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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Industria automobilistica]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Industria automobilistica | Brusca frenata per i produttori europei</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1639291-brusca-frenata-i-produttori-europei</link><description><![CDATA[<p>Il mercato europeo dell'automobile continua a registrare dati allarmanti. <a target="_self" href="http://www.lesechos.fr/entreprises-secteurs/auto-transport/actu/0201951388058-psa-et-renault-derapent-sur-le-marche-europeen-302627.php">Secondo il quotidiano economico Les Echos</a>, nel mese di febbraio le vendite complessive del settore sono calate del&nbsp; 9,7. I costruttori francesi sono tra i pi&ugrave; colpiti dalla flessione: Renault ha registrato un calo del 27,7 per cento, Peugeot del 20,9 per cento e Citro&euml;n del 12 per cento (gruppo Psa). Con ogni probabilit&agrave; i grandi gruppi europei continueranno a farsi una concorrenza spietata, vendendo le loro auto a prezzi inferiori fino al 20 per cento rispetto al catalogo. </p>
<p>In Italia la situazione non &egrave; certo migliore, <a target="_self" href="http://www.repubblica.it/economia/2012/03/15/news/immatricolazioni_auto_europa_crolla_fiat-31563833/">scrive</a> Repubblica: nel febbraio 2012 le vendite di Fiat sono calate del 16,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2011. Il 16 marzo l'amministratore delegato Sergio Marchionne incontrer&agrave; il capo del governo italiano Mario Monti per discutere la strategia dell'azienda per i prossimi anni.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 15:11:27 +0100</pubDate><guid>1639291</guid></item>
<item><title>Italia | La Fiat se ne va</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1021361-la-fiat-se-ne-va</link><description><![CDATA[<p>&quot;Confindustria, lo strappo della Fiat&quot;, titola Il Sole 24 Ore. L'amministratore della maggiore azienda automobilistica italiana Sergio Marchionne ha annunciato l'uscita del gruppo dalla confederazione degli industriali. Dopo mesi di attrito, la rottura &egrave; stata provocata dalla decisione di Confindustria di rinunciare alla norma sui licenziamenti introdotta dall'ultima finanziaria, in seguito allo sciopero generale proclamato il 6 settembre scorso dalla Cgil.</p>
<p>Il quotidiano di Confindustria <a target="_self" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-04/virus-politica-tabu-superare-064254.shtml?uuid=AaS9Dn9D">condanna</a> duramente la mossa &quot;politica&quot; di Marchionne e difende la scelta dell'accordo con i sindacati, &quot;forze sociali pi&ugrave; forti del pi&ugrave; forte partito.&quot; La linea dura della Fiat sulla flessibilit&agrave; in uscita potrebbe mettere a repentaglio la coesione sociale, &quot;un valore per la competitivit&agrave; stessa dell'Italia. Se [nel nostro paese] non ci sono indignados fuori controllo come altrove, forse non &egrave; un caso&quot;.</p>
<p>Sull'altro fronte La Stampa, controllata dal gruppo Fiat, <a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9279">difende</a> Marchionne e avverte che piegarsi ai sindacati significa &quot;scegliere la strada del 'piccolismo', dell&rsquo;irrilevanza internazionale, del Paese-museo&quot;. L'Italia deve decidere &quot;se vuole cercar di giocare una partita economica di primo piano. Se lo vuol fare non potr&agrave; difendere i diritti attuali di tutti se non riducendo di fatto i diritti di chi &egrave; senza lavoro e delle nuove generazioni, come purtroppo sta succedendo&quot;.</p>
<p>In ogni caso si tratta di un &quot;momento storico&quot;, <a target="_self" href="http://www.repubblica.it/economia/2011/10/04/news/giannini_marchionne-22652189/?ref=HREC1-2">scrive La Repubblica</a>. &quot;Per un secolo Fiat e Confindustria sono state una cosa sola. La prima sceglieva i presidenti della seconda. Un unico, vero Potere Forte, che condizionava i governi e ne orientava le politiche. [...] Mentre esce da Confindustria, la Fiat sembra fare un passo in pi&ugrave; verso un'altra uscita, molto pi&ugrave; significativa: l'uscita dall'Italia&quot; pi&ugrave; volte minacciata da Marchionne dopo l'acquisto della quota di maggioranza della statunitense Chrysler. La Fiat &quot;ha scelto di scommettere tutte le sue carte solo sulla ruota americana di Detroit, e ha scelto di giocare la partita della concorrenza domestica solo sul piano dei tagli alla produzione e al costo del lavoro. [...] Dopo il divorzio da Confindustria, arriver&agrave; anche il divorzio dall'Italia&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:44:10 +0100</pubDate><guid>1021361</guid></item>
<item><title>Svezia | Le casse della Saab sono vuote</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/588351-le-casse-della-saab-sono-vuote</link><description><![CDATA[<p>&quot;La verit&agrave; deve venire a galla&quot;, <a href="http://www.dn.se/ekonomi/saabs-desperata-jakt-pa-pengar" target="_blank">titola Dagens Nyheter</a> a proposito dei gravi problemi finanziari della casa automobilistica svedese Saab. Dal 5 aprile lo stabilimento di Trollh&auml;ttan &egrave; fermo &quot;fino a nuovo ordine&quot;, a causa dei mancati pagamenti ai fornitori. &quot;La direzione sta cercando disperatamente fondi, tutto &egrave; fermo e i fornitori sono pronti a venire a reclamare i loro soldi di persona&quot;, ma il presidente dell'azienda Victor Muller &quot;non fornisce alcuna informazione precisa sulla reale situazione finanziaria della Saab&quot;, scrive il quotidiano, <a href="http://www.dn.se/ekonomi/beratta-hur-det-star-till-med-saab" target="_blank">secondo cui</a> una simile mancanza di trasparenza &quot;indebolisce il marchio&quot;. Il 4 aprile Muller aveva assicurato a Dagens Nyheter che le interruzioni della produzione erano soltanto un &quot;raffreddore passeggero&quot; per l'azienda, e che &quot;n&eacute; i fornitori n&eacute; la stampa svedese avevano ragione di preoccuparsi&quot;.&nbsp;&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 07 Apr 2011 13:33:42 +0100</pubDate><guid>588351</guid></item>
<item><title>Romania | Allarme per la delocalizzazione della Dacia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/531471-allarme-la-delocalizzazione-della-dacia</link><description><![CDATA[<p>&quot;La minaccia del Marocco&quot;, <a href="http://www.gandul.info/news/intalnire-decisiva-pentru-dacia-made-in-romania-amenintarea-marocului-8035171" target="_blank">titola G&acirc;ndul</a>. L'eventualit&agrave; che la Renault decida di trasferire in Marocco la produzione di alcuni modelli della <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/86771-dacia-amore-mio" target="_blank">Dacia</a>, storico marchio romeno di auto a basso costo, preoccupa la Romania. Secondo il quotidiano le ragioni che giustificherebbero la delocalizzazione sono essenzialmente due: innanzitutto &quot;il malcontento della direzione per le richieste di aumento salariale da parte dei sindacati, 125 euro in pi&ugrave; al mese pi&ugrave; un premio annuale di 175 euro rispetto al salario medio di 520 euro&quot; e la convenienza del trasporto via mare rispetto a quello via terra, anche a causa del pessimo stato delle strade romene. Inoltre la paga oraria a Tangeri sarebbe di cinque euro l'ora contro gli otto in Romania. Il quotidiano ricorda per&ograve; che nel 2010 la fabbrica di Mioveni ha fruttato 2,5 miliardi di euro di esportazioni, il 7 per cento del totale del paese, e che la Dacia impiega 150mila persone in tutta la Romania, di cui 20mila soltanto a Mioveni.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 07 Mar 2011 11:52:01 +0100</pubDate><guid>531471</guid></item>
<item><title>Ungheria | Opel va a est</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/343741-opel-va-est</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il motore Opel s'imballa&quot;, <a target="_blank" href="http://nol.hu/lap/gazdasag/20100922-szentgotthardbol_detroit_lesz">titola N&eacute;pszabads&aacute;g</a> dopo che la filiale di General Motors ha annunciato di voler investire 500 milioni di euro per raddoppiarne la capacit&agrave; di produzione della fabbrica di Szentgotth&aacute;rd. Mentre lo stabilimento Opel di Anversa (Belgio) &egrave; sul punto di&nbsp; essere definitivamente chiuso, l'azienda creer&agrave; in Ungheria 800 nuovi posti di lavoro nell'immediato, e circa 2500 nel complesso, spiega il quotidiano. Lo stato ha accordato una sovvenzione di 27 milioni di euro a condizione che lo stabilimento resti in Ungheria per i prossimi vent'anni.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 22 Sep 2010 12:16:42 +0100</pubDate><guid>343741</guid></item>
<item><title>Germania | Opel-Magna non convince Bruxelles</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/120631-opel-magna-non-convince-bruxelles</link><description><![CDATA[<p>&quot;I politici tedeschi sono furiosi col commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes, che ha messo in discussione l'acquisto di Opel&quot;, <a href="http://wyborcza.pl/1,75477,7163359,Europa_bije_sie_o_Opla.html">titola Gazeta Wyborcza.</a> Il consorzio tra l'austro-canadese <a href="http://www.magna.com">Magna</a> e la russa Sberbank avrebbe dovuto acquisire il produttore tedesco, di propriet&agrave; della General Motors, entro novembre. Ma l'operazione &egrave; ora in bilico, dato che Kroes ritiene che abbia violato le norme Ue. Secondo il quotidiano polacco, ci sono &quot;seri indizi&quot; che i 4,5 miliardi di euro di aiuti promessi a Opel dal governo fossero condizionati dalla scelta di Magna/Sberbank.</p>
<p>Gazeta ricorda che il piano di Berlino era stato criticato anche in Belgio, Spagna e Gran Bretagna, perch&eacute; la Germania pretende che una parte degli aiuti siano pagati dai paesi dove Opel ha i suoi stabilimenti, anche se quelli tedeschi sono i soli a non rischiare la chiusura. Per esempio, Magna/Sberbank vuole ridurre di un terzo la produzione nella fabbrica di Saragozza e licenziare 1.400 operai per salvarne 1.700 in Germania.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:06:40 +0100</pubDate><guid>120631</guid></item>
<item><title>Germania | Gli incentivi fanno sbandare il mercato</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/89941-gli-incentivi-fanno-sbandare-il-mercato</link><description><![CDATA[<p>Dopo la spettacolare impennata delle vendite di auto in Germania (+ 28 per cento), il budget da 5 miliardi di euro stanziato dal governo per gli incentivi si &egrave; esaurito. <a href="http://www.handelsblatt.com/unternehmen/handelsblatt-kommentar/fuer-die-autohersteller-wird-es-ernst;2452122">Handelsblatt constata</a> che due milioni di tedeschi hanno approfittato dell'iniziativa per cambiare veicolo, ma avverte che stanno per arrivare le difficolt&agrave;: &quot;La frenata &egrave; stata brusca. Il meccanismo avrebbe dovuto essere fermato progressivamente (...) come in Francia&quot;. Il 2010 rischia di essere l'anno nero dell'industria automobilistica, perch&eacute; quelli che hanno comprato nel 2009 saranno assenti dal mercato. &quot;I produttori prevedono di vendere 2,8 milioni di vetture contro i 3,5 milioni di quest'anno&quot;, nota il giornale. La decisione della Francia di prolungare gli incentivi fino al 2011 per aiutare i costruttori &egrave; un perfetto esempio &quot;dell'inesistenza di un coordinamento europeo a livello di politica industriale&quot;, <a href="http://www.liberation.fr/economie/0101588510-la-france-prolonge-la-prime-pour-limiter-la-casse">sostiene Lib&eacute;ration</a>.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:07:00 +0100</pubDate><guid>89941</guid></item>
<item><title>Auto | Porsche, un affare di famiglia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/62211-porsche-un-affare-di-famiglia</link><description><![CDATA[<p>Dopo diversi mesi di battaglia industriale e familiare, la Porsche sar&agrave; comprata dalla Volkswagen. Le due marche, come le famiglie che le dirigono, &quot;sono imparentate&quot;, ricorda la <a href="http://www.faz.net/s/Rub320BC4BB396D497C85EA10766A7DB69B/Doc~E4F9D214ED06F4835B2E3ACBB442A910A~ATpl~Ecommon~Scontent.html">Frankfurter Allgemeine Zeitung</a>. &quot;Sulle vecchie foto si vedono le somiglianze&quot;: il Maggiolino, &quot;valido animale da lavoro&quot;, e la Porsche, &quot;icona di una giovane repubblica edonista&quot;, hanno in comune molte parti meccaniche. Ma dopo la separazione dei due rami della famiglia, Ferdinand Pi&euml;ch avrebbe sofferto della perdita del prestigioso marchio Porsche. Cos&igrave; Pi&euml;ch, diventato proprietario della Volkswagen, avrebbe &quot;porschizzato&quot; tutto. &quot;Ha comprato la Bugatti, ha sviluppato le 'Quattro' e le 'R8', tutte automobili che gridavano: 'Guardate, posso fare una Porsche!'&quot;.</p>
<p>Ormai proprietario delle due marche, Pi&euml;ch potr&agrave; esprimere la &quot;sua seconda identit&agrave;: sviluppare un high-tech ecologico capace di attirare il consumatore&quot;, commenta il quotidiano. Nel frattempo Wendelin Wiedeking, il precedente proprietario della Porsche , avrebbe comprato delle quote di un produttore di scarpe. &quot;Sandali al posto dell'iniezione diretta, dalla corsia di sinistra al sentiero di montagna. Insomma un fiaba estiva in un'epoca di cambiamento climatico&quot;, sintetizza la Faz.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2009 12:02:44 +0100</pubDate><guid>62211</guid></item>
<item><title>Auto | Il maggiolone si mangia Porsche</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/58411-il-maggiolone-si-mangia-porsche</link><description><![CDATA[<p>La saga industriale e familiare tra Porsche e Volkswagen appassiona la Germania. Rimandata a fine luglio, l'acquisizione della casa di vetture sportive da parte del grande costruttore potrebbe segnare la fine di lunghi mesi di lotte tra il clan Porsche e i Pi&euml;ch, che assieme controllano la totalit&agrave; del cda di Porsche. </p>
<p>L'azienda &egrave; indebitata da quando ha acquistato la maggior parte del capitale di VW nel 2006. Il suo acquisto da parte di VW per 8 miliardi di euro l'aiuterebbe a rimborsare una parte dei debiti. &quot;Il 'vecchio' ha vinto di nuovo&quot;, commenta la <a href="http://www.fr-online.de/in_und_ausland/wirtschaft/aktuell/1842619_Kommentar-zu-Porsche-Unanstaendig.html">Frankfurter Rundschau</a>. &quot;Ferdinand Pi&euml;ch (nipote di Ferdinand Porsche e proprietario di VW riuscir&agrave; a costruire uno dei pi&ugrave; grandi gruppi automobilistici al mondo. Il suo comportamento resta indecente. Poco a poco, Wiedeking (titolare di Porsche) &egrave; stato espropriato e perseguitato. &Egrave; ora che questa poco edificante storia giunga al termine&quot; nell'interesse di entrambe le case e della &quot;fabbrica Germania&quot;, conclude il quotidiano.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2009 17:24:10 +0100</pubDate><guid>58411</guid></item>
<item><title>Automobile | Gli incentivi europei fanno bene alla Polonia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/37631-gli-incentivi-europei-fanno-bene-alla-polonia</link><description><![CDATA[<p>Le condizioni dell'industria automobilistica polacca sono migliorate grazie agli incentivi offerti da alcuni governi europei agli acquirenti di auto nuove. Secondo Gazeta Wyborcza, le esportazioni di auto dalla Polonia hanno raggiunto a marzo il valore di 1,45 miliardi di euro, un netto miglioramento rispetto ai due mesi precedenti. Tra le ragioni dell'incremento ci sono i sussidi offerti da Germania, Italia e Francia a chi rottama l'auto per acquistarne una nuova. Le esportazioni verso la Germania, dove i sussidi sono pi&ugrave; cospicui che altrove (2.500 euro per ogni veicolo rottamato), sono aumentate del 208 per cento, contro il 115 per l'Italia e il 109 per la Francia. Il quotidiano di Varsavia mette per&ograve; in guardia contro eccessivi ottimismi: &quot;Nel complesso le esportazioni automobilistiche hanno toccato 3,6 milioni di euro nel primo trimestre, il 28 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2009 15:22:00 +0100</pubDate><guid>37631</guid></item>
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