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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Allargamento]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Serbia | Tomislav Nikolić sorprende tutti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/2027801-tomislav-nikolic-sorprende-tutti</link><description><![CDATA[<p><a href="http://www.b92.net/info/izbori2012/rezultati-glasanja-drugi-krug.php" target="_self">Eletto con il 49,5 per cento dei voti</a>, Nikolić mette fine a dieci anni di dominio dei riformatori. Gi&agrave; vicino all&rsquo;ultra-nazionalista Vojislav Seselj, sotto processo al Tribunale penale per l&rsquo;ex Jugoslavia, il nuovo presidente ha comunque offerto rassicurazioni sul suo progetto pro-europeo.</p><div class="extract"><div class="intror"><p id="internal-source-marker_0.24968958843846878" dir="ltr"><span>&ldquo;Nikolić ha vinto&rdquo;, titola semplicemente Danas all&rsquo;indomani del voto. Ancora in preda allo stupore, il quotidiano di Belgrado <a href="http://www.danas.rs/danasrs/dijalog/sebi_u_nasledje.46.html?news_id=240532" target="_self">riporta</a> la prima dichiarazione di Nikolić:&nbsp;</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120521danas_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La mia elezione è la prova della giustizia divina.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Anche Politika sceglie un titolo sobrio (&ldquo;Tomislav Nikolić presidente&rdquo;) e <a href="http://politika.rs/vesti/najnovije-vesti/Analiticati-Novu-vlast/index.1.sr" target="_self">sottolinea</a> la forte astensione (quasi il 50 per cento degli aventi diritto non ha votato) e il gran numero di schede nulle (3 per cento). Secondo il quotidiano della capitale<span class="s1">&nbsp;</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120521politika_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">i risultati delle elezioni mostrano che i serbi hanno votato più contro Tadić che a favore di Nikolić, e il nuovo potere dovrà probabilmente coabitare [con una maggioranza parlamentare d’opposizione], il che complicherà la formazione del nuovo governo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p id="internal-source-marker_0.24968958843846878" dir="ltr"><span>&ldquo;Il presidente laureato&rdquo;, titola ironicamente <i>Blić</i>, in riferimento alla laurea in economia che Nikolić ha ottenuto in circostanze dubbie in un&rsquo;universit&agrave; privata. Il quotidiano riprende l&rsquo;analisi di Ivica Dacić, capo del Partito socialista serbo e favorito per la carica di premier dopo le <a href="/fr/content/cartoon/1960901-un-spectre-sur-belgrade">elezioni legislative del 6 maggio</a>. Secondo Dacić&nbsp;</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120521blic_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">l’elezione di Nikolić crea una nuova situazione sulla scena politica serba.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p id="internal-source-marker_0.24968958843846878" dir="ltr">Il sito <a href="http://www.e-novine.com/stav/64972-Graani-rekli-diktaturi.html" target="_self">e-novine sottolinea</a> invece che la vittoria di Nikolić rappresenta una salutare umiliazione per l&rsquo;immagine della societ&agrave; serba, e che bisogna cercare le ragioni della sconfitta di Tadić nella mancanza di risultati concreti ottenuti dal suo governo negli ultimi quattro anni.</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120521enovine_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">L’arroganza di Tadic, la concentrazione dei poteri, i media assoggettati (Blic, Kurir, B92) e il tentativo di ottenere un terzo mandato presidenziale contrariamente alle regole democratiche e alla costituzione hanno prodotto un effetto indesiderato.
</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p dir="ltr">Nella vicina Croazia i toni sono meno moderati: &ldquo;Terremoto politico in Serbia, l&rsquo;ex radicale eletto presidente&rdquo;, titola Jutarnji list. Il quotidiano di Zagabria sottolinea che</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/120521jl_1.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">i serbi hanno scelto il cambiamento, ma stando alle prime proposte di Nikolić [la loro scelta] non rimette in causa il percorso pro-europeo. In ogni caso le dichiarazioni contraddittorie [del nuovo presidente] e l’instabilità delle sue convinzioni politiche lasciano più di un dubbio.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Apparentemente l&rsquo;Unione europea non ha paura di Nikolić, almeno a giudicare dal messaggio di congratulazioni inviato da Bruxelles al nuovo presidente serbo&hellip; tre ore prima della chiusura dei seggi, ironizza Jutarnji List.&nbsp;Per quanto riguarda la politica regionale, secondo il&nbsp;quotidiano croato l&rsquo;ascesa di Nikolić non avr&agrave; necessariamente un effetto negativo, in quanto il nuovo presidente&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/logo-jutarnjilist_4.png" alt="" class="iquote" /><p class="quote">ha ormai rinunciato al sogno della Grande Serbia, che aveva covato all’epoca in cui era vicino a Seselj.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 21 May 2012 17:30:47 +0100</pubDate><guid>2027801</guid></item>
<item><title>Serbia | Bruxelles vota per la stabilità (Jutarnji List, Zagabria)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1924821-bruxelles-vota-la-stabilita</link><description><![CDATA[Alla vigilia delle elezioni presidenziali e legislative, l’Ue non ha espresso sostegno per nessuno dei candidati. Ma il presidente uscente Boris Tadic è ancora considerato il partner più affidabile. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2012 16:07:33 +0100</pubDate><guid>1924821</guid></item>
<item><title>Bosnia-Erzegovina | Venti anni dopo Sarajevo, il dopoguerra non è finito</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1758161-venti-anni-dopo-sarajevo-il-dopoguerra-non-e-finito</link><description><![CDATA[<p>Vent&rsquo;anni fa, il 6 aprile 1992, &ldquo;i paramilitari e l&rsquo;Esercito popolare jugoslavo (Jna) diedero il via all&rsquo;assedio e al bombardamento di Sarajevo, nello stesso giorno in cui l&rsquo;Unione europea e gli Stati Uniti riconoscevano l&rsquo;indipendenza della Bosnia-Erzegovina&rdquo;, <a target="_self" href="http://www.delo.si/novice/svet/dvajset-let-od-zacetka-vojne-v-bih.html">ricorda Delo</a>. Il quotidiano sloveno sottolinea che &ldquo;i preparativi per la guerra erano cominciati molto prima&rdquo;, ma nessuno aveva preso sul serio le avvisaglie di un conflitto.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;inizio dell&rsquo;assedio alla capitale bosniaca segn&ograve; &quot;il giorno in cui l&rsquo;Europa &egrave; morta a Sarajevo&quot;, <a target="_self" href="http://www.delo.si/novice/svet/ko-je-v-sarajevu-umrla-evropa.html">scrive Delo</a>. Sul quotidiano lo scrittore bosniaco Dzevad Karahasan afferma che</p>
<blockquote><p>la Bosnia-Erzegovina &egrave; ancora oggi in grave crisi, perch&eacute; gli accordi di Dayton [che nel dicembre del 1995 misero fine alla guerra] hanno imposto una struttura statale non pi&ugrave; sostenibile dal punto di vista sia giuridico che logico. Quando i burocrati internazionali e locali cercano di modificarla, vengono fermati con il pretesto che il cambiamento rischia di compromettere l&rsquo;equilibrio e la pace. Ma l&rsquo;unica pace in Bosnia &egrave; quella dei cimiteri.</p>
</blockquote>
<p>Dnevni Avaz, quotidiano di Sarajevo, <a target="_self" href="http://www.dnevniavaz.ba/vijesti/iz-minute-u-minutu/88917-gradjani-sarajeva-od-jutros-obilaze-crvenu-liniju.html">dedica</a> diverse pagine alle cerimonie per la commemorazione &ldquo;del ventesimo anniversario dell&rsquo;aggressione contro la Bosnia-Erzegovina&rdquo; e alla &ldquo;linea rossa&rdquo; formata oggi da 11.541 sedie rosse sulla via Tito, in memoria degli abitanti della citt&agrave; morti durante la guerra. Dnevni Avaz ricorda inoltre che la giornata sar&agrave; l&rsquo;occasione per celebrare anche &ldquo;i 550 anni dalla fondazione di Sarajevo e i 67 anni dalla liberazione dal fascismo&rdquo;.</p>
<p>Ci&ograve; che potrebbe permettere alla Bosnia di voltare pagina &egrave; la prospettiva dell&rsquo;adesione all&rsquo;Unione europea. Tuttavia il cammino &egrave; particolarmente in salita, come sottolinea Die Presse. In un <a target="_self" href="http://diepresse.com/home/meinung/kommentare/leitartikel/746878/Die-Europaeische-Union-und-die-BosnienSchizophrenie">editoriale</a> intitolato &ldquo;l&rsquo;Unione europea e la schizofrenia bosniaca&rdquo;, il quotidiano viennese sostiene che l&rsquo;Ue dovrebbe tornare alle origini e affermarsi come un progetto di pace. Per ora invece si distingue soprattutto per il disinteresse verso ci&ograve; che accade in Bosnia:</p>
<blockquote><p>L&rsquo;Ue ha messo in chiaro con i politici bosniaci che il paese non potr&agrave; entrare nell&rsquo;Unione fino a quando manterr&agrave; le complicate strutture create dalla comunit&agrave; internazionale a Dayton. Ma al momento non esiste alcun accordo interno su una riforma strutturale.&nbsp;</p>
</blockquote>
<p><a target="_self" href="http://elpais.com/elpais/2012/04/05/opinion/1333649718_007099.html">El Pa&iacute;s commenta</a> che il dopoguerra finir&agrave; soltanto il giorno in cui la Bosnia-Erzegovina entrer&agrave; a far parte dell&rsquo;Unione:</p>
<blockquote><p>La Bosnia-Erzegovina non ha nemmeno una festa nazionale, perch&eacute; i politici non riescono a mettersi d&rsquo;accordo sulla data [&hellip;]. Il paese &egrave; ancora diviso in due entit&agrave; [&hellip;]. Un&rsquo;amministrazione doppia e una totale mancanza di sentimento nazionale condiviso caratterizzano un paese che ha curato le proprie ferite ma non &egrave; riuscito a trovare una riconciliazione.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 06 Apr 2012 15:47:26 +0100</pubDate><guid>1758161</guid></item>
<item><title>Balcani | I rospi dell'allargamento (Utrinski vesnik , Skopje)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1625081-i-rospi-dell-allargamento</link><description><![CDATA[Per accedere alla procedura di adesione tutti i paesi candidati devono fare dei sacrifici. Più i governi esitano ad affrontarli, più questi nodi diventano difficili da sciogliere. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:38:25 +0100</pubDate><guid>1625081</guid></item>
<item><title>Balcani | I moschettieri della nuova Serbia (Le Figaro, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1585931-i-moschettieri-della-nuova-serbia</link><description><![CDATA[Dimenticare gli anni di Milošević ed entrare nell&#039;Ue: è la missione di Vuk Jeremić, Božidar Đelić e Borislav Stefanović, tre giovani politici emergenti cresciuti all&#039;ombra di Boris Tadić. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 06 Mar 2012 16:34:41 +0100</pubDate><guid>1585931</guid></item>
<item><title>Serbia | Un altro passo verso l'Ue</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1559841-un-altro-passo-verso-l-ue</link><description><![CDATA[<p>Il 28 febbraio i ministri degli esteri Ue si sono espressi in favore della concessione dello status di candidato all'adesione alla Serbia. Una decisione che fa seguito all'accordo di cooperazione regionale firmato il 24 febbraio a Bruxelles tra i rappresentanti di Pristina e Berlgrado. Le parti hanno deciso che nelle relazioni tra le due entit&agrave; la denominazione &quot;Kosovo&quot; sar&agrave; seguita da un asterisco per precisare che l'indipendenza della provincia non &egrave; ancora riconosciuta. Sul quotidiano di Pristina Koha Ditore, l'analista Veton Surroi <a target="_self" href="http://www.koha.net/index.php?page=1,13,89391">scrive</a> che&nbsp;</p>
<blockquote><p>la qualit&agrave; delle relazioni serbo-kosovare dopo un anno di negoziati non cambier&agrave; molto con la firma dell'accordo. I due paesi non si riconoscono ancora legittimit&agrave; giuridica. Ne deriva la necessit&agrave; di proseguire sulla strada del dialogo fino a quando non si arriver&agrave; ad avere una relazione stabile. </p>
<p>Pristina punta a ottenere il riconoscimento da parte dei cinque stati europei che ancora non hanno avallato la sua indipendenza (Cipro, Spagna, Romania, Slovacchia e Grecia), e l'instaurazione di un nuovo quadro giuridico. Tuttavia la mancata definizione dello status del Kosovo rende necessaria una <a target="_self" href="http://www.un.org/News/fr-press/docs/2008/SGSM11424.doc.htm">nuova risoluzione</a> del Consiglio di sicurezza dell'Onu con l'avallo della Serbia. </p>
<p>L'Ue offrir&agrave; ancora al Kosovo la prospettiva europea e prometter&agrave; uno studio della fattibilit&agrave; dell'integrazione (senza per&ograve; spingersi fino all'apertura del processi di stabilizzazione e associazione). La Serbia, di contro, potr&agrave; ottenere lo status di candidato all'adesione.</p>
<p>Bruxelles voleva innanzitutto sbloccare la situazione e attirare la Serbia verso l'Unione europea. Belgrado desiderava ottenere lo status di candidato e contemporaneamente continuare a contestare l'indipendenza, la sovranit&agrave; e la funzionalit&agrave;&nbsp; del Kosovo, e l'obiettivo &egrave; stato sostanzialmente raggiunto. Il Kosovo invece ha perso la sua occasione di normalizzare la situazione. </p>
<p>Presto i paesi coinvolti entreranno in campagna elettorale, una fase &quot;instabile&quot; per definizione. I negoziati per l'adesione della Serbia all'Unione europea non potranno cominciare fino a quanto la situazione politica serba e kosovara non sar&agrave; chiara e stabile. Sar&agrave; Bruxelles a decidere quando i due governi dovranno sedersi nuovamente attorno a un tavolo.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 28 Feb 2012 17:22:27 +0100</pubDate><guid>1559841</guid></item>
<item><title>Croazia | Un sì poco convinto</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1433491-un-si-poco-convinto</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p><span><a target="_self" href="http://www.novilist.hr/Komentari/Kolumne/Komentar-Nevena-Santica/Vrijeme-pravog-euroskepticizma-ce-tek-doci">Su Novi List</a> Neven Santic celebra lo storico &ldquo;s&igrave;&rdquo; espresso dai propri concittadini all&rsquo;adesione all&rsquo;Ue, &ldquo;malgrado i tentativi messi in atto dagli avversari dell&rsquo;integrazione europea&rdquo;. </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/novilist-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La Croazia diventerà il ventottesimo membro dell’Unione europea. Il sogno democratico della fine degli anni ottanta e dell’inizio dei novanta ha dato luogo a due decenni successivi di dubbio per i problemi incontrati dalla Croazia e dall’Ue, il cui funzionamento è ben lontano dalla perfezione. Ma ieri quel sogno è diventato realtà, e ora dovremo adeguarci a vivere in questa realtà.


Dobbiamo dar prova di realismo: dopo il referendum e soprattutto dopo il primo luglio 2013, quando l’adesione diverrà effettiva, la Croazia non diventerà il paese della cuccagna e l’Ue non sarà una panacea. L&#039;Europa ha i suoi problemi, e i suoi metodi per risolverli sono spesso macchinosi e inefficaci. La Croazia deve trovare il proprio posto in una tale comunità d’interessi. Non mancheranno motivi di conflitto, né gli argomenti per gli euroscettici. Per il momento, però, non ci sono dubbi: l’adesione della Croazia all’Ue è un grande passo avanti per questo paese, che non avrà nulla da rimetterci, nemmeno la propria sovranità.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span><a target="_self" href="http://www.slobodnadalmacija.hr/Hrvatska/tabid/66/articleType/ArticleView/articleId/162084/Default.aspx">Su Sloboda Dalmacija</a>, Senol Selimovic si sofferma piuttosto sul &ldquo;record storico di astensione&rdquo; che i croati hanno fatto registrare il 22 gennaio: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/slobodna-dalmacija-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">L’affluenza del 43,6 per cento al referendum è la più bassa mai registrata per questo tipo di consultazioni su scala europea. È addirittura inferiore alla percentuale del referendum ungherese del 2003 (45,62 per cento). Se il governo croato nel frattempo non avesse cambiato la legge costituzionale sul referendum, quest’ultimo sarebbe fallito per il mancato raggiungimento del quorum. Ma la politica croata ha evitato per tempo questa tagliola e oggi può brindare al risultato dei lunghi sforzi messi in atto per convincere i cittadini sul futuro europeo del loro paese.

La bassa affluenza lascia l’amaro in bocca, perché dimostra che le argomentazioni dei politici a favore dell’adesione all’Ue non sono riuscite a spingere i croati a prendere parte a un voto di tale importanza storica. Il potere ha anche tradito una parte dell’opinione filo-europea e democratica, che aveva denunciato il fatto che le organizzazioni  e i gruppi che si opponevano all’ingresso nell’Ue non avessero beneficiato della par condicio finanziaria e mediatica per esporre i loro argomenti. Invece che a una campagna di informazione abbiamo assistito a una campagna di propaganda. A differenza di quello del 1991 sull’indipendenza dalla Jugoslavia, al quale aveva partecipato l’83,5 per cento della popolazione, il referendum del 22 gennaio entrerà negli annali della storia europea per l&#039;astensionismo.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Su Jutarnji List Augustin Palokaj si concentra sul sollievo che il &ldquo;s&igrave;&rdquo; della Croazia deve aver suscitato a Bruxelles:<span><br />
</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/jutarnji-list-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Votando a favore dell&#039;adesione, i croati hanno dimostrato che essa non era soltanto un progetto delle élite politiche, ma un obiettivo condiviso. La scarsa affluenza a un referendum di tale importanza non è passata certo inosservata. I numeri danno un segnale molto chiaro: i cittadini croati vogliono far parte dell’Ue, ma non si aspettano granché da essa. L’Ue non è un’istituzione ideale e ha diversi problemi di funzionamento, ma in ogni caso è meglio farne parte. 

Insomma, i croati non si fanno tante illusioni sull’Ue: non c’è spazio per l’euforia, e questo è un bene. […] Se si tiene conto della difficile situazione nella quale versa l’Ue, il voto croato è un motivo di consolazione per l’Ue, perché un no sarebbe stato uno smacco clamoroso.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:06:53 +0100</pubDate><guid>1433491</guid></item>
<item><title>Croazia | È ora di buttarsi (Tportal , Zagabria)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1421201-e-ora-di-buttarsi</link><description><![CDATA[Il 22 gennaio i croati votano il referendum sull&#039;adesione all&#039;Unione europea. Di fronte alla crisi dell&#039;euro dubbi e retaggi nazionalistici tornano a farsi sentire. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:24:44 +0100</pubDate><guid>1421201</guid></item>
<item><title>Ue-Turchia | Non vendiamo la pelle di Bruxelles (Milliyet, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1283401-non-vendiamo-la-pelle-di-bruxelles</link><description><![CDATA[Mentre l&#039;eurozona sprofonda nella crisi, l&#039;economia turca continua a prosperare. Politici e commentatori ne approfittano per sfogare dovuto ad anni di ostracismo. Ma l&#039;eccesso di sicurezza è sempre controproducente. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:32:08 +0100</pubDate><guid>1283401</guid></item>
<item><title>Croazia | L'Europa costa cara (Tportal , Zagabria)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1238521-l-europa-costa-cara</link><description><![CDATA[Il 4 dicembre i croati eleggono il nuovo parlamento. Pochi giorni dopo Zagabria dovrebbe firmare il suo ingresso nell&#039;Unione, prevista per il luglio 2013. Ma nessuno ha ancora spiegato ai cittadini che dovranno accettare molti sacrifici. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:59:35 +0100</pubDate><guid>1238521</guid></item>
<item><title>Ue-Ucraina | Non chiudiamo la porta a Kiev (Postimees, Tallinn)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1096541-non-chiudiamo-la-porta-kiev</link><description><![CDATA[Anche se la condanna a sette anni di carcere inflitta a Yulia Timoshenko solleva più di un dubbio sull’indipendenza della giustizia ucraina, l’Unione europea non deve rinunciare a dialogare con Kiev, la cui vocazione resta sicuramente europea (Article)]]></description><pubDate>Tue, 25 Oct 2011 15:19:19 +0100</pubDate><guid>1096541</guid></item>
<item><title>Unione europea | Fantasie d'allargamento (Dagens Nyheter, Stoccolma)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1053771-fantasie-d-allargamento</link><description><![CDATA[Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all&#039;allargamento Štefan Füle ha dichiarato che tutto va secondo i piani. Come se l&#039;Ue non fosse in crisi esistenziale e i candidati all&#039;adesione non avessero i loro problemi. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:50:45 +0100</pubDate><guid>1053771</guid></item>
<item><title>Croazia | L'Ue entra in campagna elettorale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/982051-l-ue-entra-campagna-elettorale</link><description><![CDATA[<p>&quot;Benvenuti nell'Ue. Si parla croato&quot;, titola Vecernji List. Ancor prima dell'ingresso della Croazia nell'Unione, fissato per il primo luglio 2013, la lingua nazionale &egrave; gi&agrave; ampiamente parlata nell'Ue: Vecernji List pubblica le foto di tre funzionari europei (italiani) che parlano fluentemente croato. Dopo la <a href="http://pl2011.eu/en/content/accession-treaty-croatia-handed-over" target="_self">pubblicazione</a> il 17 settembre del progetto di accordo di adesione della Croazia, il quotidiano corre in aiuto del governo di Jadranka Kosor e si oppone all'ondata di euroscetticismo che ha accolto il testo. A meno di due mesi dalle elezioni legislative, infatti, l'Unione democratica croata (Hdz) di Kosor, in svantaggio nei sondaggi, punta sull'adesione all'Ue per recuperare terreno (l'accordo dovrebbe essere ratificato dal Parlamento europeo all'inizio di dicembre, durante lo scrutinio croato). </p>
<p>L'Hdz deve fugare i timori di una perdita dell'identit&agrave; e sovranit&agrave; nazionale suscitati dalla lettura del progetto di accordo: &quot;il prezzo del pane, del latte, dei medicinali e dei libri aumenter&agrave; di certo, ma questo non dovrebbe allontanarci dall'Ue, dato che l'Iva cambier&agrave; a seconda che [la Croazia] sia o meno uno stato membro dell'Unione&quot;. Inoltre, <a href="http://www.vecernji.hr/kolumne/interes-javnosti-da-zna-sto-je-ispregovarano-ne-treba-brkati-protivljenjem-eu-kolumna-328807" target="_self">prosegue il quotidiano</a>, &quot;se l'Ue pretender&agrave; parit&agrave; di diritti per i lavoratori croati e stranieri, esentando questi ultimi dall'obbligo di parlare la lingua nazionale, la competitivit&agrave; delle imprese croate ne guadagnerebbe&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 23 Sep 2011 14:39:50 +0100</pubDate><guid>982051</guid></item>
<item><title>Serbia | Ultimatum di Merkel sul Kosovo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/882651-ultimatum-di-merkel-sul-kosovo</link><description><![CDATA[<p>&quot;[Prima] il Kosovo, poi l'Europa&quot;: cos&igrave; <a target="_self" href="http://www.danas.rs/danasrs/politika/prvo_da_resimo_kosovo_pa_onda_u_eu.56.html?news_id=222128">Danas riassume</a> la proposta fatta da Angela Merkel in occasione del suo incontro con Boris Tadic il 23 agosto a Belgrado. La cancelliera tedesca ha ricordato al presidente serbo che l'adesione all'Ue &egrave; subordinata a un concreto avanzamento nel dialogo con Pristina oltre che allo smantellamento delle strutture statali parallele serbe e alla fine delle ostilit&agrave; nei confronti della Missione europea di polizia e giustizia (Eulex). Tadic ha replicato sostenendo che &quot;la politica dell'ultimatum 'Kosovo o Europa' non &egrave; conforme ai valori europei&quot; e ha ricordato che &quot;il dialogo con Pristina &egrave; [in ogni caso] una priorit&agrave; della politica serba&quot;, riporta Danas.</p>
<p><a target="_self" href="http://www.blic.rs/Komentar/Svet-i-mi/273053/Ko-koga-obmanjuje">Blic sottolinea</a> invece che Belgrado non si aspettava un atteggiamento cos&igrave; duro da parte della cancelliera tedesca, e si domanda chi abbia ingannato i serbi convincendoli che &quot;il Kosovo e l'Ue erano due argomenti separati e che l'adesione all'Unione europea non sarebbe stata subordinata alla perdita della regione&quot;.</p>
<p>In Germania la <a target="_self" href="http://www.fr-online.de/politik/meinung/keine-pause-fuer-europa/-/1472602/9564504/-/index.html">Frankfurter Rundschau&nbsp;ricorda</a> che &quot;nelle questioni di adesione che riguardano i Balcani, a sentire la Commissione europea, tutto va come previsto.&nbsp;Ogni passo avanti &egrave; celebrato con rigore tecnocratico&quot;. Ma &quot;chi ha vissuto sotto il comunismo sa bene che non sono gli annunci formali che contano, bens&igrave; i passi avanti sostanziali. Per questo motivo nei Balcani ci si domanda: 'ci vogliono davvero? E a che prezzo?&quot;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 24 Aug 2011 16:47:09 +0100</pubDate><guid>882651</guid></item>
<item><title>Germania-Serbia | Nel segno della franchezza</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/875531-nel-segno-della-franchezza</link><description><![CDATA[<p>Durante la sua visita in Serbia Angela Merkel &egrave; pregata gentilmente di &quot;parlare con franchezza&quot; con le autorit&agrave; di Belgrado a proposito delle condizioni dell'adesione all'Unione europea. Questo il <a href="http://www.tagesspiegel.de/zeitung/bitte-recht-deutlich/4525366.html" target="_self">consiglio di Tagesspiegel</a> alla vigilia della prima visita di Merkel in Serbia. Il viaggio della cancelliera, precisa il quotidiano berlinese, sar&agrave; preceduto da una tappa in Croazia, la cui adesione all'Ue &egrave; prevista per il 2013. &quot;La visita di Merkel a Belgrado sar&agrave; parecchio pi&ugrave; tesa&quot;, sottolinea Tagesspiegel alludendo al fatto che la Serbia non ha ancora riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Dunque &quot;il riavvicinamento tra Serbia e Unione europea andr&agrave; avanti al rallentatore&quot;. &quot;Merkel dovrebbe recapitare un messaggio schietto&quot; alle autorit&agrave; serbe, scrive il quotidiano. Secondo Tagesspiegel &egrave; necessario discutere delle vittime delle guerre separatiste serbe e &quot;e riabbracciare i vecchi orfani&quot;, una definizione poetica della necessit&agrave; di accogliere gli ex paesi comunisti.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 22 Aug 2011 15:52:14 +0100</pubDate><guid>875531</guid></item>
<item><title>Ucraina | La generosità invadente di Bucarest e Budapest</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/836931-la-generosita-invadente-di-bucarest-e-budapest</link><description><![CDATA[<p>&quot;Kiev comincia ad avere seri problemi con i paesi vicini&quot;, <a target="_self" href="http:// http://www.ng.ru/cis/2011-08-03/1_ec.html">constata Nezavissima&iuml;a Gazeta</a>. Secondo il quotidiano russo, l'Ucraina &egrave; irritata dall'assegnazione dei passaporti rumeni e ungheresi ai cittadini ucraini originari di Romania e Ungheria, soprattutto a coloro che vivono nella parte occidentale del paese. In totale sprezzo del divieto vigente di Kiev di possedere la doppia cittadinanza, il fenomeno si sta allargando a macchia d&rsquo;olio, soprattutto considerando il fatto che &quot;i criteri per ottenere un passaporto rumeno o ungherese sono minimi: &egrave; infatti sufficiente che il candidato sia in grado di provare le sue radici etniche (rumene o magiare) o dimostrare che la sua famiglia abbia vissuto in territori un tempo parte dell'Ungheria o della Romania&quot;, &quot;in particolare prima della Seconda guerra mondiale&quot;.</p>
<p>Una simile &quot;integrazione individuale nell'Unione europea&quot; preoccupa molto il governo di Kiev, che, incapace di trovare una soluzione efficace ai problemi sociali ed economici del paese, &quot;potrebbe vedere centinaia di migliaia di cittadini ucraini ottenere la nazionalit&agrave; straniera&quot;, sottolinea il quotidiano. Tuttavia, la vera minaccia che incombe sull'Ucraina &egrave; quella del separatismo, dato che Kiev &quot;potrebbe perdere il controllo dei territori popolati dai discendenti di cittadini stranieri&quot;. A tal proposito, Nezavissima&iuml;a Gazeta cita l'esperto ucraino Alexandre Gavrich, secondo il quale per innescare i moti separatisti &quot;sarebbe sufficiente che gli slogan di appartenenza culturale si trasformassero in rivendicazioni politiche&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 05 Aug 2011 14:08:45 +0100</pubDate><guid>836931</guid></item>
<item><title>Turchia | Erdogan mette in riga i militari</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/825741-erdogan-mette-riga-i-militari</link><description><![CDATA[<p>Secondo H&uuml;rriyet, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha &quot;riassegnato i  posti a tavola&quot; in occasione della riunione del Consiglio supremo militare turco, lo Yaş, dove si decidono le nomine delle pi&ugrave; alte cariche dell&rsquo;esercito. L'incontro ha avuto luogo dopo le dimissioni del 29 luglio da parte  di una buona fetta dello stato maggiore, quando quattro generali ai vertici delle forze armate hanno infatti abbandonato l'incarico in segno di protesta contro  l'arresto nelle ultime settimane di diversi militari di alto rango,  accusati di complottare contro il governo.</p>
<p>Il quotidiano pubblica in  prima pagina la foto della riunione del primo agosto, durante la quale Erdogan ha fatto le veci di presidente dello Yaş, e la confronta con  quella dello scorso 30 novembre, quando il primo ministro turco era  ancora affiancato dal capo di stato maggiore. Secondo H&uuml;rriyet, la foto &quot;da l'impressione che ormai l'esercito dipenda  completamente dal potere politico, come accade nei paesi democratici&quot;.  <a target="_self" href="http://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/18392685.asp?yazarid=215&amp;gid=6">L'editorialista Cengiz &Ccedil;andar &egrave; convinto</a> che la situazione &quot;conceda a  Erdogan completa libert&agrave; di movimento. Ora il primo ministro non potr&agrave; pi&ugrave;  invocare il 'fattore militare' per giustificare l'immobilismo in  politica interna. Erdogan si ritrova dunque la strada spianata per adottare una nuova costituzione civile e democratica&quot;, come aveva  promesso durante la campagna elettorale delle legislative del giugno  scorso. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:47:00 +0100</pubDate><guid>825741</guid></item>
<item><title>Croazia | La strada verso l'Europa è ancora lunga (Novi List, Rijeka)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/709711-la-strada-verso-l-europa-e-ancora-lunga</link><description><![CDATA[Il 10 giugno Zagabria ha ottenuto il via libera per l&#039;adesione all&#039;Ue, prevista per il primo luglio 2013. Ma come dimostra l&#039;aggressione contro il Gay pride di Spalato, il paese ha ancora molto da lavorare. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 13 Jun 2011 16:58:54 +0100</pubDate><guid>709711</guid></item>
<item><title>Croazia | L'Ue apre le porte</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/700531-l-ue-apre-le-porte</link><description><![CDATA[<p>&quot;Alla fine Barroso l'ha detto: &egrave; fatta! Croati, sarete preso ricompensati per i vostri sforzi&quot;, <a href="http://www.jutarnji.hr/europska-komisija-u-petak-ce-preloziti-ulazak-hrvatske-u-eu-1-srpnja-2013---barroso--ocekujte-dobre-vijest/951682/" target="_self">esulta Jutarnji List</a> parafrasando il presidente della Commissione europea, che ha confermato che il 10 giugno Bruxelles annuncer&agrave; la conclusione dei negoziati di adesione con Zagabria. Il primo luglio 2013 la Croazia potr&agrave; dunque diventare il ventottesimo membro dell'Ue, dopo sei lunghi anni di trattative che Barroso ha definito &quot;esigenti ma giuste&quot;. Tuttavia Parigi e Berlino insistono nel chiedere che la Croazia sia posta sotto stretta sorveglianza fino al momento dell'effettiva adesione, soprattutto nel campo della lotta alla corruzione.&nbsp;Secondo il quotidiano di Zagabria la fine dei negoziati rappresenta il coronamento degli sforzi del governo, del primo ministro Jadranka Kosor e della presidenza ungherese dell'Ue, che ha spinto affinch&eacute; i negoziati terminassero entro la fine del proprio mandato.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:29:17 +0100</pubDate><guid>700531</guid></item>
<item><title>Croazia | Il papa prega per l'adesione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/695341-il-papa-prega-l-adesione</link><description><![CDATA[<p>&quot;Croati, non abbiate paura dell'Unione europea!&quot; Parafrasando l'invocazione di Giovanni Paolo II ai popoli oppressi dal giogo del comunismo, <a href="http://www.vecernji.hr/dolazak-pape/" target="_self">Vecernji List riassume</a> l'appello lanciato da Benedetto XVI in occasione della visita pastorale nella &quot;piccola Polonia del sud&quot;. &quot;&Egrave; logico, giusto e necessario che i croati entrino a far parte dell'Ue&quot;, ha dichiarato il papa durante una messa all'aperto. Il 4 e 5 giugno Benedetto XVI si &egrave; recato in Croazia, dove il 90 percento della popolazione &egrave; cattolica. Il papa ha parlato in favore dell'integrazione europea, fiducioso che l'ingresso nell'Ue &quot;possa rappresentare l'occasione di conservare e vivificare l'inestimabile patrimonio comune di valori umani e cristiani&quot; nel vecchio continente. Iniziati nel 2005, i negoziati per l'ingresso della Croazia nell'Unione europea potrebbero non concludersi a fine giugno, e l'adesione potrebbe essere rinviata alla met&agrave; del 2013.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 06 Jun 2011 12:41:42 +0100</pubDate><guid>695341</guid></item>
<item><title>Romania-Bulgaria | Un passo verso Schengen</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/631861-un-passo-verso-schengen</link><description><![CDATA[<p>L'adesione della Romania e della Bulgaria allo <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33020_it.htm" target="_self">spazio Schengen</a> si fa un po' pi&ugrave; facile. Il 2 maggio &quot;la Commissione per le libert&agrave; civili del Parlamento europeo (<a href="http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom.do;jsessionid=77DC0625CC5EBA9D2CB62C4FA30127D7.node1?language=IT&amp;body=LIBE" target="_self">Libe</a>) ha stabilito che la Romania e la Bulgaria sono pronte a entrare nello spazio Schengen&quot;, <a href="http://www.romanialibera.ro/actualitate/europa/aderarea-romaniei-la-schengen-aprobata-de-comisia-pentru-libertati-civile-a-pe-224145.html" target="_self">scrive Rom&acirc;nia Liberă</a>. La Commissione raccomanda al Consiglio Ue di &quot;fissare al pi&ugrave; presto una scadenza per l'adesione allo spazio di libera circolazione&quot;. Nel frattempo gli eurodeputati hanno chiesto a Sofia di rendere conto con regolarit&agrave; delle &quot;misure supplementari che saranno adottate alle frontiere con la Turchia e la Grecia, tra le pi&ugrave; sensibili dell'Ue&quot;, ha dichiarato al quotidiano di Bucarest l'autore del <a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/libe/pr/863/863444/863444it.pdf" target="_self">rapporto</a> esaminato da Libe, Carlos Coelho. Il Parlamento europeo dovr&agrave; pronunciarsi sull'adesione di Romania e Bulgaria all'inizio di giugno, mentre la decisione finale del Consiglio &egrave; attesa per l'autunno prossimo. La Romania dovr&agrave; prendersi cura &quot;della seconda pi&ugrave; lunga frontiera terrestre&quot; dell'Ue, nota il quotidiano di Bucarest ricordando che l'obiettivo iniziale dei due paesi, l'adesione entro il primo marzo 2011, non &egrave; stato raggiunto a causa del veto posto da Germania e Francia.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 03 May 2011 13:14:39 +0100</pubDate><guid>631861</guid></item>
<item><title>Balcani | La Croazia fa i conti con la storia (Novi List, Rijeka)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/610141-la-croazia-fa-i-conti-con-la-storia</link><description><![CDATA[Il 15 aprile Ante Gotovina è stato condannato per i crimini di guerra compiuti durante il conflitto degli anni novanta. Nonostante le reazioni indignate, il verdetto aiuta a fare chiarezza su un periodo controverso. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 17:42:22 +0100</pubDate><guid>610141</guid></item>
<item><title>Croazia | Condannato l&#039;eroe nazionale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/601421-condannato-leroe-nazionale</link><description><![CDATA[<p>Una sola parola campeggia sulla prima pagina di <a target="_self" href="http://www.vecernji.hr/">Večernji list</a>: &quot;Eroe&quot;. Si parla dell'ex generale Ante Gotovina, processato per crimini di guerra e crimini contro l'umanit&agrave; commessi nel 1995 in occasione della riconquista di Krajina a scapito della popolazione serba. Il 15 aprile, a poche ore di distanza dall'uscita del quotidiano, Gotovina &egrave; stato condannato a 24 anni di prigione dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia. Posto come condizione per l'apertura dei negoziati sull'ingresso della Croazia nell'Ue, nel 2005 l'arresto dell'ex generale aveva provocato diverse manifestazioni di protesta nel paese, dove &egrave; considerato uno dei padri dell'indipendenza della Croazia dopo la caduta dell'ex-Jugoslavia.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:15:39 +0100</pubDate><guid>601421</guid></item>
<item><title>Croazia | L'Europa, chi se la ricorda? (Tportal , Zagabria)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/596061-l-europa-chi-se-la-ricorda</link><description><![CDATA[Entro la fine dell&#039;anno i croati dovranno votare il referendum sull&#039;ingresso nell&#039;Ue. Ma questo traguardo, un tempo atteso con impazienza, è arrivato troppo tardi, e l&#039;entusiasmo sembra svanito. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 12 Apr 2011 16:43:01 +0100</pubDate><guid>596061</guid></item>
<item><title>Balcani | Serbia e Kosovo iniziano i negoziati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/535901-serbia-e-kosovo-iniziano-i-negoziati</link><description><![CDATA[<p>&quot;Serbia e Kosovo allo stesso tavolo&quot;, <a target="_blank" href="http://www.rp.pl/artykul/2,623207.html">titola il quotidiano polacco Rzeczpospolita</a> mentre i rappresentanti dei due paesi hanno iniziato a Bruxelles &quot;uno storico negoziato&quot;. La Serbia non riconosce l'indipendenza del Kosovo proclamata il 17 febbraio 2008, ma desidera entrare a far parte dell'Unione europea. Da tempo Bruxelles esercita forti pressioni su Belgrado perch&eacute; inizi colloqui con Pristina, che dovrebbero svolgersi con cadenza bisettimanale o trisettimanale e riguardare esclusivamente &quot;argomenti pratici in grado di facilitare la vita da entrambi i lati del confine&quot;.&nbsp;</p>
<p>Il numero di questioni irrisolte tra i due paesi &egrave; considerevole. La Serbia non riconosce i passaporti kosovari, e per chiamare un numero in Kosovo &egrave; ancora necessario digitare il prefisso internazionale della Serbia (+381). La minoranza serba nel nord del Kosovo non riconosce l'amministrazione di Pristina, e gli insegnanti, gli agenti di polizia e altre categorie di dipendenti pubblici ricevono i loro stipendi da Belgrado. Secondo Sonja Biserko, capo del Comitato di Helsinki a Belgrado, il dialogo avviato tra il governo serbo e i rappresentanti del Kosovo &egrave; una prova che Belgrado &quot;parla una nuova lingua e si muove in una nuova direzione&quot;. Il leader della delegazione serba inviata a Bruxelles per i negoziati rimane tuttavia scettico, e sottolinea che &quot;non bisogna aspettarsi miracoli&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 08 Mar 2011 15:50:04 +0100</pubDate><guid>535901</guid></item>
<item><title>Turchia-Ue | Una scaramuccia, non un addio (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/528231-una-scaramuccia-non-un-addio</link><description><![CDATA[Nonostante le recenti accuse del premier turco Erdoğan e l&#039;apparente raffreddamento del suo interesse per l&#039;Unione, il destino di Ankara è ancora legato a quello dell&#039;Europa. Secoli di storia e interessi economici non lasciano alternativa. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 04 Mar 2011 15:30:57 +0100</pubDate><guid>528231</guid></item>
<item><title>Turchia | A muso duro (Frankfurter Rundschau, Francoforte)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/522991-muso-duro</link><description><![CDATA[Durante la sua visita in Germania, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha abbandonato i tradizionali toni deferenti. Grazie alla sua ascesa economica e geopolitica, il suo paese non si fa più guardare dall&#039;alto in basso dall&#039;Europa. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 02 Mar 2011 16:11:54 +0100</pubDate><guid>522991</guid></item>
<item><title>Islanda | Un altro referendum sulla strada per Bruxelles</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/511711-un-altro-referendum-sulla-strada-bruxelles</link><description><![CDATA[<p>Tra due mesi gli islandesi dovranno esprimersi per la seconda volta sull'accordo concluso tra il loro governo e quelli di Regno Unito e Paesi Bassi per chiudere la <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/61051-amsterdam-batte-cassa-islanda">disputa</a> nata dopo il crollo bancario dell'autunno 2008. Il 20 febbraio il presidente Olafur Ragnar Grimson ha posto il veto su una legge approvata a netta maggioranza (44 voti contro 16) dal parlamento islandese il 16 febbraio, che proponeva un nuovo accordo sulla richiesta di rimborso di 3,9 miliardi di euro avanzata nei confronti di Reykjavik da Londra e dall'Aia dopo il fallimento della banca Icesave. Gli elettori islandesi dovranno dunque decidere attraverso il referendum.&nbsp;</p>
<p>&quot;I nuovi sviluppi avranno conseguenze sulla candidatura islandese all'Unione europea?&quot;, si domanda <a target="_blank" href="http://archives.lesoir.be/">Le Soir</a>. &quot;Londra e l'Aia&nbsp; avevano minacciato di bloccare la candidatura dell'isola &quot;, ma &quot;il massiccio no (93 per cento) degli islandesi al primo referendum sull'accordo nel marzo 2010 non aveva impedito l'apertura dei <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/57271-la-lunga-strada-bruxelles">negoziati sull'adesione</a> a luglio &quot;. Intervistato dal quotidiano belga, il politologo <a target="_blank" href="http://notendur.hi.is/baldurt/indexenska.htm">Baldur Thorhallson</a> sottolinea che i britannici, dopo aver <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/164131-prima-i-cittadini-delle-banche">fatto la voce grossa</a>, &quot;si sono mostrati meno aggressivi, perch&eacute; in fondo gradirebbero molto avere un altro stato euroscettico all'interno dell'Ue&quot;.&nbsp;</p>
<p>Secondo il sondaggista Olafur Gylfason gli islandesi &quot;non intendono mischiare questo affare con la questione dell'adesione all'Ue&quot;. L&rsquo;opinione degli islandesi &egrave; comunque <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/275251-reykjavik-volta-le-spalle-all-unione">parecchio cambiata</a> dopo la crisi finanziaria. &quot;In un momento di panico in molti hanno visto nell'Europa una sorta di assicurazione per il futuro &ndash; spiega Gylfason &ndash; ma oggi gli animi si sono calmati, e solo il 18 per cento della popolazione giudica credibile l'Unione europea. Le sorti della candidatura, sulla quale &egrave; spaccato perfino il governo di centrosinistra, si giocheranno sulla fondamentale questione della <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/312271-gli-sgombri-minacciano-l-adesione">pesca</a>&quot;. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:57:45 +0100</pubDate><guid>511711</guid></item>
<item><title>Croazia | L&#039;adesione all&#039;Ue più vicina</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/510021-ladesione-allue-piu-vicina</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il rapporto sulla Croazia sar&agrave; positivo&quot;, <a target="_blank" href="http://www.vjesnik.hr/html/2011/02/21/Clanak.asp?r=unu&amp;c=1">titola Vjesnik</a>. Il quotidiano di Zagabria rivela che &quot;secondo le prime indiscrezioni la Commissione ha preso nota dei progressi realizzati nell'ambito dei negoziati, ma anche di ci&ograve; che resta da fare&quot;. Vjesnik sottolinea che l'obiettivo della Croazia di concludere entro fine giugno i <a target="_blank" href="http://europa.eu/pol/enlarg/index_it.htm">negoziati per l'adesione all'Ue</a> ha buona possibilit&agrave; di essere raggiunto. &quot;In occasione della conferenza che si terr&agrave; ad aprile in Lussemburgo, la Croazia dovr&agrave; chiudere i tre capitoli sull'agricoltura, la pesca e la politica regionale&quot;. &quot;I due capitoli pi&ugrave; difficili, la giustizia e la concorrenza&quot;, dovranno essere chiusi prima di allora. Vjesnik assicura inoltre che i Paesi Bassi non ostacoleranno la candidatura di Zagabria, indipendentemente dalla valutazione del procuratore del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia sulla <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/424561-mister-europa-si-da-alla-macchia">cooperazione delle autorit&agrave; croate</a>.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 21 Feb 2011 12:16:32 +0100</pubDate><guid>510021</guid></item>
<item><title>Albania | Dallo stallo alla violenza</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/474261-dallo-stallo-alla-violenza</link><description><![CDATA[<p>&quot;Chi &egrave; che ha sparato?&quot;, si domanda Tema. Il quotidiano pubblica in prima pagina le foto dei membri delle forze dell'ordine accusati di aver tirato il grilletto durante gli scontri del 21 gennaio davanti all'ufficio del primo ministro Sali Berisha, provocando la morte di tre persone. Le vittime stavano partecipando a una manifestazione organizzata dal partito socialista (all'opposizione) del sindaco di Tirana Edj Rama, che chiede le dimissioni del governo dopo che il 14 gennaio il vice premier Ilir Meta, accusato di corruzione, ha lasciato l'incarico. Anche se Berisha accusa l'opposizione per le morti dei manifestanti, <a target="_blank" href="http://www.gazetatema.net/web/?p=5523">secondo Tema</a> il primo ministro ne &egrave; responsabile &quot;materiale, politico e morale&quot;. La paralisi politica (Rama accusa Berisha di aver truccato le elezioni legislative del 2009 e non ne riconosce il risultato) &egrave; alle origini del rifiuto da parte dell'Ue della richiesta di adesione dell'Albania, <a target="_blank" href="http://euobserver.com/9/31686">ricorda EUobserver</a>.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 24 Jan 2011 11:47:29 +0100</pubDate><guid>474261</guid></item>
<item><title>Censimento dei Balcani | La foto di famiglia sarà sfocata (Politika, Belgrado)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/472591-la-foto-di-famiglia-sara-sfocata</link><description><![CDATA[Il censimento voluto da Bruxelles comporta profondi risvolti politici e sociali per i paesi balcanici. A vent&#039;anni dalla guerra, il rischio è di risvegliare tensioni etniche mai risolte. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 21 Jan 2011 11:57:20 +0100</pubDate><guid>472591</guid></item>
<item><title>Balcani | Sono iniziate le grandi pulizie (Monitor, Podgorica)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/442171-sono-iniziate-le-grandi-pulizie</link><description><![CDATA[Nel giro di due settimane i leader di tre paesi dell&#039;ex Jugoslavia sono finiti sotto accusa. È il segno che l&#039;Unione europea ha finalmente smesso di tollerare la corruzione e sostenere personaggi discutibili. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 23 Dec 2010 00:48:09 +0100</pubDate><guid>442171</guid></item>
<item><title>Ue-Ucraina | Niente libero scambio per Kiev</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/400581-niente-libero-scambio-kiev</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'Ucraina &egrave; vicina all'eliminazione dei visti&quot;, <a target="_blank" href="http://www.gazetaprawna.pl/wiadomosci/artykuly/466934,ukraina_blizej_zniesienia_wiz_do_ue.html">scrive Dziennik Gazeta Prawna</a> dopo il <a target="_blank" href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/1534&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en">vertice</a> di Bruxelles tra Ue e Ucraina del 22 novembre. Al presidente ucraino Viktor Janukovič &egrave; stato infatti promesso lo snellimento del regime di visti per i compatrioti che viaggiano nell'Unione europea, una volta che l'Ucraina avr&agrave; rispettato le condizioni dell'Ue &ndash; tra cui la regolamentazione del confine con la Russia. Tuttavia i colloqui sulla zona di libero scambio, la cui istituzione era stata anticipata, si sono bruscamente interrotti. &quot;I diplomatici dell'Ue hanno cercato di frenare gli entusiasmi, e alla fine hanno avuto ragione&quot;, commenta il quotidiano di Varsavia, sottolineando la riluttanza di diversi stati membri, Polonia inclusa, ad aprire il mercato Ue ai prodotti agricoli ucraini o alle societ&agrave; di trasporti di Kiev. L'Ucraina rifiuta di adottare gli standard Ue in materia di tutela dell'ambiente, sanit&agrave; e difesa del copyright, e pretende da Bruxelles una compensazione per conformare la propria normativa a quella dell'Unione, un po' come fecero i paesi dell'Europa centrale alla vigila del loro ingresso nell'Ue. Non c'&egrave; da stupirsi, prosegue il quotidiano, che dopo 13 diverse occasioni di colloquio, l'Ucraina abbia chiuso solo quattro dei quindici capitoli del negoziato.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 23 Nov 2010 13:17:22 +0100</pubDate><guid>400581</guid></item>
<item><title>Allargamento | Avanti senza entusiasmo (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/383711-avanti-senza-entusiasmo</link><description><![CDATA[È una specie di pagella dei paesi candidati all&#039;adesione. Ma quest&#039;anno la pubblicazione del rapporto sui loro progressi da parte della Commissione europea, il 9 novembre, è stata vista dalla stampa come un altro segno di stanchezza. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 10 Nov 2010 17:10:48 +0100</pubDate><guid>383711</guid></item>
<item><title>Adesione | Ora tocca alla Serbia (Blic, Belgrado)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/371561-ora-tocca-alla-serbia</link><description><![CDATA[Il 25 ottobre i ventisette hanno deciso di inoltrare alla Commissione la domanda di adesione di Belgrado. Ma restano da compiere diversi passi cruciali, primo tra tutti l&#039;arresto del criminale di guerra Ratko Mladic.    (Article)]]></description><pubDate>Tue, 26 Oct 2010 17:31:49 +0100</pubDate><guid>371561</guid></item>
<item><title>Serbia | Il braccio violento della jugonostalgia (Il Sole-24 Ore, Milano)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/360521-il-braccio-violento-della-jugonostalgia</link><description><![CDATA[Mentre Belgrado si prepara a sottoporre la sua candidatura all&#039;ingresso nell&#039;Unione europea, gli ultranazionalisti ostili all&#039;occidentalizzazione rispondono alzando il livello dello scontro, come dimostrano gli incidenti di Belgrado e Genova. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 13 Oct 2010 17:14:03 +0100</pubDate><guid>360521</guid></item>
<item><title>Turchia-Ue | Ankara non ha fretta (Taraf, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/357951-ankara-non-ha-fretta</link><description><![CDATA[I negoziati per l&#039;adesione inaugurati nel 2005 sono ancora in alto mare, in parte per l&#039;ostruzionismo di alcuni paesi membri. Ma anche la classe politica turca ha le sue colpe: le conseguenze dell&#039;applicazione delle norme europee spaventano sia il governo che l&#039;opposizione. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 11 Oct 2010 15:28:46 +0100</pubDate><guid>357951</guid></item>
<item><title>Allargamento | Chi fermerà la Turchia? (Die Presse, Vienna)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/348311-chi-fermera-la-turchia</link><description><![CDATA[All&#039;assemblea generale dell&#039;Onu il vicepremier turco Ali Babacan ha previsto per il suo paese un ruolo da protagonista in Europa. Esaminando i dati economici e demografici è difficile dargli torto, con buona pace di Francia e Germania. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 28 Sep 2010 17:42:58 +0100</pubDate><guid>348311</guid></item>
<item><title>Germania | Westerwelle apre alla Turchia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/345051-westerwelle-apre-alla-turchia</link><description><![CDATA[<p>&quot;Westerwelle incita l'Unione europea ad accogliere la Turchia&quot;, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703860104575508182126534548.html?mod=WSJEUROPE_hpp_MIDDLETopStories" target="_blank">titola il Wall Street Journal Europe</a>. In un'<a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703860104575508502670274286.html" target="_blank">intervista</a> al quotidiano economico statunitense il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha dichiarato che l'Unione europea dovrebbe avviare i colloqui con Ankara sull'ingresso della Turchia nella Ue. Secondo Westerwelle la recente <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/337621-la-turchia-va-avanti-da-sola" target="_blank">riforma della costituzione turca</a> &quot;&egrave; un importante passo nella giusta direzione, e mostra che la Turchia vuole un futuro europeo e ha una prospettiva europea&quot;. Le dichiarazioni del ministro peggioreranno con ogni probabilit&agrave; le gi&agrave; complicate relazioni con la cancelliera Merkel, sua partner di coalizione e ferma oppositrice dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea. &quot;Dobbiamo riconoscere che gli equilibri di potere globali stanno cambiando&quot;, prosegue Westerwelle . &quot;A volte mi stupisco di come alcuni paesi diano per scontato che la loro influenza attuale rester&agrave; invariata per sempre&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:13:59 +0100</pubDate><guid>345051</guid></item>
<item><title>Referendum | La Turchia va avanti da sola (Zaman, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/337621-la-turchia-va-avanti-da-sola</link><description><![CDATA[La vittoria del sì nella consultazione sulla riforma della costituzione è un passo decisivo verso la transizione democratica e liberale del paese. Ma l&#039;ingresso nell&#039;Ue non è più il motore di questo processo epocale. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 13 Sep 2010 15:53:35 +0100</pubDate><guid>337621</guid></item>
<item><title>Moldavia | Nulla di fatto presidenziale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/331781-nulla-di-fatto-presidenziale</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il popolo ha scelto&quot;, titola Timpul all'indomani del <a href="http://www.cec.md/i-ComisiaCentrala/main.aspx?dbID=DB_Referendum2010100" target="_blank">referendum</a> con cui i moldavi si sono pronunciati sull'elezione a suffragio universale diretta del presidente della Repubblica.&nbsp; La consultazione si &egrave; risolta con un nulla di fatto, <a href="http://www.timpul.md/articol/-de-ce-alianta-a-pierdut-referendumul-15059.html" target="_blank">spiega il giornale</a>: soltanto il 29 per cento dei 2,5 milioni di aventi diritto si sono recati alle urne, e non &egrave; stato quindi raggiunto il quorum del 33 per cento necessario per la validit&agrave; del referendum. La riforma costituzionale, la prima di questo tipo in vent'anni di sovranit&agrave; indipendente, era stata voluta dall'Alleanza per l'integrazione europea (al potere) per mettere fine alla crisi politica che dura da un anno a questa parte e ha visto quattro tentativi abortiti da parte del Parlamento di eleggere il successore del comunista&nbsp;Vladimir Voronin, dimessosi nel settembre 2009. Il paese si prepara intanto allo scioglimento della camera e alle elezioni anticipate, legislative e presidenziali.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:27:40 +0100</pubDate><guid>331781</guid></item>
<item><title>Montenegro | Un paese per ricchi (The New York Times, New York)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/324911-un-paese-ricchi</link><description><![CDATA[Il piccolo stato balcanico cerca di attirare capitali facendo ponti d&#039;oro agli investitori stranieri e costruendosi una nuova immagine. Ma la corruzione e la scarsa trasparenza dei contratti continuano a preoccupare il resto d&#039;Europa. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 26 Aug 2010 17:50:02 +0100</pubDate><guid>324911</guid></item>
<item><title>Ue-Svizzera | Berna sceglie lo status quo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/319691-berna-sceglie-lo-status-quo</link><description><![CDATA[<p>&quot;Berna reinventa la via bilaterale!&quot;, esclama la Tribune de Gen&egrave;ve dopo la <a target="_blank" href="http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=fr&amp;msg-id=34656">decisione</a> del Consiglio federale di continuare sulla strada intrapresa nel 1992 nei rapporti con l'Unione. &quot;Tutte le strade sono aperte, ha affermato il presidente svizzero Doris Leuthard scartando di fatto l'adesione all'Ue, l'Eee (Spazio economico europeo) e il bilateralismo troppo rigido&quot;, scrive Pierre Ruetschi nel suo <a target="_blank" href="http://www.tdg.ch/actu/suisse/editorial-face-ue-suisse-etale-embarras-2010-08-19">editoriale</a>. Ruetschi attacca duramente la &quot;nuova&quot; politica svizzera nei confronti di Bruxelles: la continuazione degli accordi bilaterali come &quot;unica strada possibile&quot;. Un gruppo di lavoro &egrave; stato creato&nbsp;con il compito di formulare delle proposte entro la fine dell'anno. Questa posizione esprime &quot;l'immenso imbarazzo di una Svizzera che non ha pi&ugrave; grandi margini di miglioramento sulla strada delle trattative bilaterali&quot;, e non fa nulla per cambiare la situazione. Insomma, &quot;Berna prende tempo, ma senza definire una linea chiara per il futuro&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 20 Aug 2010 18:45:49 +0100</pubDate><guid>319691</guid></item>
<item><title>Svizzera | Vicini ma non troppo (Le Figaro, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/317341-vicini-ma-non-troppo</link><description><![CDATA[Il governo svizzero deve prendere una decisione sul futuro delle relazioni con Bruxelles. Anche se ha in programma di stringere legami ancora più stretti, l&#039;adesione continua a essere fuori discussione.  (Article)]]></description><pubDate>Tue, 17 Aug 2010 17:10:59 +0100</pubDate><guid>317341</guid></item>
<item><title>Islanda | Gli sgombri minacciano l'adesione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/312271-gli-sgombri-minacciano-l-adesione</link><description><![CDATA[<p>Il riscaldamento dei mari ha gonfiato le riserve ittiche islandesi, creando un problema politico tra Reykjavik e l'Ue. &quot;Bruxelles ha minacciato di vietare l'accesso alle acque Ue ai pescatori islandesi se non ridurranno la pesca dello sgombro&quot;, <a target="_blank" href="http://euobserver.com/9/30600">riporta&nbsp; EUobserver</a>. A causa delle alte temperature gli sgombri europei sono stati attirati nelle acque&nbsp; islandesi (e delle Faroer, territorio danese), abbandonando i mari dell'Ue. Di conseguenza entrambi i paesi hanno aumentato le loro quote, irritando Bruxelles. Il 9 agosto il commissario alla pesca Maria Damanaki ha espresso il &quot;profondo rincrescimento&quot; dell'Unione europea a proposito della decisione &quot;unilaterale e sorprendente&quot;, dopo che nella stessa giornata le isole Faroer avevano esteso i limiti di pesca. Secondo EUobserver il momento non potrebbe essere peggiore: &quot;i negoziati con l'Islanda per l'ammissione all'Unione europea sono iniziati il 27 luglio, e la pesca sar&agrave; uno degli argomenti pi&ugrave; spinosi&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 10 Aug 2010 15:14:24 +0100</pubDate><guid>312271</guid></item>
<item><title>Diplomazia | Cameron gioca la carta turca (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/303531-cameron-gioca-la-carta-turca</link><description><![CDATA[Il premier britannico ha stupito tutti con il forte sostegno offerto all&#039;ingresso della Turchia nell&#039;Ue. Mentre la stampa d&#039;oltremanica applaude la sua presa di posizione, i giornali europei e turchi si mostrano molto più scettici sulla possibilità di un suo effetto concreto.  (Article)]]></description><pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:18:26 +0100</pubDate><guid>303531</guid></item>
<item><title>Balcani | Il Kosovo è un vicolo cieco (Jurnalul Naţional, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/299931-il-kosovo-e-un-vicolo-cieco</link><description><![CDATA[Il 22 luglio la Corte internazionale di giustizia ha confermato la legittimità dell&#039;indipendenza dell&#039;ex provincia jugoslava. Ma indipendentemente dalla sentenza lo stato kosovaro continua a esistere solo sulla carta, e il sogno dell&#039;adesione Ue è irraggiungibile.  (Article)]]></description><pubDate>Thu, 22 Jul 2010 17:02:18 +0100</pubDate><guid>299931</guid></item>
<item><title>Turchia | Ankara non ha dimenticato l'Europa</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/286931-ankara-non-ha-dimenticato-l-europa</link><description><![CDATA[<p>&quot;La Turchia vuole ancora entrare nell'Ue&quot;, titola il <a href="http://www.thetimes.co.uk/tto/news/" target="_blank">Times</a>, che pubblica un'intervista ad Abdullah G&uuml;l. Il presidente turco ribadisce che Ankara non ha voltato le spalle all'occidente: &quot;La Turchia &egrave; parte dell'Europa&quot;, ha dichiarato, sottolineando che Stati Uniti e Ue dovrebbero approvare l'impegno crescente della Turchia nel Medio oriente e il tentativo di promuovere i valori occidentali in una regione governata da regimi autoritari. Il presidente ha inoltre rimproverato alcuni politici occidentali per la loro &quot;visione sorpassata della Turchia&quot;, sottolineando come il suo paese sia una grande potenza economica che ha abbracciato la democrazia, i diritti umani e il libero mercato. &quot;Non riconoscerlo sarebbe un peccato&quot;, si &egrave; rammaricato G&uuml;l.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 02 Jul 2010 11:41:24 +0100</pubDate><guid>286931</guid></item>
<item><title>Islanda | Reykjavik volta le spalle all'Unione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/275251-reykjavik-volta-le-spalle-all-unione</link><description><![CDATA[<p>I ventisette, riuniti oggi a Bruxelles per il <a target="_blank" href="http://www.eu2010.es/en/documentosynoticias/noticias/jun16_consejo_europeo.html">Consiglio europeo</a>, dovrebbero dare il via libera all'apertura dei negoziati per l'<a target="_blank" href="http://ec.europa.eu/enlargement/potential-candidates/iceland/relation/index_it.htm">adesione dell'Islanda</a> all'Unione. Tuttavia, <a target="_blank" href="http://www.lefigaro.fr/international/2010/06/16/01003-20100616ARTFIG00723-les-islandais-se-detournent-de-l-europe-qui-les-accueille.php">nota Le Figaro</a>, &quot;se tra gli europei il sostegno nei confronti di Reykjavik &egrave; 'solido', in Islanda l'Ue non riscuote affatto un successo unanime&quot;. Alla fine del 2008, nel momento peggiore della crisi che aveva messo in ginocchio la loro economia, gli islandesi vedevano l'Unione europea come una sorta di salvagente. Oggi per&ograve;, continua il quotidiano parigino, &quot;con il <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/61051">contenzioso</a> tra Londra e L'Aia sulla banca Icesave ancora da risolvere, sono molto pi&ugrave; scettici: pi&ugrave; del 60 per cento degli intervistati si &egrave; dichiarato <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/billet-de-blog/207071-che-fare-con-questi-ingrati-islandesi">contrario all'adesione</a>. Non solo: secondo un altro sondaggio il 57 per cento degli islandesi vuole che la candidatura del loro paese a membro dell'Unione europea sia ritirata immediatamente. Di recente un gruppo di deputati provenienti da diversi partiti ha depositato in Parlamento una mozione in tal senso. Per i due terzi della popolazione, i 990 milioni di corone [6,2 miliardi di euro] assegnati al processo di adesione sarebbe state spese meglio in altro modo.&quot;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:36:29 +0100</pubDate><guid>275251</guid></item>
<item><title>Turchia | Bruxelles non vuole perdere Ankara</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/275041-bruxelles-non-vuole-perdere-ankara</link><description><![CDATA[<p>&quot;Buon giorno Europa&quot;, <a target="_blank" href="http://www.hurriyet.com.tr/dunya/15047696.asp?gid=373">titola H&uuml;rriyet</a>, secondo il quale l'Unione europea sta considerando l'adozione di misure speciali nei confronti della Turchia per evitare che si allontani troppo dall'Europa. L'Ue teme infatti che Ankara volti le spalle all'ideale europeo per ritagliarsi un ruolo pi&ugrave; importante ini Medio Oriente. Questo timore &egrave; stato alimentato recentemente dalle prese di posizione del governo turco nei confronti del blocco su Gaza imposto da Israele. Secondo H&uuml;rriyet, che <a target="_blank" href="http://www.welt.de/die-welt/politik/article8051334/Die-Tuerkei-schlaegt-die-grosse-Trommel.html">cita anche il quotidiano tedesco Die Welt</a>, la nuova strategia elaborata da Bruxelles &quot;pu&ograve; sfociare in una nuova apertura dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione europea. All'ordine del giorno ci saranno anche agevolazioni sui visti per i cittadini turchi&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 17 Jun 2010 12:50:31 +0100</pubDate><guid>275041</guid></item>
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