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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Turchia ]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Visti | Bucarest apre la porta ai turchi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1748602-bucarest-apre-la-porta-ai-turchi</link><description><![CDATA[<p>Romania e Turchia si preparano a riformare il meccanismo di concessione dei visti per i turisti e gli uomini d&rsquo;affari turchi. L&rsquo;attesa per il visto sar&agrave; ridotta a 10 giorni. La riforma &ndash; concordata a marzo dai presidenti dei due paesi,&nbsp;Abdullah G&uuml;l e Traian Băsescu &ndash; entrer&agrave; in vigore entro la fine del mese, spiega <a href="http://www.romanialibera.ro/actualitate/europa/egemen-bagis-e-ilogic-ca-tari-atat-de-apropiate-ca-romania-si-turcia-sa-isi-impuna-vize-259691.html" target="_blank">Rom&acirc;nia Liberă</a>, secondo cui</p>
<blockquote><p>nel prossimo futuro i turisti turchi (ma lo stesso pacchetto di misure riguarda anche quelli che vengono dai paesi arabi del Golfo o dalla Cina) non dovranno aspettare mesi prima di ottenere un visto per la Romania. &nbsp;</p>
</blockquote>
<p>Bucarest vuole inoltre creare un visto di 5 anni per gli uomini d&rsquo;affari turchi. Citando il ministro degli esteri,&nbsp; Rom&acirc;nia liberă ricorda che la Turchia &egrave; l&rsquo;unico paese che firmatario di un&rsquo;unione doganale con l&rsquo;Ue i cui cittadini hanno bisogno di un visto per entrare in Europa. Da questo punto di vista &ldquo;la Romania rappresenta una soluzione per la concessione di visti ai Turchi&rdquo;, ma solo parziale, dato che il paese non fa ancora parte dello spazio Schengen. L&rsquo;ingresso della Romania sar&agrave; deciso a settembre, ma potrebbe essere bloccato dal <a href="/fr/content/news-brief/1493671-bucarest-et-sofia-priees-de-faire-encore-des-efforts">veto olandese</a>.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 05 Apr 2012 13:12:20 +0100</pubDate><guid>1748602</guid></item>
<item><title>Austria | Impariamo dalla Turchia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1568571-impariamo-dalla-turchia</link><description><![CDATA[<p>A un anno e mezzo dalla pubblicazione del <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/325361-la-germania-si-autodistrugge">pamphlet</a> dell'economista tedesco Thilo Sarrazin, che denunciava il fallimento dell'integrazione (in particolare dei turchi) dall'Austria arriva la risposta dell'austro-turco Inan T&uuml;rkmen, 25 anni: <em>Wir kommen</em> (&quot;Arriviamo&quot;). <a target="_self" href="http://diepresse.com/home/panorama/oesterreich/736273/Wir-kommen_Der-Aufstand-der-WutTuerken?from=suche.intern.portal">Secondo Die Presse</a> il libro di T&uuml;rkmen invoca &quot;il sollevamento dei Turchi in collera&quot;.</p>
<p>Con un tono volutamente provocatorio, l'autore risponde a Sarrazin e combatte l'immagine dei turchi come capro espiatorio dell'integrazione austriaca. T&uuml;rkmen descrive la grande influenza della Turchia in Europa, appoggiandosi a cinque concetti:</p>
<blockquote><p>I turchi sono pi&ugrave; numerosi, pi&ugrave; giovani, pi&ugrave; ambiziosi, la loro economia cresce pi&ugrave; rapidamente e sono pi&ugrave; forti. [&hellip;] Nel libro si trova il ritratto di una Turchia in pieno sviluppo, da cui l'Europa dovrebbe imparare. Un paese dove il numero di dirigenti donne &egrave; sei volte superiore rispetto alla media europea, dove la prosperit&agrave; cresce pi&ugrave; che in qualsiasi stato europeo, dove la popolazione ha grandi ambizioni.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 01 Mar 2012 14:58:52 +0100</pubDate><guid>1568571</guid></item>
<item><title>Grecia | Niente austerity per i militari (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1384021-niente-austerity-i-militari</link><description><![CDATA[Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:13:02 +0100</pubDate><guid>1384021</guid></item>
<item><title>Francia-Turchia, lite sul genocidio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1325661-francia-turchia-lite-sul-genocidio</link><description><![CDATA[<p>I deputati francesi sono passati alle vie di fatto: il 22 dicembre hanno adottato una <a target="_self" href="http://www.assemblee-nationale.fr/13/dossiers/lutte_racisme_genocide_armenien.asp">proposta di legge</a> che condanna la negazione dei genocidi. Approvata col sostegno della maggioranza e dell&rsquo;opposizione di sinistra, la nuova legge prevede un anno di reclusione e multe fino a 45mila euro per &ldquo;chiunque contesti l&rsquo;esistenza dei genocidi riconosciuti dalla legge&rdquo; e va ad aggiungersi ad <a target="_self" href="http://www.lexpress.fr/actualite/societe/histoire/les-lois-memorielles-sont-elles-demagogiques_1064213.html">altre quattro leggi</a> di questo tipo dette &ldquo;del ricordo&rdquo;, che in pratica dichiarano il punto di vista ufficiale dello stato su altrettanti avvenimenti storici.</p>
<p>Il testo riguarda anche il genocidio armeno del 1915-1916, nel corso del quale quasi 1,2 milioni di armeni (pari ai due terzi di quelli viventi all&rsquo;epoca nell&rsquo;Impero ottomano) persero la vita nelle deportazioni e nei massacri organizzati dallo stato. &Egrave; per questo motivo che il testo di legge &ndash; che in ogni caso deve ancora passare all&rsquo;esame del senato e tornare quindi all&rsquo;Assemblea nazionale francese &ndash; ha scatenato le ire di Ankara, che ha richiamato il proprio ambasciatore a Parigi e minacciato la Francia di rappresaglie commerciali e diplomatiche.</p><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.lepoint.fr/monde/ou-va-le-monde-pierre-beylau/turquie-armenie-genocide-armenien-vive-la-demagogie-22-12-2011-1411290_231.php  ">Su&nbsp;Le Point</a> l&rsquo;opinionista Pierre Beylau denuncia l&rsquo;accaduto come una manovra politica del governo francese in vista delle elezioni presidenziali e si chiede:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/LePoint-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Era davvero il caso di far emergere il vecchio mostro marino del genocidio del 1915, di cui nessuna persona seria contesta più la realtà? Si tratta palesemente di una manovra politica di chi ritiene determinante il voto armeno. Per compiacere una lobby non si esita pertanto a correre il rischio di provocare danni considerevoli sul piano diplomatico ed economico.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Dal punto di vista della diplomazia francese in Medio Oriente &ldquo;un braccio di ferro con Ankara &egrave; assurdo&rdquo;, <a target="_self" href="http://abonnes.lemonde.fr/idees/article/2011/12/22/les-lois-memorielles-ne-servent-a-rien-helas_1621554_3232.html#ens_id=1620748  ">rincara Le Monde</a>. Ma per il quotidiano il vero problema &egrave; la natura stessa della proposta di legge:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/LeMonde-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Non spetta al legislatore – appoggiato nello specifico dall’Eliseo – far luce sulla storia. Da qualche anno la Francia ufficiale adora questa giuridicizzazione della Storia. Si approvano leggi “del ricordo”, si crea il reato di negazionismo. Ma queste cose non servono a niente: non alleviano neppure il dolore di coloro che vedono il loro passato […] ignobilmente riscritto per essere poi negato.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://www.mediapart.fr/journal/international/221211/la-france-et-la-turquie-au-miroir-de-leur-pathologie-nationale">Mediapart interpreta</a> questa diatriba alla luce della storia dei due paesi, entrambi alle prese con un ingombrante &quot;padre della patria&quot;: il generale De Gaulle e Mustapha Kemal.<br />
&nbsp;</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/mediapart-logo.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La Francia e la Turchia soffrono, in misura differente, della stessa patologia nazionale: l’incapacità di portare il lutto per la grandeur del proprio passato; il tentativo disperato di aggrapparsi a un salvatore supremo che culla la madre patria in una ferrea mitologia; il rifiuto di fare l’inventario della storia, di procedere a una cernita, di riconoscere errori e delitti.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Sulla versione in inglese del quotidiano turco Zaman, l&rsquo;editorialista <a target="_self" href="http://www.todayszaman.com/columnist-266465-monsieur-sarkozy-look-in-the-mirror-and-see-who-the-real-genocide-perpetrator-is.html">B&uuml;lent Keneş se la prende</a> senza mezzi termini&nbsp;col presidente francese: <em><br />
</em></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Zaman-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Introducendo una proibizione che prende di mira un fatto storico controverso e facendolo proprio prima delle elezioni presidenziali, ha mostrato a tutti che cosa è la democrazia ‘alla Sarkozy’. Essendo noto il suo interesse a creare dogmi su avvenimenti controversi del passato tramite mezzi politici e legislativi, avrebbe fatto meglio a ripensare all&#039;indiscutibile passato coloniale francese invece di rovistare nelle lacune della storia turca. Proibire le opinioni e le idee che avrebbero potuto essere espresse sul presunto ‘genocidio’ del 1915, ancor prima di presentare le proprie scuse per i massacri commessi dalla Francia in Algeria in un passato ancora molto recente, […] o per gli stermini perpetrati in altri paesi africani e in Indocina come pure nelle colonie d’oltremare è ciò che ci si può aspettare da un buffone della politica francese, che parla politichese e si chiama Sarkozy.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://gundem.milliyet.com.tr/soykirim-degil-demek-sucu/gundem/gundemyazardetay/22.12.2011/1478747/default.htm">Su Milliyet</a> Mehmet Tezkan scrive che il presidente francese ha &ldquo;due motivi per volere questa legge&rdquo;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Milliyet-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">La prima è un investimento politico diretto per avere il voto degli armeni, e la seconda è nuocere alle relazioni con Ankara. I rapporti tra Sarkozy ed Erdogan non sono mai stati buoni e a partire da oggi si può affermare che tutti i ponti sono stati bruciati. Obiettivo di Sarkozy è allontanare la Turchia dall’Ue con questo genere di manovre.
</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><a target="_self" href="http://yenisafak.com.tr/Yazarlar/Default.aspx?i=30289&amp;y=AliBayramoglu">Su Yeni Şafak</a> Ali Bayramoglu ricorda infine che</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/YeniSafak-12232011-v.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">secondo l’interpretazione corrente dell’articolo 301 del Codice penale turco, è un crimine affermare che ‘c’è stato un genocidio armeno’. In Francia è un crimine affermare che ‘un genocidio armeno non c’è stato’. Possibile che non ci si renda conto che entrambi questi atteggiamenti sono lesivi della libertà d’espressione e impediscono alle due parti di interrogarsi sul proprio passato? La legge francese creerà danni seri.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:29:59 +0100</pubDate><guid>1325661</guid></item>
<item><title>Ue-Turchia | Non vendiamo la pelle di Bruxelles (Milliyet, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1283401-non-vendiamo-la-pelle-di-bruxelles</link><description><![CDATA[Mentre l&#039;eurozona sprofonda nella crisi, l&#039;economia turca continua a prosperare. Politici e commentatori ne approfittano per sfogare dovuto ad anni di ostracismo. Ma l&#039;eccesso di sicurezza è sempre controproducente. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:32:08 +0100</pubDate><guid>1283401</guid></item>
<item><title>Unione europea | Se perdiamo la Grecia (Le Figaro, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1137781-se-perdiamo-la-grecia</link><description><![CDATA[Nonostante sia membro dell&#039;Ue da trent&#039;anni, il paese sembra più vicino ai Balcani ex-comunisti che all&#039;Europa occidentale. Ma rinunciare agli sforzi d&#039;integrazione equivarrebbe a consegnarlo all&#039;influenza estera e a trasformarlo in un campo di battaglie geopolitiche. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 04 Nov 2011 16:33:55 +0100</pubDate><guid>1137781</guid></item>
<item><title>Germania-Turchia | Anniversario problematico</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1132481-anniversario-problematico</link><description><![CDATA[<p>&quot;Bir problem mi var?&quot; (Ho un problema?). La domanda posta in turco <a target="_self" href="http://www.fr-online.de/politik/erdogan-fuehlt-sich-ungerecht-behandelt-deutsch-tuerkische-misstoene,1472596,11094210.html">dalla Frankfurter Rundschau</a> riflette l'atmosfera delle celebrazioni del 2 novembre. La cancelliera Angela Merkel e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan si sono riuniti per festeggiare il cinquantesimo anniversario degli accordi del 30 ottobre 1961, quando la Germania decise di accogliere in massa immigrati turchi per sostenere la propria economia. Dopo l'arrivo di 800mila turchi gli accordi furono sospesi nel 1973. Da allora l'argomento ha sempre scatenato forti polemiche.</p>
<p>Durante le celebrazioni Erdogan ha dichiarato (in tedesco) che &quot;stiamo andando nelle stessa direzione&quot;, e Merkel ha rivolto ai 3 milioni di immigrati turchi in Germania un applauditissimo &quot;sono la vostra cancelliera&quot;. Tuttavia il pomo della discordia &egrave; sempre lo stesso: la doppia nazionalit&agrave; per gli immigrati turchi in Germania chiesta da Erdogan e l'obbligo di imparare il tedesco preteso da Merkel. &quot;L'assimilazione &egrave; un crimine contro l'umanit&agrave;&quot; paragonabile all'antisemitismo, ha dichiarato il primo ministro turco davanti a una cancelliera impassibile. Angela Merkel ha invece mantenuto un silenzio eloquente sul tema dell'adesione turca all'Unione europea.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 12:50:36 +0100</pubDate><guid>1132481</guid></item>
<item><title>Unione europea | Fantasie d'allargamento (Dagens Nyheter, Stoccolma)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1053771-fantasie-d-allargamento</link><description><![CDATA[Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all&#039;allargamento Štefan Füle ha dichiarato che tutto va secondo i piani. Come se l&#039;Ue non fosse in crisi esistenziale e i candidati all&#039;adesione non avessero i loro problemi. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:50:45 +0100</pubDate><guid>1053771</guid></item>
<item><title>Turchia | Niente Europa, niente drammi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/972971-niente-europa-niente-drammi</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'amico straniero dell'Europa&quot;, <a target="_self" href="http://www.fr-online.de/politik/eu-erweiterung-tuerkei-fans-sind-selten-in-europa,1472596,10878388.html">titola la Frankfurter Rundschau</a> in occasione della visita del presidente turco in Germania. Il quotidiano approfitta dell'occasione per fare un bilancio dello stato delle relazioni turco-europee: anche se i presidenti Abdullah G&uuml;l e Christian Wulff sorridono, &quot;i fan della Turchia in Europa sono rari&quot;. Secondo la FR &quot;il tema dell'adesione di Ankara all'Ue &egrave; segnato dall'ipocrisia e dal doppio gioco&quot;. Ufficialmente Bruxelles &egrave; favorevole dell'adesione della Turchia, ma in realt&agrave; Francia, Germania e Austria &quot;tengono entrambi i piedi sul freno&quot;. Due terzi dei 35 capitoli su cui si basano i negoziati attendono ancora di essere aperti. Nonostante un attentato dinamitardo che ha provocato 3 morti nella capitale turca, G&uuml;l ha ricordato a Wulff che il principio &quot;pacta sunt servanda&quot; (gli accordi vanno rispettati) &egrave; valido anche in Turchia. Se il negoziato con l'Ue dovesse fallire &quot;la nuova tigre del Bosforo&quot;, sedicesima potenza economica mondiale, potrebbe abbandonare il progetto europeo, <a target="_self" href="http://www.fr-online.de/politik/tuerkei-der-tigerstaat-am-bosporus,1472596,10878384.html">nota il quotidiano</a>.</p>
<p><a target="_self" href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=68095520">Secondo La Repubblica</a> a Berlino Ankara &quot;ha detto addio all'Europa&quot;: &quot;mai come ora Europa e Asia sembrano tanto distanti. Perch&eacute; la Turchia, stanca di aspettare alle porte d`Europa, &egrave; arrivata a dire ieri per la prima volta, con il suo capo dello Stato, l'islamico moderato Abdullah Gul [&hellip;]: 'accetteremo di non essere un membro dell'Unione Europea se la gente di uno solo dei Paesi d`Europa non ci vorr&agrave; e considerer&agrave; la Turchia come un peso'&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 21 Sep 2011 16:08:44 +0100</pubDate><guid>972971</guid></item>
<item><title>Cipro-Turchia | Gas, la tensione continua a salire</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/968661-gas-la-tensione-continua-salire</link><description><![CDATA[<p>Il 19 settembre la Nobel energy &quot;ha avviato le perforazioni nel giacimento di gas 'Aphrodite'&quot; nelle acque a est di Cipro, <a href="http://www.politis-news.com/cgibin/hweb?-A=211944&amp;-V=articles" target="_self">annuncia Politis</a>. Secondo il quotidiano l'esplorazione dar&agrave; i primi risultati nei prossimi 15-20 giorni&quot;. L'avvio delle perforazioni da parte dell'azienda texana in una zona che Cipro intende sfruttare insieme a Israele ha aumentato ulteriormente la tensione con la Turchia. Citato dal quotidiano Zaman, il ministro dell'energia turco ha fatto sapere che la marina militare di Ankara potrebbe scortare le navi esploratrici turche che si recheranno nella zona contestata per condurre studi alternativi.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:23:32 +0100</pubDate><guid>968661</guid></item>
<item><title>Turchia-Cipro | Ankara sfida l'Unione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/963591-ankara-sfida-l-unione</link><description><![CDATA[<p>Ankara &egrave; &quot;pronta a congelare le relazioni con l'Ue&quot; se Cipro assumer&agrave; la presidenza a turno dell'Unione nel luglio 2012 senza aver risolto la disputa con la parte turcofona dell'isola, <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/420720/" target="_self">riferisce La Stampa</a>. Parlando nella Repubblica turca di Cipro nord, il vicepremier Besir Atalay ha usato toni insolitamente duri verso l'Ue, proseguendo l'offensiva diplomatica inaugurata dalla rottura dei rapporti militari con Israele e il viaggio del premier Recep Tayyip Erdogan nei paesi della &quot;primavera araba&quot;.</p>
<p>Oltre che soddisfare l'orgoglio nazionale e dimostrare il suo crescente peso come potenza regionale, Ankara ha un interesse molto pi&ugrave; concreto nella vicenda, <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/420828/" target="_self">nota La Stampa</a>: l'enorme giacimento di gas Leviathan, recentemente scoperto nelle acque tra Cipro e Israele. In occasione dell'inizio dello sfruttamento da parte dei due paesi, la marina turca ha condotto delle manovre nell'area, sollevando timori di una crisi.</p>
<p>&quot;In politica 10 mesi sono un&rsquo;eternit&agrave;, [Erdogan] avr&agrave; a disposizione 300 giorni per trovare un&rsquo;occasione che lo induca a rivedere la propria posizione&quot;, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9216" target="_self">commenta La Stampa</a>. Ma &quot;l&rsquo;Europa non pu&ograve; permettersi, proprio ora, di perdere la Turchia&quot;, perch&eacute; i suoi rapporti con i nuovi regimi usciti dalla primavera araba dipenderanno in gran parte dalla mediazione di Ankara e dal modello di stato islamico secolare e aperto all'occidente che rappresenta.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 19 Sep 2011 13:16:16 +0100</pubDate><guid>963591</guid></item>
<item><title>Germania | Cinquant'anni insieme ai turchi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/904641-cinquant-anni-insieme-ai-turchi</link><description><![CDATA[<p>&quot;Neues Deutschland&quot;, <a href="http://taz.de/50-Jahre-Tuerkinnen-in-Deutschland/!77241/" target="_self">titola la Tageszeitung</a> accanto alla foto di una coppia turca che ha trovato la via del successo in Germania.&nbsp;&quot;Nuova Germania&quot; era anche il nome del quotidiano ufficiale della Rdt, che rifletteva lo spirito socialista di rinascita dalla tragedia della Seconda guerra mondiale. Dall'altro lato del muro, il primo settembre 1961 il cancelliere Konrad Adenauer firmava un accordo con la Turchia sull'accoglienza dei &quot;lavoratori ospiti&quot;, ricorda la Taz. &ldquo;&Ccedil;ok yasa, Cdu!&quot;, [&quot;Grazie, Cdu&quot;] prosegue il quotidiano, sottolineando che &quot;i lavoratori turchi hanno contribuito a rendere la Germania meno tedesca &ndash; [&hellip;] un successo di civilt&agrave;!&quot;</p>
<p>Secondo la Tageszeitung &quot;la storia dell'immigrazione turca &egrave; un successo. La vita fianco a fianco tra 'indigeni' e immigrati procede bene, anche meglio che in alcuni dei nostri stati vicini. Il numero di diplomati aumenta e la classe media cresce. Ci sono deputati turchi in diversi parlamenti [regionali], e turco &egrave; anche il leader dei Verdi&quot;. In sostanza, conclude la Taz, i turchi &quot;hanno cambiato il volto della Germania&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 16:21:21 +0100</pubDate><guid>904641</guid></item>
<item><title>Libia | La corsa al petrolio è cominciata</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/881671-la-corsa-al-petrolio-e-cominciata</link><description><![CDATA[<p>&quot;La corsa al petrolio libico&quot; &egrave; gi&agrave; nel vivo, <a href="http://diepresse.com/home/politik/aussenpolitik/687686/Wettlauf-um-Libyens-Oel?direct=634545&amp;_vl_backlink=/home/index.do&amp;selChannel=103" target="_self">constata Die Presse</a>. Secondo il quotidiano viennese i contatti con i ribelli per assicurarsi contratti futuri legati all'estrazione del petrolio si moltiplicano di giorno in giorno. I leader del movimento anti-Gheddafi vogliono &quot;punire le imprese cinesi per l'immobilit&agrave;&quot; del loro governo. Tuttavia un&nbsp; imprenditore tedesco, citato dal quotidiano, afferma di non temere le conseguenze dell'astensione di Berlino in occasione del voto alle Nazioni unite per autorizzare l'intervento internazionale: &quot;la cancelliera ha gi&agrave; riparato al danno&quot;.</p>
<p><a href="http://www.handelsblatt.com" target="_self">Handelsblatt</a> sottolinea per&ograve; che la posizione della Germania nella caccia &quot;al tesoro del petrolio libico&quot; &egrave; minacciata. Secondo il quotidiano economico &quot;il vincitore di tappa&quot; &egrave; la Turchia, che ha appena proposto un aiuto da 300 milioni di dollari ai ribelli. L'Italia, &quot;che ha costruito gli impianti di estrazione in Libia&quot;, &egrave; in ottima posizione, ma Nicolas Sarkozy &quot;non accetter&agrave;&quot; mai di cedere il passo alle aziende italiane. In ogni caso, secondo Handelsblatt le compagnie tedesche &quot;non avranno vita facile&quot;, dato che il governo di Berlino &quot;ha rovinato la partenza all'industria del paese&quot;. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 24 Aug 2011 12:40:36 +0100</pubDate><guid>881671</guid></item>
<item><title>Turchia | Erdogan mette in riga i militari</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/825741-erdogan-mette-riga-i-militari</link><description><![CDATA[<p>Secondo H&uuml;rriyet, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha &quot;riassegnato i  posti a tavola&quot; in occasione della riunione del Consiglio supremo militare turco, lo Yaş, dove si decidono le nomine delle pi&ugrave; alte cariche dell&rsquo;esercito. L'incontro ha avuto luogo dopo le dimissioni del 29 luglio da parte  di una buona fetta dello stato maggiore, quando quattro generali ai vertici delle forze armate hanno infatti abbandonato l'incarico in segno di protesta contro  l'arresto nelle ultime settimane di diversi militari di alto rango,  accusati di complottare contro il governo.</p>
<p>Il quotidiano pubblica in  prima pagina la foto della riunione del primo agosto, durante la quale Erdogan ha fatto le veci di presidente dello Yaş, e la confronta con  quella dello scorso 30 novembre, quando il primo ministro turco era  ancora affiancato dal capo di stato maggiore. Secondo H&uuml;rriyet, la foto &quot;da l'impressione che ormai l'esercito dipenda  completamente dal potere politico, come accade nei paesi democratici&quot;.  <a target="_self" href="http://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/18392685.asp?yazarid=215&amp;gid=6">L'editorialista Cengiz &Ccedil;andar &egrave; convinto</a> che la situazione &quot;conceda a  Erdogan completa libert&agrave; di movimento. Ora il primo ministro non potr&agrave; pi&ugrave;  invocare il 'fattore militare' per giustificare l'immobilismo in  politica interna. Erdogan si ritrova dunque la strada spianata per adottare una nuova costituzione civile e democratica&quot;, come aveva  promesso durante la campagna elettorale delle legislative del giugno  scorso. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:47:00 +0100</pubDate><guid>825741</guid></item>
<item><title>Cipro | Conto alla rovescia (Adevărul, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/799861-conto-alla-rovescia</link><description><![CDATA[Tra un anno la Repubblica di Cipro assumerà la presidenza dell’Ue. D&#039;ora in poi la parte turca dell&#039;isola e Ankara punteranno con tutte le loro forze al riconoscimento della zona nord da parte della comunità internazionale. Altrimenti interromperanno ogni negoziato con l’Europa. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 27 Jul 2011 17:29:01 +0100</pubDate><guid>799861</guid></item>
<item><title>Contro Assad, sosteniamo Ankara | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/719591-contro-assad-sosteniamo-ankara</link><description><![CDATA[<p>Da quattro mesi un tiranno fa la guerra al suo popolo, a meno di un'ora di volo dall'Ue. Centinaia di civili vengono arrestati, torturati, violentati, assassinati e bombardati dalle truppe del presidente siriano Bashar el Assad, il tutto nell'indifferenza del resto del mondo. L'Europa ha <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/650331-carta-bianca-ad-assad">imposto alcune sanzioni</a> &ndash; restrizioni degli spostamenti per i leader siriani e sulle vendite di armi, sospensione degli aiuti economici allo sviluppo &ndash; senza produrre alcun effetto. Sporadicamente alcuni leader, come David Cameron, hanno preteso dal regime siriano l'interruzione delle violenze, ma non hanno sostenuto le loro richieste con delle vere e proprie minacce. Quanto agli intellettuali, il loro <a target="_self" href="http://souriahouria.com/?p=1165">appello all'Ue</a> &quot;affinch&eacute; cessi il massacro in Siria&quot; al momento non ha avuto lo stesso impatto della mobilitazione per la Libia.&nbsp; </p>
<p>Eppure le premesse per un intervento in Siria esistono, e sono ben maggiori di quelle che hanno portato all'azione in Libia. [Tre mesi fa] la minaccia dell'uso della violenza contro la popolazione della citt&agrave; ribelle di Benghazi era stata sufficiente a convincere l'Onu a dare il via libera all'intervento in Libia. In Siria non si tratta pi&ugrave; di difendere la popolazione da un imminente impiego della forza.&nbsp;Qui la forza viene usata gi&agrave; da tempo. </p>
<p>E allora perch&eacute; l'Unione europea non reagisce con maggiore fermezza? Per l'assenza di immagini in grado di suscitare indignazione&nbsp;e solidariet&agrave;, che sono il carburante della reazione? Forse. E allora non &egrave; un caso che il paese che con pi&ugrave; forza e credibilit&agrave; pretende la fine delle violenze e l'avvio di riforme democratiche sia la Turchia. &Egrave; infatti alla frontiera turca che si ammassano le migliaia di rifugiati siriani in fuga dai combattimenti, che portano con se l'orrore di ci&ograve; che hanno vissuto. Le loro sono testimonianze rare e preziose, considerando che il regime di Damasco ha impedito l'accesso nel paese alla stampa e agli osservatori indipendenti. &nbsp;</p>
<p>A ogni modo c'&egrave; anche la consapevolezza che non abbiamo i mezzi necessari per fare pressione su Assad affinch&eacute; ponga fine alla repressione (che possa lasciare il potere non &egrave; nemmeno da prendere in considerazione). Non esiste un consenso diplomatico (Pechino e Mosca si oppongono a qualsiasi forma di intervento) e non &egrave; possibile adottare alcuna risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Insomma, uno scenario &quot;libico&quot; non &egrave; pensabile . La via delle sanzioni economiche &ndash; l'Ue &egrave; il primo partner commerciale e il primo erogatore di fondi della Siria &ndash; ha mostrato i suoi limiti. Resta la strada della diplomazia. E se l'Ue da sola non sembra all'altezza, allora &egrave; chiaro che dovr&agrave; sostenere con pi&ugrave; convinzione le iniziative di Ankara. Quella con la Turchia &egrave; un'alleanza inevitabile, in una regione dove l'Europa non riesce ancora a trovare il suo posto. (<em>traduzione di Andrea Sparacino</em>)</p>
<p>&nbsp;</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 17 Jun 2011 16:12:59 +0100</pubDate><guid>719591</guid></item>
<item><title>Turchia | Ampia vittoria per Erdogan</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/708801-ampia-vittoria-erdogan</link><description><![CDATA[<p>Recep Tayyp Erdogan &egrave; il &quot;signore delle urne&quot;, titola Radikal dopo la vittoria del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) alle <a target="_self" href="http://www.ysk.gov.tr/ysk/index.html">elezioni legislative</a> del 12 giugno 2011. Con quasi il 50 percento dei voti e 326 seggi conquistati su 550, il partito del primo ministro ha ottenuto la terza vittoria consecutiva dopo quelle del 2002 e del 2007, il sesto trionfo elettorale complessivo se si tiene conto delle municipali del 2004 e del 2009 e del referendum del settembre 2010. Con cinque milioni di voti in pi&ugrave; ma qualche seggio in meno, come gi&agrave; successo in passato l'Akp potr&agrave; formare un governo senza coalizioni, ma dovr&agrave; accordarsi con gli altri partiti per redigere la nuova costituzione che Erdogan ha promesso.</p>
<p>Nel primo discorso dopo la conferma il primo ministro si &egrave; impegnato a &quot;consultare l'opposizione, la societ&agrave; civile e i media&quot; per trovare un consenso attorno alla riforma, che tra le altre cose avr&agrave; l'obiettivo di ridefinire l'identit&agrave; nazionale tenendo conto delle rivendicazioni dei curdi. D'altronde, <a target="_self" href="http://www.radikal.com.tr/Default.aspx?aType=RadikalYazar&amp;ArticleID=1052638&amp;Yazar=ORAL%20%C7ALI%DELAR&amp;Date=13.06.2011&amp;CategoryID=98">sottolinea</a> l'editorialista Oral &Ccedil;alişlar, il blocco di indipendenti riunitisi attorno al partito per la pace e la democrazia (Bdp, filocurdo) &egrave; il secondo vincitore delle elezioni, essendo passato da 22 a 36 deputati. Il Partito repubblicano del popolo (Chp), principale forza di opposizione, ha registrato un incremento (5 per cento in pi&ugrave; e 135 seggi), ma non &egrave; ancora in grado di contrastare lo strapotere dell'Akp.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 13 Jun 2011 12:33:30 +0100</pubDate><guid>708801</guid></item>
<item><title>Turchia | Né a ovest né a est, ma in alto (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/705981-ne-ovest-ne-est-ma-alto</link><description><![CDATA[Il paese che va alle urne il 12 giugno non è più il vicino povero e arretrato che Bruxelles ha snobbato per anni, ma una potenza affermata che rappresenta per la regione un modello ben più attraente di un&#039;Europa in declino. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 10 Jun 2011 17:15:21 +0100</pubDate><guid>705981</guid></item>
<item><title>Immigrazione | L'anello debole di Schengen (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/677981-l-anello-debole-di-schengen</link><description><![CDATA[La missione di Frontex presso la città turca di Edirne, al confine con la Grecia, non ha fermato l&#039;immigrazione clandestina, ma solo spostato il problema a sud. E l&#039;emergenza umanitaria è ancora gravissima. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 26 May 2011 17:04:35 +0100</pubDate><guid>677981</guid></item>
<item><title>Romania-Bulgaria | Un passo verso Schengen</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/631861-un-passo-verso-schengen</link><description><![CDATA[<p>L'adesione della Romania e della Bulgaria allo <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33020_it.htm" target="_self">spazio Schengen</a> si fa un po' pi&ugrave; facile. Il 2 maggio &quot;la Commissione per le libert&agrave; civili del Parlamento europeo (<a href="http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom.do;jsessionid=77DC0625CC5EBA9D2CB62C4FA30127D7.node1?language=IT&amp;body=LIBE" target="_self">Libe</a>) ha stabilito che la Romania e la Bulgaria sono pronte a entrare nello spazio Schengen&quot;, <a href="http://www.romanialibera.ro/actualitate/europa/aderarea-romaniei-la-schengen-aprobata-de-comisia-pentru-libertati-civile-a-pe-224145.html" target="_self">scrive Rom&acirc;nia Liberă</a>. La Commissione raccomanda al Consiglio Ue di &quot;fissare al pi&ugrave; presto una scadenza per l'adesione allo spazio di libera circolazione&quot;. Nel frattempo gli eurodeputati hanno chiesto a Sofia di rendere conto con regolarit&agrave; delle &quot;misure supplementari che saranno adottate alle frontiere con la Turchia e la Grecia, tra le pi&ugrave; sensibili dell'Ue&quot;, ha dichiarato al quotidiano di Bucarest l'autore del <a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/libe/pr/863/863444/863444it.pdf" target="_self">rapporto</a> esaminato da Libe, Carlos Coelho. Il Parlamento europeo dovr&agrave; pronunciarsi sull'adesione di Romania e Bulgaria all'inizio di giugno, mentre la decisione finale del Consiglio &egrave; attesa per l'autunno prossimo. La Romania dovr&agrave; prendersi cura &quot;della seconda pi&ugrave; lunga frontiera terrestre&quot; dell'Ue, nota il quotidiano di Bucarest ricordando che l'obiettivo iniziale dei due paesi, l'adesione entro il primo marzo 2011, non &egrave; stato raggiunto a causa del veto posto da Germania e Francia.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 03 May 2011 13:14:39 +0100</pubDate><guid>631861</guid></item>
<item><title>Turchia | Istanbul diverrà un'isola</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/622431-istanbul-diverra-un-isola</link><description><![CDATA[<p>&quot;Un'isola europea&quot;: cos&igrave; <a href="http://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/17654729.asp?yazarid=148&amp;gid=61" target="_self">H&uuml;rriyet definisce</a> il progetto del governo turco di scavare un canale di 150 metri di larghezza tra il mar Nero e il mare di Marmara, per alleviare la pressione del traffico marittimo sul Bosforo. Il &quot;progetto folle&quot; presentato il 27 aprile dovrebbe essere portato a termine nel 2023, in occasione del centenario della repubblica turca, e trasformerebbe la parte europea di Istanbul in un'isola. Il quotidiano s'interroga sulla fattibilit&agrave; di un progetto che forse va interpretato soprattutto in chiave elettorale nel contesto delle legislative del 12 giugno prossimo. <a href="http://www.taraf.com.tr/ahmet-altan/makale-cilgin-proje.htm" target="_self">Taraf loda</a> l'iniziativa, considerata un segno del dinamismo della Turchia, ma sottolinea il contrasto tra la forza necessaria a portare avanti un progetto cos&igrave; ambizioso e la debolezza mostrata dalla Turchia in altri ambiti, come ad esempio la questione curda.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 28 Apr 2011 12:42:55 +0100</pubDate><guid>622431</guid></item>
<item><title>Cipro-Turchia | Tensione per il petrolio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/611531-tensione-il-petrolio</link><description><![CDATA[<p>&quot;Ankara prepara una crisi territoriale&quot;, scrive <a target="_self" href="http://www.politis-news.com/ ">Politis</a>. Il quotidiano cipriota riferisce che Tpao, la compagnia petrolifera nazionale turca, sta cercando di ottenere licenze di esportazione e sfruttamento per il petrolio del Mediterraneo. Tuttavia tra le 11 zone selezionate si trova il blocco 4321, che la repubblica di Cipro rivendica come parte della sua zona economica esclusiva (Zee). Tra Nicosia e Ankara c'&egrave; tensione da anni sulla delimitazione delle Zee, e dal 1974 met&agrave; dell'isola di Cipro &egrave; occupata dalla Turchia. Il governo cipriota &egrave; intenzionato &quot;a fare valere i propri diritti davanti alla giustizia internazionale&quot;, conclude Politis.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 13:00:13 +0100</pubDate><guid>611531</guid></item>
<item><title>Romania | Bucarest pensa in grande nel Caucaso</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/604401-bucarest-pensa-grande-nel-caucaso</link><description><![CDATA[<p>&quot;Perch&eacute; la Russia e la Turchia temono la Romania&quot;, <a target="_self" href="http://www.romanialibera.ro/actualitate/mapamond/de-ce-se-tem-rusia-si-turcia-de-romania-222755.html">titola Rom&acirc;nia Liberă</a> presentando la strategia energetica e militare di Bucarest per il Caucaso. Il quotidiano precisa che &quot;la Romania &egrave; l'unico paese europeo ad avere firmato un accordo bilaterale con un paese della regione&quot;, l'Azerbaigian. L'obiettivo della Romania &egrave; tracciare una nuova rotta per il gas caucasico in grado di aggirare le tre grandi potenze del mar Nero: Russia, Ucraina e Turchia. Un alto responsabile del ministero della difesa citato dal quotidiano di Bucarest ha dichiarato che la Romania parteciper&agrave; all'apertura di una nuova zona strategica &quot;che si trova sull'asse principale del ventunesimo secolo, com lo hanno definito gli esperti militari delle grandi potenze: Golfo di Aden-Golfo persico-Shangai&quot;. Le ambizioni di Bucarest preoccupano Mosca e Ankara, che in esse vedono l'influenza crescente degli Stati Uniti nella regione.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 18 Apr 2011 12:48:09 +0100</pubDate><guid>604401</guid></item>
<item><title>Turchia-Ue | Una scaramuccia, non un addio (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/528231-una-scaramuccia-non-un-addio</link><description><![CDATA[Nonostante le recenti accuse del premier turco Erdoğan e l&#039;apparente raffreddamento del suo interesse per l&#039;Unione, il destino di Ankara è ancora legato a quello dell&#039;Europa. Secoli di storia e interessi economici non lasciano alternativa. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 04 Mar 2011 15:30:57 +0100</pubDate><guid>528231</guid></item>
<item><title>Turchia | A muso duro (Frankfurter Rundschau, Francoforte)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/522991-muso-duro</link><description><![CDATA[Durante la sua visita in Germania, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha abbandonato i tradizionali toni deferenti. Grazie alla sua ascesa economica e geopolitica, il suo paese non si fa più guardare dall&#039;alto in basso dall&#039;Europa. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 02 Mar 2011 16:11:54 +0100</pubDate><guid>522991</guid></item>
<item><title>Nord Africa | La nuova frontiera d'Europa (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/521391-la-nuova-frontiera-d-europa</link><description><![CDATA[Trent&#039;anni fa nessuno avrebbe previsto il processo che ha portato i membri del Patto di Varsavia nell&#039;Ue. Ora che un terremoto simile investe i paesi arabi, Bruxelles deve offrire loro la stessa opportunità di rafforzare le neonate democrazie. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:49:07 +0100</pubDate><guid>521391</guid></item>
<item><title>Rivoluzioni arabe | Perché il mondo sarà migliore</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/506851-perche-il-mondo-sara-migliore</link><description><![CDATA[<p>&quot;Rivoluzioni arabe &ndash; un'opportunit&agrave; per noi&quot;. Dopo sette mesi di dibattito sul ruolo dell'Islam in Germania, <a target="_blank" href="http://www.zeit.de">Die Zeit</a> ricorda tutti i pregiudizi che sembrano essere spariti dall'immaginario europeo contemporaneamente alla caduta dei dittatori mediorientali. Secondo la rivista &quot;le rivolte a Tunisi, al Cairo e a Teheran modificheranno l'atteggiamento dell'occidente verso l'Islam&quot;. In una lunga inchiesta, il cui tono sembra ispirarsi al &quot;non abbiate paura!&quot; di Giovanni Paolo II ai popoli dell'Europa orientale, il settimanale tedesco illustra gli elementi collegati alle rivolte popolari che potrebbero rendere il mondo migliore, da Berlino a Pechino <a target="_blank" href="http://blog.zeit.de/joerglau/2011/02/16/warum-die-agyptische-revolution-sogar-fur-israel-gut-ist_4623">passando per Ramallah</a>. Prima di tutto le cose miglioreranno da noi, perch&eacute; la fine della demonizzazzione dell'immagine dei musulmani non pu&ograve; che fare bene alla coabitazione; e successivamente anche pi&ugrave; lontano, dato che le relazioni tra l'Ue e la Turchia, che non sar&agrave; pi&ugrave; &quot;la cerniera tra l'Europa democratica e il dispotismo arabo&quot;, appariranno sotto una nuova luce. Infine in Iran, in Cina e in Bielorussia, perch&eacute; non &egrave; detto che i regimi locali usciranno indenni dallo shock delle &quot;rivoluzioni arabe&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:34:51 +0100</pubDate><guid>506851</guid></item>
<item><title>Germania-Spagna | Un incontro di lavoro (La Vanguardia, Barcellona)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/474841-un-incontro-di-lavoro</link><description><![CDATA[Da una parte l&#039;economia tedesca, in espansione ma a corto di manodopera qualificata. Dall&#039;altra le migliaia di laureati spagnoli senza impiego né prospettive. Sembra un matrimonio perfetto, ma le cose potrebbero non andare così lisce. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 24 Jan 2011 14:04:14 +0100</pubDate><guid>474841</guid></item>
<item><title>Grecia-Turchia | Al di là del muro (Sabah, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/464721-al-di-la-del-muro</link><description><![CDATA[La barriera che Atene vuole innalzare al confine orientale per arrestare l&#039;afflusso di migranti non è solo una questione amministrativa: è la traduzione materiale della visione &quot;sarkozysta&quot; della fortezza Europa. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 17 Jan 2011 12:48:38 +0100</pubDate><guid>464721</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Forse il muro era meglio (Berliner Zeitung, Berlino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/455431-forse-il-muro-era-meglio</link><description><![CDATA[In seguito alle critiche dall’estero, la Grecia ha ridimensionato il progetto di una barriera anti immigrati al confine con la Turchia. Ma una misura così vistosa avrebbe avuto un vantaggio: avrebbe reso impossibile per l’Europa continuare con la sua ipocrisia e indifferenza. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 10 Jan 2011 09:06:42 +0100</pubDate><guid>455431</guid></item>
<item><title>Grecia | Atene vuole un muro contro i migranti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/447721-atene-vuole-un-muro-contro-i-migranti</link><description><![CDATA[<p>&quot;La Grecia costruisce un muro a Evros per contenere l'ingresso dei migranti&quot;, annuncia Kathimerini. <a href="http://news.kathimerini.gr/4dcgi/_w_articles_politics_100024_04/01/2011_427497" target="_blank">Il quotidiano spiega</a> che una barriera di filo spinato lunga 12,5 chilometri e dotata di telecamere e rilevatori termici sar&agrave; innalzato lungo la <a href="http://images.tanea.gr/assetservice/Image.ashx?c=17016604&amp;r=0&amp;p=0&amp;t=0&amp;q=100&amp;v=1&amp;s=1&amp;w=800&amp;h=" target="_blank">frontiera con la Turchia</a>. La decisione &egrave; stata presa da Atene &quot;dopo un recente incontro tra funzionari greci e turchi a Edirne&quot;, la citt&agrave; turca situata sull'altra riva del fiume Evros. &quot;Il rifiuto dei turchi di accogliere i migranti espulsi dalla Grecia ha avuto un peso determinante&quot;. La costruzione della barriera dovrebbe essere terminata entro marzo, nonostante &quot;le reticenze della Commissione europea&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:46:20 +0100</pubDate><guid>447721</guid></item>
<item><title>Armi | Il boom delle pistole low cost (NRC Handelsblad, Rotterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/397301-il-boom-delle-pistole-low-cost</link><description><![CDATA[Man mano che i governi inaspriscono le leggi sul porto d&#039;armi, i criminali aggirano il problema utilizzando armi non letali modificate clandestinamente. Così il mercato delle pistole scacciacani ha ricevuto un impulso formidabile. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 19 Nov 2010 17:05:51 +0100</pubDate><guid>397301</guid></item>
<item><title>Europa | Turchia | Il richiamo del Bosforo (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/393161-il-richiamo-del-bosforo</link><description><![CDATA[Sono nati e cresciuti in Germania, Francia o Belgio, ma la crisi, la mancanza di opportunità e la voglia di scoprire le proprie radici li portano a Istanbul. Così figli e nipoti dei Gastarbeiter contraddicono i timori di un&#039;invasione di turchi in Europa. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 17 Nov 2010 10:33:43 +0100</pubDate><guid>393161</guid></item>
<item><title>Allargamento | Avanti senza entusiasmo (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/383711-avanti-senza-entusiasmo</link><description><![CDATA[È una specie di pagella dei paesi candidati all&#039;adesione. Ma quest&#039;anno la pubblicazione del rapporto sui loro progressi da parte della Commissione europea, il 9 novembre, è stata vista dalla stampa come un altro segno di stanchezza. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 10 Nov 2010 17:10:48 +0100</pubDate><guid>383711</guid></item>
<item><title>Estrema destra | L'Unione della paura (Libération, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/376391-l-unione-della-paura</link><description><![CDATA[La nuova estrema destra europea sfrutta le inquietudini dei cittadini per organizzarsi su scala continentale ed estendere la sua influenza su governi nazionali e istituzioni dell&#039;Unione. Un circolo vizioso che rischia di costarci caro. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 03 Nov 2010 16:43:33 +0100</pubDate><guid>376391</guid></item>
<item><title>Grecia | Turchia | Frontex militarizza il confine (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/371431-frontex-militarizza-il-confine</link><description><![CDATA[Negli ultimi 12 mesi il numero di persone che cercano di entrare in Europa attraverso la porosa frontiera turco-greca è quadruplicato. Visto che Atene non ha i mezzi per affrontare l&#039;emergenza, l&#039;agenzia europea ha deciso di intervenire direttamente.  (Article)]]></description><pubDate>Tue, 26 Oct 2010 16:46:18 +0100</pubDate><guid>371431</guid></item>
<item><title>Geopolitica | Il gioco è cambiato (Financial Times, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/369401-il-gioco-e-cambiato</link><description><![CDATA[Al vertice sulla sicurezza di Deauville si è abbozzato un nuovo ordine geopolitico per l&#039;Europa. All&#039;espansione verso est Unione europea, affiancata dalla Nato, subentra un&#039;Europa &quot;trilaterale&quot;, che sostiene le ambizioni europee della Turchia e mantiene la Russia a bordo. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 22 Oct 2010 18:07:38 +0100</pubDate><guid>369401</guid></item>
<item><title>Gas | Mosca segna un altro punto</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/358941-mosca-segna-un-altro-punto</link><description><![CDATA[<p>&quot;Nella guerra silenziosa tra Unione europea e Russia per il controllo del transito del gas dall'Asia centrale verso l'Europa, Mosca ha riportato un altro successo&quot;, scrive <a href="http://www.latribune.fr/accueil/a-la-une.html" target="_blank">La Tribune</a>.&nbsp;La <a href="http://www.wintershall.com/index_2.php " target="_blank">Wintershall</a>, una filiale tedesca del gigante chimico Basf, &egrave; pronta a entrare nel progetto del gasdotto South Stream. &quot;Si tratta un un altro duro colpo per Nabucco, il progetto concorrente sostenuto dall'Unione europea che dovrebbe far arrivare il gas dall'Asia centrale aggirando la Russia&quot;. Secondo il quotidiano &quot;l'ingresso di una societ&agrave; tedesca accrediter&agrave; il progetto di oltre 18 miliardi di euro&quot;. Lanciato dal gigante russo Gazprom, South Stream &egrave; sostenuto dall'italiana <a href="http://www.eni.com/it_IT/home.html" target="_blank">Eni</a>. Le due societ&agrave; si sono impegnate a cedere ciascuna il 10 per cento della loro quota alla francese <a href="http://france.edf.com/france-45634.html" target="_blank">Edf</a>. Nabucco invece convince sempre meno, prosegue il quotidiano, anche per l'assenza di riserve di gas sufficienti a giustificarne la costruzione. Gazprom avrebbe infatti &quot;metodicamente prosciugato le riserve dell'Asia centrale, moltiplicando i contratti d'acquisto a lungo termine nella regione e riducendo cos&igrave; il volume di gas che potrebbe transitare per Nabucco&quot;. &quot;Annunciando la costruzione del gasdotto prima ancora di essersi assicurata della consistenza delle riserve, Bruxelles ha condannato il progetto&quot;, spiega al quotidiano Pierre No&euml;l, specialista di questioni energetiche all'Universit&agrave; di Cambridge.&nbsp;</p>
<p>Anche South Stream per&ograve; ha i suoi problemi. <a href="http://euobserver.com/9/31020" target="_blank">Secondo Euobserver</a> Koen Minne, capo del gruppo belga Enex, dovrebbe infatti siglare a novembre un contratto per il gas naturale compresso (Gnc) con il Turkmenistan. Secondo l'accordo Enex e un consorzio di imprese europee dovrebbero indirizzare ogni anno verso l'Europa dai tre ai quattro miliardi di metri cubi di gas turkmeno, che attraverserebbe il Mar Caspio su navi cisterna, passando per l'Azerbaigian per essere infine incanalato nel gasdotto azero-turco Baku-Tbilisi-Erzurum.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 12 Oct 2010 14:37:20 +0100</pubDate><guid>358941</guid></item>
<item><title>Turchia-Ue | Ankara non ha fretta (Taraf, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/357951-ankara-non-ha-fretta</link><description><![CDATA[I negoziati per l&#039;adesione inaugurati nel 2005 sono ancora in alto mare, in parte per l&#039;ostruzionismo di alcuni paesi membri. Ma anche la classe politica turca ha le sue colpe: le conseguenze dell&#039;applicazione delle norme europee spaventano sia il governo che l&#039;opposizione. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 11 Oct 2010 15:28:46 +0100</pubDate><guid>357951</guid></item>
<item><title>Allargamento | Chi fermerà la Turchia? (Die Presse, Vienna)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/348311-chi-fermera-la-turchia</link><description><![CDATA[All&#039;assemblea generale dell&#039;Onu il vicepremier turco Ali Babacan ha previsto per il suo paese un ruolo da protagonista in Europa. Esaminando i dati economici e demografici è difficile dargli torto, con buona pace di Francia e Germania. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 28 Sep 2010 17:42:58 +0100</pubDate><guid>348311</guid></item>
<item><title>Unione per il Mediterraneo | La fine del sogno (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/345141-la-fine-del-sogno</link><description><![CDATA[La cooperazione tra i paesi mediterranei sta affondando. Dopo il fallimento del progetto francese, le relazioni bilaterali sembrano l&#039;unica possibilità per lo sviluppo della regione.   (Article)]]></description><pubDate>Thu, 23 Sep 2010 16:07:43 +0100</pubDate><guid>345141</guid></item>
<item><title>Germania | Westerwelle apre alla Turchia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/345051-westerwelle-apre-alla-turchia</link><description><![CDATA[<p>&quot;Westerwelle incita l'Unione europea ad accogliere la Turchia&quot;, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703860104575508182126534548.html?mod=WSJEUROPE_hpp_MIDDLETopStories" target="_blank">titola il Wall Street Journal Europe</a>. In un'<a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703860104575508502670274286.html" target="_blank">intervista</a> al quotidiano economico statunitense il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha dichiarato che l'Unione europea dovrebbe avviare i colloqui con Ankara sull'ingresso della Turchia nella Ue. Secondo Westerwelle la recente <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/337621-la-turchia-va-avanti-da-sola" target="_blank">riforma della costituzione turca</a> &quot;&egrave; un importante passo nella giusta direzione, e mostra che la Turchia vuole un futuro europeo e ha una prospettiva europea&quot;. Le dichiarazioni del ministro peggioreranno con ogni probabilit&agrave; le gi&agrave; complicate relazioni con la cancelliera Merkel, sua partner di coalizione e ferma oppositrice dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea. &quot;Dobbiamo riconoscere che gli equilibri di potere globali stanno cambiando&quot;, prosegue Westerwelle . &quot;A volte mi stupisco di come alcuni paesi diano per scontato che la loro influenza attuale rester&agrave; invariata per sempre&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:13:59 +0100</pubDate><guid>345051</guid></item>
<item><title>Len, Trouw (Amsterdam) | Quasi in Europa | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/338461-quasi-europa</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Tue, 14 Sep 2010 16:21:33 +0100</pubDate><guid>338461</guid></item>
<item><title>Referendum | La Turchia va avanti da sola (Zaman, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/337621-la-turchia-va-avanti-da-sola</link><description><![CDATA[La vittoria del sì nella consultazione sulla riforma della costituzione è un passo decisivo verso la transizione democratica e liberale del paese. Ma l&#039;ingresso nell&#039;Ue non è più il motore di questo processo epocale. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 13 Sep 2010 15:53:35 +0100</pubDate><guid>337621</guid></item>
<item><title>Il voto turco | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/337551-il-voto-turco</link><description><![CDATA[<p>Con un netto &quot;s&igrave;&quot; i cittadini turchi hanno approvato il 12 settembre la profonda riforma della costituzione voluta dagli islamo-conservatori del primo ministro Recep Tayyip Erdogan. Le modifiche sono intese in particolar modo a limitare il ruolo dell'esercito nelle maggiori istituzioni giudiziarie del paese. In questo modo, a trent'anni esatti dal colpo di stato militare del 1980, Erdogan ha riportato una triplice vittoria. </p>
<p>In primo luogo il premier si presenter&agrave; in posizione di forza alle legislative dell'anno prossimo, potendo cos&igrave; puntare ad assicurarsi il terzo mandato consecutivo. In secondo luogo Erdogan ha privato i militari del loro controllo sulle pi&ugrave; alte istituzioni turche. Infine, il primo ministro riavvicina il suo paese all'Unione europea, che tra le condizioni per l'adesione aveva preteso che la Turchia democratizzasse ulteriormente la vita pubblica e le istituzioni giuridiche. </p>
<p>Paradossalmente, &quot;l'europeizzazione&quot; della Turchia avviene a spese della laicit&agrave; del paese, e il partito che incarna il processo di avvicinamento all'Unione &egrave; un partito religioso. Questo &egrave; uno dei motivi per cui sebbene sia stato accolto con soddisfazione nelle capitali europee, il risultato del referendum &egrave; stato commentato con prudenza. </p>
<p>Per quanto riguarda l'ingresso della Turchia nell'Ue, ora la palla passa ai ventisette, ed Ergodan potr&agrave; ricordare agli europei di aver messo in gioco la sua carriera politica per soddisfare le loro esigenze. Adesso tocca all'Europa dimostrare di essere pronta a correre dei rischi politici per portare a termine i negoziati per l'adesione.&nbsp; </p>
<p>Gian Paolo Accardo</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Mon, 13 Sep 2010 15:21:26 +0100</pubDate><guid>337551</guid></item>
<item><title>Rientro congestionato | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/325381-rientro-congestionato</link><description><![CDATA[<p>Si pu&ograve; parlare di rientro, quando la bottega Europa non &egrave; mai realmente <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/309761">andata in ferie</a>? Tra il salvataggio della Grecia, i negoziati per la formazione di un governo in <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/316141">Belgio</a> e <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/305991">Paesi Bassi</a>, il <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/316881">dibattito sul nucleare</a> in Germania, gli <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/314261">incendi in Russia</a>, le <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/fr/node/311331">inondazioni in Europa centrale</a> e in Pakistan (dove tanto per cambiare l'Unione &egrave; arrivata <a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/315071-perche-l-europa-non-si-mobilita">abbondantemente in ritardo</a>) e ovviamente la questione del &quot;<a target="_blank" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/324681-l-ipocrisia-non-e-una-soluzione">rimpatrio volontario</a>&quot; dei rom da parte del governo francese, non ci siamo certo annoiati. Tranne forse il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy, di cui, come <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&amp;ID_articolo=831&amp;ID_sezione=242&amp;sezione=" target="_blank">ricorda la Stampa</a>, non abbiamo notizie da almeno un mese.&nbsp;</p>
<p>Il rischio &egrave; di continuare sulla stessa linea: dopo il summit dei quattro &quot;grandi&quot; sull'immigrazione convocato dalla Francia per il prossimo 6 settembre &ndash; e che la presidenza belga dell'Ue minaccia di boicottare temendo che serva solo a legittimare la politica di Parigi sui rom &ndash; toccher&agrave; ai ministri degli esteri riunirsi per affrontare tra le altre questioni quella del <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/299931-il-kosovo-e-un-vicolo-cieco" target="_blank">Kosovo</a> (Berlino ha recentemente ricordato alla Serbia che se rinuncer&agrave; alle proprie rivendicazioni potrebbero aprirsi per Belgrado le porte dell'Unione europea) e dello stato (per nulla straordinario) della <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/60291-romania-un-sei-dincoraggiamento" target="_blank">giustizia</a> in Bulgaria e Romania, che aspettano di entrare nello spazio Schengen. Seguono il referendum sull'elezione presidenziale in <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/295361-moldova-lallargamento-nascosto" target="_blank">Moldavia</a> (condizione vincolante per il proseguimento dei colloqui di adesione), quello in <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/217761-cosi-vicina-cosi-lontana" target="_blank">Turchia</a> a proposito della riforma della Costituzione (idem) e le elezioni legislative in Svezia.</p>
<p>Insomma, ci sar&agrave; un bel da fare per la <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/284601-realismo-e-basso-profilo" target="_blank">presidenza belga</a>, che fino a oggi &egrave; stata quanto meno discreta ma ha terminato il suo periodo di rodaggio.</p>
<p><em><strong>Iulia Badea Gu&eacute;rit&eacute;e</strong></em></p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 27 Aug 2010 15:25:16 +0100</pubDate><guid>325381</guid></item>
<item><title>Cittadinanza | L'Europa si allarga sottobanco (Le Figaro, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/316541-l-europa-si-allarga-sottobanco</link><description><![CDATA[Grazie alla politica di naturalizzazione di alcuni stati membri, presto milioni di moldavi, macedoni, serbi, ucraini e turchi potrebbero ottenere un passaporto europeo. Ed è solo l&#039;inizio. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 16 Aug 2010 16:15:14 +0100</pubDate><guid>316541</guid></item>
<item><title>Emigrazione | La crisi inverte i flussi (Foreign Policy România, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/314471-la-crisi-inverte-i-flussi</link><description><![CDATA[Il mito dell&#039;idraulico polacco che toglie il pane di bocca ai lavoratori tedeschi è ormai superato. Oggi sono i nuovi disoccupati dell&#039;Europa occidentale a emigrare a est e a sud, dove il lavoro non manca. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 12 Aug 2010 16:34:23 +0100</pubDate><guid>314471</guid></item>
<item><title>Cinema | L'immigrazione sulla passerella di Locarno</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/311361-l-immigrazione-sulla-passerella-di-locarno</link><description><![CDATA[<p>&quot;Salonta, il posto giusto per tastare il polso all'immigrazione&quot;, <a target="_blank" href="http://www.evz.ro/detalii/stiri/salonta-locul-unde-se-ia-pulsul-migratiei-902681.html">titola Evenimentul Zilei</a> salutando le recensioni positive seguite alla prima mondiale del film <a target="_blank" href="http://www.morgen.ro/">Morgen</a> il 7 agosto alla sessantatreesima edizione del <a target="_blank" href="http://www.pardo.ch/jahia/Jahia/home/lang/it">festival del cinema di Locarno</a> (Svizzera). Primo lungometraggio del regista romeno&nbsp; Marian Crişan, il film franco-romeno-ungherese racconta la storia dell'amicizia che lega un curdo e un romeno di Salonta, cittadina vicina al confine ungherese, in cui il primo viene salvato dal secondo mentre sta per annegare in un fiume. Il curdo vuole raggiungere la Germania per ricongiungersi con il figlio, e il suo salvatore lo accoglie all'interno della propria famiglia e gli ripete che potr&agrave; partire &quot;morgen&quot;, &quot;domani&quot; in tedesco.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:57:52 +0100</pubDate><guid>311361</guid></item>
<item><title>Biker | Gli Hells Angels invadono i Balcani</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/308711-gli-hells-angels-invadono-i-balcani</link><description><![CDATA[<p>Diversi gruppi di bikers, tra cui i famigerati <a target="_blank" href="http://www.hells-angels.com/">Hells Angels</a>, si stanno affermando rapidamente nel sud-est dell'Europa. <a target="_blank" href="http://www.berlingske.dk/danmark/rockerbander-vokser-i-europa">Secondo Berlingske Tidende</a> la probabilit&agrave; di una nuova guerra tra bande &egrave; in aumento. Accusati di gestire il traffico di droghe pesanti in Scandinavia, gli &quot;angeli dell'inferno&quot; si stanno diffondendo velocemente nei Balcani, in Turchia e in Albania, entrando in contatto con club di bikers locali gi&agrave; noti all'Europol. Inolte molti esponenti della banda rivale dei Bandidos hanno raggiunto gli Hells Angels in Turchia, snodo chiave nella &quot;via dei Balcani&quot; utilizzata per importare droghe in Europa. &quot;La lotta per il controllo del mercato dell'Europa sudorientale rischia di sfociare in una guerra territoriale&quot;, spiega al quotidiano un portavoce dell'Europol.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 05 Aug 2010 14:51:01 +0100</pubDate><guid>308711</guid></item>
</channel></rss>
