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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Iraq ]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>11 settembre | Sul fronte sbagliato (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/933211-sul-fronte-sbagliato</link><description><![CDATA[Dopo gli attentati del 2001 l&#039;occidente ha concentrato le sue forze sulla minaccia del terrorismo islamico. Dieci anni dopo appare chiaro che il vero rischio per il suo potere è rappresentato dall&#039;irresistibile ascesa dell&#039;Asia. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 09 Sep 2011 17:40:19 +0100</pubDate><guid>933211</guid></item>
<item><title>Polonia | Combattere per la cittadinanza statunitense</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/647521-combattere-la-cittadinanza-statunitense</link><description><![CDATA[<p>Gazeta Wyborcza dedica la prima pagina ai &quot;cittadini dell'esercito americano&quot;. <a target="_self" href="http://wyborcza.pl/1,91446,9574859,_Gazeta_Wyborcza___obywatel_US_Army.html">Secondo il quotidiano</a> numerosi giovani polacchi che sono in possesso della &quot;green card&quot; (il permesso di soggiorno statunitense) si <a target="_self" href="http://www.goarmy.com/rotc.html">arruolano nell'esercito americano</a> per ottenere la cittadinanza, e dopo un addestramento di 14 mesi vengono inviati in missione in Afghanistan e in Iraq. Una ventina di loro sono morti in combattimento nei due conflitti. Per partecipare a queste missioni ad alto rischio i giovani polacchi vengono ricompensati con un salario di 1.400 dollari (970 euro), 30 giorni di congedo retribuito, una polizza assicurativa e la tanto agognata cittadinanza americana. Secondo il quotidiano polacco servire una bandiera straniera rappresenta un crimine, a meno di ottenere una deroga. Il ministro polacco della difesa ignora il numero esatto di giovani polacchi arruolatisi nell'esercito americano. Secondo le stime di un addestratore sarebbero circa 500. Intervistato da Gazeta Wyborcza l'addestratore ha dichiarato: &quot;l'America &egrave; una terra di sogni, e l'esercito americano aiuta a realizzarli&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 11 May 2011 12:50:39 +0100</pubDate><guid>647521</guid></item>
<item><title>Terrorismo | L'eredità di Bin Laden (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/629101-l-eredita-di-bin-laden</link><description><![CDATA[L&#039;uccisione del leader di Al Qaeda è un evento simbolico, ma la sua fine politica era già stata decretata dalle rivoluzioni nel mondo arabo. E le conseguenze delle sue azioni sono destinate a sopravvivergli ancora a lungo. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 02 May 2011 16:12:12 +0100</pubDate><guid>629101</guid></item>
<item><title>Regno Unito | L&#039;invasione dell&#039;Iraq decisa dal petrolio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/606191-linvasione-delliraq-decisa-dal-petrolio</link><description><![CDATA[<p>&quot;Memorandum segreti rivelano collegamenti tra le compagnie petrolifere e l'invasione dell'Iraq&quot;, <a href="http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/secret-memos-expose-link-between-oil-firms-and-invasion-of-iraq-2269610.html" target="_self">titola l'Independent</a>&nbsp;denunciando il ruolo della collusione tra il governo britannico e l'industria petrolifera nell'invasione dell'Iraq nel 2003. Le rivelazioni su una serie di incontri tra il primo ministro e i dirigenti delle compagnie &quot;contrastano con le smentite pubbliche a proposito di una coincidenza di interessi tra l'industria del petrolio e i governi occidentali&quot;, sottolinea il quotidiano londinese. Uno dei memorandum rivela che nel 2002 la baronessa Symons, allora ministro del commercio, inform&ograve; la multinazionale petrolifera BP &quot;che il governo era convinto che le compagnie energetiche britanniche avrebbero dovuto ottenere una fetta delle enormi <a href="http://www.independent.co.uk/multimedia/archive/00598/oil-graphic-190411_598695a.jpg" target="_self">riserve</a> di petrolio e gas dell'Iraq come ricompensa per l'impegno militare di Tony Blair a seguito degli Stati Uniti&quot;. Pubblicamente la BP ha continuato a sostenere di non avere &quot;alcun interesse strategico&quot; in Iraq, ma in privato ha fatto sapere al ministero degli esteri che l'Iraq era &quot;pi&ugrave; importante di qualsiasi cosa avessero visto da molto tempo&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 19 Apr 2011 11:03:21 +0100</pubDate><guid>606191</guid></item>
<item><title>Guerra in Iraq | WikiLeaks: caccia alla verità o allo scoop ? (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/370391-wikileaks-caccia-alla-verita-o-allo-scoop</link><description><![CDATA[Il sito diretto da Julian Assange ha pubblicato 400mila documenti riservati sulla guerra in Iraq. Diversi quotidiani ne hanno approfittato, ma la stampa europea è preoccupata dalle conseguenze di questa operazione. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 25 Oct 2010 18:03:03 +0100</pubDate><guid>370391</guid></item>
<item><title>Portogallo | Anche Lisbona nel dossier Wikileaks</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/304371-anche-lisbona-nel-dossier-wikileaks</link><description><![CDATA[<p>Pochi giorni dopo la pubblicazione su Wikileaks dei documenti sulla guerra in Afghanistan, &quot;anche alcuni segreti militari portoghesi sono stati finiti in rete&quot;, <a target="_blank" href="http://dn.sapo.pt/inicio/portugal/interior.aspx?content_id=1629238">riporta Di&aacute;rio de Not&iacute;cias</a>. <a target="_blank" href="http://wikileaks.org/wiki/Six_classified_Portuguese_Iraq_Intelligence_Summaries_from_2004">Documenti</a> della Guardia nazionale repubblicana (Gnr) datati 2004 e concernenti le attivi&agrave; di Al Qaeda, i servizi segreti iraniani in Iraq e le decisioni politiche di Tony Blair sono stati scoperti sullo stesso sito dal quotidiano di Lisbona. Secondo il portavoce della Gnr citato dal giornale, poich&eacute; sono passati sei anni &quot;i documenti non contengono alcune informazione strategica particolarmente sensibile&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:05:47 +0100</pubDate><guid>304371</guid></item>
<item><title>Gran Bretagna | Clegg dichiara illegale l'attacco all'Iraq</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/299431-clegg-dichiara-illegale-l-attacco-all-iraq</link><description><![CDATA[<p>&quot;La gaffe di Nick Clegg sull'illegalit&agrave; dell'invasione dell'Iraq solleva problemi giuridici&quot;, <a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/politics/2010/jul/21/nick-clegg-illegal-iraq-war-gaffe">titola il Guardian</a>. Sostituendo David Cameron durante il Question time, il vice premier britannico Nick Clegg ha avuto un acceso scambio verbale con Jack Straw, segretario di stato agli affari esteri esteri ai tempi della guerra del 2003. Durante il diverbio Clegg ha dichiarato: &quot;Forse dovremo aspettare di leggere le sue memorie, ma spero che un giorno si assumer&agrave; la responsabilit&agrave; per il suo ruolo nella pi&ugrave; disastrosa delle decisioni: l'invasione illegale dell'Iraq&quot;. Clegg insiste di aver parlato a titolo personale, ma il Guardian fa notare che &quot;un noto avvocato internazionale ha fatto presente che la dichiarazione di un ministro del governo in una circostanza cos&igrave; formale aumenta le possibilit&agrave; che la Gran Bretagna sia portato davanti alle corti internazionali&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:37:02 +0100</pubDate><guid>299431</guid></item>
<item><title>Guerra in Iraq | Blair, accecato dai Lumi (The Independent, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/181211-blair-accecato-dai-lumi</link><description><![CDATA[Davanti alla commissione d’inchiesta Chilcot, Tony Blair non ha manifestato alcun rimpianto per l&#039;invasione dell&#039;Iraq. Per Bruce Anderson, l’ex premier è caduto nell&#039;errore fondamentale dell&#039;Illuminismo, secondo cui è possibile plasmare la natura umana. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 01 Feb 2010 17:47:49 +0100</pubDate><guid>181211</guid></item>
<item><title>Gran Bretagna | Blair nega tutto</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/180201-blair-nega-tutto</link><description><![CDATA[<p>Il 29 gennaio <a href="http://www.guardian.co.uk/uk/2010/jan/29/blair-iraq-inquiry-chilcot-911-terrorist-threat" target="_blank">Tony Blair &egrave; comparso</a> davanti alla <a href="http://www.iraqinquiry.org.uk/" target="_blank">commissione d'inchiesta sull'Iraq </a>presieduta da John Chilcot per spiegare le ragioni che l'hanno spinto a coinvolgere il suo paese nell'invasione dell'Iraq nel 2003. L'ex premier britannico continua a giustificare l'attacco, adducendo il fatto che secondo i servizi segreti Saddam Hussein disponeva di armi di distruzione di massa. Ma i media sono sempre meno disposti a credergli.&nbsp;</p>
<p>Il settimanale di sinistra <a href="http://www.newstatesman.com/uk-politics/2010/02/iraq-war-invasion-blair-regime" target="_blank">New Statesman pubblica</a> le testimonianze di consulenti del governo le cui indicazioni erano state ignorate dal premier nelle settimane precedenti l'invasione. &quot;Le rivelazioni e i rapporti indicano che Blair, malgrado le sue smentite, non voleva disarmare l'Iraq ma rovesciare Saddam, e la sua intenzione risale a un anno prima dell'invasione&quot;. La rivista cita un eminente giurista che invita la commissione Chilcot a dichiarare l'intervento illegale, echeggiando le <a href="http://www.arrestblair.org/" target="_blank">campagne</a> che vogliono che Blair sia processato per crimini di guerra.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 29 Jan 2010 17:50:12 +0100</pubDate><guid>180201</guid></item>
<item><title>Segreti pericolosi | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/179531-segreti-pericolosi</link><description><![CDATA[<p>Tony Blair ha dovuto spiegare davanti a una commissione di inchiesta perch&eacute; ha deciso di coinvolgere il suo paese nell'invasione dell'Iraq. Il giorno precedente, a pochi chilometri di distanza si era aperta la conferenza di Londra sul futuro dell'Afghanistan. Anche se di natura diversa, le due guerre dell'epoca Bush continuano a influenzare la politica europea. L'Iraq, perch&eacute; i dirigenti hanno manipolato l'opinione pubblica per spingerla a sostenere il governo contro Saddam Hussein; l'Afghanistan, perch&eacute; in mancanza di risultati sul campo e di strategie chiare, molti cittadini hanno l'impressione che i loro governi non dicano tutta la verit&agrave; sulla missione dei loro soldati.</p>
<p>Uno dei punti di riferimento intellettuali dei neoconservatori americani &egrave; Leo Strauss. Sulla base di un'interpretazione contestata del pensiero di questo filosofo di origine tedesca, morto nel 1973, gli artefici delle guerre di Bush hanno conservato l'idea della &quot;necessit&agrave; di mentire al popolo sulla natura della realt&agrave; politica. Spetta all'&eacute;lite riconoscere la verit&agrave; e tenerla per s&eacute;&quot;, spiegava un <a target="_blank" href="http://www.commondreams.org/views03/0515-09.htm">editoriale</a> di William Pfaff nel 2003. Nelle societ&agrave; democratiche questa tentazione non riguarda solo gli ideologi.</p>
<p>Costretti a prendere decisioni controverse davanti a opinioni pubbliche sempre pi&ugrave; reattive, i dirigenti europei possono lasciarsi prendere la mano da questi atteggiamenti elitisti. Ma quello che &egrave; successo per l'Iraq non deve ripetersi per l'Europa. L'entrata in vigore del trattato di Lisbona ha comportato un certo deficit di democrazia. La sua applicazione, come <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/179061-il-puzzle-delle-cariche">spiegava Le Monde questa settimana</a>, &egrave; oggetto di giochi di potere incomprensibili per i semplici cittadini. Non sar&agrave; certo la conseguente impotenza dell'Ue a rendere l'elitismo europeo pi&ugrave; accettabile. <em>(adr)</em></p>
<p><em>Eric Maurice</em></p>
<p></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:11:28 +0100</pubDate><guid>179531</guid></item>
<item><title>Guerra in Iraq | La verità non conta (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/169211-la-verita-non-conta</link><description><![CDATA[Nei Paesi Bassi un’inchiesta ha giudicato “illegale” l’invasione dell’Iraq guidata dagli Usa, mentre in Gran Bretagna la commissione Chilcot si prefigge di far luce sulla decisione del governo di Tony Blair di portare il suo paese in guerra. Ciò nonostante, i politici non si assumono ancora le responsabilità di questo disastro, scrivono la stampa olandese e britannica. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:40:52 +0100</pubDate><guid>169211</guid></item>
<item><title>Iraq | Dubbi sull&#039;inchiesta Chilcot</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/143281-dubbi-sullinchiesta-chilcot</link><description><![CDATA[<p>La guerra contro l&rsquo;Iraq &egrave; stata &ldquo;legittima&rdquo; o no? &Egrave; questa la domanda che attende Sir John Chilcot all'avvio dell&rsquo;<a href="http://www.iraqinquiry.org.uk/">inchiesta</a> sulla partecipazione britannica all&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq del 2003, guidata dagli Stati Uniti. <a href="http://www.guardian.co.uk/uk/2009/nov/23/chilcot-inquiry-iraq-war">Secondo il Guardian</a>, tuttavia, una simile analisi sarebbe estranea alle competenze dell&rsquo;inchiesta. Alcune figure di spicco del mondo giuridico, che da tempo sostengono che la &ldquo;guerra &egrave; stata una grave violazione della legge internazionale&rdquo;, stanno mettendo in discussione la sincerit&agrave; delle affermazioni di Chilcot, secondo il quale l&rsquo;argomento chiave della questione &egrave; proprio la &ldquo;legittimit&agrave;&rdquo; della guerra, considerato che il gruppo di inquirenti che egli guida &ldquo;non comprende n&eacute; un giudice n&eacute; un avvocato&rdquo;. Inevitabilmente ci&ograve; fa nascere domande &ndash; osserva il quotidiano di Londra &ndash; sulla &ldquo;volont&agrave; del governo, che ha deciso di procedere a un&rsquo;inchiesta, di indagare seriamente e capire se ha agito illegalmente&rdquo;. Pare, insomma, che non sia stata presa affatto in considerazione la questione se una guerra &ldquo;legittima&rdquo; possa giustificare <a href="http://www.iraqbodycount.org/">la morte di circa centomila civili</a>. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:12:17 +0100</pubDate><guid>143281</guid></item>
<item><title>Regno Unito | Le confessioni del caporale Payne</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/139111-le-confessioni-del-caporale-payne</link><description><![CDATA[<p>Ancora una volta l&rsquo;opinione pubblica britannica &egrave; rimasta scossa dalla notizia che &quot;i suoi ragazzi&rdquo; sarebbero colpevoli di disdicevoli episodi all&rsquo;estero. <a href="http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/we-did-it--to-avenge-our-fallen-comrades-1821726.html">L&rsquo;Independent pubblica</a> la testimonianza di un soldato dell&rsquo;esercito britannico che ha accusato&nbsp;un superiore e i suoi ex commilitoni di aver picchiato e torturato alcuni prigionieri iracheni. Durante un&rsquo;<a href="http://www.bahamousainquiry.org/">inchiesta</a> sulla morte del civile iracheno Baha Mousa, avvenuta nel settembre 2003, l&rsquo;ex caporale Donald Payne aveva cambiato la sua deposizione e affermato che insieme ad alcuni commilitoni aveva agito &ldquo;per vendetta&rdquo;, in seguito alla morte di quattro soldati nel sud dell&rsquo;Iraq. Oggetto della loro vendetta erano stati nove iracheni catturati e ripetutamente &ldquo;presi a calci e picchiati&rdquo;, riferisce il quotidiano londinese, che informa che Baha Mousa &egrave; morto per &ldquo;asfissia e 93 ferite e fratture distinte&rdquo;. Payne sostiene di aver cercato di nascondere l&rsquo;entit&agrave; dei maltrattamenti per un &ldquo;senso di lealt&agrave; mal consigliato&rdquo;. In precedenza, invece, aveva affermato di aver dato soltanto qualche &ldquo;schiaffo&rdquo; ai prigionieri.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:40:20 +0100</pubDate><guid>139111</guid></item>
<item><title>Danimarca | Un quotidiano si schiera coi rifugiati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/136091-un-quotidiano-si-schiera-coi-rifugiati</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Un posto di lavoro per chi ha chiesto asilo ed &egrave; stato respinto&rdquo;: il quotidiano danese <a href="http://politiken.dk/indland/article832503.ece">Politiken lancia</a> una raccolta di fondi tra i suoi lettori per creare un centro di informazione sull'Iraq. Lo scopo &egrave; quello di far lavorare cento profughi iracheni che non hanno ottenuto il diritto di rimanere in Danimarca. Impiegati, consulenti e guide saranno pagati circa 32mila corone danesi al mese (circa 4.300 euro), cosa che permetter&agrave; loro di ottenere rapidamente un permesso di soggiorno danese, conformemente a una legge destinata ad attirare nel paese manodopera qualificata. Quando un membro di una famiglia ottiene questo permesso, il resto della famiglia pu&ograve; rimanere. &ldquo;Quando lo stato non vuole collaborare, la societ&agrave; civile deve intervenire&rdquo;, <a href="http://politiken.dk/debat/ledere/article832519.ece">spiega</a> il caporedattore di Politiken, T&oslash;ger Seidenfaden. Il governo e il Partito del popolo, suo alleato di estrema destra in parlamento, hanno gi&agrave; annunciato l'intenzione di bloccare questa iniziativa.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:05:30 +0100</pubDate><guid>136091</guid></item>
<item><title>Gas | Tutti i gasdotti portano a Ceyhan (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/106721-tutti-i-gasdotti-portano-ceyhan</link><description><![CDATA[Per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia, gli europei hanno bisogno della Turchia, dove passano gli oleodotti provenienti dal Medio Oriente. Ecco perché Die Zeit dubita che Bruxelles potrà tenere ancora a lungo Ankara lontano dall&#039;Ue.  (Article)]]></description><pubDate>Wed, 30 Sep 2009 15:15:23 +0100</pubDate><guid>106721</guid></item>
<item><title>Immigrazione | La polizia francese abbatte la giungla</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/101481-la-polizia-francese-abbatte-la-giungla</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Prossima fermata Gran Bretagna&rdquo;: cos&igrave; titola in prima pagina il Daily Mail che <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1214848/Britain-obsessed-asylum-seekers-let-UK-earliest-convenience-says-Europes-Justice-Commisioner.html#">riporta la notizia</a> della chiusura dell'accampamento di profughi sorto in un bosco vicino a Calais, in Francia, meglio noto come &ldquo;la giungla&rdquo;, dove tutti coloro che cercano asilo e arrivano da ogni angolo del pianeta si ritrovano a cercare un passaggio oltremanica. L&rsquo;operazione &egrave; stata &ldquo;condotta&nbsp; dalla polizia francese in equipaggiamento antisommossa, armata di lanciafiamme, lacrimogeni e pistole paralizzanti&rdquo;, con ruspe che hanno &ldquo;accerchiato la distesa di fatiscenti baracche costruite con teloni cerati e capanne&rdquo;, nella quale &ldquo;l&rsquo;acre fetore del cibo in putrefazione e degli escrementi umani satura l&rsquo;aria rendendola irrespirabile&rdquo;.</p>
<p>Finora sono stati arrestati 238 migranti, quasi tutti provenienti da Iraq e Afghanistan &ndash; occupati dagli occidentali &ndash; e per met&agrave; bambini. Secondo le agenzie umanitarie, buona parte di loro sar&agrave; rispedita nei Paesi&nbsp;dai quali hanno fatto ingresso nell&rsquo;Ue: tra questi la Grecia figura tra i primi posti. Il ministro francese degli Interni, Eric Besson, ha deciso la <a href="http://itn.co.uk/7838f4c731e6cb5a4cba03a67e9eee3a.html">retata</a> per &ldquo;scopi umanitari&rdquo;, descrivendo il campo profughi come la base del &ldquo;traffico di esseri umani&rdquo;. Sull&rsquo;altra sponda della Manica, il ministro dell'Interno britannico Alan Johnson si &egrave; detto &ldquo;rallegrato&rdquo; dalla notizia. Le vittime del traffico di esseri umani invece la pensano diversamente: &quot;Siamo assolutamente decisi a rifarci una vita in Inghilterra&quot;, ha detto un ventiduenne originario di Kabul.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 22 Sep 2009 15:35:25 +0100</pubDate><guid>101481</guid></item>
<item><title>Danimarca | Censurate il soldato Rathsack</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/97761-censurate-il-soldato-rathsack</link><description><![CDATA[<p>In Danimarca un libro sta destando molto scalpore. In <em><a href="http://www.artpeople.dk/boeger/jaeger"><em>Jaeger, i Krig med Eliten</em></a></em> (Cacciatore, in guerra con le truppe speciali), un ex soldato, Thomas Rathsack, racconta le operazioni dei commandos danesi in Iraq e in Afghanistan. Ma da una settimana il ministero della Difesa danese fa di tutto per impedire l'uscita del libro chiedendo che ne venga vietata la pubblicazione, cercando di obbligare i dipendenti della casa editrice Peoples Press a comunicare a chi &egrave; stato inviato il libro e scrivendo ai direttori dei grandi quotidiani. Il ministero ritiene che il libro fornisca troppi dettagli sul modo di operare dei commandos, e che potrebbe essere sfruttato dai nemici della Danimarca. Alla vigilia dell'esame sulla richiesta di divieto da parte del tribunale di Copenaghen, Politiken ne <a href="http://politiken.dk/indland/article789185.ece">pubblica</a> alcuni estratti. Nel suo <a href="http://politiken.dk/debat/ledere/article789246.ece">editoriale</a>, il quotidiano giustifica la sua iniziativa con &quot;il diritto del pubblico di seguire l'attualit&agrave; &ndash; anche quando siamo in guerra, anche quando le autorit&agrave; non lo vogliono&quot;. Gi&agrave; in tarda mattinata era impossibile trovare a Copenaghen una copia del giornale.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:14:23 +0100</pubDate><guid>97761</guid></item>
<item><title>Germania | Lo scaricabarile dei rifugiati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/94521-lo-scaricabarile-dei-rifugiati</link><description><![CDATA[<p>&quot;Sotto l'etichetta Ue non c'&egrave; ancora lo stato di diritto&quot;. La S&uuml;ddeutsche Zeitung interpreta cos&igrave; la decisione della Corte costituzionale tedesca che ha fermato, il 9 settembre, il trasferimento di un richiedente asilo iracheno in Grecia. In virt&ugrave; del <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33153_it.htm">regolamento Dublin II</a> , la responsabilit&agrave; delle domande d'asilo spetta al paese in cui il richiedente entra nell'Unione europea. Ma la Grecia, come altri paesi frontalieri dell'Unione, &egrave; sommersa dai rifugiati. &quot;Il trattamento scandaloso che Atene infligge loro &egrave; ampiamente documentato&quot;, sostiene il quotidiano di Monaco. &quot;La Corte ha ragione a fermare le espulsioni indiscriminate&quot; verso paesi terzi. Se la decisione creer&agrave; un precedente, &quot;la Germania dovr&agrave; gestire un numero crescente di domande d'asilo&quot;, cos&igrave; come i paesi scandinavi. &quot;Grazie a questo inatteso aiuto, i paesi del sud potrebbero ottenere soddisfazione su un'antica rivendicazione: pi&ugrave; solidariet&agrave; all'interno dell'Europa&quot;. La SZ accusa per&ograve; Atene di ricatto: &quot;Con la sua negligenza nei confronti dei rifugiati, la Grecia potrebbe imporre la sua volont&agrave;. &Egrave; disdicevole, ma non possiamo punire i rifugiati al posto suo&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:08:54 +0100</pubDate><guid>94521</guid></item>
<item><title>Medio oriente | L&#039;Europa tende una mano alla Siria (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/85921-leuropa-tende-una-mano-alla-siria</link><description><![CDATA[Gli inviti ad accogliere la Siria nella Politica europea di vicinato (Enp, European Neighbourhood Policy) sono parte integrante di una più ampia strategia occidentale volta a cercare di allontanare dall’Iran il regime baathista finora isolato a livello internazionale e a continuare a cooperare con l’Occidente in Iraq e in Libano. Chris Phillips del Guardian si chiede però se per caso non stiamo assistendo a un’ulteriore situazione in cui per mero opportunismo politico si è disposti a sacrificare diritti umani e democrazia. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 27 Aug 2009 17:42:19 +0100</pubDate><guid>85921</guid></item>
<item><title>Germania | Una cellula molto dormiente</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/74111-una-cellula-molto-dormiente</link><description><![CDATA[<p>Le dichiarazioni di Fritz G., rilasciate il 10 agosto davanti alla corte d'assise di D&uuml;sseldorf nell'ambito del processo a una presunta cellula terrorista islamica, non lasciano dubbi: &egrave; il capo del gruppo &quot;Sauerland&quot;, che avrebbe progettato diversi attentati con autobomba contro i militari statunitensi di stanza in Germania per spingere Berlino a ritirare le sue truppe dall'Afghanistan. &quot;Hanno agito per conto di un'organizzazione chiamata 'Unione del Jihad islamico' (Uji). Questa confessione fuga ogni dubbio sulla sua esistenza&quot;, <a href="http://www.taz.de/1/debatte/kommentar/artikel/1/zelle-mit-schwachstellen/">osserva</a> la Tageszeitung.</p>
<p>Il quotidiano precisa tuttavia che anche se il gruppo disponeva esplosivi sufficienti a fabbricare un ordigno cento volte pi&ugrave; potente di quelli che hanno fatto 52 vittime a Londra nel 2005, non c'era veramente da preoccuparsi: l'Uji avrebbe arruolato i quattro accusati solo perch&eacute; non aveva nessun altro a cui rivolgersi. Persino gli imputati, che avrebbero preferito combattere in Iraq, si ritenevano incapaci di compiere gli attentati, perch&eacute; sapevano di essere seguiti dalla polizia. &quot;L'immagine di dozzine di terroristi 'dormienti' in attesa della loro missione, cos&igrave; spesso evocata in Germania, non &egrave; confermata da questo processo&quot;, commenta la Taz.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 11 Aug 2009 14:03:43 +0100</pubDate><guid>74111</guid></item>
<item><title>Nato | Un nuovo capo per un&#039;alleanza traballante (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/69001-un-nuovo-capo-unalleanza-traballante</link><description><![CDATA[Il primo agosto l&#039;ex primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, appena nominato ufficialmente nuovo segretario generale della Nato, ha dichiarato che la guerra in Afghanistan sarà la sua &quot;principale priorità&quot;. I quotidiani europei si chiedono però qual è il futuro dell&#039;alleanza atlantica, divisa dalle polemiche interne sin dalla guerra in Iraq e oggi impegnata in Afghanistan in una guerra di cui non si vede la fine. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:14:02 +0100</pubDate><guid>69001</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Come un somalo in Romania (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/54231-come-un-somalo-romania</link><description><![CDATA[Da quando è entrata nell&#039;Unione europea, la Romania attrae immigrati da Africa, India, Afghanistan e Iraq. Originario della Somalia, Kasim voleva andare in Germania, ma dei trafficanti senza scrupoli lo hanno lasciato in uno sperduto villaggio rumeno. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2009 17:00:54 +0100</pubDate><guid>54231</guid></item>
<item><title>Energia | Nabucco vuol fare il pieno di gas</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/52981-nabucco-vuol-fare-il-pieno-di-gas</link><description><![CDATA[<p>Collegare l'Asia centrale all'Europa occidentale per ridurre la dipendenza di questi ultimi dal gas russo: questo sar&agrave; l'obiettivo del gasdotto <a href="http://www.nabucco-pipeline.com/">Nabucco</a>, che entrer&agrave; in servizio nel 2014. Il 13 luglio, ad Ankara, Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria, vale a dire i cinque paesi attraversati dal percorso del gasdotto, hanno firmato un accordo che apre la strada per il progetto. &quot;Se i soldi ci sono [...], bisogna ancora risolvere il problema pi&ugrave; grande: la fornitura di gas&quot;, sostiene l'esperto turco Necdet Pamir su <a href="http://www.lefigaro.fr/matieres-premieres/2009/07/13/04012-20090713ARTFIG00189-etape-decisive-pour-le-gazoduc-europeen-nabucco-.php">Le Figaro</a>.</p>
<p>&quot;L'Azerbaigian ha inflitto una grave delusione per i promotori di Nabucco, decidendo all'inizio di luglio di dare al colosso russo Gazprom un accesso prioritario&quot;, riporta il quotidiano francese. Di fronte alle forti reazioni in Europa, con la compagnia petrolifera di stato di Azerbaigian, tuttavia, ha detto che avrebbe fornito all'Europa i volumi di gas che aveva promesso. Anche il Turkmenistan, freddo nei confronti di Mosca, ha deciso di aderire al progetto europeo. &quot;Bruxelles spera di ottenere subito la stessa promessa da Kazakistan e Uzbekistan, per arrivare nel lungo periodo alle riserve di gas in Egitto, Iraq e Iran&quot;, conclude Le Figaro.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2009 15:50:19 +0100</pubDate><guid>52981</guid></item>
</channel></rss>
