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        <channel><title>Presseurop | <![CDATA[energia]]></title>
            <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
            <description>Il meglio della stampa europea</description>
            <language>it</language><item><title><![CDATA[Cipro: “Un triangolo energetico per l’Europa”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3802141-un-triangolo-energetico-l-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Cipro, Grecia e Israele potrebbero giocare un ruolo importante nell'approvigionamento energetico dell’Ue, <a href="http://www.politis-news.com/cgibin/hweb?-A=236292&amp;-V=articles">scrive Politis</a>.</p></p>

<p><p>Durante il Consiglio europeo del 22 maggio <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/fr/ec/137218.pdf">è stata infatti evocata</a> “la possibilità di un ricorso più sistematico alle fonti di energia autoctone terrestri e marine”, che potrebbe includere un gasdotto che colleghi i tre paesi al resto d’Europa, spiega il quotidiano.</p></p>

<p><p>Il presidente cipriota Antonis Anastasiades ha manifestato l’intenzione di trasformare il suo paese in uno “snodo energetico” per l’Europa.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 May 2013 11:48:24 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3802141</guid></item>
<item><title><![CDATA[Unione europea: “L’Ue vuole creare posti di lavoro grazie all’energia meno cara” ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3797521-l-ue-vuole-creare-posti-di-lavoro-grazie-all-energia-meno-cara?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>In occasione del vertice Ue del 22 maggio i capi di stato e di governo dei paesi europei decideranno sul <a href="/it/content/article/3792091-la-politica-energetica-non-brilla">cambio di rotta</a> della politica energetica in Europa. Secondo <a href="http://derstandard.at/1363711684380/EU-will-mit-billigerer-Energie-neue-Jobs-schaffen">Der Standard</a></p></p>

<p><blockquote> <p>se negli ultimi anni l’accento è stato posto sullo sviluppo delle energie rinnovabili e la difesa del clima, in futuro la priorità sarà il calo del prezzo dell’energia, perché la riduzione dei costi è fondamentale per rafforzare la competitività.</p></p>

<p></blockquote> <p>Il quotidiano aggiunge che durante il vertice si discuterà anche dello sviluppo del nucleare. “Francia e Regno Unito mettono pressione per un ritorno alle sovvenzioni per l’energia atomica”.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 22 May 2013 11:54:41 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3797521</guid></item>
<item><title><![CDATA[Consiglio europeo: La politica energetica non brilla]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3792091-la-politica-energetica-non-brilla?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Le Figaro, Parigi &ndash; Di fronte alla rapida evoluzione del mercato internazionale, gli operatori europei chiedono a Bruxelles più chiarezza e coordinamento. Ma una vera politica comune è ancora lontana. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3792091-la-politica-energetica-non-brilla?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 20 May 2013 17:53:46 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3792091</guid></item>
<item><title><![CDATA[Unione europea: “Bp e Shell perquisite per sospetta intesa sui prezzi”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3775361-bp-e-shell-perquisite-sospetta-intesa-sui-prezzi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 15 maggio gli uffici londinesi dei giganti petroliferi Shell e Bp sono stati perquisiti dagli investigatori della Commissione europea in merito alle accuse di manipolazione del prezzo del greggio.</p></p>

<p><p>Si tratta dell’ultima di una serie di indagini effettuate nel Regno Unito, dopo quelle sul tasso d’interesse Libor e sul prezzo del gas, <a href="http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/bp-and-shell-raided-over-allegations-they-colluded-to-fix-petrol-prices-8616293.html">scrive l'Independent</a>:</p></p>

<p><blockquote> <p>L’azione decisa della commissione intensifica una campagna che ha preso slancio negli ultimi mesi, dopo che un rapporto per il G20 dell’estate scorsa ha dimostrato che il mercato è aperto alla “manipolazione e alla distorsione”.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 May 2013 11:22:54 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3775361</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: “Gas di scisto solo per i polacchi”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3768691-gas-di-scisto-solo-i-polacchi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Pochi giorni dopo che le compagnie nordamericane Marathon Oil e Talisman Energy hanno interrotto le attività di fracking in Polonia, emerge la notizia che il viceministro dell’ambiente Piotr Woźniak si sarebbe espresso contro le società Usa che investono nell’estrazione del gas di scisto in Polonia, <a href="http://www.rp.pl/artykul/10,1008575-Lupki-tylko-dla-Polakow.html">riporta</a> <em>Rzeczpospolita</em>.</p></p>

<p><p>Il quotidiano cita una nota confidenziale di un impiegato dell’ambasciata di “uno dei paesi interessati”, scritta dopo un incontro privato svoltosi a Varsavia il 13 marzo con la partecipazione di 130 investitori, uomini d’affari e diplomatici durante il quale Woźniak avrebbe manifestato la sua opinione.</p></p>

<p><p>Nel frattempo un altro partecipante citato dal quotidiano afferma che "i responsabili del settore energetico stanno spingendo l’idea che l’industria energetica deve restare in mani polacche".</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 13 May 2013 12:19:27 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3768691</guid></item>
<item><title><![CDATA[Romania: Anche Bucarest punta sul gas di scisto]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3753371-anche-bucarest-punta-sul-gas-di-scisto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La Romania ha compiuto “discretamente” un primo passo verso lo sfruttamento del gas di scisto, annuncia Jurnalul Naţional. Il 29 aprile il ministero dell’ambiente ha infatti dato il via libera all’esplorazione da parte di aziende straniere, tra cui l’americana <a href="/it/content/news-brief/2458601-wesley-clark-lobbista-di-lusso-bucarest">Chevron</a>, di eventuali giacimenti nella regione di Dobrogea (sud-est). </p></p>

<p><p>La decisione “ha preso alla sprovvista la società civile, che si attendeva un dibattito pubblico preliminare e soprattutto la presentazione di studi sull’impatto ambientale”, <a href="http://jurnalul.ro/stiri/politica/explorare-gaze-sift-dobrogea-aviz-642210.html">nota</a> il quotidiano citando il ministro Rovana Plumb: </p></p>

<p><blockquote> <p>Tutti i paesi dell’Ue hanno bisogno di raggiungere l’indipendenza energetica, e lo sfruttamento del gas di scisto è un modo di riuscirci. </p></p>

<p></blockquote> <p>Il ministro ha precisato che “nella fase di esplorazione non esiste alcun rischio per l’ambiente, perché la tecnica della fratturazione idraulica non è utilizzata” per verificare le risorse potenziali di questo idrocarburo non convenzionale. </p></p>

<p><p>Dopo l’annuncio dell’autorizzazione ministeriale, l’associazione Vama Verde ha organizzato una manifestazione di protesta a Vama Veche, nella regione di Dobrogea, e altre manifestazioni sono previste per la fine del mese. </p></p>

<p><p>La Romania segue l’esempio della <a href="/it/content/news-brief/590001-verso-il-boom-del-gas-di-scisto">Polonia</a> e del <a href="/it/content/news-brief/688141-terremoto-sul-gas-di-scisto">Regno Unito</a>, i paesi europei più impegnati nella fase di esplorazione. Altri stati, come la Francia, hanno invece decretato una moratoria sul gas di scisto.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 May 2013 15:23:08 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3753371</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: “L’Ue prepara le imposte sul solare nella battaglia con la Cina”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3751981-l-ue-prepara-le-imposte-sul-solare-nella-battaglia-con-la-cina?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L’Unione europea intende tassare l’importazione di equipaggiamenti per lo sfruttamento dell’energia solare fabbricati in Cina, e in questo modo rischia di scatenare “una delle più dure battaglia commerciali degli ultimi anni”, precisa il quotidiano economico.</p></p>

<p><p>Secondo il Wall Street Journal le tasse (in modo particolare sui pannelli solari e i loro componenti come le celle solari e le placche di silicio) raggiungeranno il 46 per cento e dovrebbero proteggere la produzione europea dalle importazioni cinesi a buon mercato. Le imposte potrebbero entrare in vigore già dal 5 giugno prossimo.</p></p>

<p><p>Da quando la Cina è entrata nel mercato, sei anni fa, decine di aziende europee sono state costrette a chiudere i battenti. Secondo i produttori europei le aziende cinesi ricevono sussidi illeciti da parte dello stato. L’Europa rappresenta il primo mercato mondiale di pannelli solari, e nel 2011 la Cina ha fornito l’80 per cento dei prodotti utilizzati nell’Unione, per un giro d’affari di 21 miliardi di euro (7 per cento delle esportazioni totali della Cina in Europa).</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 May 2013 11:07:22 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3751981</guid></item>
<item><title><![CDATA[Estonia: La manna dello scisto]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3723181-la-manna-dello-scisto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[IQ The Economist, Vilnius &ndash; Grazie alle sue riserve di idrocarburi non convenzionali il paese baltico può rendersi indipendente dal gas russo. Nonostante i problemi ambientali il settore è destinato a crescere rapidamente. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3723181-la-manna-dello-scisto?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 26 Apr 2013 13:02:44 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3723181</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: “Nuovo stress da corrente elettrica”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3680481-nuovo-stress-da-corrente-elettrica?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il cambiamento della politica energetica in Germania “è una maledizione”, accusa Handelsblatt. Anziché una carenza di elettricità, l’uscita dal nucleare <a href="/it/content/news-brief/683431-fuori-dal-nucleare-entro-il-2022">decisa nel 2011</a> ha infatti generato una sovrapproduzione di corrente solare ed eolica e una conseguente saturazione delle reti elettriche.</p></p>

<p><p>I rapporti dell’autorità di controllo incaricata di garantire la sicurezza del sistema sembrano “sono preoccupanti”, <a href="http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/bundesnetzagentur-im-stromnetz-hats-gewackelt/8070174.html">constata il quotidiano economico tedesco</a> citandone alcuni estratti:</p></p>

<p><blockquote> <p>La sicurezza della rete non era sempre garantita. […] Siamo intervenuti più di 40 volte e abbiamo dovuto tagliare fuori dalla rete intere centrali e parchi eolici, mettendo a repentaglio la sicurezza del sistema. Viviamo situazioni di stress sempre meno gestibili.</p></p>

<p></blockquote> <p>Nel 2012 il 23 per cento della produzione elettrica tedesca proveniva dalle energie rinnovabili, e si prevede che la percentuale raggiunga l’80 per cento entro il 2050.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Apr 2013 11:11:25 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3680481</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: Desertec non brilla più]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3630841-desertec-non-brilla-piu?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Cinque anni dopo il suo lancio in Europa, Medio Oriente e Africa del nord, “Desertec ha ottenuto scarsi risultati”, <a href="http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/wuestenstrom-initiative-desertec-wuestenlaender-fordern-teilhabe-a-892109.html">constata lo Spiegel</a>.</p></p>

<p><p>Il progetto punta sullo sfruttamento del potenziale energetico dei deserti per garantire una fornitura stabile di energia verde a tutte le regioni del mondo, ma oggi è il bersaglio di dure critiche. Secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti umani gli abitanti delle regioni desertiche si domandano “quale sia l’utilità del progetto per loro”. </p></p>

<p><p>Le organizzazioni chiedono un maggiore coinvolgimento delle popolazioni locali nel progetto, elaborato “dietro le quinte del club di Roma, […] un comitato di vecchi che riflettono su come salvare il mondo”, ironizza lo Spiegel. “<a href="/it/content/article/684671-noi-e-le-rivoluzioni">Dopo la primavera araba</a> dobbiamo soddisfare la sete di giustizia e partecipazione e coinvolgere i cittadini. È l’unico modo di portare al successo Desertec”, spiega un responsabile della ong tedesca Germanwatch.</p></p>

<p><p>Il quotidiano tedesco sottolinea inoltre come la concorrenza sia sempre più agguerrita. Nel 2009, per realizzare il progetto in Africa del nord e Medio Oriente, è stata creata Desertec Industrial Initiative (Dii). Intanto la britannica Nur Energie, specializzata nella realizzazione di centrali solari, intende costruire una centrale da 2.000 megawatt in Tunisia entro il 2015. L’elettricità prodotta dovrebbe essere esportata in Italia.</p></p>

<p><p>Il responsabile del progetto è soddisfatto della tempistica: </p></p>

<p><blockquote> <p>I partner tunisini sono stati trovati, gli accordi con la rete italiana di distribuzione pronti a essere firmati […] e numerosi componenti possono essere prodotti sul posto. Il 60 per cento degli investimenti può restare nel paese e si prevede di creare mille posti di lavoro nella regione.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 04 Apr 2013 15:58:46 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3630841</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: La Germania esporta anche elettricità]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3620051-la-germania-esporta-anche-elettricita?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Nel 2012 la Germania è tornata a esportare più corrente di quanta ne importi”, <a href="http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/stromexporte-in-deutschland-steigen-trotz-atomausstiegs-a-891961.html">scrive Der Spiegel</a>: 43,8 TWh (terawatt ora) importati contro 66,6 TWh esportati secondo le ultime cifre dell’ufficio federale di statistica. L’eccedenza di 22,8 TWh corrisponde alla “produzione annuale di due grandi centrali nucleari. […] Nessun paese europeo ha esportato più corrente della Germania”, <a href="http://www.stern.de/wirtschaft/news/deutschland-steigert-stromexport-1991777.html">spiega Stern</a>.  </p></p>

<p><p>I numeri sono inattesi, considerando che la Germania ha cominciato il processo di abbandono del nucleare nel 2011. Otto delle 17 centrali tedesche sono state chiuse dopo la catastrofe di Fukushima del 2011. </p></p>

<p><p>Numerosi esperti temevano una penuria di corrente, “ma l’aumento delle esportazioni mostra che ne abbiamo più del necessario e che <a href="/it/content/news-brief/3576281-il-regno-unito-sta-finire-il-gas">le capacità installate</a>, tra cui la quantità di energia massima disponibile in caso di necessità supplementare, sono sufficienti“, sottolinea lo Spiegel. </p></p>

<p><p>Grazie all’aumento di corrente prodotta attraverso l’energia solare ed eolica, la percentuale di energia verde è aumentata del 23 per cento nel 2012. L’eccedenza di corrente è quadruplicata, e il paese ha potuto beneficiare di un surplus di 1,4 milioni di euro grazie alla sue produzione.</p></p>

<p><p> I maggior importatori di corrente tedesca sono Paesi Bassi, Svizzera e Austria.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Apr 2013 16:44:57 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3620051</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: “Il Regno Unito sta per finire il gas”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3576281-il-regno-unito-sta-finire-il-gas?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Dopo il crollo delle temperature che ha colpito il nord Europa nelle ultime settimane e il successivo aumento della domanda di gas del venti per cento, al Regno Unito restano riserve per appena due giorni.</p></p>

<p><p>Il paese sta accelerando l'importazione di gas dall’Europa, ma gli esperti avvertono che qualsiasi problema tecnico potrebbe compromettere il rifornimento.</p></p>

<p><p>“Il Regno Unito è più vulnerabile rispetto al resto d’Europa alla carenza di gas, perché storicamente si è sempre affidato ai giacimenti del Mare del Nord, ormai in esaurimento. Quando sono al massimo, le riserve britanniche bastano per 15 giorni, contro i 100 della Francia e della Germania”, spiega il quotidiano.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 12:19:56 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3576281</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia nucleare: La Romania cancella un reattore]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3566321-la-romania-cancella-un-reattore?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il ministro romeno dell’economia vuole rinunciare alla realizzazione del quinto reattore nucleare della centrale di Cernavodă, situata sul Danubio, <a href="http://www.romanialibera.ro/bani-afaceri/economie/lacat-pe-reactorul-5-cernavoda-296613.html">annuncia România Liberă</a>. Secondo il quotidiano alla base della decisione ci sono diverse motivazioni:</p></p>

<p><blockquote> <p>Innanzitutto la tecnologia Candu 700, di seconda generazione, <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/fr/headlines/content/20130121STO05427/html/Pour-les-d%C3%A9put%C3%A9s-le-nucl%C3%A9aire-de-l%27UE-doit-suivre-les-standards-les-plus-%C3%A9lev%C3%A9s">secondo gli standard Ue</a> sarà già obsoleta nel 2025, data della possibile entrata in funzione, soprattutto dopo <a href="/it/content/press-review/2804711-i-test-sulle-centrali-moltiplicano-i-dubbi">le nuove misure di sicurezza</a> imposte dopo l’incidente di Fukushima. [Inoltre bisogna considerare] la portata molto debole del Danubio, che in passato ha provocato la chiusura della centrale, e infine la mancanza di fondi.</p></p>

<p></blockquote> <p>Secondo il quotidiano di Bucarest il reattore avrebbe permesso al paese di produrre oltre il 40 per cento dell’energia di cui necessita. I reattori 3 e 4, in stadio di costruzione avanzata, rispettano invece le norme europee.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 20 Mar 2013 15:29:16 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3566321</guid></item>
<item><title><![CDATA[Spagna: Madrid vuole autorizzare il fracking]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3560151-madrid-vuole-autorizzare-il-fracking?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Il governo spinge per la fratturazione idraulica”, <a href="http://sociedad.elpais.com/sociedad/2013/03/16/actualidad/1363471123_789066.html">scrive El País</a>: un progetto di legge approvato il primo marzo potrebbe facilitare lo sviluppo di questa controversa tecnica per l’estrazione del gas di scisto, già contestata dai comuni coinvolti e dalle associazioni ambientaliste.</p></p>

<p><p>Secondo le ultime stime, la Spagna dispone di giacimenti di gas non convenzionale sufficienti a coprire 39 anni di consumi, per un valore complessivo di 700 miliardi di euro. Le imprese del settore hanno annunciato investimenti tra 700 milioni e un miliardo di euro per i prossimi anni.</p></p>

<p><p><a href="http://elpais.com/elpais/2013/03/17/opinion/1363552155_434474.html">Secondo El País</a> “non ci sono ragioni incontrovertibili per vietare” la fratturazione “se i suoi effetti collaterali per l’ambiente sono rigorosamente controllati”. Il quotidiano sottolinea che le opinioni sulla fratturazione – “fracking”, in inglese – sono discordanti:</p></p>

<p><blockquote> <p>Secondo alcuni la tecnica di estrazione del gas trasformerebbe inutilmente la Spagna in una specie di groviera, mentre altri pensano che sia un’opportunità imperdibile per un paese che importa il 99 per cento degli idrocarburi che consuma.</p></p>

<p></blockquote> <p>Le divergenze sull’argomento si ripetono anche in Europa, aggiunge El País:</p></p>

<p><blockquote> <p>L’Europa non dispone di una legislazione comune sulle condizioni ambientali per adottare questo metodo controverso, e sembra che non l’avrà in tempi brevi. Le divisioni tra i paesi e anche tra i commissari europei competenti in diverse aree è palese. La Francia, l’Irlanda e la Bulgaria hanno imposto <a href="/fr/content/article/1953821-le-gaz-de-schiste-n-plus-la-cote">moratorie</a> sulla fratturazione idraulica. La Polonia, invece, punta molto su questa tecnica. Finora i rapporti presentati <a href="http://ec.europa.eu/environment/integration/energy/studies_en.htm">dalla Commissione europea</a> e <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+COMPARL+PE-486.123+01+DOC+PDF+V0//EN&amp;language=EN">dal Parlamento europeo</a> hanno presentato conclusioni contrastanti.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 19 Mar 2013 14:50:20 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3560151</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: “Fine degli sconti sull’elettricità per le industrie”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3506261-fine-degli-sconti-sull-elettricita-le-industrie?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La Commissione europea ha <a href="http://europa.eu/rapid/press-release_IP-13-191_en.htm?locale=EN">annunciato un'inchiesta</a> per stabilire se l'industria tedesca riceva aiuti di stato illegali, responsabili di una distorsione della concorrenza.</p></p>

<p><p>Dal 2011 le imprese tedesche sono esentate dalle tasse sull'uso della rete elettrica, un vantaggio che ha permesso loro di risparmiare circa 805 milioni di euro.</p></p>

<p><p>La Commissione ha avviato la procedura in seguito alle denunce dei fornitori di energia e delle associazioni dei consumatori.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 07 Mar 2013 15:37:06 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3506261</guid></item>
<item><title><![CDATA[Romania: “A Bârlad è cominciata la guerra del gas di scisto”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3478101-barlad-e-cominciata-la-guerra-del-gas-di-scisto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Mosca tenta di bloccare lo sfruttamento del gas di scisto romeno, che ridurrebbe la dipendenza di Bucarest e dell’Unione europea dalle risorse russe, sottolinea il quotidiano. A fine gennaio il primo ministro Victor Ponta ha <a href="http://economie.hotnews.ro/stiri-energie-14079073-victor-ponta-sustin-explorarea-gazelor-sist.htm">cambiato la sua posizione sull’argomento</a> dopo aver <a href="/it/content/article/1958611-l-europa-rinuncia-al-gas-di-scisto">annunciato</a> nella primavera del 2012 di essere contrario alle trivellazioni. Dietro le proteste contro le esplorazioni a Bârlad, nell’est della Romania, si nasconderebbe dunque “la mano di Mosca”. Il 27 febbraio ottomila persone hanno manifestato contro lo sfruttamento dello shale gas.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 01 Mar 2013 11:20:46 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3478101</guid></item>
<item><title><![CDATA[Paesi Bassi : Il peso del gas]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3457441-il-peso-del-gas?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Trouw, Amsterdam &ndash; Il giacimento di Groninga ha riempito per decenni le casse dello stato. Ma gli abitanti della regione temono che dopo il suo esaurimento a loro resteranno soltanto i danni provocati dall’estrazione. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3457441-il-peso-del-gas?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 25 Feb 2013 13:03:39 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3457441</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: “Berlino minaccia il gas di scisto”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3447471-berlino-minaccia-il-gas-di-scisto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>In vista delle elezioni parlamentari di settembre, il più grande paese dell’Ue si unisce alla coalizione anti-shale gas e chiede un regolamento che limiti le tecniche per l’estrazione del gas di scisto, scrive il quotidiano di Varsavia citando un’intervista rilasciata dalla cancelliera Angela Merkel allo Straubinger Tagblatt.</p></p>

<p><p>“È una ripetizione di quanto accaduto in Francia, dove la ricerca di giacimenti di gas di scisto è stata vietata 18 mesi prima delle elezioni presidenziali”, spiega Gazeta Wyborcza.</p></p>

<p><p>Il quotidiano sottolinea che “la coalizione anti-shale gas tra Parigi e Berlino rafforzerà la fazione di politici Ue contrari all’esplorazione dei giacimenti, e questo potrebbe avere un impatto negativo sui piani per estrarre il gas dal sottosuolo polacco”.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 22 Feb 2013 12:41:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3447471</guid></item>
<item><title><![CDATA[Repubblica Ceca-Bulgaria: “Čez deve dire addio ai miliardi bulgari”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3436131-cez-deve-dire-addio-ai-miliardi-bulgari?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Dopo l’annuncio da parte di Sofia di un’imminente revoca della sua licenza, la società elettrica Čez potrebbe perdere 10 miliardi di corone (400 milioni di euro) di investimenti in Bulgaria.</p></p>

<p><p>Il primo ministro bulgaro Bojko Borisov ha chiesto che la licenza di Čez sia revocata nel tentativo di placare le proteste in atto da 10 giorni contro il rincaro del prezzo dell’energia.</p></p>

<p><p>Il 19 febbraio Borissov ha promesso di tagliare le bollette e punire le società estere per i loro rincari.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 20 Feb 2013 12:16:41 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3436131</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: “Gas di scisto, minaccia per il Belgio”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3391111-gas-di-scisto-minaccia-il-belgio?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Il gas di scisto avvelenerà la competitività belga?”, si domanda il quotidiano di Bruxelles. Lo sviluppo di questa risorsa (soprattutto negli Stati Uniti) e il calo della domanda in Europa hanno spinto al ribasso le quotazioni del gas, determinando il crollo del prezzo del carbone. Risultato: i produttori di elettricità europei abbandonano il gas per il carbone – nettamente più inquinante – per alimentare le loro centrali. Se a questo si aggiunge il calo vertiginoso del prezzo di una tonnellata di CO2 in Europa, sceso sotto i cinque euro tre settimane fa (nel 2008 era di 35 euro), è evidente che “inquinare non costa più caro”, conclude il quotidiano.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 11 Feb 2013 11:32:10 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3391111</guid></item>
<item><title><![CDATA[Belgio: “Shell apre la caccia al gas di scisto belga”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3370361-shell-apre-la-caccia-al-gas-di-scisto-belga?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Le compagnie petrolifere come Shell puntano l’Europa”, scrive il quotidiano. Dopo aver condotto l’anno scorso diverse esplorazioni in Germania, Regno Unito e Olanda, la compagnia anglo-olandese si interessa ora al Belgio.</p></p>

<p><p>Shell vorrebbe investire nella ricerca di shale gas nelle regioni di Liegi (est) e della Campine (nord-est). Altre compagnie petrolifere come la britannica Cuadrilla e la tedesca Wintershall sono interessate al gas belga.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 06 Feb 2013 11:25:07 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3370361</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: “Fine delle sovvenzioni per le rinnovabili”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3360041-fine-delle-sovvenzioni-le-rinnovabili?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Secondo la Commissione europea il regime di sovvenzioni statali per le energie rinnovabili ha creato uno squilibrio che penalizza la competitività delle energie basate sui combustibili. Per questo motivo Bruxelles vuole regolamentare e armonizzare le sovvenzioni nazionali alle energie verdi e definire un regolamento europeo per le sovvenzioni entro il 2020.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 Feb 2013 11:43:26 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3360041</guid></item>
<item><title><![CDATA[Slovacchia: “Il governo tentato dall’uranio di Košice”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3350851-il-governo-tentato-dall-uranio-di-kosice?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Secondo le stime nel sottosuolo di Jahodná, ad appena 15 chilometri da <a href="/it/content/article/3288991-un-sospiro-kosice">Košice</a>, si troverebbero circa 5,5 milioni di tonnellate di uranio di alta qualità. Il governo ha già firmato un pre-contratto per l’estrazione con una compagnia mineraria canadese che ha realizzato alcune perforazioni esplorative. A Košice, seconda città della Slovacchia e popolare meta di vacanze, gli oppositori sostengono che si tratta di uno “sporco trucco contro l’amministrazione locale e i residenti della città, che hanno già espresso la loro contrarietà all’estrazione”.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:54:38 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3350851</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: “Si prepara un matrimonio energetico russo-ungherese”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3350421-si-prepara-un-matrimonio-energetico-russo-ungherese?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 31 gennaio a Mosca il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha discusso con il presidente russo Vladimir Putin lo sviluppo delle relazioni economiche tra il suo paese e la Russia, secondo partner commerciale dell’Ungheria dopo la Germania. La collaborazione tra Mosca e Budapest aumenterà soprattutto nel settore energetico, con il passaggio attraverso l’Ungheria del gasdotto <a href="/it/content/news-brief/565991-un-altro-punto-south-stream">South Stream</a>.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:32:48 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3350421</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: “L'uomo che frena il prezzo dell'elettricità”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3334021-luomo-che-frena-il-prezzo-dellelettricita?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il ministro dell'ambiente tedesco Peter Altmeier vuole combattere il forte aumento dei prezzi dell'elettricità dovuto alla <a href="/it/content/article/346291-la-rivoluzione-costa">svolta energetica</a> avviata dal governo. La <a href="/it/content/news-brief/3026261-oettinger-contro-il-nazionalismo-delle-sovvenzioni">legge sulla promozione delle energie alternative</a> ha aumentato la loro quota nella produzione energetica (dall'8 al 23 per cento), ma le tasse pagate dai consumatori per finanziare lo sviluppo del solare e dell'eolico ammonteranno a più di 20 miliardi di euro nel 2013. In vista delle elezioni il ministro vuole congelare la tassa per evitare che il dibattito sulla svolta energetica non sia monopolizzato dalla questione dei costi per le famiglie. Per l'industria delle energie verdi si tratterebbe di un “colpo mortale”.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 29 Jan 2013 11:35:38 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3334021</guid></item>
<item><title><![CDATA[Bulgaria: Gli elettori snobbano il nucleare]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3329871-gli-elettori-snobbano-il-nucleare?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Chiamati a rispondere alla domanda “la Bulgaria deve sviluppare la produzione di energia nucleare costruendo una nuova centrale atomica?”, il 61 per cento degli elettori ha risposto “sì” in occasione del referendum del 27 gennaio. Ma solo il 20 per cento degli elettori ha partecipato alla prima consultazione popolare nella storia della Bulgaria post-comunista, ben al di sotto del quorum del 60 per cento. Il quesito faceva riferimento alla costruzione della seconda centrale nucleare del paese, a Belene, sospesa dal marzo 2012.</p></p>

<p><p>Mentre i promotori e gli oppositori del progetto gioiscono per il risultato della consultazione, <a href="http://www.trud.bg/Article.asp?ArticleId=1741938">Trud sottolinea</a> che si tratta di “una sconfitta per tutti”: per i cittadini, a causa del fiasco del primo voto democratico diretto; per l’opposizione di sinistra, promotrice della consultazione, perché non è riuscita a mobilitare gli elettori; e infine per la destra, contraria al progetto di una nuova centrale, perché quelli che hanno votato si sono dichiarati favorevoli a Belene.</p></p>

<p><p>Siamo passati “a un dito dal fiasco totale”, aggiunge Standart sottolineando che con un’affluenza del 20 per cento i promotori del referendum ottengono “quantomeno che la costruzione di una seconda centrale nucleare sia nuovamente discussa in parlamento”. Ma come spiegare un interesse così scarso per l’argomento? I media bulgari evidenziano la “politicizzazione” del referendum, da molti percepito come un preludio alle elezioni legislative dell’estate prossima.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 15:01:13 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3329871</guid></item>
<item><title><![CDATA[Paesi Bassi: “Aumentano le inquietudini sulle trivellazioni per il gas”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3328381-aumentano-le-inquietudini-sulle-trivellazioni-il-gas?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>I fenomeni sismici in prossimità delle trivellazioni nei giacimenti di gas naturale nella provincia di Groninga sono sempre più frequenti. Secondo uno studio ufficiale pubblicato il 25 gennaio le scosse potrebbero raggiungere i 4-5 gradi della scala Richter. La Sorveglianza mineraria di stato raccomanda una diminuzione delle trivellazioni, ma il ministro dell’economia, in visita nella regione, ha dichiarato che rallentare ora sarebbe “irresponsabile dal punto di vista economico”. Nel 2011 lo sfruttamento del gas ha portato nelle casse dello stato 11,5 miliardi di euro. Il 97 per cento delle famiglie olandesi dipende dal gas nazionale.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 11:21:41 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3328381</guid></item>
<item><title><![CDATA[Irlanda: Cork scopre la febbre del petrolio]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3223161-cork-scopre-la-febbre-del-petrolio?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il petrolio permetterà al paese che ha appena assunto la presidenza a turno dell’Ue di uscire dalla crisi? La speranza nasce dalla scoperta di giacimenti nel Mare Celtico, che ha già scatenato una “febbre dell’oro nero a Cork”, <a href="www.lavanguardia.com">scrive La Vanguardia</a>. La seconda città irlandese vive “nell’attesa di un boom economico che fa sognare” un paese gravemente colpito dalla crisi, commenta il quotidiano spagnolo.</p></p>

<p><blockquote> <p>I rappresentanti di ExxonMobil, Texaco e altri giganti petroliferi mangiano nei pub e nei ristoranti della città in riva al fiume Lee, come gli inviati della troika [dei creditori internazionali] fanno a Dublino. La differenza è che loro vogliono investire, e non prestare dettando le condizioni.</p></p>

<p></blockquote> <p>Il giacimento, battezzato Barryfoe field, potrebbe produrre fino a 28o milioni di barili, per un valore di 30 miliardi di euro. Bisogna solo trovare un miliardo e mezzo di euro per avviare lo sfruttamento. Per questo è nata la società Providence, fondata dall’ex rugbista Tony O’Reilly che vuole fare di Cork “una delle città più ricche d’Europa”.</p></p>

<p><blockquote> <p>In passato erano già stati trovati giacimenti nel Mare Celtico, ma i costi di sfruttamento non li rendevano redditizi. Oggi le circostanze sono più favorevoli, con lo sviluppo di tecniche di estrazione più economiche, l’aumento del prezzo del petrolio e la riduzione delle tasse per le compagnie straniere che operano in Irlanda &ndash; il paese ha le imposte aziendali più basse d’Europa, motivo di continue frizioni con Bruxelles. Già sede europea di Apple e dello stabilimento dove la Pfizer produce il Viagra, Cork vuole salire di categoria ed entrare nella serie A economica e finanziaria. Essere per l’Irlanda quello che Aberdeen è per la Scozia, e raccogliere con il petrolio del Mare Celtico gli stessi benefici portati da quello del Mare del Nord. Con un consumo globale che tocca gli 88 milioni di barili al giorno e una sete insaziabile che le considerazioni ecologiche non bastano a calmare, non si tratta affatto di una chimera.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Wed, 02 Jan 2013 14:55:49 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3223161</guid></item>
<item><title><![CDATA[Gas: Requiem per Nabucco]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3112431-requiem-nabucco?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Rischia di calare il sipario sul pi&ugrave; ambizioso tentativo dell&rsquo;Unione europea di assicurarsi un accesso indipendente a quella risorsa cruciale che &egrave; il gas naturale. Secondo la S&uuml;ddeutsche Zeitung &egrave; il momento di scrivere &ldquo;un necrologio per <a href="/it/content/article/106721-tutti-i-gasdotti-portano-ceyhan">Nabucco</a>&rdquo;, il progetto di gasdotto che avrebbe dovuto collegare i giacimenti del Mar Caspio all&rsquo;Europa attraverso la Turchia.&nbsp;</p></p>

<p><p>Gi&agrave; messo in difficolt&agrave; dai progressi del concorrente russo South Stream e dagli scarsi investimenti e accordi con alcuni paesi fornitori, il progetto da 15 miliardi di euro potrebbe ricevere il colpo di grazia dopo la pubblicazione <a href="http://www.focus.de/finanzen/news/wirtschaftsticker/focus-rwe-vor-ausstieg-aus-nabucco-konsortium-omv-als-moeglicher-kaeufer_aid_873125.html">da parte del settimanale Focus</a> della notizia secondo cui il gruppo tedesco Rwe, principale investitore nel progetto, vorrebbe ritirarsi entro la fine dell&rsquo;anno. L&rsquo;austriaca Owe potrebbe rilevare la sua parte (16,67 per cento). Secondo la S&uuml;ddeutsche Zeitung</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">questo fiasco mostra ancora una volta quando l&rsquo;Europa non sia in grado di fornire una risposta al dominio russo nel settore delle materie prime. Ormai da tempo il gasdotto &egrave; considerato l&rsquo;esempio della fallimentare politica industriale ed energetica europea, impegnata a parole ma sprovvista di mezzi finanziari o di un concreto sostegno politico.</p></p>

<p></blockquote> <p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 04 Dec 2012 15:08:01 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3112431</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: Dietro le rinnovabili spunta il carbone]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3041081-dietro-le-rinnovabili-spunta-il-carbone?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Fornitore di energia verde vuole fare carbone&rdquo;, titola la Tageszeitung giocando sul doppio senso della parola &ldquo;carbone&rdquo; che in tedesco significa anche &ldquo;quattrini&rdquo;. <a href="http://www.taz.de/Alternative-Stromlieferer/!105629/">Secondo il quotidiano</a>, tradizionalmente ambientalista, i tre maggiori distributori tedeschi di elettricit&agrave; prodotta da fonti rinnovabili &ndash; <a href="/it/content/article/115731-una-centrale-cantina">Lichtblick</a>, Greenpeace emergi e Naturstrom  &ndash;  rischiano di passare presto al carbone. Infatti le tre aziende si riforniscono presso la societ&agrave; austriaca Verbund Ag, che dal 2011 costruisce una centrale a carbone in Turchia e nel frattempo continua a vantare una produzione di origine &ldquo;idraulica al cento per cento&rdquo;.&nbsp;</p></p>

<p><p class="p1">Per le tre societ&agrave; tedesche si tratta di un motivo di forte imbarazzo, nota la Taz. Secondo alcuni studi citati dal quotidiano &ldquo;le emissioni della centrale turca superano i valori limite fissati all&rsquo;Ue e dall&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave;&rdquo;. <a href="http://www.taz.de/Kommentar-Oekostrom/!105633/">Per la Taz</a> &egrave; arrivato il momento di agire:</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">Chiunque voglia presentarsi come fornitore credibile di energia verde non pu&ograve; stipulare contratti con imprese di questo tipo. Soprattutto quando il business plan della compagnia si basa su una presunta superiorit&agrave; morale.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">La produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili in Germania preoccupa anche i paesi vicini: &ldquo;la Repubblica Ceca vuole impedire il crollo della sua rete elettrica e proteggersi dal surplus di energia verde dovuto alla produzione erratica dei parchi eolici nel nord della Germania&rdquo;, scrive <a href="http://epaper.lidovky.cz/elektronicke-predplatne/aktualni-cislo">Lidov&eacute; Noviny</a>. Il quotidiano praghese sottolinea che a causa della debolezza della rete elettrica tedesca il flusso di corrente tra il nord produttore di elettricit&agrave; e il sud industriale passa per la rete ceca, mettendone a dura prova la solidit&agrave;. Per proteggerla dai picchi di corrente, la societ&agrave; responsabile del funzionamento della rete (Čeps)&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">ha deciso di costruire un trasformatore gigante nei pressi della frontiera. L&rsquo;apparecchio lascer&agrave; passare soltanto la quantit&agrave; di corrente che la rete ceca &egrave; in grado di sopportare, [&hellip;] ed entrer&agrave; in funzione entro il 2017.</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">Secondo Lidov&eacute; Noviny si tratta di una questione politica, perch&eacute; in passato Berlino ha fatto concessioni a Praga in cambio della sua collaborazione. Il nuovo atteggiamento della Germania, che ora &egrave; pronta a rivedere apertamente l&rsquo;organizzazione della sua rete elettrica, apre la strada a una gara d&rsquo;appalto a livello europeo per la costruzione del trasformatore.</p></p>

<p><p>&nbsp;</p></p>

<p><p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 16 Nov 2012 15:18:08 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3041081</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energie rinnovabili: Oettinger contro il nazionalismo delle sovvenzioni]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3026261-oettinger-contro-il-nazionalismo-delle-sovvenzioni?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L&rsquo;Europa si prepara a un taglio netto delle energie pulite? Il commissario incaricato di questo aspetto,&nbsp;G&uuml;nther Oettinger, sta per scatenare &ldquo;un elettroshock da Bruxelles&rdquo;, titola la&nbsp;S&uuml;ddeutsche Zeitung. <a href="http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/vertrauliche-unterlagen-stromschlag-aus-bruessel-1.1521454">Secondo il quotidiano di Monaco</a> Oettinger vuole &ldquo;esaminare i sistemi di sovvenzionamento nazionali per alcune risorse energetiche&rdquo;.</p></p>

<p><blockquote> <p>Innervosito dai particolarismi dei 27 stati dell&rsquo;Ue, il commissario tuona contro il crescente nazionalismo elettrico. Oettinger critica soprattutto la proliferazione selvaggia di sovvenzioni all&rsquo;energia &lsquo;verde&rsquo;, suscitando il terrore dei nazionalisti.</p></p>

<p></blockquote> <p>A questo punto &egrave; possibile che agli stati sia proibito di sovvenzionare liberamente le energie rinnovabili, un privilegio di cui il settore ha largamente approfittato finora. Per la Germania &egrave; in gioco la legge sulla promozione delle energie alternative, che negli ultimi anni ha provocato un boom dell&rsquo;eolico e del solare e un sostanzioso aumento delle bollette elettriche.&nbsp;</p></p>

<p><p>Secondo la S&uuml;ddeutsche Zeitung l&rsquo;esame degli aiuti statali fa parte del&#39;&ldquo;ambizioso progetto dell&rsquo;Ue di dotarsi di un mercato interno dell&rsquo;energia&rdquo; entro il 2014, un progetto che per&ograve; gli stati tardano a realizzare. Questo nuovo mercato dovrebbe garantire la fornitura di energia in ogni angolo d&rsquo;Europa, ma anche abbassare i prezzi pagati dai consumatori.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 13 Nov 2012 15:22:17 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3026261</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Cina: Lo scontro sul solare si aggrava]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2985851-lo-scontro-sul-solare-si-aggrava?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il fotovoltaico &egrave; una delle tecnologie del XXI secolo e oggi il mercato dell&rsquo;energia solare suscita tali brame che l&rsquo;Unione europea e la Cina si comportano come &ldquo;guerrieri del sole&rdquo;, titola la&nbsp;Frankfurter Rundschau annunciando il &ldquo;pi&ugrave; grande conflitto commerciale della storia&rdquo;.</p></p>

<p><p>Lo scontro tra le due potenze nasce dalle <a href="/it/content/news-brief/2647921-i-pannelli-solari-accendono-la-guerra-commerciale">sovvenzioni di Pechino</a> alla sua industria solare, che gli europei considerano improprie e troppo esclusive. I produttori cinesi di energia fotovoltaica approfittano infatti di finanziamenti di diversi miliardi di dollari senza fornire garanzie importanti. Grazie a questo sistema</p></p>

<p><blockquote> <p>in pochi anni sono riusciti non solo a raggiungere gli europei ma addirittura a superarli. Oggi consegnano la stessa quantit&agrave; di energia, ma meno cara del 30 per cento. [&hellip;] Oltre l&rsquo;80 per cento dei moduli installati in Europa oggi proviene dalla Cina.</p></p>

<p></blockquote> <p>Allarmati dal <a href="/it/content/article/1742602-si-e-spento-il-sole">fallimento di una delle aziende leader nel settore</a>, la tedesca Q-cells, gli europei hanno deciso di passare al contrattacco. Guidata dall&rsquo;impresa Solarworld, la federazione europea ha presentato un esposto per &ldquo;dumping&rdquo; presso la Commissione europea. Nei prossimi mesi Bruxelles decider&agrave; se imporre sanzioni. In ogni caso, precisa il quotidiano,</p></p>

<p><blockquote> <p>le conseguenze saranno enormi. Con una quota del 70 per cento, l&rsquo;Europa &egrave; di gran lunga il mercato pi&ugrave; importante nel settore fotovoltaico. La Cina mostra i muscoli e minaccia un processo contro i produttori europei di silicio, uno dei componenti dei suoi pannelli solari.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p>Ma lo scontro non si ferma qui. Secondo alcune voci di corridoio alcuni funzionari cinesi avrebbero fatto capire alle case automobilistiche europee che un boicottaggio contro il fotovoltaico cinese avrebbe conseguenze estremamente negative per loro. Questa escalation del confluito <a href="http://www.fr-online.de/energie/kommentar-der-solarstreit-wird-unterschaetzt-,1473634,20767354.html">preoccupa la Frankfurter</a><a href="http://www.fr-online.de/energie/kommentar-der-solarstreit-wird-unterschaetzt-,1473634,20767354.html"> Rundschau</a>:</p></p>

<p><blockquote> <p>Se la Cina si mostra conciliante e richiama le sue aziende, la vicenda pu&ograve; finire bene. Ma nella peggiore delle ipotesi si rischia una guerra commerciale.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Fri, 02 Nov 2012 14:33:44 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2985851</guid></item>
<item><title><![CDATA[Grecia: Gas, petrolio e oro contro la crisi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2874481-gas-petrolio-e-oro-contro-la-crisi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Pochi sanno che la Grecia super indebitata &egrave; un paese produttore di petrolio, anche se attualmente la produzione &egrave; abbastanza limitata: duemila barili al giorno, pari allo 0,5 per cento del fabbisogno del paese&rdquo;, spiega <a href="http://www.lemonde.fr">Le Monde</a>. Secondo il quotidiano, dopo averla trascurata in passato, Atene ha deciso di riprendere l&rsquo;esplorazione di possibili giacimenti di petrolio e gas.</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">Da qualche mese [il governo greco] ha lanciato diverse gare d&rsquo;appalto per l&rsquo;esplorazione nelle tre regioni del paese in cui alla fine degli anni novanta erano stati effettuati ritrovamenti e studi sismici: a Ionnina, nell&rsquo;Epiro (vicino alla frontiera albanese) e nel mar Ionio.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">Al momento le grandi compagnie petrolifere non si sono ancora lanciate su questi giacimenti, che secondo le stime contengono tra i 50 e i 100 milioni di barili. In ogni caso</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">&egrave; la vasta area marittima di controllata dalla Grecia nei pressi di Creta che suscita le maggiori speranze dopo la scoperta di giacimenti di gas in Israele e a Cipro: una societ&agrave; norvegese (Pgs, Petroleum geo services) &egrave; appena stata scelta per effettuare studi sismici della durata di 18 mesi in un&#39;area marittima di 220mila chilometri quadrati.</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">Ma c&#39;&egrave; un&rsquo;altra &ldquo;buona notizia rara&rdquo; per il paese in crisi: &ldquo;la Grecia diventer&agrave; il primo produttore di oro in Europa&rdquo;, <a href="http://www.latribune.fr/actualites/economie/union-europeenne/20121010trib000724091/la-grece-va-devenir-le-premier-producteur-d-or-d-europe.html">riferisce La Tribune</a>. Ricordando che Atene dispone gi&agrave; di un &ldquo;potenziale minerario importante&rdquo; (bauxite, perlite), il quotidiano economico spiega che</p></p>

<p><blockquote> <p class="p2">la Grecia potrebbe diventare nel 2016 il primo produttore aurifero d&rsquo;Europa scalzando la Finlandia, attualmente al quarantesimo posto nella classifica modale.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">Il merito, per quanto paradossale, &egrave; della crisi economica. A causa delle difficolt&agrave; finanziarie Atene ha infatti velocizzato l&rsquo;assegnazione delle concessioni per lo sfruttamento del sottosuolo, mentre in passato la politica greca era &ldquo;largamente basata sul clientelismo&rdquo;. I progetti di due compagnie minerarie&nbsp;che hanno ottenuto i permessi &ndash; la canadese Eldorado Gold e l&rsquo;australiana Glory Resources &ndash; dovrebbero consentire alla produzione aurifera greca di &ldquo;passare dalle 16mila once [1 oncia = 31,1 grammi] del 2011 a 425mila once entro il 2016&rdquo;, e nel frattempo creare molti posti di lavoro.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Oct 2012 15:05:09 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2874481</guid></item>
<item><title><![CDATA[Repubblica Ceca: Russi e americani si sfidano per Temelin]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2851971-russi-e-americani-si-sfidano-temelin?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Ekonom , Praga &ndash; Con la crisi del nucleare in Europa, la gara di appalto per la centrale ceca è diventata ancora più importante. Politica e lobby scendono in campo per la stretta finale. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2851971-russi-e-americani-si-sfidano-temelin?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 11 Oct 2012 13:38:29 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2851971</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: Il nucleare ha fatto il suo tempo]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2818861-il-nucleare-ha-fatto-il-suo-tempo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Frankfurter Rundschau, Francoforte &ndash; I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2818861-il-nucleare-ha-fatto-il-suo-tempo?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Fri, 05 Oct 2012 18:01:36 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2818861</guid></item>
<item><title><![CDATA[Nucleare: I test sulle centrali moltiplicano i dubbi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/2804711-i-test-sulle-centrali-moltiplicano-i-dubbi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il commissario europeo per l&rsquo;energia G&uuml;nther Oettinger presenter&agrave; il 4 ottobre i risultati dei &ldquo;test di resistenza&rdquo; sulla sicurezza dei 134 reattori nucleari presenti sul territorio dell&rsquo;Unione europea, realizzati in seguito alla catastrofe di Fukushima del marzo 2011. I test hanno evidenziato numerose mancanze e quantificato tra i 10 e i 25 miliardi il costo dei lavori necessari alla messa in regola delle centrali del vecchio continente. Le conclusioni hanno gi&agrave; infiammato il dibattito all&rsquo;interno degli stati Ue.&nbsp;</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/lemonde-10032012-100.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Le Monde parla di &ldquo;tensione tra Parigi e Bruxelles&rdquo;, dato che la Francia, primo produttore europeo di elettricit di derivazione atomica con 19 centrali e 58 reattori,  particolarmente criticata nel rapporto della Commissione:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/trouw-100_2.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>L&#39;olandese Trouw sottolinea che la centrale di Borssele &ldquo;ha fallito il test di sicurezza&rdquo;:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/die-welt-100_9.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Tuttavia &ldquo;il risultato di Borssele non  cos malvagio se comparato a quelli di altre centrali europee&rdquo;, scrive il quotidiano riferendosi non soltanto a &ldquo;una superpotenza nucleare come la Francia&rdquo; ma anche alle centrali in Europa dell&rsquo;est e alle quattro centrali di Finlandia e Svezia, dove il sistema di raffreddamento non  a norma e presenta &ldquo;il rischio di uno scenario simile a quello di Fukushima&rdquo;.</p>

<p>Il Belgio riceve invece i complimenti della Commissione per come ha &ldquo;comunicato i problemi delle centrali di Doel e Tihange&rdquo;, spiega in un&rsquo;intervista a Trouw un docente universitario che ha collaborato con la Commissione. Le due centrali sono state chiuse in estate a causa delle crepe nelle cisterne di due reattori, ma il rapporto della Commissione non menzione questo problema perch &ldquo;non riguarda i test&rdquo;.</p>

<p class="p1">Il tedesco Die Welt sottolinea che &ldquo;il vero scandalo  l&rsquo;impotenza dell&rsquo;Ue&rdquo;. Il quotidiano si rammarica che l&rsquo;Unione abbia impiegato per mesi un gruppo di esperti per controllare una a una le centrali del continente, quando &ldquo;i fatti sono conosciuti ormai da tempo. Sarebbe stato sufficiente un&rsquo;appello all&rsquo;Agenzia internazionale per l&rsquo;energia atomica (Aiea)&rdquo;. Inoltre</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Oct 2012 17:02:15 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2804711</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: L’Asia centrale teme lo scontro Gazprom-Bruxelles]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2755321-l-asia-centrale-teme-lo-scontro-gazprom-bruxelles?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;L&rsquo;improvviso <a href="/it/content/news-brief/2640451-bruxelles-indaga-sul-monopolio-di-gazprom">aumento delle tensioni</a> tra la Commissione europea e Gazprom preoccupa i paesi dell&rsquo;Asia centrale che dipendono dalle esportazioni di idrocarburi verso l&rsquo;Ue&rdquo;, scrive Le Temps. Nelle capitali delle ex repubbliche sovietiche la politica &egrave; sempre stata quella di non innervosire Mosca su argomenti delicati come gli idrocarburi, per mantenere una stabilit&agrave; che conviene a tutti. Soprattutto ad Astana, dove il governo kazako &ldquo;cerca di aumentare la sua partecipazione nei tre grandi consorzi petroliferi occidentali: Chevron, Shell e Total&rdquo;.</p></p>

<p><p class="p1">D&rsquo;altro canto &ldquo;il regime autoritario del ricchissimo presidente Nursultan Nazarbaiev teme che l&rsquo;inchiesta europea su Gazprom spinga Bruxelles a mettere il naso sulle pratiche delle compagnie energetiche in Asia centrale&rdquo;, sottolinea il quotidiano di Ginevra.</p></p>

<p><p class="p1">Inoltre secondo Le Temps Astana non vuole rinunciare alla diversificazione della sua clientela: &ldquo;Il Kazakistan ha paura che una nuova crisi energetica tra Mosca (suo principale partner per il trasporto e il raffinamento) e Bruxelles (primo cliente) faccia il gioco di Pechino&rdquo; (altro grande compratore del petrolio kazako), e non vuole legarsi a un unico cliente.&nbsp;</p></p>

<p><p class="p1">Per quanto riguarda l&rsquo;Europa, un ex consulente della Commissione mette in guardia l&rsquo;Ue dalle colonne di Le Temps:</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">La vera sfida energetica per i 27 resta quella di avere una politica comune a lungo termine e assicurarsi che i giganti petroliferi europei, in Asia centrale e altrove, non agiscano contro gli interessi dei 500 milioni di consumatori di petrolio e gas dell&rsquo;Unione.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 25 Sep 2012 15:05:00 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2755321</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: Bruxelles indaga sul monopolio di Gazprom]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2640451-bruxelles-indaga-sul-monopolio-di-gazprom?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p class="p1">La Commissione europea ha aperto un'<a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/937&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en" target="_self">inchiesta</a> contro Gazprom, sospettata di &quot;pratiche anticoncorrenziali in Europa centrale e orientale&quot;, <a href="http://www.adevarul.ro/adevarul_europa/Gazprom-gaze_naturale-energie-piata_de_energie-Europa_Centrala-Europa_de_Est-Bruxelles-Moscova-pretul_la_gaze-concurenta-Tratatul_UE-Comisia_Europeana-adevarul_europa_0_767923505.html" target="_self">rivela Adevărul</a>. Bruxelles vuole stabilire se il gigante del gas russo abusi della sua posizione dominante sui mercati dei produttori per impedirne l'accesso ai concorrenti europei, spiega il quotidiano romeno. In particolare Gazprom &egrave; sospettata di ostacolare la circolazione del gas fra gli stati membri e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, e di imporre ai suoi clienti prezzi iniqui indicizzando il prezzo del gas su quello del petrolio.</p></p>

<p><p class="p1"><a href="http://paper.meedia.de/titelgallery_drupal/bigview.php?url=http%3A//paper.meedia.de/titelgahttp://www.ftd.de/unternehmen/industrie/:kartellverfahren-eu-wettbewerbshueter-gehen-gegen-gazprom-vor/70085925.htmlllery_drupal/%3Fq%3Dgallery/%26g2_view%3Dcore.DownloadItem%26g2_itemId%3D220614&amp;fullview=1" target="_self">Il Financial Times Deutschland precisa</a> che la procedura lanciata dalla Commissione</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">&egrave; una nuova tappa nella disputa sul gas fra la Russia e l'Ue. Gli europei vogliono diminuire la loro dipendenza rispetto alle importazioni di gas russo. Da molto tempo Bruxelles cerca di favorire la competitivit&agrave;.</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">A questo scopo la Commissione vorrebbe istituire un mercato interno che permetta la libera circolazione del gas fra i membri dell'Ue, ma Gazprom &egrave; sospettata di ostacolare questo mercato. &ldquo;In media un quarto del gas dell'Ue proviene dalla Russia&quot; e alcuni paesi d'Europa dell'est dipendono completamente da Gazprom, che realizza met&agrave; dei suoi profitti in Europa, osserva l'Ftd.&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 05 Sep 2012 13:41:06 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2640451</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: Addio nucleare, bentornato carbone]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2639791-addio-nucleare-bentornato-carbone?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Wprost, Varsavia &ndash; Invece di favorire le rinnovabili, la chiusura delle centrali atomiche sarà compensata dal ritorno alla più inquinante delle fonti. Una  scelta che non dispiace ai Verdi tedeschi. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2639791-addio-nucleare-bentornato-carbone?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 05 Sep 2012 12:49:09 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2639791</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia nucleare: Crepe nei reattori belgi: le autorità sapevano ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2570421-crepe-nei-reattori-belgi-le-autorita-sapevano?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Gi&agrave; nel 1979 c&rsquo;erano crepe a Doel&rdquo;, <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/6779/Kernenergie/article/detail/1489835/2012/08/23/In-1979-al-scheurtjes-in-Doel-3.dhtml" target="_self">rivela De Morgen</a>. Secondo il quotidiano fiammingo le ragioni che hanno portato alla <a href="/it/content/news-brief/2500861-i-reattori-europei-sotto-sorveglianza">chiusura dei reattori Doel 3 e Tihange 2</a>&nbsp;- la presenza di crepe nelle vasche &ndash; erano conosciute dall&rsquo;Agenzia federale per il controllo nucleare (Afcn) fin dalla loro entrata in funzione, 33 anni fa. &ldquo;Piccoli errori ci sono sempre, e di solito non comportano pericoli&rdquo;, ha dichiarato al quotidiano il direttore dell&rsquo;Afcn Willy De Roovere, aggiungendo che &ldquo;non si ricordano molto bene&rdquo; le circostanze che hanno spinto l&rsquo;agenzia a dare il via libera alle centrali. &nbsp;&nbsp;</p></p>

<p><p>Davanti ai rischi dal punto di vista sia della salute sia dell&rsquo;approvvigionamento energetico, il caporedattore di De Morgen Wouter Verschelden <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/2462/Standpunt/article/detail/1489841/2012/08/23/Het-veiligheidsdilemma-van-kernenergie-botst-met-de-brute-realiteit-van-een-monopolist.dhtml" target="_self">evoca</a> la &ldquo;necessit&agrave; di verifiche approfondite e appropriate sulla sicurezza delle centrali nucleari&rdquo; e chiede la creazione urgente di un nuovo organo di controllo dotato di un &ldquo;direttore serio&rdquo; e la fine del monopolio del fornitore elettrico Electrabel sul nucleare belga. Secondo Verschelden, l&rsquo;azienda &ldquo;sfrutta quasi una miniera d&rsquo;oro a Doel e Tihange&rdquo;, e non ha alcun interesse a cambiare una situazione che dal suo punto di vista &ldquo;sfiora la perfezione&rdquo;.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Aug 2012 15:29:30 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2570421</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia nucleare: I reattori europei sotto sorveglianza]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2500861-i-reattori-europei-sotto-sorveglianza?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Allarme per una decina di reattori nucleari europei&rdquo;, titola La Tribune. Il <a href="http://www.latribune.fr/entreprises-finance/industrie/energie-environnement/20120809trib000713622/bruxelles-tire-la-sonnette-d-alarme-sur-plusieurs-reacteurs-nucleaires-en-europe.html" target="_self">quotidiano economico spiega</a> che in seguito alla <a href="/it/content/todays-front-pages/2493221-i-titoli-di-oggi">scoperta di &ldquo;potenziali crepe&rdquo; </a>nella cisterna del reattore numero 3 della centrale nucleare belga di Doel dovranno essere effettuati controlli su altri reattori dell&rsquo;Ue.</p></p>

<p><p>Secondo l&rsquo;agenzia per la sicurezza nucleare belga, citata da La Tribune,</p></p>

<p><blockquote> <p>il gruppo olandese Rotterdam Drydock Company, che ha fabbricato le cisterne difettose e successivamente cessato l&rsquo;attivit&agrave;, ha venduto altre 20 cisterne dello stesso tipo in diversi paesi, oltre alle due che si trovano nei reattori belgi di Doel 3 e Tihange 2. Le cisterne sarebbero presenti in Germania (in due reattori), Spagna (2), Olanda (2), Svezia (1) e Svizzera (2).</p></p>

<p></blockquote> <p><a href="http://abonnes.lemonde.fr/planete/article/2012/08/09/soupcons-sur-les-cuves-de-22-reacteurs-nucleaires_1744086_3244.html" target="_self">Secondo Le Monde</a>, la natura dei difetti delle cisterne &ldquo;dev&rsquo;essere determinata attraverso nuovi test&rdquo;, che avranno bisogno di &ldquo;qualche mese di lavoro&rdquo;. Di conseguenza Doel 3 rester&agrave; chiuso, come anche Thiange 2, vicino a Liegi. Le Monde precisa che</p></p>

<p><blockquote> <p>In caso di chiusura definitiva di Doel 3 e Thiange 2 il paese si troverebbe in difficolt&agrave; perch&eacute; dipende al 51 per cento dal nucleare per la produzione di elettricit&agrave;.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p>Una chiusura definitiva potrebbe inoltre stravolgere il calendario dell&rsquo;abbandono del nucleare messo a punto dal governo belga per il periodo 2016-2025.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Aug 2012 14:52:08 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2500861</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia sostenibile: Un aiutino per l’economia]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/2495971-un-aiutino-l-economia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[NRC Handelsblad, Amsterdam &ndash; Norme energetiche più severe sarebbero non solo vantaggiose per l’ambiente, ma favorirebbero anche la competitività dell’Europa. Purtroppo, si rammarica un ecologista olandese, i dirigenti europei non sembrano esserne consapevoli. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2495971-un-aiutino-l-economia?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 09 Aug 2012 17:22:44 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2495971</guid></item>
<item><title><![CDATA[Energia: Il nucleare non va più di moda in Europa centrale]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2458611-il-nucleare-non-va-piu-di-moda-europa-centrale?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p> </p><p class="p1">&ldquo;Le centrali verdi vincono sul carbone e sul nucleare&rdquo;, <a href="http://hn.ihned.cz/c1-56871550-zelene-elektrarny-vitezi-nad-uhlim-i-jadrem" target="_self">annuncia&nbsp;Hospod&aacute;řsk&eacute; noviny</a>. Il quotidiano economico ceco spiega che la rapida crescita della produzione di energie rinnovabili in Germania ha modificato radicalmente l&rsquo;economia del settore energetico in Europa centrale.</p></p>

<p><p>Dopo la catastrofe di Fukushima, a causa della pericolosit&agrave; del nucleare e delle difficolt&agrave; di smaltimento delle scorie, la Germania di Angela Merkel ha cambiato la sua strategia energetica. Oggi il 20 per cento della sua energia proviene da fonti rinnovabili e la percentuale &egrave; destinata a salire.</p></p>

<p><p>Di conseguenza, secondo Hospod&aacute;řsk&eacute; noviny:</p></p>

<p><blockquote> <p>sul mercato dell&rsquo;Europa centrale l&rsquo;aumento della produzione tedesca di energie rinnovabili ha cominciato a far arretrare energie fossili e nucleare riducendo i benefici e il valore delle azioni delle compagnie energetiche.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p>La Repubblica Ceca &egrave; particolarmente coinvolta da questa nuova tendenza, perch&eacute; le energie &ldquo;verdi&rdquo; (solare, eolica, biomasse) <a href="http://energetika.tzb-info.cz/110596-ministr-kuba-predstavil-obrysy-nove-statni-energeticke-koncepce" target="_self">non sono pi&ugrave; incentivate</a>, e secondo Hospod&aacute;řsk&eacute; noviny il governo ceco pensa di cancellare del tutto le sovvenzioni a partire dal 2014. Inoltre la strategia di Čez &ndash; la compagnia energetica nazionale, che intende costruire un terzo e un quarto reattore nella centrale nucleare di Temel&iacute;n e di portare al 55 per cento l&rsquo;impatto dell&rsquo;energia nucleare nella produzione di elettricit&agrave; &ndash; &egrave; sempre pi&ugrave; criticata dagli analisti.</p></p>

<p><p>Anche altri giganti energetici europei, in particolare tedeschi, sono colpiti da questa diminuzione dei profitti delle compagnie energetiche tradizionali, spiega il quotidiano:&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p>Nel 2008 un&rsquo;azione di E. ON valeva 51 euro, ora &egrave; scesa a 17. Allo stesso modo le azioni di Rwe sono passate dai 100 euro di prima della crisi agli attuali 50.</p></p>

<p></blockquote> <p>L&rsquo;anno scorso, prosegue il quotidiano, la maggior parte degli specialisti pensava che questa tendenza fosse solo temporanea e legata alla recessione, o nel caso delle grandi imprese tedesche all&rsquo;azione del governo contrario al nucleare. Ora per&ograve; &egrave; evidente che &ldquo;il mercato energetico &egrave; profondamente cambiato&rdquo;.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Aug 2012 15:34:36 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2458611</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: Varsavia chiede fondi per una centrale a carbone inesistente]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2338281-varsavia-chiede-fondi-una-centrale-carbone-inesistente?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p> </p><p class="p1">&ldquo;La Polonia chiede quote d&rsquo;emissione gratuite per una centrale fantasma&rdquo;, <a href="http://www.euractiv.com/climate-environment/exclusive-poland-demands-free-ca-news-513803" target="_self">titola Euractiv. com</a>. Secondo il sito d&rsquo;informazione con base e Bruxelles, Varsavia ha chiesto 33 milioni di euro (sui 7 miliardi complessivi di quote gratuite previste dal Sistema per lo scambio di emissioni) per una centrale che non esiste.&nbsp;</p></p>

<p><p>Un funzionario del governo polacco ha dichiarato a Euractiv. com. che la centrale a carbone di Łęczna, nei pressi del confine ucraino, rientra tra i siti la cui &ldquo;costruzione &egrave; ancora in atto&rdquo;. Tuttavia</p></p>

<p><blockquote> <p>il 5 luglio un sopralluogo attorno all&rsquo;area della Łęczna&rsquo;s Stara Wieś-Stasin ha rivelato un paesaggio composto da prati verdi, campi coltivati e strade di campagna. Nel sito indicato dal gruppo Gdf Suez alle autorit&agrave; regionali nel 2011 non si trova alcun edificio, installazione o altre attivit&agrave; collegabili a una centrale.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Jul 2012 13:29:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2338281</guid></item>
<item><title><![CDATA[Gas naturale: L’Europa rinuncia al gas di scisto]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1958611-l-europa-rinuncia-al-gas-di-scisto?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Gazeta Wyborcza, Varsavia &ndash; Francia, Bulgaria, Romania e Repubblica Ceca hanno sospeso lo sfruttamento dei loro giacimenti per motivi ambientali. La Polonia potrebbe fare lo stesso, abbandonando il sogno dell’indipendenza energetica. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1958611-l-europa-rinuncia-al-gas-di-scisto?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 10 May 2012 12:30:03 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1958611</guid></item>
<item><title><![CDATA[Libia: Un’inchiesta minaccia Eni e Total]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1776411-un-inchiesta-minaccia-eni-e-total?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il Consiglio nazionale di transizione libico ha aperto un&rsquo;inchiesta sui contratti firmati con gli operatori petroliferi stranieri durante gli ultimi anni del governo di Gheddafi, tra il 2008 e il 2011, <a target="_self" href="http://www.corriere.it/esteri/12_aprile_09/libia-cnt-inchiesta-compagnie-petrolifere-straniere-gheddafi_d2e4cc20-825f-11e1-9c86-d5f7abacde61.shtml">riferisce il Corriere della Sera</a>. Le indagini riguardano la presunta corruzione di funzionari libici e coinvolgono tra le altre due delle maggiori compagnie petrolifere europee, l&rsquo;italiana Eni e la francese Total.</p></p>

<p><p>La decisione del Cnt arriva pochi giorni dopo che la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha avviato una procedura simile. In caso di condanna le aziende rischiano grosse multe e l&rsquo;annullamento dei contratti attuali. <a target="_self" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702303815404577331802347989804.html">Secondo il Wall Street Journal</a>, l&rsquo;inchiesta &ldquo;getta un&rsquo;ombra sulle ambizioni delle compagnie di espandere la loro presenza nel paese che ha le pi&ugrave; grandi riserve petrolifere in Africa&rdquo;.</p></p>

<p><p>Eni, in particolare, era il maggior operatore in Libia durante l&rsquo;era di Muammar Gheddafi e aveva subito riconquistato la sua posizione dopo il cambio di regime, con una quota della produzione attuale del 14 per cento. La compagnia aveva intenzione di investire oltre venti miliardi di euro per raddoppiare la cifra entro i prossimi dieci anni.</p></p>

<p><p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 12:36:10 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1776411</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: Si è spento il sole]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1742602-si-e-spento-il-sole?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Der Spiegel, Amburgo &ndash; Le imprese tedesche dominavano il settore del fotovoltaico, anche grazie ai sussidi di Berlino. Ma lo sviluppo del mercato ha spalancato le porte alla concorrenza asiatica, abbattendo i margini di profitto. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1742602-si-e-spento-il-sole?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 04 Apr 2012 16:52:52 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1742602</guid></item>
<item><title><![CDATA[Scozia: Gli sceicchi del nord]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1712171-gli-sceicchi-del-nord?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[The Observer, Londra &ndash; Se il referendum sull’indipendenza previsto entro il 2014 avesse successo, il nuovo paese potrebbe diventare uno dei più ricchi d’Europa grazie alle sue risorse. Ma la transizione non sarebbe facile. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1712171-gli-sceicchi-del-nord?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 29 Mar 2012 17:38:24 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1712171</guid></item>
<item><title><![CDATA[Europa centrale: L’eolico tedesco preoccupa i vicini]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1678871-l-eolico-tedesco-preoccupa-i-vicini?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;I polacchi temono l&rsquo;energia eolica tedesca&rdquo;, <a href="http://www.ftd.de/politik/deutschland/:energiewende-polen-fuerchten-deutschen-windstrom/70012788.html#utm_source=rss2&amp;utm_medium=rss_feed&amp;utm_campaign=/politik" target="_self">riferisce il Financial Times Deutschland</a>. Il quotidiano di Amburgo spiega che dopo la chiusura di otto centrali nucleari nel 2011 dopo la catastrofe di Fukushima, il sud del paese &ndash; molto industrializzato e bisognoso di energia &ndash; ha patito una penuria costante di elettricit&agrave;. Dev&rsquo;essere il nord della Germania, dove si trovano gli impianti eolici, a fornire l&rsquo;energia.</p></p>

<p><p>Il problema &egrave; che nei giorni di forte vento la rete energetica nord-sud si sovraccarica, e l&rsquo;elettricit&agrave; viene automaticamente indirizzata in Polonia e Repubblica Ceca. Ma quando ci&ograve; avviene anche le reti dei due paesi vanno in saturazione, perch&eacute; sono state progettate per flussi stabili e continui. La Polonia sta installando degli sfasatori alla frontiera per bloccare l&rsquo;elettricit&agrave; di cui non ha bisogno. I tedeschi dovranno allora fermare gli impianti eolici, e per rimediare alla mancanza di energia nel sud dovranno importare dalla Francia elettricit&agrave; di origine nucleare.</p></p>

<p><p>La situazione diventerebbe ancora pi&ugrave; grave se la Repubblica Ceca decidesse di seguire l&rsquo;esempio della Polonia per proteggere la sua rete, precisa il Financial Times Deutschland. Praga, uno dei principali esportatori di energia nell&rsquo;Ue, prevede di investire 2,5 miliardi di euro per sviluppare la propria rete.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 23 Mar 2012 14:27:22 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1678871</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: Gas di scisto, fine del sogno]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1670461-gas-di-scisto-fine-del-sogno?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Abbiamo un problema: il gas &egrave; sparito&rdquo;, <a target="_self" href="http://edgp.gazetaprawna.pl/index.php?act=mprasa&amp;sub=article&amp;id=403917">titola Dziennik Gazeta Prawna</a> dopo la pubblicazione di un rapporto dell&rsquo;Istituto geologico statale polacco, secondo cui la quantit&agrave; di gas di scisto estraibile nel sottosuolo polacco sarebbe compresa tra i 346 e i 768 miliardi di metri cubici, da 7 a 15 volte meno rispetto alle <a target="_self" href="/it/content/news-brief/590001-verso-il-boom-del-gas-di-scisto">stime precedenti</a>.</p></p>

<p><p>Dopo le valutazioni dell'anno scorso da parte della Energy Information Administration (Eia) degli Stati Uniti, che parlavano di 5,3 trilioni di metri cubici, la notizia potrebbe infrangere il sogno polacco di rendersi indipendente dalle importazioni di gas russo per i prossimi 300 anni.</p></p>

<p><p><a target="_self" href="http://blog.rp.pl/romanski/2012/03/21/gazu-mniej-ale-wystarczy/">Rzeczpospolita sottolinea</a> che nonostante potrebbero comunque esserci 1,92 trilioni di metri cubici di gas, il rapporto &ldquo;smorzer&agrave; la motivazione delle compagnie polacche e internazionali nell&rsquo;investire enormi somme di denaro per le licenze e gli scavi sperimentali&rdquo;. Tuttavia il quotidiano conservatore osserva che</p></p>

<p><blockquote> <p>anche se la Polonia potrebbe non diventare un leader dell&rsquo;esportazione globale di gas, le riserve coprirebbero le necessit&agrave; [del paese] per un periodo tra i 35 e i 65 anni! Una prospettiva a cui diversi anni fa nessuno avrebbe creduto.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:28:02 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1670461</guid></item>
</channel></rss>