&rdquo;, titola la Frankfurter Rundschau. Nel suo primo discorso il nuovo presidente ha annunciato che la sua prima visita all&rsquo;estero sar&agrave; in Germania. La cancelliera tedesca dovr&agrave; adattarsi al nuovo partner, nonostante le differenze ideologiche che li separano:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/FRundschau-07052012-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Merkel non sarebbe Merkel se non fosse in grado di cambiare rotta. Non ha problemi ideologici con i socialdemocratici [ha governato insieme a loro dal 2005 al 2009], anche se si chiamano socialisti. Hollande non scatenerà la rivoluzione. Al contrario, dovrà imparare ad adeguarsi, come ha fatto Merkel durante la crisi greca.
</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;Vince Hollande, si apre la sfida in Europa&rdquo;: secondo il Corriere della Sera il nuovo presidente francese &egrave; un &ldquo;leader normale per tempi eccezionali&rdquo;.</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/corriere-07052012--100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Il messaggio di questo maggio francese, al tempo della crisi, del declino civile e dell’antipolitica, è dunque carico di speranza. Per la Francia, e per l’Europa che guarda la Francia. [È stata anche] una scelta di difesa, contro l’Europa dei sacrifici senza equità, del rigore senza crescita. […] La Francia di Hollande non sogna più il socialismo in un solo Paese, ma un po’ più di socialdemocrazia in Europa.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Secondo&nbsp;<a href="http://www.elmundo.es/">El Mundo</a>&nbsp;&ldquo;la vittoria di Hollande apre un nuovo periodo d&rsquo;incertezza in Europa&rdquo;. Il quotidiano conservatore si chiede con preoccupazione quale forma prender&agrave; la &ldquo;nuova era&rdquo; che comincia &ldquo;per la Francia e per il resto del continente&rdquo;.</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/mundo-07052012--100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Mai prima d’ora un’elezione in Francia ha avuto ripercussioni così forti in Europa. […] La vittoria del candidato socialista spezza l’egemonia del centrodestra dell’ultimo decennio, e fa nascere forti dubbi sulla coabitazione con la cancelliera Angela Merkel, che insieme al [presidente uscente Nicolas] Sarkozy ha voluto il patto di bilancio e le politiche d’austerity.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;Un nuovo inizio per l&rsquo;Europa&rdquo;, <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/13916/Verkiezingen-Frankrijk/article/detail/1434343/2012/05/07/Hollande-meteen-op-ramkoers-met-Duitsland-over-besparingen.dhtml" target="_self">titola De Morgen</a>, secondo cui &ldquo;il socialista Hollande &egrave; in rotta di collisione con la Germania sulla questione dell&rsquo;austerity&rdquo;. L&rsquo;<a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/2462/Standpunt/article/detail/1434341/2012/05/07/Hollande-en-Frau-Merkel.dhtml" target="_self">editoriale</a> del quotidiano belga sottolinea che</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/de-morgen-07052012--100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">se Hollande riuscirà a realizzare il cambio di rotta europeo [in direzione della crescita] è ancora da vedere. Ci proiettiamo già sul suo primo viaggio a Berlino, dove dovrà raggiungere un compromesso storico con la rigida cancelliera Angela Merkel. Il dialogo tra i due si svolgerà in un clima agitato, in seguito alle elezioni parlamentari che ieri hanno stravolto lo scenario politico in Grecia. Le nubi che aleggiano sul continente sono diventate ancora più nere.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Lo svedese <a href="http://www.dn.se/ledare/huvudledare/europa-haller-andan" target="_self">Dagens Nyheter scrive</a> che sull&rsquo;immigrazione e le minoranze il nuovo presidente ha scelto un approccio pi&ugrave; tollerante e aperto di quello di Nicolas Sarkozy, ma &ldquo;solleva interrogativi inquietanti per quanto riguarda la politica economica&rdquo;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/dagens-nyheter-07052012--100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Se Hollande romperà il trattato fiscale scatenerà seri problemi. L’Europa ha bisogno di crescita, ma senza una barriera efficace contro gli enormi deficit di bilancio degli stati l’euro potrebbe non riuscire a sopravvivere. L’unione monetaria e la sua capacità di prendere decisioni comuni sarebbero compromesse. Per questa ragione sembra difficile che Hollande chieda seriamente di rinegoziare il patto. Più verosimilmente si accontenterà di aggiungere un protocollo sull’importanza della crescita.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>L&rsquo;editoriale del ceco <a href="http://ehl.blog.ihned.cz/c1-55728670-jina-evropa" target="_self">Hospod&aacute;řsk&eacute; Noviny sostiene</a> che da questo &ldquo;week-end elettorale&rdquo; nasce &ldquo;un&rsquo;altra Europa&rdquo;. Le elezioni presidenziali in Francia e le legislative in Grecia dimostrano che il Vecchio continente &egrave; alle prese con una &ldquo;nuova rivoluzione francese&rdquo;. Una rivoluzione che fa vacillare il consenso sull&rsquo;integrazione europea, attualmente alle prese con la crisi pi&ugrave; profonda dagli anni cinquanta:&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/hospodarske-noviny-100_5.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Gli europei vogliono che i loro leader non si limitino ai tagli di bilancio. […] Dopo il trattato fiscale l’Europa avrà bisogno di pensare all’economia in modo innovativo.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 07 May 2012 17:26:55 +0100</pubDate><guid>1940731</guid></item>
<item><title>Francia | Hollande, la rivoluzione è lontana (Financial Times, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1930861-hollande-la-rivoluzione-e-lontana</link><description><![CDATA[La possibile vittoria del candidato socialista al ballottaggio presidenziale ha scatenato le reazioni allarmate della stampa e dei partner. Ma il vero pericolo è l’ortodossia del rigore sostenuta dai suoi avversari. (Article)]]></description><pubDate>Sun, 06 May 2012 09:42:09 +0100</pubDate><guid>1930861</guid></item>
<item><title>Francia-Paesi Bassi | Nuova geografia | Cartoon (NRC Handelsblad, Rotterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1866621-nuova-geografia</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:11:55 +0100</pubDate><guid>1866621</guid></item>
<item><title>Francia | Il vento cambia anche in Europa</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1860301-il-vento-cambia-anche-europa</link><description><![CDATA[<p>Lo scontro al secondo turno tra Fran&ccedil;ois Hollande e Nicolas Sarkozy era previsto dai sondaggi, che da tempo davano in testa il candidato socialista. Il risultato del Front National, invece, &egrave; stato una vera sorpresa. Con circa il 20 per cento delle preferenze, Marine Le Pen peser&agrave; in modo rilevante sulla campagna del presidente uscente.</p><div class="extract"><div class="intror"><p>Secondo il Financial Times Deutschland la seconda posizione di Nicolas Sarkozy &egrave; un&rsquo;&ldquo;umiliazione&rdquo; che testimonia il &ldquo;rifiuto brutale&rdquo; di cui &egrave; oggetto il presidente uscente. Il quotidiano tedesco&nbsp;<b id="internal-source-marker_0.923099824693054"><a href="http://www.ftd.de/politik/europa/:praesidentenwahl-in-frankreich-brutale-abwahl/70026146.html#utm_source=rss2&amp;utm_medium=rss_feed&amp;utm_campaign=/politik" target="_self">sottolinea</a>&nbsp;</b>che quello del primo turno &ldquo;non &egrave; soltanto un risultato, ma un verdetto contro un presidente incapace di realizzare le riforme necessarie&rdquo;. Convinto che i francesi vogliano sbarazzarsi a tutti i costi di Sarkozy, il Financial Times Deutschland ribadisce che Fran&ccedil;ois Hollande potrebbe avere il pragmatismo necessario per uscire dalla crisi:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/FTD-23042012-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Il risultato del primo turno rappresenta una grande occasione e allo stesso tempo un rischio ancora maggiore. Paradossalmente l’occasione si nasconde dietro l’andatura incerta e la presenza poco dinamica di Hollande. Se non ci saranno miracoli nelle prossime due settimane, la Francia avrà un presidente noioso al posto di uno che faceva continuamente auto-promozione. Ma proprio grazie alla sua riservatezza e alla mancanza di determinazione, Hollande potrebbe più del suo predecessore essere in grado di avviare una politica pragmatica basata sulle riforme necessarie per tirare fuori il paese dalla crisi del debito e dalla miseria economica. </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;Nicolas Sarkozy vacilla&rdquo;, scrive <a href="http://blog.rp.pl/magierowski/2012/04/23/nicolas-sarkozy-sie-chwieje" target="_self">su Rzeczpospolita</a> Marek Magierowski, secondo cui il presidente uscente</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/100rzeczpospolita-04232012_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">avrà grandi difficoltà a conquistare i sostenitori di Marine Le Pen, che con ogni probabilità tra due settimane si asterranno in massa. Se Sarkozy vuole continuare a cullare il sogno della rielezione, deve mettere tutto sulla bilancia e virare ancora di più a destra. Molto più a destra. Se vincerà dovrà diventare un lepenista, anche solo per un momento. </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>In Spagna El Pa&iacute;s ricorda che la portata del voto francese oltrepassa le frontiere nazionali. <a href="http://elpais.com/elpais/2012/04/22/opinion/1335124722_648033.html" target="_self">Secondo il quotidiano</a> madrileno&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/pais-23042012-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">tutta Europa si sente coinvolta da quest’elezione, dove si affrontano concezioni diverse dell’integrazione a livello continentale. Anche se  negli ultimi tempi Sarkozy si è avvicinato alle tesi di Hollande sul sostegno alla crescita contro il ricorso esclusivo all’austerity, altri elementi - per esempio il controllo dell’immigrazione nell’Ue - separano nettamente i due candidati. Sarebbe paradossale che il principale alleato europeo [del primo ministro spagnolo Mariano] Rajoy fosse alla fine un socialista all’Eliseo. Anche se non sarebbe una novità, perché Sarkozy è lo è stato per [il socialista José Luis] Zapatero.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Secondo To Vima, infine, il voto francese rappresenta &ldquo;una lezione per la Germania&rdquo;. &ldquo;La sconfitta di Sarkozy non &egrave; soltanto una sconfitta personale -&nbsp;<a href="http://www.tovima.gr/opinions/article/?aid=454262&amp;h1=true" target="_blank">scrive</a>&nbsp;il quotidiano ateniese - ma anche una disfatta per la politica tedesca&rdquo;. Una politica &ldquo;che [Sarkozy] ha sostenuto fedelmente&rdquo;. Dalle urne delle prime elezioni di rilievo dopo la firma del trattato fiscale vengono fuori due messaggi chiari, scrive To Vima:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Il primo è che la leadership della Germania in Europa è il tema centrale che divide l’elettorato in Francia, mentre il secondo è che il popolo francese patisce le conseguenze della politica imposta dalla Germania all’europa, anche se è stato meno coinvolto [rispetto ad altri]. […] Tuttavia, anche se la sconfitta di Sarkozy sarà confermata al secondo turno e la Francia cambierà presidente, non che detto che il nuovo capo di stato reagirà al diktat tedesco in Europa. Soprattutto perché, se non si adatterà alla politica tedesca, i mercati minacceranno presto la Francia con tassi di prestito elevati. […] L’Europa cambia e cambia contro la Germania. È possibile spaventare i governi ma non i popoli, ed è per questo motivo, a prescindere dall’elezione o meno di François Hollande, che siamo agli inizi del declino del dominio tedesco.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:21:31 +0100</pubDate><guid>1860301</guid></item>
<item><title>Francia | Colpi da KO | Cartoon (Handelszeitung, Zurigo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1832901-colpi-da-ko</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:03:09 +0100</pubDate><guid>1832901</guid></item>
<item><title>Francia | Boia clementi | Cartoon (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1800691-boia-clementi</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:29:51 +0100</pubDate><guid>1800691</guid></item>
<item><title>Francia | Sotto shock | Cartoon (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1660661-sotto-shock</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 20 Mar 2012 17:06:12 +0100</pubDate><guid>1660661</guid></item>
<item><title>Francia | Maratona | Cartoon (Le Soir, Bruxelles)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1654111-maratona</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 19 Mar 2012 16:10:34 +0100</pubDate><guid>1654111</guid></item>
<item><title>Francia | Sarkozy fa campagna contro Schengen</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1612301-sarkozy-fa-campagna-contro-schengen</link><description><![CDATA[<p>Nicolas Sarkozy &quot;vuole farla finita con l'Europa colabrodo&quot;, titola Le Figaro. A Villepinte, di fronte a migliaia di simpatizzanti, il presidente francese ha annunciato due proposte chiave. Sarkozy vuole una revisione degli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone per rafforzare le frontiere, e minaccia di sospendere la partecipazione della Francia se i trattati non verranno modificati entro i prossimi 12 mesi. Inoltre chiede un &quot;Buy European Act&quot; sul modello americano, che permetterebbe alle imprese che producono in Europa di beneficiare dei finanziamenti europei in occasione delle gare d'appalto.</p><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2012/03/11/10001-20120311ARTFIG00258-sarkozy-l-avocat-de-l-europe.php">Secondo il quotidiano conservatore</a> Le Figaro, Nicolas Sarkozy si presenta come &quot;l&#039;avvocato dell&#039;Europa&quot;, a cui ha dedicato pi&ugrave; di met&agrave; del suo discorso:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/FIGARO-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La campagna presidenziale, che molti temevano si sarebbe basata solo su polemiche inutili, ha finalmente preso slancio. Ieri a Villepinte Sarkozy ha ricordato giustamente che il destino della Francia è legato a doppio filo a quello dell&#039;Europa. [Nel frattempo] François Hollande insiste per la revisione del patto europeo sull&#039;equilibrio di bilancio. Per riconciliare i francesi con l&#039;Europa, questa &#039;Europa politica che protegge&#039; e che non dev&#039;essere un &#039;colabrodo&#039;, Nicolas Sarkozy vuole correggerne i meccanismi difettosi, rafforzando le convergenze tra gli stati e proteggendo le frontiere. Per questo [vuole modificare] gli accordi di Schengen, poco scrupolosi nei confronti dei flussi migratori verso l&#039;Unione in un momento in cui gli stati membri non hanno più i mezzi per mostrarsi generosi. </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a href="http://www.liberation.fr/politiques/01012395377-improvisation" target="_self">Per il quotidiano di sinistra Lib&eacute;ration</a>, invece, Sarkozy ha</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/liberation-100_1.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">tentato di assumere una posa mitterandiana, quella del presidente che vuole abbracciare un disegno europeista. Ma Sarkozy non è Mitterand. Scegliendo il terreno dell&#039;immigrazione, il presidente francese trascina l&#039;Europa nell&#039;ambito dei suoi calcoli elettorali.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.mediapart.fr/journal/france/110312/sarkozy-le-populisme-en-version-europeenne?page_article=3">Mediapart sottolinea</a> che</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/mediapart-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">con questi ultimatum assurti a forma di governo, [Sarkozy] si ispira ai grandi leader populisti europei come l&#039;ex presidente polacco Lech Kaczynski - conservatore, nazionalista e autore di diversi colpi di teatro sulla scena europea - […] il presidente ceco Vaclav Klaus o l’ungherese Viktor Orban.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Il presidente francese&nbsp;&quot;ha fatto un altro passo a destra&quot;, commenta <a href="http://www.taz.de/Kommentar-Sarkozy-im-Wahlkampf/!89437/" target="_self">la Tageszeitung</a> :</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/taz-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Ancora un po&#039; e cadrà tra le braccia di Marine Le Pen del Front National. […] Angela Merkel continuerà a sostenerlo a ogni costo? Insieme ad altri capi di governo conservatori, la cancelliera si è schierata contro François Hollande perché il candidato socialista ha dichiarato di voler rinegoziare il patto fiscale (non certo distruggerlo). E ora Sarkozy si dichiara pronto a modificare quattro trattati europei. Chi capisce la Francia è bravo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&amp;ID_articolo=1150&amp;ID_sezione=242">Secondo La Stampa</a> &quot;uno stressato Sarkozy&quot; cerca di conquistare gli elettori dell&#039;estrema destra, anche se questo significa contraddire il sostegno espresso l&#039;anno scorso alla <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/648541-un-fatale-passo-indietro">proposta di riforma</a> che doveva affidare a Bruxelles i controlli frontalieri. Ma se sar&agrave; rieletto</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/stampa-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">troverà probabilmente il modo di far marcia indietro, esattamente come fece nel 2008, quando da euroscettico divenne padre dell’Europa nello spazio di un’estate.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 12 Mar 2012 16:33:43 +0100</pubDate><guid>1612301</guid></item>
<item><title>Fiction | Guida alla crisi dell'euro per autostoppisti (Cicero, Berlino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1573701-guida-alla-crisi-dell-euro-autostoppisti</link><description><![CDATA[Come nel romanzo di Douglas Adams, la crisi dell&#039;euro potrebbe essere l&#039;esperimento di un&#039;intelligenza superiore. Speriamo che anche l&#039;Europa non venga spianata per far posto a un&#039;autostrada. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 02 Mar 2012 16:47:51 +0100</pubDate><guid>1573701</guid></item>
<item><title>Consiglio europeo | Il fronte anti-austerity guadagna consensi (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1568831-il-fronte-anti-austerity-guadagna-consensi</link><description><![CDATA[Al Consiglio europeo che si è aperto il 1 marzo la priorità è la firma del trattato fiscale. Ma contro il rigore imposto dalla Germania cresce la fronda che chiede sostegno alla crescita. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 01 Mar 2012 16:15:59 +0100</pubDate><guid>1568831</guid></item>
<item><title>Germania-Francia | Merkel vuole salvare la coppia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1487411-merkel-vuole-salvare-la-coppia</link><description><![CDATA[<p>In un'<a target="_self" href="http://www.elysee.fr/president/mediatheque/videos/2012/fevrier/interview-televisee-de-nicolas-sarkozy-et-angela.12955.html?search=&amp;xtmc=&amp;xcr=&amp;offset=0&amp;context=null">intervista</a> rilasciata dai due leader all'emittente  francese France 2 e alla tedesca Zdf a conclusione del consiglio dei  ministri franco-tedesco del 6 febbraio, Angela Merkel ha espresso il suo  sostegno al presidente francese, che non &egrave; ancora ufficialmente  candidato alla rielezione. Fatto inedito in Europa, l'impegno della  cancelliera ha provocato le reazioni della stampa dei due paesi.&nbsp;</p><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.liberation.fr/politiques/01012388332-merkel-attachee-de-presse-de-sarkozy">Secondo Lib&eacute;ration</a>&nbsp;la cancelliera si &egrave; autonominata &quot;capo ufficio stampa&quot; di Nicolas Sarkozy, &quot;ufficializzando&quot; la ricandidatura del presidente francese. Un ruolo che secondo il quotidiano di sinistra nasconde diverse insidie per Sarkozy:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/liberation-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">potrebbe rafforzare ulteriormente la sudditanza economica della Francia nei confronti del suo partner, e dare l&#039;impressione che la futura campagna elettorale di Sarkozy sia influenzata da Berlino.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Un influenza non smentita da <a target="_self" href="http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2012/02/06/10001-20120206ARTFIG00700-les-verites-d-outre-rhin.php">Le Figaro</a>, che tuttavia sottolinea che </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/figaro-100_1.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Il famoso modello tedesco, fondato sulla competitività e l&#039;austerity di bilancio, s&#039;impone come unica soluzione in un continente in balia delle correnti della globalizzazione. La Francia è libera di imitarlo o rifiutarlo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span><a target="_self" href="http://abonnes.lemonde.fr/election-presidentielle-2012/article/2012/02/06/pourquoi-angela-merkel-fait-campagne-pour-nicolas-sarkozy_1639313_1471069.html">Le Monde spiega</a> &quot;perch&eacute; Merkel abbia deciso di sostenere Sarkozy&quot; nonostante il presidente francese sia indietro nei sondaggi: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/monde-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Sarkozy e Merkel hanno tutto l&#039;interesse a mostrare che il tandem funziona ancora. Il presidente per far credere che è alla guida dell&#039;Europa, la cancelliera per fare finta di non esserlo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>In Germania <a target="_self" href="http://www.sueddeutsche.de/politik/kanzlerin-unterstuetzt-sarkozy-im-wahlkampf-wenn-sich-mut-in-uebermut-verwandelt-1.1277220">la S&uuml;ddeutsche Zeitung scrive</a> che &quot;il coraggio si trasforma in esuberanza&quot; e si domanda quali siano le motivazioni della cancelliera:&nbsp; </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/suddeutsche-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Forse in futuro il 6 febbraio sarà ricordato come il giorno in cui, disperata, si è aggrappata al salvagente. Se Merkel prende sul serio l&#039;annuncio del socialista Hollande [che intende rinegoziare il trattato sull&#039;unione di bilancio], deve temere per il suo progetto europeo. Il candidato socialista non vuole economizzare, ma rilanciare l&#039;economia. La verità è che la cancelliera non si batte per Sarkozy, ma per la sopravvivenza della propria politica. Da questo punto di vista, la decisione non sembra affatto irrazionale.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Il conservatore Die Welt non nasconde la preoccupazione per un&#039;eventuale vittoria di Hollande, e <a target="_self" href="http://www.welt.de/print/die_welt/debatte/article13854229/Endlich-in-Europa-vereint.html">approva</a> il fatto che i due leader si siano &quot;finalmente uniti in Europa&quot;.&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/die-welt-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Anche se saranno soltanto i 45 milioni di elettori francesi a recarsi alle urne, le elezioni presidenziali riguardano tutta l&#039;Europa. Il verdetto potrebbe far tornare l&#039;Europa indietro di anni, forse decenni.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:51:36 +0100</pubDate><guid>1487411</guid></item>
<item><title>Francia | Sarkozy si appoggia al modello tedesco</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1474031-sarkozy-si-appoggia-al-modello-tedesco</link><description><![CDATA[<p>Il 29 gennaio, durante un suo intervento in televisione, Nicolas Sarkozy ha annunciato l'intenzione di applicare all&rsquo;economia francese alcune misure ispirate alla Germania e ha collocato il modello tedesco al centro della sua campagna presidenziale.</p><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lemonde.fr/election-presidentielle-2012/article/2012/01/30/angela-merkel-l-encombrant-modele-pour-nicolas-sarkozy_1636346_1471069.html">Secondo Le Monde</a> il riferimento alla Germania sta diventando una &ldquo;ossessione&rdquo; per il presidente:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/le-monde-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Sarkozy non è messo bene nei sondaggi e non è amato dai francesi. Così ha deciso di fare campagna elettorale in due: lui e Angela Merkel, Francia e Germania insieme. In due si è più forti. Dalla crisi finanziaria della scorsa estate che per poco non ha travolto l’euro, Nicolas Sarkozy ha fatto della Germania l’unico argomento della propria campagna elettorale. La Germania è il suo unico punto di riferimento. Ma la Francia non è la Germania e non c’è mai un’unica politica possibile. La campagna elettorale è fatta proprio per dimostrarlo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2012/01/30/10001-20120130ARTFIG00688-la-carte-allemande.php">Le Figaro si chiede</a> se &quot;le elezioni presidenziali non finiranno coll&rsquo;essere un referendum sul modello economico tedesco&rdquo; e ritiene che abbia</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/figaro-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">buone ragioni per giocarsi quella carta. Se è troppo pericoloso chiedere agli elettori di stringere la cinghia in piena crisi, è più redditizio prendere esempio dal paese che indiscutibilmente ha ottenuto i migliori risultati in Europa. I francesi sono pronti a seguirlo su questo terreno: l’opinione pubblica ha un’immagine molto positiva della Germania.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div><a target="_self" href="http://www.la-croix.com/ ">La Croix</a> si domanda invece se la Germania sia&nbsp;effettivamente un modello da seguire:</div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/la-croix-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">C’è nel mondo un paese modello, un sistema politico perfettamente maturo, un orientamento economico ideale che vada oltre i confini, alle culture e alle mentalità? […] In questi tempi di crisi in cui le finanze degli stati europei sono a rischio, la Germania dà l’impressione di essere la brava scolaretta, apprezzata dagli esaminatori per aver saputo gestire al meglio il proprio budget, evitando di aggravare i deficit, […] al punto da stupire i tedeschi stessi, non del tutto convinti della propria eccellenza. Il successo tedesco va analizzato in dettaglio ed è necessario chiedersi se quel modello è trasferibile altrove.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div><a target="_self" href="http://www.liberation.fr/politiques/01012386701-modele">Liberation ha dei dubbi</a> in proposito:</div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/liberation-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Nessuno intende rimettere in discussione l’intesa franco-tedesca, un “tesoro” prezioso che si è sempre rivelato un motore indispensabile per l’edificio europeo. Indubbiamente la Francia deve ispirarsi al proprio vicino. Il capo di stato, però, si è dimenticato di precisare che la deregulation del mercato del lavoro oltre Reno ha comportato l&#039;aumento della precarietà e della percentuale dei lavoratori a rischio povertà. Questa corsa serrata alla competitività mette in discussione la coesione stessa della società tedesca.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:03:30 +0100</pubDate><guid>1474031</guid></item>
<item><title>Ungheria | Underground | Cartoon (Cicero, Berlino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1447341-underground</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:03:11 +0100</pubDate><guid>1447341</guid></item>
<item><title>Eurozona | La Francia in serie B (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1399751-la-francia-serie-b</link><description><![CDATA[Il declassamento del debito francese da parte di Standard &amp; Poor&#039;s ha indebolito Nicolas Sarkozy, ma i problemi toccheranno anche a chi gli succederà. E l&#039;Europa è sempre più spaccata tra nord e sud. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:30:59 +0100</pubDate><guid>1399751</guid></item>
<item><title>Eurozona | Tra Merkel e Sarkozy spunta Monti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1387651-tra-merkel-e-sarkozy-spunta-monti</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p>&quot;Se gli italiani non vedono in un futuro prossimo dei risultati tangibili circa la loro disponibilit&agrave; a fare sacrifici e riforme, nascer&agrave; in Italia un movimento di protesta contro l&#039;Europa, diretto anche contro la Germania, considerata come il capofila dell&#039;intolleranza in seno all&#039;Ue, e contro la Banca centrale europea&quot; : la messa in guardia di Mario Monti in <a href="http://www.welt.de/politik/ausland/article13808298/Warum-Italien-mehr-wie-Deutschland-sein-sollte.html" target="_self">un&#039;intervista a Die Welt Online</a> sembra essere stata recepita dalla cancelliera.&nbsp;</p>
<p>&quot;Merkel promuove l&#039;Italia&quot;, titola quindi La Stampa, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9639" target="_self">secondo cui</a>&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120112stampa_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">l’Italia di Mario Monti piace alla Germania; la bozza di trattato europeo in discussione non appare più minacciosa. […] Monti in parole povere è andato a dire ad Angela Merkel che capisce benissimo l’ostinazione dei tedeschi nel pretendere rigore ed efficienza dagli altri paesi dell’area euro, anche a costo di lasciarli a lungo affacciati sull’orlo del baratro. Ma ha anche ammonito a non spingere troppo oltre questo gioco d’azzardo. Ha provato a spiegare qual è, secondo lui, il limite di resistenza dell’Italia.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=12-01-2012&amp;pdfIndex=69" target="_self">La Repubblica vede</a> una &quot;leggera apertura tedesca&quot;. Ma se Monti &egrave; riuscito a ottenere un  allentamento della disciplina di bilancio previsto nel trattato per  l&#039;unione economica rafforzata, che sar&agrave; discusso alla fine di gennaio,  &ldquo;sul fronte delle misure europee per garantire i mercati, invece, i  progressi per ora sono veramente scarsi.&rdquo;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120112repubblica.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Le lodi sperticate della cancelliera Merkel all´operato del governo Monti non sono di circostanza. Danno l´idea di quanto grande fosse in Europa la paura di un tracollo finanziario dell´Italia, e di quanto profondo sia il sollievo di vedere il Paese finalmente governato in modo responsabile. 
Ma i complimenti della signora Merkel e il ritrovato rispetto dell´Italia sulla scena internazionale non bastano a salvare il Paese. E probabilmente neppure a salvare l´euro.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-11/problema-italia-225111.shtml?uuid=AamLv3cE" target="_self">Secondo il Sole 24 Ore</a>, infine, in Europa &quot;il problema non &egrave; pi&ugrave; l&#039;Italia&quot;, ma proprio la Germania. La recessione minaccia l&#039;Europa ma anche i tedeschi, e il rilancio esige uno sforzo comune europeo.&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120112sole_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Invece, parole nuove ma per ora ancora parole: questo la Merkel ha regalato ieri all&#039;Italia di Monti. […] Quando un cancelliere tedesco parla tanto di Europa per non dire niente e poi fare poco nonostante il futuro dell&#039;euro resti tanto incerto, quando pretende di controllare direttamente le politiche di spesa dei partner espropriandoli della sovranità sui bilanci nazionali senza concedere niente in cambio, né in termini di solidarietà finanziarie né di crescita economica, c&#039;è davvero di che preoccuparsi. Anche perché il gioco dura da troppo tempo e non funziona. Come dimostrano i mercati.Al punto che, invece di continuare a colpevolizzare i comportamenti irresponsabili dei Paesi mediterranei che faticosamente stanno rimettendosi in riga spesso pagando un altissimo prezzo sociale, bisognerebbe cominciare a dissertare anche di irresponsabilità della Germania (a meno che il suo disegno sia quello di affondare e non di salvare l&#039;euro).</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Da parte tedesca <a href="http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/mario-monti-roms-vermoegen-11602364.html#Drucken" target="_self">la Frankfurter Allgemeine Zeitung approva</a> l&#039;elogio  delle riforme avviate dal governo Monti da parte della cancelliera,  consigliando al capo del governo italiano di spingersi oltre e tassare  le enormi fortune private del suo paese. Tuttavia il quotidiano  conservatore storce il naso a proposito dell&#039;intenzione di Mondi di  chiedere che il suo paese riceva prestiti a tassi agevolati sui  mercati:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120112faz_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">I partner dell&#039;Ue si sono sempre mostrati più che pazienti nei confronti dell&#039;indebitamento eccessivo dell&#039;Italia. Gli italiani invece non hanno approfittato del più grande regalo dell&#039;euro: tassi d&#039;interesse insolitamente bassi per risanare le loro finanze pubbliche […] Non è l&#039;Ue che è tenuta a concedere tassi d&#039;interesse più bassi all&#039;Italia, ma è Roma che per rispetto dei suoi partner deve ridurre il suo debito troppo elevato.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Intanto l&#039;insistenza di Berlino nel chiedere un maggiore impiego dell&#039;austerity incontra una resistenza sempre pi&ugrave; evidente in Europa, <a href="http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,808090,00.html" target="_self">nota lo Spiegel</a>. Una prima conseguenza &egrave; il cambiamento dei rapporti di forza in seno all&#039;Ue. &quot;Due contro &#039;La Merkel&#039;&quot;, titola il quotidiano, sostenendo che il presidente francese Nikolas Sarkozy e Mario monti hanno unito le forze contro la cancelliera:&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/logo-spiegel.png" alt="" class="iquote" /><p class="quote">A volte un messaggero di speranza può diventare scomodo. […] Monti non vuole economizzare. Vuole un&#039;altra politica, completamente diversa da quella sostenuta da Angela Merkel. […] Tutto ciò che il premier italiano rivendica, Parigi lo sostiene da tempo […]. Finora Merkel è riuscita il più delle volte a imporsi sulle ambizioni francesi. Ma ora Parigi può contare sul sostegno dell&#039;Italia, che resta comunque la terza economia dell&#039;eurozona. Alla fine della settimana scorsa Monti ha fatto visita al presidente francese per mettersi d&#039;accordo sul cammino da intraprendere. Secondo le voci di corridoio, l&#039;atmosfera era particolarmente serena.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:19:16 +0100</pubDate><guid>1387651</guid></item>
<item><title>Euro | La battaglia continua | Cartoon (De Groene Amsterdammer, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1386931-la-battaglia-continua</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 12 Jan 2012 14:59:11 +0100</pubDate><guid>1386931</guid></item>
<item><title>Crisi dell&amp;#039;euro | Merkozy non ha più una strategia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1379261-merkozy-non-ha-piu-una-strategia</link><description><![CDATA[<p>Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno paura &quot;di affrontare il cuore del problema&quot; della crisi del debito, <a target="_self" href="http://www.ekonomia24.pl/artykul/769534,789286-Koziel--Strategia-kleski-Paryza-i-Berlina.html%20Dziennik%20Gazeta%20Prawna%20editorial">scrive Rzeczpospolita</a> all'indomani dell'incontro in cui i due leader hanno presentato il  loro ultimo progetto fiscale. Secondo il quotidiano polacco una  disciplina di bilancio pi&ugrave; stretta e sanzioni automatiche non salveranno  l'euro:&nbsp;</p>
<blockquote><p>I leader di Francia e Germania non sanno ancora da dove tirare fuori  il denaro per salvare Spagna e Italia in caso di necessit&agrave;; non hanno  pi&ugrave; alcun piano d'emergenza per la Grecia (nel caso in cui il negoziato  con i creditori dovessero fallire); hanno paura di ricapitalizzare le  banche e allo stesso tempo evitano di chiarire cosa significherebbe  salvare i paesi rovinati. La loro &egrave; una strategia di sconfitta. &nbsp;</p>
</blockquote>
<p>El Pa&iacute;s condivide la sfiducia e nel suo <a target="_self" href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/Algo/retorica/elpepipri/20120110elpepiopi_2/Tes">editoriale</a>  chiede a &quot;Merkozy&quot; di andare al di l&agrave; della retorica. I due leader  &quot;hanno affrontato la questione dei mezzi necessari a favorire l'impiego e  stimolare la crescita&quot;. A credere loro sulla parola, sottolinea il  quotidiano madrileno,&nbsp;</p>
<blockquote><p>saremmo davanti alla nascita di una nuova fase della politica  economica europea, che fino a oggi si &egrave; concentrata sulla monocoltura  dell'austerity e del riassestamento delle finanze pubbliche [&hellip;]. Se  tutto andr&agrave; come sembra, il prossimo trattato consacrer&agrave;  un'inaccettabile asimmetria tra l'estremo rigore fiscale da una parte e  una politica comune puramente dichiarativa dall'altra. </p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:39:48 +0100</pubDate><guid>1379261</guid></item>
<item><title>Unione europea | Calendari 2012 | Cartoon (24 heures, Losanna)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1324141-calendari-2012</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:00:31 +0100</pubDate><guid>1324141</guid></item>
<item><title>Euro | Notte santa | Cartoon (Neues Deutschland, Berlino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1325821-notte-santa</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:00:23 +0100</pubDate><guid>1325821</guid></item>
<item><title>Francia-Turchia, lite sul genocidio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1325661-francia-turchia-lite-sul-genocidio</link><description><![CDATA[<p>I deputati francesi sono passati alle vie di fatto: il 22 dicembre hanno adottato una <a target="_self" href="http://www.assemblee-nationale.fr/13/dossiers/lutte_racisme_genocide_armenien.asp">proposta di legge</a> che condanna la negazione dei genocidi. Approvata col sostegno della maggioranza e dell&rsquo;opposizione di sinistra, la nuova legge prevede un anno di reclusione e multe fino a 45mila euro per &ldquo;chiunque contesti l&rsquo;esistenza dei genocidi riconosciuti dalla legge&rdquo; e va ad aggiungersi ad <a target="_self" href="http://www.lexpress.fr/actualite/societe/histoire/les-lois-memorielles-sont-elles-demagogiques_1064213.html">altre quattro leggi</a> di questo tipo dette &ldquo;del ricordo&rdquo;, che in pratica dichiarano il punto di vista ufficiale dello stato su altrettanti avvenimenti storici.</p>
<p>Il testo riguarda anche il genocidio armeno del 1915-1916, nel corso del quale quasi 1,2 milioni di armeni (pari ai due terzi di quelli viventi all&rsquo;epoca nell&rsquo;Impero ottomano) persero la vita nelle deportazioni e nei massacri organizzati dallo stato. &Egrave; per questo motivo che il testo di legge &ndash; che in ogni caso deve ancora passare all&rsquo;esame del senato e tornare quindi all&rsquo;Assemblea nazionale francese &ndash; ha scatenato le ire di Ankara, che ha richiamato il proprio ambasciatore a Parigi e minacciato la Francia di rappresaglie commerciali e diplomatiche.</p><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lepoint.fr/monde/ou-va-le-monde-pierre-beylau/turquie-armenie-genocide-armenien-vive-la-demagogie-22-12-2011-1411290_231.php  ">Su&nbsp;Le Point</a> l&rsquo;opinionista Pierre Beylau denuncia l&rsquo;accaduto come una manovra politica del governo francese in vista delle elezioni presidenziali e si chiede:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/LePoint-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Era davvero il caso di far emergere il vecchio mostro marino del genocidio del 1915, di cui nessuna persona seria contesta più la realtà? Si tratta palesemente di una manovra politica di chi ritiene determinante il voto armeno. Per compiacere una lobby non si esita pertanto a correre il rischio di provocare danni considerevoli sul piano diplomatico ed economico.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Dal punto di vista della diplomazia francese in Medio Oriente &ldquo;un braccio di ferro con Ankara &egrave; assurdo&rdquo;, <a target="_self" href="http://abonnes.lemonde.fr/idees/article/2011/12/22/les-lois-memorielles-ne-servent-a-rien-helas_1621554_3232.html#ens_id=1620748  ">rincara Le Monde</a>. Ma per il quotidiano il vero problema &egrave; la natura stessa della proposta di legge:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/LeMonde-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Non spetta al legislatore – appoggiato nello specifico dall’Eliseo – far luce sulla storia. Da qualche anno la Francia ufficiale adora questa giuridicizzazione della Storia. Si approvano leggi “del ricordo”, si crea il reato di negazionismo. Ma queste cose non servono a niente: non alleviano neppure il dolore di coloro che vedono il loro passato […] ignobilmente riscritto per essere poi negato.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.mediapart.fr/journal/international/221211/la-france-et-la-turquie-au-miroir-de-leur-pathologie-nationale">Mediapart interpreta</a> questa diatriba alla luce della storia dei due paesi, entrambi alle prese con un ingombrante &quot;padre della patria&quot;: il generale De Gaulle e Mustapha Kemal.<br />
&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/mediapart-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La Francia e la Turchia soffrono, in misura differente, della stessa patologia nazionale: l’incapacità di portare il lutto per la grandeur del proprio passato; il tentativo disperato di aggrapparsi a un salvatore supremo che culla la madre patria in una ferrea mitologia; il rifiuto di fare l’inventario della storia, di procedere a una cernita, di riconoscere errori e delitti.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Sulla versione in inglese del quotidiano turco Zaman, l&rsquo;editorialista <a target="_self" href="http://www.todayszaman.com/columnist-266465-monsieur-sarkozy-look-in-the-mirror-and-see-who-the-real-genocide-perpetrator-is.html">B&uuml;lent Keneş se la prende</a> senza mezzi termini&nbsp;col presidente francese: <em><br />
</em></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Zaman-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Introducendo una proibizione che prende di mira un fatto storico controverso e facendolo proprio prima delle elezioni presidenziali, ha mostrato a tutti che cosa è la democrazia ‘alla Sarkozy’. Essendo noto il suo interesse a creare dogmi su avvenimenti controversi del passato tramite mezzi politici e legislativi, avrebbe fatto meglio a ripensare all&#039;indiscutibile passato coloniale francese invece di rovistare nelle lacune della storia turca. Proibire le opinioni e le idee che avrebbero potuto essere espresse sul presunto ‘genocidio’ del 1915, ancor prima di presentare le proprie scuse per i massacri commessi dalla Francia in Algeria in un passato ancora molto recente, […] o per gli stermini perpetrati in altri paesi africani e in Indocina come pure nelle colonie d’oltremare è ciò che ci si può aspettare da un buffone della politica francese, che parla politichese e si chiama Sarkozy.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://gundem.milliyet.com.tr/soykirim-degil-demek-sucu/gundem/gundemyazardetay/22.12.2011/1478747/default.htm">Su Milliyet</a> Mehmet Tezkan scrive che il presidente francese ha &ldquo;due motivi per volere questa legge&rdquo;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Milliyet-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La prima è un investimento politico diretto per avere il voto degli armeni, e la seconda è nuocere alle relazioni con Ankara. I rapporti tra Sarkozy ed Erdogan non sono mai stati buoni e a partire da oggi si può affermare che tutti i ponti sono stati bruciati. Obiettivo di Sarkozy è allontanare la Turchia dall’Ue con questo genere di manovre.
</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://yenisafak.com.tr/Yazarlar/Default.aspx?i=30289&amp;y=AliBayramoglu">Su Yeni Şafak</a> Ali Bayramoglu ricorda infine che</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/YeniSafak-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">secondo l’interpretazione corrente dell’articolo 301 del Codice penale turco, è un crimine affermare che ‘c’è stato un genocidio armeno’. In Francia è un crimine affermare che ‘un genocidio armeno non c’è stato’. Possibile che non ci si renda conto che entrambi questi atteggiamenti sono lesivi della libertà d’espressione e impediscono alle due parti di interrogarsi sul proprio passato? La legge francese creerà danni seri.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:29:59 +0100</pubDate><guid>1325661</guid></item>
<item><title>Diplomazia | Il numero dell'Europa | Cartoon (Liberté, Algeri)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1320861-il-numero-dell-europa</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 22 Dec 2011 17:35:15 +0100</pubDate><guid>1320861</guid></item>
<item><title>Eurozona | Questione di rating | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1307541-questione-di-rating</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:48:16 +0100</pubDate><guid>1307541</guid></item>
<item><title>Eleggere la Commissione | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/1299741-eleggere-la-commissione</link><description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni in molti hanno scritto che uno dei motivi per cui la crisi del debito dell'eurozona ha rischiato di distruggere la moneta unica &egrave; che i tempi di reazione dei governi, Berlino in testa, sono stati troppo lunghi. Inoltre quando i 17 si sono decisi ad agire lo hanno fatto alla loro maniera, ovvero affidandosi alle iniziative del tandem franco-tedesco.</p>
<p>Dopo aver preso il comando delle operazioni (forse suo malgrado), &quot;Merkozy&quot; &egrave; riuscito in qualche modo a evitare che il transatlantico Euro si schiantasse sugli scogli della crisi. Almeno finora. La gestione dell'emergenza ha per&ograve; sancito il trionfo del metodo intergovernamentale, sostenuto dal presidente francese, dalla cancelliera tedesca e da Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo e grande architetto del compromesso tra gli stati membri. Si tratta di un metodo che presenta alcuni vantaggi &ndash; le decisioni scaturite dal confronto tra i capi di stato sono pi&ugrave; rapide, efficaci e legittime &ndash; ma anche diversi inconvenienti, come l'assenza di trasparenza e l'emarginazione dei &quot;piccoli&quot; paesi.</p>
<p>L'avvento di Merkozy, inoltre, ha tagliato fuori dai giochi le istituzioni comunitarie (Commissione e Parlamento europeo), e ha indebolito l'Unione europea nel suo complesso. Agli occhi dell'opinione pubblica ormai l'Ue &egrave; sempre meno una soluzione e sempre pi&ugrave; parte del problema.</p>
<p>Jos&eacute; Manuel Barroso continua a rivendicare un ruolo pi&ugrave; decisivo per la Commissione, a cominciare dal controllo sul rispetto del nuovo patto per l'euro. Tuttavia alcuni analisti e buona parte dell'opinione pubblica la considerano ancora un club di burocrati non eletti, che pretendono di controllare i bilanci nazionali imponendo la loro ricetta di misure draconiane.</p>
<p>Il principale difetto dell'istituzione che dovrebbe incarnare l'idea di un governo europeo &egrave; evidente: nonostante abbiano ottenuto la fiducia del parlamento europeo, i commissari non sono stati eletti dai cittadini, ma nominati dagli stati membri. L'assenza di un legame diretto tra i cittadini europei e la Commissione getta un'ombra di dubbio sulla legittimit&agrave; delle azioni dei commissari. Ecco perch&eacute; sarebbe il caso che venissero eletti direttamente dai cittadini, o almeno (opzione al momento pi&ugrave; praticabile) dagli europarlamentari.&nbsp;</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:25:24 +0100</pubDate><guid>1299741</guid></item>
<item><title>E adesso? | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/1267341-e-adesso</link><description><![CDATA[<p>Una delle costanti della crisi dell'eurozona &egrave; che non si sa mai se l'ultimo vertice &egrave; servito a salvare la moneta unica una volta per tutte. Il summit in corso a Bruxelles non fa eccezione. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono riusciti a far approvare dai loro partner l'iscrizione della disciplina di bilancio nel marmo del progetto europeo. Tuttavia la reazione blanda dei mercati finanziari all'indomani del Consiglio europeo lascia pensare che non siamo ancora fuori dal tunnel.</p>
<p>L'<a href="http://consilium.europa.eu/press/press-releases/latest-press-releases/newsroomloaddocument?id=&amp;lang=it&amp;directory=en/ec/&amp;fileName=126658.pdf" target="_self">accordo</a> esclude gli eurobond (che coinvolgerebbero un gran numero di attori finanziari) e la concessione di una licenza bancaria al Meccanismo europeo di stabilit&agrave;, che sar&agrave; inaugurato nel giugno 2012. La licenza avrebbe permesso al fondo di salvataggio di finanziarsi attraverso la Banca centrale europea, garantendo in questo modo capitali illimitati per soccorrere i paesi in difficolt&agrave;. L'idea &egrave; stata per&ograve; fortemente osteggiata dalla Germania, preoccupata dall'inflazione e dalla sottomissione della Bce a interessi politici. Il rifiuto di Berlino priva l'eurozona del &quot;bazooka&quot; che avrebbe potuto convincere i mercati che l'Europa &egrave; pronta a tutto per uscire dalla crisi.</p>
<p>Con l'avvio della riforma dei trattati europei, l'Unione guadagna un po' di tempo. Probabilmente utilizzeremo ancora i nostri euro all'inizio del 2012, nonostante le tetre profezie delle ultime settimane. Non &egrave; un risultato da poco. Tuttavia, quale che sia l'opinione che si possa avere dei mercati, delle agenzie di rating e degli speculatori che attaccano le economie europee, resta da vedere come reagiranno alla decisione dei 27. L'altra faccia dell'accordo, intanto, &egrave; l'istituzionalizzazione di un'Europa a pi&ugrave; velocit&agrave; e la probabile uscita del Regno Unito dall'Ue.</p>
<p>Anche se nell'immediato futuro bisogner&agrave; impegnarsi per risolvere queste cruciali problematiche politiche, gi&agrave; adesso &egrave; possibile auspicare due sviluppi in grado di rendere la pillola meno amara. Innanzitutto, ora che la Germania ha ottenuto la disciplina che voleva, si pu&ograve; cominciare a lavorare per abbinare alla stabilit&agrave; monetaria una forma di solidariet&agrave; (gli eurobond o un coinvolgimento maggiore della Bce nel soccorso ai paesi in difficolt&agrave;). Inoltre i governi europei dovrebbero capire che &egrave; necessario uscire dalla logica dell'austerity e avviare una reale politica di crescita economica su scala continentale. Per raggiungere questo obiettivo esiste gi&agrave; uno strumento, ed &egrave; la <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/166091-lo-sviluppo-ripassare-nel-2020" target="_self">strategia 2020</a>. Non bisogna fare altro che cominciare a prenderla sul serio. (<em>traduzione di Andrea Sparacino</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:31:28 +0100</pubDate><guid>1267341</guid></item>
<item><title>Consiglio europeo | Una vittoria che costa cara (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1268091-una-vittoria-che-costa-cara</link><description><![CDATA[Angela Merkel è riuscita a ottenere l&#039;impegno dell&#039;Ue verso la disciplina di bilancio e l&#039;unione fiscale. Ma il suo colpo di mano ha provocato forti tensioni e l&#039;allontanamento del Regno Unito dal nucleo dell&#039;Unione. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:21:13 +0100</pubDate><guid>1268091</guid></item>
<item><title>Crisi del debito | Sarko, Merko, Euro | Cartoon (The New York Times, New York)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1263311-sarko-merko-euro</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 08 Dec 2011 16:50:14 +0100</pubDate><guid>1263311</guid></item>
<item><title>Chi li ama li segua</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1255191-chi-li-ama-li-segua</link><description><![CDATA[<p>L'accordo prevede una riforma dei trattati per introdurre il principio del rigore di bilancio e sanzioni &quot;immediate&quot; e &quot;automatiche&quot; per gli stati il cui deficit superer&agrave; il 3 per cento del pil. Parigi e Berlino chiedono inoltre l'istituzione di una &quot;regola d'oro rafforzata e armonizzata a livello europeo&quot;, affinch&eacute; ciascun paese possa offrire garanzie sul rispetto degli obiettivi di equilibrio finanziario. Nel frattempo l'agenzia di rating Standard &amp; Poor's ha annunciato di aver messo &quot;sotto sorveglianza negativa&quot; tutti i paesi dell'eurozona, compresi quelli con la &quot;tripla A&quot;.&nbsp;</p><div class="extract"><div class="intror"><p><span><a href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/pata/coja/elpepiopi/20111206elpepiopi_1/Tes" target="_self">El Pa&iacute;s definisce</a> l&#039;accordo &quot;sbilenco&quot;, &quot;insufficiente&quot; nell&#039;insieme e &quot;discutibile&quot; sotto ogni aspetto, soprattutto considerando la totale assenza di riferimenti alla divisione delle responsabilit&agrave;: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/pais-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">È insufficiente perché Merkel e Sarkozy non disegnano affatto (come sostengono) un&#039;unione fiscale […], ma al contrario non fanno altro che enfatizzare la disciplina di bilancio. Una riforma del trattato di Lisbona sotto minaccia sarebbe necessaria solo in caso di boicottaggio di qualche stato, e inoltre mette pressione a tutti spalancando un vaso di Pandora di interminabili discussioni bizantine. Ci sono voluti 10 anni per mettere a punto i trattati attualmente in vigore. Le maggiori carenze del progetto risiedono nella scarsa attenzione ai meccanismi per affrontare la crisi. C&#039;è soltanto un accenno all&#039;anticipazione al 2012 della creazione del Fondo di salvataggio definitivo, un silenzio assordante sul ruolo cruciale della Bce e un rifiuto irritante degli eurobond. Un magro raccolto, insomma. Se il piano non sarà migliorato in occasione del vertice dell&#039;8 e 9 dicembre la gioia dei mercati avrà vita breve.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>&quot;Vince Berlino&rdquo;, <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/433220/" target="_blank">sintetizza La Stampa</a>. Il quotidiano torinese apprezza che Merkel e Sarkozy abbiano riconosciuto l&#039;autonomia del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, ma sottolinea con rammarico che l&#039;accordo tra il presidente francese e la cancelliera tedesca &egrave; stato raggiunto a scapito degli eurobond, i famosi titoli di stato europei. Per il resto &quot;non c&#039;&egrave; un gran che di nuovo&quot;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/stampa-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Colpisce soprattutto la cosa di cui non si è parlato. I due hanno evitato la parola Bce, che il francese vorrebbe interventista e la tedesca limitata ai compiti di protezione della stabilità dei monetaria con la leva dei tassi. </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a href="http://www.jornaldenegocios.pt/home.php?template=SHOWNEWS_V2&amp;id=523803">Secondo il portoghese Jornal de Neg&oacute;cios</a></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/jornal-negocios-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">chi conosce l&#039;Europa sa che Merkel e Sarkozy hanno tracciato un cammino incerto nella lotta contro il crollo immediato dell&#039;euro, e inoltre hanno riaperto le ferite profonde aperte dalla crisi del 2010 nella sovranità e nella democrazia dei paesi dell&#039;Ue.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span id="internal-source-marker_0.46166416903383567"> </span><a href="http://jornal.publico.pt/noticia/06-12-2011/a-europa-do-diktat-da-alemanha-23561931.htm"><span>P&uacute;blico sostiene</span></a><span> invece che&nbsp; <br />
</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/publico-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La Germania si prepara a germanizzare l&#039;Europa. […] Anche volendo accettare l&#039;idea che è necessario &#039;rafforzare e armonizzare&#039; l&#039;integrazione fiscale nell&#039;eurozona, le pretese della coppia Merkel-Sarkozy ricordano le spartizioni post-belliche. Ordini su ordini nei confronti degli sconfitti e dei sofferenti, e nessuna richiesta di sforzi, denaro e solidarietà [ai vincitori]. </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Il quotidiano estone <a href="http://pluss.postimees.ee/657088/kari-kasper-uue-euroopa-poole/" target="_self">Postimees si rammarica</a> che ancora una volta &quot;i capi di stato dell&#039;Ue hanno indebolito le istituzioni europee&quot;:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/postimees-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Qualsiasi progetto di salvataggio dell&#039;eurozona è coordinato dal Consiglio d&#039;Europa, un&#039;istituzione che non è mai stata un organo di governo democratico. È necessario conferire maggiori poteri al Parlamento europeo. Il ritorno all&#039;Europa delle nazioni sarebbe un passo indietro in materia di governance democratica, e sul piano della politica mondiale rappresenterebbe una catastrofe peggiore dell&#039;11 settembre 2011 o delle guerre in Iraq e Afghanistan.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Anche al di fuori dell&#039;eurozona regna lo scetticismo. Il romeno <a href="http://www.adevarul.ro/ovidiu_nahoi_-_editorial/Vom_trai_in_alta_tara_7_603009697.html#" target="_self">Adevarul constata</a> amaramente che la nuova Europa &quot;non sar&agrave; perfetta n&eacute; poetica&quot;: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/adevarul-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Al di là delle finezze della politica francese, l&#039;Europa prosegue per la strada indicata dalla Germania. […] Tutto si svilupperà attorno allo zoccolo duro dell&#039;eurozona, e i paesi che non ne fanno parte dovranno lottare per sopravvivere. La Romania, la Polonia e i paesi baltici dovranno farlo con tutte le loro forze. Non abbiamo altra scelta". </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span><a href="http://www.rp.pl/artykul/9133,764925-Unia-europejskich--kompromisow.html" target="_self">Secondo Rzeczpospolita</a>, infine, l&#039;accordo tra Merkel e Srakozy per una unione della stabilit&agrave; non &egrave; affatto un&#039;evoluzione, e tanto meno una rivoluzione, ma soltanto il riproporsi di &quot;una vecchia Unione paralizzata dal compromesso&quot;:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/rzeczpospolita-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Se si potesse disegnare la parola &#039;compromesso&#039; avremmo dovuto piazzarla sulla bandiera dell&#039;Ue, al posto delle stelle. Così almeno oggi non ci chiederemmo quale sarà la prima stella a cadere. Ma anche in quel caso si troverà un compromesso, e presto scopriremo che si può tranquillamente far parte dell&#039;Ue e allo stesso tempo restarne al di fuori.    </p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Tue, 06 Dec 2011 17:28:49 +0100</pubDate><guid>1255191</guid></item>
<item><title>Francia-Germania | Isteria coniugale (Les Echos, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1250671-isteria-coniugale</link><description><![CDATA[Sempre più spesso i politici francesi si lasciano andare a commenti rabbiosi contro la cancelliera Angela Merkel e la sua insistenza sul rigore. Ma al vertice del 9 dicembre sarà meglio per tutti che l&#039;asse franco-tedesco si presenti ben saldo. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:24:54 +0100</pubDate><guid>1250671</guid></item>
<item><title>L'euro verso la resa dei conti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1225401-l-euro-verso-la-resa-dei-conti</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p>&ldquo;L&rsquo;euro superer&agrave; il Natale?&rdquo; La domanda posta dal Journal du Dimanche assilla l&rsquo;intera Ue. Il settimanale parigino <a href="http://www.lejdd.fr/Economie/Actualite/Attali-annonce-un-troisieme-plan-de-rigueur-429769/?from=headlines" target="_self">rilancia la previsione catastrofica di Jacques Attali</a>, secondo cui la fine dell&rsquo;euro arriver&agrave; prima dell&#039;inizio del 2012 se i dirigenti &ldquo;non guarderanno oltre la scadenza del loro mandato e gli appuntamenti elettorali&rdquo;. Secondo il giornale &ldquo;per salvare l&rsquo;euro resta soltanto un mese&rdquo;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/JDD-2811201-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Dopo la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo, il contagio letale ha raggiunto l’Italia. La penisola è super-indebitata e ha dovuto chiedere prestiti a tassi esorbitanti. Venerdì i creditori hanno chiesto all’Italia il 7,8 per cento per prestiti a due anni, ovvero 3,2 punti percentuali in più rispetto a due mesi fa. […] Se la terza economia della zona euro dovesse andare in default e non onorare i propri debiti, l’unione monetaria avrà fatto cilecca. […] La tensione è alle stelle. Alla vigilia del weekend, Standard & Poor ha declassato il Belgio. Giovedì prossimo Parigi deve trovare tra i 3 e i 4,5 miliardi di euro. Si tratta di un vero banco di prova, tenuto conto che i creditori si allontanano ormai anche dalla Germania, che resta in una situazione migliore. Questa settimana Berlino avrebbe voluto raccogliere 6 miliardi d’euro sui mercati, ma ne ha ottenuti soltanto 3,6. Una vera sorpresa.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>
<meta charset="utf-8">    <span>&quot;La crisi dell`euro e del debito &egrave; arrivata a un punto di svolta destinato a segnare l`economia europea, oltre a quella italiana, e gli stessi assetti costituzionali del continente&quot;, scrive <a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=73054804" target="_self">Federico Fubini sul Corriere della Sera</a>:</span> </meta>
</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Corriere-della-sera-2811-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Tra poche settimane niente sarà più come prima, ma nessuno ha la certezza che tutto andrà secondo la tabella di marcia che si sta delineando. [...] Già domani, l&#039;Italia deve affrontare una delicatissima asta di titoli di Stato [...]. Martedì stesso l&#039;Eurogruppo esaminerà le proposte francesi e (soprattutto) tedesche di quella che la cancelliera Angela Merkel chiama unione fiscale. [...] Queste modifiche, salvo sorprese, passeranno al vertice europeo del 9 dicembre. Il giorno prima la Bce avrà deciso un`offerta di liquidità illimitata a due o (più probabile) tre anni per dare ossigeno alle banche. E per allora il premier Mario Monti avrà passato in Consiglio dei ministri le misure, comprese quelle sui patrimoni, per stabilizzare l&#039;Italia. A quel punto tutto sarà pronto perché la Bce possa agire. La banca centrale potrebbe annunciare obiettivi di spread dei titoli di stato, oltre i quali interverrebbe sui mercati con forza illimitata. Ma le soglie saranno abbastanza alte da obbligare i governi a fare comunque la propria parte per abbassare i rendimenti. II cammino per voltare pagina nella crisi è questo. L&#039;Europa si prepara a percorrerlo, sapendo che si è persa per strada già troppe volte in precedenza.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>La Stampa riferisce che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno allargato a Mario Monti l&#039;accordo per la riforma dei trattati europei, dando vita a un &quot;patto a tre per l&#039;Europa&quot;. Sul quotidiano torinese l&#039;economista <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9492" target="_self">Franco Bruni constata che</a></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/La-stampa-28112011-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Le difficoltà del debito pubblico italiano sembrano ormai il principale problema dell’economia mondiale. È possibile che si stia esagerando. [...] l’eccesso di drammatizzazione è una caratteristica di certe fasi delle crisi finanziarie, soprattutto quando le misure di aggiustamento e riforma esitano ad arrivare e incontrano inizialmente ostacoli politico-sociali, prima che, insieme ai loro costi, vengano capiti bene i loro benefici. [...] Eccesso di drammatizzazione è anche il continuo parlare di fine dell’euro, senza saper bene di che cosa si parla e senza capire che non risolverebbe nulla e danneggerebbe tutti.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>
<meta charset="utf-8">    <a href="http://www.latribune.fr/actualites/economie/union-europeenne/20111127trib000667005/paris-et-berlin-preparent-l-europe-version-2012.html" target="_self">Secondo La Tribune</a> il conto alla rovescia &egrave; gi&agrave; iniziato:  </meta>
</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/La-tribune-28112011-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Tic tac, tic tac… Il cronometro che misura le chance di sopravvivenza dell’euro è implacabile. […] A livello ufficiale la Germania continua a opporsi a un intervento di maggior incisività da parte della Bce. Al ritmo col quale procede la crisi, questo ostinato rifiuto assomiglia sempre più al comportamento di un vigile del fuoco che lasci bruciare una casa per insegnare ai bambini quanto sia pericoloso giocare con i fiammiferi.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Lo spagnolo <a href="http://www.eleconomista.es/economia/noticias/3564106/11/11/Alemania-seleccionara-a-nueve-paises-para-avanzar-en-el-refuerzo-del-euro.html" target="_self">El Economista prevede</a> una scissione della zona euro in due zone distinte, una per i paesi pi&ugrave; virtuosi e l&rsquo;altra per quelli pi&ugrave; fragili. Sar&agrave; &ldquo;Angela Merkel a scegliere i nove paesi che costituiranno il &lsquo;super-euro&rsquo;&rdquo;, in quanto </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/El-economista-28112011-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">la cancelliera vuole che tutti i paesi, uno alla volta, firmino un nuovo Patto di stabilità, un meccanismo simile a quello degli accordi di Schengen. Secondo i regolamenti Ue, nove è il numero minimo di paesi richiesto per l&#039;adozione di accordi di cooperazione rafforzata. Merkel è soddisfatta di questa formula per due motivi evidenti: il tempo e la semplicità della sua attuazione. […] L’accordo potrebbe essere attivo a gennaio o febbraio 2012, ma si tratterebbe di un rinvio tutto sommato rapido, se paragonato a quello necessario per modificare un trattato, mai inferiore a un anno. […] L’Italia e la Spagna entrerebbero a far parte del club: la loro partecipazione è di importanza cruciale, in quanto i firmatari godrebbero dell’appoggio permanente della Bce. Senza dimenticare che così si eviterebbe una divisione netta tra nord e sud.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span><a href="http://www.welt.de/politik/ausland/article13738327/Sechs-Euro-Laender-sollen-fuer-Europa-haften.html" target="_self">Die Welt d&agrave; per scontata</a> l&rsquo;approvazione delle &ldquo;obbligazioni privilegiate&rdquo; difese dalla Germania: &ldquo;Sei paesi della zona euro aventi la massima solvibilit&agrave; (la tripla A) creeranno buoni del Tesoro comuni i cui interessi saranno nel migliore dei casi compresi tra il 2 e il 2,5 per cento&quot;. <a href="http://www.welt.de/debatte/kommentare/article13738318/Jetzt-regiert-Angela-Merkels-harte-Hand-in-Europa.html" target="_self">Secondo il quotidiano tedesco</a> </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Die-welt-28112011-100_0.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">i mercati chiedono un segnale credibile. […] I nuovi accordi faranno passare questo messaggio: adesso in Europa regna il pugno di ferro di Angela Merkel. </p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 28 Nov 2011 16:53:20 +0100</pubDate><guid>1225401</guid></item>
<item><title>Chi ha paura della Germania? / 5 | Un affare di famiglia (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1217461-un-affare-di-famiglia</link><description><![CDATA[Decenni di integrazione hanno trasformato i paesi europei in altrettanti parenti, che nonostante le ruggini non possono abbandonare le pecore nere o i cugini in difficoltà. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 25 Nov 2011 16:21:48 +0100</pubDate><guid>1217461</guid></item>
<item><title>Merkozy non è più solo | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/1215551-merkozy-non-e-piu-solo</link><description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni sull'Europa ha soffiato una brezza di sollievo. Non &egrave; ancora un vento impetuoso, ma l'inizio promette bene: il 24 novembre a Strasburgo, in occasione dell'ennesimo vertice sulla crisi del debito, &quot;Merkozy&quot; non era pi&ugrave; solo: insieme al duo c'era anche Mario Monti. E il nuovo presidente del consiglio italiano ha subito fatto capire di non aver alcuna intenzione di reggere la candela alla coppia franco-tedesca.&nbsp; </p>
<p>La coppia, nata da un matrimonio combinato, &egrave; gi&agrave; in difficolt&agrave; (economica, naturalmente): secondo diversi analisti la Francia ha gi&agrave; virtualmente perso la sua tripla A, e i bond tedeschi non sono pi&ugrave; allettanti come un tempo, come dimostra il fallimento dell'<a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1210761-il-nein-che-affonda-l-europa">emissione di titoli del 23 novembre</a>. Le divergenze tra i due paesi su come rispondere agli assalti speculativi al debito pubblico &ndash; emissione di <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1210661-gli-eurobond-ci-salveranno">eurobond</a> e prestiti agli stati da una parte, inclusione nei trattati della disciplina e dell'armonizzazione fiscale dall'altra &ndash; tengono l'eurozona col fiato sospeso. E ogni giorno trascorso nel limbo avvicina i 17 al crollo totale.&nbsp; </p>
<p>Mente la stampa italiana saluta il &quot;ritorno in Europa&quot; del paese dopo gli anni delle gaffe di Berlusconi, l'entrata in scena della terza economia dell'eurozona &ndash; rappresentata da un ex commissario europeo rispettato da tutti &ndash; aumenta le speranze di un'uscita dall'impasse in cui si trova Eurolandia. Difficilmente Monti potr&agrave; fare da arbitro tra Parigi e Berlino, ma pu&ograve; ricoprire adeguatamente il ruolo di mediatore. Un mediatore che &ndash; come ha ricordato a Strasburgo ai suoi compagni, sostenitori del metodo intergovernamentale &ndash; resta convinto che la soluzione alla crisi politica ed economica dell'Ue passa necessariamente per il rafforzamento delle istituzioni comunitarie. Monti potr&agrave; contare sull'appoggio del presidente della Commissione europea <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/1198761-disciplina-coatta-i-paesi-crisi">Jos&eacute; Manuel Barroso, che di recente ha sostenuto</a> questo tipo di approccio.&nbsp; </p>
<p>Nel frattempo c'&egrave; chi teme che &quot;Merkozy&quot; sar&agrave; presto sostituito da un nuovo direttorio, un &quot;m&eacute;nage a trois&quot;. I giornalisti europei stanno gi&agrave; pensando a un nuovo nome. Tra le proposte &ldquo;Sarmonkel&rdquo;, &ldquo;Merkozonti&rdquo;, &ldquo;Merkonti&rdquo;, &ldquo;AnNiMa&rdquo; e &ldquo;MMS&rdquo;. A voi la scelta. (<em>traduzione di Andrea Sparacino</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 25 Nov 2011 14:21:42 +0100</pubDate><guid>1215551</guid></item>
<item><title>Austerity | In mezzo al guado | Cartoon (Trouw, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1205371-mezzo-al-guado</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:55:29 +0100</pubDate><guid>1205371</guid></item>
<item><title>Gruppo di Francoforte | Il braccio armato dell'Europa (The Spectator, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1177361-il-braccio-armato-dell-europa</link><description><![CDATA[Stanchi delle lungaggini della democrazia, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno formato un direttorio di funzionari europei non eletti per prendere le decisioni importanti. E fare fuori quelli che creano problemi. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:00:44 +0100</pubDate><guid>1177361</guid></item>
<item><title>Eurozona | Luce in fondo al tunnel | Cartoon (De Volkskrant, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1161611-luce-fondo-al-tunnel</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:22:14 +0100</pubDate><guid>1161611</guid></item>
<item><title>Groupe de Francfort | Il "governo ombra" d'Europa</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1155711-il-governo-ombra-d-europa</link><description><![CDATA[<p>Il vertice del G20 di Cannes ha visto nascere una nuova &quot;lobby politico-economica&quot;, scrive <a href="http://elmundo.es" target="_self">El Mundo</a>. Battezzato &quot;Groupe de Francfort&quot; (GdF), isarebbe composto da otto personalit&agrave;: &nbsp;</p>
<blockquote><p>&quot;la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, un duo a cui la stampa europea si riferisce sempre pi&ugrave; spesso con il neologismo 'Merkozy'; ma anche il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, la direttrice dell'Fmi Christine Lagarde, il presidente della commissione europea Jos&eacute; Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il presidente della Bce Mario Draghi e il commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn. Il gruppo &egrave; nato casualmente lo scorso 19 ottobre nell'Alte Oper (il vecchio teatro dell'opera) di Francoforte, in occasione della cerimonia di commiato di Jean-Claude Trichet da presidente della Bce&quot;. </p>
</blockquote>
<p>Secondo El Mundo questa societ&agrave; informale evidenzia &nbsp;</p>
<blockquote><p>&quot;il conflitto tra la legittimit&agrave; democratica e la necessit&agrave; impellente di trovare una soluzione alla crisi dell'euro [&hellip;]. Alcuni analisti sottolineano che questo nuovo governo ombra &egrave; la soluzione migliore per bilanciare il potere di 'Merkozy', dato che la presenza delle istituzioni europee nel GdF garantisce un ruolo anche agli stati meno potenti&quot;. &nbsp;</p>
<p>&quot;I pi&ugrave; critici lo hanno gi&agrave; definito 'politburo' per via della sua illegittimit&agrave; democratica, e gli attribuiscono la caduta di Papandreou e la pugnalata a Silvio Belrusconi. I difensori del progetto sottolineano invece che il gruppo pu&ograve; essere l'antidoto per mettere fine alla crisi dell'euro&quot;.&nbsp; </p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 10 Nov 2011 15:02:18 +0100</pubDate><guid>1155711</guid></item>
<item><title>Tina è al timone | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/1136221-tina-e-al-timone</link><description><![CDATA[<p>Da quando la crisi del debito minaccia la tenuta della moneta unica, la coppia &quot;<a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1041741-sulle-spalle-dei-nani">Merkozy</a>&quot; si &egrave; impadronita del timone della barca Euro. Non in virt&ugrave; di un qualche accordo fra i paesi membri, ma in base a una semplice constatazione: non c'&egrave; alternativa &ndash; There is no alternative, &quot;Tina&quot;, <a href="http://www.margaretthatcher.org/speeches/results.asp?ps=500&amp;w=%22There%20is%20no%20alternative%22" target="_self">come diceva una certa Lady di ferro</a>.</p>
<p>O meglio, un'alternativa ci sarebbe. C'&egrave; infatti la Commissione europea, custode dei trattati e &quot;governo economico&quot; dell'Ue, come ha di recente <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1066161-i-rischi-del-decisionismo">ricordato</a> il suo presidente Jos&eacute; Mauel Barroso. Ma quando si tratta della zona euro &egrave; l'Eurogruppo &ndash; i ministri dell'economia e quindi i governi &ndash; ad assumere il controllo della situazione. E quindi anche in questo caso Parigi e Berlino. La recente <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1083091-addio-all-idea-federale">nomina</a> del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy come &quot;Mister euro&quot;, con la benedizione di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, rafforza il ruolo degli stati membri, in particolare della Germania e della Francia, sul governo economico di &quot;Euroland&quot;.</p>
<p>Il problema &egrave; che questa architettura non &egrave; inquadrata da alcun accordo e che le decisioni prese da &quot;Merkozy&quot; sembrano sempre pi&ugrave; sfuggire a qualunque dibattito nella zona euro. Nessun altro paese infatti &egrave; in grado di influire sulle discussioni o di fare da contrappeso a questo rullo compressore che si fa sempre meno scrupoli quando si rivolge ai suoi colleghi, come ha dimostrato il tono delle reazioni all'ipotesi di referendum in Grecia. </p>
<p>Fra gli altri &quot;grandi&quot;, l'Italia, terza economia della zona euro, &egrave; sotto stretto controllo a causa della precariet&agrave; del suo governo e delle sue finanze pubbliche, mentre la Spagna, in piena campagna elettorale, non &egrave; ancora uscita dal tunnel. Colpiti dalla crisi del debito, questi due paesi, come il Portogallo e l'Irlanda, sono ben lontani da quella &quot;tripla A&quot; delle agenzie di rating che sembra accordare un potere sovrannaturale ai paesi che ancora ne beneficiano. Il che spiega perch&eacute; il presidente francese sia cos&igrave; ossessionato dalla permanenza del suo paese in questo gruppo cosi esclusivo. Nella zona euro gli altri membri di questo club &ndash; Austria, Finlandia, Lussemburgo e Paesi Bassi &ndash; non sono abbastanza potenti o sono allineati sulle posizioni della coppia franco-tedesca.</p>
<p>Ma se anche fosse in grado di superare gli ostacoli pi&ugrave; minacciosi, questa coppia non sembra avere un'idea chiara della direzione che vuole dare alla barca Euro &ndash; e del resto non ha ricevuto alcun mandato in questo senso. Questa assenza di chiarezza e di legittimit&agrave; pesa sullo svolgimento della crisi e d&agrave; l'impressione che si navighi a vista. Ma di fronte alla tempesta si &egrave; pronti a cedere il timone solo se chi lo prende &egrave; in grado di mettere al sicuro sia la barca che l'equipaggio.&nbsp;(<em>traduzione di Andrea De Ritis</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:15:31 +0100</pubDate><guid>1136221</guid></item>
<item><title>Grecia | Scintilla democratica | Cartoon (The Economist, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1135931-scintilla-democratica</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Fri, 04 Nov 2011 12:44:11 +0100</pubDate><guid>1135931</guid></item>
<item><title>Germania | La dominatrice fragile (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1123001-la-dominatrice-fragile</link><description><![CDATA[Detta l’agenda dei summit europei, ne stabilisce le regole, fa aspettare un continente intero e finisce sempre per imporre la propria volontà. Con la crisi dell’euro la Germania si trova sola alla guida dell’Unione. Ma è davvero all’altezza del ruolo? (Article)]]></description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:27:10 +0100</pubDate><guid>1123001</guid></item>
<item><title>L&#039;Europa tra due fuochi | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/1112801-leuropa-tra-due-fuochi</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Se si esclude la creazione degli eurobond, tutto quello che ci si attendeva lo si &egrave; ottenuto&rdquo;. A dar retta alle parole di un banchiere <a target="_self" href="http://www.lemonde.fr/teaser/?url_zop=http%3a%2f%2fabonnes.lemonde.fr%2fcrise-financiere%2farticle%2f2011%2f10%2f27%2fle-marche-soulage-jugera-sur-pieces_1594903_1581613.html">riportate da Le Monde</a>, l&rsquo;accordo raggiunto nella notte tra il 26 e il 27 ottobre sulla svalutazione del debito greco, la ricapitalizzazione delle banche e il rafforzamento del Fondo europeo di stabilit&agrave; finanziaria sembra il primo passo verso la risoluzione della crisi dell'eurozona.&nbsp;</p>
<p>Ma viste le intese precedenti, alle quali si era arrivati a stento dopo difficili trattative, &egrave; opportuno usare un po&rsquo; di prudenza. Il comportamento dei mercati talvolta &egrave; incomprensibile e tuttora permane il timore di aver appena assistito all&rsquo;ennesimo, inutile summit. Non ci azzardiamo pertanto a fare pronostici.</p>
<p>I&nbsp;leader europei si sono accorti che era in gioco il futuro stesso dell&rsquo;Unione europea e si sono accordati, ma basta dare una rapida occhiata al panorama politico europeo per rendersi conto che la crisi politica che si nasconde dietro la crisi finanziaria &egrave; forse soltanto agli inizi. Molti osservatori l&rsquo;hanno notato: l'eurozona si dirige verso un&rsquo;integrazione pi&ugrave; profonda e questo generer&agrave; molte incertezze.</p>
<p>L&rsquo;enfasi data ai colloqui tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy dimostra che l&rsquo;asse Parigi-Berlino &egrave; ridiventato il motore europeo unico. Tuttavia, non siamo pi&ugrave; nell&rsquo;Europa a sei o dodici paesi e la capacit&agrave; di tale motore di trainare l&rsquo;Europa non pu&ograve; essere forte come lo era prima dell'allargamento progressivo dell'eurozona e della creazione di istituzioni dotate di poteri forti, prima tra tutte la Banca centrale europea.&nbsp;</p>
<p>Il battibecco tra Nicolas Sarkozy e David Cameron e <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1098601-l-onda-euroscettica-travolge-cameron">il dibattito alla Camera dei Comuni</a>&nbsp;riguardo a un referendum sull&rsquo;appartenenza del Regno Unito all&rsquo;Ue dimostrano che Londra &egrave; alla ricerca di un suo ruolo in questo edificio in costruzione e che &ldquo;Merkozy&rdquo; non far&agrave; sconti ai britannici che da tempo influenzano l&rsquo;evoluzione liberale della Commissione europea senza assumersene tutte le responsabilit&agrave; politiche fino in fondo.&nbsp;</p>
<p>Ma il Regno Unito non &egrave; l&rsquo;unico paese a cercare una propria collocazione. Altri nove paesi che non fanno parte della zona euro &ndash; come Polonia e Svezia &ndash; hanno gi&agrave; contestato la creazione di questa Europa a due velocit&agrave;. Certo, l&rsquo;area Schengen o la Difesa europea sono entit&agrave; variabili, ma non hanno bisogno di una governance cos&igrave; scrupolosa come quella caratterizzata dal controllo dei budget nazionali o dalla creazione della carica di Ministro europeo delle Finanze.&nbsp;</p>
<p>E qui arriviamo al punto cruciale dell&rsquo;instabilit&agrave; politica che ci attende: il governo economico che Berlino e Parigi, con l&rsquo;appoggio dei Paesi Bassi e della Finlandia, vogliono varare va a ledere la sovranit&agrave; degli stati e mette in evidenza i rischi che corre la democrazia in un'Europa del genere. Questo &egrave; quanto il sociologo J&uuml;rgen Habermas ha spiegato in un suo articolo di cui Presseurop <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1104021-juergen-habermas-una-vera-europa-democratica">ha pubblicato alcuni stralci</a>.&nbsp;</p>
<p>Da questo punto di vista, l&rsquo;Ue &egrave; tra due fuochi: i suoi leader devono saper abbinare efficienza politica e democrazia reale. Mentre invece &ndash; l&rsquo;inadeguato processo di ratifica dell&rsquo;accordo del 21 luglio lo ha dimostrato &ndash; i tempi dei singoli parlamenti nazionali sono troppo lenti in rapporto a quelli dei mercati.&nbsp;</p>
<p>Oltretutto, <a target="_self" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/oct/26/europe-national-debates">come ha fatto notare Timothy Garton Ash</a> questa settimana osservando i dibattiti al parlamento britannico e a quello tedesco, le democrazie nazionali esprimono esigenze contraddittorie, che portano a una paralisi dell&rsquo;Ue.&nbsp;</p>
<p>Dato che nessuno &egrave; pronto a dare il via a una democrazia europea basata su un parlamento eletto da liste internazionali e dibattiti internazionali, le decisioni continueranno a essere prese dai singoli rappresentanti chiusi a chiave nelle aule e continueranno a essere avallate dai singoli parlamenti, spesso in base a motivazioni particolari, interne a ogni paese.&nbsp;</p>
<p>Forse l&rsquo;euro potr&agrave; essere salvato. Ma per l'Ue la tempesta non &egrave; ancora finita. (<em>traduzione di Anna Bissanti</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 28 Oct 2011 15:42:03 +0100</pubDate><guid>1112801</guid></item>
<item><title>Politica | La famiglia Ue | Cartoon (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1108711-la-famiglia-ue</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 27 Oct 2011 17:28:14 +0100</pubDate><guid>1108711</guid></item>
<item><title>Crisi del debito | Tintin nel paese dell'euro | Cartoon (Le Soir, Bruxelles)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1091871-tintin-nel-paese-dell-euro</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 18:04:54 +0100</pubDate><guid>1091871</guid></item>
<item><title>Summit europeo | L'Italia, capro espiatorio perfetto (Corriere della Sera, Milano)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1091821-l-italia-capro-espiatorio-perfetto</link><description><![CDATA[Nel consiglio europeo del 23 ottobre, Francia e Germania non hanno risparmiato critiche e consigli ai paesi della zona euro in difficoltà, Italia in testa. Ma se le responsabilità del governo Berlusconi sono evidenti, la crisi attuale dipende anche dalla reazione tardiva e poco coraggiosa di Parigi e Berlino, scrive il Corriere della Sera. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:12:55 +0100</pubDate><guid>1091821</guid></item>
<item><title>Angela, padrona incontrastata</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1091691-angela-padrona-incontrastata</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p><span>&quot;<em>Nicolas Sarkozy cede ad Angela Merkel per permettere una risposta alla crisi dell&#039;euro</em>&quot;, cos&igrave; <a target="_self" href="http://jornal.publico.pt/noticia/24-10-2011/intransigencia-alema-23263389.htm">P&uacute;blico sintetizza</a> il risultato del vertice del 23 ottobre. Il presidente francese ha ceduto all&#039;&quot;intransigenza tedesca&quot;, e le discussioni si sono limitate ai punti di attrito:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/publico-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Ieri il dibattito è arrivato al punto in cui ci si interrogava se chiedere o meno l&#039;aiuto della Cina. Angela Merkel, inoltre, non sembrava volersi allontanare dalla propria strategia. E di fatto la cancelliera non ha modificato i propri piani: imporre l&#039;austerità e la disciplina finanziaria ai paesi indebitati è l&#039;unica strada per uscire dalla crisi, che si tratti del Portogallo, della Grecia, dell&#039;Italia, della Spagna o della stessa Francia. La novità è che più di una voce si è levata per protestare contro questo atteggiamento. I paesi dell&#039;Ue rivedono le stime della crescita e la minaccia di una recessione diventa sempre più forte. Ma Berlino rimane indifferente.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>In Grecia <a target="_self" href="http://www.enet.gr/?i=news.el.politikh&amp;id=320323">Eleftherotypia ritiene</a> che il primo ministro Georges Papandreou e il suo ministro delle finanze, Evangelos Venizelos, siano stati a Bruxelles &quot;<em>delle semplici comparse</em>&quot;, mentre &quot;gli europei organizzavano la ghigliottina volontaria della Grecia&quot;. <a target="_self" href="http://www.ethnos.gr/article.asp?catid=22770&amp;subid=2&amp;pubid=63491058">To Ethnos denuncia</a> invece in prima pagina &quot;<em>il ricatto della Merkel</em>&quot;:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/to-ethnos-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La cancelliera fa di tutto per imporre il suo regime di rigore e non si rende conto delle conseguenze. Ma per i greci questo significa una politica di austerità di lunga durata.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span id="internal-source-marker_0.09499656270514312">Un altro &quot;<em>cattivo pagatore</em>&quot; &egrave; l&#039;Italia. In questo caso l&#039;analista <a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9356%20">Marta Dass&ugrave; riconosce </a></span><span id="internal-source-marker_0.5535792469034911"><a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9356%20">sulla Stampa</a> che l&#039;unica nazione che ha il peso e gli strumenti per guidare l&rsquo;Europa fuori dalla crisi dell&rsquo;euro rimane la Germania, che per&ograve;, su questi temi, &ldquo;<em>ha le mani legate dal proprio parlamento</em>&rdquo;:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/la-stampa-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">L&#039;Unione monetaria potrà superare la crisi attuale solo se i Paesi che la guidano oggi, la Germania anzitutto, aumenteranno il loro tasso di solidarietà (…); e solo se i Paesi in debito aumenteranno il loro tasso di credibilità (riforme) e la loro disciplina di bilancio. Da questo punto di vista, il doppio vertice di questi giorni segna un progresso potenziale, almeno sulla carta.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>In Spagna <a target="_self" href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/economia/merkel-impone-tesis-sobre-fondo-rescate-europeo-1194501"><em>El Peri&oacute;dico</em> afferma in prima pagina</a> che &quot;l&#039;euro si &egrave; arreso alla Merkel&quot;. Per il quotidiano catalano la cancelliera &quot;ha imposto le sue idee&quot; in occasione del vertice di domenica: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/el-periodico-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Angela Merkel e la Bce si sono opposte tassativamente alla possibilità di un finanziamento illimitato da parte della Bce (a favore dei paesi in difficoltà), perché rappresenterebbe una violazione dei trattati dell&#039;Ue, che vietano alla banca centrale di finanziare il debito pubblico degli stati membri. Sarkozy, nonostante il sostegno della Spagna e di una maggioranza di paesi della zona euro, si è visto costretto a cedere di fronte al blocco formato Germania, Olanda, Finlandia e Bce</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Secondo la tedesca S&uuml;ddeutsche Zeitung, invece, l&#039;Europa finalmente ha deciso di guardarsi allo specchio, per la prima volta dallo scoppio della crisi. E quello che constata non &egrave; incoraggiante, <a target="_self" href="http://www.sueddeutsche.de/geld/krisengipfel-von-bruessel-blick-in-den-abgrund-1.1171389">scrive il quotidiano di Monaco</a></span>:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/suddeutsche-zeitung-2410201.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Nonostante i miliardi che sono stati sbloccati sulla carta, non bisogna dimenticare che il denaro utilizzato, indipendentemente dalla sua quantità, non permetterà di salvare l&#039;euro. Così non si fa che guadagnare tempo, in attesa di risolvere i problemi di fondo. Bisogna ridurre il divario economico tra i 17 stati dell&#039;eurozona, e per fare questo ci vogliono decisioni nette. Visto che il tempo stringe, il vertice di mercoledì dovrà introdurre dei veri cambiamenti, come la creazione di quel commissario al Bilancio potente e indipendente che molti paesi rivendicano. Berlino, che chiede di cambiare i trattati, rischia di trasformare la deriva dell&#039;euro in una rovinosa caduta.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Anche <a target="_self" href="http://www.welt.de/debatte/kommentare/article13676844/Die-einen-drucken-Geld-die-anderen-zahlen-dafuer.html"><em>Die Welt</em> difende le mosse</a> del governo tedesco:&nbsp; </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Die-Welt-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Chi vuole stampare moneta invece di migliorare lo stato della propria economia, rischia di obbligare gli altri a pagarne il conto. La fiducia dei cittadini e dei mercati tornerà a crescere solo quando tutti i membri dell&#039;euro seguiranno la regola della stabilità - o quando chi non lo fa deciderà di lasciare la zona euro.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>In Francia <a target="_self" href="http://www.liberation.fr/economie/01012367426-degrade"><em>Lib&eacute;ration</em> ritiene</a> che la crisi dell&#039;euro abbia rivelato l&#039;asimmetria della coppia franco-tedesca. A tutto vantaggio di Berlino:</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/liberation-24102011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">In questa vecchia coppia franco-tedesca c&#039;è un paese che domina l&#039;altro. È una situazione che non risale a ieri: l&#039;euro era stato concepito fin dalle origini prendendo a modello il marco tedesco. Era figlio di una particolare cultura monetaria contrassegnata dal ricordo della tragedia dell&#039;iperinflazione tedesca degli anni trenta e dal fallimento della politica. Ma il dominio tedesco era stato temperato dalla forza e dal coraggio dell&#039;avventura collettiva che ci ha portato alla moneta unica. Con la violenza della crisi finanziaria, la maschera è caduta. Dall&#039;altra parte del Reno il ruolo, la parola e l&#039;influenza della Francia hanno perso peso. Le soluzioni sostenute dall&#039;Eliseo per cercare di risolvere la crisi dell&#039;euro - per quanto efficaci possano essere - avranno difficoltà a imporsi. Malgrado il grande attivismo del nostro presidente, la nostra credibilità finanziaria ha subito un duro colpo.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:35:38 +0100</pubDate><guid>1091691</guid></item>
<item><title>Unione europea | Addio all'idea federale (Le Figaro, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1083091-addio-all-idea-federale</link><description><![CDATA[La crisi della zona euro ha sbloccato l’impasse dell’integrazione europea, da anni incagliata tra i problemi del consenso. Ma il metodo intergovernativo imposto da Berlino e Parigi non accontenta tutti. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 21 Oct 2011 15:39:41 +0100</pubDate><guid>1083091</guid></item>
<item><title>Euro | Salvataggio | Cartoon (De Groene Amsterdammer, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1069781-salvataggio</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:20:39 +0100</pubDate><guid>1069781</guid></item>
<item><title>Crisi del debito | Girotondo | Cartoon (NRC Handelsblad, Rotterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/1053751-girotondo</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 13 Oct 2011 17:35:14 +0100</pubDate><guid>1053751</guid></item>
<item><title>Politica | Sulle spalle dei nani (De Volkskrant, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1041741-sulle-spalle-dei-nani</link><description><![CDATA[I leader europei di oggi sono spesso sottoposti a paragoni inclementi con i loro predecessori. Ma sono i tempi a essere cambiati: la politica conta meno e lo spazio di manovra è azzerato dalle divisioni. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 10 Oct 2011 16:45:35 +0100</pubDate><guid>1041741</guid></item>
</channel></rss>
