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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Pari opportunità]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Pari opportunità | Aboliamo la festa della donna</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1594141-aboliamo-la-festa-della-donna</link><description><![CDATA[<p>&quot;Donne, la lotta senza fine&quot;, titola Le Monde in occasione della giornata mondiale della donna. Nel suo editoriale, il quotidiano parigino si dichiara favorevole all'&quot;abolizione dell'8 marzo&quot;.</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p>C'&egrave; ormai qualcosa di insensato nell'ostinarsi ogni anno a spostare l'attenzione sulla met&agrave; della popolazione mondiale per constatare che non &egrave; ancora uguale all'altra met&agrave;. La lotta per l'uguaglianza delle donne va combattuta tutti i giorni, non soltanto l'8 marzo.</p>
</blockquote>
<p>Il 2011 ha dimostrato ampiamente che la battaglia delle donne &egrave; una realt&agrave; quotidiana, e la primavera araba ha portato alla ribalta cittadine che osano sfidare i partiti islamici. &quot;In Europa, e in particolare in Francia, le donne non devono abbassare la guardia neanche per un giorno&quot;.</p>
<p>Le Monde ricorda che le donne francesi sono largamente penalizzate nella politica e nell'alta amministrazione, e che lo scarto salariale &egrave; ancora al 25 per cento. Dunque, conclude il quotidiano, &quot;la battaglia continua&quot;, con o senza l'8 marzo.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:51:30 +0100</pubDate><guid>1594141</guid></item>
<item><title>Pari opportunità | Bruxelles vuole imporre le quote rosa</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1586101-bruxelles-vuole-imporre-le-quote-rosa</link><description><![CDATA[<p>Dopo aver chiesto inutilmente alle aziende di introdurre le quote rosa, la Commissione europea sta prendendo in considerazione l&rsquo;idea di <a target="_self" href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/213&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en">imporle</a> in tutti i consigli di amministrazione, <a target="_self" href="http://archiwum.rp.pl/artykul/1126892_UE:_parytet_w_radach_nadzorczych.html">riferisce Rzeczpospolita</a>: &ldquo;Soltanto 24 societ&agrave; europee hanno risposto positivamente alla richiesta di Bruxelles di aumentare la rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione, portandola al 30 per cento entro il 2015 e al 40 entro il 2020&quot;.</p>
<p>Questo fallimento ha reso necessarie misure coercitive: &quot;Sebbene come ogni normativa imposta dall&rsquo;alto anche questa possa sembrare artificiale, nessuno ha ancora trovato un sistema migliore per incrementare la presenza di donne ai vertici del potere aziendale&rdquo;, <a target="_self" href="http://www.ekonomia24.pl/artykul/775564,833775-Kobiety--do-wladz-spolek-.html">commenta il quotidiano di Varsavia</a>.</p>
<blockquote><p>In Polonia le donne rappresentano soltanto l&rsquo;11 per cento dei membri dei consigli d&rsquo;amministrazione delle societ&agrave; quotate, e i loro stipendi sono in media pi&ugrave; bassi del 15 per cento di quelle degli uomini. <a target="_self" href="http://ec.europa.eu/justice/newsroom/gender-equality/opinion/files/120528/women_on_board_progress_report_en.pdf">In tutta l&rsquo;Ue</a> le donne guadagnano il 16,4 per cento in meno rispetto ai loro colleghi maschi. &nbsp;</p>
</blockquote>
<p>In Germania le quote rosa sono state al centro dei dibattiti la settimana scorsa, quando 350 giornaliste hanno firmato una petizione per ottenere pi&ugrave; spazio nelle cariche pi&ugrave; alte della stampa nazionale. <a target="_self" href="http://www.sueddeutsche.de/karriere/diskussion-um-quote-in-unternehmen-europa-der-frauen-1.1300895">La S&uuml;ddeutsche Zeitung crede</a> che i &ldquo;gentiluomini hanno ignorato troppo a lungo le pressioni femminili&rdquo;:</p>
<blockquote><p>Possiamo confidare sul fatto che Viviane Reding (la commissaria europea alla giustizia che ha lanciato il progetto) avr&agrave; successo. [&hellip;] Non tanto con l'argomento della discriminazione, ma con quello del mercato interno: senza una quota europea le societ&agrave; tedesche, per esempio, potrebbero essere escluse dalle gare d&rsquo;appalto francesi o spagnole perch&eacute; non hanno un numero sufficiente di dirigenti donne.&nbsp;</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 06 Mar 2012 16:00:08 +0100</pubDate><guid>1586101</guid></item>
<item><title>Italia | Le donne s'indignano (Corriere della Sera, Milano)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/499931-le-donne-s-indignano</link><description><![CDATA[Il 13 febbraio le italiane scendono in piazza per reclamare dignità. Oltre al maschilismo sul lavoro e al peso delle tradizioni, denunciano il modello femminile emerso dai recenti scandali che hanno scosso il paese. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 11 Feb 2011 16:37:30 +0100</pubDate><guid>499931</guid></item>
<item><title>Germania | Più potere alle donne</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/483101-piu-potere-alle-donne</link><description><![CDATA[<p>&quot;Perch&eacute; la Germania ha bisogno di quote rosa?&quot;. Dopo la pubblicazione del <a target="_blank" href="http://www.bmfsfj.de/BMFSFJ/gleichstellung,did=126762.html ">rapporto del governo sulla parit&agrave;</a>, e mentre le ministre della famiglia e del lavoro preparano nuove riforme, <a target="_blank" href="http://www.spiegel.de/spiegel/0,1518,ausg-4798,00.html">Der Spiegel plaude</a> all'introduzione delle quote rosa per aumentare il numero di donne con un ruolo di responsabilit&agrave; nelle imprese. Gli autori dell'articolo notano che, a partire proprio dalle redazione di Der Spiegel, la parit&agrave; &egrave; ancora lontana: &quot;32 responsabili di settore uomini e 2 donne.&nbsp;Ci sono pi&ugrave; redattori omosessuali che donne&quot;. Secondo il settimanale tedesco nel resto del paese la situazione &egrave; ancora peggiore. Nei consigli di amministrazione delle cento imprese pi&ugrave; grandi di Germania la percentuale di donne &egrave; del 2,2 per cento. Il dibattito ruota attorno all'impossibilit&agrave; di conciliare famiglia e carriera in Germania. Il governo tedesco conta di ispirarsi ai paesi vicini: la Norvegia ha imposto una quota del 40 per cento di donne nei consigli di amministrazione fino al 2008, in Francia e Spagna la percentuale del 40 per cento sar&agrave; obbligatoria fino al 2015, nei Paesi Bassi la quota &egrave; del 30 per cento. Anche la Commissione europea minaccia di introdurre le quote rosa se gli altri paesi non si muoveranno in tal senso entro la fine del 2011.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 31 Jan 2011 12:22:30 +0100</pubDate><guid>483101</guid></item>
<item><title>Spagna | La guerra dei cognomi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/378071-la-guerra-dei-cognomi</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il governo apre la guerra dei cognomi&quot;, titola <a href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/sociedad/20101105/gobierno-desata-una-guerra-por-los-apellidos/578617.shtml" target="_blank">El Peri&oacute;dico de Catalunya</a> a proposito del tentativo del governo socialista di estendere la sua &quot;politica dell'uguaglianza&quot; ai cognomi dei cittadini. In Spagna spesso si usa il doppio cognome, e di norma quello del padre precede quello della madre. Il 3 novembre il parlamento ha respinto una riforma che avrebbe permesso ai genitori di scegliere l'ordine di precedenza per i cognomi del figlio. Il quotidiano di Barcellona difende il provvedimento e lo definisce &quot;un passo avanti verso l'uguaglianza tra uomini e donne&quot;, ma sottolinea anche che sarebbe stato pi&ugrave; saggio &quot;istituire una lotteria per decidere la posizione dei cognomi&quot;, come avviene in Germania. La riforma spagnola prevedeva invece che in caso di mancato accordo tra i genitori i cognomi venissero disposti in ordine alfabetico.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 05 Nov 2010 13:38:18 +0100</pubDate><guid>378071</guid></item>
<item><title>Germania | Stop alla discriminazione dei padri</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/307661-stop-alla-discriminazione-dei-padri</link><description><![CDATA[<p>&Egrave; &quot;la festa dei pap&agrave; a Karlsruhe&quot;, <a target="_blank" href="http://www.fr-online.de/politik/sorgerecht-lediger-vaeter-gestaerkt/-/1472596/4527754/-/index.html">titola la Frankfurter Rundschau</a> all'indomani della <a target="_blank" href="http://www.bundesverfassungsgericht.de/pressemitteilungen/bvg10-057.html">sentenza</a> della Corte costituzionale che amplia i diritti dei padri single e di allinea la legislazione tedesca a quella degli altri paesi europei (Austria esclusa). Come avviene gi&agrave; per i padri divorziati, a un padre celibe non potr&agrave; pi&ugrave; essere rifiutare il diritto di custodia dei figli dalla loro madre, &quot;una pratica che &egrave; gi&agrave; stata definita incostituzionale <a target="_blank" href="http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?item=25&amp;portal=hbkm&amp;action=html&amp;highlight=&amp;sessionid=57824051&amp;skin=hudoc-en">dalla Corte europea dei diritti dell'uomo</a>&quot;, nota il quotidiano. Il provvedimento riguarda circa la met&agrave; delle coppie separate che non scelgono l'affidamento congiunto.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 04 Aug 2010 12:30:50 +0100</pubDate><guid>307661</guid></item>
<item><title>Pari opportunità | Il fattore D (International Herald Tribune, Paris)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/184021-il-fattore-d</link><description><![CDATA[Otto anni fa il governo norvegese ha approvato una legge che obbliga le imprese ad avere almeno il 40 per cento di donne nei consigli di amministrazione. Oggi altri paesi europei stanno pensando di adottare provvedimenti simili. L&#039;International Herald Tribune confronta la parità di genere nel mondo lavorativo europeo. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:45:38 +0100</pubDate><guid>184021</guid></item>
<item><title>Romania | Meno uguali degli altri</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/175911-meno-uguali-degli-altri</link><description><![CDATA[<p>Tre anni dopo l'adozione da parte della Commissione europea delle direttive sull'<a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/07/257&amp;format=HTML&amp;aged=1&amp;language=EN&amp;guiLanguage=fr" target="_blank">uguaglianza razziale</a> e su quella <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/fr/oj/2006/l_204/l_20420060726fr00230036.pdf" target="_blank">tra uomini e donne sul lavoro</a>, pensate per &quot;offrire a ogni cittadino dell'Unione un livello minimo di protezione legale contro la discriminazione&quot;, <a href="http://www.dilemaveche.ro/index.php?nr=310&amp;cmd=articol&amp;id=12349" target="_blank">Dilema Veche traccia un primo bilancio</a>. Il settimanale di Bucarest constata che &quot;la Romania offre un concentrato di esempi negativi&quot;, legati all'orientamento sessuale e alle questioni di genere. Inoltre, i romeni sono essi stessi discriminati all'interno dell'Ue, al punto che il giornale si chiede se hanno &quot;le stesse opportunit&agrave; degli altri europei&quot;. L'eurodeputato Cristian Preda sostiene che in Europa &quot;le barriere sul mercato del lavoro per i romeni non sono ancora cadute, e quelle etniche continuano a pregiudicare i cittadini di etnia rom&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:18:59 +0100</pubDate><guid>175911</guid></item>
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