<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0">
        <channel><title>Presseurop | <![CDATA[industria e commercio]]></title>
            <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
            <description>Il meglio della stampa europea</description>
            <language>it</language><item><title><![CDATA[Polonia: I russi fanno shopping a Danzica]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3790731-i-russi-fanno-shopping-danzica?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Gazeta Wyborcza, Varsavia &ndash; Era dal 1945 che nella città polacca non si vedevano tanti russi. La maggior parte di loro viene dall’exclave di Kaliningrad per fare scorta di beni di consumo a prezzi vantaggiosi, alimentando un giro d’affari da venti milioni di euro al mese. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3790731-i-russi-fanno-shopping-danzica?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 20 May 2013 16:03:34 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3790731</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Cina: La tassa sul solare non piace agli installatori]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3784691-la-tassa-sul-solare-non-piace-agli-installatori?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Le <a href="/it/content/news-brief/3751981-l-ue-prepara-le-imposte-sul-solare-nella-battaglia-con-la-cina">imposte</a> sull’importazione di pannelli solari cinesi che l’Ue ha in programma di approvare mancheranno l’obiettivo? Secondo <a href="http://www.nrc.nl">Nrc Handelsblad</a>, “i pannelli solari cinesi si vendono incredibilmente bene in Europa”. Nei Paesi Bassi il settore dell’energia solare conosce “una crescita spettacolare” nonostante la crisi economica. Il quotidiano precisa che</p></p>

<p><blockquote> <p>le aziende che hanno sofferto per la crisi dell’edilizia si sono precipitate in massa sull’installazione dei pannelli solari. Grazie ai materiali cinesi riescono a restare a galla, e non hanno affatto bisogno di una tassa europea che renda i panelli solari più cari […]. L’<a href="http://afase.org/it">Afase</a>[l’organizzazione che difende gli interessi delle aziende solari europee] teme che le tasse provochino fino a 242mila licenziamenti in tutta europa. Un dato che viene però seccamente smentito dai difensori delle tasse come il produttore tedesco di pannelli solari SolarWorld. </p></p>

<p></blockquote> <p>Nrc Handelsblad precisa che la Commissione europea deciderà a fine maggio se introdurre le tasse. Se sarà così, entreranno in vigore all’inizio di giugno ma non saranno definitive prima di dicembre. La tassa potrebbe avere un effetto retroattivo fino al 6 marzo 2013.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 17 May 2013 13:32:07 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3784691</guid></item>
<item><title><![CDATA[Commercio: “Le case di moda firmano un documento per migliorare le condizioni di lavoro in Bangladesh”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3772141-le-case-di-moda-firmano-un-documento-migliorare-le-condizioni-di-lavoro-b?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La società svedese H&amp;M e il gruppo spagnolo Inditex (proprietario di Zara) “firmeranno un accordo giuridicamente vincolante sulla sicurezza degli edifici” in Bangladesh dove vengono fabbricati i loro prodotti, riporta De Morgen.</p></p>

<p><p>L’iniziativa arriva tre settimane dopo il <a href="/it/content/article/3744421-e-anche-colpa-nostra">crollo</a> di una struttura che ospitava una fabbrica di prodotti tessili a Dacca, in cui sono morte 1.100 persone.</p></p>

<p><p>Secondo gli esperti di marketing, <a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/990/Buitenland/article/detail/1632045/2013/05/13/H-M-zwicht-na-drama-in-Bangladesh-en-belooft-veilige-fabrieken.dhtml">precisa il quotidiano</a>, “i produttori hanno ceduto alla pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica, temendo di compromettere la propria reputazione”.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 May 2013 11:16:42 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3772141</guid></item>
<item><title><![CDATA[Economia: “Auto: colpo di freddo sul mercato europeo”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3719541-auto-colpo-di-freddo-sul-mercato-europeo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il mercato automobilistico europeo è in grande difficoltà e le prospettive per il 2014 sono mediocri, constata La Tribune.</p></p>

<p><p>Il fatturato trimestrale della divisione automobilistica di Psa (Peugeot-Citroën) è calato del 10,3 per cento, e nel primo trimestre dell’anno Daimler ha registrato un crollo del 60 per cento del suo utile netto. Nello stesso periodo il volume di vendite di Volkswagen è leggermente calato.</p></p>

<p><p>Il costruttore americano Ford ha triplicato il deficit nel vecchio continente: 350 milioni di euro di perdite trimestrali, e un giro d’affari diminuito del 7 per cento.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 11:21:34 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3719541</guid></item>
<item><title><![CDATA[Islanda: Reykjavik firma il primo accordo commerciale con la Cina]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3682161-reykjavik-firma-il-primo-accordo-commerciale-con-la-cina?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 15 aprile l’Islanda e la Cina hanno firmato un trattato di libero scambio, in occasione della visita a Pechino del primo ministro Jóhanna Sigurðardóttir accompagnata una cinquantina di imprenditori islandesi. L’isola diventa così “il primo paese europeo a concludere un accordo simile con la Cina ”, <a href="http://www.mbl.is/vidskipti/frettir/2013/04/15/ossur_island_faer_forskot_a_kinamarkad/">scrive Morgunblaðið</a>. Secondo il quotidiano l’accordo “darà alle imprese e alle esportazioni islandesi un vantaggio nel mercato cinese, in rapida espansione”.</p></p>

<p><p>Nel 2012 le esportazioni islandesi verso la Cina “ammontavano a 7,6 miliardi di corone (circa 50 milioni di euro), il doppio rispetto a due anni prima”  sottolinea il quotidiano. Il novanta per cento dei prodotti esportati derivano dalla pesca.</p></p>

<p><p>In occasione della firma i rappresentanti dei due paesi <a href="http://eng.forsaetisraduneyti.is/media/frettir1/Joint-statement-of-PMs-Iceland-China-2013.pdf">hanno dichiarato</a> di volere “aumentare i loro scambi e la loro cooperazione nell’Artico”, riporta EUobserver. Secondo il sito d’informazione</p></p>

<p><blockquote> <p>gli esperti pensano che la Cina sia interessata a mettere un piede nell’area e spera di diventare un osservatore permanente nel Consiglio dell’Artico che <a href="http://www.arctic-council.org/index.php/en/events/meetings-overview/kiruna-ministerial-2013">si riunisce il mese prossimo</a>. […] La riduzione della  calotta polare apre a nuove rotte commerciali che potrebbero ridurre di un terzo i tempi di percorrenza delle navi tra Shanghai e Amburgo. Il ministro degli esteri islandese <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324485004578424694192775064.html?KEYWORDS=iceland+oil">ha dichiarato al Wall Street Journal</a> che i due paesi stanno discutendo anche dello sfruttamento delle vaste riserve di petrolio che giacciono sotto i fondali a nordest dell’Islanda.</p></p>

<p></blockquote> <p>L’olandese <a href="http://www.trouw.nl/tr/nl/5009/Archief/archief/article/detail/3426490/2013/04/16/Is-de-liefde-echt-wederzijds.dhtml">Trouw si domanda</a> se tra Reykjavik e Pechino “l’amore sia davvero reciproco”: mentre l’Islanda ha soltanto bisogno di capitali per rilanciare la sua economia, i cinesi sono interessati unicamente al gas e al petrolio dell’Artico, e considerano l’Islanda nient’altro che un porto strategico in vista del giorno in cui le rotte polari diventeranno accessibili. Nonostante ciò “l’Islanda non deve sentirsi minacciata da Pechino”, spiega al giornale un esperto di Artico secondo cui</p></p>

<p><blockquote> <p>la presenza della Cina può essere un buon contrappeso alla potenziale aggressività della Russia. Allo stesso tempo una piccola (dal punto di vista di Pechino) iniezione finanziaria può fare miracoli per l’economia islandese.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Apr 2013 14:34:43 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3682161</guid></item>
<item><title><![CDATA[Slovacchia: “La Slovacchia è una potenza mondiale nella produzione di automobili”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3618611-la-slovacchia-e-una-potenza-mondiale-nella-produzione-di-automobili?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Dall’anno scorso la Slovacchia è il primo produttore di automobili in rapporto alle dimensioni del paese, con una produzione di 171 auto ogni mille abitanti. Il dato pone Bratislava nettamente in vantaggio rispetto a Repubblica Ceca e Corea del sud.</p></p>

<p><p>“Questa tendenza comporta sia vantaggi che svantaggi”, scrive il quotidiano slovacco sottolineando che il settore automobilistico è un <a href="/it/content/news-brief/3189981-il-primato-nelle-esportazioni-non-e-una-buona-notizia">pilastro dell’economia locale</a> e da lavoro a oltre 74mila persone. Tuttavia “in tempi di crisi […] le nuove auto sono tra i primi prodotti di cui le famiglie rinviano l’acquisto”.</p></p>

<p><p>Le esportazioni di automobili slovacche sono dirette soprattutto verso i paesi dell’Ue, ma negli ultimi tempi altri mercati stanno diventando sempre più importanti. Per esempio l’industria sta cercando di <a href="/it/content/news-brief/2839421-nello-scontro-cina-giappone-vince-la-slovacchia">sfruttare le recenti tensioni</a> tra Cina e Giappone e il bando imposto da Pechino alle automobili nipponiche.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Apr 2013 12:36:28 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3618611</guid></item>
<item><title><![CDATA[Aeronautica: “Airbus, simbolo di un’industria europea vincente” ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3559101-airbus-simbolo-di-un-industria-europea-vincente?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 18 marzo il consorzio aeronautico ha ottenuto il più consistente contratto della sua storia. La compagnia low cost indonesiana Lion Air ha infatti ordinato 234 aeromobili a medio raggio della famiglia  A320, per un ammontare complessivo di 18,4 miliardi di euro.</p></p>

<p><p>Il mega-contratto “impiegherà cinquemila lavoratori di Airbus e dell’indotto per dieci anni, e consoliderà la leadership del consorzio nel mercato in grande espansione delle compagnie low cost asiatiche”, commenta il quotidiano economico.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 19 Mar 2013 11:50:39 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3559101</guid></item>
<item><title><![CDATA[Economia: “Bruxelles punisce pesantemente Microsoft”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3504431-bruxelles-punisce-pesantemente-microsoft?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il 6 marzo la Commissione europea ha condannato il gigante dell’informatica a un’ammenda di 561 milioni di euro, ovvero l’1 per cento del suo giro d’affari annuale.</p></p>

<p><p>Microsoft è stata punita per non aver rispettato gli impegni presi con l’Ue nel 2009, quando dopo un’inchiesta della Commissione per abuso di posizione dominante la società aveva accettato di lasciare agli utenti di Pc con sistema operativo Windows la possibilità di scegliere il browser per navigare su internet.</p></p>

<p><p>Microsoft ha già annunciato che non farà appello.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 07 Mar 2013 11:04:41 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3504431</guid></item>
<item><title><![CDATA[Eads: “Un successo europeo”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3472951-un-successo-europeo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“Nel bel mezzo della crisi dell’euro, il gruppo europeo Eads sorprende con un bilancio positivo”, scrive il quotidiano economico. Il ramo dell’aviazione civile Airbus, in particolare, rappresenta i due terzi del giro d’affari del consorzio del 2012, pari a 56,5 miliardi di euro. Entro il 2020 gli ordini dovrebbero arrivare a 566,5 miliardi di euro. Secondo il quotidiano c’è solo una macchia nel bilancio presentato dal capo del gruppo, Tom Enders: il successo si basa interamente sui velivoli per le tratte medie A320. Tuttavia saranno quelli per le tratte lunghe A350, che competono con il Dreamliner di Boeing, a determinare il futuro del gruppo.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 11:30:30 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3472951</guid></item>
<item><title><![CDATA[Germania: “Ribellione contro Amazon”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3442851-ribellione-contro-amazon?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Amazon, il gigante del commercio online, è travolto da una pioggia di critiche. Da una parte l’Agenzia federale del lavoro sta indagando sulle condizioni di lavoro all’interno dell’azienda, dopo <a href="/it/content/news-brief/3426281-amazon-da-lavoro-ai-neonazisti">le rivelazioni</a> sullo sfruttamento degli impiegati e sul ruolo di un gruppo di estrema destra nella sorveglianza dei lavoratori.</p></p>

<p><p>Inoltre, l’autorità tedesca della concorrenza e del mercato (il Bundeskartellamt) sta analizzando la politica dei prezzi che Amazon impone agli utenti, ai privati e ai piccoli commercianti con la sua piattaforma Amazon Marketplace.</p></p>

<p><p>Questa politica potrebbe essere contraria alle regole sulla libertà dei prezzi e la libera concorrenza. </p></p>]]></description><pubDate>Thu, 21 Feb 2013 13:37:24 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3442851</guid></item>
<item><title><![CDATA[Unione europea: “La Repubblica Ceca fa pressioni sull’Ue per motivare le grandi imprese”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3424831-la-repubblica-ceca-fa-pressioni-sull-ue-motivare-le-grandi-imprese?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La proposta della Commissione europea di ridurre le sovvenzioni statali per le grandi aziende con più di 250 dipendenti non piace alla Repubblica Ceca, e nemmeno alla Polonia, alla Slovacchia e ai paesi baltici. In occasione del <a href="http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/intm/135389.pdf">Consiglio dei ministri Ue sulla competitività</a> del 19 febbraio a Bruxelles, i rappresentanti di questi paesi proporranno di mantenere i benefici per la grandi compagnie, soprattutto quelli per stimolare gli investimenti.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 18 Feb 2013 12:19:51 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3424831</guid></item>
<item><title><![CDATA[Italia: “Tangente algerina, indagato Scaroni”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3381651-tangente-algerina-indagato-scaroni?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L'ad di Eni Paolo Scaroni è sotto inchiesta per le <a href="/it/content/news-brief/3345021-piazza-affari-cade-con-saipem">accuse di corruzione</a> rivolte alla compagnia. Eni avrebbe pagato tramite la sua controllata Saipem una tangente da 200 milioni di euro alla compagnia algerina Sonatrach per assicurarsi un contratto da 11 miliardi di dollari. Il valore delle azioni dell'azienda è crollato.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 08 Feb 2013 12:00:45 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3381651</guid></item>
<item><title><![CDATA[Grecia: Il prezzo dell’oro]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3378411-il-prezzo-dell-oro?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[El País, Madrid &ndash; Per risanare i suoi conti lo stato ha concesso nuove licenze minerarie nel nord del paese. Gli abitanti sperano nei posti di lavoro, ma temono le conseguenze ambientali dello sfruttamento. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3378411-il-prezzo-dell-oro?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 07 Feb 2013 17:40:56 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3378411</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: “Leader di internet”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3360031-leader-di-internet?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>La Polonia registra il più rapido tasso di crescita dell’e-commerce in Europa, titola il quotidiano conservatore citando l’esempio del sito di aste Allegro, i cui introiti nel 2012 sono aumentati del 17 per cento raggiungendo i 2,5 miliardi di euro. L’anno scorso i polacchi hanno speso su internet circa 6 miliardi di euro, con un aumento del 30 per cento. Secondo il quotidiano il rallentamento dell’economia e l’austerity hanno spinto i polacchi a utilizzare internet alla ricerca di prodotti più economici.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 Feb 2013 11:41:01 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3360031</guid></item>
<item><title><![CDATA[Belgio: “Ecco come Mittal ha pagato l’1,4 per cento di tasse per quattro anni”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3328471-ecco-come-mittal-ha-pagato-l-14-cento-di-tasse-quattro-anni?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Dal 2008 al 2011 ArcelorMittal Finance, con sede in Belgio, ha generato 5,8 miliardi di euro di profitti. Tuttavia, dato che la “banca interna” del gruppo siderurgico è “ipercapitalizzata” (28 miliardi di capitale tra il 2008 e il 2010 e 36,6 miliardi nel 2011), ha potuto approfittare degli “interessi nozionali”, una particolarità del fisco belga che prevede una riduzione fiscale sui capitali a rischio. In quattro anni la banca ha così dedotto 5,6 miliardi di euro: AcelorMittal ha pagato le tasse soltanto nel 2008, versando 81 milioni di euro. La cifra corrisponde a un tasso di imposizione media dell'1,4 per cento sugli ultimi quattro anni.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 11:31:48 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3328471</guid></item>
<item><title><![CDATA[Belgio: “E ora?”]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3318661-e-ora?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il gruppo siderurgico Arcelor Mittal ha annunciato il 24 gennaio la sua intenzione di chiudere sette laminatoi a freddo sui dodici totali nel bacino di Liegi (sud). In questo modo verranno cancellati circa 1.300 posti di lavoro, a cui si aggiungono quelli del'indotto e i circa 800 già tagliati in seguito alla <a href="/it/content/news-brief/1056601-addio-all-acciaio-indiano">chiusura</a> della fase a caldo dell'ottobre 2011. Per protestare i lavoratori dello stabilimento hanno lanciato un appello allo sciopero per il 25 gennaio.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 25 Jan 2013 11:56:42 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3318661</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: Abbandonati dalla Fiat]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3308181-abbandonati-dalla-fiat?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Tygodnik Powszechny , Cracovia &ndash; Lo stabilimento di Tychy era il principale impianto dell’azienda. Ma da quando la produzione della Panda è stata riportata in Italia per motivi politici un’intera regione vive sotto la minaccia della disoccupazione. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3308181-abbandonati-dalla-fiat?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 23 Jan 2013 13:02:43 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3308181</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia: “No al brevetto europeo” ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3275051-no-al-brevetto-europeo?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Le grandi aziende stanno facendo pressione sul governo affinché si opponga al brevetto unico europeo, sostenendo che le “soluzioni <a href="/it/content/news-brief/3151891-libera-al-brevetto-europeo">fornite dal progetto di brevetto unico</a> favoriscono nettamente i paesi tecnologicamente avanzati”. Per la Polonia, che soltanto in tempi recenti ha cominciato a costruire un’economia basata sulla conoscenza, il brevetto unico sarebbe “molto costoso” e rischioso. La campagna sembra già produrre i primi risultati, e il “governo ha cominciato a esitare” sulla firma dell’accordo sul brevetto unico.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 16 Jan 2013 11:20:58 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3275051</guid></item>
<item><title><![CDATA[Economia: Le imprese zombie sono tra noi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3252431-le-imprese-zombie-sono-tra-noi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>L’Europa è minacciata dalle “aziende zombie”: centinaia di migliaia di imprese che avrebbero dovuto chiudere a causa di debiti colossali sopravvivono aggrappandosi al “sostegno del governo, alle politiche monetarie estremamente permissive e spesso alla riluttanza dei creditori a svalutare i prestiti dall’inizio della crisi", <a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/7c93d87a-58f1-11e2-99e6-00144feab49a.html#axzz2HT3GCwYC">scrive il Financial Times</a>. </p></p>

<p><p>Il quotidiano economico cita un consulente aziendale, secondo cui è in corso una “riscrittura del principio fondamentale del capitalismo, che prevede il fallimento delle aziende in difficoltà per far spazio a nuove attività più in salute”. Oggi un'impresa britannica su dieci può permettersi di pagare soltanto gli interessi sul prestito anziché l’intero capitale. Secondo il quotidiano </p></p>

<p><blockquote> <p>in alcune aree del continente il problema è ancora più grave. Nel 2011 i più bassi tassi di insolvenza sono stati registrati in Grecia, Spagna e Italia. In questi tre paesi, tra i più colpiti dalla crisi economica, hanno dichiarato fallimento meno di trenta compagnie su diecimila, mentre quasi un’azienda su tre ha registrato un bilancio in perdita. </p></p>

<p></blockquote> <p>Le compagnie zombie vengono accusate di essere responsabili per la debole ripresa dell’Europa, e c'è chi teme il ripetersi di quanto accaduto in Giappone, dove una combinazione tra bassi tassi d’interesse, politiche permissive e riluttanza delle grandi banche ad abbandonare le aziende improduttive ha provocato decenni di crescita debole. </p></p>

<p><blockquote> <p>Negli Stati Uniti, dove la filosofia della “distruzione creativa” è più radicata, si è registrato un rapido incremento nei tassi di insolvenza dall’inizio della crisi. In Europa le cose sono andate diversamente, anche perché i leader politici si sono concentrati più sulla protezione dei posti di lavoro che sul miglioramento dell’efficenza imprenditoriale.</p></p>

<p></blockquote> <p>Il Financial Times cita uno specialista del debito, secondo cui </p></p>

<p><blockquote> <p>l’Europa è come un terreno boschivo coperto di erbacce che privano di sole e nutrimento gli arbusti che hanno le potenzialità per diventare solidi alberi.  Ciò di cui ha bisogno l’Europa è un incendio che ripulisca la bassa vegetazione.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 10 Jan 2013 16:05:31 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3252431</guid></item>
<item><title><![CDATA[Telecomunicazioni: Una rete unica per l’Europa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3247171-una-rete-unica-l-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p> I massimi dirigenti delle compagnie delle telecomunicazioni stanno discutendo la creazione di una rete paneuropea per unire i frammentati mercati nazionali, <a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/cb19bee8-5986-11e2-ae03-00144feab49a.html#axzz2HT3GCwYC">titola il Financial Times</a>. L’idea di unire le infrastrutture delle telecomunicazioni è nata l’anno scorso durante un incontro privato tra il commissario europeo per la competizione Joaquín Almunia e i capi dei maggiori gruppi europei, tra cui Deutsche Telekom, France Télécom, Telecom Italia e Telefónica. Lo scopo del progetto è combattere la sensazione diffusa nell’industria delle telecomunicazioni che “il mercato disgiunto dell’Europa abbia ostacolato la competizione”. Secondo il quotidiano economico </p></p>

<p><blockquote> <p>un accordo per la creazione di una rete Ue dovrà affrontare una serie di ostacoli finanziari e tecnologici, anche considerando la miriade di differenze nelle infrastrutture e nella legislazione nazionale. Tuttavia […] potrebbe portare grandi benefici al consumatore, come un prezzo unico per le telecomunicazioni e per internet in tutta Europa. </p></p>

<p></blockquote> <p>Circa quattro quinti dei clienti della telefonia mobile nell’Ue hanno un contratto con i quattro maggiori gruppi, che però operano in modo indipendente attraverso i circa 1.200 operatori di telefonia fissa e le quasi 100 reti mobili presenti nel territorio dell’Ue.  Secondo il quotidiano britannico</p></p>

<p><blockquote> <p>i grandi progetti devono affrontare ostacoli di natura politica quasi insormontabili. Per questo è molto più probabile una certa condivisione della rete senza una revisione normativa. Una soluzione del genere potrebbe essere più accettabile per i legislatori nazionali già soggetti alle leggi Ue.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Wed, 09 Jan 2013 15:01:26 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3247171</guid></item>
<item><title><![CDATA[Slovacchia: Il primato nelle esportazioni non è una buona notizia]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3189981-il-primato-nelle-esportazioni-non-e-una-buona-notizia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>“La Slovacchia produce già troppo per il mondo”, scrive Pravda. Il quotidiano sottolinea che le esportazioni rappresentano ormai il 94 per cento del pil del paese, un rapporto che rende la Slovacchia uno dei maggiori esportatori Ue dopo Malta, Lussemburgo e Ungheria, oltre che uno dei paesi più aperti del mondo in termini di scambi commerciali. L’economia slovacca è sostenuta dal <a href="/it/content/news-brief/2839421-nello-scontro-cina-giappone-vince-la-slovacchia">settore automobilistico</a>. Nel 2012 gli stabilimenti slovacchi produrranno 850mila automobili, ovvero 157 ogni mille abitanti. </p></p>

<p><blockquote> <p>Teoricamente questi due record dovrebbero essere motivo di soddisfazione, ma se osserviamo la situazione da vicino troveremo molti spunti di riflessione. I due dati dimostrano l’enorme dipendenza [dal settore automobilistico] e di conseguenza la grande vulnerabilità dell’economia. </p></p>

<p></blockquote> <p>Il quotidiano mette in guardia contro il rischio di diventare la Detroit dell’est e riempirsi di “città fantasma” se un giorno questa mono-industria dovesse crollare. Inoltre gli economisti sottolineano che la crescita economica della Slovacchia esiste solo sulla carta, e non comporta un calo della disoccupazione né riempie le casse dello stato. I costruttori di automobili beneficiano di sgravi fiscali, e dato che la maggior parte della produzione è destinata all’esportazione Bratislava non incassa le imposte sulla vendita. Il paese è troppo dipendente dal commercio e produce poco per il mercato interno. Di conseguenza, nota Pravda, </p></p>

<p><blockquote> <p>la ricetta per ridurre rapidamente l’apertura del mercato non esiste. L’unica via percorribile è quella di creare condizioni favorevoli per le imprese locali e orientarsi verso settori dal maggiore valore aggiunto.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Thu, 20 Dec 2012 15:52:19 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3189981</guid></item>
<item><title><![CDATA[Mercato: All’ombra dei cartelli]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3118431-all-ombra-dei-cartelli?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Der Tagesspiegel, Berlino &ndash; Gli accordi per la spartizione del mercato annullano la concorrenza e costano milioni di euro ai consumatori. Ma in Europa chi viene scoperto rischia al massimo una piccola multa. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3118431-all-ombra-dei-cartelli?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 05 Dec 2012 17:21:24 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3118431</guid></item>
<item><title><![CDATA[Italia: Un modello bolognese per l’industria europea]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/3116921-un-modello-bolognese-l-industria-europea?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Le Temps, Ginevra &ndash; Mentre gli stabilimenti produttivi chiudono in tutto il continente, il distretto degli imballaggi intorno a Bologna resiste alla crisi e continua a crescere grazie a una forte cultura industriale radicata nel territorio. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3116921-un-modello-bolognese-l-industria-europea?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Wed, 05 Dec 2012 13:32:27 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3116921</guid></item>
<item><title><![CDATA[Industria: Taranto e Florange, si spegne la siderurgia europea ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3083131-taranto-e-florange-si-spegne-la-siderurgia-europea?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;L&#39;Ilva chiude, 5mila a casa&rdquo;, <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2012/27-novembre-2012/ilva-operai-occupano-uffici-direzionecosi-non-possiamo-andare-avanti-2112900883388.shtml">titola il Corriere della Sera</a>. Le trattative sul futuro dell&#39;<a href="/it/content/todays-front-pages/2513861-i-titoli-di-oggi">acciaieria pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa</a>, al centro di una complicata vertenza da quando un&rsquo;inchiesta ha dimostrato che gli enormi livelli di inquinamento hanno provocato migliaia di morti nella vicina Taranto, sono arrivate a una svolta. Le autorit&agrave; hanno infatti ordinato la chiusura di alcune strutture di produzione ed emesso mandati d&rsquo;arresto per sette dirigenti. I proprietari hanno reagito chiudendo l&rsquo;impianto e mandando a casa cinquemila lavoratori. La mossa potrebbe coinvolgere altri stabilimenti e l&rsquo;indotto, provocando la perdita di oltre ventimila posti di lavoro. I sindacati hanno occupato gli uffici della direzione in segno di protesta.</p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">A Taranto la popolazione &egrave; divisa tra la paura della disoccupazione e i timori per la propria salute, scrive la Stampa. &ldquo;Schiacciata tra [&hellip;] un&rsquo;opera di risanamento ambientale tanto indifferibile quando ciclopica ed una situazione politica e sociale pericolosissima[&hellip;], [la citt&agrave;] rischia una vera e propria guerra civile&rdquo;.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">La vicenda ha ormai da tempo una rilevanza nazionale. &ldquo;Qual &egrave; il messaggio che da Taranto mandiamo a chi ci guarda per decidere se vale la pena di investire da noi?&rdquo;, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-27/diritti-negati-industria-gioco-063613.shtml?uuid=AbtCGj6G">si domanda il Sole 24 Ore</a> sottolineando che &ldquo;non pu&ograve; essere la crociata di una procura o di pochi magistrati a decidere quale debba essere la sorte di uno dei siti produttivi pi&ugrave; strategici per la politica industriale del Paese&rdquo;. Secondo il giornale di Confindustria la crisi dell&rsquo;Ilva</p></p>

<p><blockquote> <p class="p2">&nbsp;fa la gioia di una concorrenza europea che vede soccombente, per ragioni non di mercato, uno dei principali competitor continentali. Una manna per i gruppi tedeschi e francesi. In Francia, tra l&rsquo;altro, lo Stato &egrave; cos&igrave; consapevole del valore strategico della siderurgia da non esitare a invocare la nazionalizzazione di due impianti che non trovano compratori perch&egrave; poco competitivi (e inquinanti). L&rsquo;occupazione prima di tutto: i transalpini dicono senza complessi ci&ograve; che a Taranto &egrave; impossibile anche sussurrare.&nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p class="p1">A Parigi, intanto, il governo &egrave; impegnato in un braccio di ferro con la Arcelor Mittal, che vorrebbe fermare gli altiforni di Florange, in Lorena. L&rsquo;esecutivo si &egrave; detto disposto a nazionalizzare temporaneamente il sito, dove sono in pericolo 630 posti di lavoro. &ldquo;Una buona idea o una missione impossibile?&rdquo; si domanda Lib&eacute;ration. Il 27 novembre il presidente Fran&ccedil;ois Hollande dovrebbe incontrare Lakshmi Mittal per &ldquo;convincere il capo del gruppo a cedere la totalit&agrave; del sito, ovvero gli altiforni e l&rsquo;impianto per la trasformazione dell&rsquo;acciaio grezzo, la parte pi&ugrave; moderna e ancora in attivit&agrave;&rdquo;. <a href="http://www.liberation.fr/politiques/2012/11/26/l-etat-pret-a-croiser-le-fer-pour-florange_863259">Secondo il quotidiano</a></p></p>

<p><blockquote> <p class="p1">La tensione tra il governo e Mittal &egrave; al massimo. A una settimana dalla data di scadenza per la ripresa di Florange piovono le minacce. Il governo brandisce la possibilit&agrave; di una nazionalizzazione se il gruppo siderurgico non ceder&agrave; l&rsquo;intero sito. Il produttore replica che la vendita di tutte le installazioni &egrave; fuori discussione, perch&eacute; sono inseparabili dalla sua filiera industriale.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Tue, 27 Nov 2012 15:10:19 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">3083131</guid></item>
<item><title><![CDATA[Automobile: Ford lascia il Belgio per la Spagna]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/2942851-ford-lascia-il-belgio-la-spagna?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/gazet-can-anwerpen-25102012-100_0.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>La fabbrica di Ford a Genk chiuder nel 2014. La decisione, annunciata il 24 ottobre, ha provocato un&rsquo;ondata di indignazione nella stampa fiamminga [il 25 ottobre l&#39;azienda ha annunciato la chiusura di altre due fabbriche nel Regno Unito e la soppressione di 1.400 impieghi]. Tra la fabbrica e l&rsquo;indotto sono a rischiooltre diecimila posti di lavoro, e dalle pagine di Gazet van Antwerpen Paul Geudens critica la casa automobilistica americana per la sua assenza di umanit:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/gazet-can-anwerpen-logo.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>L&rsquo;editorialista ricorda che soltanto il mese scorso la direzione dell&rsquo;azienda aveva concluso un contratto per la produzione di tre nuovi modelli, e incita i sindacati e il governo belga a</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/de-standaard-100_0.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Sullo Standaard il caporedattore Bart Sturtewagen ammette che il modo in cui Ford opera  &ldquo;ripugnante&rdquo;, ma fa appello ai Belgi a &ldquo;rimboccarsi le maniche&rdquo; e a smettere di cercare a tutti i costi i colpevoli:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/ABC-100_1.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Lo spagnolo Abc pubblica in prima pagina la stessa foto di Gazet van Antwerpen, ma con un titolo molto diverso: &ldquo;Ford lascia il Belgio per la competitivit della Spagna&rdquo;.  infatti ad Almusafes, nella regione di Valencia, che sar trasferita la produzione della fabbrica di Genk:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/abc-logo.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>Secondo Abc la scelta del costruttore americano determina la perdita di diecimila posti di lavoro in Belgio ma al contempo assicura la continuit di altri 15mila impieghi in Spagna:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/files/la-libre-100_2.jpg" alt="" style="display:block;" /><p><p>La Libre Belgique ricorda le chiusure della fabbrica Renault di Vilvorde nel 1997 e quella Opel (General Motors) di Anversa nel 2010, e si domanda se &ldquo;non esista un male belga&rdquo;:</p></p><h2></h2><img src="http://www.presseurop.eu/" alt="" style="display:block;" /><p><p>In ogni caso Peter Van Houte, capo economista di Ing intervistato dal quotidiano belga, sottolinea che &ldquo;ignorare il problema del costo [del lavoro] in Belgio sarebbe irresponsabile, [&hellip;] ma sarebbe sbagliato anche considerarlo l&rsquo;unica causa&rdquo;. Per spiegare il clima poco favorevole alle multinazionali bisogna aggiungere elementi &ldquo;legati alle dimensioni del paese, alle decisioni politiche e alle prospettive strategiche&rdquo;. L&rsquo;ultimo rapporto di competitivit della Banca mondiale conferma una tendenza ormai chiara, facendo passare il Belgio &ldquo;dal ventesimo posto del 2008 al trentatreesimo del 2012. In questo stesso lasso di tempo altri paesi hanno fatto passi avanti.  il caso delle Spagna, risalita dal sessantaduesimo al quarantaquattresimo posto&rdquo;.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Oct 2012 16:45:11 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2942851</guid></item>
<item><title><![CDATA[Europe centro-orientale: Le grandi aziende non sentono la crisi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2641211-le-grandi-aziende-non-sentono-la-crisi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p class="p1">&quot;Per ora le 500 imprese pi&ugrave; grandi dell'Europa centrale e orientale resistono bene alla crisi&quot;, titola Hospodařsk&eacute; Noviny. Secondo il <a href="http://img.ihned.cz/attachment.php/190/41889190/WPk7aw2E6IeVQpbyiq8djuBzgAJ0M5FH/120905_22_01.png" target="_self">rapporto annuale</a> dello studio Deloitte sulle principali societ&agrave; di 18 paesi della regione, i profitti sono aumentati di quasi il 30 per cento nel 2011. I pi&ugrave; ricchi sono i costruttori automobilistici e gli operatori del settore energetico.</p></p>

<p><p> </p><p>Il fatturato totale delle 500 pi&ugrave; grandi societ&agrave; della regione &egrave; passato da 612 a 707 miliardi di euro, un aumento del 16 per cento, ma il loro rendimento &egrave; sceso del 3,5 per cento. &quot;Questo pu&ograve; preannunciare un imminente rallentamento, ma non pu&ograve; di certo essere definito come un sintomo della crisi&quot;, osserva un analista di Deloitte. Tuttavia la situazione potrebbe aggravarsi in caso di crollo dell'euro, avverte il quotidiano economico:</p></p>

<p><blockquote> <p>La Slovacchia e la Slovenia, che pagano in euro, sono attualmente fra i paesi pi&ugrave; minacciati. Ma a causa dell'alto livello di integrazione economica anche i paesi che hanno mantenuto le loro monete nazionali sarebbero in pericolo.</p></p>

<p></blockquote> <p>Deloitte, che pubblica il rapporto annuale dal 2006, osserva anche che la crisi potrebbe coinvolgere delle imprese ancora in buona salute ma gi&agrave; colpite dal rallentamento dell'economia. Le imprese bulgare e romene (come Petrom e Automobile-Dacia) sembrano pi&ugrave; vulnerabili, mentre quelle polacche (per esempio le compagnie petrolifere Pkn Orlen e Lotos) sembrano pi&ugrave; solide.</p></p>

<p><p>Le principali forze economiche ceche come Skoda Auto, la compagnia elettrica nazionale Čez e Agrofert (agroalimentare) hanno progredito meno rapidamente delle imprese slovacche (Slovnaft, US Steel Ko*ce), ma ottengono comunque profitti doppi rispetto alla media della regione.</p></p>

<p><p class="p1">&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 05 Sep 2012 15:44:10 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2641211</guid></item>
<item><title><![CDATA[Svizzera: Minaccia sui paradisi di materie prime ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2588761-minaccia-sui-paradisi-di-materie-prime?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&nbsp;</p></p>

<p><p class="p1">L&rsquo;Ue ha preso di mira il <a href="/it/content/article/2575361-l-uomo-che-valeva-miliardi">segreto bancario</a> svizzero. Dal 2005 Bruxelles chiede infatti di poter visionare alcuni conti svizzeri relativi al regime fiscale di imprese che commerciano in materie prime (benzina, metano e cereali) registrate nel territorio della confederazione elvetica. Se la Svizzera &egrave; diventata leader mondiale del settore &egrave; in parte grazie a &ldquo;una fiscalit&agrave; preferenziale che permette alle multinazionali di pagare meno tasse rispetto alle imprese locali&rdquo;, <a href="http://www.letemps.ch/Page/Uuid/34878cac-efba-11e1-8bdb-e94a7ecbe188/Casse-t%C3%AAte_l%C3%A9manique" target="_self">ricorda Le Temps</a> nel suo editoriale. &nbsp;</p></p>

<p><p>&ldquo;Utilizzato in massa dai trader di materie prime, questo sistema &egrave; considerato discriminatorio dall&rsquo;Ue&rdquo;, <a href="http://www.letemps.ch/Page/Uuid/3518abf6-efba-11e1-8bdb-e94a7ecbe188/Les_pressions_de_lUE_menacent_le_paradis_du_n%C3%A9goce" target="_self">spiega il quotidiano</a>. Oggi, davanti all&rsquo;impazienza di Bruxelles, Berna propone di adottare una tassa unica per tutte le aziende pur di non subire sanzioni. Secondo l&rsquo;editorialista del quotidiano, questa soluzione &ldquo;somiglia a un rompicapo&rdquo;, perch&eacute;&nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p>se tassano i trader al tasso ordinario attuale, loro se ne andranno, cancellando migliaia di posti di lavoro [&hellip;] e milioni [di franchi svizzeri] di entrate fiscali. Se invece abbasseranno l&rsquo;imposta ordinaria a un tasso giudicato accettabile dal settore, creeranno grossi buchi nei loro bilanci. &nbsp;</p></p>

<p></blockquote> <p>Unificare i tassi sulle imprese presuppone per&ograve; l&rsquo;armonizzazione fiscale dei cantoni svizzeri e dunque dev&rsquo;essere oggetto di una votazione. In quest&rsquo;ottica l&rsquo;editorialista di Le Temps lancia un avvertimento: &nbsp;</p></p>

<p><blockquote> <p>Se la Svizzera pu&ograve; trarre un insegnamento dal crollo del settore bancario &egrave; questo: &egrave; rischioso costruire la propria prosperit&agrave; su vantaggi legislativi che la pressione internazionale pu&ograve; fare saltare nel giro di qualche mese.</p></p>

<p></blockquote> <p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Aug 2012 14:12:59 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2588761</guid></item>
<item><title><![CDATA[Auto: Psa, il made in France a rischio]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2346011-psa-il-made-france-rischio?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il piano di ristrutturazione di Psa, il primo costruttore automobilistico francese, &egrave; &ldquo;tutto meno che un caso&rdquo;, <a href="http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2012/07/12/10001-20120712ARTFIG00643-psa-tout-sauf-un-hasard8230.php " target="_self">titola l&rsquo;editoriale di Le Figaro</a>. Peugeot-Citro&euml;n ha annunciato ieri la cancellazione di ottomila posti di lavoro in Francia e la chiusura dell&rsquo;impianto di Aulnay-sous-Bois, vicino Parigi.&nbsp;</p></p>

<p><p>Il quotidiano di destra considera la vicenda &ldquo;una temibile prova iniziatica&rdquo; per il governo socialista e analizza le cause di questa &ldquo;catastrofe sociale&rdquo;:</p></p>

<p><blockquote> <p>Qual &egrave; il male della casa automobilistca? Prima di tutto &egrave; troppo europea e in particolar modo troppo francese. La questione &egrave; paradossale: additato come esempio virtuoso per aver mantenuto circa la met&agrave; della produzione all&rsquo;interno dei confini nazionali (diversamente da Renault che sopravvive grazie ai modelli low-cost fabbricati in Romania o in Marocco) il gruppo Psa soffre dei mali che stanno distruggendo metodicamente la nostra industria.</p></p>

<p></blockquote> <p>Il quotidiano di sinistra <a href="http://www.liberation.fr/economie/2012/07/12/l-auto-made-in-france-cherche-un-second-souffle_" target="_self">Lib&eacute;ration sottolinea</a> invece il ruolo giocato dall&rsquo;Europa in questo &ldquo;fiasco&rdquo;:</p></p>

<p><blockquote> <p>L&rsquo;Europa ha una grossa responsabilit&agrave; nel disastro tricolore. Sostenendo il liberoscambismo ha aperto il mercato ai costruttori coreani (che hanno approfittato dell&rsquo;occasione), mentre le vendite europee in Corea restano confidenziali. L&rsquo;Europa ha inoltre partecipato al finanziamento delle nuove fabbriche in Europa dell&rsquo;est, che hanno messo in ginocchio gli impianti francesi. Tuttavia va detto che &egrave; in corso un&rsquo;importante presa di coscienza. Il rapporto europeo Cars 21, pubblicato a giugno, raccomanda infatti che l&rsquo;apertura dei mercati sia rigorosamente reciproca per mantenere &lsquo;una base industriale forte&rsquo;.</p></p>

<p></blockquote></p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Jul 2012 15:30:18 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">2346011</guid></item>
<item><title><![CDATA[Auto: Incrocio pericoloso ]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1846781-incrocio-pericoloso?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Gazeta Wyborcza, Varsavia &ndash; L’industria automobilistica, cruciale per l’economia europea, è tra i settori più colpiti dalla crisi. I costruttori devono scegliere se delocalizzare la produzione o tentare il rilancio. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1846781-incrocio-pericoloso?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:35:08 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1846781</guid></item>
<item><title><![CDATA[Industria automobilistica: Brusca frenata per i produttori europei]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1639291-brusca-frenata-i-produttori-europei?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il mercato europeo dell'automobile continua a registrare dati allarmanti. <a target="_self" href="http://www.lesechos.fr/entreprises-secteurs/auto-transport/actu/0201951388058-psa-et-renault-derapent-sur-le-marche-europeen-302627.php">Secondo il quotidiano economico Les Echos</a>, nel mese di febbraio le vendite complessive del settore sono calate del&nbsp; 9,7. I costruttori francesi sono tra i pi&ugrave; colpiti dalla flessione: Renault ha registrato un calo del 27,7 per cento, Peugeot del 20,9 per cento e Citro&euml;n del 12 per cento (gruppo Psa). Con ogni probabilit&agrave; i grandi gruppi europei continueranno a farsi una concorrenza spietata, vendendo le loro auto a prezzi inferiori fino al 20 per cento rispetto al catalogo. </p></p>

<p><p>In Italia la situazione non &egrave; certo migliore, <a target="_self" href="http://www.repubblica.it/economia/2012/03/15/news/immatricolazioni_auto_europa_crolla_fiat-31563833/">scrive</a> Repubblica: nel febbraio 2012 le vendite di Fiat sono calate del 16,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2011. Il 16 marzo l'amministratore delegato Sergio Marchionne incontrer&agrave; il capo del governo italiano Mario Monti per discutere la strategia dell'azienda per i prossimi anni.</p>

<p></p></p>]]></description><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 15:11:27 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1639291</guid></item>
<item><title><![CDATA[Paesi Bassi: Vietata la “droga” dei somali]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1383131-vietata-la-droga-dei-somali?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Il <a target="_self" href="http://www.rijksoverheid.nl/nieuws/2012/01/10/verbod-op-qat.html">governo olandese ha deciso</a> di vietare il qat in seguito alla pubblicazione di uno <a target="_self" href="http://www.trimbos.nl/nieuws/trimbos-nieuws/qatgebruik-onder-somaliers-in-nederland">studio</a> sul consumo di questa sostanza da parte degli immigrati somali. Secondo tale studio masticare il qat &ndash; una pianta le cui foglie hanno effetti equiparabili a quelli delle anfetamine &ndash; &ldquo;nuoce alla salute e causa problemi sociali&rdquo;. La stampa locale ha reagito con stupore a questo annuncio. </p></p>

<p><p><a target="_self" href="http://www.trouw.nl/">Trouw</a> titola &ldquo;Quasi innocuo, ma proibito comunque&rdquo;, mentre <a target="_self" href="http://www.volkskrant.nl/vk/article/search.do?language=nl&amp;navigationItemId=2">De Volkskrant scrive</a> che &ldquo;dei 27mila somali presenti nei Paesi Bassi soltanto il 10 per cento &egrave; dipendente dal qat&rdquo;. Il quotidiano aggiunge che proibendo uno stimolante e per di pi&ugrave; inserendolo nell&rsquo;elenco delle droghe pesanti il governo non centra il proprio obiettivo: &ldquo;Provvedimenti mirati probabilmente avrebbero sortito maggiori effetti di un divieto generalizzato&rdquo;, tanto pi&ugrave; che si rischia di incrementare il contrabbando.</p>

<p></p> <p><a target="_self" href="http://weblogs.nrc.nl/rechtenbestuur/2012/01/11/het-verbieden-van-qat-is-makkelijk-maar-niet-voldoende/">Nrc Handelsblad scrive</a> che &ldquo;in Europa l&rsquo;importazione del qat &egrave; legale soltanto nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. L&rsquo;aeroporto di Schiphol e il vicino comune di Uithoorn sono diventati il centro del mercato europeo&rdquo;. Secondo il quotidiano &ldquo;la diffidenza nei confronti della Somalia come partner commerciale&rdquo; ha pesato nella decisione del governo, che ritiene che &ldquo;gli introiti del commercio del qat siano utilizzati per attivit&agrave; terroristiche nel Corno d&rsquo;Africa&rdquo;.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:06:21 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1383131</guid></item>
<item><title><![CDATA[Alimentazione: A tavola con gli amici]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1173021-tavola-con-gli-amici?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Süddeutsche Zeitung, Monaco &ndash; L&#039;Autorità europea per la sicurezza alimentare dovrebbe vigilare sui cibi in vendita nell&#039;Ue. Ma i suoi responsabili sono un po&#039; troppo vicini alle grandi aziende alimentari che dovrebbero sorvegliare. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/1173021-tavola-con-gli-amici?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 15 Nov 2011 16:03:22 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1173021</guid></item>
<item><title><![CDATA[Italia: La Fiat se ne va]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1021361-la-fiat-se-ne-va?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;Confindustria, lo strappo della Fiat&quot;, titola Il Sole 24 Ore. L'amministratore della maggiore azienda automobilistica italiana Sergio Marchionne ha annunciato l'uscita del gruppo dalla confederazione degli industriali. Dopo mesi di attrito, la rottura &egrave; stata provocata dalla decisione di Confindustria di rinunciare alla norma sui licenziamenti introdotta dall'ultima finanziaria, in seguito allo sciopero generale proclamato il 6 settembre scorso dalla Cgil.</p>

<p>Il quotidiano di Confindustria <a target="_self" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-04/virus-politica-tabu-superare-064254.shtml?uuid=AaS9Dn9D">condanna</a> duramente la mossa &quot;politica&quot; di Marchionne e difende la scelta dell'accordo con i sindacati, &quot;forze sociali pi&ugrave; forti del pi&ugrave; forte partito.&quot; La linea dura della Fiat sulla flessibilit&agrave; in uscita potrebbe mettere a repentaglio la coesione sociale, &quot;un valore per la competitivit&agrave; stessa dell'Italia. Se [nel nostro paese] non ci sono indignados fuori controllo come altrove, forse non &egrave; un caso&quot;.</p>

<p>Sull'altro fronte La Stampa, controllata dal gruppo Fiat, <a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9279">difende</a> Marchionne e avverte che piegarsi ai sindacati significa &quot;scegliere la strada del 'piccolismo', dell&rsquo;irrilevanza internazionale, del Paese-museo&quot;. L'Italia deve decidere &quot;se vuole cercar di giocare una partita economica di primo piano. Se lo vuol fare non potr&agrave; difendere i diritti attuali di tutti se non riducendo di fatto i diritti di chi &egrave; senza lavoro e delle nuove generazioni, come purtroppo sta succedendo&quot;.</p>

<p>In ogni caso si tratta di un &quot;momento storico&quot;, <a target="_self" href="http://www.repubblica.it/economia/2011/10/04/news/giannini_marchionne-22652189/?ref=HREC1-2">scrive La Repubblica</a>. &quot;Per un secolo Fiat e Confindustria sono state una cosa sola. La prima sceglieva i presidenti della seconda. Un unico, vero Potere Forte, che condizionava i governi e ne orientava le politiche. [...] Mentre esce da Confindustria, la Fiat sembra fare un passo in pi&ugrave; verso un'altra uscita, molto pi&ugrave; significativa: l'uscita dall'Italia&quot; pi&ugrave; volte minacciata da Marchionne dopo l'acquisto della quota di maggioranza della statunitense Chrysler. La Fiat &quot;ha scelto di scommettere tutte le sue carte solo sulla ruota americana di Detroit, e ha scelto di giocare la partita della concorrenza domestica solo sul piano dei tagli alla produzione e al costo del lavoro. [...] Dopo il divorzio da Confindustria, arriver&agrave; anche il divorzio dall'Italia&quot;.</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:44:10 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1021361</guid></item>
<item><title><![CDATA[Commercio: L’Ue apre ai prodotti palestinesi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1001341-l-ue-apre-ai-prodotti-palestinesi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>Mentre i ventisette non riescono a trovare una posizione comune sul riconoscimento dello stato palestinese, il Parlamento europeo ha deciso di aprire le frontiere dell'Unione ai prodotti agricoli palestinesi a partire dal gennaio 2012, <a href="http://edicionimpresa.lavanguardia.com/premium/epaper/20110928/54222778564.html" target="_self">riferisce La Vanguardia</a>. Finora i prodotti palestinesi erano &quot;sotto stretto controllo&quot; delle autorit&agrave; doganiere israeliane, spiega il quotidiano di Barcellona. Secondo i termini dell'<a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+PV+20110927+ITEM-008-01+DOC+XML+V0//IT" target="_self">accordo</a> concluso con le autorit&agrave; palestinesi &quot;i prodotti agricoli e il pescato provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania avranno accesso al mercato comunitario senza essere tassati e, per la maggior parte, senza quote limite&quot;. I produttori &quot;saranno per&ograve; obbligati a rispettare le regole europee sull'origine dei prodotti: l'Unione europea considera infatti i territori occupati come parte della Palestina e non di Israele&quot;. In questo modo &quot;le imprese israeliane con sede nelle colonie non potranno pi&ugrave; aggirare il sistema&quot; e includere i loro prodotti nell'ambito delle quote dell'accordo commerciale tra Ue e Israele. Secondo La Vanguardia nel 2009 le esportazioni dalla Palestina all'Ue hanno raggiunto i 6,1 milioni di euro, mentre quelle in senso inverso hanno superato i 50 milioni di euro.&nbsp; </p></p>]]></description><pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:47:44 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">1001341</guid></item>
<item><title><![CDATA[Romania: Torna la febbre dell’oro]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/954231-torna-la-febbre-dell-oro?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Revista 22, Bucarest &ndash; Con il prezzo del principale bene rifugio alle stelle, il governo vuole riaprire la miniera più grande del paese. Ma i rischi ambientali e la poca trasparenza dell&#039;operazione suscitano diverse preoccupazioni. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/954231-torna-la-febbre-dell-oro?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 15 Sep 2011 17:53:25 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">954231</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ue-Cina: Se Pechino assedia l’Europa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/745721-se-pechino-assedia-l-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[The Guardian, Londra &ndash; Indebolita dalla crisi del debito, l&#039;Europa sta aprendo le porte agli investimenti cinesi. Per questo oggi è urgente capire che tipo di potenza sta diventando la Cina, scrive Timothy Garton Ash. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/745721-se-pechino-assedia-l-europa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 28 Jun 2011 16:42:03 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">745721</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polonia-Germania: Berlino e Varsavia sempre più vicine]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/718391-berlino-e-varsavia-sempre-piu-vicine?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;Mano nella mano con i tedeschi&quot;, <a target="_self" href="http://wyborcza.pl/1,75248,9800598,Reka_w_reke_z_Niemcami.html">titola Gazeta Wyborcza</a> in occasione del ventesimo anniversario del <a target="_self" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Treaty_of_Good_Neighbourship">Trattato di cooperazione</a>, una delle pietre miliari delle relazioni postbelliche tra Germania e Polonia. Marted&igrave; 21 giugno un piano di cooperazione a lungo termine tra i due paesi sar&agrave; firmato dal primo ministro Donald Tusk e dalla cancelliera Angela Merkel durante la sessione congiunta dei due governi organizzata nell'ambito delle celebrazioni dell'anniversario. &quot;Vogliamo costruire una partnership polacco-tedesca per l'Europa&quot;, sottolinea un diplomatico polacco citato dal quotidiano. Oltre a una cooperazione pi&ugrave; stretta con l'Unione europea, il piano prevede la costruzione di collegamenti ferroviari ad alta velocit&agrave;, gasdotti, introduzione di corsi di studio sulla Polonia in diverse universit&agrave; tedesche e una maggiore collaborazione nel campo della scienza. &quot;&Egrave; un documento molto significativo. L'anno scorso abbiamo firmato un programma simile con la Francia. Non esistono esempi pi&ugrave; stretti di cooperazione in Europa&quot;, ha garantito al quotidiano di Varsavia un diplomatico tedesco.</p></p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jun 2011 12:17:36 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">718391</guid></item>
<item><title><![CDATA[Svezia: I cinesi salvano la Saab]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/631541-i-cinesi-salvano-la-saab?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;I cinesi dicono s&igrave;&quot;, titola <a target="_self" href="http://di.se/">Dagens industri</a> all'indomani dell'annuncio di Spyker, societ&agrave; olandese proprietaria della Saab, della firma di un accordo di partenariato strategico con la casa automobilistica cinese Hawtai. I cinesi, precisa il quotidiano economico, si sono impegnati a versare 150 milioni di euro alla Saab, le cui difficolt&agrave; finanziarie di sono aggravate nelle ultime settimane al punto tale che la produzione &egrave; stata interrotta all'inizio di aprile. L'accordo prevede una joint venture sulla produzione, lo scambio di tecnologie e la distribuzione. &quot;Il partenariato ci assicura il finanziamento a medio termine e ci permette di far breccia nel mercato cinese&quot;, ha dichiarato a Dagens Industri il patron di Saab Victor Muller.&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Tue, 03 May 2011 13:13:28 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">631541</guid></item>
<item><title><![CDATA[Romania: Allarme per la delocalizzazione della Dacia]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/531471-allarme-la-delocalizzazione-della-dacia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;La minaccia del Marocco&quot;, <a href="http://www.gandul.info/news/intalnire-decisiva-pentru-dacia-made-in-romania-amenintarea-marocului-8035171" target="_blank">titola G&acirc;ndul</a>. L'eventualit&agrave; che la Renault decida di trasferire in Marocco la produzione di alcuni modelli della <a href="/it/content/news-brief/86771-dacia-amore-mio" target="_blank">Dacia</a>, storico marchio romeno di auto a basso costo, preoccupa la Romania. Secondo il quotidiano le ragioni che giustificherebbero la delocalizzazione sono essenzialmente due: innanzitutto &quot;il malcontento della direzione per le richieste di aumento salariale da parte dei sindacati, 125 euro in pi&ugrave; al mese pi&ugrave; un premio annuale di 175 euro rispetto al salario medio di 520 euro&quot; e la convenienza del trasporto via mare rispetto a quello via terra, anche a causa del pessimo stato delle strade romene. Inoltre la paga oraria a Tangeri sarebbe di cinque euro l'ora contro gli otto in Romania. Il quotidiano ricorda per&ograve; che nel 2010 la fabbrica di Mioveni ha fruttato 2,5 miliardi di euro di esportazioni, il 7 per cento del totale del paese, e che la Dacia impiega 150mila persone in tutta la Romania, di cui 20mila soltanto a Mioveni.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 07 Mar 2011 11:52:01 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">531471</guid></item>
<item><title><![CDATA[Spagna: Barcellona, la più amata dai turisti]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/435131-barcellona-la-piu-amata-dai-turisti?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&ldquo;Barcellona chiude il 2010 con un record di turisti&quot;, titola El Peri&oacute;dico de Catalunya. Con pi&ugrave; di 7 milioni di visitatori il capoluogo catalano realizza la &quot;sua migliore annata turistica nella storia&quot;, <a target="_blank" href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/barcelona/20101220/barcelona-despedira-con-lleno-hotelero-mejor-ano-turistico/630766.shtml">sottolinea il quotidiano</a> di Barcellona. Questo risultato arriva contemporaneamente all'<a target="_blank" href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/sociedad/20101220/alta-velocidad-cruza-pirineo/631009.shtml">inaugurazione della linea ad alta velocit&agrave;</a> tra Figueres (Spagna) e Perpignan (Francia). <a target="_blank" href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/opinion/20101220/barcelona-supera/631013.shtml">El Peri&oacute;dico esulta</a> per i numeri del turismo, precisando che la citt&agrave; di Barcellona gode del &quot;miglior rapporto qualit&agrave;/prezzo&quot; tra le capitali europee. Il quotidiano approva inoltre l'istituzione di&nbsp;una tassa per i turisti che visitano la citt&agrave;, precisando che bisogna &quot;ostacolare il pi&ugrave; possibile&quot; la tendenza dei grandi centri storici a diventare &quot;parchi a tema&quot;.</p></p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Dec 2010 12:27:27 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">435131</guid></item>
<item><title><![CDATA[Inchiesta: Gli schiavi che pescano per l’Europa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/355711-gli-schiavi-che-pescano-l-europa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[The Guardian, Londra &ndash; Gran parte del pesce consumato nel continente proviene da pescherecci di frodo che sfruttano manodopera schiavizzata e distruggono le riserve dell&#039;Africa occidentale. Lo rivela una ong britannica. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/355711-gli-schiavi-che-pescano-l-europa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Thu, 07 Oct 2010 16:57:17 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">355711</guid></item>
<item><title><![CDATA[Ungheria: Opel va a est]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/343741-opel-va-est?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;Il motore Opel s'imballa&quot;, <a target="_blank" href="http://nol.hu/lap/gazdasag/20100922-szentgotthardbol_detroit_lesz">titola N&eacute;pszabads&aacute;g</a> dopo che la filiale di General Motors ha annunciato di voler investire 500 milioni di euro per raddoppiarne la capacit&agrave; di produzione della fabbrica di Szentgotth&aacute;rd. Mentre lo stabilimento Opel di Anversa (Belgio) &egrave; sul punto di&nbsp; essere definitivamente chiuso, l'azienda creer&agrave; in Ungheria 800 nuovi posti di lavoro nell'immediato, e circa 2500 nel complesso, spiega il quotidiano. Lo stato ha accordato una sovvenzione di 27 milioni di euro a condizione che lo stabilimento resti in Ungheria per i prossimi vent'anni.</p></p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Sep 2010 12:16:42 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">343741</guid></item>
<item><title><![CDATA[Economia: Non abbiamo paura della Cina]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/327381-non-abbiamo-paura-della-cina?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[De Standaard, Bruxelles &ndash; Il gigante asiatico cresce a vista d&#039;occhio ed è ormai la seconda economia del mondo. Ma non è il caso di allarmarsi troppo: la sua crescita è destinata a rallentare, e l&#039;Europa è già riuscita a superare la concorrenza orientale. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/327381-non-abbiamo-paura-della-cina?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:18:47 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">327381</guid></item>
<item><title><![CDATA[Pesca: La guerra dello sgombro]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/322461-la-guerra-dello-sgombro?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[The Guardian, Londra &ndash; L&#039;aumento unilaterale delle quote pesca da parte di Islanda e Isole Faroer sta irritando la Norvegia e la Scozia, che temono per la propria industria ittica. L&#039;Unione europea, però, non ha ancora elaborato una strategia per far rispettare gli accordi. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/322461-la-guerra-dello-sgombro?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 24 Aug 2010 15:49:52 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">322461</guid></item>
<item><title><![CDATA[Repubblica Ceca: Una provincia economica della Germania]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/290801-una-provincia-economica-della-germania?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;Una boccata d'aria per l'economia ceca&quot;, si legge sulla <a href="http://byznys.lidovky.cz/cesky-export-ohromil-silnym-rustem-vratil-se-na-uroven-pred-krizi-10w-/statni-pokladna.asp?c=A100707_111732_statni-pokladna_nev" target="_blank">prima pagina di Lidov&eacute; Noviny</a>. Le esportazioni, vero motore dell'economia locale, a maggio sono aumentate del 24,4 per cento rispetto allo stesso mese del 2009. La ripresa &egrave; dovuta al rilancio della Germania, il principale partner del paese, le cui imprese appaltano buona parte delle loro commesse proprio in Cechia. &quot;Il mondo chiede qualit&agrave; tedesca a prezzi vantaggiosi, e noi ne approfittiamo&quot;, spiega il quotidiano. La dipendenza dal grande vicino &egrave; cos&igrave; stretta che il giornale di Praga definisce la Repubblica Ceca il diciassettesimo Land tedesco. In quest'ottica, l'interesse nazionale ceco consiste soprattutto nel combattere le pressioni di Bruxelles e Parigi nei confronti di Berlino.</p>

<p>&nbsp;</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:53:49 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">290801</guid></item>
<item><title><![CDATA[Grecia: La Cina approfitta dei saldi della crisi]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/255561-la-cina-approfitta-dei-saldi-della-crisi?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;Vogliono trasformare il Pireo nella porta d'Europa&quot;, <a target="_blank" href="http://www.tanea.gr/default.asp?pid=2&amp;ct=1&amp;artId=4575537">scrive Ta Nea</a>. &quot;Loro&quot; sono quelli della China Ocean Shipping Company (Cosco), che dopo aver comprato nel 2009 una sezione del porto del Pireo &quot;hanno manifestato l'intenzione di rilevare i porti di Salonicco, Kavala e Alessandropoli, nel nord del paese&quot;, spiega il quotidiano. Come se non bastasse il &quot;manager di Cosco, Wei Jiafu, &egrave; interessato anche alla rete ferroviaria, alla marina mercantile, al turismo, alle costruzioni, all'aeroporto di Creta e molto altro&quot;. Il &quot;capitano Wei&quot; &egrave; stato ricevuto dal premier George Papandreou, che secondo Ta Nea si aspetta dalla compagnia cinese investimenti per un valore totale di circa 3 miliardi di dollari. &quot;La Grecia sta diventando l'ingresso principale in Europa per i cinesi&quot;, conferma la <a target="_blank" href="http://www.sueddeutsche.de/">S&uuml;ddeutsche Zeitung</a>, secondo cui la Cosco &egrave; per il paese &quot;un barlume di speranza in questi tempi bui&quot;. Il quotidiano tedesco ipotizza anche, non senza preoccupazione, che il colosso cinese possa spostare il suo quartier generale da Amburgo ad Atene.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 20 May 2010 14:18:18 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">255561</guid></item>
<item><title><![CDATA[Auto: La Fiat punta sull’Italia]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/237131-la-fiat-punta-sull-italia?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;La Fiat si sdoppia e rilancia&quot;, titola La Stampa a proposito della rivoluzione all'interno della maggiore azienda italiana. Luca Cordero di Montezemolo ha lasciato la presidenza a John Elkann, ultimo rampollo della storica famiglia Agnelli, che si &egrave; presentato con un nuovo e ambizioso piano industriale. A <a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7250&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">illustrarlo al quotidiano</a> di propriet&agrave; del gruppo &egrave; l'a.d. Sergio Marchionne: separazione tra auto e altri settori produttivi, nuove alleanze globali, attenzione ai mercati emergenti e rilancio della produzione nella &quot;Fabbrica Italia&quot;. Se i sindacati creeranno problemi, per&ograve;, &egrave; gi&agrave; pronto un piano B: &quot;Abbiamo la possibilit&agrave; di prendere la baracca produttiva e impiantarla altrove&quot;.</p></p>

<p><p> <a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7251&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">Secondo Mario Deaglio</a>, il piano &egrave; in linea con le prospettive di &quot;un grande mercato globale con pochissimi produttori per i quali la soglia di sopravvivenza &egrave; stimata in 6-7 milioni di veicoli l'anno&quot;. Continuare con le alleanze &egrave; l'unica soluzione, come ha dimostrato l'acquisizione di Chrysler &ndash; tornata a generare profitti &ndash; da parte di Fiat e il recente accordo Renault-Daimler. In contrasto con il torpore generale, il piano &egrave; un &quot;primo contributo alla messa a punto della nuova Italia economica che emerger&agrave; dalla crisi attuale&quot;, conclude Deaglio.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Apr 2010 14:36:58 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">237131</guid></item>
<item><title><![CDATA[Belgio: Gli indiani alla conquista di Anversa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/215721-gli-indiani-alla-conquista-di-anversa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[De Morgen, Bruxelles &ndash; Nella capitale mondiale dei diamanti il commercio delle pietre preziose non è più appannaggio degli ebrei ortodossi: gli indiani giainisti arrivati negli anni ottanta hanno preso il loro posto, cambiando il volto della città fiamminga. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/215721-gli-indiani-alla-conquista-di-anversa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 23 Mar 2010 16:28:12 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">215721</guid></item>
<item><title><![CDATA[Polemica: Il modello tedesco sotto accusa]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/211281-il-modello-tedesco-sotto-accusa?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[Presseurop,  &ndash; La preponderanza commerciale tedesca indebolisce le economie europee. L&#039;accusa della ministra francese dell&#039;economia, sempre più condivisa dal resto d&#039;Europa, accende il dibattito sulla stampa dei due paesi. <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/211281-il-modello-tedesco-sotto-accusa?xtor=RSS-18">Leggi il resto</a>.]]></description><pubDate>Tue, 16 Mar 2010 17:03:57 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">211281</guid></item>
<item><title><![CDATA[Internet: Google nel mirino di Bruxelles]]></title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/198591-google-nel-mirino-di-bruxelles?xtor=RSS-18</link><description><![CDATA[<p><p>&quot;La potenza di Google preoccupa gli europei&quot;, titola <a target="_blank" href="http://www.lefigaro.fr/">Le Figaro</a>. Tre siti si sono rivolti alla Commissione europea per denunciare le pratiche sleali della compagnia. I primi due siti, un comparatore di prezzi e un motore di ricerca giuridico, si lamentano di essere stati relegati agli ultimi posti tra i risultati delle ricerche, mentre il terzo contesta le condizioni contrattuali della pubblicit&agrave; online. Erano gi&agrave; stati presentati dei <a target="_blank" href="http://www.lefigaro.fr/societes/2010/02/25/04015-20100225ARTFIG00012-google-des-pays-europeens-engagent-aussi-des-poursuites-.php">reclami</a> in seguito alle misure prese da Germania e Italia contro Google, che detiene il 90 per cento di alcuni settori del mercato europeo, e la Francia sta per aprire un'inchiesta. &quot;Ironia della sorte, il gigante di internet si ritrova nel mirino della Commissione proprio quando Microsoft ha cessato le ostilit&agrave; con Bruxelles&quot;, sottolinea Le Figaro. Ma per Google &quot;le similitudini si fermano qui: in dieci anni di conflitti sull'abuso di posizione dominante, Microsoft aveva dovuto pagare 1,68 miliardi di euro&quot;.</p></p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:19:40 +0100</pubDate><guid isPermalink="false">198591</guid></item>
</channel></rss>