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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Trattato di Lisbona]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Unione europea | La fine del mito dell'uguaglianza (Gazeta Wyborcza, Varsavia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1404701-la-fine-del-mito-dell-uguaglianza</link><description><![CDATA[Secondo la retorica comunitaria i paesi membri hanno tutti la stessa dignità. Ma gli sviluppi delle ultime settimane dimostrano il contrario, e il criterio gerarchico è ormai istituzionalizzato. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:25:32 +0100</pubDate><guid>1404701</guid></item>
<item><title>Rivolte arabe | Il buon esempio dell'Europa (Frankfurter Rundschau, Francoforte)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/515741-il-buon-esempio-dell-europa</link><description><![CDATA[Bugiardi, disonesti e spesso irresponsabili, i leader europei non hanno alcuna credibilità quando cercano di sostenere i valori fondanti dell&#039;Unione. Il loro atteggiamento nei confronti del Nord Africa lo dimostra una volta di più. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:22:14 +0100</pubDate><guid>515741</guid></item>
<item><title>Parlamento europeo | Gli eurodeputati contro la sede di Strasburgo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/499171-gli-eurodeputati-contro-la-sede-di-strasburgo</link><description><![CDATA[<p>Un risparmio di 180 milioni di euro all'anno, 317 funzionari europei in meno e una riduzione di 19mila tonnellate di emissioni di CO2: ecco cosa cambierebbe se il Parlamento europeo scegliesse Bruxelles come sede unica. Oggi i 736 deputati europei e il loro collaboratori percorrono una volta al mese i 431 chilometri che separano la &quot;capitale&quot; dell'Ue da Strasburgo per rimanervi in sessione 4 giorni. Anche se Strasburgo &egrave; la sede ufficiale del Parlamento i deputati trascorrono la maggior parte del tempo lavorativo a Bruxelles. Di sicuro questo &quot;trasloco mensile costa molto denaro e non &egrave; un bene per l'ambiente n&eacute; per la salute dei deputati&quot;, nota De Standaard. Il quotidiano riporta un&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.emcmillanscott.com/resources/A+Tale+of+Two+Cities.pdf ">sondaggio</a> pubblicato il 10 febbraio dal vicepresidente del Parlamento, il liberale britannico <a target="_blank" href="http://www.emcmillanscott.com/">Edward McMillan-Scott</a>: il 91 per cento dei deputati e dei loro collaboratori sperano che Bruxelles diventi la sede unica del Parlamento. &quot;Il dibattito &egrave; di nuovo aperto, ma resta lontano dal chiudersi&quot;, nota il quotidiano belga. Infatti il <a target="_blank" href="http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/index_it.htm">trattato di Lisbona</a> non prevede che i deputati possano scegliersi il luogo di lavoro. Inoltre il governo francese e alcuni parlamentari molto influenti come i presidenti di Ppe e Pse, il francese Joseph Daul e il tedesco Martin Schulz, si oppongono all'abbandono di Strasburgo.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 11 Feb 2011 12:41:16 +0100</pubDate><guid>499171</guid></item>
<item><title>Diritti umani | La coscienza dell'Unione (NRC Handelsblad, Rotterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/484041-la-coscienza-dell-unione</link><description><![CDATA[La Corte europea dei diritti umani è spesso accusata di immischiarsi negli affari interni dei paesi membri. Ma i principi su cui basa i suoi giudizi sono i pilastri fondamentali di tutto il diritto comunitario. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 31 Jan 2011 16:13:22 +0100</pubDate><guid>484041</guid></item>
<item><title>Danimarca | Il trattato di Lisbona alla sbarra</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/459171-il-trattato-di-lisbona-alla-sbarra</link><description><![CDATA[<p>La Corte suprema di Copenhagen<a target="_blank" href="http://www.lissabonsagen.dk/Filedownload.aspx?File_ID=344">&nbsp;ha da poco concesso</a>&nbsp;a un gruppo di 35 cittadini danesi di citare in giudizio il primo ministro Lars L&oslash;kke Rasmussen, del Partito liberale danese, riferisce il quotidiano Berlingske Tidende. Secondo&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.lissabonsagen.dk/">i querelanti</a>,&nbsp;&nbsp;tra cui si contano anche personalit&agrave; del mondo della politica e dell'arte, il primo ministro avrebbe violato la costituzione danese ratificando il trattato di Lisbona attraverso un voto parlamentare anzich&eacute; facendo ricorso a un referendum. <a target="_blank" href="http://www.berlingske.dk/ledere/hoejesteret-og-grundloven">Nell'editoriale Il Berlingske</a>&nbsp;sostiene che la procedura di ratifica ha avuto il sostegno della maggioranza dei danesi e si augura che la giustizia dia ragione al primo ministro, &quot;altrimenti si tornerebbe all'epoca di Maastricht, con discussioni infinite sulla possibilit&agrave; della Danimarca di sopravvivere senza l'Ue&quot;. I danesi avevano rifiutato il trattato di Maastricht con un referendum nel 1992, per poi ratificarlo nel 1993 dopo aver negoziato alcune&nbsp;<a target="_blank" href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:41992X1231:EN:HTML">clausole di esezione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 12 Jan 2011 12:39:46 +0100</pubDate><guid>459171</guid></item>
<item><title>A metà del guado | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/433341-meta-del-guado</link><description><![CDATA[<p>Un grande passo per l'Unione, ma un piccolo passo per gli europei. La <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/118572.pdf" target="_blank">revisione del trattato di Lisbona</a> approvata dai 27 capi di stato e di governo il 16 dicembre&nbsp;istituisce un meccanismo permanente di salvataggio degli stati membri in difficolt&agrave;. A partire dal 2013 il &quot;meccanismo europeo di stabilit&agrave;&quot; prender&agrave; il posto del Fondo europeo di stabilit&agrave; finanziaria&nbsp;da 440 miliardi di euro (750 compreso il contributo del Fmi) creato d'urgenza nel maggio scorso.&nbsp;</p>
<p>In altre parole, come titola l'austriaco Die Presse, L'Unione si dota di un fondo monetario europeo, qualcosa di assolutamente inimmaginabile soltanto un anno fa. Poco a poco, sotto la pressione degli eventi, sta prendendo piede una sorta di federalismo informale, proprio mentre gli stati membri affermano sempre pi&ugrave; i loro interessi nazionali a scapito della Commissione europea. Una simile evoluzione &egrave; paradossale, ma anche inevitabile se l'Europa vuole tirarsi fuori dalla crisi attuale. Una riserva di denaro per le emergenze avrebbe sicuramente permesso di evitare, o per lo meno attenuare, gli attacchi dei mercati contro i paesi pi&ugrave; fragili.</p>
<p>Comunque sia un malessere di fondo persiste. Anzitutto, come <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/432261-nebbia-sul-vertice-ue" target="_blank">ha sottolineato la S&uuml;ddeutsche Zeitung</a>, i leader europei non danno la sensazione di sapere realmente in che direzione stanno andando. Il dibattito molto tecnico sugli eurobond &egrave; stato in gran parte schivato, ma dimostra che tra gli stati, la Banca centrale europea e magari anche gli ambienti della finanza esistono delle divergenze che potrebbero ancora indebolire i paesi dell'eurozona pi&ugrave; esposti alle reazioni dei mercati.</p>
<p>Inoltre la revisione del trattato di Lisbona resta un atto politico astratto per la maggior parte dei cittadini europei, che devono fare i conti con la realt&agrave; della crisi economica e con le politiche di rigore. Per greci e irlandesi i piani di salvataggio accordati dai partner sono sinonimo di sacrifici e motivo di risentimento. Per molti tedeschi questa solidariet&agrave; somiglia pi&ugrave; a un'estorsione di soldi accumulati col sudore della fronte. E negli altri paesi il risultato di lunghe trattative politiche, per quanto utile sia, ha poco valore agli occhi di coloro che vengono direttamente toccati dalla disoccupazione e dalla povert&agrave;.</p>
<p>Mancanza di comunicazione o risposta politica insufficiente? Nel 2011 i ventisette dovranno dare una risposta a questa domanda, perch&eacute; non si pu&ograve; uscire dalla crisi senza il sostegno della gente.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 17 Dec 2010 14:49:32 +0100</pubDate><guid>433341</guid></item>
<item><title>Trattato di Lisbona | A un anno è già vecchio (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/411951-un-anno-e-gia-vecchio</link><description><![CDATA[Il testo fondamentale dell&#039;Unione è entrato in vigore il primo dicembre del 2009, ma gli eventi degli ultimi mesi sembrano averlo già reso obsoleto. In futuro, però, le novità che ha introdotto si riveleranno vitali. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 01 Dec 2010 00:12:44 +0100</pubDate><guid>411951</guid></item>
<item><title>Euro | Il risveglio di Lisbona (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/374181-il-risveglio-di-lisbona</link><description><![CDATA[Perché riprendere in mano un trattato appena ratificato? Dopo la decisione dei ventisette, giustificata dal bisogno di consolidare la moneta unica, la stampa europea esprime parecchi dubbi in proposito. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 29 Oct 2010 16:30:20 +0100</pubDate><guid>374181</guid></item>
<item><title>Il cantiere infinito | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/373791-il-cantiere-infinito</link><description><![CDATA[<p>Mano alle penne, c'&egrave; da ritoccare il trattato di Lisbona. Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre i Ventisette hanno deciso di procedere a &quot;un cambiamento limitato&quot; del testo per permettere la creazione del Fondo monetario europeo, sostenuto dalla Germania dopo la crisi greca della primavera scorsa. Un emendamento sar&agrave; presentato a dicembre in occasione del prossimo vertice <a target="_blank" href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/117489.pdf">dal presidente del Consiglio europeo</a>, Herman Van Rompuy.</p>
<p>L'introduzione della sospensione del diritto di voto degli stati al Consiglio, chiesta da Berlino ma definita inaccettabile dal presidente della Commissione Jos&eacute; Manuel Barroso, &egrave; stata invece rimandata a tempo indeterminato.</p>
<p>Osservatori e politici si preoccupano gi&agrave; delle conseguenze di questa iniziativa. Gli irlandesi, ai quali &egrave; stata forzata la mano per ratificare l'attuale trattato, vorranno votare di nuovo in un periodo in cui la crisi li ha resi ancora pi&ugrave; diffidenti nei confronti di tutti i poteri? I cechi, il cui presidente&nbsp;Vacl&aacute;v Klaus ha cercato di rinviare fino all'ultimo la ratifica del trattato di Lisbona, avranno voglia di ricominciare da capo? I francesi e gli olandesi, ai quali non &egrave; stato permesso di esprimersi sul testo che sostituiva la costituzione che avevano respinto, accetteranno che sia di nuovo rimaneggiato? Qualcuno potrebbe anche pensare di chiedere la stesura di un nuovo trattato.</p>
<p>I dirigenti europei hanno aperto un potenziale vaso di Pandora. Ma necessit&agrave; fa virt&ugrave;, e l'occasione di rendere permanenti i meccanismi di sostegno agli stati in difficolt&agrave; e alla zona euro non deve essere sprecata. La moneta unica &egrave; stata creata negli anni novanta senza prevedere le difficolt&agrave; economiche e di bilancio che l'Europa attraversa oggi. Il metodo comunitario, fatto di successi contingenti e pragmatici, ha chiaramente raggiunto i suoi limiti, ma di fronte all'emergenza e in mancanza di una revisione completa del progetto europeo e del suo funzionamento, oggi come oggi impensabile, rimane &ndash; parafrasando Churchill &ndash; la meno peggiore delle soluzioni. (<em>traduzione di Andrea De Ritis</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:29:37 +0100</pubDate><guid>373791</guid></item>
<item><title>Consiglio europeo | L'ossessione dei trattati (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/373151-l-ossessione-dei-trattati</link><description><![CDATA[Il 28 e il 29 ottobre a Bruxelles i leader di Francia e Germania cercano di convincere gli altri paesi membri a modificare il testo fondamentale dell&#039;Unione per imporre il rispetto della disciplina di bilancio. Un&#039;avventura inutile e pericolosa. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 28 Oct 2010 16:59:15 +0100</pubDate><guid>373151</guid></item>
<item><title>Germania | Comandare senza farsi notare (Süddeutsche Zeitung, Monaco)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/372261-comandare-senza-farsi-notare</link><description><![CDATA[Angela Merkel è riuscita a convincere la Francia a sostenere la modifica del trattato di Lisbona. Ma la sempre più evidente egemonia politica ed economica della Germania comincia a preoccupare i paesi periferici. Per rassicurarli la cancelliera deve imparare a dissimulare il suo potere. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 27 Oct 2010 16:49:32 +0100</pubDate><guid>372261</guid></item>
<item><title>Potere al popolo | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/368731-potere-al-popolo</link><description><![CDATA[<p>Fra i vari cambiamenti che ha introdotto, il <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/topic/103681-il-trattato-di-lisbona" target="_blank">trattato di Lisbona</a> ha ampliato i poteri del Parlamento europeo. E questa settimana l'assemblea li ha messi alla prova dei fatti, su una questione estremamente delicata come il <a href="http://www.europarl.europa.eu/it/pressroom/content/20101020IPR88368" target="_blank">bilancio</a>. Il Parlamento europeo infatti ha reclamato una <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/367141-il-parlamento-vuole-un-imposta-europea" target="_blank">riforma</a> del sistema di finanziamento dell'Unione, basata sull'introduzione di nuove tasse e in grado di darle gli strumenti adatti alle sue ambizioni. L'assemblea ha poi votato un aumento del bilancio del 5,9 per cento, quasi il doppio di quello che avrebbero voluto gli stati membri.&nbsp;</p>
<p>Inoltre gli eurodeputati hanno concluso un <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/1358&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en" target="_blank">accordo inter-istituzionale</a> con la Commissione che attribuisce loro pi&ugrave; ampi poteri, in particolare nei negoziati internazionali e in materia di accesso ai documenti riservati. Questo accordo &egrave; <a href="http:// http://www.consilium.europa.eu//uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/genaff/117238.pdf" target="_blank">contestato</a> dal Consiglio, che non ha partecipato ai negoziati e ha annunciato che far&agrave; ricorso alla Corte di giustizia per &quot;qualunque atto della Commissione o del Parlamento adottato in applicazione di questo accordo e tale da danneggiare i suoi interessi o le sue prerogative&quot;.</p>
<p>Il Parlamento ha quindi preso consapevolezza dei suoi nuovi poteri e sembra avere tutta l'intenzione di volerli utilizzare. Una posizione che la Commissione sembra condividere e sostenere. Solo il Consiglio, dove sono rappresentati direttamente gli stati membri, sembra subire le nuove regole piuttosto che utilizzarle. In questo nuovo quadro istituzionale, i tre protagonisti cercano i loro punti di riferimento. E i parlamentari sembrano partiti con il piede giusto per imporre i loro. (<em>traduzione di Andrea De Ritis</em>)</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 22 Oct 2010 15:23:20 +0100</pubDate><guid>368731</guid></item>
<item><title>Integrazione | Tra il federalismo e il caos (The Independent, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/359471-tra-il-federalismo-e-il-caos</link><description><![CDATA[Ormai neanche i padri fondatori dell&#039;Unione credono più al progetto degli Stati Uniti d&#039;Europa. Ma il modello intergovernativo &quot;light&quot; non può bastare da solo: serve una via di mezzo realistica. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 12 Oct 2010 17:20:23 +0100</pubDate><guid>359471</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Niente più eccezioni</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/347151-niente-piu-eccezioni</link><description><![CDATA[<p>&quot;A rischio l'eccezione di Klaus&quot;, <a target="_blank" href="http://www.lidovky.cz/klausova-lisabonska-vyjimka-je-v-ohrozeni-pravnici-ji-zpochybnuji-1dv-/ln_domov.asp?c=A100924_202714_ln_domov_kim">titola Lidov&eacute; Noviny</a>. Secondo il quotidiano l'eccezione alla <a target="_blank" href="http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf">Carta dei diritti fondamentali</a>, pretesa e ottenuta dal presidente V&aacute;clav Klaus come condizione per la <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/131181-e-fatta-voltiamo-pagina">ratifica del trattato di Lisbona</a> nell'ottobre 2009, potrebbe essere rimessa in discussione in occasione dell'ingresso della Croazia nell'Unione europea. All'epoca, in effetti, la presidenza svedese dell'Ue si era impegnata a integrare le eccezioni al trattato di adesione della Croazia garantendo la validit&agrave; del <a target="_blank" href="http://www.robert-schuman.eu/question_europe.php?num=sy-59">decreto Bene&scaron;</a>, che se rimesso in discussione permetterebbe ai tedeschi espulsi dai sudeti dopo la seconda guerra mondiale di recuperare i beni sequestrati loro. Ora per&ograve;, rivela Lidov&eacute; Noviny, diversi paesi (in particolar modo Austria e Ungheria) stanno facendo pressione sui giuristi incaricati di redigere il trattato di adesione della Croazia affinch&eacute; le &quot;eccezioni Klaus&quot; scompaiano dal documento.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 27 Sep 2010 15:16:04 +0100</pubDate><guid>347151</guid></item>
<item><title>Presidenza Ue | Madrid vittima delle circostanze (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/284641-madrid-vittima-delle-circostanze</link><description><![CDATA[I sei mesi passati alla guida dell&#039;Unione sono stati duri per il governo spagnolo. La crisi, il trattato di Lisbona e le divisioni hanno condizionato la sua azione. Bilancio dell&#039;ultima vera presidenza a rotazione. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:59:55 +0100</pubDate><guid>284641</guid></item>
<item><title>Crisi greca | Tu quoque, José?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/259601-tu-quoque-jose</link><description><![CDATA[<p>Per la prima volta Jos&eacute; Manuel Barroso si &egrave; schierato contro la Germania, o almeno contro gli emendamenti al trattato di Lisbona richiesti da Angela Merkel, <a target="_blank" href="http://biznes.gazetaprawna.pl/artykuly/423988,eurobiurokraci_przeciw_merkel.html">scrive Dziennik Gazeta Prawna</a>. Berlino pretende infatti che il trattato stabilisca le sanzioni per i paesi dell'eurozona che dovessero ripetutamente superare il limite autorizzato del deficit di bilancio. &quot;&Egrave; impensabile che il trattato possa essere modificato in base agli interessi della Germania&quot;, ha avvertito il presidente della Commissione europea. Barroso &egrave; appoggiato dalla maggioranza degli esperti, che temono che l'introduzione delle modifiche proposte possa riaprire il vaso di Pandora. Secondo il quotidiano di Varsavia il nocciolo della questione sta nel fatto che &quot;Berlino vuole salvare l'euro con un approccio dinamico, mentre Bruxelles predilige un metodo pi&ugrave; lento e prudente.&quot; <a target="_blank" href="http://biznes.gazetaprawna.pl/artykuly/423981,komentarz_redakcji_niech_euro_naprawi_bruksela_nie_berlin.html">Dziennik Gazeta Prawna si chiede</a> se Barroso, invisibile durante la crisi greca, stia cercando ora di recuperare terreno. Prendersela con la Germania poi &egrave; facile, continua il quotidiano, soprattutto considerando la freddezza mostrata nei confronti del piano della Merkel dagli altri paesi, inclusi Francia e Gran Bretagna.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 26 May 2010 14:43:22 +0100</pubDate><guid>259601</guid></item>
<item><title>Diplomazia | Van Rompuy, uno sconosciuto a Washington (De Standaard, Bruxelles)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/231601-van-rompuy-uno-sconosciuto-washington</link><description><![CDATA[Al vertice sulla sicurezza nucleare Barack Obama non ha degnato il presidente del Consiglio europeo di un incontro privato, confermando così il suo basso profilo internazionale. Ma è ancora troppo presto per condannare il suo operato. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 14 Apr 2010 17:06:21 +0100</pubDate><guid>231601</guid></item>
<item><title>Unione europea | Tutta colpa di Catherine Ashton (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/200141-tutta-colpa-di-catherine-ashton</link><description><![CDATA[Dopo José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, il nuovo politico europeo da odiare è Catherine Asthon. Sulla graticola dopo pochi mesi alla guida della diplomazia europea, riuscirà a reggere il peso delle accuse? La stampa vede un&#039;Europa alla deriva.   (Article)]]></description><pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:44:46 +0100</pubDate><guid>200141</guid></item>
<item><title>Diplomazia invisibile | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/194471-diplomazia-invisibile</link><description><![CDATA[<p>Da quando aspira ad assumere un ruolo diverso da quello di grande mercato unico, l'Unione si batte per avere un ruolo sulla scena internazionale. Il tanto atteso trattato di Lisbona avrebbe dovuto essere la soluzione. Ma i recenti problemi diplomatici con Libia e Israele hanno nuovamente provato che gli stati membri sono soli di fronte ai loro interlocutori e che l'Ue non esiste come soggetto diplomatico.</p>
<p>Tripoli ha chiuso le sue frontiere ai cittadini dell'area Schengen in ritorsione contro la Svizzera (che fa parte del'larea Schengen, ma non dell'UE), che aveva dichiarato persona non grata il leader libico Muammar Gheddafi e i suoi collaboratori, ultimo episodio di una crisi cominciata nel 2008 con l'arresto a Ginevra di uno dei figli del colonnello per maltrattamento dei suoi domestici. Da quando &egrave; di nuovo considerato un personaggio frequentabile, gli europei fanno la fila per visitare o ricevere Gheddafi, pronti a dire di s&igrave; a tutte le sue richieste. E oggi, invece di cogliere l'occasione per invertire il rapporto di forza nei suoi confronti, preferiscono lasciare Berna da sola.</p>
<p>La cosa &egrave; ancora pi&ugrave; triste se si pensa che l'Europa si considera portabandiera di valori universali come i diritti dell'uomo, la parit&agrave; fra uomo e donna e lo stato di diritto. Ma in realt&agrave; si dimostra incapace di alzare la voce quando questi valori sono minacciati.</p>
<p>I servizi segreti di Israele sono accusati di aver usato l'identit&agrave; di undici cittadini dell'Unione per uccidere un leader di Hamas a Dubai. Gli stati interessati &ndash; Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania &ndash; hanno chiesto spiegazioni alle autorit&agrave; israeliane, che per ora non hanno ritenuto necessario rispondere. La cosa &egrave; ancora pi&ugrave; seccante in quanto Israele, al contrario della Libia, &egrave; un prezioso alleato dell'Unione, per alcuni addirittura un possibile candidato all'adesione. Di fronte a tutto ci&ograve; Catherine Ashton, Alta rappresentante per gli affari esteri, ha pensato di prendere il telefono e chiamare Tel Aviv, almeno per esprimere il &quot;vivo stupore&quot; dell'Unione? Ovviamente no. Probabilmente star&agrave; ancora cercando Haiti sul mappamondo. <em>(adr) </em><em>Gian Paolo Accardo</em><em></em></p>
<p></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:38:24 +0100</pubDate><guid>194471</guid></item>
<item><title>Non contiamo su Obama | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/184231-non-contiamo-su-obama</link><description><![CDATA[<p>Barack Obama non andr&agrave; a Bruxelles (n&eacute; a Madrid) a fine maggio per il vertice Ue-Usa, e non c'&egrave; da stupirsene. Perch&eacute; il presidente statunitense, <a href="http://www.cbsnews.com/sections/politics/politicalhotsheet/main503544.shtml?category=Obama%27s+Schedule" target="_blank">la cui agenda &egrave; sempre piena di impegni</a>, dovrebbe fare uno spostamento del genere per partecipare a un evento privo di reale interesse? I rapporti tra Europa e Stati Uniti sono cordiali e non ci sono problemi bilaterali insormontabili. Senza contare il costo e le <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/183181-obama-e-i-ventisette-nani" target="_blank">difficolt&agrave; diplomatiche</a> che una visita in Europa comporta.</p>
<p>Un'altro dei motivi avanzati dalla Casa bianca per giustificare la sua decisione &egrave; l'assenza di un interlocutore unico da questa parte dell'Atlantico. Il <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm" target="_blank">trattato di Lisbona</a> doveva risolvere questi problemi, avevano promesso i ventisette, e l'Europa avrebbe potuto finalmente accedere a quel ruolo di potenza mondiale al quale aspira legittimamente. Ma quando si tratta di mettere in pratica il trattato e di farsi da parte in favore delle istituzioni di cui &egrave; dotata l'Unione &ndash; a cominciare dal presidente del Consiglio &ndash; le vecchie gelosie e gli egoismi prevalgono. Abbiamo visto a Copenaghen dove porta questa strada.</p>
<p>I dirigenti europei litigano tra di loro per decidere chi accoglier&agrave; Obama, o si spintonano per farsi fotografare accanto a lui. I leader che hanno problemi di popolarit&agrave; &ndash; e non sono pochi &ndash; fanno di tutto per ottenere dichiarazioni di amicizia per usi esclusivamente interni, come se il presidente statunitense avesse il potere di modificare i sondaggi, come una sorta di icona miracolosa.</p>
<p>Il miracolo Obama lo ha realizzato arrivando alla Casa bianca. Ora &egrave; impegnato ad affrontare la crisi economica, l'ascesa di Cina e India, le ambizioni dell'Iran, la situazione in medio oriente e in Afghanistan. Se gli europei vogliono contare <a href="http://www.whitehouse.gov/issues/foreign-policy" target="_blank">su questi tavoli</a>, sanno cosa devono fare. <em>(adr) </em></p>
<p>Gian Paolo Accardo</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:30:28 +0100</pubDate><guid>184231</guid></item>
<item><title>UE-USA | Obama e i ventisette nani (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/183181-obama-e-i-ventisette-nani</link><description><![CDATA[Declinando l&#039;invito al prossimo vertice Ue-Usa, Barack Obama ha messo l&#039;Europa di fronte alle proprie debolezze. Invece di offrire un unico interlocutore europeo, il trattato di Lisbona ha finito per moltiplicarli, confondendo i partner internazionali.  (Article)]]></description><pubDate>Wed, 03 Feb 2010 18:46:28 +0100</pubDate><guid>183181</guid></item>
<item><title>Austria | Il lato buono delle sanzioni contro Haider</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/179921-il-lato-buono-delle-sanzioni-contro-haider</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'avventurismo europeo in politica interna&quot; cominci&ograve; nel gennaio del 2000, <a href="http://www.zeit.de/2010/05/EU-Sanktionen-Haider" target="_blank">ricorda Die Zeit</a>, quando 14 stati membri decisero di isolare diplomaticamente l'Austria e il suo cancelliere Wolfgang Sch&uuml;ssel se il populista di estrema destra J&ouml;rg Haider fosse entrato nel governo. &quot;L'Ue non disponeva dei mezzi&quot; per fermare gli avversari della democrazia, scrive il settimanale. &quot;Tutto si basava sull'idea che l'Unione &egrave; una comunit&agrave; di valori&quot;. Ma l'esperienza non &egrave; pi&ugrave; stata ripetuta, forse perch&eacute; era si basava su presupposti errati. Nei trattati non era previsto niente di simile e Vienna si era lamentata della violazione del diritto comunitario. Peggio, &quot;l'isolamento non ebbe avuto l'effetto sperato&quot;. La posizione di Sch&uuml;ssel si rafforz&ograve; e l'Ue, persa la sicurezza iniziale, abbandon&ograve; le <a href="http://derstandard.at/1263705857781/Die-Sanktionen-und-die-oesterreichische-Opferrolle" target="_blank">sanzioni</a> nel settembre del 2000. &quot;Ma fortunatamente non &egrave; stato tutto vano&quot;, sostiene Die Zeit. Perch&eacute; &quot;senza le sanzioni Sch&uuml;ssel non sarebbe mai riuscito a spingere Hiader verso la sua fine politica&quot;. Quanto all'Ue, <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/rights_values/index_it.htm" target="_blank">col trattato di Lisbona</a> si &egrave; finalmente dotata degli strumenti per intervenire in difesa della democrazia, dello stato di diritto e delle minoranze.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:32:52 +0100</pubDate><guid>179921</guid></item>
<item><title>Segreti pericolosi | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/179531-segreti-pericolosi</link><description><![CDATA[<p>Tony Blair ha dovuto spiegare davanti a una commissione di inchiesta perch&eacute; ha deciso di coinvolgere il suo paese nell'invasione dell'Iraq. Il giorno precedente, a pochi chilometri di distanza si era aperta la conferenza di Londra sul futuro dell'Afghanistan. Anche se di natura diversa, le due guerre dell'epoca Bush continuano a influenzare la politica europea. L'Iraq, perch&eacute; i dirigenti hanno manipolato l'opinione pubblica per spingerla a sostenere il governo contro Saddam Hussein; l'Afghanistan, perch&eacute; in mancanza di risultati sul campo e di strategie chiare, molti cittadini hanno l'impressione che i loro governi non dicano tutta la verit&agrave; sulla missione dei loro soldati.</p>
<p>Uno dei punti di riferimento intellettuali dei neoconservatori americani &egrave; Leo Strauss. Sulla base di un'interpretazione contestata del pensiero di questo filosofo di origine tedesca, morto nel 1973, gli artefici delle guerre di Bush hanno conservato l'idea della &quot;necessit&agrave; di mentire al popolo sulla natura della realt&agrave; politica. Spetta all'&eacute;lite riconoscere la verit&agrave; e tenerla per s&eacute;&quot;, spiegava un <a target="_blank" href="http://www.commondreams.org/views03/0515-09.htm">editoriale</a> di William Pfaff nel 2003. Nelle societ&agrave; democratiche questa tentazione non riguarda solo gli ideologi.</p>
<p>Costretti a prendere decisioni controverse davanti a opinioni pubbliche sempre pi&ugrave; reattive, i dirigenti europei possono lasciarsi prendere la mano da questi atteggiamenti elitisti. Ma quello che &egrave; successo per l'Iraq non deve ripetersi per l'Europa. L'entrata in vigore del trattato di Lisbona ha comportato un certo deficit di democrazia. La sua applicazione, come <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/179061-il-puzzle-delle-cariche">spiegava Le Monde questa settimana</a>, &egrave; oggetto di giochi di potere incomprensibili per i semplici cittadini. Non sar&agrave; certo la conseguente impotenza dell'Ue a rendere l'elitismo europeo pi&ugrave; accettabile. <em>(adr)</em></p>
<p><em>Eric Maurice</em></p>
<p></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:11:28 +0100</pubDate><guid>179531</guid></item>
<item><title>Istituzioni | Il puzzle delle cariche (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/179061-il-puzzle-delle-cariche</link><description><![CDATA[Catherine Ashton assente durante la crisi di Haiti, Herman Van Rompuy invisibile, José Manuel Barroso asserragliato sulle sue prerogative e la presidenza spagnola in cerca di visibilità: le nuove istituzioni previste dal trattato di Lisbona dovrebbero semplificare l&#039;azione dell&#039;Unione, ma fanno fatica a decollare.  (Article)]]></description><pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:37:05 +0100</pubDate><guid>179061</guid></item>
<item><title>Unione europea | Madrid alla prova della presidenza (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/162391-madrid-alla-prova-della-presidenza</link><description><![CDATA[La Spagna assume la guida dell&#039;Unione per sei mesi con due obiettivi: trovare una risposta alla crisi economica e applicare il trattato di Lisbona. Ma El País ed El Mundo sono molto divisi sulle possibilità di successo di un governo indebolito.  (Article)]]></description><pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:59:00 +0100</pubDate><guid>162391</guid></item>
<item><title>Tribuna | Appello per un&#039;Europa unita</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/161291-appello-uneuropa-unita</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'Europa rischia di diventare la Svizzera del mondo&quot; afferma preoccupato&nbsp; <a target="_blank" href="http://www.europarl.europa.eu/members/public/geoSearch/view.do?country=BE&amp;partNumber=1&amp;zone=Nederlands+Kiescollege&amp;language=FR&amp;id=97058">Guy Verhofstadt</a> in un'<a target="_blank" href="http://www.lesoir.be/forum/cartes_blanches/2009-12-23/l-europe-risque-de-devenir-la-suisse-du-monde-745288.shtml">editoriale</a> lo stesso giorno sui quotidiani belgi Le Soir e De Morgen. All'indomani del fallimento del <a target="_blank" href="http://fr.cop15.dk/">vertice di Copenhagen sul clima </a>(COP15), , il capo del gruppo liberale al Parlamento europeo ed ex primo ministro belga constata che &quot;l'Europa non &egrave; pi&ugrave; ascoltata dalle grandi potenze&quot;. Nonostante un trattato di Lisbona che&nbsp; dovrebbe favorire l'affermazione di una diplomazia europea, l'Ue &egrave; stata in realt&agrave; esclusa dai negoziati finali. Per Verhofstadt, &quot;Copenaghen &egrave; il segnale che l'Unione europea deve diventare un'unione politica, una federazione politica. Gli Stati membri dell'Unione europea non hanno scelta: o far sentire la loro voce attraverso l'Europa o essere condannati al silenzio&quot;. <em>(adr)</em></p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:30:22 +0100</pubDate><guid>161291</guid></item>
<item><title>Svezia | Una presidenza modesta, ma seria (Dagens Nyheter, Stoccolma)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/155611-una-presidenza-modesta-ma-seria</link><description><![CDATA[Il suo maggior risultato resterà la ratifica del trattato di Lisbona. Ma la Svezia ha approfittato dei suoi sei mesi di presidenza dell’Unione anche per portare a termine pratiche più tecniche. Dagens Nyheter traccia un bilancio positivo. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 16:01:31 +0100</pubDate><guid>155611</guid></item>
<item><title>Consiglio europeo | Van Rompuy inaugura un nuovo stile</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/154401-van-rompuy-inaugura-un-nuovo-stile</link><description><![CDATA[<p>Al suo primo vertice, &quot;Herman Van Rompuy ha sorpreso i leader europei con un messaggio chiaro e pragmatico&nbsp;per semplificare il funzionamento dell&rsquo;Unione&quot;, <a target="_blank" href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/Rompuy/pretende/simplificar/funcionamiento/Union/Europea/elpepuint/20091211elpepiint_6/Tes">scrive El Pa&iacute;s</a>. Van Rompuy ha cominciato con l&rsquo;annuncio di una drastica diminuzione dei partecipanti alle riunioni del Consiglio europeo&raquo;, sottolinea il quotidiano di Madrid. Il neoeletto presidente del Consiglio europeo ha affermato che intende farla finita con i comunicati &quot;lunghi, burocratici e incomprensibili&quot; e proporre un documento di &quot;tre o quattro pagine che possa essere compreso da tutti&quot;. A partire dal 1 gennaio <a target="_blank" href="http://www.hablamosdeeuropa.es/secciones/paginas/Noticia1.aspx">la Spagna assumer&agrave; la presidenza dell&rsquo;Unione</a>, la prima sotto il trattato di Lisbona che ha affidato al <a target="_blank" href="http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/external_relations/index_en.htm">presidente del Consiglio</a> la direzione delle riunioni. Ma dato che Van Rompuy non dispone ancora di un&rsquo;equipe e che la nuova Commissione non sar&agrave; pronta prima della fine di gennaio, &quot;il ruolo del premier spagnolo Zapatero sar&agrave; ben pi&ugrave; importante di quello dei suoi successori&quot;, conclude El Pa&iacute;s.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:21:53 +0100</pubDate><guid>154401</guid></item>
<item><title>Istituzioni | L&#039;Europa a corto di progetti e ambizioni (Dziennik Gazeta Prawna, Varsavia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/148211-leuropa-corto-di-progetti-e-ambizioni</link><description><![CDATA[Con il trattato di Lisbona ormai in vigore, se l&#039;Ue vuole davvero avere un ruolo importante sullo scacchiere internazionale dovrà assumersi le sue responsabilità. Ma i segnali arrivati di recente con le nomine dei suoi nuovi dirigenti non vanno in questa direzione, si rammarica il politologo polacco Aleksander Smolar. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:41:51 +0100</pubDate><guid>148211</guid></item>
<item><title>Aborto | Dublino davanti alla Corte di Strasburgo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/147031-dublino-davanti-alla-corte-di-strasburgo</link><description><![CDATA[<p>In Irlanda ogni forma di aborto &egrave; illegale e (in teoria) punibile. Durante l'accesa campagna sul trattato di Lisbona, diversi esponenti della destra cattolica avevano affermato che l'integrazione europea avrebbe comportato la legalizzazione. A giudicare dall'<a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/frontpage/2009/1130/1224259710533.html" target="_blank">apertura dell'Irish Times</a>, secondo il quale tre donne hanno denunciato lo stato irlandese di fronte alla&nbsp; <a href="http://www.echr.coe.int/echr/Homepage_FR" target="_blank">Corte europea dei diriti dell'uomo</a>, queste paure potrebbero diventare realt&agrave;. Le donne sostengono che la loro salute &egrave; stata messa a repentaglio dal fatto di essere state costrette ad andare all'estero &ndash; in Gran Bretagna &ndash; per abortire. Uno degli aspetti chiave della questione, scrive il quotidiano di Dublino, &quot;sar&agrave; capire se le leggi sull'aborto violano un articolo chiave della <a href="http://conventions.coe.int/Treaty/fr/Treaties/Html/005.htm" target="_blank">Convenzione europea dei diritti dell'uomo</a>&quot;. Come firmatario della Convenzione &ndash; che ora fa parte della legislazione irlandese &ndash; il governo &egrave; obbligato a mettere in atto qualsiasi decisione della Corte.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:46:50 +0100</pubDate><guid>147031</guid></item>
<item><title>Piccolo è bello | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/141621-piccolo-e-bello</link><description><![CDATA[<p>&quot;Sconosciuto&quot;, &quot;ectoplasma&quot;, &quot;poco carismatico&quot;: la stampa internazionale non sembra troppo entusiasta del primo presidente stabile del Consiglio dell'Unione, Herman Van Rompuy. In confronto a Tony Blair, il primo ministro belga &egrave; soprattutto un uomo di consenso, che non rischia di mettere in ombra i &quot;veri&quot; leader europei come Nicolas Sarkozy o Angela Merkel.</p>
<p>Probabilmente questi commenti sono semplicemente dovuti al fatto che Van Rompuy viene da un &quot;piccolo&quot; paese membro, al quale i media e i governi degli altri paesi non si interessano, preoccupati solo di quello che pensano i &quot;grandi&quot; &ndash; Gran Bretagna, Francia, Germania e cos&igrave; via -&ndash; Ma in realt&agrave; anche gli altri candidati, come il lussemburghese Jean-Claude Juncker e l'olandese Jan Peter Balkenende, erano considerati poco carismatici e provengono anche loro da paesi &quot;piccoli&quot;. Come se le dimensioni geografiche di uno stato si ripercuotessero sulla personalit&agrave; di chi lo rappresenta. E la stampa ha subito ironizzato sulla mancanza di personalit&agrave; di questa o quella personalit&agrave; di &quot;secondo piano&quot;.</p>
<p>Ma i belgi vedono in Van Rompuy l'uomo che &egrave; riuscito a mantenere una parvenza di unit&agrave; nel loro paese, e Balkenende e Juncker hanno saputo rimanere al potere a lungo e continuano a godere di una grande popolarit&agrave;, mentre quella dei loro &quot;grandi&quot; colleghi si riduce sempre di pi&ugrave;. Il segreto del loro successo? Saper praticare l'arte del compromesso e del consenso, lo strumento che l'Unione ha scelto per superare i vari veti nazionali e che le ha permesso di arrivare fin qui. J.S.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:19:36 +0100</pubDate><guid>141621</guid></item>
<item><title>Gran Bretagna | Un pagliaccio sul trono d&#039;Europa?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/140851-un-pagliaccio-sul-trono-deuropa</link><description><![CDATA[<p>Secondo la visione dei tabloid britannici, l&rsquo;Ue getta un&rsquo;ombra inquietante sul diritto di ogni cittadino inglese di bersi la sua tazza di t&egrave; e voler bene alla regina. Dopo il trattato di Lisbona sul Daily Express &egrave; stato tutto un susseguirsi di titoli sulla perdita di sovranit&agrave; della Gran Bretagna a favore di oscuri burocrati di Bruxelles. Oggi tocca alla rivelazione che il favorito per il posto di presidente del Consiglio europeo, il belga Herman Van Rompuy, &egrave; un &ldquo;pagliaccio&rdquo;.</p>
<p><a href="http://www.dailyexpress.co.uk/posts/view/141143">La notizia</a> viene dalla sorella dello stesso Van Rompuy, che milita in un partito politico rivale e ha aiutato a &ldquo;preparare un manifesto nel quale si vede suo fratello atteggiarsi a pagliaccio in occasione di una recente elezione&rdquo;, riferisce il quotidiano. &ldquo;La foto mostra Van Rompuy con tanto di naso rosso e cappello da clown in testa&rdquo;. Nigel Farage, del partito euroscettico Ukip, ha dichiarato che &ldquo;l&rsquo;elenco dei belgi famosi non si arricchirebbe certo con la sua nomina&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:07:25 +0100</pubDate><guid>140851</guid></item>
<item><title> Consiglio europeo | Piccoli negoziati tra amici (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/140201-piccoli-negoziati-tra-amici</link><description><![CDATA[Il 19 novembre i leader dei 27 devono scegliere chi presiederà il Consiglio e la diplomazia dell&#039;Ue. Ma quello che avrebbe dovuto essere un passo cruciale della costruzione europea si è trasformato in una fiera delle poltrone, si lamenta la stampa europea. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:25:37 +0100</pubDate><guid>140201</guid></item>
<item><title>Post 1989 | Unione o conformismo? (The Observer, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/135621-unione-o-conformismo</link><description><![CDATA[Secondo Henry Porter dell&#039;Observer, a vent&#039;anni dalla caduta del muro le promesse implicite in quell&#039;evento non sono state mantenute. Anche perché l&#039;UE cerca sempre più di “standardizzare abitudini e comportamenti”. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:32:47 +0100</pubDate><guid>135621</guid></item>
<item><title>Gran Bretagna | Il bluff della sovranità (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/132941-il-bluff-della-sovranita</link><description><![CDATA[Da anni gli euroscettici del Partito conservatore britannico ammoniscono che il trattato di Lisbona segna la fine della sovranità nazionale. Quando si tratta di alta finanza o di relazioni con gli Stati Uniti, però, sono sempre pronti a mettere da parte i timori, scrive Seuman Milne sul Guardian. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:24:50 +0100</pubDate><guid>132941</guid></item>
<item><title>Diplomazia | Une voce per l&#039;Europa, ma quale? (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/131671-une-voce-leuropa-ma-quale</link><description><![CDATA[Il trattato di Lisbona prevede l&#039;adozione di una struttura diplomatica comune per i Ventisette sotto l&#039;autorità di un Alto rappresentante. Ma gli stati e le varie istituzioni continuano a disputarsi il diritto di avere l&#039;ultima parola.  (Article)]]></description><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:02:19 +0100</pubDate><guid>131671</guid></item>
<item><title>Dopo Lisbona | La Gran Bretagna &quot;castrata&quot; dai Tories</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/131411-la-gran-bretagna-castrata-dai-tories</link><description><![CDATA[<p>A ventitr&eacute;&nbsp;anni di distanza da quando <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6901748.ece">Jacques Chirac si chiedeva</a> se la temibile &ldquo;massaia&rdquo; Margaret Thatcher volesse le sue &ldquo;palle su un vassoio d&rsquo;argento&rdquo;, gli organi riproduttivi maschili sono nuovamente entrati nei rapporti franco-britannici con i poco lusinghieri commenti del sottosegretario francese per gli Affari europei Pierre Lellouche. <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/nov/04/france-autistic-tories-castrated-uk">Secondo quanto riporta il Guardian</a>, infatti, Lellouche ritiene che l&rsquo;euroscetticismo dei conservatori britannici sia &ldquo;castrante&rdquo; nei confronti della posizione della Gran Bretagna nella Ue, e ha definito &ldquo;autistico&rdquo; l&rsquo;approccio di David Cameron all&rsquo;Unione. I commenti del ministro giungono mentre David Cameron, sull&rsquo;onda della ratifica del trattato di Lisbona, ha prospettato la futura posizione dell&rsquo;Ue promettendo che un futuro governo conservatore &ldquo;cercher&agrave; di rafforzare la sovranit&agrave; britannica e di riprendersi la sovranit&agrave; su societ&agrave; e occupazione&rdquo;. L&rsquo;ex consigliere del presidente francese Chirac ha commentato: &ldquo;&Egrave; triste constatare come la Gran Bretagna, cos&igrave; importante in Europa, voglia tagliarsi fuori dal resto dell&rsquo;Unione e sparire dallo scenario internazionale&rdquo;. Alla Bbc William Hague, segretario agli esteri del governo ombra conservatore, ha difeso la posizione del suo partito: &ldquo;Non credo che la troverete simile alla descrizione di Parigi o di altre capitali europee&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:23:28 +0100</pubDate><guid>131411</guid></item>
<item><title>Trattato di Lisbona | È fatta, voltiamo pagina (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/131181-e-fatta-voltiamo-pagina</link><description><![CDATA[Con la firma del presidente ceco, l&#039;entrata in vigore del trattato di Lisbona a dicembre è ormai certa. Ora l’Ue dispone degli strumenti per funzionare al meglio, ma sarà tutto inutile se i suoi leader non cambiano atteggiamento, avverte la stampa europea.   (Article)]]></description><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 19:14:39 +0100</pubDate><guid>131181</guid></item>
<item><title>Trattato di Lisbona | Cameron cambia idea</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/130311-cameron-cambia-idea</link><description><![CDATA[<p>Il giorno in cui il presidente ceco V&aacute;clav Klaus ha finalmente <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/ac421a94-c850-11de-a69e-00144feabdc0.html">firmato il trattato di Lisbona</a>, <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/politics/6488240/David-Cameron-to-tell-voters-no-vote-on-Lisbon-Treaty.html">il Daily Telegraph annuncia</a> che il leader del Partito conservatore britannico David Cameron si prepara a una clamorosa marcia indietro sul controverso documento. &quot;Nel 2007 Cameron aveva solennemente promesso ai suoi elettori che una volta al governo avrebbe sottoposto il trattato a un referendum&quot;, ricorda il quotidiano londinese. Ma dopo la ratifica da parte dei 27 membri Ue Cameron, favorito alle prossime elezioni, sta mettendo le mani avanti. In occasione di una conferenza stampa ha fatto capire che il suo atteggiamento &egrave; cambiato. &quot;Vogliamo il referendum, ma sembra che ormai il trattato sia diventato parte della legislazione europea&quot;, ha affermato. A Bruxelles ci si chiede se dopo questa inversione sull'Europa Cameron non si stia preparando anche a rivedere la sua alleanza con l'estrema destra polacca e lettone al Parlamento europeo.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:32:11 +0100</pubDate><guid>130311</guid></item>
<item><title>Unione europea | Leader riluttanti (The Independent, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/125871-leader-riluttanti</link><description><![CDATA[Ora che Tony Blair e David Miliband sono considerati probabili candidati alle massime cariche dell’Ue, Londra punta a un maggiore coinvolgimento in Europa. Ma sulle pagine dell’Independent Mary Dejevsky sostiene che il conservatore David Cameron potrebbe stroncare sul nascere questa tendenza. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 27 Oct 2009 18:59:57 +0100</pubDate><guid>125871</guid></item>
<item><title>Divisa e muta | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/123011-divisa-e-muta</link><description><![CDATA[<p>Adesso che il presidente ceco <a href="http://klaus.cz/klaus2/asp/default.asp?lang=EN&amp;CatID=YJrRHRsP">V&aacute;clav Klaus</a> sembra essersi rassegnato a firmare il <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm">trattato di Lisbona</a>, tutta l'Unione europea sembra tirare un sospiro di sollievo. Gli ottimisti diranno che il progetto potr&agrave; finalmente realizzarsi, che l'Europa potr&agrave; dare forma alle sue ambizioni e parlare in modo chiaro.</p>
<p> Ma nella stessa settimana, noteranno gli altri, l'Unione ha ancora una volta mostrato di essere incapace di parlare con una voce sola. Il 20 ottobre infatti sono falliti i <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ecofin/110651.pdf">negoziati fra i ministri delle finanze europei</a> sugli incentivi ai paesi in via di sviluppo a partecipare alla lotta contro il riscaldamento climatico. Anche un ammontare ridotto della met&agrave; rispetto ai calcoli degli esperti (30 miliardi di euro) &egrave; stato bocciato: troppi stati hanno paura che i contributi non siano giusti. Il ministro delle Finanze olandese, Wouter Bos, ha definito &quot;vergognosa&quot; questa mancanza di consenso, mentre il suo collega svedese Anders Borg si &egrave; detto &quot;molto deluso&quot;.</p>
<p> Il giorno dopo la cosa si &egrave; ripetuta: i <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/envir/110643.pdf">ministri dell'ambiente</a> non sono riusciti a mettersi d'accordo sulla questione pi&ugrave; delicata, quella dei diritti di emissione di anidride carbonica non utilizzati dagli stati dell'Europa centrale. I negoziati mostrano che i &quot;piccoli&quot; stati hanno tendenza ad addossare la responsabilit&agrave; ai &quot;grandi&quot; stati. Il fallimento dei ministri delle finanze sarebbe stato provocato in particolare dalla reticenza della Germania, che ha preferito rimandare la decisione in attesa della formazione del nuovo governo. Difficile non pensare che si tratti di un pretesto per rinviare l'adozione di una posizione comune. Ma finch&eacute; l'Europa non parler&agrave; con una voce sola, difficilmente potr&agrave; farsi ascoltare.</p>
<p> J.S.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:23:19 +0100</pubDate><guid>123011</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Tutti con Klaus, o quasi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/118551-tutti-con-klaus-o-quasi</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Klaus si batte per noi, dicono i cechi&rdquo;, titola Lidov&eacute;  Noviny, che pubblica un <a href="http://www.lidovky.cz/prezident-klaus-za-nas-bojuje-tvrdi-cesi-v-pruzkumu-pro-ln-pa0-/ln_domov.asp?c=A091015_210317_ln_domov_ani">sondaggio esclusivo</a> da cui risulterebbe  che il 65 per cento del popolo ceco condivide pienamente il &ldquo;sabotaggio&rdquo;  del Trattato di Lisbona da parte del presidente V&aacute;clav Klaus. Il sondaggio  rileva inoltre che &ldquo;circa la stessa percentuale eme una  rimessa in discussione dei <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=5&amp;ved=0CCIQFjAE&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.robert-schuman.eu%2Fpdf.qe.php%3Fnum%3Dsy-59&amp;ei=Vy_TStfmBdG64QaP7eilAw&amp;usg=AFQjCNGA-nhBOC_MQTTJcBJBYUEMXNU2lQ&amp;sig2=1d0x44VrIi3AnOzrtnetcA">decreti Bene&scaron;</a> &rdquo; che consenta ai tedeschi espulsi dai Sudeti di recuperare i beni confiscati loro dopo la seconda guerra  mondiale. Questo delicato tema &egrave; diventato l'ultima arma in mano a Klaus nella sua battaglia contro il trattato.</p>
<p>Il silenzio dei politici  cechi &egrave; stato rotto ieri dal vecchio presidente V&aacute;clav Havel, che ha  duramente criticato le posizioni di Klaus come &ldquo;irresponsabili e pericolose&rdquo;,  riporta sempre Lidov&eacute; Noviny.  Difficile comprendere l'ampio sostegno popolare di cui ancora gode il  presidente: &ldquo;Nessun politico &egrave; stato in grado di spiegare che il  trattato di Lisbona &egrave; una cosa bellissima, senza la quale l'Europa  non esisterebbe&rdquo;, <a href="http://www.lidovky.cz/zverina-prvni-skeptik-06v-/ln_nazory.asp?c=A091016_082508_ln_nazory_pks">commenta il quotidiano</a>.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:14:14 +0100</pubDate><guid>118551</guid></item>
<item><title>Václav il Terribile | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/118231-vaclav-il-terribile</link><description><![CDATA[<p>Sospendere la Repubblica Ceca, emarginarla... Il presidente ceco <a href="http://presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/114381-che-fare-con-vaclav-klaus">V&aacute;clav Klaus si &egrave;&nbsp;rifiutato</a> di ratificare il trattato di Lisbona, e ora&nbsp; Bruxelles pensa a come punire Praga. Ma anche il popolo ceco deve pagare per le scelte del suo presidente?</p>
<p>I poteri del capo dello stato sono limitati, e il suo ruolo dovrebbe essere puramente rappresentativo. Ma Klaus si sente intellettualmente superiore, e continua a confondere il suo ruolo istituzionale con le sue opinioni personali, che esprime ogni volta che ne ha l'occasione. Per distinguersi &egrave; pronto a sostenere idee contrarie a quelle della maggioranza. Ad esempio, mentre il mondo scientifico &egrave; ormai concorde nell'affermare il riscaldamento del pianeta, Klaus pubblica libri in cui spiega che la terra si sta raffreddando. Con Lisbona &egrave;&nbsp;lo stesso: anche se <a href="http://www.lidovky.cz/prezident-klaus-za-nas-bojuje-tvrdi-cesi-v-pruzkumu-pro-ln-pa0-/ln_domov.asp?c=A091015_210317_ln_domov_ani">i cechi vogliono che lui ratifichi il trattato</a>, il presidente resiste. Gira le spalle all'Europa e <a href="http://presseurop.eu/it/content/article/117511-klaus-il-russo">si rivolge a Mosca</a>, per aprire le porte del nucleare ceco alle imprese russe.&nbsp;Non riesce ad essere popolare in Europa? Allora sar&agrave; &ldquo;il suo oppositore&rdquo;, l'uomo che mostra i muscoli e gode del suo temporaneo potere. La strategia sembra funzionare, perch&eacute; i cechi <a href="http://www.presseurop.eu/fr/node/118551">continuano a sostenerlo</a>, come mostra un recente <a href="http://www.lidovky.cz/prezident-klaus-za-nas-bojuje-tvrdi-cesi-v-pruzkumu-pro-ln-pa0-/ln_domov.asp?c=A091015_210317_ln_domov_ani">sondaggio</a> del quotidiano Lidov&eacute; Noviny.</p>
<p>Alla vigilia della sua rielezione, nel 2008 &ndash;&nbsp;&egrave;&nbsp;stato votato dai parlamentari, non con elezioni popolari &ndash;&nbsp;il settimanale <a href="http://wikikomentar.respekt.cz/index.php/Pro%C4%8D_by_V%C3%A1clav_Klaus_%28ne%29m%C4%9Bl_b%C3%BDt_znovuzvolen_prezidentem">Respekt consigliava</a> a Klaus di curare la sua deriva narcisistica, che lo rende incapace di rispettare i limiti stabiliti al suo ruolo dalla Costituzione. La Repubblica Ceca, gi&agrave;&nbsp;considerata un paese &ldquo;esotico&rdquo;&nbsp;nel panorama europeo, non ha guadagnato affatto dalla sua presidenza. Le pressioni di Bruxelles rafforzano il narcisismo di Klaus, il suo narcisismo isola ancora di pi&ugrave; il paese, e il <a href="http://presseurop.eu/it/content/article/108451-perche-i-cechi-snobbano-leuropa">dibattito sull'Europa</a> &egrave; diventato una questione personale. <em>M.B.</em></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:59:59 +0100</pubDate><guid>118231</guid></item>
<item><title>Commissione europea | Poltrone e regali (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/116541-poltrone-e-regali</link><description><![CDATA[Per accontentare tutti i candidati a una poltrona da commissario, il presidente della Commissione europea vuole creare nuovi portafogli. Il valore dei posti in ballo si misura col numero di regali ricevuti nel corso del mandato, ironizza la stampa europea.   (Article)]]></description><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 18:00:36 +0100</pubDate><guid>116541</guid></item>
<item><title>Dopo Lisbona/4 | Meglio Alto rappresentante che presidente (The Daily Telegraph, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/114831-meglio-alto-rappresentante-che-presidente</link><description><![CDATA[Tony Blair è quasi sicuramente destinato a diventare il primo presidente dell’Unione, scrive Con Coughlin sul Daily Telegraph, ma il suo ruolo sarà quasi esclusivamente formale. Il vero potere sarà concentrato nelle mani dell’alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 18:49:38 +0100</pubDate><guid>114831</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Che fare con Václav Klaus?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/114381-che-fare-con-vaclav-klaus</link><description><![CDATA[<p>Ora che&nbsp;il presidente polacco Lech Kaczyński ha ratificato il <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm">trattato di Lisbona</a> il 10 ottobre resta solo <a href="http://www.klaus.cz/klaus2/asp/default.asp?lang=IT&amp;CatID=jmHHiG8r">V&aacute;clav Klaus</a>. Dopo i timori sulla perdita della sovranit&agrave; del suo paese, il presidente ceco sbandiera adesso il rischio secondo cui il trattato permetterebbe ai tedeschi dei Sudeti di rivendicare i loro beni confiscati durante la Seconda Guerra mondiale. &quot;Un tale rischio non sussiste&quot;, <a href="http://www.lidovky.cz/zadne-nebezpeci-nehrozi-0w1-/ln_noviny.asp?c=A091012_000010_ln_noviny_sko&amp;klic=233698&amp;mes=091012_0">scrive Lidov&eacute; Noviny</a>, avallando l&rsquo;opinione degli esperti costituzionali. &quot;Il presidente ceco sfonda una porta aperta&quot; commenta il quotidiano di Praga, che precisa che la questione dei <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=5&amp;ved=0CCIQFjAE&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.robert-schuman.eu%2Fpdf.qe.php%3Fnum%3Dsy-59&amp;ei=Vy_TStfmBdG64QaP7eilAw&amp;usg=AFQjCNGA-nhBOC_MQTTJcBJBYUEMXNU2lQ&amp;sig2=1d0x44VrIi3AnOzrtnetcA">decreti Bene&scaron;</a>, pubblicati contro la minoranza tedesca della Cecoslovacchia nel 1945, &egrave; stata gi&agrave; indagata quando la Repubblica Ceca ader&igrave; all&rsquo;Unione nel 2004.</p>
<p>&quot;La stampa e i politici si chiedono che fare con Klaus&quot; <a href="http://www.lidovky.cz/co-s-klausem-resi-tisk-i-politici-doy-/ln_noviny.asp?c=A091012_000008_ln_noviny_sko&amp;klic=233698&amp;mes=091012_0">osserva Lidov&eacute; Noviny</a>. Secondo il quotidiano, i diplomatici francesi e tedeschi suggeriscono due modi di mettere fine agli impedimenti che Klaus frappone: &quot;Destituirlo oppure cambiare la Costituzione per privare il capo dello stato del diritto di opporsi col veto&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:48:42 +0100</pubDate><guid>114381</guid></item>
<item><title>Largo ai giovani | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/113341-largo-ai-giovani</link><description><![CDATA[<p>Uno dei dibattiti organizzati da Internazionale, partner italiano di Presseurop.eu, in occasione del suo <a href="http://festival.internazionale.it/">festival</a> annuale nella citt&agrave; di Ferrara a inizio ottobre, s'intitolava &quot;Processo all'Europa. 1989-2009: dall'entusiasmo allo scetticismo&quot;. Un argoomento che in teoria non dovrebbe attirare le folle, tenuto conto anche dell'ora (domenica mattina) e di altri eventi organizzati nello stesso momento. Eppure la sala era strapiena, e diverse decine di persone hanno dovuto aspettare pazientemente nel cortile medievale del castello Estense per poter assistere al dibattito tra un giornalista ceco, i suoi colleghi romeno e tedesco e <a href="http://ec.europa.eu/italia/blog/index_it.htm">Roberto Santaniello</a>, rappresentante della Commissione europea in Italia.</p>
<p>Tra il pubblico c'erano molti giovani, italiani e stranieri, che non hanno esitato a fare domande sul funzionamento dell'Unione e delle sue istituzioni, Banca centrale compresa. Le considerazioni che accompagnavano le loro domande tradivano una sorta di impazienza rispetto alla costruzione europea: per loro l'Ue non progredisce abbastanza rapidamente e l'ipotesi federalista &ndash; decisamente minoritaria nell'Europa di oggi &ndash; non sembrava spaventarli. Al contrario, chiedevano pi&ugrave; Unione e meno stato, e volevano sapere se l'adozione del trattato di Lisbona avrebbe rimesso in moto il meccanismo, preoccupati della mancanza di trasparenza e di democrazia diretta nei processi decisionali europei.</p>
<p><a href="http://(http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/eb/eb71/eb71_std_part1.pdf"></a></p>
<p>Si sa da tempo che i giovani costituiscono la fascia della popolazione pi&ugrave; euroentusiasta. Un buon segnale per il futuro, di cui i nostri leader, sempre pronti ad attribuire a Bruxelles la responsabilit&agrave; dei loro fallimenti, farebbero bene a tenere conto. <em>GP.A.</em></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:48:13 +0100</pubDate><guid>113341</guid></item>
<item><title>L’Europa dopo Lisbona/3 | E ora innoviamo (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/112121-e-ora-innoviamo</link><description><![CDATA[Quando sarà definitivamente ratificato, il trattato di Lisbona dovrebbe dare all&#039;Ue gli strumenti per realizzare le sue ambizioni politiche ed economiche. Non manca che il coraggio di assumersi dei rischi, sostiene Moisés Naím, direttore del mensile statunitense Foreign Policy.  (Article)]]></description><pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:48:09 +0100</pubDate><guid>112121</guid></item>
<item><title>Trattato di Lisbona | Lasciate in pace i cechi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/112271-lasciate-pace-i-cechi</link><description><![CDATA[<p>La Repubblica Ceca dovrebbe essere penalizzata se il presidente V&aacute;clav Klaus non firmasse il trattato di ratifica? &Egrave; la domanda che si &egrave; posto Tony Barber nel suo blog sul sito del Financial Times, riferendo &ldquo;voci incontrollate&rdquo; nei corridoi dell&rsquo;Unione che vorrebbero &ldquo;rifiutare ai cechi un seggio nella Commissione europea&rdquo;. Come <a href="http://blogs.ft.com/brusselsblog/tag/vaclav-klaus/">spiega Barber</a>, una simile decisione butterebbe soltanto benzina sul fuoco per il leader ceco che ha descritto l&rsquo;Ue come &ldquo;una riedizione dell&rsquo;Unione Sovietica&rdquo;. L&rsquo;autore del blog spiega che ora che il parlamento ceco sta approvando il trattato, Klaus si ritrova sempre pi&ugrave; isolato. Barber rievoca a tal proposito la &ldquo;seria lezione&rdquo; del 2000, quando l&rsquo;Austria form&ograve; un governo di coalizione con il partito di estrema destra di J&ouml;rg Haider. In quell&rsquo;occasione gli altri stati membri dell&rsquo;Ue ridussero al minimo le relazioni diplomatiche e congelarono i contatti con i ministeri austriaci. &ldquo;Alla fine, per&ograve;, si ottenne il risultato opposto a quello voluto: si fece del governo austriaco un martire e si rafforz&ograve; l&rsquo;orgoglio patriottico del popolo austriaco. L'obiettivo dell'Ue dev'essere trovare un consenso, non soffocare il dissenso&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 08 Oct 2009 15:20:43 +0100</pubDate><guid>112271</guid></item>
<item><title>Hachfeld, Neues Deutschland (Berlin) | Salta, Václav | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/111131-salta-vaclav</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:22:35 +0100</pubDate><guid>111131</guid></item>
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