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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Cop15]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>COP16 | L'Europa verde all'esame di maturità (Il Foglio, Milano)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/408961-l-europa-verde-all-esame-di-maturita</link><description><![CDATA[La crisi ha ridotto la produzione industriale e le emissioni di gas serra, ma ha anche colpito duramente la &quot;green economy&quot; europea. Uno shock che potrebbe rivelarsi salutare per un settore drogato dai fondi pubblici. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 29 Nov 2010 11:34:22 +0100</pubDate><guid>408961</guid></item>
<item><title>CO2 | Dopo Copenhagen inquinare costa meno</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/161261-dopo-copenhagen-inquinare-costa-meno</link><description><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://fr.cop15.dk/">Il vertice sul clima di Copenaghen</a> (COP15)&nbsp; sta gi&agrave; producendo i suoi effetti: i prezzi delle <a target="_blank" href="http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/index_en.htm">quote europee di emissione di gas a effetto serra</a> (CO2) sono calati, <a target="_blank" href="http://politiken.dk/klima/klimakloden/article866606.ece">osserva</a> Politiken. All'indomani della chiusura del vertice, il 21 dicembre, questo prezzo era sceso sotto i 13 euro la tonnellata, il&nbsp; livello pi&ugrave; basso degli ultimi sei mesi, constata il quotidiano danese. Principale responsabile, l'assenza di un accordo sulla riduzione del 30 per cento delle emissioni di anidride carbonica nel 2015 rispetto al 1990 (invece del 20 per cento adottato) nell'Ue. Allo stesso tempo questo risultato rende meno interessanti gli investimenti nelle energie rinnovabili: l'investitore danese <a target="_blank" href="http://www.klimainvest.dk/">Klimainvest</a> ha deciso di annullare un grande progetto che &ndash; con l'aiuto della Banca mondiale &ndash; avrebbe dovuto ridurre le emissioni di CO2 in Moldavia di cinque milioni di tonnellate all'anno. <em>(adr)</em></p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 19:07:40 +0100</pubDate><guid>161261</guid></item>
<item><title>Tribuna | Appello per un&#039;Europa unita</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/161291-appello-uneuropa-unita</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'Europa rischia di diventare la Svizzera del mondo&quot; afferma preoccupato&nbsp; <a target="_blank" href="http://www.europarl.europa.eu/members/public/geoSearch/view.do?country=BE&amp;partNumber=1&amp;zone=Nederlands+Kiescollege&amp;language=FR&amp;id=97058">Guy Verhofstadt</a> in un'<a target="_blank" href="http://www.lesoir.be/forum/cartes_blanches/2009-12-23/l-europe-risque-de-devenir-la-suisse-du-monde-745288.shtml">editoriale</a> lo stesso giorno sui quotidiani belgi Le Soir e De Morgen. All'indomani del fallimento del <a target="_blank" href="http://fr.cop15.dk/">vertice di Copenhagen sul clima </a>(COP15), , il capo del gruppo liberale al Parlamento europeo ed ex primo ministro belga constata che &quot;l'Europa non &egrave; pi&ugrave; ascoltata dalle grandi potenze&quot;. Nonostante un trattato di Lisbona che&nbsp; dovrebbe favorire l'affermazione di una diplomazia europea, l'Ue &egrave; stata in realt&agrave; esclusa dai negoziati finali. Per Verhofstadt, &quot;Copenaghen &egrave; il segnale che l'Unione europea deve diventare un'unione politica, una federazione politica. Gli Stati membri dell'Unione europea non hanno scelta: o far sentire la loro voce attraverso l'Europa o essere condannati al silenzio&quot;. <em>(adr)</em></p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:30:22 +0100</pubDate><guid>161291</guid></item>
<item><title>Riscaldamento globale | Per salvare il mondo basta copiare l&#039;Europa (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/160241-salvare-il-mondo-basta-copiare-leuropa</link><description><![CDATA[Alla conferenza di Copenaghen il principale ostacolo a un accordo sul clima è stata la sovranità degli stati. La soluzione, secondo il politologo José Ignacio Torreblanca, è seguire l&#039;esempio dell&#039;Ue in due settori: tecnologia e istituzioni. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:46:37 +0100</pubDate><guid>160241</guid></item>
<item><title>Arend Van Dam, Het Financieele Dagblad (Amsterdam) | Il naufragio di Copenaghen | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/159461-il-naufragio-di-copenaghen</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:55:07 +0100</pubDate><guid>159461</guid></item>
<item><title>Appuntamento mancato | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/158391-appuntamento-mancato</link><description><![CDATA[<p>A Copenaghen l'Europa aveva un <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/149701-dare-lesempio" target="_blank">appuntamento con la storia</a>. La conferenza internazionale sui cambiamenti climatici (<a target="_blank" href="http://en.cop15.dk">Cop15</a>) si svolgeva sul suo territorio, inoltre il continente poteva vantare buone prestazioni in campo ambientale e, cosa rara, era arrivato a esprimere una <a target="_blank" href="http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action.htm">posizione comune e ambiziosa</a> in materia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. L'Europa avrebbe quindi potuto pretendere di avere un ruolo maggiore nei negoziati.</p>
<p>Ma l'Europa ha mancato l'appuntamento. Fin dall'inizio della conferenza &egrave; stato chiaro che le discussioni erano condotte soprattutto da Washington e Pechino, il G2 dei paesi pi&ugrave; inquinanti. Invece di fare fronte comune, Nicolas Sarkozy, Gordon Brown, Angela Merkel e gli organizzatori danesi si sono impegnati in modo individuale. Di fronte a loro, al G2 e ai paesi emergenti (Brasile, India e Sudafrica), la presidenza svedese dell'Unione non ha mai avuto una vera forza negoziale e anche se il presidente del Consiglio dell'Unione Herman Van Rompuy fosse stato presente, la situazione non sarebbe cambiata.</p>
<p>Per quanto riguarda il clima, il risultato &egrave; un <a target="_blank" href="http://en.cop15.dk/files/pdf/copenhagen_accord.pdf">accordo</a> ottenuto in extremis che non fissa degli obiettivi di lungo termine in materia di emissioni di anidride carbonica, prevede degli aiuti insufficienti per permettere ai paesi in via di sviluppo di avere accesso alle tecnologie non inquinanti e, soprattutto, non &egrave; vincolante per i suoi firmatari. Intanto pi&ugrave; di 46mila tonnellate di CO2 (secondo la societ&agrave; di consulenza Deloitte) sono state emesse nei 12 giorni del vertice.</p>
<p>Da un punto di vista politico, la prima potenza economica mondiale e i suoi 600 milioni di abitanti, pronti a fare degli sforzi in nome delle generazioni future, &egrave; sempre rimasta in disparte. La lezione che dobbiamo trarne &egrave; sempre la stessa: finch&eacute; saranno divisi, gli europei non avranno molto peso sulla scena mondiale. I loro dirigenti se ne saranno resi conto? <em>G.P.A.</em></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:39:58 +0100</pubDate><guid>158391</guid></item>
<item><title>COP15 | Casca il mondo (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/158121-casca-il-mondo</link><description><![CDATA[Considerata come una delle ultime possibilità per salvare il mondo, il vertice di Copenaghen non è stato all&#039;altezza delle aspettative, osserva la stampa europea.  (Article)]]></description><pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:54:43 +0100</pubDate><guid>158121</guid></item>
<item><title>COP15 | L&#039;umanità al bivio (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/157491-lumanita-al-bivio</link><description><![CDATA[Il vertice di Copenaghen sul riscaldamento globale rischia di fallire per la miopia di una civiltà che non riesce a imporsi dei limiti. L&#039;appello dell&#039;ecologista britannico George Monbiot. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:05:01 +0100</pubDate><guid>157491</guid></item>
<item><title>Horsch, Süddeutsche Zeitung (Monaco) | Avanti tutta | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/157041-avanti-tutta</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 16:03:19 +0100</pubDate><guid>157041</guid></item>
<item><title>COP15 | Ecologisti in ordine sparso (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/154791-ecologisti-ordine-sparso</link><description><![CDATA[Si travestono da pirati, attaccano i difensori dell’economia del petrolio o mettono in scena processi-farsa contro le emissioni di CO2. Sono decine di migliaia gli attivisti ambientalisti che si sono dati appuntamento a Copenaghen, ma al di lá delle apparenze, non formano un fronte compatto. Le grandi organizzazioni ambientaliste si dividono, spiega Die Zeit: prendere parte al negoziato o boicottarlo? (Article)]]></description><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:45:07 +0100</pubDate><guid>154791</guid></item>
<item><title>COP15 | La salvezza è nelle rinnovabili (El Mundo, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/153291-la-salvezza-e-nelle-rinnovabili</link><description><![CDATA[Per contenere le emissioni di CO2 e limitare il riscaldamento globale è  indispensabile cambiare il sistema energetico. Alla vigilia della conferenza di Copenaghen, l’Unione europea ha annunciato l’intenzione di produrre il 20 per cento della sua energia da fonti rinnovabili. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:28:18 +0100</pubDate><guid>153291</guid></item>
<item><title>COP15 | C&#039;è Mosca dietro il &quot;climagate&quot;?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/152081-ce-mosca-dietro-il-climagate</link><description><![CDATA[<p>La <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cif-green/2009/dec/07/climate-change-denial-industry" target="_blank">vicenda</a> dell'intercettazione delle email di alcuni scienziati britannici alla vigilia della <a href="http://en.cop15.dk/" target="_blank">conferenza di Copenaghen</a> si tinge di giallo: &quot;Le email dei climatologi sono state rubate dalla Russia&quot;, <a href="http://zpravy.idnes.cz/mfdnes.asp?v=285&amp;r=titulni_stranaa&amp;c=1301105" target="_blank">titola Mlad&aacute; Fronta Dnes</a>. Secondo gli inquirenti, i pirati informatici che hanno violato i codici d'accesso del server usato dagli scienziati erano basati a Tomsk, in Siberia. Il quotidiano ceco evoca quindi l'ipotesi, ripresa dalla stampa britannica, di un complotto ordito da Mosca. La Russia, uno dei paesi pi&ugrave; inquinanti e dei maggiori produttori di gas e petrolio, avrebbe effettivamente tutto l'interesse a screditare i partecipanti alla conferenza, il cui principale obiettivo &egrave; raggiungere un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas serra.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 08 Dec 2009 15:52:06 +0100</pubDate><guid>152081</guid></item>
<item><title>COP15 | Molto allarme per nulla? (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/151451-molto-allarme-nulla</link><description><![CDATA[Inaugurato senza grandi ambizioni, il vertice di Copenaghen potrebbe non produrre alcun accordo o, peggio ancora, un accordo senza futuro. Mentre gli scettici contestano l&#039;argomento stesso della conferenza.  (Article)]]></description><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 18:53:37 +0100</pubDate><guid>151451</guid></item>
<item><title>Bertrams, Het Parool (Amsterdam) | Aria per la Terra | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/150991-aria-la-terra</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:20:14 +0100</pubDate><guid>150991</guid></item>
<item><title>COP15 | Copenaghen o morte (The Independent, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/150791-copenaghen-o-morte</link><description><![CDATA[Il mondo è a un bivio, e dovrà fare una scelta estremamente chiara alla conferenza sul clima al via nella capitale danese: o un taglio drastico alle emissioni o un pianeta che nessuno potrà neppure riconoscere, scrive Johann Hari. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:06:44 +0100</pubDate><guid>150791</guid></item>
<item><title>Dare l&#039;esempio | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/149701-dare-lesempio</link><description><![CDATA[<p>A Copenaghen, l'Europa ha un appuntamento con la storia. Durante la <a href="http://en.cop15.dk/" target="_blank">conferenza</a> delle Nazioni Unite sul clima, che si svolge dal 7 al 18 dicembre, i riflettori saranno puntati sull'Ue. Barack Obama andr&agrave; nella capitale danese, ma le sue ambizioni sono modeste rispetto al suo ruolo di capo dello stato pi&ugrave; inquinante del mondo. E in ogni modo gli Stati Uniti non hanno ratificato il <a href="http://unfccc.int/essential_background/kyoto_protocol/items/1678.php" target="_blank">protocollo di Kyoto</a> sulla riduzione delle emissioni dei gas serra. Al contrario, <a href="http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action.htm" target="_blank">l'Europa ha annunciato</a> di essere pronta a fare la sua parte per raggiungere gli obiettivi che saranno fissati, compreso lo stanziamento di aiuti per permettere ai paesi pi&ugrave; poveri di ridurre le loro emissioni senza rinunciare allo sviluppo.&nbsp;</p>
<p>Finora <a href="http://unfccc.int/files/essential_background/background_publications_htmlpdf/application/pdf/ghg_table_06.pdf" target="_blank">i risultati dell'Ue</a> in termini di riduzione delle emissioni sono onesti, anche se in parte sono stati raggiunti grazie ad alcune astuzie contabili e alcuni paesi &ndash; Italia e Spagna in testa &ndash; sono in ritardo. Ecco perch&eacute; l'Ue pu&ograve; e deve dare l'esempio sia nei negoziati che negli impegni da prendere. Il clima e l'ambiente sono uno dei pochi campi nei quali gli europei riescono a mettersi d'accordo e possono far sentire la loro voce; hanno quindi il dovere di agire. Tanto pi&ugrave; che l'opinione pubblica internazionale ha accettato da tempo i sacrifici richiesti in questo settore, cos&igrave; come i cambiamenti di stile di vita e i costi (in particolare le tasse) che questo comporta.<em> G.P.A.</em></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:29:35 +0100</pubDate><guid>149701</guid></item>
<item><title>Regno Unito | I dinosauri del partito contro Cameron</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/148681-i-dinosauri-del-partito-contro-cameron</link><description><![CDATA[<p>Il leader conservatore David Cameron &egrave; sopravvissuto al trattato di Lisbona, ma il suo impegno ambientalista potrebbe essergli fatale. <a target="_blank" href="http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/cameron-hit-by-tory-backlash-on-environment-1832208.html">Secondo l'Independent</a> i Tories superstiti dell'era Thatcher, come Ann Widdecombe, sono irritati dall'impegno di Cameron a trovare &quot;un accordo equo ed efficace per ridurre le emissioni di gas serra che includa le maggiori economie mondiali&quot; in vista della conferenza sul clima di Copenaghen (<a target="_blank" href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>). Sul quotidiano londinese l'ex ministro dell'interno <a target="_blank" href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/david-davis-why-this-ferocious-desire-to-impose-hairshirt-policies-1832213.html">David Davis sostiene</a> che la politica rigorosa di Cameron sui gas &egrave; &quot;destinata a fallire&quot;: &quot;La feroce determinazione a imporre misure radicali al pubblico &ndash; tasse sui voli per le vacanze, pale eoliche su tutto il paesaggio &ndash; provocher&agrave; una reazione in tutti i paesi democratici&quot;, scrive Davis.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 14:11:42 +0100</pubDate><guid>148681</guid></item>
<item><title>COP15 | Obama a Copenaghen di passaggio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/145141-obama-copenaghen-di-passaggio</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'uomo pi&ugrave; potente del mondo verr&agrave; a Copenaghen per la conferenza sul clima&quot;, annuncia <a href="http://jp.dk/">Jyllands-Posten</a>. Purtroppo pr&ograve;, Barack Obama ha scelto &quot;di arrivare in un giorno cui non sar&agrave; presente nessun altro capo di stato&quot;, il 9 dicembre, prima di andare a ricevere il Nobel per la pace a Oslo. &quot;Il rischio che altri leader, come il presidente cinese Hu Jintao e il premier indiano Manmohan Singh, rinuncino a partecipare &egrave; grande&quot;, sottolinea JP, che teme che le assenze possano &quot;ridurre la possibilit&agrave; di raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra&quot;. Non &egrave; il caso del presidente francese Nicolas Sarkozy, che non vuole &quot;un accordo al ribasso&quot; e sar&agrave; in Brasile il 26 novembre per tentare di avvicinare il paese che ospita la foresta amazzonica alle posizioni europee. &quot;Anche se non &egrave; appoggiato da nessun leader europeo, Sarkozy vuole insistere con la strategia della pressione&quot;, <a href="http://www.lefigaro.fr/environnement/2009/11/26/01029-20091126ARTFIG00032-climat-obama-et-sarkozy-face-a-face-a-copenhague-.php">scrive Le Figaro</a>. E non vuole perdere la possibilit&agrave; di apparire come l'artefice di un patto sul clima.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:14:52 +0100</pubDate><guid>145141</guid></item>
<item><title>Danimarca | Una nuova stella per il clima</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/144331-una-nuova-stella-il-clima</link><description><![CDATA[<p>Assisteremo a un &quot;effetto Connie&quot; su scala europea? La popolare ministra danese del clima Connie Hedegaard, molto attiva nella preparazione del <a href="http://en.cop15.dk/">vertice di Copenaghen</a>, lascer&agrave; la sua carica per assumere quella di commissaria europea, <a href="http://politiken.dk/politik/article843358.ece">riferisce Politiken</a>. Il quotidiano danese spiega che Hedegaard rester&agrave; nel suo ambito di competenza, dato che Jos&eacute; Manuel Barroso vuole creare un portafoglio per il clima.</p>
<p>Sulla prima pagina di Politiken, Hedegaard compare a fianco di Lykke Friis, accademica nota per la sua capacit&agrave; di spiegare le questioni europee, che le succeder&agrave; al ministero del clima. Il quotidiano ritiene che scegliendo una personalit&agrave; forte per una carica che dovrebbe scomparire dopo il vertice di Copenaghen, il premier danese Lars L&oslash;kke Rasmussen ha manifestato la sua volont&agrave; di impegnarsi su questo fronte.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:46:48 +0100</pubDate><guid>144331</guid></item>
<item><title>COP15 | Un altro vertice inutile</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/138131-un-altro-vertice-inutile</link><description><![CDATA[<p><a href="http://www.berlingske.dk/klima/internationale-medier-koebenhavn-bliver-en-tynd-omgang">Secondo Berlingkse Tidende</a>, l&rsquo;intesa  conclusa il 15 novembre a Singapore in vista del summit di dicembre a Copenhagen per  la riduzione di gas serra (COP 15) &egrave; &ldquo;sfrontata e spregevole&rdquo;. L&rsquo;accordo proposto dal primo ministro danese Lars L&oslash;kke Rasmussen, che ha ricevuto il placet di Stati Uniti e Cina, non contiene clausole  vincolanti. Queste dovranno essere eventualmente approvate in occasione  del summit sull&rsquo;ambiente che si terr&agrave; nel 2010 in  Messico. Sul suo blog <a href="http://dengronnebundlinje.blogs.berlingske.dk/2009/11/15/tillykke-til-den-sorte-lobby-1-hov-uds%25c3%25a6ttelse-er-alligevel-en-mulighed/">Peil Meilstrup</a>, responsabile di <a href="http://www.mm.dk/">Mandag Morgen</a>, un think tank specializzato  in questioni climatiche, giudica la situazione  &ldquo;molto preoccupante&rdquo; perch&eacute; &ldquo;se gli Stati Uniti non si impegnano  a ridurre considerevolmente le loro emissioni di Co2, un lungo elenco  di paesi in via di sviluppo seguir&agrave; l&rsquo;esempio&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:21:12 +0100</pubDate><guid>138131</guid></item>
<item><title>CO2 | L'Ue passa l&#039;esame di Kyoto</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/137311-l-ue-passa-lesame-di-kyoto</link><description><![CDATA[<p>Manca un mese al summit di Copenhagen sul riscaldamento globale (Cop15) e l&rsquo;Unione Europea si avvicina agli <a href="http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/non-industrial-emissions-key-for-meeting-kyoto-targets">obiettivi</a> fissati dal protocollo di Kyoto per il 2012, in particolare grazie agli sforzi di cinque dei 15 paesi che erano membri all&rsquo;epoca della firma all&rsquo;accordo sulla riduzione delle emissioni di Co2 (1992), <a href="http://www.volkskrant.nl/economie/article1315664.ece/EU_slaagt_voor_eerste_examen_in_CO2-reductie">annuncia De Volkskrant</a>. Secondo gli <a href="http://www.eea.europa.eu/publications/eea_report_2009_9">ultimi dati</a> raccolti dall&rsquo;Agenzia europea per l&rsquo;ambiente (Aee), in effetti, la riduzione media delle emissioni tra il 2008 e il 2012 per i 15 paesi dell&rsquo;Ue sar&agrave; dell&rsquo;11,5 per cento rispetto al livello di emissioni del&nbsp; 1990, mentre l&rsquo;obiettivo previsto dal protocollo di Kyoto era dell&rsquo;8 per cento. Ma non bisogna illudersi: il quotidiano olandese <a href="http://www.volkskrant.nl/economie/article1315665.ece/EU_moet_de_grens_over_voor_CO_-reductie_2">spiega</a> che di fatto le emissioni reali dovrebbero abbassarsi soltanto del 6,9 per cento e il resto sarebbe dovuto a varie &ldquo;accortezze&rdquo;, come gli investimenti nei progetti delle energie rinnovabili degli altri paesi, lo scambio intercomunitario delle quote di emissione (1,4 per cento) e gli alberi piantati (1 per cento).</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:13:42 +0100</pubDate><guid>137311</guid></item>
<item><title>Cop15 | Un altro vertice inutile</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/133111-un-altro-vertice-inutile</link><description><![CDATA[<p>Il tracollo finanziario globale non ci era riuscito, e adesso neanche la prospettiva di un incombente cataclisma ambientale riesce a mettere d'accordo i grandi della Terra. In un anno di vertici globali finiti in fiasco, come il G7 e il G20, la Conferenza sul Clima (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>) del prossimo dicembre si preannuncia destinata alla stessa sorte. <a href="http://www.independent.co.uk/environment/climate-change/britain-rules-out-climate-treaty-at-summit-1815728.html">Secondo l&rsquo;Independent</a>, dato che paesi come Stati Uniti, Canada e Russia sono riluttanti ad assumersi un impegno preciso per tagliare le emissioni di gas serra e finanziare i paesi in via di sviluppo, la Gran Bretagna ha deciso di ribellarsi dichiarando che &ldquo;non c'&egrave; alcuna speranza di firmare un trattato sul cambiamento climatico che sia legalmente vincolante&rdquo;. Le posizioni delle potenze mondiali sono quanto mai divergenti, al punto che occorrer&agrave; almeno un altro anno di trattative, forse pi&ugrave;: cos&igrave; riferisce il quotidiano londinese, dopo ventiquattro mesi filati in cui circa 10mila incaricati di 192 paesi hanno lavorato per rispettare la scadenza di Copenhagen.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:21:53 +0100</pubDate><guid>133111</guid></item>
<item><title>Mercato delle emissioni | Industria verde ma non troppo (La Tribune, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/126351-industria-verde-ma-non-troppo</link><description><![CDATA[Ambiziosa e apparentemente integerrima nella lotta contro il riscaldamento globale, l’Europa è però anche fermamente decisa a tutelare le sue industrie. Temendo un flop al summit di Copenhagen, secondo La Tribune l’Ue potrebbe autorizzare 164 settori industriali a eludere il sistema cap-and-trade previsto per le emissioni di gas serra. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:59:21 +0100</pubDate><guid>126351</guid></item>
<item><title>Biodiversità | Copenaghen minaccia le foreste pluviali</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/124461-copenaghen-minaccia-le-foreste-pluviali</link><description><![CDATA[<p>La prima pagina dell&rsquo;<a href="http://www.independent.co.uk/environment/climate-change/rainforest-treaty-fatally-flawed-1809412.html">Independent avverte</a>: &ldquo;Cancellato il trattato sulle foreste pluviali&rdquo;. In pratica, un testo di importanza fondamentale che vieta &ldquo;di convertire le foreste naturali in piantagioni forestali&rdquo; <a href="http://www.independent.co.uk/environment/climate-change/historic-chance-to-halt-the-scourge-of-deforestation-1809418.html">&egrave; stato cancellato</a> dal trattato sulla deforestazione (<a href="http://www.un-redd.org/">Redd</a>) che dovr&agrave; essere firmato alla conferenza sul clima di dicembre a Copenhagen. Se questa misura cautelare non sar&agrave; reinserita, secondo le dichiarazioni di un ambientalista riferite dal quotidiano, &ldquo;ci troveremo in una situazione per la quale i paesi saranno pagati per convertire le loro foreste naturali in piantagioni di palme&rdquo;, spesso utilizzate per ottenere biocombustibili. </p>
<p>Nell&rsquo;articolo si fa inoltre presente che la deforestazione attualmente &egrave; responsabile del 20 per cento circa delle emissioni annuali di Co2, pi&ugrave; di tutte quelle emesse dai mezzi di trasporto del mondo&rdquo;. &Egrave; per questa ragione che il Redd &ndash; un programma delle Nazioni Unite varato per &ldquo;ridurre le emissioni prodotte dalla deforestazione nei paesi in via di sviluppo&rdquo; &ndash; ha una sezione tutta sua nell&rsquo;accordo di Copenaghen. Greenpeace ha sollecitato le autorit&agrave; dell&rsquo;Unione europea a reintrodurre il veto nella fase conclusiva dei negoziati per il trattato, che inizieranno a Barcellona la settimana prossima.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 26 Oct 2009 14:51:42 +0100</pubDate><guid>124461</guid></item>
<item><title>Divisa e muta | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/123011-divisa-e-muta</link><description><![CDATA[<p>Adesso che il presidente ceco <a href="http://klaus.cz/klaus2/asp/default.asp?lang=EN&amp;CatID=YJrRHRsP">V&aacute;clav Klaus</a> sembra essersi rassegnato a firmare il <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm">trattato di Lisbona</a>, tutta l'Unione europea sembra tirare un sospiro di sollievo. Gli ottimisti diranno che il progetto potr&agrave; finalmente realizzarsi, che l'Europa potr&agrave; dare forma alle sue ambizioni e parlare in modo chiaro.</p>
<p> Ma nella stessa settimana, noteranno gli altri, l'Unione ha ancora una volta mostrato di essere incapace di parlare con una voce sola. Il 20 ottobre infatti sono falliti i <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ecofin/110651.pdf">negoziati fra i ministri delle finanze europei</a> sugli incentivi ai paesi in via di sviluppo a partecipare alla lotta contro il riscaldamento climatico. Anche un ammontare ridotto della met&agrave; rispetto ai calcoli degli esperti (30 miliardi di euro) &egrave; stato bocciato: troppi stati hanno paura che i contributi non siano giusti. Il ministro delle Finanze olandese, Wouter Bos, ha definito &quot;vergognosa&quot; questa mancanza di consenso, mentre il suo collega svedese Anders Borg si &egrave; detto &quot;molto deluso&quot;.</p>
<p> Il giorno dopo la cosa si &egrave; ripetuta: i <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/envir/110643.pdf">ministri dell'ambiente</a> non sono riusciti a mettersi d'accordo sulla questione pi&ugrave; delicata, quella dei diritti di emissione di anidride carbonica non utilizzati dagli stati dell'Europa centrale. I negoziati mostrano che i &quot;piccoli&quot; stati hanno tendenza ad addossare la responsabilit&agrave; ai &quot;grandi&quot; stati. Il fallimento dei ministri delle finanze sarebbe stato provocato in particolare dalla reticenza della Germania, che ha preferito rimandare la decisione in attesa della formazione del nuovo governo. Difficile non pensare che si tratti di un pretesto per rinviare l'adozione di una posizione comune. Ma finch&eacute; l'Europa non parler&agrave; con una voce sola, difficilmente potr&agrave; farsi ascoltare.</p>
<p> J.S.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:23:19 +0100</pubDate><guid>123011</guid></item>
<item><title>Cop15 | L&#039;Ue sottovaluta il riscaldamento globale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/122671-lue-sottovaluta-il-riscaldamento-globale</link><description><![CDATA[<p>La proposte europee che saranno presentate alla conferenza di Copenhagen sul clima (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>) si basano su cifre obsolete: a lanciare l&rsquo;allarme &egrave; <a href="http://www.demorgen.be">De Morgen</a>. Il quotidiano fiammingo spiega che l&rsquo;obiettivo di limitare a soli 2 gradi il riscaldamento globale, &ldquo;diventato ormai un mantra&rdquo;, &egrave; antiquato. Secondo l&rsquo;ecologista Jean-Pascal van Ypersele, &nbsp;&ldquo;nuovi rilevamenti aggiornati dimostrano che sarebbe necessario&nbsp;puntare a un aumento massimo di soli 1,5 gradi centigradi, se si vogliono evitare i rischi legati al riscaldamento&rdquo;. Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: l&rsquo;affermazione dell&rsquo;Ue che i suoi testi si basano sulle cifre del gruppo di esperti dell&rsquo;Onu &egrave; falsa; nel suo ultimo rapporto l&rsquo;<a href="http://www.ipcc.ch/home_languages_main.htm">Ipcc</a> (il gruppo di studio intergovernativo per il cambiamento climatico) avverte che il picco di emissioni di biossido di carbonio dovrebbe essere fissato non pi&ugrave; tardi del 2015 e non nel 2020 come prevedono i paesi europei. Fonti vicine al governo belga spiegano tuttavia che &ldquo;non sarebbe stato intelligente cambiare senza preavviso testi che da anni sono parte integrante di un accordo concertato&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:59:41 +0100</pubDate><guid>122671</guid></item>
<item><title>Ambiente | L&#039;amico brasiliano</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/111471-lamico-brasiliano</link><description><![CDATA[<p>All&rsquo;indomani del <a href="/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/er/110440.pdf">summit Ue-Brasile</a> che si &egrave; svolto il 6 ottobre a Stoccolma, <a href="http://www.lavanguardia.es/premium/epaper/20091007/53798912946.html">La Vanguardia scrive</a>&nbsp;che &ldquo;aver scelto&nbsp; Rio de Janeiro per i Giochi olimpici del 2016 testimonia il peso crescente del Brasile&rdquo;. Il quotidiano di Barcellona osserva che &ldquo;a sei anni dall&rsquo;elezione di Lu&iacute;s In&aacute;cio Lula Da Silva alla presidenza&rdquo; il summit &ldquo;consolida il ruolo di primo piano del Brasile sulla scena politica internazionale&rdquo;, aggiungendo che in effetti sono &ldquo;soprattutto l&rsquo;importanza economica e la sua indiscutibile leadership in America latina ad aver indotto gli europei ad avvicinarsi a Lula&rdquo;.</p>
<p>Mancano ormai poche settimane al summit sul cambiamento del clima, fissato a Copenhagen a dicembre (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>), e l&rsquo;<a href="http://ec.europa.eu/external_relations/brazil/index_en.htm">alleanza con il Brasile</a> &egrave; considerata strategica dall&rsquo;Unione europea, molto pi&ugrave; di quelle con Cina, India o Stati Uniti. Secondo La Vanguardia, questo riavvicinamento &egrave; &ldquo;storico sia per il Brasile sia per l&rsquo;Ue, perch&eacute; &egrave; la prima volta che l&rsquo;Unione si impegna a instaurare un&rsquo;alleanza di questo tipo con un paese emergente che aspira a diventare una potenza mondiale&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:10:36 +0100</pubDate><guid>111471</guid></item>
<item><title>Riscaldamento globale | Usa e Ue divisi verso Copenaghen</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/98811-usa-e-ue-divisi-verso-copenaghen</link><description><![CDATA[<p>La distanza fra gli Stati Uniti e l'Europa sul riscaldamento climatico &quot;rischia di impedire o di indebolire l'accordo che dovrebbe sostituire il <a href="http://unfccc.int/resource/docs/convkp/kpeng.pdf">protocollo di Kyoto</a> sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra&quot;, <a href="http://www.lavanguardia.es/ciudadanos/noticias/20090917/53785956376/la-brecha-entre-ee.uu.-y-la-ue-amenaza-el-pacto-sobre-el-clima.html">afferma La Vanguardia</a>. Per il quotidiano di Barcellona l'arrivo alla Casa bianca di Barack Obama ha alimentato le speranze che gli Stati Uniti possano aderire al compromesso che si va delineando nella comunit&agrave; internazionale in occasione della conferenza di Copenaghen sulla continuazione di Kyoto (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>). &quot;Un abisso separa gli Stati Uniti dall'Ue&quot;, osserva il quotidiano, poich&eacute; l'Unione vorrebbe ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 30 per cento per il 2020 (rispetto al 1990), mentre gli Stati Uniti vorrebbero rinviare l'entrata in vigore delle misure che saranno decise al periodo 2020-2050. Questa proposta &quot;impedisce i progetti di uno sforzo globale&quot;, conclude il giornale.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:13:32 +0100</pubDate><guid>98811</guid></item>
<item><title>Prossima fermata: Copenhagen | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/95831-prossima-fermata-copenhagen</link><description><![CDATA[<p>A tre mesi dalla conferenza sul clima di Copenaghen (<a href="http://fr.cop15.dk/">Cop15</a>), l'Europa affila le armi per assumere un ruolo d'avanguardia nella lotta al riscaldamento climatico. Il 10 settembre la Commissione ha presentato <a href="http://www.presseurop.eu/fr/node/93631">le sue proposte</a> per fare in modo che i paesi del nord e del sud del mondo si associno per la salvaguardia del pianeta. Lo stesso giorno Nicolas Sarkozy ha annunciato l'adozione in Francia di una &quot;tassa sull'anidride carbonica&quot; di 17 euro per ogni tonnellata di Co2 emessa.</p>
<p>&quot;La situazione &egrave; troppo grave per fare finta di niente&quot;, ha spiegato il presidente francese, definendo la misura di &quot;portata storica&quot;. Ma il dibattito, invece di concentrarsi sugli effetti concreti di una tassa del genere in materia di emissioni, si &egrave; spostato sulle sue conseguenze per il portafoglio dei contribuenti. Peccato, perch&eacute; come fa osservare il quotidiano tedesco S&uuml;ddeutsche Zeitung, &quot;si tratta di una vera tassa sull'anidride carbonica&quot;. Il dibattito &egrave; rimasto interno alla Francia, mentre avrebbe dovuto essere europeo. E a Bruxelles le proposte della Commissione, non sostenute dai dirigenti politici, rimangono dei semplici annunci tecnocratici.</p>
<p>Angela Merkel, Gordon Brown e Nicolas Sarkozy <a href="http://www.presseurop.eu/fr/node/91351">hanno firmato una lettera comune</a> per sostenere, in occasione del prossimo vertice del G20, la posizione delle potenze europee sulla questione dei bonus dei banchieri. Il prossimo Consiglio europeo, in ottobre, potrebbe essere l'occasione per questi tre leader, i loro colleghi e la presidenza svedese, di mobilitarsi in modo concreto sul fronte ambientale. In questo modo l'Europa andrebbe a Copenaghen non solo con delle idee, ma anche con una volont&agrave; politica nella quale i cittadini possano identificarsi.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:08:33 +0100</pubDate><guid>95831</guid></item>
<item><title>Riscaldamento globale | Cento miliardi di euro per salvare il pianeta (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/93631-cento-miliardi-di-euro-salvare-il-pianeta</link><description><![CDATA[A meno di tre mesi dalla Conferenza sul clima di Copenaghen (Cop15), l&#039;Unione europea vuole assumere la leadership della lotta al riscaldamento climatico. In un documento destinato al Consiglio, la Commissione illustra il finanziamento delle misure che ha intenzione di proporre. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 09 Sep 2009 17:37:11 +0100</pubDate><guid>93631</guid></item>
<item><title>Cambiamento climatico | Copenaghen resta a secco</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/66691-copenaghen-resta-secco</link><description><![CDATA[<p>Tra i molti temi (Co2, nuove tecnologie, energie pulite) del programma della conferenza internazionale sul cambiamento climatico (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>) che si terr&agrave; a Copenaghen il prossimo dicembre, c'&egrave; un grande assente: l'acqua. Come sottolinea su <a href="http://www.liberation.fr/">Lib&eacute;ration</a> Riccardo Petrella, presidente dell'<a href="http://www.ierpe.eu/?lng=en">Istituto europeo sulla politica dell'acqua</a>, l'elemento &egrave; una delle risorse pi&ugrave; minacciate dai cambiamenti climatici. Secondo le ricerche dell'<a href="http://www.ipcc.ch/">Ipcc</a> (Intergovernmental panel on climate change), nel 2050 il 60 per cento della popolazione mondiale rischia di trovarsi a corto d'acqua. Una volta diventato cos&igrave; raro, l'&quot;oro blu&quot; potrebbe essere una delle principali cause di guerre del ventunesimo secolo. Ma il principale problema dei paesi ricchi, &quot;l'energia post-petrolio, ha monopolizzato i negoziati sul cambiamento climatico&quot;, scrive Petrella.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 30 Jul 2009 14:02:45 +0100</pubDate><guid>66691</guid></item>
</channel></rss>
