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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[1989]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language><item><title>Romania | La rivoluzione non è mai successa (Jurnalul Naţional, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1315571-la-rivoluzione-non-e-mai-successa</link><description><![CDATA[Dicembre è il mese in cui i paesi dell&#039;Europa centro-orientale celebrano la caduta dei regimi comunisti. Ma a parte il consumismo e la televisione il 1989 sembra aver lasciato loro ben poco. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 15:59:32 +0100</pubDate><guid>1315571</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | L'Europa non è solo shopping (Lidové noviny , Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1310871-l-europa-non-e-solo-shopping</link><description><![CDATA[A oltre vent&#039;anni del &quot;ritorno all&#039;Europa&quot; realizzato da Václav Havel, il dibattito tra sostenitori e avversari dell&#039;Unione europea è ancora troppo superficiale. La società ceca non sembra aver capito cosa c&#039;è in ballo. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 20 Dec 2011 15:24:42 +0100</pubDate><guid>1310871</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Václav Havel, un simbolo suo malgrado (Hospodářské noviny, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/1307241-vaclav-havel-un-simbolo-suo-malgrado</link><description><![CDATA[Anche se non aveva mai amato il potere, l&#039;ex presidente ceco si è ritrovato a dover guidare il suo paese nei difficili anni della transizione postcomunista (Article)]]></description><pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:32:20 +0100</pubDate><guid>1307241</guid></item>
<item><title>Con Václav Havel l'Europa ha perso un padre</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/press-review/1306991-con-vaclav-havel-l-europa-ha-perso-un-padre</link><description><![CDATA[<div class="extract"><div class="intror"><div>Sul quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, l&#039;ex dissidente <a href="http://wyborcza.pl/8,76842,6159919.html" target="_self">Adam Michnik rende omaggio</a> al suo vecchio compagno di lotta contro il comunismo:</div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/GazetaWyborcza-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Václav Havel ha vissuto nella verità contro il conformismo generale e l&#039;ipocrisia. Scrittore e dissidente, Havel era un oppositore attivo e scriveva opere teatrali e saggi. Ha incarnato tutte queste qualità in modo quasi perfetto […]. Nel 1983 si è interrogato sulla natura degli scrittori dissidenti e ha concluso che sono gli unici a dire ad alta voce quello che tutti sanno ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare apertamente. Anche se l&#039;idea di incarnare la coscienza della nazione sembra loro insopportabile, i "dissidenti" parlano per chi rimane in silenzio; rischiano la vita al posto di chi non osa farlo. […] La vita e l&#039;eredità di Havel sono la sintesi dell&#039;umiltà e dell&#039;orgoglio, dell&#039;eroismo senza concessioni e del sarcasmo autoironico. Havel era scevro da qualunque vanità, odio o fanatismo. Ribelle contro la dittatura e gli stereotipi del suo tempo, ha continuato instancabilmente a combattere il conformismo dei suoi connazionali.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div><span>Su Adevărul <a href="http://www.adevarul.ro/grigore_cartianu/Havel-rockerii_si_minerii_7_611408855.html" target="_self">Grigore Cartianu scrive</a> che con la morte di Havel &quot;il continente &egrave; pi&ugrave; triste e l&#039;inverno pi&ugrave; grigio&quot;. Il direttore del quotidiano di Bucarest ricorda un testo del 2007, nel quale si rammaricava per la cattiva sorte dei romeni che non hanno avuto una figura luminosa come l&#039;ex presidente cecoslovacco:</span></div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Adevarul-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Nel 2002, quando ho saputo che Havel aveva chiamato i Rolling Stones a Praga per celebrare insieme il compleanno di Mick Jagger, mi sono improvvisamente ricordato che nel 1990 [il primo presidente postcomunista romeno] Ion Iliescu aveva chiamato i minatori a Bucarest [per reprimere le manifestazioni contro il nuovo regime]. Due presidenti, due filosofie.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div><span>Il tedesco <a href="http://www.tagesspiegel.de/politik/keiner-tat-so-viel-fuer-die-tschechisch-deutsche-aussoehnung/5973060.html" target="_self">Tagesspiegel osserva</a> che Havel </span></div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Tagesspiegel-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">ha influenzato in modo stabile la situazione geopolitica del suo paese e quella dell&#039;Europa centrale e orientale. […] Ma ha anche sostenuto la partecipazione di questi paesi alla guerra in Iraq guidata dagli Stati Uniti [nel 2003], cosa che ha suscitato non poca irritazione. Era un uomo di stato sempre capace di sorprendere con le sue posizioni. […] I tedeschi in particolare devono ricordarsi di lui con riconoscenza, perché si è impegnato più di chiunque altro per la riconciliazione ceco-tedesca. Appena eletto presidente ha sorpreso i suoi compatrioti e la Repubblica federale con un gesto altamente simbolico, che lasciava intravedere l&#039;uomo di teatro: lo stesso giorno ha effettuato due visite ufficiali a Berlino (est) e a Monaco, collegando due date traumatiche per i cechi: nella mattina a Berlino, dove Hitler costrinse il ministro-presidente ceco alla capitolazione; nel pomeriggio a Monaco, dove fu concluso l&#039;accordo del 1938 che significava la fine della Cecoslovacchia libera e l&#039;inizio della guerra.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div>Sul Guardian lo storico <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/dec/18/vaclav-havel-chang" target="_self">Timothy Garton Ash definisce</a> Havel il &quot;personaggio principale di un&#039;opera teatrale che ha cambiato la storia&quot;:</div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/TheGuardian-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Havel è stata una delle figure più rappresentative dell&#039;Europa della fine del Ventesimo secolo. Non era solo l&#039;archetipo del dissidente […], è stato l&#039;iniziatore dell&#039;autentica Rivoluzione di velluto, che ha fornito l&#039;etichetta applicata a molte altre proteste di massa non violente dopo il 1989.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div>Con la sua prima pagina dedicata al &quot;dissidente&quot;, <a href="http://www.liberation.fr/monde/01012378462-une-vie-une-uvre" target="_self">Lib&eacute;ration riprende</a> le parole di Milan Kundera, per il quale &quot;la pi&ugrave; bella opera di Havel &egrave; stata la sua vita&quot;:</div></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/Liberation-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Con un piccolo numero di dissidenti, Havel ha condiviso l&#039;idea della &#039;via della verità&#039; contro la propaganda, ha reinventato &#039;il potere dei senza-potere&#039; e ha relegato il comunismo al grande museo delle illusioni perdute. All&#039;etica della convinzione, Havel ha unito il principio di responsabilità: il &#039;dissidente&#039; si è fatto responsabile politico, assumendo il potere che il destino gli ha affidato e rifiutando lo status di vittima. Non dobbiamo dimenticarci che appena eletto ha detto ai suoi connazionali che tutti, a livelli diversi, hanno &#039;contribuito a creare e alimentare il sistema totalitario&#039;. In questi tempi di rivoluzioni e transizioni febbrili, va ricordata un&#039;altra lezione di questo presidente-filosofo: Havel ha rifiutato il disordine dei regolamenti di conti e i rischi di una giustizia sommaria. […] Solo a queste condizioni è possibile radicare il fermento della democrazia.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><p>Su Repubblica Sandro Viola, che aveva incontrato Havel prima della caduta del comunismo, rende omaggio alla memoria dell&#039;ultimo dei politici &quot;moralisti&quot;:</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/LaReppublica-12192011-100_0.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">Non era restato che lui, infatti, a incarnare un modello nuovo di statista. Lo statista che va al potere portandosi dietro non soltanto gli interessi di parte, l&#039;ambizione personale, la capacità di galleggiare tra le miserie della politica, ma anche una visione dell&#039;uomo e del mondo più ampia, più alta, di quelle che cogliamo nei governanti europei.</p></div><div class="extract"><div class="intror"><div><em><span id="internal-source-marker_0.988902771146968">&ldquo;Un petit peu de Havel rue de la Loi</span></em><span id="internal-source-marker_0.988902771146968"> [o&ugrave; se trouvent le Parlement et le gouvernement belges]<em> ne ferait pas de mal&rdquo;</em>,</span><span> </span><a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/2462/Standpunt/article/detail/1364989/2011/12/19/Iconen.dhtml" target="_blank"><span>&eacute;crit</span></a><span> dans un &eacute;ditorial Steven Samyn, du quotidien flamand <em>De Morgen</em>. En &eacute;voquant le documentaire</span><span> </span><a href="http://www.obcanhavel.cz/index.php?lang=czech" target="_blank"><em><span>Občan Have</span></em><span>l </span></a><span>(&ldquo;Citoyen Havel&rdquo;) de Pavel Kouteck&yacute; et Miroslav Janek, o&ugrave; l&rsquo;on assiste &agrave; la perte de l&rsquo;innocence des politiques tch&egrave;ques et slovaques apr&egrave;s la chute du communisme et leur glissement vers le cynisme des intrigues de parti, Samyn note que l&rsquo;on y voit</span></div>
<p>&quot;Un po&#039; di Havel a rue de la Loi [sede del parlamento e del governo belga] non farebbe certo male&quot;, recita l&#039;<a href="http://www.demorgen.be/dm/nl/2462/Standpunt/article/detail/1364989/2011/12/19/Iconen.dhtml" target="_self">editoriale di De Morgen</a>. Evocando il documentario <a href="http://www.obcanhavel.cz/index.php?lang=czech" target="_self"><em>Občan Havel</em></a> (&quot;Cittadino Havel&quot;) di Pavel Kouteck&yacute; e Miroslav Janek, nel quale si assiste alla perdita dell&#039;innocenza dei politici cechi e slovacchi dopo la caduta del comunismo e il loro progressivo passaggio verso il cinismo degli intrighi di partito, De Morgen parla di</p></div><img src="http://www.presseurop.eu/files/DeMorgen-12192011-100.jpg" alt="" class="iquote" /><p class="quote">un uomo modesto, rimasto fedele ai suoi principi anche se fuori moda. Ha continuato a difendere i rom, anche se questo rappresentava un suicidio politico.</p></div> (Rassegna stampa)]]></description><pubDate>Mon, 19 Dec 2011 15:31:40 +0100</pubDate><guid>1306991</guid></item>
<item><title>Nord Africa | La nuova frontiera d'Europa (La Stampa, Torino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/521391-la-nuova-frontiera-d-europa</link><description><![CDATA[Trent&#039;anni fa nessuno avrebbe previsto il processo che ha portato i membri del Patto di Varsavia nell&#039;Ue. Ora che un terremoto simile investe i paesi arabi, Bruxelles deve offrire loro la stessa opportunità di rafforzare le neonate democrazie. (Article)]]></description><pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:49:07 +0100</pubDate><guid>521391</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Addio a un simbolo della dissidenza</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/455081-addio-un-simbolo-della-dissidenza</link><description><![CDATA[<p>Insieme a tutta la stampa nazionale, <a target="_blank" href="http://www.lidovky.cz/zemrel-jiri-dienstbier-prvni-polistopadovy-ministr-zahranici-p7x-/ln_domov.asp?c=A110108_145841_ln_domov_mev">Lidov&eacute; Noviny rende omaggio</a> a &quot;un grande della politica ceca&quot;. Jiř&iacute; Dienstbier, scomparso l'otto gennaio a 73 anni, &egrave; stato &quot;un personaggio chiave della rivoluzione del 1989&quot;, ricorda il quotidiano citando le parole del presidente V&aacute;clav Klaus. Giornalista fino all'invasione sovietica del 1968, firmatario della Charta 77 e perseguitato dal regime comunista, Dienstbier &egrave; stato un membro attivo della dissidenza prima di diventare il primo ministro degli esteri della Cecoslovacchia post-comunista. Adam Michnik, caporedattore di Gazeta Wyborcza, <a target="_blank" href="http://www.lidovky.cz/sbohem-jirko-a-diky-za-lenost-dio-/ln_noviny.asp?c=A110110_000047_ln_noviny_sko&amp;klic=240727&amp;mes=110110_0">ricorda</a> gli incontri tra gli oppositori cecoslovacchi e quelli polacchi nei Monti dei giganti, al confine tra i due paesi, e una frase di Dienstbier: &quot;siamo stati costretti a fare la rivoluzione perch&eacute; eravamo stanchi di arrampicarci su per le montagne ogni volta che volevamo incontrare Jacek Kuroń e gli altri amici polacchi&quot;.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 10 Jan 2011 13:16:26 +0100</pubDate><guid>455081</guid></item>
<item><title>Romania | Rivelazioni shock sul 1989</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/435281-rivelazioni-shock-sul-1989</link><description><![CDATA[<p>&quot;Ho ucciso durante la Rivoluzione&quot;, <a href="http://www.romanialibera.ro/exclusiv-rl/documentar/exclusiv-corneliu-stoica-am-ucis-la-revolutie-210385.html" target="_blank">titola Rom&acirc;nia liberă</a> pubblicando la testimonianza di Corneliu Stoica, ex campione internazionale di tiro a segno, sul suo ruolo durante rivoluzione del 1989. A quasi ventun anni dalla caduta del regime comunista di&nbsp; Nicolae Ceauşescu, l'associazione &quot;21 dicembre 1989&quot; ha svelato alcune delle deposizioni rese dai protagonisti dell'epoca davanti al pubblico ministro, prima che fosse fermata l'inchiesta sull&rsquo;uccisione di circa 1.200 manifestanti a partire dal 22 dicembre. Stoica ha affermato di aver ucciso diverse persone su richiesta di Dan Iosif, uno dei pi&ugrave; stretti collaboratori del leader della rivoluzione Ion Iliescu. L'ex atleta faceva parte di un gruppo di tiratori che il 22 dicembre, giorno della fuga di Ceauşescu, apr&igrave; il fuoco sui manifestanti. La sua testimonianza, nota Rom&acirc;nia Liberă, rafforza la tesi di un colpo di stato ordito da Iliescu e Iosif. &nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 20 Dec 2010 13:39:41 +0100</pubDate><guid>435281</guid></item>
<item><title>Riunificazione | Una moneta, una Germania (Der Spiegel, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/351541-una-moneta-una-germania</link><description><![CDATA[L&#039;abbandono del marco e l&#039;adesione al progetto dell&#039;euro sono state il prezzo pagato dal governo tedesco per il via libera di Parigi all&#039;annessione dell&#039;Rdt? Alcuni documenti riservati gettano nuova luce sulle trattative tra Kohl e Mitterrand. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 01 Oct 2010 17:52:07 +0100</pubDate><guid>351541</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Il figlio della rivoluzione di velluto compie vent'anni</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/224501-il-figlio-della-rivoluzione-di-velluto-compie-vent-anni</link><description><![CDATA[<p>Per il suo ventesimo compleanno, il settimanale <a target="_blank" href="http://www.reflex.cz/">Reflex</a> si &egrave; rifatto il look. &quot;Reflex &egrave; nato all'epoca della rivoluzione ed &egrave; essa stessa una celebrazione della libert&agrave;&quot;, scrive il direttore Pavel &Scaron;afr in un editoriale che sottolinea l'importanza di continuare a scegliere una linea provocatoria. L'ultimo numero ne &egrave; un esempio: un'edizione speciale celebrativa di 200 pagine, la cui copertina mostra le caricature dei protagonisti della scena politica del paese ispirandosi a quella dell'album dei Beatles Sgt. Pepper's. Al centro dell'immagine troneggia il presidente V&aacute;clav Klaus vestito da capo indiano. All'interno della rivista un lungo dossier affronta i temi della campagna elettorale e delle elezioni legislative in programma il 28 e 29 maggio. Anche se i sondaggi propendono sempre di pi&ugrave; per una vittoria della sinistra, il settimanale conservatore non getta la spugna e pubblica un manifesto contro il pensiero di sinistra e la politica socialdemocratica.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 02 Apr 2010 17:05:20 +0100</pubDate><guid>224501</guid></item>
<item><title>Romania | La rivoluzione confiscata (România libera, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/158971-la-rivoluzione-confiscata</link><description><![CDATA[Il 21 dicembre 1989 Nicolae Ceausescu veniva fischiato durante un discorso. Venti anni dopo, la sua caduta nelle ore successive rimane ancora un mistero. Quel che è certo è che di quegli avvenimenti sanguinosi trassero vantaggio i gerarchi del regime.  (Article)]]></description><pubDate>Mon, 21 Dec 2009 16:49:50 +0100</pubDate><guid>158971</guid></item>
<item><title>Europa orientale | Radio Free Europe, la voce dei dissidenti (Jurnalul Naţional, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/157351-radio-free-europe-la-voce-dei-dissidenti</link><description><![CDATA[Durante il comunismo Radio Free Europe era l&#039;unico mezzo per informarsi su quello che succedeva in Europa e nel mondo. Alla vigilia del ventesimo anniversario della rivoluzione che ha portato alla caduta di Nicolae Ceausescu, i romeni rendono omaggio alla radio che era diventata l&#039;incubo del regime.  (Article)]]></description><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:33:58 +0100</pubDate><guid>157351</guid></item>
<item><title>Romania | La generazione perduta dell&#039;89 (Dilema Veche, Bucarest)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/155001-la-generazione-perduta-dell89</link><description><![CDATA[Hanno fra 20 e 40 anni e sono nati all&#039;epoca in cui il regime di Ceausescu vietava la contraccezione e l&#039;aborto. Hanno fatto loro la rivoluzione del 1989, ma sono i più giovani ad approfittarne. Ritratto di una generazione sacrificata. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 17:07:53 +0100</pubDate><guid>155001</guid></item>
<item><title>Romania | Una pagina difficile da voltare (Libération, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/150081-una-pagina-difficile-da-voltare</link><description><![CDATA[Il 6 dicembre i romeni eleggeranno il loro presidente, al termine di una campagna elettorale dominata da due questioni fondamentali: la corruzione e l&#039;eredità del comunismo. Secondo Julia Kristeva solo la cultura continua a legare il paese all&#039;Europa.   (Article)]]></description><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 16:15:17 +0100</pubDate><guid>150081</guid></item>
<item><title>Europa centro-orientale | A ciascuno la sua transizione (Hospodářské noviny, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/148771-ciascuno-la-sua-transizione</link><description><![CDATA[Dopo il 1989, i paesi dell&#039;ex blocco comunista hanno dovuto reinventarsi. Ognuno lo ha fatto a modo suo e con più o meno successo, come osserva il quotidiano ceco Hospodářské Noviny nella sua rassegna dei diversi modelli. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:05:46 +0100</pubDate><guid>148771</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | I giovani si appropriano della democrazia (Respekt, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/147081-i-giovani-si-appropriano-della-democrazia</link><description><![CDATA[Di fronte a una classe politica sempre più contestata, gli studenti di Praga hanno deciso di confrontare il loro punto di vista con quello di alcuni dirigenti politici. L&#039;obiettivo è quello di cambiare prospettiva e di preparare un rinnovamento del paesaggio democratico. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:41:06 +0100</pubDate><guid>147081</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Dito medio alla rivoluzione di velluto</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/142551-dito-medio-alla-rivoluzione-di-velluto</link><description><![CDATA[<p>Gli abitanti di Praga non sembrano averci fatto caso, ma la targa in bronzo installata sul viale Nazionale per commemorare la rivoluzione di velluto del 1989 ha subito una trasformazione poco dopo le cerimonie ufficiali dell'anniversario del 17 novembre. Le mani che simboleggiano la vittoria del popolo sono state infatti affiancate da due altri gruppi di mani: da una parte i saluti nazisti che ricorda l'occupazione hitleriana del novembre 1939, dall'altro diti medi alzati che indicano quel che resta della memoria dell'89 venti anni dopo.</p>
<p><img hspace="10" alt="" src="http://www.presseurop.eu/files/images/picture/tyden-monument.jpg" /></p>
<p><a href="http://www.tyden.cz/rubriky/kultura/vytvarne-umeni/pamatnik-17-listopadu-na-narodni-tride-hajluje-a-fuckuje_149002.html">Sul sito del settimanale T&yacute;den</a>, Roman T&yacute;c, membro del colletivo <a href="http://www.ztohoven.com/">Ztohoven</a> e autore dell'installazione, battezzata &quot;Non c'&egrave; niente da festeggiare&quot;, spiega il suo gesto. &quot;I cechi hanno fatto il saluto romano durante l'occupazione tedesca e molti lo fanno ancora oggi. Di conseguenza il gesto della vittoria dell'89 non mi sembra pertinente. Del resto anche il primo ministro Mirek Topol&aacute;nek [durante una seduta del parlamento] e il cantante Karel Gott hanno alzato il dito in pubblico&quot;.</p>
<p><em>Foto: <em>Karel &Scaron;anda/Tyden.cz</em></em></p> (News in brief)]]></description><pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:36:24 +0100</pubDate><guid>142551</guid></item>
<item><title>Ex–Cecoslovacchia | La rivoluzione masochista (Lidové noviny , Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/138591-la-rivoluzione-masochista</link><description><![CDATA[La pacifica caduta del regime comunista cecoslovacco, il 17 novembre 1989, non è stata caratterizzata dalla tipica eccitazione rivoluzionaria. Jiří Peňás fornisce un&#039;interpretazione psicoanalitica dell&#039;evento.  (Article)]]></description><pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:55:22 +0100</pubDate><guid>138591</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Rivoluzione? Quale rivoluzione?</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/136141-rivoluzione-quale-rivoluzione</link><description><![CDATA[<p>I cechi festeggeranno il ventesimo anniversario della Rivoluzione di velluto? &ldquo;Lo stato ha dimenticato le cerimonie per il 17 novembre&rdquo;, <a href="http://www.lidovky.cz/stat-zapomnel-na-oslavy-vyroci-17-listopadu-fke-/ln_domov.asp?c=A091111_222705_ln_domov_pks">denuncia Lidov&eacute; Noviny</a>. Il quotidiano scrive che &ldquo;se non fosse per le iniziative di alcune associazioni, per le&nbsp; strade di Praga non accadrebbe nulla&rdquo;, e aggiunge che il sindaco della capitale ha giudicato &ldquo;troppo spettacolari&rdquo; le cerimonie appena organizzate a Berlino. Grazie all&rsquo;associazione <a href="http://www.oponaops.eu/">Opona</a> (&ldquo;La cortina&rdquo;), i praghesi potranno dunque festeggiare la caduta del regime comunista con un corteo che si concluder&agrave; con un concerto. Il 14 novembre l&rsquo;ex presidente V&aacute;clav Havel organizza un concerto in un'antica chiesa, a cui ha invitato Lou Reed. Il presidente V&aacute;clav Klaus, invece, preferisce rievocare la ricorrenza circondato da &ldquo;gente normale&rdquo;, lontano dal Castello di Praga, e presentando&nbsp; il proprio nuovo libro intitolato Kde zač&iacute;n&aacute; z&iacute;třek (Dove inizia il domani).&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:36:42 +0100</pubDate><guid>136141</guid></item>
<item><title>Post 1989 | Il muro cade anche a New York</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/135201-il-muro-cade-anche-new-york</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;L'&lsquo;Autunno delle nazioni&rsquo;, come sono state soprannominate le rivoluzioni del 1989 che portarono alla caduta del Comunismo in Europa centrale e orientale, &egrave; il tema centrale di un grande festival a New York&rdquo;, <a href="http://www.cotidianul.ro/spectacolul_revolutiei_dupa_20_de_ani_la_ny-102853.html">riferisce Cotidianul</a>. Organizzata dalla <a href="http://www.nypl.org/research/lpa/lpa.html">New York Public Library for the Performing Arts</a>, in collaborazione con vari istituti di cultura europei, &ldquo;<a href="http://www.performingrevolution.org/">PerfRevolution</a> &ndash; Performing Revolution in Central and Eastern Europe&quot; ha aperto i battenti il 6 novembre&nbsp;per restare aperta fino al 20 marzo 2010. Si avvicenderanno vari artisti provenienti dai paesi ex comunisti (Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania, Polonia, ex Jugoslavia, Romania e Ungheria): il quotidiano precisa che il festival artistico vuole mettere l&rsquo;accento sulle modalit&agrave; con le quali gli artisti hanno cercato, a volte riuscendoci, di superare le barriere della censura comunista.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Wed, 11 Nov 2009 13:06:56 +0100</pubDate><guid>135201</guid></item>
<item><title>Germania | Da quando è caduto il muro (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/134161-da-quando-e-caduto-il-muro</link><description><![CDATA[Il 9 novembre la Germania unita e l&#039;Europa pacificata festeggiano l&#039;anniversario della caduta del muro di Berlino, simbolo della fine della Guerra fredda. La stampa europea celebra la ricorrenza, ma nota che la scomparsa del mondo bipolare non è stata solo un bene per il vecchio continente. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:02:53 +0100</pubDate><guid>134161</guid></item>
<item><title>1989 | Non scordiamoci della Polonia (Polska The Times, Varsavia)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/133701-non-scordiamoci-della-polonia</link><description><![CDATA[Per il mondo intero è il crollo del muro di Berlino il simbolo della fine del comunismo in Europa. Ma è in Polonia che cinque mesi prima si erano svolte le prime elezioni libere, che avevano spianato la strada al cambiamento. Secondo Jacek Stawiski, però, hanno avuto un impatto meno evidente rispetto alle suggestive foto dell’abbattimento del muro. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:49:34 +0100</pubDate><guid>133701</guid></item>
<item><title>Bertrams, Het Parool (Amsterdam) | Già vent&#039;anni | Cartoon (, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/picture/133261-gia-ventanni</link><description><![CDATA[ (Cartoon) (Cartoon)]]></description><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:47:23 +0100</pubDate><guid>133261</guid></item>
<item><title>Torre di Babele | Spalle al muro (Cafébabel.com, Parigi)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/131761-spalle-al-muro</link><description><![CDATA[Nel 1989 sono crollati 140 chilometri di muro e centinaia di espressioni hanno trovato un nuovo significato. Cafebabel.com ne cita alcuni esempi. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 00:30:43 +0100</pubDate><guid>131761</guid></item>
<item><title>Germania | L&#039;inganno dell&#039;unità (Cicero, Berlino)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/132851-linganno-dellunita</link><description><![CDATA[Troppo intenti ad adattarsi a una nuova società, i tedeschi dell’est non hanno potuto saldare i loro conti con la Ddr. E difficilmente si potrà aprire un vero dibattito senza mettere in discussione il mito della riunificazione, osserva lo scrittore Thomas Brussig.  (Article)]]></description><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:06:37 +0100</pubDate><guid>132851</guid></item>
<item><title>Polonia-Repubblica Ceca | Solidarietà underground (Respekt, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/129341-solidarieta-underground</link><description><![CDATA[Ottobre 1989: esponenti dell&#039;underground  polacco e cecoslovacco si ritrovano a Wrocław, in Polonia, dove danno vita a un festival di cultura indipendente. Vent&#039;anni più tardi, la città polacca e Praga ricordano con un concerto e una mostra lo spirito di solidarietà di quegli artisti dissidenti. (Article)]]></description><pubDate>Mon, 02 Nov 2009 17:26:08 +0100</pubDate><guid>129341</guid></item>
<item><title>Germania | Margot Honecker e i bei tempi andati</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/127971-margot-honecker-e-i-bei-tempi-andati</link><description><![CDATA[<p>&ldquo;Margot Honecker celebra i 60 anni della Repubblica Democratica tedesca&rdquo;, <a href="http://www.bild.de/BILD/politik/2009/10/30/margot-honecker/wir-sind-nicht-totzukriegen.html">titola Bild</a>, che ha scoperto su internet un filmato che mostra la vedova dell&rsquo;ex presidente dell'Rdt Erich Honecker che festeggia in Cile, dove vive dalla caduta del muro. Circondata da amici cileni fuggiti in Germania orientale dopo il golpe del 1973, canta vecchie canzoni comuniste e posa davanti alla bandiera con falce e martello. L&rsquo;82enne &egrave; dispiaciuta che &ldquo;oggi in Germania ci sia una campagna contro il socialismo, ma &egrave; destinata a fallire. Il 50 per cento dei tedeschi dell&rsquo;est afferma che la vita sotto il capitalismo &egrave; peggiore rispetto ad allora e sono sempre pi&ugrave; numerosi coloro che ricordano con nostalgia il comunismo&rdquo;. La signora Honecker si rallegra invece del successo della Linke, il partito di sinistra che ha ottenuto il 12 per cento dei voti alle ultime legislative, alcuni dei cui leader sono ex responsabili politici dell&rsquo;Rdt.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:16:23 +0100</pubDate><guid>127971</guid></item>
<item><title>Repubblica Ceca | Una generazione disillusa (El País, Madrid)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/126711-una-generazione-disillusa</link><description><![CDATA[La controversa politica europea del presidente ceco è uno dei segni della crisi e del malcontento che affliggono il paese. Ma qualcosa di ben più grave si è radicato in Repubblica Ceca, “un capitalismo mafioso” che sta incancrenendo la società. L’analisi dell’ex presidente Václav Havel. (Article)]]></description><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:27:17 +0100</pubDate><guid>126711</guid></item>
<item><title>1989 | Il muro è caduto a Lipsia (Die Zeit, Amburgo)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/112531-il-muro-e-caduto-lipsia</link><description><![CDATA[Berlino e il suo muro sono il simbolo della fine del comunismo in Europa. Tuttavia è nella capitale della Sassonia che il 9 ottobre 1989 il muro ha cominciato a vacillare. Senza la grande manifestazione di quel giorno, ricorda Die Zeit, la storia sarebbe stata diversa. (Article)]]></description><pubDate>Fri, 09 Oct 2009 14:04:54 +0100</pubDate><guid>112531</guid></item>
<item><title>Romania | I conti con la rivoluzione</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/98381-i-conti-con-la-rivoluzione</link><description><![CDATA[<p>La Romania &egrave; il paese all'origine del maggior numero di denunce presentate alla Corte europea dei diritti dell'uomo (<a href="http://www.echr.coe.int/echr/">Cedu</a>). La causa di questo record, <a href="http://www.ziua.ro/display.php?data=2009-09-17&amp;id=258706">spiega Ziua</a>, va ricercata nelle centinaia di richieste presentate dalle famiglie delle 1.600 persone uccise durante la rivoluzione romena del dicembre 1989 che rovesci&ograve; il regime di Nicolae Ceausescu, i cui assassini sono ancore ignoti. Il presidente dell'Associazione 21 dicembre &ndash; data della destituzione di Ceausescu &ndash; Teodor Maries, ha avviato uno <a href="http://www.ziua.ro/news.php?data=2009-08-04&amp;id=35248">sciopero della fame</a> il 6 agosto per chiedere che Bucarest rispetti le sue obbligazioni nei confronti della Cedu. Per mettere fine a questa situazione, il presidente Traian Basescu ha chiesto una soluzione rapida: &quot;&Egrave; inammissibile&quot;, ha dichiarato al quotidiano di Bucarest: &quot;Abbiamo avuto una rivoluzione, 1.600 morti e nessun colpevole. Chiedo che sia fatta giustizia!&quot; Fin dall'11 settembre, &quot;l'ufficio del procuratore generale ha messo a disposizione 27 fotocopiatrici per inviare rapidamente a Strasburgo i mille volumi che costituiscono l'incartamento&quot;, ha osservato Ziua.</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:49:07 +0100</pubDate><guid>98381</guid></item>
<item><title>Idee | Tre esempi illustri</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/61511-tre-esempi-illustri</link><description><![CDATA[<p>Sul Guardian, <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jul/22/postwar-europe-education-history-eu">Timothy Garton Ash</a> ricorda che nel 2009 sono scomparsi <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/jun/19/ralf-dahrendorf-obituary-lords-lse">Ralf Dahrendorf</a>, <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/obituaries/culture-obituaries/books-obituaries/5873129/Leszek-Kolakowski.html">Lezek Kolakowski</a> e <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/obituaries/article4331811.ece">Bronislaw Geremek</a>, tre pensatori europei il cui impegno politico in occasione della rivolta in Ungheria nel 1956, della Primavera di Praga del 1968 e della caduta del Muro di Berlino nel 1989 hanno contribuito a fare la storia d'Europa. &quot;Insieme a loro se ne va l'ultima generazione di europei formata dagli orrori della seconda guerra mondiale&quot;, scrive.</p>
<p>Sia Kolakowski che Geremek erano cresciuti nella Polonia dilaniata dalla guerra, e il secondo &quot;&egrave; stato testimone della vita e della morte nel ghetto di Varsavia&quot;. Dahrendorf &egrave; stato invece coinvolto appena adolescente in un movimento studentesco di resistenza antinazista. &Egrave; grazie a queste esperienze, sostiene Garton Ash, che i tre hanno dato il loro contributo all'Europa in cui viviamo. Dato che noi &quot;figli di tempi fortunati&quot; dobbiamo mandare avanti l'Europa senza &quot;la spinta elementare che viene dall'esperienza personale&quot;, abbiamo bisogno di &quot;pi&ugrave; storia, e migliore. Storia portata fino a noi attraverso il vissuto personale&quot;.&nbsp;</p> (News in brief)]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:00:44 +0100</pubDate><guid>61511</guid></item>
<item><title>Nostalgia | I cechi alla scoperta del mondo (Lidové noviny , Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/56491-i-cechi-alla-scoperta-del-mondo</link><description><![CDATA[Nel 1989, dopo la caduta del comunismo, dalla Cecoslovacchia cominciarono a partire i bus alla conquista delle città europee e dei loro centri commerciali. Ven&#039;anni dopo, Lidové Noviny ricorda quell&#039;epoca avventurosa. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2009 17:34:04 +0100</pubDate><guid>56491</guid></item>
<item><title>Repubblica ceca | Cechi, non vendete i vostri terreni (Respekt, Praga)</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/48311-cechi-non-vendete-i-vostri-terreni</link><description><![CDATA[I terreni agricoli sono molto più economici in Repubblica Ceca che in qualsiasi altro paese d&#039;Europa. Entro il 2011 saranno autorizzati le vendite dei terreni a cittadini non cechi. Il settimanale ceco Respekt si chiede: dobbiamo preoccuparci dell&#039;arrivo di ricchi agricoltori europei? (Article)]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2009 18:32:04 +0100</pubDate><guid>48311</guid></item>
<item><title>Polonia | Vent&#039;anni dopo (Presseurop, )</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/article/17801-ventanni-dopo</link><description><![CDATA[A vent&#039;anni di distanza i polacchi continuano a discutere sulle loro prime elezioni libere. Su Gazeta Wyborcza Adam Michnik celebra il &quot;lato migliore&quot; del suo paese, mentre Rzeczpospolita parla di un &quot;periodo d&#039;amnesia e di indebolimento del senso civico&quot;. (Article)]]></description><pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:43:34 +0100</pubDate><guid>17801</guid></item>
</channel></rss>
