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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Petrolio]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Scozia | Gli sceicchi del nord (The Observer, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1712171-gli-sceicchi-del-nord</link><description><![CDATA[Se il referendum sull’indipendenza previsto entro il 2014 avesse successo, il nuovo paese potrebbe diventare uno dei più ricchi d’Europa grazie alle sue risorse. Ma la transizione non sarebbe facile. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 29 Mar 2012 17:38:24 +0100</pubDate><guid>1712171</guid></item>
<item><title>Petrolio | Sabbie bituminose, l'Ue cede alle lobby (Trouw, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1569141-sabbie-bituminose-l-ue-cede-alle-lobby</link><description><![CDATA[La proposta della Commissione europea di apporre un marchio sulle emissioni di CO2 prodotte dai carburanti per scoraggiare lo sfruttamento delle sabbie bituminose è stata respinta a causa del veto opposto da Paesi Bassi e Regno Unito. Un&#039;altra vittoria delle industrie petrolifere sull&#039;interesse comune. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 01 Mar 2012 16:17:58 +0100</pubDate><guid>1569141</guid></item>
<item><title>Medio Oriente | La guerra all'Iran è già cominciata (The New York Times, New York)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1446911-la-guerra-all-iran-e-gia-cominciata</link><description><![CDATA[L&#039;embargo imposto da Bruxelles sulle importazioni di petrolio iraniano è un duro colpo per Teheran. Le possibili reazioni della repubblica islamica sono varie, e un confronto militare non è da escludere. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:49:06 +0100</pubDate><guid>1446911</guid></item>
<item><title>Ue-Iran | L'Europa cala l'ultima carta</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1436981-l-europa-cala-l-ultima-carta</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><p><span><a target="_self" href="http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2012/01/23/10001-20120123ARTFIG00659-iran-l-urgence-d-un-embargo-petrolier.php">Le Figaro scrive</a> che attaccare le esportazioni di petrolio iraniano significa equivale a minacciare apertamente il regime della Repubblica islamica, il cui bilancio dipende al 50 per cento dal settore, e definisce l&rsquo;embargo europeo &ldquo;una scommessa&rdquo;: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/figaro-24012012-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Non si può escludere che la perdita del mercato europeo per l’Iran possa essere controbilanciata da qualche altra parte. Il rischio di vedere aumentare ancora il prezzo del petrolio è limitato: la ripresa della produzione in Iraq e in Libia dovrebbe infatti attenuare lo shock, mentre l’economia mondiale rallenta. Basterà questo a riportare Teheran al tavolo dei negoziati con maggiore serietà? C’è da dubitarne. Il regime degli ayatollah non è ancora nella condizione di dover scegliere tra la sopravvivenza e il programma nucleare.
      
In ogni caso è necessario agire. Come evitare altrimenti il ricorso alla forza da parte degli israeliani, convinti che l’Iran stia per dotarsi di armi atomiche? L’embargo petrolifero è sicuramente meno efficace della guerra segreta combattuta a colpi di sabotaggio, assassinii e virus informatici. Ma ha quanto meno il merito di mostrare palesemente che l’Europa mantiene le pressioni sull’Iran.  </p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>In termini di sanzioni contro l&rsquo;Iran, l&rsquo;Ue ha calato la sua ultima carta, <a target="_self" href="http://www.sueddeutsche.de/politik/neue-sanktionen-im-atomstreit-mit-iran-letzte-chance-letzte-hoffnung-1.1265316">avverte la S&uuml;ddeutsche Zeitung</a>: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Suddeutsche-zeitung-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Siamo all’ultima fase dell’escalation nel tentativo, che si protrae da dieci anni almeno, di risolvere il contenzioso in modo pacifico. Se l’Iran non si lascia impressionare, non resta che ricorrere a metodi militari. L’Ue e gli Stati Uniti, che da tempo avevano puntato su sanzioni più severe, corrono un grande rischio. Ma chiunque voglia impedire all’Iran di fare progressi sulla strada della bomba atomica non ha alternative.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Una posizione criticata dall&rsquo;ex rappresentante permanente del Regno Unito presso l&rsquo;Agenzia internazionale per l&rsquo;energia atomica (Aiea). <a target="_self" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/iran/9033566/The-deal-the-West-could-strike-with-Iran.html">Sul Daily Telegraph</a> Peter Jenkins scrive che Teheran dovrebbe essere autorizzata ad arricchire l&rsquo;uranio, ma con rigide precauzioni: </span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Daily-Telegraph-24012012-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Al momento l’occidente è rimasto il solo a opporsi all&#039;arricchimento. La maggior parte dei non occidentali preferisce vedere l’Iran trattato nello stesso modo degli altri aderenti al Trattato di non proliferazione (Tnp), e sostiene che debba avere il diritto di arricchire l’uranio in cambio di una più stretta sorveglianza da parte degli ispettori dell’Aiea. Io propendo per questa soluzione, e ritengo che la crisi possa essere scongiurata da un accordo che preveda queste condizioni: l’Iran deve accettare le garanzie di massima sicurezza dell’Aiea in cambio dell’autorizzazione a continuare ad arricchire l’uranio. In più, Teheran dovrebbe adottare di sua spontanea volontà alcune misure finalizzate a instaurare la fiducia negli altri che non ha intenzione di fabbricare armi nucleari. 

Questo è in sostanza il contenuto dell’accordo che l’Iran aveva proposto al Regno Unito, alla Francia e alla Germania nel 2005. In retrospettiva avremmo dovuto accettarlo, ma non è stato fatto perché il nostro obiettivo era fermare l’arricchimento dell’uranio. L’occidente è rimasto su questa posizione, nonostante gli iraniani hanno ripetuto all’infinito che non vogliono essere trattati come un paese di serie B all’interno del Tnp – con meno diritti rispetto agli altri firmatari – e malgrado abbiamo dimostrato di essere più propensi alla sfida che alla resa quando sono sotto pressione.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p><span>Ma forse &egrave;&nbsp;troppo tardi,&nbsp;scrive <a target="_self" href="http://www.lavanguardia.com/">La Vanguardia</a>: &quot;N&eacute; Bruxelles n&eacute; Washington credono pi&ugrave; alla solfa ripetuta da Teheran, secondo cui le sue attivit&agrave; hanno esclusivamente scopi pacifici e civili&quot;. Detto ci&ograve;, prosegue il quotidiano,</span></p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/vanguardia-100.JPG" alt="" class="iquote" /><p class="quote">l’impatto economico del provvedimento è incerto: dipende in buona parte dall’adesione di altri paesi quali la Cina, il Giappone o l’India che, al contrario, potrebbero benissimo assorbire la produzione di greggio destinata all’Ue (pari al 20 per cento delle esportazioni complessive iraniane). Nondimeno, le sanzioni rischiano di avere un effetto boomerang e di colpire l’economia europea. Gli esperti prevedono infatti un rialzo del prezzo del petrolio […], e sono proprio i paesi maggiormente colpiti dalla crisi a dipendere più di altri dall’Iran. Dopo la Grecia, il paese più danneggiato dal boicottaggio sarebbe la Spagna.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:15:50 +0100</pubDate><guid>1436981</guid></item>
<item><title>Ue-Iran | Via all'embargo sul petrolio iraniano</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1431671-all-embargo-sul-petrolio-iraniano</link><description><![CDATA[<p>&quot;Bruxelles comincia ad asfissiare l'Iran&quot;, scrive <a target="_self" href="http://www.elmundo.es/">El Mundo</a>.&nbsp;Il 23 gennaio l'Ue ha adottato l'embargo sul petrolio iraniano. Secondo  il quotidiano madrileno la decisione &quot;si far&agrave; sentire a partire da  luglio, quando Spagna, Italia e Grecia dovranno cercare fornitori  alternativi&quot;. &nbsp;</p>
<p>Tra la pressione della Grecia per rinviare le sanzioni il pi&ugrave;  possibile e l'intransigenza di Regno Unito, Francia e Germania &ndash; decise a  decretare un embargo che avesse effetto non pi&ugrave; tardi di maggio &ndash; la  strategia adottata segue il principio del compromesso a met&agrave; strada. &nbsp;</p>
<p>L'Iran &egrave; il principale fornitore di petrolio della Grecia, e secondo  El Mundo l'Ue sta cercando di stabilire una moratoria &quot;ragionevole&quot; per  evitare che la decisione diventi &quot;un'arma a doppio taglio e peggiori lo  stato gi&agrave; precario dell'economia europea&quot;. Il quotidiano spagnolo parla  di &quot;sanzione senza precedenti&quot; in grado di bloccare i 450mila barili che  l'Iran esporta ogni giorno ai paesi dell'Unione europea (18 per cento  delle esportazioni totali):&nbsp;</p>
<blockquote><p>Il problema &egrave; che la pressione economica dell'Ue potrebbe non  bastare, fino a quando la Turchia e le principali potenze commerciali  asiatiche &ndash; Cina, Giappone e Corea del Sud &ndash; rifiuteranno ogni genere di  embargo e sanzioni. Lo stesso vale per la Russia, il cui presidente  Dimitri Medvedev ha detto chiaramente ai leader dell'Unione che Mosca  non ha alcun problema diplomatico con l'Iran.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:29:10 +0100</pubDate><guid>1431671</guid></item>
<item><title>Libia | Piatto ricco | Cartoon (De Volkskrant, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/909251-piatto-ricco</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Fri, 02 Sep 2011 19:03:49 +0100</pubDate><guid>909251</guid></item>
<item><title>Libia | Do ut des | Cartoon (Clarín, Buenos Aires)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/905311-do-ut-des</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:05:25 +0100</pubDate><guid>905311</guid></item>
<item><title>Libia | Dopo la guerra, gli affari (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/905281-dopo-la-guerra-gli-affari</link><description><![CDATA[Dietro l&#039;intesa annunciata dai partecipanti alla conferenza di Parigi sulla &quot;nuova Libia&quot; si nasconde una guerra sotterranea tra Francia, Italia e Regno Unito per lo sfruttamento delle risorse del paese. Le reazioni della stampa dei tre paesi. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 16:15:44 +0100</pubDate><guid>905281</guid></item>
<item><title>Norvegia | Braccio di ferro con Bruxelles sul petrolio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/686281-braccio-di-ferro-con-bruxelles-sul-petrolio</link><description><![CDATA[<p>La questione &egrave; complicata e sta mettendo in imbarazzo il governo norvegese. Da due anni, <a href="http://www.aftenposten.no/okonomi/innland/article4135762.ece" target="_self">spiega Aftenposten</a>, l'Associazione europea per il libero scambio (<a href="http://www.efta.int/about-efta/the-efta-states.aspx" target="_self">Efta</a>) chiede alla Norvegia di modificare la propria legislazione ed eliminare l'obbligo per le societ&agrave; petrolifere che operano in Norvegia di avere la propria sede nel paese. L'Efta raggruppa 4 paesi non membri Ue di cui 3 (Norvegia, Liechtenstein e Islanda) fanno parte dello Spazio economico europeo (See) e hanno quindi accesso ai vantaggi e agli obblighi del mercato unico europeo. Il quotidiano sottolinea che nonostante anche Bruxelles chieda a Oslo di modificare la legge, il governo norvegese ha sempre respinto la proposta in parlamento. Il 31 maggio la riforma dovrebbe essere sottoposta alla Commissione energia e sviluppo del parlamento anzich&eacute; passare per un dibattito nell'assemblea dei deputati. Il problema del petrolio, principale risorsa del paese, &egrave; molto delicato, in quanto le regioni che sarebbero svantaggiate da un'eventuale partenza delle compagnie petrolifere sono quelle del nord, dove il denaro ricavato dal petrolio &egrave; fondamentale per lo sviluppo.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 31 May 2011 13:13:12 +0100</pubDate><guid>686281</guid></item>
<item><title>Eurovision | Il petrolio dietro il trionfo azero?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/656311-il-petrolio-dietro-il-trionfo-azero</link><description><![CDATA[<p>La prossima edizione di <a href="http://www.eurovision.tv/page/dusseldorf-2011" target="_self">Eurovision</a> si svolger&agrave; a Baku: &egrave; stato infatti il duo azero <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Kr-CAO3Lk1M&amp;feature=aso" target="_self">Ell/Nikki</a> a vincere la cinquantaseiesima edizione del concorso, la cui finale si &egrave; tenuta a D&uuml;sseldorf (Germania). Una vittoria che secondo il cantante romeno Ovidiu Cernăuţeanu, che aveva partecipato all'edizione 2010, puzza di bruciato: <a href="http://www.adevarul.ro/societate/vedete/Victorie_cu_miros_de_petrol_la_Eurovision_0_481152202.html" target="_self">citato da Adevărul</a>, Cernăuţeanu sostiene che il trionfo azero &egrave; stato determinato dall'azione di lobbying esercitata dall'industria musicale svedese, che produce numerosi artisti venuti dall'Azerbaigian tra cui&nbsp;Ell/Nikki, in favore di un paese ex sovietico e per lo pi&ugrave; ricco di petrolio. Cernăuţeanu sottolinea che &quot;Nigar Jamal&nbsp;(che ha cantato in coppia con Eldar Gasimov) &egrave; sposata con un oligarca russo che vive a Londra.&quot;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 16 May 2011 15:40:50 +0100</pubDate><guid>656311</guid></item>
<item><title>Cipro-Turchia | Tensione per il petrolio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/611531-tensione-il-petrolio</link><description><![CDATA[<p>&quot;Ankara prepara una crisi territoriale&quot;, scrive <a target="_self" href="http://www.politis-news.com/ ">Politis</a>. Il quotidiano cipriota riferisce che Tpao, la compagnia petrolifera nazionale turca, sta cercando di ottenere licenze di esportazione e sfruttamento per il petrolio del Mediterraneo. Tuttavia tra le 11 zone selezionate si trova il blocco 4321, che la repubblica di Cipro rivendica come parte della sua zona economica esclusiva (Zee). Tra Nicosia e Ankara c'&egrave; tensione da anni sulla delimitazione delle Zee, e dal 1974 met&agrave; dell'isola di Cipro &egrave; occupata dalla Turchia. Il governo cipriota &egrave; intenzionato &quot;a fare valere i propri diritti davanti alla giustizia internazionale&quot;, conclude Politis.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 13:00:13 +0100</pubDate><guid>611531</guid></item>
<item><title>La politica estera Ue a secco | Editoriale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/editorial/570211-la-politica-estera-ue-secco</link><description><![CDATA[<p>Con l'opposizione della Germania e  le <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/564171-tensione-tra-roma-e-parigi" target="_blank">polemiche tra Italia e Francia</a>, l'intervento in Libia ha fornito  l'ennesima, allarmante prova che &quot;quando si ha a che fare con una  questione legata alla sicurezza gli europei non riescono a mettersi  d&rsquo;accordo&quot;, <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/566161-dove-sei-america" target="_blank">ha scritto il Daily Telegraph</a>. Ancora una volta i  paesi membri hanno agito in base alle proprie esigenze di politica interna  piuttosto che alla necessit&agrave; di un'azione comune. Ma oltre a quello  diplomatico e militare, la crisi libica ha evidenziato un altro campo  in cui l'Europa soffre di una pericolosa mancanza di coordinamento:  la politica energetica.</p>
<p>L'intervento &egrave; stato giustificato  col fine umanitario di difendere la popolazione civile dalla furia di Gheddafi. Ma la credibilit&agrave; di questo argomento &egrave; stata subito  minata dall'indifferenza dell'Europa nei confronti degli  altri paesi arabi in cui le rivolte popolari vengono brutalmente represse,  come lo Yemen o il Bahrein, dove l'inviato Ue ha addirittura <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-12829401" target="_blank">giustificato  l'uccisione</a> di manifestanti da parte della polizia: &quot;In situazioni  simili gli incidenti capitano&quot;.&nbsp;</p>
<p>Il motivo di questo doppio standard  &egrave; semplice: la concomitanza della crisi libica e dell'incidente nucleare  di Fukushima &ndash; a cui <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/565671-una-commissione-decidere-sul-nucleare" target="_blank">la Germania ha reagito</a> senza consultare i partner  europei, mettendoli in grave imbarazzo &ndash; ha gi&agrave; provocato un'impennata  del prezzo del petrolio, e la capacit&agrave; estrattiva residua dell'Arabia  Saudita &egrave; l'ultimo baluardo contro un vero shock petrolifero. La stabilit&agrave;  di questo regime repressivo e dei suoi satelliti deve quindi essere  preservata, anche a costo di perdere la faccia.&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ft.com/cms/s/0/76647ffa-5569-11e0-a2b1-00144feab49a.html" target="_blank">Come nota il Financial Times</a>, a trarre  vantaggio dalla doppia crisi &egrave; soprattutto la Russia, che ha visto  lievitare le sue rendite petrolifere e si &egrave; subito offerta di aumentare  le esportazioni di gas verso Giappone ed Europa per compensare la chiusura  delle centrali nucleari. Intanto, mentre il gasdotto europeo Nabucco  arranca, il suo concorrente russo <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/565991-un-altro-punto-south-stream" target="_blank">South Stream continua ad avanzare</a>.  E nell'ottica dell'eterno braccio di ferro per l'Europa orientale, tutto  ci&ograve; che rafforza Mosca indebolisce Bruxelles.</p>
<p>L'Ue ha speso somme astronomiche per  dotarsi di un Servizio di azione esterna e finanziare partenariati a  est e sud, ma la sua dipendenza energetica rende impossibile esercitare  una politica estera assertiva e coerente. Per uscire dall'impasse servirebbe  una visione d'insieme. Ma sfortunatamente a Bruxelles gli unici a possederla  sono i lobbisti dell'industria petrolifera, a cui le cose vanno benissimo  cos&igrave;.</p> (Editoriale)]]></description><pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:42:39 +0100</pubDate><guid>570211</guid></item>
<item><title>Spagna | Velocità ridotta contro il caro petrolio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/518881-velocita-ridotta-contro-il-caro-petrolio</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il governo frena la Spagna&quot;, <a target="_blank" href="http://www.abc.es/20110226/economia/abcp-gobierno-improvisa-frenazo-velocidad-20110226.html">titola Abc</a>. L'esecutivo di&nbsp;Jos&eacute; Luis Rodr&iacute;guez Zapatero ha annunciato che&nbsp;il 7 marzo il limite di velocit&agrave; in autostrada sar&agrave; ridotto a 110 chilometri orari contro gli attuali 120. L'obiettivo &egrave; ridurre del 15 per cento il consumo di benzina per far fronte al rincaro dei prezzi provocato dalle rivoluzioni arabe. Il quotidiano conservatore <a target="_blank" href="http://www.abc.es/20110226/opinion-editoriales/abcp-ocurrencias-energetica">critica</a> le &quot;ridicole politiche energetiche&quot; del governo, e ricorda che la misura &quot;improvvisata&quot; render&agrave; necessario il rimpiazzo di tutti i cartelli stradali sui limiti di velocit&agrave; nelle autostrade. Secondo Abc la dipendenza energetica della Spagna &egrave; &quot;un fenomeno antico&quot; che &quot;non sar&agrave; certo risolto da provvedimenti estemporanei&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 12:21:08 +0100</pubDate><guid>518881</guid></item>
<item><title>Energia | La crisi in Libia spinge l'inflazione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/517111-la-crisi-libia-spinge-l-inflazione</link><description><![CDATA[<p>&quot;La benzina ha raggiunto i suoi massimi e alimenta l'inflazione&quot;, titola <a target="_blank" href="http://www.lavanguardia.es">La Vanguardia</a>. Il quotidiano sottolinea che secondo i mercati &quot;la Bce potrebbe anticipare l'aumento dei tassi di interesse per contrastare l'inflazione&quot;. <a target="_blank" href="http://www.ft.com/cms/s/1914f1fe-4010-11e0-811f-00144feabdc0,Authorised=false.html?_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F1914f1fe-4010-11e0-811f-00144feabdc0.html&amp;_i_referer=">Secondo il Financial Times</a>, inoltre, l'Arabia Saudita avrebbe annunciato &quot;intensi contatti&quot; con le compagnie europee per superare il blocco dal 25 al 75 per cento della fornitura del petrolio libico, in attesa di precisare le &quot;quantit&agrave; e la qualit&agrave;&quot; del greggio di cui avranno bisogno le raffinerie. Lo scenario inflazionista &quot;dovr&agrave; essere combattuto attraverso una politica monetaria pi&ugrave; rigida dell'attuale&quot;, avverte La Vanguardia. Una possibilit&agrave; che rappresenterebbe per&ograve; &quot;una cattiva prospettiva per la ripresa economica&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:24:20 +0100</pubDate><guid>517111</guid></item>
<item><title>Mercati | L'Egitto fa tremare l'Europa orientale</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/485411-l-egitto-fa-tremare-l-europa-orientale</link><description><![CDATA[<p>&quot;Caos in Egitto: mercati in ribasso e petrolio in rialzo&quot;, <a target="_blank" href="http://hn.ihned.cz/c1-49683380-chaos-v-egypte-trhy-padaji-zdrazuje-ropa">titola Hospod&aacute;řsk&eacute; Noviny</a>. Secondo il quotidiano di Praga le borse dell'Europa centrale e orientale sono state colpite dalla crisi egiziana perch&eacute; alcuni investitori internazionali le considerano ancora mercati in via di sviluppo e quindi pi&ugrave; fragili. Di conseguenza &quot;la corona ceca e il fiorino ungherese sono gi&agrave; indeboliti&quot;. Gli investitori temono che la rivolta possa provocare la chiusura del canale di Suez, attraverso il quale transita il 2,6 per cento della produzione mondiale di petrolio. Anche se pu&ograve; sembrare una cifra di poco conto, prosegue Hospod&aacute;řsk&eacute; Noviny, il canale resta un'arteria fondamentale per l'Europa. Con 100 dollari al barile, il petrolio ha gi&agrave; raggiunto la quotazione pi&ugrave; alta degli ultimi due anni. Nel futuro prossimo &egrave; atteso anche un rialzo mondiale dei prezzi dei prodotti alimentari e tessili, dato che l'Egitto &egrave; il maggior importatore mondiale di grano e uno dei maggiori esportatori di cotone.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 01 Feb 2011 12:36:01 +0100</pubDate><guid>485411</guid></item>
<item><title>Paesi Bassi | Shell sotto accusa in Nigeria</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/478321-shell-sotto-accusa-nigeria</link><description><![CDATA[<p>&quot;Shell ha organizzato una riunione di ribelli&quot;, titola Nrc Handelsblad <a target="_blank" href="http://m.nrc.nl/nieuws/2011/01/25/shell-steunde-in-nigeria-bijeenkomst-van-rebellen/">riferendosi</a> a uno dei punti su cui il 26 gennaio la compagnia petrolifera anglo-olandese &egrave; chiamata a fornire spiegazioni al parlamento. Nel corso di un'udienza eccezionale davanti a una commissione mista Shell dovr&agrave; rispondere, oltre che del presunto sostegno ai movimenti ribelli, anche del proprio coinvolgimento &quot;nella corruzione, nel crimine organizzato e in alcune catastrofi ecologiche&quot;. Le accuse sono state formulate dal 2005 in poi e di recente sono state rafforzate dai cablogrammi della diplomazia americana diffusi da WikiLeaks e <a target="_blank" href="http://digitaleeditie.nrc.nl/NH/2011/0/20110125___/2_15/index.html">pubblicati da Nrc</a>. Shell &egrave; il pi&ugrave; grosso produttore di petrolio in Nigeria, <a target="_blank" href="http://www.trouw.nl/nieuws/politiek/article3395975.ece/Shell_moet_open_kaart_spelen_in_Nigeria.html ">ricorda Trouw</a>: possiede seimila chilometri di oleodotti, &egrave; presente in 90 diversi giacimenti e conta un migliaio di pozzi da cui nel 2009 sono fuoriusciti 13mila barili di greggio, provocando enormi danni ambientali. Shell rappresenta il maggiore sostegno per le &quot;corrotte autorit&agrave;&quot; nigeriane, e per questo dovrebbe &quot;scoprire le sue carte&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 26 Jan 2011 12:38:47 +0100</pubDate><guid>478321</guid></item>
<item><title>Romania | Un regalo in oro (nero)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/460501-un-regalo-oro-nero</link><description><![CDATA[<p>Con il recente aumento del prezzo della benzina la Romania &egrave; diventata il paese europeo dove, a parit&agrave; di potere d'acquisto, il carburante costa di pi&ugrave;. <a href="http://www.jurnalul.ro/special/anchete/statul-a-oferit-omv-petrom-zacaminte-de-14-miliarde-de-dolari-564773.html" target="_blank">Jurnalul Naţional ha indagato</a> sulle conseguenze della privatizzazione nel 2004 di Petrom, la compagnia petrolifera nazionale, definita all'epoca &quot;<em>l'affare del secolo</em>&quot;. Petrom &egrave; stata rilevata per 1,5 miliardi di dollari (2,04 miliardi di euro dell'epoca) dalla societ&agrave; austriaca Omv. A quest'ultima, scrive il quotidiano di Bucarest, &quot;<em>lo stato rumeno ha donato depositi di petrolio e di gas naturale per 14 miliardi di dollari</em>&quot;, cifra che rappresenta il guadagno effettivo che Omv dovrebbe ottenere dallo sfruttamento dei giacimenti rumeni. Secondo Jurnalul Naţional &ndash; che dedica la prima pagina al &quot;<em>costo</em>&quot;, 24 milioni di euro, che nel 2011 il governo del primo ministro Emil Boc rappresenter&agrave; per le casse dello stato &ndash; &quot;<em>le agevolazioni fiscali accordate dallo stato rumeno a Omv permettono alla compagnia austriaca di evitare di pagare imposte per diversi milioni di euro ogni anno</em>&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 13 Jan 2011 12:14:16 +0100</pubDate><guid>460501</guid></item>
<item><title>Dispute territoriali | Lo scoglio più conteso d'Europa (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/361541-lo-scoglio-piu-conteso-d-europa</link><description><![CDATA[Inabitabile e sferzata dalle onde dell&#039;Atlantico, l&#039;isola di Rockall è al centro di una decennale disputa tra Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Islanda. Il motivo: le ricche riserve petrolifere nascoste nei fondali oceanici circostanti. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 14 Oct 2010 15:25:23 +0100</pubDate><guid>361541</guid></item>
<item><title>Svezia | Gli affari sporchi di Carl Bildt</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/278201-gli-affari-sporchi-di-carl-bildt</link><description><![CDATA[<p>&quot;Si indaga sugli affari petroliferi di Carl Bildt&quot;, riporta <a target="_blank" href="http://www.dn.se">Dagens Nyheter</a>. Dal 2000 al 2006 il ministro degli esteri svedese &egrave; stato membro del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera Lundin Oil, nei confronti della quale &egrave; stata avviata un'indagine preliminare il 21 giugno. Lundin Oil &egrave; sospettata di complicit&agrave; nei crimini di guerra e contro l'umanit&agrave; commessi in Sudan tra il 1997 e il 2003. Il quotidiano precisa che in mancanza di nuove imputazioni la posizione di BIldt non dovrebbe essere in pericolo.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 22 Jun 2010 11:54:12 +0100</pubDate><guid>278201</guid></item>
<item><title>Petrolio | La falla rischia di inghiottire Bp</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/264471-la-falla-rischia-di-inghiottire-bp</link><description><![CDATA[<p>A quasi sette settimane dall'esplosione sulla piattaforma Deepwater Horizon, la British Petroleum (<a target="_blank" href="http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&amp;contentId=7052055">Bp</a>) &ndash; la pi&ugrave; grande compagnia petrolifera britannica &ndash; rischia &quot;il crollo finanziario&quot;, <a target="_blank" href="http://www.independent.co.uk/news/business/news/how-much-worse-can-it-get-for-bp-1988968.html">titola l'Independent</a>. Dall'incidente del 20 aprile, che ha causato la morte di undici lavoratori, 75 milioni di litri di greggio si sono riversati nelle acque del golfo del Messico, spazzando via l'enorme cifra di 50 miliardi di euro dai profitti della compagnia energetica. Dopo il fallimento dell'ultimo tentativo di tappare la falla &quot;il valore dei titoli della Bp &egrave; crollato di un ulteriore 13 per cento, scatenando l'allarme anche al di fuori dell'industria petrolifera&quot;, continua il quotidiano londinese. Le ultime speranze sono aggrappate a un &quot;cappello&quot; di contenimento, ma un nuovo pericolo incombe. Il costo stimato di 808 milioni di euro per la bonifica &egrave; ancora affrontabile, perch&eacute; l'anno scorso la compagnia ha guadagnato quasi 24 miliardi di euro. Il problema &egrave; che sta arrivando la stagione degli uragani. &quot;I meteorologi prevedono un 2010 tumultuoso dopo due anni relativamente tranquilli. Le tempeste fermeranno le operazioni di pulizia e potrebbero spargere la chiazza ben oltre i limiti attuali&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 02 Jun 2010 12:19:16 +0100</pubDate><guid>264471</guid></item>
<item><title>Petrolio | Il mare dell&#039;oro Nero (Adevărul, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/196901-il-mare-delloro-nero</link><description><![CDATA[Dopo che la Corte internazionale di giustizia ha confermato la sua sovranità su parte del mar Nero, la Romania sogna di diventare l&#039;eldorado del petrolio europeo. Le trattative  sono già cominciate.  (Article)]]></description><pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:32:38 +0100</pubDate><guid>196901</guid></item>
<item><title>Ue-Turchia | Ankara guarda a est (Sabah, Istanbul)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/119991-ankara-guarda-est</link><description><![CDATA[Nel suo rapporto annuale sull&#039;adesione della Turchia, l&#039;Ue incoraggia Ankara a continuare sulla strada delle riforme e della democratizzazione. Ma, osserva il giornalista Erdal Safak sul quotidiano turco Sabah, la vocazione della Turchia è tanto europea quanto asiatica.  (Article)]]></description><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:24:47 +0100</pubDate><guid>119991</guid></item>
<item><title>Gas | Tutti i gasdotti portano a Ceyhan (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/106721-tutti-i-gasdotti-portano-ceyhan</link><description><![CDATA[Per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia, gli europei hanno bisogno della Turchia, dove passano gli oleodotti provenienti dal Medio Oriente. Ecco perché Die Zeit dubita che Bruxelles potrà tenere ancora a lungo Ankara lontano dall&#039;Ue.  (Article)]]></description><pubDate>Wed, 30 Sep 2009 15:15:23 +0100</pubDate><guid>106721</guid></item>
<item><title>Regno Unito | Terroristi consegnati in cambio di petrolio?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/80001-terroristi-consegnati-cambio-di-petrolio</link><description><![CDATA[<p>Diversi deputati inglesi accusano il primo ministro Gordon Brown di voler forzare la mano per ottenere l'adozione di un trattato con la Libia, che prevede la liberazione dell'autore dell'attentato di Lockerbie. Questo accordo permetterebbe di salvaguardare gli interessi delle societ&agrave; inglesi sugli idrocarburi libici, <a href="http://www.guardian.co.uk/uk/2009/aug/18/ministers-pushed-lockerbie-treaty-libya">riferisce</a> in prima pagina il Guardian. Il quotidiano pubblica anche <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/aug/18/british-energy-companies-investment-libya">un altro articolo</a> che parla di un miglioramento delle relazioni diplomatiche fra Tripoli e Londra dal 2005. Il Guardian cita anche un portavoce della British Petroleum (Bp), in base al quale un accordo con la Libia &quot;potrebbe produrre nel corso dei prossimi vent'anni profitti per venti miliardi di dollari&quot;. La Commissione dei diritti umani del parlamento britannico ha chiesto di poter esaminare questo accordo, nel timore che la voglia di fare affari con uno dei paesi africani pi&ugrave; ricchi di petrolio abbia prevalso sugli aspetti umanitari.</p>
<p>Nel Regno Unito l'eventuale liberazione per ragioni mediche di Abdelbaset al-Megrahi, il libico riconosciuto colpevole di aver organizzato l'attentato, &egrave; al centro di una vasta controversia. Le autorit&agrave; scozzesi annunceranno ben presto se al-Megrahi, affetto da un tumore terminale, sar&agrave; libero di tornare a casa sua. Il segretario di Stato Hillary Clinton si &egrave; intromesso in questo dibattito contattando personalmente il ministro incaricato del caso e chiedendogli di non liberarlo. In precedenza il Guardian <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/aug/17/megrahi-lockerbie-macaskill-scotland">si era stupito</a> di vedere al-Megrahi improvvisamente ritirare la sua domanda di libert&agrave; presentata davanti a un tribunale scozzese. Questa iniziativa conformerebbe l'incontro che il ministro del commercio inglese Peter Mandelson, in vacanza a Corf&ugrave;, in Grecia, avrebbe&nbsp; avuto con il figlio del leader libico Muammar Gheddafi. I due uomini si sarebbero messi d'accordo per fare in modo che al-Megrahi sia rapidamente liberato.</p>
<p>Nel 1988 l'attentato contro un aereo che viaggiava fra New York e Londra aveva ucciso 270 persone. L'apparecchio era esploso in volo, prima di schiantarsi sulla cittadina di Lockerbie in Scozia. L'autore di questo attentato Abdelbaset al-Megrahi &egrave; stato condannato all'ergastolo da un tribunale inglese nel 2001, anche se l'equit&agrave; del processo &egrave; stata messa in discussione.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 19 Aug 2009 15:14:38 +0100</pubDate><guid>80001</guid></item>
<item><title>Cambiamento climatico | Copenaghen resta a secco</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/66691-copenaghen-resta-secco</link><description><![CDATA[<p>Tra i molti temi (Co2, nuove tecnologie, energie pulite) del programma della conferenza internazionale sul cambiamento climatico (<a href="http://en.cop15.dk/">Cop15</a>) che si terr&agrave; a Copenaghen il prossimo dicembre, c'&egrave; un grande assente: l'acqua. Come sottolinea su <a href="http://www.liberation.fr/">Lib&eacute;ration</a> Riccardo Petrella, presidente dell'<a href="http://www.ierpe.eu/?lng=en">Istituto europeo sulla politica dell'acqua</a>, l'elemento &egrave; una delle risorse pi&ugrave; minacciate dai cambiamenti climatici. Secondo le ricerche dell'<a href="http://www.ipcc.ch/">Ipcc</a> (Intergovernmental panel on climate change), nel 2050 il 60 per cento della popolazione mondiale rischia di trovarsi a corto d'acqua. Una volta diventato cos&igrave; raro, l'&quot;oro blu&quot; potrebbe essere una delle principali cause di guerre del ventunesimo secolo. Ma il principale problema dei paesi ricchi, &quot;l'energia post-petrolio, ha monopolizzato i negoziati sul cambiamento climatico&quot;, scrive Petrella.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 30 Jul 2009 14:02:45 +0100</pubDate><guid>66691</guid></item>
<item><title>Petrolio | Le mani sporche della Shell (Vrij Nederland, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/61441-le-mani-sporche-della-shell</link><description><![CDATA[Secondo la rivista Fortune, Shell è diventata quest&#039;anno la più grande azienda del mondo. Ma come funziona in realtà? Il settimanale olandese Vrij Nederland ha pubblicato una lunga inchiesta sul gigante anglo-olandese. Eccone un estratto. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:29:57 +0100</pubDate><guid>61441</guid></item>
<item><title>Geopolitica | La Danimarca guarda a nord</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/58311-la-danimarca-guarda-nord</link><description><![CDATA[<p>&nbsp;A inizio estate la Danimarca ha deciso di creare un comando artico e una task force nel Nord, scrive <a href="http://politiken.dk/debat/ledere/article754781.ece">Politiken</a>. Ufficialmente, il motivo e adeguarsi ai cambiamenti climatici che porteranno con s&eacute; pi&ugrave; navigazione, pi&ugrave; estrazione di materie prime e quindi la possibilit&agrave; di pi&ugrave; conflitti nella regione artica. Il quotidiano per&ograve; ritiene che Copenaghen cerchi di rafforzarsi militarmente nell'ambito della corsa alle risorse, soprattutto il petrolio.</p>
<p>Politiken ricorda che i paesi che si affacciano sull'Artico &ndash; la Danimarca (attraverso la Groenlandia), gli Stati Uniti, la Russia, la Norvegia e il Canada &ndash; hanno tutti rivendicazioni territoriali nella zona. Dato che la questione non accenna a risolversi, ognuno comincia a &quot;prepararsi&quot; militarmente. Ma il quotidiano stima che dovrebbero essere le Nazioni unite a trovare una soluzione e che &quot;con la sua lunga tradizione di rispetto del diritto internazionale e l'importanza che accorda all'Onu, la Danimarca potrebbe prendere l'iniziativa&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:49:20 +0100</pubDate><guid>58311</guid></item>
<item><title>Cooperazione | In Africa, l&#039;Europa arranca dietro alla Cina (Il Sole-24 Ore, Milano)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/43651-africa-leuropa-arranca-dietro-alla-cina</link><description><![CDATA[Un tempo interlocutore privilegiato degli stati africani, l&#039;Ue continua a perdere terreno a favore della Cina, della Russia e da poco anche dell&#039;India, ormai in prima fila nella gara ad accaparrarsi le preziose risorse del continente. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2009 15:56:11 +0100</pubDate><guid>43651</guid></item>
<item><title>Energia | Il petrolio in ostaggio (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/36321-il-petrolio-ostaggio</link><description><![CDATA[La recessione ha ridotto la domanda di petrolio di due milioni di barili al giorno, ma i prezzi sono tornati a salire. Perché? La risposta sta anche nelle superpetroliere ancorate al largo di Rotterdam, in attesa che i baroni del greggio decidano che è il momento di vendere. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:45:15 +0100</pubDate><guid>36321</guid></item>
<item><title>Esteri | L&#039;Iran imbarazza l&#039;Europa (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/31631-liran-imbarazza-leuropa</link><description><![CDATA[Dopo una settimana di proteste contro la vittoria del presidente in carica Ahmadinejad alle elezioni in Iran, l&#039;Unione europea indugia ancora su un basso profilo diplomatico. Secondo molti giornali, il motivo potrebbero essere gli interessi economici europei nella repubblica islamica. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2009 18:10:17 +0100</pubDate><guid>31631</guid></item>
<item><title>Paesi Bassi | Shell paga per il silenzio</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/25111-shell-paga-il-silenzio</link><description><![CDATA[<p>Accusata di complicit&agrave; nell'esecuzione di nove militanti nigeriani, fra cui lo scrittore Ken Saro-Wiwa, la societ&agrave; petrolifera anglo-olandese Shell ha pagato 15,5 milioni di dollari (11 milioni di euro) ai parenti delle vittime per evitare il processo davanti a un tribunale americano. Secondo <a href="http://www.trouw.nl/opinie/commentaar/article2783799.ece/De_schikking_van_Shell_betekent_helaas_ook_dat__de_waarheid_weg_blijft_.html">Trouw</a> &egrave; un peccato che il caso si sia concluso con un patteggiamento, perch&eacute; non si sapr&agrave; mai la verit&agrave; sul coinvolgimento della Shell: &quot;Il processo avrebbe scatenato la rabbia popolare nella regione del delta del Niger. Da questo punto di vista l'accordo sembra essere una buona soluzione per tutte le parti. In compenso, un processo avrebbe fornito un'ottima occasione per fare luce sull'attivit&agrave; di una multinazionale nel delta. Le accuse sono gravi, si parla di complicit&agrave; in omicidio. Questo accordo si rivela quindi poco opportuno&quot;. Trouw &egrave; molto critico anche sul fatto che il caso non sia stato giudicato in Olanda, dove ha sede la Shell.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 11 Jun 2009 12:11:49 +0100</pubDate><guid>25111</guid></item>
</channel></rss>
