Speciali
Grèce : une si longue crise
La descente aux enfers
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Grecia: Più che soldi servono proposte
13 novembre 20128420 I Kathimerini Atene -
Grecia: L’“ultima chance” non è ancora stata colta
8 novembre 201210852PresseuropTo Vima, To Ethnos, I Kathimerini -
Grecia: La corsa contro il tempo di Samaras
2 novembre 20125715PresseuropTa Nea, To Ethnos, To Vima -
Grecia: Gas, petrolio e oro contro la crisi
15 ottobre 20121627PresseuropLe Monde, La Tribune -
Immigrazione: L’altra crisi della Grecia
19 settembre 2012181182 The Wall Street Journal Europe Bruxelles -
Grecia: Come battere i neonazisti
5 settembre 201225150 To Vima Atene -
Grecia: I nazisti del Ventunesimo secolo
30 agosto 20122308160 The Independent Londra -
Crisi del debito: Ifigenia, Giona e il sacrificio della Grecia
21 agosto 201213247 I Kathimerini Atene -
Grecia: Abbiamo evitato il peggio — per ora
18 giugno 2012716PresseuropJornal de Negócios, Frankfurter Rundschau, La Vanguardia & altri 2 -
Grecia: Il primo passo è fatto
18 giugno 20128719 I Kathimerini Atene -
Le elezioni greche viste da Atene (5/5): Un voto sotto stretta sorveglianza
15 giugno 201217550 To Ethnos Atene -
Le elezioni greche viste da Atene (4/5): I conservatori verso la vittoria
14 giugno 20128328 I Kathimerini Atene -
Le elezioni greche viste da Atene (3/5): Il ritorno della troika
13 giugno 20126410 To Vima Atene -
Le elezioni greche viste da Atene (2/5): Le pericolose ambiguità di Syriza
12 giugno 20121276 To Ethnos Atene -
Le elezioni greche viste da Atene (1/5): Il voto della paura
11 giugno 20121243 To Vima Atene -
Grecia: La colpa è di Atene
31 maggio 201216337 Coulisses de Bruxelles Bruxelles -
Grecia: La commedia del potere
14 maggio 201214760 To Ethnos Atene -
Grecia: Il voto spacca tutto
8 maggio 201212364 I Kathimerini Atene -
Grecia: Verso il caos
7 maggio 2012134141 I Kathimerini Atene -
Grecia : Il naufragio è stato evitato
9 marzo 201294146 To Ethnos Atene -
Grecia: Non si può più sbagliare
21 febbraio 20125510 To Ethnos Atene -
Grecia: L’impunità al potere
20 febbraio 201244949 De Morgen Bruxelles -
Grecia: Un altro passo verso il nulla
13 febbraio 201220393 To Ethnos Atene -
Editoriale: L’asino di Atene
10 febbraio 20125620Presseurop -
Grecia: Atene va in pensione
9 febbraio 20129342 To Vima Atene -
Grecia: L’uscita dall’euro fa paura
4 gennaio 20128PresseuropPresseurop -
Crisi del debito: Grecia e Italia, destini paralleli
11 novembre 20111585 Eleftherotypia Atene -
Grecia: Insieme per forza
7 novembre 20116212 Eleftherotypia Atene -
Grecia: Un referendum per sopravvivere
2 novembre 20111486 To Ethnos Atene -
Grecia: La farsa diventa tragedia
13 settembre 20111223 Ta Nea Atene -
Grecia: Sul filo del rasoio
6 settembre 201110813 To Ethnos Atene -
Grecia: Tra la peste e il colera
5 settembre 2011PresseuropI Kathimerini -
Crisi del debito: Ultimo avvertimento per Atene
19 maggio 2011PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland -
Grecia: Se Atene è un bersaglio facile
9 maggio 201169 Libération Parigi -
Grecia: Verso la ristrutturazione del debito
6 aprile 2011PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland -
Grecia: Le agenzie di rating infieriscono sul debito
30 marzo 2011PresseuropI Kathimerini -
Grecia: Un mese per trovare l’uscita
23 febbraio 201137 Ta Nea Atene -
Debito: Il ritorno dei Pig
10 settembre 20101PresseuropHandelsblatt -
Grecia: L’incubo dell’Europa
23 aprile 2010PresseuropLes Echos -
Grecia: Tre anni per salvare l’euro
16 aprile 2010PresseuropThe Economist -
Grecia: Gli speculatori minacciano il risanamento
9 aprile 2010114 Presseurop -
Grecia: La tregua è già finita
8 aprile 2010PresseuropLa Tribune -
Consiglio europeo: Tragedia greca, fine del primo atto
26 marzo 2010Presseurop -
Grecia: È l'ora dei sacrifici
11 febbraio 2010321 Le Figaro Parigi -
Crisi: I Pigs rischiano grosso
4 febbraio 2010377 Presseurop -
Crisi: Per salvare Atene ci vuole più disciplina per tutti
26 gennaio 20103 La Stampa Torino -
Grecia: Una tragedia per l'Unione
15 dicembre 200921 Der Spiegel Amburgo -
Grecia: Dopo Dubai tocca ad Atene?
9 dicembre 2009151 Presseurop -
Crisi: I conti greci preoccupano Bruxelles
1 dicembre 2009PresseuropEleftherotypia
La population en première ligne
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Grecia: Un paese in stato di shock
19 dicembre 201211028112 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Grecia: Il dottor Robin Hood
29 ottobre 2012400429 The New York Times New York -
Grecia: I russi si comprano il mare
25 settembre 20122533 I Kathimerini Atene -
Grecia: Volti nuovi in piazza Exarchia
17 settembre 20121446 To Vima Atene -
L'umorismo in Europa (10/10) : Le vecchie commedie greche, il rimedio alla crisi
31 agosto 2012782 Le Monde Parigi -
Grecia: Isola in vendita a causa della crisi
11 luglio 20122216 El Mundo Madrid -
Grecia: “Viviamo nella luce di una stella morta”
17 giugno 201238350 Le Monde Parigi -
Grecia: Il paese che non produce
28 maggio 20121516 Le Monde Parigi -
Eurozona: Ascoltiamo il grido della Grecia
17 maggio 20121040176 La Repubblica Roma -
Grecia: Un suicidio contro l’austerity
5 aprile 201224416PresseuropTa Nea -
Grecia: Il futuro è a Salonicco
8 marzo 201256612 Die Zeit Amburgo -
Grecia: L’Ue è peggio di Margaret Thatcher
17 febbraio 2012663102 The Daily Telegraph Londra -
Grecia: Morire di debiti
16 febbraio 201252331 To Vima Atene -
Grecia: Basta con la terapia d’urto
15 febbraio 201247796 Die Zeit Amburgo -
Grecia: I barboni con l’iPhone
30 gennaio 201256614 Libération Parigi -
Grecia: Niente austerity per i militari
11 gennaio 2012134634 Die Zeit Amburgo -
Emigrazione: L’esodo dei greci in Australia
22 dicembre 201133515 The Guardian Londra -
Grecia: Sguardi sulla crisi
28 novembre 20112184 Expressen Stoccolma -
Grecia: Agli oligarchi la crisi piace
9 novembre 20117719 Financial Times Londra -
Grecia: Verso un “genocidio finanziario”
22 settembre 2011497927 Die Presse Vienna -
Grecia: La classe media nella spazzatura
19 settembre 20114297 To Vima Atene -
Grecia: Ancora sacrifici inutili?
12 settembre 20111PresseuropEleftherotypia -
Grecia: Atene si arrende al debito
2 settembre 201123513 Libération Parigi -
Grecia: La crisi aiuta il cinema
2 settembre 20111701 The Guardian Londra -
Grecia: I “Noi non paghiamo” di Salonicco
5 agosto 2011640 The Guardian Londra -
Grecia: Papandreou fa arrabbiare la famiglia
19 luglio 201153 The New York Times New York -
Reportage: Tra gli indignati di piazza Syntagma
16 giugno 2011752 Eleftherotypia Atene -
Grecia: La democrazia torna a casa
16 giugno 20113554 The Guardian Londra -
Grecia: La vita ai tempi dell’austerity
1 giugno 2011256 To Vima Atene -
Grecia: Il cielo è sempre più nero
3 maggio 201143 Libération Parigi -
Grecia: “Debtocracy”, processo alla crisi
26 aprile 20114151 To Vima Atene -
Grecia: Un paese a rotoli
18 aprile 20111131 To Vima Atene -
Grecia: Diamo una possibilità ai giovani
15 marzo 201194 I Kathimerini Atene -
Grecia: La rabbia inutile
11 marzo 201162 To Vima Atene -
Grecia: Cacciatori di piscine
4 agosto 2010801 Der Spiegel Amburgo -
Grecia: Un paese a prezzi di saldo
26 maggio 2010422 Ta Nea Atene -
Grecia: Un paese sconvolto
6 maggio 2010461 Presseurop -
Grecia: Si è sfiorata la rivoluzione
6 maggio 2010371 To Ethnos Atene -
Grecia: Nella morsa dell’austerity
3 maggio 2010453 To Ethnos Atene -
Grecia: I colonnelli in grisaglia
21 aprile 2010192 To Vima Atene -
Economia: L’austerity non piace a tutti
18 marzo 2010212 International Herald Tribune Paris
L'onde de choc en Europe
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Grecia: La stupidità degli anti-Merkel
10 ottobre 2012261120 Coulisses de Bruxelles Bruxelles -
Grecia-Germania: Troppo tardi, Angela
10 ottobre 201213722 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Idee: L’Europa non è solo l’euro
11 settembre 2012197118 Ta Nea Atene -
Grecia: Il sostegno di Barroso non è accolto bene
27 luglio 2012208PresseuropTo Vima -
Grecia: L’addio all’euro è un bluff
15 maggio 201229684 La Stampa Torino -
Eurozona: Il fuoco greco comincia a scottare
11 maggio 2012270233 El País Madrid -
Eurozona: La Grecia vede il bluff di Hollande
8 maggio 2012296100 Financial Times Londra -
Grecia: Come un eurocrate ad Atene
9 aprile 201221827 Le Temps Ginevra -
Economia: La Grecia è il nostro futuro
28 marzo 2012129101 Hospodářské noviny Praga -
Grecia: Neanche la troika crede al bailout
21 febbraio 201233911PresseuropFinancial Times -
Grecia: Le colpe dell’Europa
10 febbraio 201241256 La Stampa Torino -
Eurozona: Cade l’ultimo tabù
8 febbraio 201216113 De Volkskrant Amsterdam -
Eurozona: Pericolo greco per la Bce
2 febbraio 2012939 De Tijd Anversa -
Euro: La trappola greca
24 gennaio 201210814 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Eurozona: Nelle mani dei tecnocrati
15 novembre 201142510 Financial Times Londra -
Unione europea: Se perdiamo la Grecia
4 novembre 201123313 Le Figaro Parigi -
Rassegna stampa: Euro, l’incubo diventa realtà
13 settembre 20111395Presseurop -
Grecia: Miracoli che durano tre giorni
26 luglio 2011304 Ta Nea Atene -
Grecia: Un bel gioco dura poco
20 luglio 2011901 Ta Nea Atene -
Crisi del debito: Guardando nell’abisso greco
24 giugno 201125PresseuropPresseurop -
Grecia: La democrazia torna a casa
16 giugno 20113554 The Guardian Londra -
Grecia: Il governo appeso a un filo
15 giugno 2011PresseuropTo Ethnos -
Crisi del debito: La Grecia ci trascinerà con sé
14 giugno 201141715 The Irish Times Dublino -
Grecia: Ancora lacrime e sangue
10 giugno 20114PresseuropTa Nea -
Grecia: Papandreou stretto tra piazza e parlamento
6 giugno 2011PresseuropTa Nea -
Debito: Un restyling per salvare la Grecia
18 maggio 2011465 Presseurop -
Grecia: Basta con l’accanimento terapeutico
11 maggio 20111PresseuropHandelsblatt -
Grecia: Le menzogne che minacciano l’euro
9 maggio 20111833 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Crisi greca: L’euro ancora in pericolo
3 maggio 201028 Presseurop -
Euro: Il poker degli speculatori
28 aprile 2010701 La Repubblica Roma -
Grecia: L’incubo dell’Europa
23 aprile 2010PresseuropLes Echos -
Grecia: Tre anni per salvare l’euro
16 aprile 2010PresseuropThe Economist -
Grecia: È l'ora dei sacrifici
11 febbraio 2010321 Le Figaro Parigi -
Grecia: Papandreou promette lacrime e sangue
9 febbraio 2010PresseuropTo Ethnos
Editoriale
Comment un pays qui représente environ 3% du PIB de l'Europe a-t-il pu entrainer l'UE et l'euro dans une crise dont on peine à voir l'issue ? Comment un pays qui s'était offert les Jeux olympiques en 2004 et dont la population vivait au rythme des derniers produits à la mode a-t-il pu se retrouver dans une situation de quasi-faillite imposant des sacrifices sociaux sans précédent en Europe depuis la Seconde Guerre mondiale ? La crise grecque qui a éclaté fin 2009 n'a pas fini de dérouter et d'inquiéter.
Car cet événement devenu majeur dans l'histoire de l'Union européenne soulève une série de problèmes auxquels les dirigeants européens ne semblent pas en mesure de trouver des solutions. Avec la crise grecque, c'est l'architecture communautaire qui est remise en cause, avec une union monétaire sans union politique ni mécanisme clair de soutien entre pays. C'est également la construction européenne qui perd un peu de son sens dans la mesure où certains Européens ne voient plus pourquoi ils paieraient pour les autres et que les partis politiques voient un intérêt électoral à devenir plus eurosceptiques. C'est aussi le modèle social continental, basé sur un Etat-providence plus ou moins développé, qui pourrait subir une transformation radicale sous le coup d'une rigueur imposée à la Grèce mais qui pourrait devenir un modèle anti-crise pour les autres pays.
Mais les plus concernés sont bien sûr les Grecs eux-mêmes, qui ont soudainement dû apprendre à vivre avec moins et sans perspectives claires, à voir leur gouvernement vendre entreprises et terres pour se financer, et à repenser leur rapport à l'Etat, trop souvent basé sur les petits arrangements avec le droit. Au fil des reportages et des analyses, c'est avant tout le choc pour un pays et ses habitants que retrace ce dossier.
I deputati greci hanno adottato il nuovo piano di austerity necessario a ottenere una nuova tranche degli aiuti internazionali. Ma questo voto, arrivato al termine di lunghi negoziati in un parlamento assediato dai manifestanti, non salverà il paese dalla crisi politica.
Oltre ai debiti e all’austerity, la Grecia deve affrontare l’afflusso di migliaia di migranti dal Medio Oriente e dal subcontinente indiano. E anche in questo caso la solidarietà dei partner europei latita.
L'ascesa del movimento neofascista Alba Dorata è un fenomeno senza precedenti. Per fermarlo bisogna risolvere la crisi d'identità e la delegittimazione della politica.
Mentre oggi a Londra si aprono i giochi paralimpici, ad Atene il partito di ultradestra Alba dorata promuove esecrabili aggressioni ai disabili e agli omosessuali, dopo aver già preso di mira gli immigrati e le minoranze etniche. In questa atmosfera, che rievoca l’ascesa del nazismo in Germania, il governo greco e l’Ue fanno finta di non vedere.
Mentre il primo ministro greco Antonis Samaras intraprende un tour in Europa per chiedere un alleggerimento delle misure di salvataggio previste per la Grecia, l’editorialista Nikos Konstandaras rievoca gli antichi miti per spiegare che non si salverà l’euro gettando Atene in mare.
All’indomani del voto che ha sancito la vittoria dei partiti “pro-memorandum”, la stampa europea tira un sospiro di sollievo: per il momento l’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’eurozona sembra essere scartata. Ma la crisi che attanaglia la moneta unica è ben lontana dall’essere risolta.
I greci non hanno mai votato sotto una tale pressione internazionale, che assomiglia sempre più a un ricatto. I partner di Atene tifano per il conservatore Antonis Samaras contro la sinistra di Alexis Tsipras.
Più che il risultato delle elezioni del 17 giugno, sul futuro della Grecia peserà l’esito dell’incontro tra il nuovo governo e le delegazioni di Ue, Bce e Fmi. La Germania ha già fatto sapere che non concederà sconti sugli impegni presi.
Con l’avvicinarsi dello scrutinio del 17 giugno, la questione dell’uscita dall’euro è sulla bocca di tutti. Ma la Coalizione della sinistra radicale, favorita per l’incarico di governo, rifiuta di chiarire la sua posizione sull’argomento, alimentando le preoccupazioni.
Le elezioni legislative anticipate del 17 giugno dovrebbero permettere di superare l’impasse politica seguita a quelle del 6 maggio. Ma il clima nel paese non permette di fare previsioni affidabili.
I greci non sono gli unici in Europa a dover fare i conti con l’austerity, ma si sentono vittime di un complotto tedesco. Dopo anni di aiuti sprecati l’Ue deve costringerli a mettere finalmente mano alle riforme.
Tutta l’eurozona attende con impazienza l’esito dei negoziati per la formazione di un nuovo governo ad Atene. Ma i partiti coinvolti pensano soprattutto ai propri interessi.
Il 6 maggio gli elettori hanno punito duramente i partiti tradizionali che hanno sostenuto il governo Papademos e favorito i radicali di destra e sinistra. Formare una coalizione stabile sembra quasi impossibile.
Convincendo tra l'85 e il 95 per cento dei creditori privati a cedere una parte del debito, il governo greco ha finalmente fatto ciò che ci si attendeva. Ora è il momento di dare un senso ai sacrifici della popolazione.
L'Eurogruppo ha finalmente approvato un secondo piano di salvataggio e la cancellazione di parte del debito. Per il paese potrebbe essere l’ultima possibilità, ma bisognerà puntare anche sullo sviluppo.
Il vero problema del paese non è il debito pubblico, ma il clientelarismo e la corruzione delle sue elite e l'impotenza della giustizia.
Il nuovo piano di austerity chiesto da Ue e Fmi è stato approvato dal parlamento assediato dai manifestanti. Il fallimento è scongiurato per ora, ma l'orizzonte è ancora più nero.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Sia ad Atene che a Roma la crisi ha provocato la caduta dei governi eletti e la loro probabile sostituzione con esecutivi tecnici, il cui mandato potrebbe andare al di là dell'attuazione delle misure d'emergenza.
Il patto del 6 novembre sulla formazione di un governo di unità nazionale sembra poter tamponare la crisi politica del paese. Ma per i greci i problemi economici rimangono gli stessi.
Per evitare le elezioni anticipate e la fine della sua carriera politica il premier George Papandreou ha scelto la strada della consultazione popolare. Ma si tratta di una scommessa rischiosa che mette i greci davanti a un ricatto.
Le ultime misure del governo greco per arginare il debito dimostrano il paradosso di uno stato che non può fidarsi di sé stesso. E i suoi funzionari rifiutano di metterle in atto per difendere i propri privilegi.
Le speranze che il piano di rigore imposto ad Atene con il bailout del 21 luglio scorso rimettesse in sesto le finanze del paese si stanno rivelando vane. Il governo è impotente, e lo stesso sentimento si diffonde tra i cittadini.
Da diverse settimane vengono diffuse informazioni false sullo stato delle finanze greche, con lo scopo di minare la stabilità del paese. L'ultimo episodio è la notizia pubblicata venerdì 6 maggio dallo Spiegel online di una riunione segreta dell'eurogruppo sull'imminente uscita della Grecia dall'euro. A chi giova questa criminale campagna stampa?
Durante la sua visita a Berlino il 22 febbraio, il premier Georges Papandreou ha cercato di rinegoziare il rimborso dei prestiti d'emergenza. Ma i nodi da sciogliere prima del Consiglio europeo del 25 marzo restano parecchi.
Con l'accordo concluso il 25 marzo sul piano di salvataggio della Grecia, i paesi della zona euro hanno messo fine a una tragedia che durava da mesi. Ma la soluzione non è certo perfetta e la ferita aperta nell'Unione impiegherà del tempo a rimarginarsi.
A Bruxelles, i Ventisette si muovono per salvare l'economia greca. Ad Atene l'austerity annunciata dal governo desta parecchie ansie, ma in un paese dove l'evasione fiscale dilaga alcuni cambiamenti saranno inevitabili.
Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna sono sotto pressione. I quattro paesi più fragili della zona euro, riuniti nell'acronimo Pigs (maiali), devono risanare le loro economie. I mezzi sono diversi, ma le incertezze rimangono le stesse, osserva la stampa europea.
Il rischio di una bancarotta della Grecia preoccupa le autorità europee: contribuisce a indebolire la zona euro e minaccia la credibilità di un'Unione incapace di regolare le economie dei suoi membri.
A Berlino e Bruxelles aumentano i dubbi sulla capacità della Grecia di risolvere i propri problemi di indebitamento senza aiuti esterni. Se non si interverrà, il paese rischia la bancarotta, con ripercussioni imprevedibili per la valuta europea.
Debito pubblico fuori controllo, evasione fiscale galoppante, niente risorse per le pensioni. La Grecia è sull’orlo della bancarotta: un default che avrebbe conseguenze gravissime sull’euro e che potrebbe innescare un pericoloso effetto domino tra i paesi meno virtuosi.
Quello che sta accadendo nel paese non può più essere definito una crisi. La devastazione economica e sociale ha ormai assunto i tratti di un trauma collettivo, afferma uno specialista.
I tagli imposti dai creditori internazionali hanno privato migliaia di greci della copertura sanitaria e dell'accesso ai farmaci. Una rete clandestina di medici cerca di alleviare una situazione sempre più disperata.
Approfittando della crisi e delle privatizzazioni, i capitali russi stanno facendo man bassa nel settore turistico. Presto la loro attenzione potrebbe rivolgersi anche a obiettivi più grossi.
Con la crisi lo storico quartiere anarchico di Atene è cambiato in modo sorprendente: accanto agli squat spuntano i caffé alla moda dove i giovani ricchi vengono a provare il brivido della lotta sociale.
Per chiudere la sua serie sull’umorismo, Le Monde fa tappa ad Atene, dove i film degli anni Cinquanta tornano a suscitare quelle risate che infondevano coraggio e alimentavano il desiderio di andare avanti. Parole d’ordine quanto mai attuali.
Sono tempi duri per i proprietari delle isole greche. Alle prese con una nuova tassa sulla proprietà imposta dalla troika e tassi d’interesse alle stelle, sono costretti a vendere al ribasso. I potenziali acquirenti, comunque, dovranno fare i conti con la burocrazia locale.
Secondo uno dei più noti autori teatrali greci la crisi del paese non è dovuta solo all’economia, ma all’agonia di un sistema vecchio di secoli. Per ripartire i greci dovranno accettarne la morte.
Burocrazia e strapotere dei sindacati: per gli imprenditori greci sono queste le cause dello stallo dell’economia. Ma anche loro hanno contribuito con l’evasione e la mancanza di investimenti.
Nel dibattito sull’uscita di Atene dall’euro abbondano mistificazioni e luoghi comuni. Nessuno vuole guardare in faccia la realtà: il paese deve restare fedele al suo ruolo di capro espiatorio.
Lontano dalle manifestazioni e dalla burocrazia di Atene, a Salonicco politici e imprenditori studiano come costruire un nuovo modello economico partendo dai punti di forza del paese.
La situazione nel paese sta degenerando in una vera emergenza umanitaria. Di fronte a tutto ciò le elite di Bruxelles, con in testa il commissario all'economia Olli Rehn, mostrano solo indifferenza e ostinazione.
Portati alla disperazione da situazioni finanziarie insostenibili, sempre più greci si rivolgono a centri d'ascolto specializzati. Ma la terapia di gruppo spesso non basta a salvarli.
L'Eurogruppo ha rinviato la riunione del 15 febbraio per la mancanza di "garanzie politiche" sull'applicazione del piano di austerity imposto dalla troika. Ma invece che ricette sadiche, l'Europa dovrebbe offrire ad Atene una possibilità di salvezza.
Mentre i negoziati tra il governo e i creditori continuano, i disoccupati non possono più permettersi i servizi essenziali e si rivolgono alle organizzazioni caritatevoli. Presto il paese potrebbe ritrovarsi senza una classe media.
Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania.
Per i giovani dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica, l'altro emisfero è una terra promessa piena delle opportunità che mancano in patria. E Melbourne si trova a rivivere il boom migratorio del dopoguerra.
Da mesi i media europei non fanno che accusare il governo di incapacità e i cittadini di pigrizia. Ma il vero problema è un altro: la potente rete di corruzione e clientelarismo che scommette sulla rovina del paese.
La crisi della Grecia viene spesso imputata ai suoi cittadini, definiti spendaccioni e irresponsabili. Ma a guardare da vicino la loro vita è ormai un sacrificio senza fine.
Il 19 settembre il governo greco ha annunciato una nuova serie di misure di austerity per ottenere la sesta tranche di aiuti europei. Ma per le strade la gente è ridotta a rovistare nei cassonetti.
Il debito greco è fuori controllo. È il verdetto di una commissione del parlamento di Atene. Oltre agli strascichi della crisi, a pesare sul bilancio è soprattutto l’onnipresente evasione fiscale.
I bizzarri film di Yorgos Lanthimos e Athina Rachel Tsangari sono il prodotto delle difficoltà economiche della Grecia? I due registi continueranno a girare i loro film mentre il paese lotta per non affondare?
Di fronte all’inquietante realtà degli stipendi non pagati, delle imprese in bancarotta e della disoccupazione di massa, i greci stanno scegliendo sempre di più la strada della disobbedienza civile. Atene è alle prese con un nuovo modello politico? Il reportage del Guardian da Salonicco.
Il pacchetto di austerity e privatizzazioni adottato dal governo socialista in cambio del bailout lo ha messo in rotta di collisione con gli interessi dei sindacati e della sua base elettorale. Una contraddizione che rende ancora più difficile il compromesso.
Il 15 giugno decine di migliaia di persone hanno protestato contro le misure di austerity del governo davanti al parlamento di Atene, dove gli "indignati" greci sono accampati da più di tre settimane. La manifestazione si è svolta pacificamente, ma ai suoi margini ci sono stati scontri.
Mentre il governo è sempre più in crisi, in piazza Syntagma i contestatori hanno raggiunto un sorprendente livello di organizzazione: partecipazione e democrazia diretta per superare i limiti della politica tradizionale.
Martoriati dalla crisi e dai tagli, i greci sono costretti a rivoluzionare il loro stile di vita. E imparano a rinunciare non solo ai lussi e ai divertimenti, ma anche a necessità primarie come l'alimentazione e le operazioni.
Dopo mesi di austerity i greci non vedono ancora una via d'uscita dalla crisi. La fiducia nello stato, nella politica e nell'Unione europea è ai minimi storici, ma la reazione più comune è l'apatia.
Un documentario prodotto e diffuso tramite internet cerca di capire come è stato accumulato l'enorme debito pubblico del paese e punta il dito contro i responsabili. Dopo il suo inaspettato successo, il dibattito è esploso.
Il governo di Atene sembra orientato verso la ristrutturazione del debito pubblico, nonostante la reazione di Ue e Fmi potrebbe essere molto dura. Intanto la coesione sociale diminuisce a vista d'occhio.
Nonostante la ridiscussione dei termini del bailout, i greci sono sempre più pessimisti sul futuro. Per uscire dallo stallo servono le forze delle nuove generazioni, attualmente vittime dell'immobilismo della società.
Dopo un anno di austerity, il paese è ancora esposto al rischio di fallimento, agli attacchi degli speculatori e alla sfiducia dei partner europei. I cittadini sono esasperati, ma il cambiamento sembra impossibile.
Per rimpinguare le casse dello stato e onorare gli impegni internazionali, il governo di Georges Papandreou ha dichiarato guerra all'evasione fiscale. Ma per quadrare i conti anche il tesoro deve ricorrere a qualche trucchetto.
Impoveriti dalla crisi, i greci consumano sempre di meno. Così i panettieri di Atene hanno deciso di abbassare il prezzo del pane a 50 centesimi. Gli altri settori dell'economia potrebbero imitarli presto.
La stampa greca è sconvolta dalla morte di tre persone durante la manifestazione di Atene contro il piano di austerity del governo. Negli scontri tra polizia dimostranti diverse persone sono rimaste ferite.
Di fronte alle intense manifestazioni contro il piano di austerity, il governo dovrà reagire in maniera appropriata. Altrimenti il rischio è uno scontro sociale senza precedenti.
Le misure pretese da Ue e Fmi stanno mettendo in difficoltà il governo di Atene. I vincoli imposti al paese per contenere la spesa pubblica minacciano di spazzare via mezzo secolo di conquiste sociali.
I negoziati tra Atene, l’Ue e il Fondo monetario internazionale sono partiti. I greci temono le rigide condizioni che l'Fmi imporrà per il salvataggio delle finanze del paese.
Dalla Grecia all'Irlanda, l'Unione europea spinge i suoi membri ad adottare dolorosi tagli alla spesa pubblica. Ma questo culto del rigore incontra sempre più critici, convinti che simili misure possano sprofondare l'Europa in una recessione ancora più grave.
La cancelliera in visita ad Atene è stata violentemente contestata e accostata a Hitler. Una reazione puerile che conferma l’irresponsabilità di una parte dei greci.
A forza di parlare di crisi dell'eurozona sembra che ci siamo dimenticati che l'Ue non è solo la moneta unica. Il dibattito sull'euro non vale la spaccatura del continente, sostiene uno scrittore greco.
Nonostante il moltiplicarsi delle voci sull'uscita di Atene dall'eurozona, il paese non potrebbe sopravvivere senza l'Europa. Sarebbe meglio per tutti giocare a carte scoperte.
Di fronte alla crisi politica greca l’idea dell’uscita di Atene dall’Unione monetaria riprende quota. In realtà sarebbe un disastro: il rischio di contagio è più alto che mai e le ripercussioni geopolitiche sono incalcolabili.
Durante la campagna elettorale il prossimo presidente francese ha promesso di opporsi alla linea tedesca del rigore. L’affermazione dei partiti antagonisti ad Atene rischia di metterlo subito con le spalle al muro.
I funzionari europei inviati a vigilare sull’applicazione dei piani della Troika sono diventati il bersaglio preferito della collera dei greci. Molti di loro devono uscire sotto scorta.
L’interdipendenza sviluppata dai paesi europei nel dopoguerra ci ha salvato dai conflitti. Ma ora servono regole comuni sul bilancio, altrimenti prima o poi seguiremo tutti la sorte di Atene.
La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
Con le recenti dichiarazioni sulla possibile uscita della Grecia dalla zona euro, i leader europei sembrano voler preparare il terreno a un evento finora inconcepibile. Uno dopo l'altro i dogmi sulla crisi stanno finalmente svanendo.
Il default di Atene non è ancora scongiurato. Una simile eventualità getterebbe nel baratro la Banca centrale europea, che detiene enormi quantità di bond greci.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
La nomina di governi tecnici in Italia e Grecia è stata definita da più parti una sospensione della democrazia. Ma solo figure al di sopra delle parti possono fermare la radicalizzazione della politica innescata dalla crisi.
Nonostante sia membro dell'Ue da trent'anni, il paese sembra più vicino ai Balcani ex-comunisti che all'Europa occidentale. Ma rinunciare agli sforzi d'integrazione equivarrebbe a consegnarlo all'influenza estera e a trasformarlo in un campo di battaglie geopolitiche.
Il nuovo piano di salvataggio della Grecia deciso dall'Unione europea il 21 luglio non servirà a placare le agenzie di rating. Per cavarsela i greci dovranno cambiare metodo e favorire una politica per lo sviluppo, scrive un editorialista.
Il vertice straordinario dell'Eurozona che si tiene a Bruxelles il 21 luglio dovrebbe essere decisivo per le sorti del debito greco. Ma le esitazioni di Angela Merkel continuano a inquietare i greci, che hanno già fatto la loro parte di sacrifici.
Dopo che Standard & Poor's ha assegnato al debito sovrano di Atene il peggior rating del mondo, le prospettive di una soluzione alla crisi appaiono minime. E la storia del paese sembra confermare le previsioni più pessimistiche.
Di fronte al fallimento della altre opzioni, l'idea di una ristrutturazione del debito greco sta lentamente prendendo piede tra le capitali europee. Al momento, però, la parola è ancora tabù.
Con il vertice segreto di venerdì scorso sulla crisi greca, i ministri delle finanze dell’Ue si sono giocati la fiducia residua dei cittadini. Un inganno di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità. Non è così che si salva la moneta unica, scrive la Süddeutsche Zeitung.
Il piano di aiuti straordinari offre un salvagente alla Grecia, ma sul lungo periodo l’avvenire della moneta pubblica e la governance dell’Unione restano ancora a rischio. I pareri della stampa europea.
Governi e mercati si affrontano in una partita mortale. In palio c'è il futuro dell'euro, che rischia di crollare sotto i colpi della speculazione. E la strategia egoistica della Germania rende tutto più difficile. 



















































