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        <channel><title>Presseurop | <![CDATA[L'UE nel mondo]]></title>
            <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
            <description>Il meglio della stampa europea</description>
            <language>it</language><item><title><![CDATA[Ue-Mali: Tre miliardi per la ricostruzione]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3781201-tre-miliardi-la-ricostruzione?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Riunita a Bruxelles il 15 maggio, la <a href="http://donor-conference-mali.eu/fr">Conferenza dei donatori per lo sviluppo del Mali</a> ha deciso di versare oltre 3 miliardi di euro di aiuti al paese del Sahel per il 2013 e il 2014, riporta <a href="http://www.faz.net/aktuell/politik/ausland/afrika/geberkonferenz-in-bruessel-mali-erhaelt-mehr-als-drei-milliarden-euro-hilfe-12184047.html">la Frankfurter Allgemeine Zeitung</a>. La somma “supera considerevolmente i due miliardi inizialmente previsti”, aggiunge il quotidiano. </p></p>

<p><p>Tra i principali donatori figurano la Germania, la Francia, il Regno Unito, la Danimarca, gli Stati Uniti, la Banca mondiale e la Banca islamica per lo sviluppo. </p></p>

<p><p>Il denaro servirà ad attenuare le conseguenze economiche e sociali della <a href="/it/content/article/3330681-l-europa-bendata-alla-guerra-d-africa">guerra</a> contro le milizie islamiche nel nord del Mali, in particolare grazie agli aiuti per l’agricoltura, spiega la Faz. </p></p>

<p><p>La <a href="http://www.sueddeutsche.de/politik/beratungen-auf-geberkonferenz-wie-der-wiederaufbau-malis-gelingen-kann-1.1672801">Süddeutsche Zeitung sottolinea</a> però che il Mali ha bisogno prima di tutto di un governo frutto di elezioni democratiche (previste per luglio) e che a Bruxelles </p></p>

<p><blockquote> <p>in pochi si fanno illusioni sul fatto che lo stato maliano sia capace di risollevarsi così presto con le proprie forze. Il suo esercito frammentato e poco qualificato non sarà in grado di sostituire i caschi blu e le truppe speciali francesi ancora per anni.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 May 2013 15:13:37 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3781201</guid></item>
<item><title><![CDATA[Religione: Laicismo da esportazione]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3734221-laicismo-da-esportazione?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Trouw, Amsterdam &ndash; L&#039;Ue vuole che i diplomatici europei promuovano la libertà di culto e la separazione tra chiesa e stato. Ma al suo interno l’atteggiamento verso la religione è ambiguo e le competenze poco chiare. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3734221-laicismo-da-esportazione?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:24:13 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3734221</guid></item>
<item><title><![CDATA[Siria: L’Ue potrebbe cancellare l’embargo sul petrolio]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3697891-l-ue-potrebbe-cancellare-l-embargo-sul-petrolio?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Gli stati dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo preliminare per alleggerire <a href="/it/content/news-brief/908161-verso-l-embargo-al-petrolio-siriano">l’embargo</a> sulle esportazioni di petrolio dalla Siria. Potrebbe essere il primo ammorbidimento del regime di sanzioni dall’inizio della repressione della rivolta popolare da parte del regime di Bashar al Assad, due anni fa. </p></p>

<p><p><a href="http://www.nytimes.com/2013/04/18/world/middleeast/europeans-step-toward-easing-syria-oil-exports.html?ref=middleeast&amp;_r=0">Secondo l’International Herald Tribune</a> alcune fonti diplomatiche hanno sostenuto l’accordo per concedere alle aree controllate dall’opposizione maggiore autonomia e flessibilità in modo da costruire una base economica grazie alle risorse petrolifere. </p></p>

<p><p>In attesa di un parere degli altri funzionari Ue, i ministri degli esteri dell’Unione si preparano a sostenere la bozza di accordo nella giornata di lunedì. Prima della cancellazione dell’embargo potrebbero essere necessarie altre fasi legislative. </p></p>

<p><p>Nel frattempo i rappresentanti dell’opposizione siriana hanno chiesto all’Unione di cancellare l’embargo sulle armi che dovrebbe scadere alla fine di maggio, <a href="http://www.irishtimes.com/news/world/middle-east/syrian-rebel-envoy-calls-for-end-to-arms-embargo-1.1365032">riporta</a> l’Irish Times. </p></p>

<p><p>Mercoledì Walid Saffour, ambasciatore della Coalizione nazionale siriana delle forze dell'opposizione e della rivoluzione presso il Regno Unito, ha dichiarato in occasione di una visita a Dublino che la cancellazione dell’embargo “è l’unico modo” di fermare il bagno di sangue. </p></p>

<p><p>Londra e Parigi <a href="/it/content/news-brief/3542771-regno-unito-e-francia-dobbiamo-armare-i-ribelli-siriani">sono favorevoli</a> all’idea di dare assistenza militare all’opposizione, ma altri stati non intendono contribuire a un’ulteriore militarizzazione del conflitto.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:12:04 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3697891</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania-Russia: “Bella figura”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3644431-bella-figura?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 7 aprile la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin hanno inaugurato ad Hannover il più grande <a href="http://www.hannovermesse.de/home">salone di tecnologia industriale</a> del mondo.</p></p>

<p><p>“I saluti sono stati un po’ rigidi”, sottolinea il quotidiano evocando la rigidità dei due leader durante la cerimonia nonostante i sorrisi di circostanza e l’annuncio del rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali.</p></p>

<p><p>La ragione dell’attrito è dovuta al recente inasprimento delle regole russe sulle ong straniere e ai controlli improvvisi effettuati a fine marzo dalla polizia russa nei locali moscoviti di diverse ong tedesche come Transparency International o i think tank Konrad Adenauer e Friedrich Ebert.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 08 Apr 2013 11:40:25 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3644431</guid></item>
<item><title><![CDATA[Moldavia: “I volti nascosti della ‘rivoluzione’ del 7 aprile 2009”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3634691-i-volti-nascosti-della-rivoluzione-del-7-aprile-2009?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Quattro anni dopo la “rivoluzione Twitter”, che ha segnato la fine del governo comunista in Moldavia a vantaggio delle forze filoeuropee, il quotidiano ricorda che non è stata avviata nessuna inchiesta sugli abusi commessi.</p></p>

<p><p>Ufficialmente durante le rivolta sono state uccise 3 persone e più di 400 sono state torturate, ma l’identità dei colpevoli, “volti nascosti agli occhi dell’opinione pubblica”, non è mai stata stabilita. I procuratori e una parte della stampa assicurano che le vittime erano i poliziotti.</p></p>

<p><p>“Chi ha interesse a nascondere la verità?”, si domanda Timpul. Il governo filoeuropeo nato dalle elezioni democratiche successive alla rivolta <a href="/it/content/news-brief/3498351-il-governo-filat-casa-54-voti">si è dimesso il 5 marzo scorso</a>, e il paese è attualmente guidato da un esecutivo provvisorio.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Apr 2013 11:52:11 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3634691</guid></item>
<item><title><![CDATA[Kosovo: “Il governo adotta il piano Ashton per il Nord”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3601851-il-governo-adotta-il-piano-ashton-il-nord?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 27 marzo il governo di Pristina ha adottato il piano in otto punti elaborato dall’Alto rappresentante per gli affari esteri dell’Ue Catherine Ashton per regolamentare la cooperazione tra le municipalità a maggioranza serba del nord del Kosovo.</p></p>

<p><p>Presentato da Ashton il 21 marzo, <a href="/it/content/news-brief/3537311-accordo-raggiunto-tra-belgrado-e-pristina">il piano fissa</a> gli ambiti in cui i comuni potranno esercitare competenze specifiche, nonché le forme di cooperazione tra loro per creare un’associazione.</p></p>

<p><p>Il vicepremier serbo Aleksandar Vučić aveva definito il piano “inaccettabile”. Ashton lo ha invitato a partecipare al fianco del primo ministro Ivica Dacić all’ultimo giro di consultazioni tra Serbia e Kosovo, in programma il 2 aprile a Bruxelles.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 28 Mar 2013 11:16:03 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3601851</guid></item>
<item><title><![CDATA[Siria: Gli islamisti europei vanno al jihad]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3587741-gli-islamisti-europei-vanno-al-jihad?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Quando due anni fa è esplosa la rivolta armata in Siria, molti temevano che gli islamisti europei partissero per contribuire alla guerra santa. Secondo <a href="http://jyllands-posten.dk/indland/article5276659.ece">Jyllands-Posten</a> quei timori si sono avverati. “I giovani gangster combatteranno in nome dell’Islam”, titola il quotidiano. Secondo i servizi segreti danesi, infatti, </p></p>

<p><blockquote> <p>diversi esponenti delle più violente bande di immigrati di Copenaghen sono attualmente in Siria per partecipare al jihad. Ciò rischia di aggiungere una componente fondamentalista alla vita di criminali incalliti. “È una nuova tendenza. Queste persone sono già potenzialmente violente, e tornando a casa hanno accesso ad armi ed esplosivi. Il rafforzamento dei legami tra i criminali comuni e gli islamisti è inquietante”,  ha dichiarato il capo dell'intelligence.</p></p>

<p></blockquote> <p>Neanche i belgi di sicuro non dormono sonni tranquilli: in Europa il Belgio sarebbe infatti diventato “Il principale punto d'origine” dei giovani che partono per la Siria, scrive De Morgen. <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/989/Binnenland/article/detail/1602489/2013/03/25/Belgie-blijkt-topleverancier-Syrische-strijders.dhtml">Il quotidiano cita</a> un esperto di terrorismo, secondo cui “in Belgio esiste ancora un grande [bacino] potenziale di combattenti”, anche se “molti di loro resteranno delusi”. </p></p>

<p><blockquote> <p>Hanno in mente un’immagine eroica e vogliono diventare guerrieri, ma la maggior parte di loro non avrà un’arma. Sono impiegati per costruire barricate, per tenere un posto d’osservazione o come carne da cannone. </p></p>

<p></blockquote> <p>Secondo De Standaard l’organizzazione Sharia4Belgium, ufficialmente <a href="/it/content/todays-front-pages/2140361-i-titoli-di-oggi">sciolta</a> alla fine del 2012, giocherebbe un ruolo importante nel reclutamento dei giovani jihadisti in Belgio per conto di alcuni gruppi di ribelli siriani.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 25 Mar 2013 15:11:58 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3587741</guid></item>
<item><title><![CDATA[Cipro: La Russia prende tempo]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3578031-la-russia-prende-tempo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Nezavissimaia Gazeta, Mosca &ndash; Mosca ha risposto con freddezza alla richiesta di aiuto di Nicosia. Aspettando che il tempo metta pressione all&#039;Ue, spera di riuscire a ridurre le perdite per le società russe coinvolte nella crisi. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3578031-la-russia-prende-tempo?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 17:07:02 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3578031</guid></item>
<item><title><![CDATA[Turchia: “Addio alle armi”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3575971-addio-alle-armi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 21 marzo Abdullah Öcalan, capo del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), <a href="/it/content/cartoon/3572591-un-gesto-di-pace">ha esortato</a> il suo movimento a cessare la lotta armata avviata nel 1984 e a perseguire l’autonomia del Kurdistan sul piano politico.</p></p>

<p><p>Dal suo arresto nel 1999 Öcalan è detenuto sull’isola di Imrali, e il suo appello è stato letto da un deputato curdo a Dyarbakir, il capoluogo del Kurdistan turco, in occasione del nuovo anno curdo, il Nawruz.</p></p>

<p><p>L’Unione europea, che “accorda il suo pieno appoggio e il suo sostegno finanziario al processo di pre-adesione” della Turchia, ha “accolto calorosamente un importante passo avanti”.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 11:45:45 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3575971</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Usa: Il libero scambio non fa più sognare]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3571721-il-libero-scambio-non-fa-piu-sognare?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L’entusiasmo suscitato dalla <a href="/it/content/article/3405581-i-rischi-del-libero-scambio">notizia</a> che gli Stati Uniti avrebbero avviato i negoziati con l’Ue per creare una zona di libero scambio “ha perso intensità”, <a href="http://www.lesechos.fr/opinions/chroniques/0202651588305-l-espoir-contrarie-d-un-accord-commercial-europe-etats-unis-551176.php">scrive</a> Mohamed A. El-Erian su Les Echos cinque settimane dopo il discorso sullo stato dell’Unione pronunciato da Barack Obama. “Sul cammino del progetto ci sono ancora troppi ostacoli”, sottolinea il finanziere americano, elencandone tre. Il primo riguarda il modesto potenziale economico della proposta. </p></p>

<p><blockquote> <p>Gli accordi di libero scambio che promettono i maggiori benefici sono quelli tra le economie separate da barriere tariffarie importanti, con flussi commerciali deboli e con uno scarso accavallamento dei loro modelli di consumo e produzione. Questo non è certo il caso dell’Unione europea e degli Stati Uniti. </p></p>

<p></blockquote> <p>Il secondo problema è legato alla situazione in cui si dibattono attualmente Unione europea e Stati Uniti:</p></p>

<p><blockquote> <p>Il flusso apparentemente infinito di drammi politici ha reso estremamente difficile per Europa e Stati Uniti la possibilità di concentrarsi a lungo su un’iniziativa strutturale. È improbabile che l’Europa riesca a portare avanti una riflessione a lungo termine, se l’immediato futuro è complicato dal risultato delle elezioni italiane. […] Negli stati uniti la perturbazione ha preso le sembianze di una nuova mini-tragedia fiscale. </p></p>

<p></blockquote> <p>Il terzo ostacolo riguarda invece</p></p>

<p><blockquote> <p>il pessimo stato del dialogo mondiale, nonostante tutti i bei discorsi sulle sfide globali e le responsabilità condivise. Il <a href="/it/content/news-brief/3424051-il-g20-sulle-tracce-dell-evasione">vertice del G20 del mese scorso</a> si è trasformato ancora una volta in un summit dispendioso senza contenuti né seguito adeguati, e piuttosto che catalizzare il coordinamento della politiche costruttive ha involontariamente incoraggiato l’acquiescenza.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 21 Mar 2013 14:44:02 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3571721</guid></item>
<item><title><![CDATA[Afghanistan: “Minacciati di morte per aver aiutato gli svedesi” ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3570401-minacciati-di-morte-aver-aiutato-gli-svedesi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il governo rifiuta di concedere asilo agli interpreti afgani che lavorano per l’esercito svedese in Afghanistan, sottolineando che tutte le richieste di asilo devono essere trattate nello stesso modo.</p></p>

<p><p>La vicenda coinvolge una trentina di persone. Quando gli svedesi cominceranno a ritirarsi dall’Afghanistan, alla fine di giugno, gli interpreti rischieranno la vita per aver collaborato con il nemico.</p></p>

<p><p>Il capo delle forze armate ha chiaramente espresso il suo sostegno alla concessione dell’asilo agli interpreti per dimostrare che la Svezia è un paese umano.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 21 Mar 2013 12:06:11 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3570401</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Siria: “Regno Unito e Francia: dobbiamo armare i ribelli siriani”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3542771-regno-unito-e-francia-dobbiamo-armare-i-ribelli-siriani?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il presidente francese François Hollande e il primo ministro britannico David Cameron hanno invitato i leader dell’Ue a cancellare l’embargo sulla vendita di armi in Siria.</p></p>

<p><p>Durante <a href="/it/content/news-brief/3539001-terapia-di-gruppo-i-paesi-crisi">un vertice Ue a Bruxelles</a> Hollande ha dichiarato che la Francia non intende più permettere che un popolo sia “massacrato da un regime che ha mostrato chiaramente di non volere un confronto politico”, aggiungendo che Londra e Parigi sono d’accordo sulla cancellazione dell’embargo.</p></p>

<p><p>Con ogni probabilità la proposta incontrerà le resistenze della Germania, sottolinea il quotidiano.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 15 Mar 2013 11:12:25 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3542771</guid></item>
<item><title><![CDATA[Regno Unito-Argentina: Il referendum non risolve lo scontro sulle Falkland]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3527581-il-referendum-non-risolve-lo-scontro-sulle-falkland?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Secondo i risultati di un <a href="http://www.falklands.gov.fk/results-of-the-referendum-on-the-political-status-of-the-falkland-islands/">referendum</a> sullo status delle isole Falklands (Malvinas in spagnolo) tra i 2.900 abitanti dell’arcipelago dell’Atlantico meridionale, il 98 per cento dei votanti chiede che le isole restino un territorio d’oltremare britannico e non entrino a far parte dell’Argentina. La disputa sul controllo dell’arcipelago situato a circa 310 miglia dalla costa argentina sud-orientale oppone da decenni le due nazioni, e nel 1982 ha scatenato la guerra delle Falkland.</p></p>

<p><p>Di recente l’Argentina ha invitato insistentemente il Regno Unito a cedere i suoi diritti sull’area, che controlla ormai da 150 anni. <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/southamerica/falklandislands/9923801/Falkland-Islanders-vote-Yes-in-referendum-to-remain-part-of-Britain.html">Secondo il Daily Telegraph</a></p></p>

<p><blockquote> <p>Il risultato è una vittoria per David Cameron, che ha sostenuto il referendum come espressione tangibile del diritto all’autodeterminazione degli abitanti dell’isola, e un affronto alla presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner, che ha definito irrilevante il voto di una “popolazione impiantata”. Kirchner ha strumentalizzato la disputa per distrarre i suoi connazionali dalle difficoltà economiche del paese (il cui tasso di inflazione è tra i più alti del mondo), ma la scelta sembra essersi rivelata controproducente.</p></p>

<p></blockquote> <p>Prima di conoscere il risultato, <a href="http://www.guardian.co.uk/media/greenslade/2013/mar/11/falklands-argentina">l’opinionista del Guardian Roy Greenslade</a> aveva parlato di “voto combinato”. </p></p>

<p><blockquote> <p>La risposta argentina, secondo cui il referendum è un’insignificante trovata pubblicitaria, è senza dubbio corretta (anche se si può non essere d’accordo con le rivendicazioni territoriali di Buenos Aires). Di sicuro è in questo modo che sarà considerato nel resto del mondo, Stati Uniti inclusi. […] A questo punto forse la speranza dell’Argentina è quella di persuadere 1.700 argentini a trasferirsi sull’isola attendendo che il Regno Unito indica un nuovo referendum tra sette anni.</p></p>

<p></blockquote> <p>Il quotidiano argentino Clarín <a href="http://www.clarin.com/opinion/Malvinas-tercer-actor-ineludible-conflicto_0_881311927.html">sottolinea</a> che trent’anni dopo la guerra il contesto internazionale è nettamente cambiato:</p></p>

<p><blockquote> <p>Il conflitto non è più bilaterale, ma regionale. […] Un terzo attore ha fatto la sua comparsa, e il contenzioso non è più limitato a Londra e Buenos Aires. Il terzo attore è la popolazione dell’arcipelago, che si comporta in modo autonomo rispetto al governo britannico e che si è espressa attraverso la propria autorità politica.</p></p>

<p></blockquote> <p>Sulla stessa lunghezza d’onda anche La Nación, <a href="http://www.lanacion.com.ar/1562012-tapa-manda-la-identidad-pero-tambien-la-necesidad">secondo cui</a> attraverso il referendum</p></p>

<p><blockquote> <p>circa il 60 per cento degli elettori ha definito la propria identità: isolani delle Falkland. Che si sbaglino o meno, pensano di potersi governare da soli per tutte le questioni essenziali e per ciò che riguarda la vita della comunità. Inoltre sono convinti di avere tutto l’interesse a delegare le relazioni esterne e la difesa, e preferiscono sbagliare così e vivere di conseguenza.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:51:58 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3527581</guid></item>
<item><title><![CDATA[Diplomazia: Piccolo è bello]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3473291-piccolo-e-bello?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[euobserver.com, Bruxelles &ndash; Dalla spinta tedesca all’austerity alla riforma chiesta dal Regno Unito, i grandi paesi sembrano monopolizzare il processo politico dell’Ue. Eppure gli stati più piccoli stanno acquisendo sempre più peso nelle iniziative diplomatiche. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3473291-piccolo-e-bello?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 13:47:09 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3473291</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Ucraina: Il bastone e la carota]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3464171-il-bastone-e-la-carota?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L’Unione europea ha promesso di stanziare 610 milioni di euro in aiuti finanziari per l’Ucraina, e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha dichiarato che Kiev deve dimostrare “di voler agire con determinazione” in una serie di ambiti (per esempio attuando una riforma giudiziaria entro maggio) se vuole raggiungere un accordo commerciale con l’Europa prima della fine dell’anno. Per ricevere l’aiuto finanziario l’Ucraina deve inoltre assicurarsi il sostegno del <a href="http://www.imf.org/external/index.htm">Fondo monetario internazionale</a>.</p></p>

<p><p><a href="http://www.europeanvoice.com/article/2013/february/eu-gives-ukraine-until-may-/76505.aspx">Secondo European Voice</a> la mossa dell’Europa metterà “una forte pressione sull’Ucraina per accelerare le riforme”. Kiev dovrà affrontare il problema della “giustizia selettiva”, evidente nelle condanne nei confronti di quattro esponenti politici, inclusa l’ex premier <a href="/it/content/news-brief/3252951-l-ue-continua-premere-timo-s-enko">Julia Timoshenko</a>.</p></p>

<p><p>L’editoriale di European Voice in vista dell’annuncio dell’Ue invitava il presidente ucraino <a href="/it/content/cartoon/1887111-catenaccio">Viktor Janukovic</a> a “dimostrare all’Ue di avere intenzioni serie sulle riforme”.</p></p>

<p><blockquote> <p>L’unica opzione percorribile per Janukovic è quella di portare avanti un processo di riforme accelerato seguendo le richieste della Commissione, e nel frattempo dimostrare di cosa è capace l’Ucraina a livello internazionale […]. Janukovic non può pensare che gli stati Ue si assumano qualunque rischio sull’Ucraina se lui stesso non è pronto a rischiare sulle riforme che considera fondamentali per gli interessi del paese.</p></p>

<p></blockquote> <p><a href="http://wyborcza.pl/1,75968,13461912,Ukraina_ostatnich_dzwonkow.html#ixzz2M0ADV1Ra">Gazeta Wyborcza ribadisce</a> che “è arrivato il momento per Kiev di compiere una scelta storica tra la svolta a l’est, dove Vladimir Putin sta cercando di attirarla offrendo gas a buon mercato, […] e la firma di un accordo di associazione con l’Ue”. Secondo il quotidiano di Varsavia</p></p>

<p><blockquote> <p>Kiev è di fronte a una decisione difficile. […] Per il paese la cosa migliore sarebbe approfittare dell’offerta di una fornitura di gas a prezzo ridotto e aprire al ricco mercato russo ma allo stesso tempo ricevere i prestiti e la tecnologia dell’occidente. La possibilità per gli ucraini di recarsi nei paesi Ue senza bisogno di un visto sarebbe un bonus importantissimo.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 26 Feb 2013 16:26:24 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3464171</guid></item>
<item><title><![CDATA[Kosovo: L’Europa alla prova del nation building]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3416491-l-europa-alla-prova-del-nation-building?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Le Monde, Parigi &ndash; Il 17 febbraio l’ex provincia serba festeggia cinque anni di indipendenza. La missione civile dell’Ue dovrebbe lasciare il paese nel giugno 2014, ma le autorità locali sembrano ancora del tutto impreparate a cavarsela da sole. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3416491-l-europa-alla-prova-del-nation-building?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 15 Feb 2013 17:10:23 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3416491</guid></item>
<item><title><![CDATA[Moldavia: “La crisi politica a Chișinău trascurata da Bucarest. L’Alleanza per l’integrazione europea non esiste più”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3414321-la-crisi-politica-chi-inau-trascurata-da-bucarest-l-alleanza-l-integrazio?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 14 febbraio il primo ministro moldavo Vlad Filat, del Partito democratico-liberale, ha annunciato di aver lasciato l’Alleanza per l’integrazione europea (al potere dal 2009) denunciando la corruzione e la politicizzazione degli alti funzionari dello stato. Tuttavia secondo la stampa il vero motivo della crisi sarebbe l’incidente mortale di cui è accusato l’ex procuratore generale [esponente di un partito della coalizione di governo] avvenuto durante una battuta di caccia del dicembre 2012 a cui hanno partecipato diversi alti funzionari. La diplomazia romena non aveva previsto la crisi nel paese vicino. La settimana prossima sono attesi a Chișinău i ministri degli esteri di Svezia, Polonia e Regno Unito.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 15 Feb 2013 11:49:53 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3414321</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Africa: Oltre il colonialismo]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3397821-oltre-il-colonialismo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[NRC Handelsblad, Amsterdam &ndash; Mentre l’Europa abbandona gli investimenti in Africa, i paesi emergenti prendono il suo posto nei mercati e nel settore minerario. Il senso di colpa dovrebbe essere sostituito da un approccio più pragmatico. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3397821-oltre-il-colonialismo?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 12 Feb 2013 13:22:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3397821</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Usa: “Gli Stati Uniti d'Occidente”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3350881-gli-stati-uniti-doccidente?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La creazione di una zona di libero scambio garantirebbe a Stati Uniti ed Europa benefici considerevoli, scrive il direttore del quotidiano economico Gabor Steingart. Un'associazione di stati fondati su ideali e interessi comuni non danneggerebbe lo sviluppo dei due continenti, ma lo favorirebbe. "Inoltre darebbe un segnale di libertà ai paesi dominati dal capitalismo di stato, come la Cina".</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 01 Feb 2013 12:07:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3350881</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania-Egitto: “Merkel chiede a Morsi più democrazia” ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3344871-merkel-chiede-morsi-piu-democrazia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 30 gennaio, in occasione della prima visita del presidente egiziano in Germania, la cancelliera Angela Merkel ha chiesto l’avvio di un dialogo con tutte le forze politiche del paese e il rispetto della libertà di religione e dei diritti dell’uomo. Morsi ha dichiarato che “l’Egitto sarà uno stato di diritto né di natura militare né di natura teocratica”, ma ha dovuto rinunciare alla tappa francese della sua visita per rientrare in patria, dove sono in corso da giorni nuovi scontri.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 31 Jan 2013 11:56:33 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3344871</guid></item>
<item><title><![CDATA[Regno Unito: “Le truppe britanniche si uniscono ai francesi nella missione in Mali”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3334061-le-truppe-britanniche-si-uniscono-ai-francesi-nella-missione-mali?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Londra potrebbe inviare centinaia di soldati in Mali e nei vicini paesi dell'Africa occidentale per sostenere la Francia nel <a href="/it/content/news-brief/3286941-l-europa-invia-gli-addestratori">suo intervento nell'ex colonia</a>. Downing Street ha fatto saper che il Regno Unito è “ansioso” di fornire ulteriore assistenza militare alla Francia, ma ha precisato che le truppe non prenderanno parte ai combattimenti. Le forze militari britanniche potrebbero essere dislocate in Nigeria e Senegal per addestrare le truppe locali o aiutare le operazioni di sorveglianza.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 29 Jan 2013 11:38:28 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3334061</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: L’Europa bendata alla guerra d’Africa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3330681-l-europa-bendata-alla-guerra-d-africa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[La Repubblica, Roma &ndash; Nonostante il Nobel per la pace, l&#039;Ue è in guerra da quasi quindici anni. Dai Balcani al Sahel, però, questo interventismo privo di una visione d&#039;insieme ha creato più problemi di quanti ne ha risolti. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3330681-l-europa-bendata-alla-guerra-d-africa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 17:16:33 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3330681</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Usa: Obama snobba l’Europa a budget ridotto]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3303791-obama-snobba-l-europa-budget-ridotto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Cosa ha intenzione di dare all’Europa, presidente Obama?”, <a href="http://www.rp.pl/artykul/9158,972493-Co-ty--Obamo--mozesz-dac-Europie-.html">chiede Rzeczpospolita</a> all’indomani della <a href="http://www.nytimes.com/interactive/2013/01/21/us/politics/obama-inauguration-day.html?ref=politics">cerimonia di inaugurazione</a> del presidente degli Stati Uniti. Il quotidiano azzarda anche una risposta: non molto. </p></p>

<p><p>Per il presidente Usa l’Europa è diventata “sempre meno importante”, sottolinea Rzeczpospolita. Obama, infatti, ha già annunciato la svolta verso l’Asia e il Pacifico, e “non ha motivo di interessarsi improvvisamente al Vecchio continente”. Gli Stati Uniti stanno diventando “una superpotenza a budget ridotto”, intenzionata a influenzare la politica mondiale “dalle retrovie” (come dimostra il caso recente della Libia) anziché intervenire direttamente, in modo da risparmiare sulla spesa militare. “In questa situazione”, aggiunge Rzeczpospolita,</p></p>

<p><blockquote> <p>è difficile dire cosa potrebbe aspettarsi l’Europa dal secondo mandato di Obama. Probabilmente qualcuno dovrebbe far capire al presidente che l’Europa non è meno importante dell’Asia. Inoltre Obama dovrebbe trarre le dovute conclusioni dal fallimento del reset con la Russia e capire quali sono le necessità dell’Europa centrale e della Polonia in materia di sicurezza. Lo farà mai? Riusciranno i leader europei a mandare il messaggio? Sfortunatamente, è probabile che la risposta sia no.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 22 Jan 2013 16:00:12 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3303791</guid></item>
<item><title><![CDATA[Terrorismo: “L’occidente lascia fare l’Algeria”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3297051-l-occidente-lascia-fare-l-algeria?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Le critiche iniziali contro <a href="/it/content/news-brief/3286831-ostaggi-esito-sanguinoso">l’intervento dell’esercito algerino</a> per liberare gli ostaggi di In Amenas “sembrano essersi placate, perché nessun paese è disposto a compromettere le relazioni con l’Algeria per un pugno di ostaggi”, scrive il quotidiano, ricordando che soltanto il Giappone ha apertamente criticato Algeri. Trouw sottolinea che la Francia utilizza lo spazio aereo algerino nella guerra in Mali, Obama ha bisogno di Algeri nella lotta al terrorismo e più in generale quasi tutti i paesi di provenienza degli ostaggi hanno importanti interessi energetici nel paese.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 21 Jan 2013 11:48:03 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3297051</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: La mano invisibile dell’Europa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3288581-la-mano-invisibile-dell-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[La Tribune, Parigi &ndash; A una settimana dall&#039;inizio delle operazioni in Sahel, la Francia è ancora l&#039;unico paese europeo impegnato sul campo. L&#039;Ue sta facendo la sua parte sul piano logistico e finanziario, ma per dare un senso alla sua diplomazia non può fare a meno dell’“hard power”. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3288581-la-mano-invisibile-dell-europa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 18 Jan 2013 17:32:06 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3288581</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: “L’Europa invia gli addestratori”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3286941-l-europa-invia-gli-addestratori?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>I ministri degli esteri dell'Ue hanno deciso giovedì di inviare 250 addestratori in Mali per preparare le truppe africane a <a href="/it/content/article/3277491-l-europa-e-renitente">combattere i militanti islamici</a>. I paesi europei forniranno anche supporto logistico e finanziario ai 3.500 soldati dell'<a href="http://news.ecowas.int/presseshow.php?nb=006&amp;lang=fr&amp;annee=2013">Ecowas</a>, il cui dispiegamento non è ancora stato annunciato.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 18 Jan 2013 11:49:50 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3286941</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: “Ostaggi: esito sanguinoso”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3286831-ostaggi-esito-sanguinoso?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Giovedì diverse persone sarebbero state uccise durante l’assalto delle forze speciali contro i jihadisti che avevano <a href="/it/content/news-brief/3281231-gli-islamisti-rispondono-algeria">preso in ostaggio</a> decine di impiegati dell'impianto di In Amenas. Le autorità francesi non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale delle vittime. I combattimenti sono continuati nella notte tra giovedì e venerdì.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 18 Jan 2013 11:34:58 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3286831</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: “Britannici muoiono nel blitz fallito”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3286791-britannici-muoiono-nel-blitz-fallito?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Sarebbero 34 – inclusi diversi britannici – i morti nel raid dell’esercito algerino contro i rapitori jihadisti che avevano [preso in ostaggio un gruppo di ingegneri] in uno stabilimento per l’estrazione del gas ad In Amenas. Per affrontare la crisi algerina il primo ministro David Cameron ha rinviato il suo attesissimo <a href="/it/content/article/3283751-l-europa-non-capisce-i-britannici">discorso</a> sul futuro del Regno Unito in Europa.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 18 Jan 2013 11:32:05 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3286791</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mali: La scommessa necessaria di Hollande]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/3266901-la-scommessa-necessaria-di-hollande?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Sotto mandato dell’Onu le forze francesi operano con il sostegno logistico britannico e il supporto delle truppe maliane contro il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (che si batte per l’indipendenza delle province di Gao, Timbuctu e Kidal) e i salafiti di Ansar Dine, che vogliono instaurare un regime islamico in questa area del Mali. </p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/Liberation-14012013-100_0.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>“François Hollande può essere soddisfatto per aver fermato i talebani del deserto”, commenta Libération interrogandosi però sull’evoluzione dell’operazione “Serval”:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/Monde-14012012-100_0.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Davanti all’avanzata degli islamisti Hollande ha “scelto il male minore”, scrive Le Monde:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/suddeutsche-zeitung-100_5.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Intervenendo in Mali “Hollande si è assunto un grosso rischio”, sottolinea la Süddeutsche Zeitung. Ma è un rischio che non deve correre da solo, precisa il quotidiano di Monaco:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/taz-logo_0.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>“Il problema legato all’intervento francese è proprio il fatto che è francese”, scrive la Tageszeitung. Il quotidiano berlinese critica il “colonialismo di sinistra” e sottolinea che</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/Independent-14012012-100.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>L’Independent sottolinea invece che l’intervento in Mali rischia di rafforzare la teoria islamista radicale di un attacco dell’occidente contro l’islam. Secondo il reporter Owen Jones</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/logo-adevarul.png" alt="" style="display:block;" /><p><p>Il romeno Adevărul si preoccupa delle “gravi conseguenze su un immenso territorio africano” dell’operazione “Serval”, ma anche della “sicurezza dell’Ue e dei suoi cittadini, all’interno o all’esterno dello spazio comunitario”. Malgrado ciò, nota il quotidiano, l’intervento era necessario a causa dell’aumento senza precedenti delle cellule islamiste […] a nord e a sud del Sahara”. Tuttavia, aggiunge Adevărul,</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/european-voice.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>“A questo punto si tratta di sapere se e come l’Ue intende mobilitarsi”, aggiunge European Voice. Il settimanale di Bruxelles pone la questione della difesa europea e si domanda:</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 14 Jan 2013 16:36:31 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3266901</guid></item>
<item><title><![CDATA[Droga: Trappola per europei]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3255511-trappola-europei?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Le Figaro, Parigi &ndash; Sempre più persone colpite dalla crisi vengono reclutate come corrieri dai trafficanti di cocaina peruviani in cambio di qualche migliaio di euro. Per molti di loro il viaggio si conclude nelle terribili carceri di Lima. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3255511-trappola-europei?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 11 Jan 2013 13:30:32 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3255511</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ucraina: L’Ue continua a premere per Timo‪š‬enko]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3252951-l-ue-continua-premere-timo-s-enko?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Dopo diversi mesi di negoziati <a href="http://www.europarl.europa.eu/the-president/en/press/press_release_speeches/press_release/2012/2012-june/press_release-2012-june-3.html">gli inviati del Parlamento europeo</a> – l’ex presidente del Parlamento Pat Cox e l’ex presidente polacco Aleksander Kwaśniewski – non sono riusciti a ottenere la liberazione di Julia Timo‪š‬enko. Su Gazeta Wyborcza <a href="http://wyborcza.pl/1,75968,13171365,Do_Ukrainy_trzeba_miec_nerwy.html">Wacław Radziwinowicz sostiene</a> che l’Europa dovrebbe continuare a fare pressioni sul presidente ucraino Viktor Janukovic per liberare la prigioniera, e sottolinea che i due inviati sono già riusciti a fare molto per l’ex premier ucraina, <a href="/it/content/news-brief/1048961-la-condanna-di-timoshenko-isola-kiev">condannata a sette anni di prigione nell’ottobre 2011</a>: </p></p>

<p><blockquote> <p>L’Europa è molto attenta al destino della “principessa della rivoluzione arancione”, e sta chiedendo con insistenza e tatto un trattamento equo nei suoi confronti.  Questo, se non altro, rappresenta una garanzia per la sicurezza di Timo‪š‬enko. Janukovic, consapevole che Bruxelles lo tiene d’occhio, non intende dare ascolto ai suoi consiglieri che vorrebbero “tirare il collo alla befana”. </p></p>

<p></blockquote> <p>Tuttavia in ballo non c’è soltanto il futuro di Timo‪š‬enko, ma anche il ruolo dell’Ucraina in Europa, soprattutto considerando i recenti tentativi di Mosca di attrarre Kiev nella sua sfera d’influenza, sottolinea l’opinionista del quotidiano. In ogni caso Janukovic </p></p>

<p><blockquote> <p>non può continuare a vacillare per sempre tra l’est e l’ovest. Quanto più Mosca insiste nelle sue pressioni, tanto più avrà interesse ad ascoltare i ragionamenti degli inviati del Parlamento europeo, e per il presidente sarà più facile rendersi conto che se l’Ucraina porterà a termine le necessarie riforme troverà il suo posto in Europa, pronta a capire le necessità del paese.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 10 Jan 2013 16:40:37 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3252951</guid></item>
<item><title><![CDATA[Portogallo: Camera con visto]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3246001-camera-con-visto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Die Zeit, Amburgo &ndash; Per alleviare la crisi finanziaria  il governo di Lisbona ha varato una legge che garantisce un permesso di soggiorno a chi compra casa o investe nel paese, nella speranza di attirare i ricchi interessati a un passaporto Ue. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3246001-camera-con-visto?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 09 Jan 2013 13:25:46 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3246001</guid></item>
<item><title><![CDATA[Nobel per la pace: Un premio da meritare]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3128871-un-premio-da-meritare?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Slate Afrique, Parigi &ndash; Se il Nobel è un riconoscimento ai risultati dell&#039;integrazione europea avrebbe dovuto andare ai padri fondatori dell&#039;Ue, non ai leader di oggi che stanno vanificando il loro impegno. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3128871-un-premio-da-meritare?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 10 Dec 2012 09:24:48 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3128871</guid></item>
<item><title><![CDATA[Premio Nobel: Non diamo la pace per scontata]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3127581-non-diamo-la-pace-scontata?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[De Volkskrant, Amsterdam &ndash; Il 10 dicembre l’Ue riceve il premio Nobel per la pace. Quelli che criticano la decisione del comitato dovrebbero ricordare che i conflitti bloccati dall’integrazione europea sono sempre pronti a riesplodere. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3127581-non-diamo-la-pace-scontata?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 07 Dec 2012 13:47:49 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3127581</guid></item>
<item><title><![CDATA[Nobel per la pace: Cechi e slovacchi boicottano la cerimonia]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3107371-cechi-e-slovacchi-boicottano-la-cerimonia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il presidente e il primo ministro della Repubblica Ceca non saranno presenti alla cerimonia di Oslo del 10 dicembre, quando l&rsquo;Unione europea ricever&agrave; il premio Nobel per la pace per aver promosso la democrazia negli ultimi sessant&rsquo;anni. Klaus, da sempre critico nei confronti dell&rsquo;Ue, ha definito la decisione del Comitato un &ldquo;tragico scherzo&quot; e non ha fornito alcuna giustificazione per la sua assenza, spiega <a href="http://epaper.mfdnes.cz/elektronicke-predplatne/aktualni-cislo">Mf Dnes</a>. Nečas ha invece parlato di &ldquo;impegni precedenti&rdquo;. Karel Schwarzenberg, ministro degli esteri e candidato alle presidenziali di gennaio, &ldquo;vorrebbe presenziare, ma nessuno l&rsquo;ha invitato&rdquo;.&nbsp;</p></p>

<p><p>Secondo il quotidiano il fatto che nessun &ldquo;pezzo grosso&rdquo; della politica ceca sar&agrave; presente alla cerimonia di Oslo non &egrave; poi cos&igrave; grave.</p></p>

<p><blockquote> <p>Quasi nessuno se ne accorger&agrave;, e Bruxelles risparmier&agrave; sul materiale di cancelleria [riferimento alla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6zxtYhKkkF0">penna rubata da Klaus</a> durante una vista in Cile]. L&rsquo;intera vicenda non meriterebbe nessun commento se non fosse il simbolo della pasticciata e difettosa relazione tra il nostro paese e l&rsquo;Unione europea. [&hellip;] Senza l&rsquo;Ue l&rsquo;esistenza non soltanto della Repubblica Ceca ma di tutta l&rsquo;Europa centrale sarebbe precaria come in passato.</p></p>

<p></blockquote> <p>Se assegnare quel premio oggi &egrave; un errore, aggiunge il quotidiano, &egrave; solo perch&eacute; &ldquo;bisognava consegnarne uno ai padri fondatori dell&rsquo;Unione &ndash; Adenauer, Churchill, Schumann o Spinelli &ndash; quando erano ancora in vita&rdquo;.&nbsp;</p></p>

<p><p><a href="http://www.lidovky.cz/petracek-radeji-kritiku-nez-bojkot-dtv/ln_nazory.asp?c=A121203_102122_ln_nazory_pef">Lidov&eacute; Noviny invita</a> a &ldquo;criticare senza boicottare&rdquo;. Il quotidiano ammette che l&rsquo;Ue &ldquo;forse non &egrave; il vincitore ideale&rdquo;, ma sottolinea&nbsp; che sarebbe meglio criticare l&rsquo;Ue su temi specifici piuttosto che esprimere la propria insoddisfazione boicottando l&rsquo;intera cerimonia.&nbsp;</p></p>

<p><p>In ogni caso &ldquo;non sono soltanto gli euroscettici cechi e britannici [a snobbare la premiazione], ma anche la Slovacchia&rdquo;, <a href="http://www.sme.sk/c/6624252/fico-si-po-nobelovku-nepojde-ma-akutnejsie-problemy.html">aggiunge Sme</a>. Secondo il quotidiano di Bratislava a causa di &ldquo;gravi problemi&rdquo; che richiedono la sua attenzione in patria nemmeno il primo ministro slovacco Robert &ldquo;Fico parteciper&agrave; alla cerimonia della consegna del premio Nobel&rdquo;. Sar&agrave; assente anche il presidente Ga&scaron;parovič, che si recher&agrave; invece a Praga per rendere omaggio a Klaus prima della fine del suo mandato.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 03 Dec 2012 15:42:29 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3107371</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Medio oriente: Quando l’Europa aveva una politica estera]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3094151-quando-l-europa-aveva-una-politica-estera?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[El País, Madrid &ndash; Il 29 novembre i paesi europei voteranno in ordine sparso sulla concessione alla Palestina dello status di paese osservatore. Il tempo in cui avevano una visione comune sembra ormai lontanissimo. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3094151-quando-l-europa-aveva-una-politica-estera?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 29 Nov 2012 17:08:54 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3094151</guid></item>
<item><title><![CDATA[Cina: Il ventottesimo stato membro]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3008261-il-ventottesimo-stato-membro?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L&rsquo;Ue ha un &ldquo;membro segreto&rdquo;: la Cina. <a href="http://www.welt.de/print/die_welt/wirtschaft/article110769880/Das-heimliche-EU-Mitglied.html">Secondo Die Welt</a> &ldquo;il pi&ugrave; importante partner commerciale dell&rsquo;Ue dopo gli Stati Uniti&rdquo; punta sempre di pi&ugrave; sulle relazioni bilaterali con i 27, a tutto svantaggio di Bruxelles.&nbsp;</p></p>

<p><p class="p2">All&rsquo;inizio di settembre il ministero degli affari esteri cinesi ha invitato a Pechino 16 paesi dell&rsquo;Europa centrale e orientale per una &ldquo;conferenza europea&rdquo;, con lo scopo di celebrare la creazione di una nuova associazione tra gli stati dell&rsquo;Europa centrale e orientale, chiamata &ldquo;<a href="http://www.chinadaily.com.cn/china/2012wven/2012-04/26/content_15153500.htm">Cee</a>&rdquo; dal quotidiano. La nuova associazione, che sullo slancio si &egrave; dotata di un segretariato, conta 16 paesi di cui 10 fanno parte dell&rsquo;Ue. Alla conferenza sono stati invitati gli ambasciatori di Albania e Polonia, ma non quello dell&rsquo;Unione europea.&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p class="p2">I rappresentanti di Bruxelles erano preoccupati: la notizia sembrava rivelare una svolta della politica europea della Cina verso il principio del &ldquo;divide et impera&rdquo;.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p2">Fino a quando Bruxelles non si pronuncer&agrave; su questioni considerate importanti dalla Cina, come il riconoscimento dello status di economia di mercato o la fine dell&rsquo;embargo sulle vendite di armamenti, Pechino continuer&agrave; a sviluppare in maniera sottile relazioni di dipendenza con alcuni stati europei, spiega al quotidiano berlinese il politologo Jonas Parello-Plesner. In Grecia, per esempio, la Cina ha <a href="/it/content/article/2880871-cura-cinese-il-pireo">acquisito una parte del Pireo</a>. In Ungheria ha offerto un &ldquo;credito speciale&rdquo; da un miliardo di euro.&nbsp;</p></p>

<p><p class="p2">I diplomatici cinesi sostengono di voler soltanto &ldquo;rafforzare le relazioni con l&rsquo;Ue&rdquo; attraverso questi atti di cooperazione economica, ma secondo Die Welt Bruxelles resta molto scettica:&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p class="p2">I suoi rappresentanti vogliono capire se Pechino intende trasformare i paesi della Cee in una lobby sfruttando il suo potere economico.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 08 Nov 2012 15:30:56 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3008261</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Stati Uniti: L’America guarda altrove]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2998531-l-america-guarda-altrove?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Libération, Parigi &ndash; A prescindere dal risultato delle presidenziali, l&#039;interesse degli Stati Uniti per il vecchio continente è destinato a calare. Il futuro degli equilibri mondiali si gioca nei paesi emergenti, e anche l’Europa dovrà rivolgersi a est. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2998531-l-america-guarda-altrove?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 06 Nov 2012 17:03:08 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2998531</guid></item>
<item><title><![CDATA[Storia: La sindrome jugoslava dell’Ue]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2872951-la-sindrome-jugoslava-dell-ue?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[De Volkskrant, Amsterdam &ndash; Il nord guadagna del denaro, il sud lo spende: nella zona euro girano gli stessi discorsi che si sentivano 25 anni fa nella Jugoslavia multietnica. I dirigenti europei farebbero bene a tenerne conto. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2872951-la-sindrome-jugoslava-dell-ue?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 15 Oct 2012 12:43:19 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2872951</guid></item>
<item><title><![CDATA[Russia: Domodedovo vuole entrare nell’Ue]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2838551-domodedovo-vuole-entrare-nell-ue?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Gli abitanti di Domodedovo, citt&agrave; di circa centomila abitanti a sud di Mosca e futura sede dell&rsquo;aeroporto internazionale pi&ugrave; grande del paese, &ldquo;hanno deciso di separarsi dalla Federazione russa ed entrare a far parte dell&rsquo;Europa, chiedendo al presidente russo Vladimir Putin di riconoscere la nuova Repubblica democratica di Rus (Rdr)&rdquo;, <a href="http://www.kommersant.ru/doc/2025076">scrive Dengi</a>. &ldquo;La citt&agrave; prover&agrave; a entrare nell&rsquo;Ue?&rdquo;, si domanda la rivista del quotidiano economico e finanziario <a href="/it/content/source-profile/356311-kommersant">Kommersant</a>, precisando che a inizio ottobre l&rsquo;Associazione dei giuristi russi per i diritti dell&rsquo;uomo (<a href="http://eng.rusadvocat.com/node/126">Rlahr</a>), gruppo all&rsquo;origine dell&rsquo;iniziativa, ha chiesto all&rsquo;Unione europea di riconoscere la Rdr.</p></p>

<p><p>Alla base del contenzioso c&rsquo;&egrave; il rifiuto delle autorit&agrave; russe di rispettare un referendum del 2007 attraverso il quale il 98 per cento degli abitanti di Domodedovo si &egrave; opposto alla costruzione di un&rsquo;autostrada a pedaggio sul territorio del comune. I lavori per la costruzione dell&rsquo;autostrada che collegher&agrave; Mosca e Soci (citt&agrave; sul Mar Nero dove si svolgeranno i giochi olimpici invernali del 2014), sono cominciati nel 2009. Alla vicenda si riferisce il titolo scelto da Dengi in prima pagina: &ldquo;separatismo autostradale&rdquo;. &ldquo;Gli abitanti di Domodedovo sono diventati stranieri in patria&rdquo;, spiega la Rlahr, denunciando in particolare la presenza della mafia azera: &ldquo;uno dei pi&ugrave; grandi promotori di Domodedovo &egrave; legato alla famiglia del presidente azero Ilham Aliev&rdquo;, conferma Dengi. Gli oppositori del progetto accusano inoltre &ldquo;gli oligarchi e le autorit&agrave; corrotte&rdquo; di &ldquo;tassare gli abitanti per l&rsquo;utilizzo di strade e acqua e per la raccolta di bacche e funghi nei boschi, ma anche di acquistare tutte le propriet&agrave; a Domodedovo&rdquo;.</p></p>

<p><p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Oct 2012 13:28:01 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2838551</guid></item>
<item><title><![CDATA[G20: Il mondo fa la predica all’Europa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2205191-il-mondo-fa-la-predica-all-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>In Europa l&rsquo;euforia per i risultati delle elezioni greche &ndash; che il 17 giugno hanno sancito la vittoria dei partiti favorevoli al memorandum d&rsquo;intesa con Fmi, Ue e Bce &ndash; &egrave; finita presto: appena arrivati a Los Cabos (Messico) per partecipare al G20, i leader europei sono stati invitati energicamente dai loro partner, in particolare gli Stati Uniti e i paesi emergenti, ad agire rapidamente per supere la crisi che attanaglia l&rsquo;eurozona e rilanciare l&rsquo;economia.</p></p>

<p><p>&ldquo;Molte di queste critiche sono inviti velati a liberalizzare il modello europeo&rdquo;, <a href="http://www.liberation.fr/economie/2012/06/19/l-ue-sait-qu-elle-deplait-a-los-cabos_827388" target="_self">scrive</a> da Parigi Lib&eacute;ration. Secondo il quotidiano francese</p></p>

<p><blockquote> <p>il modello europeo si basa su un compromesso sociale, ma questo approccio sta per essere messo in minoranza a livello mondiale. Non &egrave; dunque un caso se il presidente della Commissione europea Jos&eacute; Manuel Barroso e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy hanno deciso di convocare una conferenza stampa prima ancora dell&rsquo;avvio ufficiale dei lavori del G20.</p></p>

<p></blockquote> <p>&ldquo;L&rsquo;Europa non deve prendere lezioni da nessuno&rdquo;, hanno ribadito i due leader, dimostrando di non aver alcuna voglia di subire in silenzio, <a href="http://www.standaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=DMF20120618_00189642&amp;word=g20" target="_self">scrive De Standaard</a>. Il quotidiano di Bruxelles <a href="http://www.standaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=DMF20120619_097&amp;word=g20" target="_self">aggiunge</a> che Barroso &egrave; stato molto severo a proposito dei paesi che criticano i provvedimento adottati in Europa per superare la crisi: &ldquo;non siamo venuti qui per ricevere una lezione di democrazia&rdquo;.</p></p>

<p><p>&ldquo;Gli europei non accettano di farsi catechizzare&rdquo;, <a href="http://www.zeit.de/politik/ausland/2012-06/g20-mexiko-europa-kritik" target="_self">gli fa eco</a> il settimanale tedesco Die Zeit riassumendo la posizione di Angela Merkel e di Barroso al G20. I leader europei rifiutano le critiche sulla gestione della crisi e ribadiscono la necessit&agrave; di rendere l&rsquo;Ue pi&ugrave; democratica attraverso una maggiore integrazione, riporta il settimanale di Amburgo:</p></p>

<p><blockquote> <p>In una discussione tra Merkel e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, i due leader si sono trovati d&rsquo;accordo sull&rsquo;urgenza di aumentare l&rsquo;integrazione europea. [&hellip;] Barroso vuole adattare le strutture finanziarie dell&rsquo;Unione, il che significa creare quegli eurobond a cui Merkel fino a questo momento si &egrave; opposta, ma &lsquo;soltanto fino a quando non ci sar&agrave; una maggiore integrazione finanziaria e politica&rsquo;.</p></p>

<p></blockquote> <p>A proposito della crisi finanziaria europea e dell&rsquo;atteggiamento dei leader del vecchio continente, i paesi emergenti parlano di &ldquo;crisi di leadership&rdquo;, come <a href="http://www.indianexpress.com/news/a-crisis-of-leadership/963154/0" target="_self">sottolinea Indian Express</a>. Secondo il quotidiano di Nuova Delhi</p></p>

<p><blockquote> <p>nonostante la sua incapacit&agrave; di agire tempestivamente con competenza e autorit&agrave;, l&rsquo;Ue continuer&agrave; a cercare una soluzione interna ai suoi problemi economici attuali. Ma il problema &egrave; che dovrebbe ordinare le mosse nella giusta successione. L&rsquo;iniziativa della scorsa settimana in direzione di un&rsquo;unione bancaria &egrave; come mettere il carro davanti ai buoi. Senza un&rsquo;unione fiscale e una strategia di bailout condivisa da tutti gli stati dell&rsquo;Ue, l&rsquo;unione bancaria non avr&agrave; sostenitori. La sfida per l&rsquo;Ue &egrave; trovare il suo Ambdedkar [il padre della costituzione indiana]. L&rsquo;Europa ha bisogno di una costituzione che permetta ai suoi leader di proporre soluzioni continentali a un problema che colpisce tutti gli stati. Ha bisogno di unit&agrave; emotiva e di una nuova strategia per favorire l&rsquo;occupazione competitiva a livello globale. Se questa sembra una sfida insormontabile, allora non resta che fare ci&ograve; che vorrebbero molti britannici: creare un mercato unico tradizionale, come l&rsquo;Area di libero scambio dell&rsquo;Asia sudoccidentale, con diverse valute e stati membri pienamente sovrani.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 19 Jun 2012 14:54:14 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2205191</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Usa: Europa, un insulto bipartisan]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2128511-europa-un-insulto-bipartisan?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;L&rsquo;economia allarga l&rsquo;Atlantico&rdquo;, <a href="http://lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=10196&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">titola La Stampa</a>  dopo le controverse dichiarazioni di Barack Obama, secondo cui le magre  prospettive di crescita negli Stati Uniti sono dovute alla cattiva  gestione della crisi dell&rsquo;eurozona. &ldquo;Ci sono cause contingenti e cause  di pi&ugrave; lungo periodo nella ruvidezza e nell&rsquo;urgenza con cui il  presidente Obama sta ripetutamente strigliando i leader europei&rdquo;,  commenta il quotidiano torinese. Le prime riguardano ovviamente le  presidenziali di novembre: con l&rsquo;accendersi della campagna elettorale  &ldquo;Europa&rdquo; &egrave; diventata una parolaccia usata da entrambi i fronti per  screditare l&rsquo;avversario, <a href="https://docs.google.com/document/d/1QCEuTaVxCOCD8daz5T64oA-Jn3HRzhRTNgsQDbsg5rE/edit">nota La Stampa</a>.</p></p>

<p><blockquote> <p dir="ltr">All&rsquo;inizio  della campagna presidenziale erano i repubblicani che usavano l&rsquo;Europa  per spaventare gli elettori e azzoppare Obama. [...] Ora le parti si  sono invertite, e i democratici accusano gli avversari di &quot;europeismo&quot;,  perch&eacute; il Gop propone la stessa austerit&agrave; teutonica che condanna  l&rsquo;Eurozona a recessione e disoccupazione.</p></p>

<p></blockquote> <p dir="ltr">Le seconde toccano invece la solidit&agrave; dei rapporti transatlantici, specie quelli con Berlino:</p></p>

<p><blockquote> <p dir="ltr">Per  anni Washington ha visto nella Germania il suo pi&ugrave; leale alleato. [...]  Dalla fine di quel mondo sono passati oltre 20 anni. E quello che le  guerre in Iraq e Afghanistan non sono riuscite a fare &ndash; indebolire le  ragioni dell&rsquo;alleanza &ndash; potrebbe verificarsi oggi a causa della crisi e  di una Germania forse non abbastanza audace per perseguire  consapevolmente un &quot;gran disegno&quot;, ma sufficientemente &quot;cocciuta&quot; per  insidiare le basi dell&rsquo;alleanza occidentale.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Wed, 06 Jun 2012 14:51:21 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2128511</guid></item>
<item><title><![CDATA[Diplomazia: Berlino e Parigi divise sulla Siria]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2093481-berlino-e-parigi-divise-sulla-siria?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La reazione ostile della Germania&nbsp;alla proposta di Fran&ccedil;ios Hollande, che ha dichiarato di non escludere un intervento militare in Siria, dimostra che Berlino preferisce chiudere gli occhi, <a href="http://www.sueddeutsche.de/politik/debatte-um-militaerintervention-in-syrien-von-furcht-getrieben-1.1370481" target="_self">scrive la S&uuml;ddeutsche Zeitung</a>. Secondo il quotidiano la vicenda allarga ulteriormente il solco tra i due paesi:&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p>Se aveva bisogno di un&rsquo;altra prova che Francia e Germania sono divise non soltanto sulla moneta unica, Fran&ccedil;ois Hollande l&rsquo;ha ottenuta. [&hellip;] A questo punto o il presidente francese &egrave; molto ingenuo, oppure &egrave; molto calcolatore. Ingenuo se crede seriamente di poter convincere Vladimir Putin [il presidente russo sar&agrave; in visita a Parigi il primo giugno]. Calcolatore perch&eacute; la sua proposta avr&agrave; comunque un effetto positivo un vista delle legislative francesi [del 10 e 17 giugno]. In ogni caso sarebbe ingiusto tacciare il governo federale di immobilismo. Al Consiglio di sicurezza dell&rsquo;Onu la Germania &egrave; tra i paesi che da un anno si scontrano con il muro eretto da Cina e Russia attorno al regime siriano.&nbsp;</p></p>

<p><p>Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle prosegue la sua politica incentrata sul tentativo di cacciare il dittatore Bashar El Assad dal paese attraverso pressioni diplomatiche e sanzioni. Le Nazioni unite hanno la responsabilit&agrave; di proteggere il popolo siriano. Ma ci&ograve; non vuol dire scegliere per forza l&rsquo;opzione militare. Laddove la Francia, probabilmente con troppa fretta, sceglie la via della forza, i tedeschi hanno preso l&rsquo;abitudine di chiudere gli occhi. Sono capaci di parlare nel dettaglio di tutte le conseguenze di un ricorso all&rsquo;esercito senza mai menzionare quelle di un mancato intervento.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 31 May 2012 15:20:59 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2093481</guid></item>
<item><title><![CDATA[Diplomazia: L’Ue verso la nomina di un rappresentante per i diritti umani]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1598711-l-ue-verso-la-nomina-di-un-rappresentante-i-diritti-umani?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;L'Ue vuole rafforzare la lotta in difesa dei valori&quot;, <a target="_self" href="http://jp.dk/udland/europa/article2717917.ece">scrive Jyllands-Posten</a>. Riuniti a Copenaghen il 9 marzo, i ministri degli esteri dell'Ue discuteranno la proposta danese e tedesca per la nomina di un rappresentante speciale per i diritti umani. </p></p>

<p><p>Secondo il quotidiano di Aarhus</p></p>

<p><blockquote> <p>da anni l'Ue ha perso la sua influenza alle Nazioni unite e in particolare al Consiglio dei diritti umani, dove un tempo l'occidente la faceva da padrone. In precedenza l'Ue era sostenuta dal 72 per cento dei paesi dell'Onu, ma ormai &egrave; scesa attorno al 50 per cento. L'esperienza insegna che il lavoro di lobbying per creare alleanze, in particolare nei paesi africani, pu&ograve; cambiare l'immagine [dell'Ue], e un programma di questo tipo pu&ograve; essere avviato grazie a un rappresentante speciale per i diritti umani.</p></p>

<p></blockquote> <p>Anche se la proposta verr&agrave; approvata dai ministri, la creazione della nuova carica non sar&agrave; ufficiale prima di giugno, quando l'Ue presenter&agrave; la nuova politica in materia di diritti umani</p>

<p></p></p>]]></description><pubDate>Fri, 09 Mar 2012 15:47:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1598711</guid></item>
<item><title><![CDATA[Stati Uniti: Chi non salta è europeo]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1582001-chi-non-salta-e-europeo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[De Volkskrant, Amsterdam &ndash; Campo di sterminio per vecchi, paradiso socialista, focolaio di crisi: nelle primarie repubblicane il modello europeo è diventato il bersaglio preferito degli attacchi dei candidati. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1582001-chi-non-salta-e-europeo?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 05 Mar 2012 16:22:31 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1582001</guid></item>
<item><title><![CDATA[Siria: Perché nessuno ferma Assad]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1517611-perche-nessuno-ferma-assad?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Revista 22, Bucarest &ndash; Nonostante l&#039;indignazione dell&#039;opinione pubblica mondiale, la comunità internazionale non riesce ad andare oltre le sanzioni e gli appelli. Gli interessi della Russia paralizzano l&#039;Onu, le potenze europee sono indebolite dalla crisi e gli Stati Uniti temono un nuovo Iraq. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1517611-perche-nessuno-ferma-assad?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 16 Feb 2012 16:16:19 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1517611</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Cina: Merkel a Pechino ottiene solo promesse]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1477181-merkel-pechino-ottiene-solo-promesse?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Angela Merkel ha trovato il suo padrone a Pechino: &quot;La Repubblica popolare cinese porta a spasso la cancelliera&quot;, <a href="http://de.finance.yahoo.com/nachrichten/volksrepublik-china-l%C3%A4sst-kanzlerin-abblitzen-225900581.html" target="_self">titola Handelsblatt</a> a proposito della visita di tre giorni di Merkel in Cina, dove tra l'altro la cancelliera contava di chiedere aiuto a Pechino per il salvataggio dell'euro. La Cina vuole partecipare alla missione ma non vuole perdere denaro. &nbsp;</p></p>

<p><p></p> <p>&quot;'Nessuna promessa di investimenti diretti per gli europei', ha dichiarato freddamente il primo ministro Wen Jiabao. [&hellip;] I paesi indebitati devono prima di tutto 'prendere decisioni dolorose e fare il loro dovere'&quot;. Secondo l'editoriale di Handelsblatt ci&ograve; vuol dire &nbsp;</p>

<p></p> <blockquote></p>

<p><p>ridurre il debito, creare meccanismi di controllo e prendere posizioni chiare, decise e affidabili nei confronti del resto del mondo [&hellip;]. Il denaro che i cinesi vogliono investire in Europa non sar&agrave; l&igrave; semplicemente per incoraggiare lo sviluppo, ma deve rivelarsi un investimento riuscito, possibilmente sia dal punto di vista economico che politico. &nbsp;</p>

<p></p> </blockquote></p>

<p><p>Per i tedeschi la Cina,&nbsp;con i suoi 3.200 miliardi di dollari in riserve, potrebbe giocare un ruolo cruciale. La <a href="http://www.fr-online.de/politik/merkel-in-china-merkel-gilt-in-china-als-euro-chefsaniererin,1472596,11560606.html" target="_self">Frankfurter Rundschau elenca</a> le contropartite richieste da Pechino, come per esempio &nbsp;</p>

<p></p> <blockquote></p>

<p><p>il riconoscimento da parte dell'Ue dello status di economia di mercato, il che renderebbe pi&ugrave; difficile alle imprese europee prendere provvedimenti contro gli attacchi alla concorrenza o il dumping sui prezzi. &nbsp;</p>

<p></p> </blockquote></p>

<p><p>Secondo Handelsblatt il risultato &egrave; che la cancelliera, considerata dai cinesi come &quot;il rinnovatore dell'euro&quot;, non ha avuto modo di promuovere le relazioni economiche bilaterali come aveva intenzione di fare, e ora non ha altra scelta che aspettare i prossimi incontri in programma nel 2012 per strappare qualche promessa al primo ministro cinese.&nbsp; </p></p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:43:19 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1477181</guid></item>
<item><title><![CDATA[Transnistria: Sfida tra fantocci]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1268331-sfida-tra-fantocci?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[România libera, Bucarest &ndash; L&#039;11 dicembre la regione secessionista della Moldavia elegge il suo presidente. Un voto che si inserisce nei giochi tra Russia e Germania su un conflitto bloccato da 20 anni.  <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1268331-sfida-tra-fantocci?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:44:57 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1268331</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: Tecnologia europea per la repressione siriana]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1143201-tecnologia-europea-la-repressione-siriana?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;La Siria utilizza tecnologia tedesca per la sorveglianza?&quot;, <a target="_self" href="http://www.spiegel.de/spiegel/vorab/0,1518,796059,00.html">si domanda Der Spiegel</a>. L'inchiesta del settimanale di Amburgo &egrave; partita dopo le <a target="_self" href="http://www.bloomberg.com/news/2011-11-03/syria-crackdown-gets-italy-firm-s-aid-with-u-s-europe-spy-gear.html">rivelazioni di Bloomberg</a>, secondo le quali la Siria utilizzerebbe a fini repressivi apparati di sorveglianza prodotti dall'azienda informatica <a target="_self" href="http://www.utimaco.de/">Utimaco</a>, con sede a Oberursel. Utimaco ha smentito di aver venduto i propri prodotti direttamente alla societ&agrave; di telecomunicazioni siriana, ma ha ammesso di aver fatto affari con l'impresa italiana <a target="_self" href="http://www.area.it/irj/portal/anonymous">Area</a>. La cooperazione tra le due aziende, che durava ormai da anni, non riprender&agrave; fino a quando non sar&agrave; fatta luce sulla regolarit&agrave; delle esportazioni di Area.</p></p>

<p><p>Alla fine di ottobre un deputato del partito di sinistra Die Linke aveva chiesto al governo tedesco di riferire sulle esportazioni verso i regimi autocratici da parte delle aziende tecnologiche e informatiche, citando l'esempio di Utimaco: &quot;In numerosi stati la tecnologia di sorveglianza &egrave; uno strumento essenziale per la repressione&quot;, ha dichiarato il parlamentare, invocando maggiori controlli alle esportazioni.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 12:40:16 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1143201</guid></item>
<item><title><![CDATA[Svezia: Petrolio contro libertà di stampa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1070001-petrolio-contro-liberta-di-stampa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>In Svezia c'&egrave; grande attesa per l'apertura del processo a due giornalisti svedesi accusati di terrorismo ad Addis Abeba, in Etiopia. &quot;Per colpa dei giochi della politica, i due rischiano 40 anni di prigione&quot;, <a href="http://www.svd.se/nyheter/utrikes/femton-lander-foljer-rattegangen_6560185.svd" target="_self">scrive Svenska Dagbladet</a>, convinto che &quot;l'Etiopia vuole lanciare un segnale&quot;. Johan Persson e Martin Schibbye sono stati arrestati il primo luglio mentre conducevano un'inchiesta sulle attivit&agrave; petrolifere e le violazioni dei diritti dell'uomo nell'Ogaden, dove sono riusciti a entrare grazie all'aiuto del Fronte nazionale per la liberazione dell'Ogaden (Onlf).</p></p>

<p><p>I negoziati per la liberazione dei giornalisti sono stati condotti dal ministro degli esteri svedese Carl Bildt, che per&ograve; &egrave; stato fortemente criticato per la mancanza di impegno a favore dei due accusati. Bildt &egrave; stato membro del consiglio di amministrazione di Lundin Oil, una compagnia petrolifera che ha interessi nel paese africano. &quot;Il ministro degli esteri mantiene un profilo basso&quot;, <a href="http://www.svd.se/nyheter/inrikes/vi-maste-slass-for-yttrandefrihet_6556465.svd" target="_self">nota Svenska Dagbladet</a>. &quot;Ma allora che significato hanno l'impegno svedese per i diritti umani e i milioni di corone spesi dai contribuenti per aiutare l'Etiopia? Se non siamo pronti a combattere per la libert&agrave; di stampa e la vita di due giornalisti svedesi, apertamente e con l'aggressivit&agrave; necessaria, di cosa possiamo andare fieri?&quot; </p></p>]]></description><pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:46:48 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1070001</guid></item>
</channel></rss>