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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Migrazioni e demografia]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Schengen | Il piano danese contro i clandestini</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1871801-il-piano-danese-contro-i-clandestini</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;L&rsquo;Ue si mobilita contro l&rsquo;immigrazione clandestina&rdquo;, titola Berlingske. Secondo  il quotidiano il 26 aprile la Danimarca, cui tocca la presidenza a  turno dell&rsquo;Ue, proporr&agrave; in occasione del consiglio dei ministri della  giustizia e dell&rsquo;interno 90 misure per combattere un fenomeno che &egrave;  &ldquo;cresciuto del 35 per cento nel giro di un anno&rdquo;.</p>
<p>Tra  le misure proposte ci sono una migliore cooperazione con i paesi  d&rsquo;origine (per esempio quelli del Nordafrica), il rafforzamento  dell&rsquo;agenzia Frontex e della sorveglianza alla frontiera tra Grecia e  Turchia e una migliore gestione dei flussi migratori, delle espulsioni e  della lotta al traffico di esseri umani.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa arriva mentre in Danimarca cresce la preoccupazione per il fenomeno dell&rsquo;immigrazione clandestina, anche se, nota Berlingske,</p>
<blockquote><p>secondo  il ministero della giustizia non si sa precisamente quanti siano gli  immigrati clandestini in Danimarca. Abbiamo semplicemente una paura  ingiustificata che il gran numero di immigrati illegali che si trovano  attualmente in Grecia e Italia comincino a dirigersi verso nord.</p>
</blockquote>
<p>Secondo Marl&egrave;ne Wind, dell&rsquo;Universit&agrave; di Copenaghen, le misure proposte hanno anche una giustificazione pratica:</p>
<blockquote><p>I  problemi legati all&rsquo;immigrazione clandestina colpiscono il mercato  interno e lo spirito europeo della libera circolazione. Se il progetto  andr&agrave; in porto sar&agrave; dunque una vittoria, anche per la presidenza danese.</p>
<p>&nbsp;</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:31:21 +0100</pubDate><guid>1871801</guid></item>
<item><title>Lavoro | Il futuro è a sud (Polityka, Varsavia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1832891-il-futuro-e-sud</link><description><![CDATA[L’Europa non li vuole, mentre in Africa e America Latina li aspettano a braccia aperte. Così migliaia di giovani laureati stanno partendo senza troppi rimpianti. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 19 Apr 2012 11:25:25 +0100</pubDate><guid>1832891</guid></item>
<item><title>Irlanda | A casa lontano da casa (The Irish Times, Dublino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1738291-casa-lontano-da-casa</link><description><![CDATA[Grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione gli espatriati possono immersi nella realtà locale dei loro paesi d’origine. In futuro le identità multiple saranno la regola. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:04:57 +0100</pubDate><guid>1738291</guid></item>
<item><title>Portogallo | Il miraggio dell'emigrazione (Público, Lisbona)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1654141-il-miraggio-dell-emigrazione</link><description><![CDATA[Con la crisi non sono più solo i giovani con un’adeguta preparazione a cercare lavoro in Europa, ma anche intere famiglie povere e poco istruite. Molti si ritrovano presto a dormire sui marciapiedi. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 19 Mar 2012 16:23:29 +0100</pubDate><guid>1654141</guid></item>
<item><title>Emigrazione | Gli irlandesi tornano a Liverpool (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1640171-gli-irlandesi-tornano-liverpool</link><description><![CDATA[Nell’Irlanda colpita dalla crisi la disoccupazione ha riportato l’emigrazione ai livelli di vent&#039;anni fa. Tra le destinazioni preferite di chi cerca lavoro all&#039;estero c&#039;è Liverpool, la città portuale britannica dove oltre i tre quarti della popolazione vantano antenati irlandesi. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 16:41:26 +0100</pubDate><guid>1640171</guid></item>
<item><title>Europa orientale | Grazie, signor Wilders (Hospodářské noviny, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1547931-grazie-signor-wilders</link><description><![CDATA[La battaglia anti-immigrazione degli xenofobi olandesi del Pvv contribuisce allo stallo dell&#039;integrazione dei paesi dell&#039;est. Per Sofia e Bucarest la mancata adesione a Schengen è motivo di frustrazione e destabilizzazione politica. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 18:02:54 +0100</pubDate><guid>1547931</guid></item>
<item><title>Italia | La Corte di Strasburgo condanna i respingimenti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1546731-la-corte-di-strasburgo-condanna-i-respingimenti</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'Italia respinta&quot;, <a target="_self" href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120224/manip2pg/01/manip2pz/IMMAGINE/">titola Il Manifesto</a>: la Corte europea dei diritti dell'uomo ha riconosciuto l'Italia colpevole di aver violato il diritto dei migranti a essere protetti da torture e abusi. La corte di Strasburgo <a target="_self" href="http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=open&amp;documentId=901572&amp;portal=hbkm&amp;source=externalbydocnumber&amp;table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649">ha accettato</a> il ricorso di un gruppo di somali ed eritrei intercettati su un barcone al largo di Lampedusa nel maggio 2009. In conformit&agrave; con gli accordi firmati dal governo Berlusconi con l'allora presidente libico Muammar Gheddafi, i migranti furono riportati in Libia, da dove erano partiti. Ora l'Italia dovr&agrave; pagare a ciascuno di loro 15mila euro di risarcimento.</p>
<p>Secondo la corte la politica dei respingimenti, inaugurata nel 2009, viola le leggi internazionali perch&eacute; si applica collettivamente e impedisce ai migranti di fare appello ai tribunali italiani. Per Roberto Maroni, all'epoca ministro dell'interno, si tratta di una sentenza &quot;politica&quot;, mentre il premier Mario Monti ha affermato che essa sar&agrave; presa in considerazione dal suo governo. Ma <a target="_self" href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120224/manip2pg/01/manip2pz/318541/">Il Manifesto &egrave; scettico</a>:</p>
<blockquote><p>Gli accordi con il nuovo governo libico vanno nello stesso  senso di quelli con Gheddafi. [...] Sarebbero necessari un cambiamento  complessivo di legislazione, una sensibilit&agrave; totalmente diversa nei  partiti che appoggiano Monti, una nuova politica dell'informazione. A  leggere i commenti dei lettori dei grandi quotidiani alla notizia della  sentenza della Corte di Strasburgo vengono i brividi. Ora l'Europa non &egrave;  vista solo come l'astrazione che ci sfila i soldi dalle tasche, ma  anche come la burocrazia che viola la nostra integrit&agrave; nazionale. A  tanto hanno portato due decenni di demagogia, xenofobia pi&ugrave; o meno  dichiarata e ostilit&agrave; istituzionale per gli stranieri.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:47:35 +0100</pubDate><guid>1546731</guid></item>
<item><title>Norvegia | La dura vita dell'euro-rifugiato (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1514011-la-dura-vita-dell-euro-rifugiato</link><description><![CDATA[In fuga dalla recessione, centinaia di spagnoli emigrano in Scandinavia in cerca di lavoro, ma la maggior parte di loro trova solo disoccupazione, freddo e indifferenza.  (Article)]]></description><pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:04:56 +0100</pubDate><guid>1514011</guid></item>
<item><title>Paesi Bassi | Il sito della vergogna (NRC Handelsblad, Rotterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1510561-il-sito-della-vergogna</link><description><![CDATA[Il partito xenofobo Pvv ha scatenato un caso diplomatico con il suo sito, che offre uno spazio per le lamentele contro gli immigrati dell&#039;est. Il governo, che dipende dal suo sostegno, è chiuso in un imbarazzante silenzio. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:50:01 +0100</pubDate><guid>1510561</guid></item>
<item><title>Lituania | L'esodo infinito (Veidas, Vilnius)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1498401-l-esodo-infinito</link><description><![CDATA[Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:10:42 +0100</pubDate><guid>1498401</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Le vere tragedie del mare</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1408501-le-vere-tragedie-del-mare</link><description><![CDATA[<p>&quot;Catastrofi marittime nel Mediterraneo&quot;, titola la Tageszeitung prendendo le distanze dalla copertura mediatica dedicata al naufragio della Costa Concordia.</p>
<p>Il quotidiano berlinese <a href="http://www.taz.de/1/archiv/digitaz/artikel/?ressort=a1&amp;dig=2012%2F01%2F18%2Fa0040&amp;cHash=8be141d9d5" target="_self">sottolinea</a> infatti che nel Mediterraneo si verificano numerosi naufragi &quot;che non&nbsp; compaiono sulle prime pagine dei giornali&quot;, e mette in prima pagina la foto di un battello naufragato nel giugno 2011 davanti alle coste tunisine, con a bordo 700 rifugiati libici.</p>
<p>Pubblicando l'elenco delle &quot;peggiori catastrofi marittime nel Mediterraneo dal 2006&quot;, l'<a href="http://www.taz.de/!85840/" target="_self">editoriale della Tageszeitung</a> ricorda che</p>
<blockquote><p>centinaia di migliaia di persone trovano una morte anonima in alto mare o sulle coste rocciose. Decine di miglia di rifugiati finiscono nelle mani della malavita europea dell'Europa in crisi, che non riserva loro n&eacute; un posto n&eacute; un briciolo di umanit&agrave; [&hellip;] I morti sono morti, sia che provengano da una nave da crociera di lusso o da una carretta del mare.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:34:39 +0100</pubDate><guid>1408501</guid></item>
<item><title>Spagna | La crisi è anche demografica</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1404041-la-crisi-e-anche-demografica</link><description><![CDATA[<p>&quot;La Spagna non &egrave; pi&ugrave; una terra d&rsquo;accoglienza&quot;, scrive <a href="http://www.elmundo.es/" target="_self">El Mundo</a>.  Secondo il quotidiano madrileno &ldquo;la bolla migratoria cresciuta  nell'ultima decade di splendore &egrave; improvvisamente scoppiata, innescando  l'esodo di circa mezzo milione di cittadini&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Stando a un <a href="http://www.ine.es/jaxi/menu.do?type=pcaxis&amp;path=%2Ft20%2Fp259&amp;file=inebase&amp;L=0" target="_self">rapporto</a>  pubblicato il 13 gennaio dall'istituto spagnolo di statistica (Ine),  nel 2011 il saldo migratorio &egrave; stato negativo per la prima volta negli  ultimi dieci anni (-50.900 ), e 62.611 spagnoli e 445.130 immigrati  hanno lasciato il paese. Le destinazioni principali dei migranti sono  Marocco, Ecuador e Bolivia, seguiti da Brasile, Francia, Argentina,  Germania, Stati Uniti e Cina. &nbsp;</p>
<p>Il quotidiano conservatore attribuisce parte del declino demografico  della Spagna al calo del tasso di natalit&agrave;, arrivato a 1,4 figli per  donna:&nbsp;&quot;Il 2011 &egrave; stato anche l'anno che ha visto l'et&agrave; media di  paternit&agrave;/maternit&agrave; superare la barriera dei 31 anni&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:34:49 +0100</pubDate><guid>1404041</guid></item>
<item><title>Lavoro | La disoccupazione non è colpa degli immigrati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1379441-la-disoccupazione-non-e-colpa-degli-immigrati</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'immigrazione non causa disoccupazione&quot;, <a target="_self" href="http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/immigration-does-not-cause-unemployment-6287404.html">titola l'Independent</a> citando un rapporto del <a target="_self" href="http://www.niesr.ac.uk/pdf/090112_164026.pdf">National Institute of Economic and Social Research</a>. Il rapporto ha infatti smentito la <a target="_self" href="http://www.migrationwatchuk.org/briefingPaper/document/247">teoria</a> secondo cui i flussi migratori di stranieri nel Regno Unito provocano un aumento&nbsp; del tasso di disoccupazione tra i lavoratori britannici. Secondo lo studio &quot;non esiste alcuna relazione&quot; tra l'aumento dell'immigrazione e la disoccupazione, anche se il Regno Unito &egrave; alle prese con la peggiore recessione da generazioni:&nbsp;</p>
<blockquote><p>L'immigrazione agisce come stimolo economico, spingendo in alto il livello di occupazione complessivo e ricucendo il numero di richieste per il sussidio di disoccupazione. &nbsp;</p>
</blockquote>
<p>In Italia il tasso di occupazione &egrave; tornato a crescere dopo tre anni di declino costante causato dalla crisi economica, <a target="_self" href="http://lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9628">sottolinea La Stampa</a>. Secondo gli ultimi <a target="_self" href="http://www.istat.it/it/archivio/49705">dati Istat</a> nel terzo trimestre del 2011 sono stati creati 39mila nuovi posti di lavoro per i cittadini italiani. L'occupazione &egrave; cresciuta anche tra i lavoratori stranieri, il cui numero &egrave; aumentato costantemente negli ultimi anni, ma a un ritmo pi&ugrave; lento: 120mila nuovi posti rispetto ai 167mila del secondo trimestre. &quot;Ma come dobbiamo leggere questo dato? Dobbiamo leggerlo come un segnale positivo, di progressiva uscita dalla crisi?&quot; si domanda il sociologo Luca Ridolfi sul quotidiano torinese.&nbsp;</p>
<blockquote><p>Temo di no. [&hellip;] Probabilmente sta accadendo qualcosa di inedito nei rapporti fra italiani e stranieri sul mercato del lavoro: dopo anni di crisi, gli italiani hanno cominciato a rendersi conto che non possono permettersi il lusso di andare in pensione in anticipo, accettare solo lavori qualificati, o vivere di rendita in attesa di tempi migliori. Certo non siamo ancora alla concorrenza diretta e generalizzata per i medesimi posti, ma pare abbastanza verosimile che molti italiani stiano reagendo alla crisi sia diminuendo la domanda di lavoro straniero (ad esempio licenziando colf e badanti, o diminuendone gli orari) sia cercando essi stessi di conquistare o non abbandonare posti di lavoro. [&hellip;] La fin qui inarrestabile conquista di posti di lavoro da parte degli stranieri &egrave; destinata a rallentare sensibilmente, se non a interrompersi.&nbsp;</p>
</blockquote>
<p><a target="_self" href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_09/Eurostat-lavoro-8-milioni-senza-speranza-3-sono-italiani_f2d153fa-3ae3-11e1-8a43-34573d1838c1.shtml">Secondo il Corriere della Sera</a> la crisi sta spingendo un numero sempre maggiore di disoccupati italiani a smettere di cercare lavoro. Il quotidiano milanese cita i <a target="_self" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Underemployed_and_potentially_active_labour_force_statistics">dati di Eurostat</a>: in Italia i cittadini disoccupati e potenzialmente attivi sono 2,7 milioni. Si tratta del dato pi&ugrave; alto tra i paesi dell'Ue, che in totale conta 8,2 milioni di cittadini disoccupati che non sono in cerca di un impiego. Gli unici paesi dove il pessimismo sulle prospettive di impiego &egrave; ancora relativamente basso sono Gernania, Francia e Belgio. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:04:34 +0100</pubDate><guid>1379441</guid></item>
<item><title>Polonia | Gli emigrati non torneranno</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1365171-gli-emigrati-non-torneranno</link><description><![CDATA[<p>&quot;Un milione di persone che non torneranno&quot;, titola <a href="http://tygodnik.onet.pl/" target="_self">Tygodnik Powszechny</a>&nbsp;citando i dati dell'<a href="http://www.stat.gov.pl/gus/index_ENG_HTML.htm" target="_self">Ufficio centrale di statistica</a>, secondo cui circa 1,1 milioni di polacchi hanno deciso di vivere all'estero. Lo studio evidenzia che met&agrave; degli emigranti vive fuori dalla Polonia da pi&ugrave; di un anno e non ha intenzione di rientrare in patria. &nbsp;</p>
<p>&quot;A questo punto possiamo considerare falso il mito della temporaneit&agrave; dell'emigrazione polacca dopo l'ingresso nell'Ue. L'<a href="http://www.ign.org.pl/files/content/5569/PUBL_lu_wyniki_wstepne_NSP_2011.pdf" target="_self">ultimo censimento</a> ha confermato che siamo alle prese con il pi&ugrave; massiccio spopolamento nella storia del dopoguerra&quot;, sottolinea Krystyna Iglicka del <a href="http://csm.org.pl/en.html" target="_self">Centro per le relazioni internazionali</a> di Varsavia. &nbsp;</p>
<p>Secondo il settimanale cattolico le campagne del governo per incoraggiare gli emigranti a tornare in patria hanno fallito. &quot;Siamo davanti a una fuga massiccia di cittadini e di forza lavoro, e anche per questo nel giro di vent'anni saremo la societ&agrave; pi&ugrave; anziana dell'Unione europea&quot;, si rammarica Iglicka.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 06 Jan 2012 14:53:43 +0100</pubDate><guid>1365171</guid></item>
<item><title>Emigrazione | L'esodo dei greci in Australia (The Guardian, Londra)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1320521-l-esodo-dei-greci-australia</link><description><![CDATA[Per i giovani dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica, l&#039;altro emisfero è una terra promessa piena delle opportunità che mancano in patria. E Melbourne si trova a rivivere il boom migratorio del dopoguerra. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 22 Dec 2011 16:59:52 +0100</pubDate><guid>1320521</guid></item>
<item><title>Immigrazione | La giustizia europea rivoluziona il diritto d'asilo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1319801-la-giustizia-europea-rivoluziona-il-diritto-d-asilo</link><description><![CDATA[<p>In futuro gli immigrati che hanno inoltrato richiesta d'asilo non potranno essere trasferiti in uno stato dell'Ue dove &quot;rischiano di essere sottoposti a trattamenti disumani e degradanti&quot;, <a href="http://www.taz.de/Urteil-des-Europaeischen-Gerichtshofs/!84178/" target="_self">scrive la Tageszeitung</a>. La Corte di giustizia europea ha infatti <a href="http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-12/cp110140it.pdf" target="_self">dato ragione</a> a 6 rifugiati afgani, iracheni e algerini, che dopo essere entrati nell'Unione passando per la Grecia hanno successivamente inoltrato una richiesta d'asilo nel Regno Unito e in Irlanda. Conformemente al regolamento &quot;<a href="http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33153_it.htm" target="_self">Dublin II</a>&quot;, che stabilisce che le domande d'asilo devono essere esaminate dal primo stato europeo che ha accolto i rifugiati, i 6 erano stati trasferiti nuovamente in Grecia, dove per&ograve;&nbsp;<a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/372711-l-inferno-dei-rifugiati" target="_self">le condizioni di accoglienza sono pessime</a>.</p>
<p>Facendo riferimento alla Carta europea dei diritti fondamentali, la Corte ha deciso di rimettere in causa il regolamento. Considerando che nel 2010 il 90 per cento degli immigrati clandestini arrivati nell'Ue hanno varcato la frontiera greca, la Corte ha preso atto che &quot;le autorit&agrave; greche non sono in grado di gestire il flusso di rifugiati&quot;, provocando inaccettabili ritardi nell'esame delle domande d'asilo e&nbsp;condizioni di vita insostenibili per i migranti. </p>
<p>Secondo l'alto tribunale Londra e Dublino, espellendo i rifugiati e rimandandoli in Grecia, non potevano ignorare i rischi a cui li esponevano.</p>
<p>In seguito al verdetto della Corte, in futuro sar&agrave; lo stato dove i rifugiati risiedono al momento della richiesta d'asilo a dover gestire la procedura. Secondo il quotidiano tedesco, per&ograve;,&nbsp; la Germania non &egrave; ancora pronta ad accettare un &quot;cambiamento generale del sistema Dublin&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:14:39 +0100</pubDate><guid>1319801</guid></item>
<item><title>Spazio Schengen | I membri tengono ai controlli alle frontiere</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1263001-i-membri-tengono-ai-controlli-alle-frontiere</link><description><![CDATA[<p>&quot;I paesi dell'Unione europea si aggrappano ai controlli alle frontiere&quot;, <a target="_self" href="http://www.ftd.de/politik/europa/:schutz-vor-fluechtlingen-eu-staaten-klammern-sich-an-grenzkontrollen/60139722.html">titola il Financial Times Deutschland</a>. Il quotidiano riassume in questo modo la reazione della maggior parte degli stati membri alla <a target="_self" href="http://ec.europa.eu/home-affairs/news/intro/docs/201112/1_EN_ACT_part1_v6.pdf">proposta di Cecilia Malmstr&ouml;m</a>  di limitare il diritto degli stati Schengen di ristabilire i controlli  alle frontiere, come fatto recentemente da <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/650571-la-sospensione-di-schengen-fa-discutere" target="_self">Danimarca</a> e <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/618621-l-europa-rialza-i-suoi-muri" target="_self">Francia</a>. Il 2  dicembre il commissario europeo agli affari interni aveva suggerito di  concedere tale diritto unicamente in casi urgenti e per la durata  massima di cinque giorni. Attualmente &egrave; possibile ripristinare i  controlli ai confini per non pi&ugrave; di 30 giorni e solo in caso di minaccia  per la sicurezza interna.</p>
<p>Secondo fonti diplomatiche citate dal quotidiano tedesco, tutti gli  stati membri a eccezione di Repubblica Ceca, Italia e Lituania hanno  rifiutato l'idea di chiedere l'autorizzazione a Bruxelles prima di  ripristinare i controlli alle frontiere. Gli stati &quot;ribelli&quot; esigono al  contrario una maggiore libert&agrave; in materia, soprattutto per gestire  l'afflusso di immigrati, e vorrebbero che un paese possa essere  obbligato dagli altri a ripristinare i controlli. Secondo un esperto  citato dal Financial Times Deutschland in questo caso verrebbe &quot;rimessa  in causa l'integrazione europea&quot;.&nbsp; </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 08 Dec 2011 16:19:27 +0100</pubDate><guid>1263001</guid></item>
<item><title>Bulgaria | Passaporto per l'ovest (Trud, Sofia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1259521-passaporto-l-ovest</link><description><![CDATA[Ogni giorno centinaia di macedoni, moldavi e ucraini si mettono in fila per ottenere un documento bulgaro. Il nazionalismo non c&#039;entra: è il loro lasciapassare per emigrare in Europa occidentale. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 07 Dec 2011 17:34:28 +0100</pubDate><guid>1259521</guid></item>
<item><title>Immigrazione | L'Europa in crisi chiude le porte</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1194381-l-europa-crisi-chiude-le-porte</link><description><![CDATA[<p>&quot;La maggior parte dei paesi Ue respinge i rifugiati&quot;: cos&igrave; <a href="http://www.dn.se/nyheter/varlden/de-flesta-landerna-i-eu-ratar-flyktingar" target="_self">Dagens Nyheter riassume</a> la politica degli stati membri nei confronti delle domande d'asilo. Dieci paesi accolgono circa il 90 per cento dei 100mila disperati che ogni anno bussano alla porta dell'Unione europea, precisa il quotidiano svedese, sottolineando che gli altri 17 stati membri dovrebbero fare di pi&ugrave;. Il commissario europeo agli affari interni Cecilia Malmstr&ouml;m, intervistata dal quotidiano, ha ricordato che l'Europa &egrave; molto lontana dall'armonizzazione della politica d'asilo prevista per il 2012 dalla Commissione europea. </p>
<p>Secondo un esperto citato da Dagens Nyheter, la crisi economica ha reso ancora pi&ugrave; difficile l'armonizzazione: alcuni paesi adottano una politica pi&ugrave; &quot;aperta&quot; temendo di essere obbligati a ricevere un numero ancora pi&ugrave; elevato di domande, mentre altri (come la Grecia) hanno semplicemente rifiutato di accogliere nuove richieste d'asilo. Altri paesi ancora, come Finlandia e Paesi Bassi, subiscono l'influenza dei partiti populisti di destra. Il commissario punta il dito contro la Grecia, attraverso la quale 80mila persone sono entrate nell'Ue negli ultimi due anni e dove &quot;le condizioni di accoglienza sono al di sotto dell'umanamente accettabile&quot;. Un lungo <a href="http://www.dn.se/nyheter/varlden/vid-porten-till-europa-dordrommen-om-ett-battre-liv" target="_self">reportage di Dagens Nyheter</a> sul centro di accoglienza di Tychero, alla frontiera con la Turchia, conferma le accuse del commissario.</p>
<p>Per ripartire meglio il carico dell'accoglienza dei rifugiati, Malmstr&ouml;m vorrebbe che i paesi pi&ugrave; sollecitati fossero aiutati dagli altri. Le sue proposte saranno discusse il 13 dicembre in occasione del Consiglio dei ministri dell'Ue. </p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 13:36:11 +0100</pubDate><guid>1194381</guid></item>
<item><title>Germania-Turchia | Anniversario problematico</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1132481-anniversario-problematico</link><description><![CDATA[<p>&quot;Bir problem mi var?&quot; (Ho un problema?). La domanda posta in turco <a target="_self" href="http://www.fr-online.de/politik/erdogan-fuehlt-sich-ungerecht-behandelt-deutsch-tuerkische-misstoene,1472596,11094210.html">dalla Frankfurter Rundschau</a> riflette l'atmosfera delle celebrazioni del 2 novembre. La cancelliera Angela Merkel e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan si sono riuniti per festeggiare il cinquantesimo anniversario degli accordi del 30 ottobre 1961, quando la Germania decise di accogliere in massa immigrati turchi per sostenere la propria economia. Dopo l'arrivo di 800mila turchi gli accordi furono sospesi nel 1973. Da allora l'argomento ha sempre scatenato forti polemiche.</p>
<p>Durante le celebrazioni Erdogan ha dichiarato (in tedesco) che &quot;stiamo andando nelle stessa direzione&quot;, e Merkel ha rivolto ai 3 milioni di immigrati turchi in Germania un applauditissimo &quot;sono la vostra cancelliera&quot;. Tuttavia il pomo della discordia &egrave; sempre lo stesso: la doppia nazionalit&agrave; per gli immigrati turchi in Germania chiesta da Erdogan e l'obbligo di imparare il tedesco preteso da Merkel. &quot;L'assimilazione &egrave; un crimine contro l'umanit&agrave;&quot; paragonabile all'antisemitismo, ha dichiarato il primo ministro turco davanti a una cancelliera impassibile. Angela Merkel ha invece mantenuto un silenzio eloquente sul tema dell'adesione turca all'Unione europea.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 12:50:36 +0100</pubDate><guid>1132481</guid></item>
<item><title>Paesi Bassi | Il Cda si spacca sull'asilo</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/1120801-il-cda-si-spacca-sull-asilo</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il Cda deve salvare la faccia&quot;, <a href="http://www.volkskrant.nl/vk/nl/2824/Politiek/article/detail/3003320/2011/10/31/Analyse-CDA-moet-gezicht-zien-te-redden.dhtml" target="_self">titola De Volkskrant</a>. Il partito cristiano-democratico, membro della coalizione guidata dai liberali, &egrave; in crisi per la vicenda di un immigrato angolano di 18 anni, a cui &egrave; stato negato l'asilo. Il ministro dell'immigrazione Geerd Leers (Cda) ha deciso l&rsquo;espulsione del ragazzo, che ha vissuto con una famiglia adottiva olandese dall'et&agrave; di nove anni, sostenendo che la sua situazione &quot;non &egrave; abbastanza disperata&quot; da giustificare un permesso di soggiorno eccezionale. Il 30 ottobre il partito ha votato all'85 per cento una risoluzione che sancisce che &quot;l'espulsione dei minori senza famiglia non &egrave; praticabile e non corrisponde ai principi del Cda&rdquo;, contraddicendo la politica del governo.</p>
<p>&quot;Un anno dopo il salto mortale politico&quot; rappresentato dalla partecipazione al governo sostenuto dal Pvv di Geert Wilders, il Cda &quot;si ritrova in una depressione infinita&quot; testimoniata anche dai sondaggi, sottolinea il quotidiano di centrosinistra. <a href="http://www.trouw.nl/tr/nl/6869/Hans-Goslinga/article/detail/2999343/2011/10/29/De-zaak-Mauro-is-een-groot-vertoon-van-onmacht.dhtml" target="_self">Secondo Trouw</a> la vicenda evidenzia &quot;un'impotenza politica dagli effetti disastrosi sulla fiducia nei confronti dello stato&quot;. Il Cda deve &quot;riprendere in mano la situazione [&hellip;], ma non potr&agrave; riuscirci nell'ambito dell'attuale collaborazione con il Pvv&quot;. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:19:10 +0100</pubDate><guid>1120801</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Frontex viola i diritti umani</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/977681-frontex-viola-i-diritti-umani</link><description><![CDATA[<p>Creata sei anni fa per rafforzare i controlli alle frontiere dell'Ue, <a href="http://www.frontex.europa.eu/" target="_self">Frontex</a> &egrave; accusata dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani di maltrattare i migranti nei centri di detenzione, <a href="http://www.ionline.pt/conteudo/150771-europa-acusada-tratar-imigrantes-ilegais-maneira-degradante" target="_self">scrive il quotidiano portoghese i</a>. Secondo un <a href="http://www.hrw.org/reports/2011/09/21/eu-s-dirty-hands" target="_self">rapporto</a> sulle condizioni nei centri per gli immigrati in Grecia pubblicato il 21 settembre da Human Rights Watch, l'agenzia non ha rispettato la Carta dei diritti fondamentali. Nel centro greco di Fylakio, per esempio, i bambini non accompagnati vengono stipati nelle stesse celle degli adulti, dove l'odore &egrave; insopportabile e le guardie entrano indossando mascherine. &quot;La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il trasferimento dei migranti nei centri di detenzione greci viola palesemente i loro diritti, eppure Frontex &ndash; un'agenzia dell'Ue &ndash; continua a mandarceli. &Egrave; un controsenso inaccettabile&quot;, spiega Bill Frelick, direttore del Programma per i rifugiati di Human Rights Watch.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 22 Sep 2011 15:30:46 +0100</pubDate><guid>977681</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Un piano per rafforzare le frontiere di Schengen</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/948181-un-piano-rafforzare-le-frontiere-di-schengen</link><description><![CDATA[<p>&quot;L'immigrazione divide l'Ue&quot;, titola <a target="_self" href="http://www.wort.lu/wort/web/fr/">La Voix du Luxembourg</a> all'indomani del voto con il quale il Parlamento europeo ha deciso di rafforzare Frontex. D'ora in poi gli stati membri saranno obbligati a partecipare alle operazioni e ad aumentare i mezzi dell'agenzia europea per il controllo delle frontiere. Il quotidiano pubblica in prima pagina una foto delle bare dei migranti africani morti mentre cercavano di <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/584871-lampedusa-rivela-i-limiti-dell-ue">raggiungere Lampedusa</a> e ricorda che gi&agrave; la scorsa primavera, di fronte all'afflusso di rifugiati provenienti dal Nordafrica, la Commissione europea era stata la prima a &quot;prendere la palla al balzo proponendo un rafforzamento delle prerogative di Frontex e l'instaurazione di una sorta di 'solidariet&agrave; obbligatoria' tra tutti gli stati membri&quot;. Secondo il piano <a target="_self" href="http://www.europarl.europa.eu/it/pressroom/content/20110913IPR26455/html/Frontex-nuovi-poteri-e-ispettori-per-i-diritti-umani">approvato il 13 settembre</a> i governi europei dovranno tra le altre cose mettere a disposizione dell'agenzia la loro polizia di frontiera in caso di migrazioni massicce verso lo spazio Schengen. Finora &quot;Frontex era infatti costretta a contare sulla buona volont&agrave; degli stati membri per quanto riguardava il personale e l'equipaggiamento nelle sue missioni&quot;.</p>
<p>Il 16 settembre la Commissione presenter&agrave; una bozza del &quot;nuovo governo Schengen&quot;, <a target="_self" href="http://www.lefigaro.fr/international/2011/09/13/01003-20110913ARTFIG00686-immigration-bruxelles-pret-a-sanctionner-le-laxisme-grec.php">rivela Le Figaro</a>. In futuro Bruxelles potr&agrave; sospendere dallo spazio Schengen i paesi che non dovessero riuscire a proteggere la loro parte di frontiera esterna. Una minaccia rivolta soprattutto ad Atene, nota il quotidiano francese. Tuttavia il progetto non &egrave; unanimemente condiviso nell'Ue: i ministri dell'interno di Francia, Germania e Spagna hanno gi&agrave; preparato una dichiarazione congiunta in cui rifiutano di rendere contro del controllo delle loro frontiere.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 15:52:47 +0100</pubDate><guid>948181</guid></item>
<item><title>Italia | Braccia indiane per il Grana Padano (The New York Times, New York)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/932831-braccia-indiane-il-grana-padano</link><description><![CDATA[La produzione di uno dei simboli dell&#039;alimentazione italiana sopravvive solo grazie alle migliaia di sikh del Punjab che hanno sostituito gli operai locali. E persino la Lega Nord ha dovuto farsene una ragione. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 09 Sep 2011 13:53:26 +0100</pubDate><guid>932831</guid></item>
<item><title>Germania | Cinquant'anni insieme ai turchi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/904641-cinquant-anni-insieme-ai-turchi</link><description><![CDATA[<p>&quot;Neues Deutschland&quot;, <a href="http://taz.de/50-Jahre-Tuerkinnen-in-Deutschland/!77241/" target="_self">titola la Tageszeitung</a> accanto alla foto di una coppia turca che ha trovato la via del successo in Germania.&nbsp;&quot;Nuova Germania&quot; era anche il nome del quotidiano ufficiale della Rdt, che rifletteva lo spirito socialista di rinascita dalla tragedia della Seconda guerra mondiale. Dall'altro lato del muro, il primo settembre 1961 il cancelliere Konrad Adenauer firmava un accordo con la Turchia sull'accoglienza dei &quot;lavoratori ospiti&quot;, ricorda la Taz. &ldquo;&Ccedil;ok yasa, Cdu!&quot;, [&quot;Grazie, Cdu&quot;] prosegue il quotidiano, sottolineando che &quot;i lavoratori turchi hanno contribuito a rendere la Germania meno tedesca &ndash; [&hellip;] un successo di civilt&agrave;!&quot;</p>
<p>Secondo la Tageszeitung &quot;la storia dell'immigrazione turca &egrave; un successo. La vita fianco a fianco tra 'indigeni' e immigrati procede bene, anche meglio che in alcuni dei nostri stati vicini. Il numero di diplomati aumenta e la classe media cresce. Ci sono deputati turchi in diversi parlamenti [regionali], e turco &egrave; anche il leader dei Verdi&quot;. In sostanza, conclude la Taz, i turchi &quot;hanno cambiato il volto della Germania&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 16:21:21 +0100</pubDate><guid>904641</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Il miraggio dell'asilo in Europa (Süddeutsche Zeitung, Monaco)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/830571-il-miraggio-dell-asilo-europa</link><description><![CDATA[Di recente 25 migranti sono morti soffocati nella stiva di un&#039;imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto l&#039;ennesimo episodio della decennale emergenza dei profughi in viaggio verso le coste meridionali dell&#039;Europa, ma fa parte di una precisa strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 03 Aug 2011 16:44:02 +0100</pubDate><guid>830571</guid></item>
<item><title>Italia | Tragedia in mare e proteste a terra</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/826251-tragedia-mare-e-proteste-terra</link><description><![CDATA[<p><a target="_self" href="http://en.kiosko.net/it/np/stampa.html">La Stampa pubblica</a> in prima pagina due fotografie, una accanto all'altra: la prima immagine mostra i corpi dei 25 africani morti per asfissia nella stiva di un barcone carico di 271 libici, arrivato il 1 agosto sulle spiagge di Lampedusa. &quot;Intossicati dai gas del motore, sono stati picchiati dai compagni di sventura mentre provavano ad uscire&quot;, perch&eacute; &quot;non c'era spazio sulla barca&quot;, hanno riferito testimoni al quotidiano di Torino, &quot;sono morti come topi&quot;. La seconda fotografia, scattata lo stesso giorno, mostra la guerriglia occorsa a Bari, inscenata da un gruppo di migranti africani: esausti dopo esser stati trattenuti per sette mesi nel centro di accoglienza per i richiedenti asilo, &quot;al grido di 'papier papier', hanno dato il via a una serie di blocchi e devastazioni che si sono conclusi con il bilancio di sessanta feriti tra poliziotti, carabinieri e gli stessi migranti&quot;. La protesta, scrive La Repubblica, si &egrave; allargata alle citt&agrave; di Crotone, dove i &quot;migranti hanno emulato gli scontri di Bari&quot;, e Nard&ograve;, dove &quot;400 braccianti nordafricani hanno incrociato le braccia per protestare contro la paga bassa&quot;. L'anno scorso gli immigrati africani di Rosarno, in Calabria, diedero luogo a <a target="_self" href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/165721-spartaco-africano-contro-la-ndrangheta">violente proteste</a>, dopo esser stati &quot;trattati come bestie dagli italiani&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:18:00 +0100</pubDate><guid>826251</guid></item>
<item><title>Belgio | Permesso di soggiorno per 28mila immigrati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/783301-permesso-di-soggiorno-28mila-immigrati</link><description><![CDATA[<p>&quot;Permesso di soggiorno per 28mila immigrati illegali&quot;, <a target="_self" href="http://destandaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=UN3CTTPO ">titola De Standaard</a>. A due anni esatti dalla modifica alle regole dell'immigrazione in Belgio, 28mila irregolari hanno beneficiato dei nuovi criteri di assegnazione del permesso di soggiorno &quot;senza i quali probabilmente non avrebbero potuto essere regolarizzati&quot;, nota il quotidiano di Bruxelles. Con il nuovo regolamento gli immigrati che hanno lavorato per almeno due anni e mezzo o vivono da almeno cinque anni in Belgio possono richiedere il permesso di soggiorno. Le richieste <a target="_self" href="http://standaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=DMF20110718_152">sono state valutate</a> anche in base alla conoscenza del francese e del fiammingo, ai legami con la comunit&agrave; e a seconda che i figli frequentino o meno la scuola. Il Forum per l'asilo e le migrazioni (Fam) ha espresso soddisfazione: &quot;i nuovi criteri hanno finalmente fatto chiarezza e cambiato la vita di migliaia di persone&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 19 Jul 2011 13:24:05 +0100</pubDate><guid>783301</guid></item>
<item><title>Polonia | Sanatoria per gli immigrati irregolari</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/723681-sanatoria-gli-immigrati-irregolari</link><description><![CDATA[<p>&quot;Immigrati regolari&quot;, <a href="http://wyborcza.pl/1,75478,9813267,Legalni_imigranci.html" target="_self">titola Gazeta Wyborcza</a>. Secondo il quotidiano di Varsavia il governo sta per annunciare una sanatoria per gli immigrati senza documenti residenti in Polonia. Inizialmente la nuova legge faceva parte di un pi&ugrave; ampio testo sull'immigrazione, ma ora il governo, preoccupato in vista delle elezioni dell'autunno prossimo di perdere voti a causa di un'iniziativa cos&igrave; ambiziosa, ha intenzione di proporre la sanatoria separatamente. Le stime sul numero di immigrati irregolari che vivono in Polonia sono molto variabili, e vanno da 40mila a 400mila individui. Se sar&agrave; approvata, la nuova legge potr&agrave; aiutare a verificare le stime e garantir&agrave; un permesso di soggiorno e di lavoro temporaneo a coloro che risiedono continuativamente nel paese dal 20 dicembre 2007 o dal 1 gennaio 2010, nel caso dei migranti a cui &egrave; stato negato lo status di rifugiati.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 20 Jun 2011 12:09:59 +0100</pubDate><guid>723681</guid></item>
<item><title>Immigrazione | L'anello debole di Schengen (Le Monde, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/677981-l-anello-debole-di-schengen</link><description><![CDATA[La missione di Frontex presso la città turca di Edirne, al confine con la Grecia, non ha fermato l&#039;immigrazione clandestina, ma solo spostato il problema a sud. E l&#039;emergenza umanitaria è ancora gravissima. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 26 May 2011 17:04:35 +0100</pubDate><guid>677981</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Multiculturalismo o declino (Trouw, Amsterdam)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/675271-multiculturalismo-o-declino</link><description><![CDATA[Un rapporto compilato da otto politici e intellettuali europei sostiene che senza l&#039;afflusso di forze fresche dall&#039;esterno il vecchio continente è destinato al tramonto. La società multiculturale, data per spacciata da molti, è l&#039;unica possibile. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 25 May 2011 16:48:58 +0100</pubDate><guid>675271</guid></item>
<item><title>Libertà di movimento | Ostaggi della xenofobia</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/652211-ostaggi-della-xenofobia</link><description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver raggiunto il culmine in occasione della guerra nella ex Jugoslavia, la tradizione europea dell'accoglienza dei rifugiati &egrave; svanita sotto i colpi dei movimenti populisti, si rammarica Jos&eacute; Ignacio Torreblanca.</p>
<blockquote><p>Dopo aver raggiunto il culmine in occasione della guerra nella ex Jugoslavia, la tradizione europea dell'accoglienza dei rifugiati &egrave; svanita sotto i colpi dei movimenti populisti, si rammarica Jos&eacute; Ignacio Torreblanca.</p>
<p>C'&egrave; un dato che illustra alla perfezione fino a che punto l'Europa stia sprofondando nell'abisso della xenofobia: l'abolizione dei controlli alle frontiere interne degli stati membri fu decisa nel 1995 quando, dopo la guerra nell'ex Jugoslavia, l'Europa si trov&ograve; a fare i conti con una spaventosa ondata migratoria di 600mila rifugiati. La sola Germania si fece carico di 345mila persone, in uno sforzo poco conosciuto e ancor meno riconosciuto. Anche altri paesi furono all'altezza: l'Austria accolse 80mila rifugiati, la Svezia 57mila, la Svizzera 25mila, l'Olanda 24mila e la Danimarca 20mila.</p>
<p>Allora nessuno si tir&ograve; indietro n&eacute; dubit&ograve; che la soppressione dei controlli alle frontiere fosse una buona idea. Ora, invece, &egrave; bastato un manipolo di giovani provenienti dal Nordafrica e la prospettiva di una sconfitta elettorale contro l'estrema destra a far cambiare idea a Sarkozy e a Berlusconi, leader di due tra i paesi pi&ugrave; ricchi del mondo.</p>
<p>Nell'Unione europea ci sono 20 milioni di immigrati non comunitari, che rappresentano il 4 percento della popolazione. Con l'eccezione di Lettonia ed Estonia, che presentano importanti minoranze russe non nazionalizzate, nessun paese supera la soglia dell'8 percento di immigrati extracomunitari. Come se non bastasse, l'Europa dei ventisette, che vuole dare lezioni di democrazia e solidariet&agrave; a tutto il mondo, nel 2010 &egrave; stata capace di accogliere soltanto 55.100 domande d'asilo.</p>
<p>Che Parigi e Roma abbiano provato a ingraziarsi Bruxelles offrendole un aumento di competenze &egrave; comprensibile. Ma che la Commissione europea, garante dei trattati, si sia dimostrata disposta a svendere un principio chiave della costruzione europea, com'&egrave; quello della libera circolazione delle persone, &egrave; davvero preoccupante.</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 13 May 2011 14:18:07 +0100</pubDate><guid>652211</guid></item>
<item><title>Francia | Immigrati, il fiasco della linea dura</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/630781-immigrati-il-fiasco-della-linea-dura</link><description><![CDATA[<p>Lib&eacute;ration dedica la sua prima pagina agli immigrati tunisini sbarcati in Italia in questi giorni e <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/604561-francia-italia-scontro-tra-populismi" target="_self">arrestati in Francia</a>. Diverse decine tra i tunisini arrestati dalla polizia francese dopo aver varcato la frontiera italo-francese sono stati liberati questo fine settimana dopo essere comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari. A Marsiglia 35 immigrati sono stati rilasciati anche se la prefettura aveva chiesto l'autorizzazione a prolungare la loro detenzione per poterli ricondurre in Italia o in Tunisia. La giustizia ha ordinato la loro scarcerazione a causa degli errori di procedura commessi dai poliziotti nel corso degli arresti di massa. &quot;Gonfiare i muscoli si traduce in una sbandata giudiziaria&quot;,&nbsp;<a href="http://www.liberation.fr/societe/01012335049-exiles-tunisiens-les-gardes-a-vue-tombent-une-a-une" target="_self">commenta Lib&eacute;ration</a>, che si interroga sul &quot;senso di questa d&eacute;b&acirc;cle&quot; che contraddice le <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief-cover/590231-braccio-di-ferro-spese-dei-migranti" target="_self">dichiarazioni</a> roboanti delle autorit&agrave; francesi. Lib&eacute;ration cita anche l'analisi di uno degli avvocati francesi che hanno rappresentato i tunisini: &quot;Forse &egrave; una semplice operazione politica. Mostrano i muscoli per accontentare l'opinione pubblica, eseguono arresti mediatici anche se non portano a nulla&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 03 May 2011 12:42:05 +0100</pubDate><guid>630781</guid></item>
<item><title>Danimarca | Polemica sui costi dell'immigrazione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/628921-polemica-sui-costi-dell-immigrazione</link><description><![CDATA[<p>Da giorni in Danimarca imperversa la polemica. <a href="http://www.information.dk/dagensforside/02-05-2011" target="_self">Secondo Information</a> &quot;gli economisti autori del rapporto sul costo dell'immigrazione si oppongono al governo&quot;, accusando l'esecutivo di strumentalizzare il loro lavoro a fini politici. Redatto su richiesta del governo, il rapporto in questione viene impugnato dal Partito del popolo danese (forza di estrema destra che sostiene la maggioranza liberal-conservatrice in parlamento) e dal ministro dell'integrazione per chiedere nuove restrizioni in materia d'immigrazione. La Danimarca adotta gi&agrave; la legislazione pi&ugrave; dura d'Europa. Il 28 aprile il quotidiano conservatore Jyllands-Posten aveva scritto che &quot;le restrizioni per gli stranieri fanno risparmiare miliardi&quot;. Secondo il quotidiano lo studio quantifica il costo dell'immigrazione non occidentale per la societ&agrave; danese in 2,1 miliardi di euro, e dimostra che dall'arrivo al potere della destra nel 2001 il regno ha risparmiato circa 684 milioni di euro all'anno.</p>
<p>Su Information gli economisti smentiscono l'interpretazione del loro rapporto fatta dalla destra, precisando che non &egrave; possibile sapere in che modo gli immigrati di origine non occidentale influiscano sull'economia del regno. Secondo gli autori, infatti, le cifre citate non definiscono il costo complessivo degli immigrati. Per esempio lo studio non fa distinzione tra rifugiati e immigrati, che vivono situazioni molto diverse. Inoltre, data la percentuale pi&ugrave; elevata di bambini e giovani tra gli immigrati rispetto alla popolazione danese in generale, il fatto che i primi contribuiscano meno sul versante delle imposte &egrave; destinato a cambiare con il tempo. Per questo motivo la ricercatrice Marianne Frank Hansen &egrave; convinta che chiedere un inasprimento della legge sull'immigrazione sia &quot;una conclusione esagerata&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 02 May 2011 15:36:00 +0100</pubDate><guid>628921</guid></item>
<item><title>Polonia | La grande fuga della generazione perduta (Wprost, Varsavia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/626151-la-grande-fuga-della-generazione-perduta</link><description><![CDATA[Alla vigilia dell&#039;apertura del mercato del lavoro di Germania e Austria ai lavoratori dell&#039;Europa centrale e orientale, gli esperti temono un nuovo esodo. Ma per le autorità è un modo come un altro di affrontare la disoccupazione. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:56:08 +0100</pubDate><guid>626151</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Il ritorno degli egoismi nazionali</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/623471-il-ritorno-degli-egoismi-nazionali</link><description><![CDATA[<p>&quot;Considerare gli immigrati sbarcati a Lampedusa come un affare strettamente italiano &egrave; stato un errore da parte degli stati membri. Lasciando gli immigrati liberi di circolare in Europa, soprattutto in Francia, l'Italia ha gettato benzina sul fuoco&quot;, scrive&nbsp;<a target="_self" href="http://www.nrc.nl/ ">Nrc Handelsblad</a>, sottolineando la mancanza di solidariet&agrave; dimostrata dai ventisette di fronte al problema dei migranti provenienti dal Nordafrica.</p>
<p>Secondo il quotidiano olandese &quot;provvedimenti populisti come i controlli alle frontiere sono solo simbolici&quot;. Sarebbe invece pi&ugrave; efficace &quot;riconoscere la responsabilit&agrave; comune per le frontiere esterne dell'Europa e mettere in atto una politica di asilo e di immigrazione comune. Molto meglio che tornare indietro di 26 anni&quot;, a prima degli accordi di Schengen. </p>
<p>In un'intervista a Nrc Hugo Brandy del <a target="_self" href="http://www.cer.org.uk/ ">Centre for european reform</a> spiega che la &quot;crisi di Schengen &egrave; paragonabile a quella della moneta unica&quot;, in quanto &quot;sia la libera circolazione che l'euro si basano sulla fiducia reciproca. Alcuni paesi hanno tradito questa fiducia e sono arrivate le sanzioni. In entrambi i casi viene da chiedersi se la crisi rappresenti un passo indietro o se acceleri l'integrazione&quot;. &nbsp;</p>
<p><a target="_self" href="http://www.lemonde.fr/idees/article/2011/04/27/immigration-paris-et-rome-appellent-a-l-aide_1513385_3232.html">Le Monde prende le difese</a> degli accordi di Schengen, messi in dubbio da un flusso migratorio &quot;non di 'proporzioni bibliche', come lo ha definito Parigi, ma sicuramente importante&quot;:</p>
<blockquote><p>&quot;Stipulata negli anni ottanta ed essenzialmente pensata per i movimenti migratori interni all'Europa, la convenzione di Schengen &egrave;, con l'euro, uno dei traguardi pi&ugrave; importanti raggiunti dall'Europa: una moneta comune e l'abolizione delle frontiere: due simboli molto forti. Tuttavia bisogna adattare Schengen ai flussi migratori attuali. Ci&ograve; vuol dire che bisogna aiutare gli stati come Italia, Grecia e Spagna, situati ai limiti dell'Ue e incaricati di regolare i flussi migratori. Senza dubbio &egrave; necessario che l'Ue adotti una strategia d'investimento, aiuto e credito a lungo termine per i suoi vicini meridionali, affinch&eacute; la 'primavera araba non inneschi un aumento dell'immigrazione. Ma tutto ci&ograve; ha un costo, e questo rappresenta un grosso problema in una Ue dove l'idea stessa di solidariet&agrave; finanziaria rinforzata non &egrave; mai stata cos&igrave; tab&ugrave;. Una lettera franco-italiana a Bruxelles non sar&agrave; sufficiente&quot;. &nbsp;</p>
</blockquote>
<p><a target="_self" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=8666&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">Su La Stampa</a> lo storico Gian Enrico Rusconi sottolinea che l'attuale &quot;vicenda mediterranea-libica&quot; segna la fine ufficiale della &quot;triangolazione Italia-Francia-Germania che ha condizionato gran parte della storia europea&quot;.</p>
<blockquote><p>&quot;La Germania &egrave; ripiegata su se stessa. La Francia gioca le sue carte con sovrana disinvoltura. La Commissione europea si rivela una struttura decisionale insicura se non impotente. L&rsquo;Italia si sente vagamente vittima, alla fine si accoda ai pi&ugrave; forti, ma in fondo &egrave; alla deriva&quot;.</p>
</blockquote>
<p>Ricordando &quot;la lungimiranza&quot; e &quot;la determinazione&quot; dei politici tedeschi, francesi e italiani del dopoguerra, all'origine di quella &quot;dinamica tra le tre nazioni, che ha distrutto la vecchia Europa e ne costruisce una nuova&quot;, Rusconi afferma che questo &quot;ciclo sembra chiuso o quanto meno irrimediabilmente alterato&quot;.</p>
<blockquote><p>&quot;Le tre nazioni storiche sono tenute insieme &ndash; con un&rsquo;altra ventina di Stati &ndash; da vincoli istituzionali certamente significativi e persino irreversibili. Ma sono tutt&rsquo;altro che efficaci per affrontare problemi decisivi come l&rsquo;uso della forza militare, il controllo delle frontiere o le sfere di influenza. Per queste sembra essere restaurata di fatto la vecchia sovranit&agrave; nazionale. Ricompaiono le differenze o gli interessi nazionali enfaticamente dichiarati superati&quot;.&nbsp; &nbsp;</p>
</blockquote> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 28 Apr 2011 16:01:43 +0100</pubDate><guid>623471</guid></item>
<item><title>Francia-Italia | Amici per convenienza</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/619791-amici-convenienza</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Bombe italiane sulla Libia in cambio di una mano francese con gli immigrati&rdquo;: cos&igrave; l'editorialista della <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=8663&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_self">Stampa</a> Lucia Annunziata riassume il senso dell&rsquo;<a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/618621-l-europa-rialza-i-suoi-muri" target="_self">accordo</a> raggiunto ieri a Roma dal capo del governo italiano Silvio Berlusconi e dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Dopo giorni di tensioni, legate soprattutto alla gestione degli immigrati arrivati in Italia dai paesi del Maghreb, Roma e Parigi sembrano aver ritrovato una certa sintonia. Uno scambio di favori apparentemente ragionevole, scrive la Stampa, ma la cui &ldquo;parte pi&ugrave; gravosa spetta all&rsquo;Italia&rdquo;, che si &egrave; assunta l&rsquo;impegno concreto di bombardare la Libia. Da Parigi, invece, solo &ldquo;promesse impalpabilmente vaghe&rdquo; sulla riforma di Schengen C&rsquo;&egrave; tuttavia un fronte che &egrave; rimasto aperto: quello delle relazioni economiche tra i due paesi. Berlusconi ha archiviato il patriottismo economico, auspicando la nascita di grandi gruppi franco-italiani, e in cambio Sarkozy ha appoggiato la candidatura di <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/590841-super-mario-verso-francoforte" target="_self">Mario Draghi</a> alla guida della Bce. Eppure i contrasti delle ultime settimane non sembrano del tutto superati.</p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 27 Apr 2011 12:52:31 +0100</pubDate><guid>619791</guid></item>
<item><title>Schengen | L'Europa rialza i suoi muri (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/618621-l-europa-rialza-i-suoi-muri</link><description><![CDATA[Dopo le polemiche sul respingimento dei migranti alla frontiera tra Francia e Italia, a Roma Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi hanno cercato di ricucire con un vertice speciale in cui hanno auspicato la riforma del trattato di libera circolazione. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 26 Apr 2011 16:17:33 +0100</pubDate><guid>618621</guid></item>
<item><title>Belgio | La frode venuta dall'est</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/611311-la-frode-venuta-dall-est</link><description><![CDATA[<p><a href="http://destandaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=VT395FT2" target="_self">Secondo De Standaard</a> &quot;la lotta contro le frodi compiute da cittadini dell'est sta avendo successo&quot;. Ogni mese circa 250 europei dell'est, soprattutto romeni, polacchi e bulgari, fanno richiesta di iscrizione presso l'Istituto nazionale di assicurazioni sociali per i lavoratori indipendenti (<a href="http://www.rsvz.be/ " target="_self">Rsvz</a>). Lo status di lavoratore indipendente garantisce loro il diritto a restare in Belgio per pi&ugrave; di tre mesi e soprattutto quello all'<a href="http://www.belgium.be/fr/famille/aide_sociale/cpas/" target="_self">assistenza sociale</a>. Tuttavia dal primo ottobre 2010 l'Rsvz ha iniziato a controllare che gli iscritti siano effettivamente lavoratori autonomi. Secondo il quotidiano i controlli &quot;sembrano funzionare&quot;, e gi&agrave; due terzi dei casi esaminati hanno rivelato delle frodi: &quot;i colpevoli hanno perso il loro permesso di soggiorno e hanno ricevuto da parte del ministero degli esteri l'ordine di lasciare il paese&quot;, conclude il quotidiano.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 12:13:58 +0100</pubDate><guid>611311</guid></item>
<item><title>Regno Unito | Polacchi in bancarotta</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/611371-polacchi-bancarotta</link><description><![CDATA[<p>&quot;I polacchi in Gran Bretagna dichiarano bancarotta&quot;, <a target="_self" href="http://www.rp.pl/artykul/646175_Polscy-bankruci-z-Wysp.html">titola Rzeczpospolita</a>. Una vita al di sopra delle proprie possibilit&agrave; o l'intento di tornare a casa senza debiti sono le principali ragioni per cui migliaia di polacchi immigrati nel Regno Unito hanno dichiarato bancarotta negli ultimi anni, rivela il quotidiano di Varsavia. Nel 2010 le compagnie britanniche specializzate in consulenze di fallimento in lingua polacca hanno registrato un aumento del 20 per cento dell'attivit&agrave;. Secondo Andrzej Jaworski, proprietario della Zadłużona Wyspa agency, la maggior parte dei suoi clienti polacchi hanno dichiarato bancarotta dopo aver perso il lavoro. &quot;I polacchi non si aspettavano il crollo del mercato del lavoro e hanno comprato a rate auto costose, macchinari, pacchetti vacanze e vestiti di marca&quot;, sostiene Jaworski. I debiti possono arrivare anche a 400mila euro. Un imprenditore polacco da la colpa alle banche: &quot;se non fosse stato cos&igrave; facile ottenere un prestito dopo l'altro probabilmente starei ancora gestendo un'attivit&agrave; redditizia&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 12:02:36 +0100</pubDate><guid>611371</guid></item>
<item><title>Regno Unito | Cameron promette di ridurre l'immigrazione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/598861-cameron-promette-di-ridurre-l-immigrazione</link><description><![CDATA[<p>&quot;Cameron: il Regno Unito disgregato dall'immigrazione di massa&quot;, <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/immigration/8449324/David-Cameron-migration-threatens-our-way-of-life.html" target="_self">titola il Daily Telegraph</a> anticipando quello che definisce &quot;il pi&ugrave; schietto discorso&quot; del primo ministro sull'argomento. Sottolineando come l'immigrazione abbia portato un &quot;disagio&quot; a causa della mancata volont&agrave; di alcuni migranti di intergrarsi e imparare l'inglese, David Cameron prometter&agrave; di portare il numero di nuovi immigrati nell'ordine &quot;delle decine di migliaia e non delle centinaia di migliaia&quot;. Il quotidiano conservatore aggiunge che il primo ministro &quot;attaccher&agrave; lo stato assistenziale per aver creato una generazione di britannici scansafatiche. Dei 2,5 milioni di posti di lavoro in pi&ugrave; dal 1997 i tre quarti sono stati infatti occupati da immigrati&quot;. Ad ogni modo Cameron preciser&agrave; che non si tratta [del solito discorso] &quot;sugli immigrati che arrivano qui e ci rubano il lavoro&quot;.&nbsp;Secondo il primo ministro il &quot;vero problema&quot; &egrave; che &quot;gli immigrati stanno riempendo i buchi del mercato lavorativo lasciati aperti da uno stato sociale che per anni ha pagato i cittadini britannici per non lavorare&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 14 Apr 2011 11:37:43 +0100</pubDate><guid>598861</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Malta contro il diritto di residenza</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/597291-malta-contro-il-diritto-di-residenza</link><description><![CDATA[<p>&quot;I rigufiati e gli immigrati a cui &egrave; stato concesso lo status umanitario otterranno il diritto di residenza dopo cinque anni trascorsi in qualsiasi paese dell'Ue&quot; grazie a un emendamento a una direttiva Ue del 2003 <a target="_self" href="http://consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/jha/121483.pdf">adottato</a> l'11 aprile dal Consiglio Ue sulla giustizia e gli affari interni. Malta, uno dei paesi pi&ugrave; coinvolti dal fenomeno migratorio, ha gi&agrave; manifestato la sua opposizione.</p>
<p>La&nbsp;<a target="_self" href="http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l23034_en.htm">direttiva emendata dal Consiglio europeo</a> entrer&agrave; in vigore nel 2013 e &quot;conceder&agrave; una serie di nuovi diritti a centinaia di rifugiati e altri profughi provenienti dall'Africa subsahariana, equiparandoli ai cittadini di paesi esterni all'Unione europea che si trasferiscono sull'isola legalmente&quot;,&nbsp;<a target="_self" href="http://www.timesofmalta.com/articles/view/20110413/local/New-rights-for-immigrants.359707">riporta il Times of Malta</a>. La direttiva conceder&agrave; ai migranti anche il diritto di risiedere in altri paesi dell'Ue.</p>
<p>Il governo di Malta si &egrave; detto &quot;profondamente contrario&quot;. &quot;Nel 2008, quando per la prima volta la proposta &egrave; finita sul tavolo del ministero della giustizia e dell'interno, Malta &egrave; riuscita a bloccarla unilateralmente, poich&eacute; c'era bisogno dell'unanimit&agrave; per approvarla&quot;, ma non &egrave; stata in grado di rinviarne l'attuazione al 2018.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:13:29 +0100</pubDate><guid>597291</guid></item>
<item><title>Immigrazione | L'Ue vede il bluff dell'Italia (Libération, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/595751-l-ue-vede-il-bluff-dell-italia</link><description><![CDATA[Al vertice di Lussemburgo dell&#039;11 aprile i ministri dell&#039;Ue hanno respinto la proposta italiana di condividere l&#039;accoglienza dei migranti nordafricani. Roma esagera le proporzioni dell&#039;&quot;emergenza&quot;, e le regole di Schengen le danno torto. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 12 Apr 2011 16:49:02 +0100</pubDate><guid>595751</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Berlino non vuole più rifugiati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/592901-berlino-non-vuole-piu-rifugiati</link><description><![CDATA[<p>&quot;I rifugiati non devono venire in Germania&quot;, <a href="http://www.welt.de/debatte/article13130327/Italiens-schmutziger-Trick-ist-inakzeptable-Erpressung.html" target="_self">scrive Die Welt</a>. La posizione espressa dal quotidiano dovr&agrave; essere difesa da Berlino l'11 aprile in occasione di una riunione dei ministri europei dell'interno dedicata al problema dell'immigrazione. L'Italia invoca la solidariet&agrave; europea per far fronte all'ondata di migranti provenienti dal Nordafrica. &quot;Gli sporchi trucchi dell'Italia sono un ricatto inaccettabile&quot;, attacca il quotidiano conservatore, ammettendo tuttavia che &quot;&egrave; inammissibile che Italia e Malta debbano pagare il prezzo di un cambiamento che &egrave; nell'interesse di tutta l'Europa&quot;. Secondo Die Welt l'Unione dovrebbe investire di pi&ugrave; nei paesi arabi per facilitare i cambiamenti positivi e rinforzare la cooperazione per il controllo dei flussi migratori: &quot;Quello che &egrave; un grosso problema per l'Italia e per Malta diventerebbe un problema pi&ugrave; piccolo se il carico fosse diviso per ventisette&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 11 Apr 2011 12:54:24 +0100</pubDate><guid>592901</guid></item>
<item><title>Italia-Francia | Braccio di ferro a spese dei migranti</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/590231-braccio-di-ferro-spese-dei-migranti</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Immigrati, scontro Italia-Francia&rdquo;, <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/397021/" target="_self">titola La Stampa</a>. Dopo la decisione del governo italiano di concedere permessi di soggiorno temporanei ai <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/584871-lampedusa-rivela-i-limiti-dell-ue" target="_self">migranti</a> provenienti dal Nordafrica per allentare la pressione sui propri centri di detenzione, Parigi ha annunciato che non riconoscer&agrave; tali permessi e continuer&agrave; a respingere chi cerca di varcare le sue frontiere. Il ministro dell&rsquo;interno italiano Roberto Maroni, che oggi dovrebbe incontrare a Milano il suo omologo francese Claude Gueant per discutere la questione, ha risposto che per fare ci&ograve; la Francia dovrebbe &quot;uscire da Schengen o sospendere il trattato&quot;, e ha aggiunto: &quot;Capisco che ci sono le elezioni in Francia nel 2012 e che Sarkozy ha la concorrenza dell&rsquo;estrema destra, ma mostrare i muscoli &egrave; sbagliato&quot;. <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=8591&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_self">La Stampa conferma</a> la tesi di Maroni, ma ricorda anche che &ldquo;tra Francia e Italia &egrave; in corso da tempo una guerra fredda che ha per teatro soprattutto la finanza [con i casi Edison, <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/blog/573051-la-cordata-dei-volenterosi" target="_self">Parmalat</a> e Generali]&rdquo;, e che si ripercuote adesso &ldquo;sulla pelle di migliaia di migranti tunisini che parlano francese e vogliono la Francia&rdquo;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 08 Apr 2011 13:35:24 +0100</pubDate><guid>590231</guid></item>
<item><title>Diritto d’asilo | La politica comune è ancora lontana (Dagens Nyheter, Stoccolma)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/587031-la-politica-comune-e-ancora-lontana</link><description><![CDATA[L&#039;Unione vorrebbe dotarsi di regole comuni sui rifugiati, ma l&#039;avanzata dei partiti xenofobi in diversi paesi membri e l&#039;afflusso di migranti dall&#039;Africa del nord contribuiscono a rendere il dibattito pericolosamente teso. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 06 Apr 2011 17:31:55 +0100</pubDate><guid>587031</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Lampedusa rivela i limiti dell'Ue</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/584871-lampedusa-rivela-i-limiti-dell-ue</link><description><![CDATA[<p>La famosa frase di Giuseppe Tomasi di Lampedusa &ndash; &quot;se vogliamo che tutto rimanga per com'&egrave;, bisogna che tutto cambi&quot; &ndash; &egrave; stata smentita proprio a Lampedusa, <a href="http://wyborcza.pl/1,86117,9376927,Lampedusa_peka_w_szwach_od_nielegalnych_imigrantow.html" target="_blank">scrive Gazeta Wyborcza</a>. Mentre la Libia e la Tunisia sono scosse dalle rivoluzioni, &quot;una spaventosa ondata di famiglie di migranti disperati si &egrave; abbattuta sull'isola italiana con la forza di uno tsunami, e la situazione &egrave; diventata tragica&quot;. &quot;Lampedusa si &egrave; trasformata in un indice delle capacit&agrave; limitate dell'Europa in termini di immigrazione clandestina e politiche di asilo&quot;, nota il quotidiano. A tal proposito Gazeta Wyborcza sottolinea come l'agenzia <a href="http://www.frontex.europa.eu/" target="_blank">Frontex</a>, incaricata del controllo delle frontiere dell'Unione, non abbia a disposizione mezzi propri e sia costretta a chiedere agli stati membri di fornirle uomini e fondi. Sull'immigrazione la solidariet&agrave; europea &egrave; a dir poco limitata. Inoltre la burocrazia di Bruxelles si &egrave; dimostrata in pi&ugrave; di un'occasione &quot;impotente&quot; o dipendente dalla buona volont&agrave; degli stati membri. &quot;Un dignitario [dell'Ue] ha recentemente dichiarato che i migranti dovrebbero essere rispediti nel loro paese d'origine. Per quale motivo? Per dar loro nuovamente il 'benvenuto' il giorno dopo? Perch&eacute; invece non li anneghiamo durante il viaggio?&quot;, si chiede ironicamente Gazeta Wyborcza. </p>
<p>&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Tue, 05 Apr 2011 15:54:01 +0100</pubDate><guid>584871</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Berlusconi a Tunisi per arginare la crisi</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/582101-berlusconi-tunisi-arginare-la-crisi</link><description><![CDATA[<p>&quot;Il piano italiano per i migranti&quot;, titola il Corriere della Sera. &quot;Con un cospicuo carico di speranze e di soldi (sino a 300 milioni di euro di aiuti)&quot;, il 4 aprile Silvio Berlusconi e il ministro dell'interno Roberto Maroni sono arrivati a Tunisi per convincere il governo provvisorio ad accettare il rimpatrio di centinaia di tunisini immigrati in Italia, <a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_04/immigrati-berlusconi-e-maroni-a-tunisi-premier-preoccupato-per-la-linea-leghista-marco-galluzzo_1e6a861e-5e7e-11e0-b025-06c58bf39633.shtml" target="_blank">riferisce il quotidiano</a>. Berlusconi spera cos&igrave; di allentare le tensioni sorte con gli alleati della Lega nord, che rifiutano l'idea di distribuire tra i paesi Ue i nordafricani sbarcati nelle ultime settimane perch&eacute; equivarrebbe a una &quot;sanatoria&quot;. Nei giorni scorsi migliaia di migranti sono stati <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_04/lampedusa-manduria-cronaca_68dc7504-5e9c-11e0-b025-06c58bf39633.shtml" target="_blank">trasferiti da Lampedusa</a> alla terraferma, ma decine di essi sono poi fuggiti da un centro di detenzione in Puglia. Il premier ha anche concordato con Nicolas Sarkozy un vertice Italia-Francia sull'immigrazione, un &quot;primo passo di riavvicinamento&quot; dopo il gelo seguito alle <a href="http://www.presseurop.eu/fr/content/news-brief-cover/563661-tensions-entre-rome-et-paris" target="_blank">polemiche sull'intervento in Libia</a>, secondo il Corriere.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 04 Apr 2011 13:30:17 +0100</pubDate><guid>582101</guid></item>
<item><title>Immigrazione | Ventimiglia andata e ritorno (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/576731-ventimiglia-andata-e-ritorno</link><description><![CDATA[Dopo la traversata del Mediterraneo e la fuga dai cie italiani, i migranti cercano di entrare in Francia per riabbracciare i parenti e cercare un lavoro. Ma la polizia francese continua a respingerli, e nella cittadina di frontiera si prepara un&#039;altra emergenza. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 30 Mar 2011 17:05:12 +0100</pubDate><guid>576731</guid></item>
<item><title>Italia | Lampedusa, Maroni alza la voce</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/571991-lampedusa-maroni-alza-la-voce</link><description><![CDATA[<p>L&rsquo;emergenza rifugiati a Lampedusa continua a peggiorare. Il 27 marzo &egrave; stata una <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_28/lampedusa-immigrati-arrivi_acb0ea3e-5902-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml">giornata record per gli sbarchi</a>, con duemila arrivi in 24 ore che hanno portato il totale degli ospiti delle sovraffollate strutture dell&rsquo;isola a oltre settemila. In un&rsquo;<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/11_marzo_28/sarzanini-intervista-maroni-avverte-regioni-accogliete-immigrati_9e576866-58fb-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml">intervista al Corriere della Sera</a> il ministro dell&rsquo;interno Roberto Maroni si &egrave; rivolto alle regioni italiane, che non vogliono accogliere i rifugiati destinati loro dal piano del governo, e ha accusato la Tunisia di non rispettare gli accordi sull&rsquo;immigrazione, minacciando il rimpatrio unilaterale dei migranti tunisini. Maroni ha anche ribadito l&rsquo;opposizione della Lega Nord all&rsquo;intervento in Libia, definito &ldquo;pantano&rdquo;, ed espresso sostegno al piano di transizione &ldquo;soft&rdquo; che Italia e Germania presenteranno il 29 marzo al <a target="_blank" href="http://www.fco.gov.uk/en/news/latest-news/?id=571386382&amp;view=News">vertice della coalizione</a> a Londra come alternativa alle proposte franco-britanniche.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 28 Mar 2011 13:41:43 +0100</pubDate><guid>571991</guid></item>
</channel></rss>
