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            <channel><title>Presseurop | <![CDATA[Blog]]></title>
                <link>http://www.presseurop.eu/it</link>
                <description>Il meglio della stampa europea, in dieci lingue</description>
                <language>it</language>




















<item><title>La grande cospirazione dell'euro | Blog</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/blog/2036201-la-grande-cospirazione-dell-euro</link><description><![CDATA[<p>Altro che crisi imprevista: in un&rsquo;intervista al Sunday Times <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/13505" target="_self">ripresa dal Foglio</a>, lo storico euroscettico britannico <a href="http://www.niallferguson.com/site/FERG/Templates/Home.aspx?pageid=1&amp;cc=GB" target="_self">Niall Ferguson</a> sostiene che il dramma greco era stato consapevolmente scritto nei geni dell'eurozona dai suoi padri, convinti che senza uno shock del genere l'integrazione europea non sarebbe mai stata possibile:</p>
<blockquote><p>Credo che gli architetti dell&rsquo;unione monetaria sapessero gi&agrave; che il loro modello avrebbe portato a una crisi e che la crisi avrebbe portato a una soluzione federalista. Non sono certo di quanto fosse preciso il piano, ma era implicito. In effetti ora possiamo dirlo: quel modello era fatto per creare una crisi.&nbsp;</p>
</blockquote>
<p>Proprio per questo scopo, argomenta Ferguson, nel progetto dell'unione monetaria non &egrave; stata introdotta alcuna clausola di uscita:</p>
<blockquote><p>Gli euroentusiasti hanno ottenuto quel che volevano: una volta raggiunto un livello di integrazione cos&igrave; avanzato, &egrave; impossibile tornare indietro. E fin da subito si pensava che fosse impossibile uscire, per questo non esiste una clausola. Non si sarebbe ottenuto il federalismo con altri mezzi.</p>
</blockquote>
<p>Comunque stiano le cose, ormai l'Europa ha superato il punto di non ritorno e non ha altra scelta che andare avanti con il federalismo:</p>
<blockquote><p>Ora siamo al momento della verit&agrave;, quello in cui non puoi pi&ugrave; continuare con la storiella di un&rsquo;unione monetaria che pu&ograve; esistere indipendentemente da un&rsquo;unione fiscale.</p>
</blockquote>]]></description><pubDate>Tue, 22 May 2012 18:05:53 +0100</pubDate><guid>2036201</guid></item>



























<item><title>Una lunga estate di debito | Blog</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/blog/1989671-una-lunga-estate-di-debito</link><description><![CDATA[<img style="float:left;" src="http://www.presseurop.eu/files/images/blog/prova-costume.jpeg" alt="" /><p>Che non fossimo ancora fuori dalla crisi lo si era capito. Ma secondo l'analisi di <a href="http://www.linkiesta.it/europa-boccia-monti" target="_self">Fabrizio Goria su Linkiesta</a>, &quot;il periodo pi&ugrave; duro dell&rsquo;Italia&quot; deve ancora iniziare:</p>
<blockquote><p>Nell&rsquo;arco di questi 12 mesi gli italiani hanno compreso che il barometro della paura si chiama spread, cio&egrave; il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani con scadenza decennali e i corrispettivi tedeschi. Ma presto dovranno forse imparare una nuova parola, cio&egrave; bailout.</p>
</blockquote>
<p>Dopo mesi di tassi oltre il 5% sui bond decennali, il finanziamento del debito italiano &egrave; ormai ben oltre i limiti di sostenibilit&agrave;. E il peggio arriva adesso.</p>
<blockquote><p>Dal primo maggio a fine anno, l&rsquo;Italia deve rifinanziarsi per 244 miliardi. Fra giugno e ottobre il periodo pi&ugrave; tosto, con quasi 160 miliardi di euro di titoli di Stato da collocare.&nbsp;</p>
<p>&laquo;Se non ci sono misure di consolidamento fiscale adeguate, unite alla crescita economica, per l&rsquo;Italia potrebbe essere inevitabile una richiesta di aiuti internazionali&raquo;, scriveva Morgan Stanley pochi giorni fa. [...] Come ci spiegano diversi funzionari della Commissione europea, &laquo;la soglia del pericolo per l&rsquo;Italia &egrave; uno spread di 350 punti con la Germania&raquo;.&nbsp;</p>
</blockquote>
<p>Vista la tendenza, per il governo Monti l'alternativa potrebbe essere semplice e terribile: &quot;o nuove manovre o richiesta di aiuti&quot; alla stessa troika che sta operando in Grecia con i noti effetti. Quest'estate passare la prova costume potrebbe rivelarsi pi&ugrave; facile del solito.</p>]]></description><pubDate>Tue, 15 May 2012 16:41:47 +0100</pubDate><guid>1989671</guid></item>

















































<item><title>Intervista | Antonio Tajani: "per combattere l'euroscetticismo occorre vincere la sfida della crescita" | Blog</title><link>http://www.presseurop.eu/it/content/blog/1925531-antonio-tajani-combattere-l-euroscetticismo-occorre-vincere-la-sfida-della-cres</link><description><![CDATA[<img style="float:left;" src="http://www.presseurop.eu/files/images/blog/2_1.JPG" alt="" /><p><strong>A margine del <a href="http://www.journalismfestival.com" target="_self">Festival internazionale del giornalismo di Perugia</a>, che si &egrave; svolto dal 25 al 29 aprile, Presseurop ha intervistato il vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo all&rsquo;Industria, Antonio Tajani, e il ministro italiano degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi. </strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Presseurop: Ministro Moavero Milanesi, secondo lei, siamo usciti o no dalla crisi ?</strong></p>
<p>Se parliamo della crisi economica, non ne siamo ancora usciti perch&eacute; &egrave; una crisi di una tale portata e di cui &egrave; difficile identificare i confini. Per&ograve; in Europa stiamo facendo quanto necessario per uscirne non solo nei tempi pi&ugrave; rapidi  &ndash; &nbsp;questo dipender&agrave; dalla congiuntura globale nel mondo  &ndash; &nbsp;ma anche nei modi migliori, e questa seconda cosa per l&rsquo;Europa &egrave; la pi&ugrave; importante.</p>
<p><strong>Vicepresidente Tajani, lei &egrave; appena tornato da una visita in diversi paesi europei sottoposti a pesanti cure di austerit&agrave; nell&rsquo;ultimo anno  &ndash; &nbsp;la Grecia, l&rsquo;Irlanda e la Spagna  &ndash; &nbsp;due dei quali hanno visto la gestione del loro bilancio presa in mano dalla troika UE-BCE-FMI e nei quali l&rsquo;opinione pubblica &egrave; spesso critica nei confronti dell&rsquo;Europa. Che impressione ha avuto della situazione sul posto e dell&rsquo;umore dei cittadini? </strong></p>
<p>Sono andato in Irlanda e in Grecia a portare messaggi che non riguardano i sacrifici  &ndash; &nbsp;necessari  &ndash; &nbsp;che devono essere fatti in quei paesi in maniera pi&ugrave; forte rispetto a quanto dovr&agrave; essere fatto in altri paesi. Sono andato a portare messaggi che riguardano l&rsquo;azione per la crescita, cio&egrave; quello che occorre fare sull&rsquo;altro fronte per uscire dalla crisi. Il rigore &egrave; necessario ma non sufficiente: fare politiche soltanto di rigore significa non risolvere i problemi. Rigore e crescita sono i due fronti sui quale occorre agire. Come commissario all&rsquo;Industria sono andato a parlare anche di investimenti. Noi abbiamo un periodico <em>competitivness proofing</em> che ci dice che l&rsquo;Irlanda &egrave; uno dei paesi al mondo dove ci sono le condizioni migliori per fare gli investimenti e questo &egrave; stato accolto positivamente sia dalla stampa che dal primo ministro Enda Kenny. </p>
<p>In Grecia invece sono andato a parlare di piccole e medie imprese. Abbiamo organizzato con il governo greco un evento al quale hanno partecipato le imprese europee e le imprese greche. Un messaggio di solidariet&agrave;; la prima tappa di un processo che ne avr&agrave; presto una seconda e nella quale le imprese del resto d&rsquo;Europa e greche insieme organizzeranno un evento per parlare concretamente di come poter agire assieme per la Grecia. Anche questo messaggio &egrave; stato accolto positivamente perch&eacute; la Grecia ha capito che l&rsquo;Europa non &egrave; solo un soggetto che chiede sacrifici ma anche un soggetto che aiuta paesi in difficolt&agrave;.</p>
<p><strong>Nell&rsquo;ultimo anno anno ci sono state in Grecia diverse manifestazioni di piazza ostili alle misure di austerit&agrave; del governo e anche una certa insofferenza nei confronti delle istituzioni comunitarie che hanno chiesto quelle misure. Ha percepito questo sentimento?</strong></p>
<p>C&rsquo;&egrave; un sentimento euroscettico, e non soltanto in Grecia, ma un po&rsquo; dappertutto. Non dobbiamo fare finta di niente n&eacute; demonizzarlo. Dobbiamo capire quali ne sono le ragioni. Accettare la sfida che rappresenta, per vincerla con risposte politiche concrete. Le risposte positive concrete sono quelle dell&rsquo;azione positiva a favore della crescita: aiuti all&rsquo;economia reale, sviluppare il mercato interno, avere una politica industriale moderna, competitiva ed europea e forte sostegno alle piccole e medie industrie. Se noi sapremo svolgere quest&rsquo;azione, quindi dare risposte ai problemi dei cittadini, avremo vinto la sfida. In Grecia nascono movimenti di estrema destra e di estrema sinistra. Non credo che ci siano nostalgici del comunismo e del fascimo: sono persone che sono scontente e preoccupate per quello che succede e reagiscono rivolgendosi a coloro i quali si oppongono alla cultura democratica perch&eacute; ritengono che la democrazia europea non &egrave; in grado di risolvere i problemi. Invece noi dobbiamo dimostrare  &ndash; &nbsp;per vincere una partita democratica  &ndash; &nbsp;che l&rsquo;Europa &egrave; in grado di risolvere questi problemi e che l&rsquo;Europa politica &egrave; l&rsquo;unico strumento per essere competitivi nel mondo e permettere a questo continente, a mezzo miliardo di persone, di poter avere una prospettiva positiva nei prossimi anni.</p>
<p><strong>Ministro Moavero Milanesi, a proposito di euroscetticismo, l&rsquo;Italia sembra essere l&rsquo;unico paese soggetto a misure di rigore in nome dell&rsquo;Europa nel quale per&ograve; l&rsquo;Europa &egrave; ancora abbastanza popolare. Come se lo spiega?</strong></p>
<p>Non parlerei di misure di austerity n&eacute; di misure chieste dall&rsquo;Europa. Il nostro paese si porta dietro dagli anni Ottanta del secolo scorso un forte debito pubblico che abbiamo prodotto noi e che &egrave; il risultato di scelte politiche fatte all&rsquo;epoca e che &egrave; a tutt&rsquo;oggi l&rsquo;unico dato critico della situazione italiana. Le misure che il nostro governo ha adottato e quelle adottate dai governi precedenti sono importanti per ridare stabilit&agrave; e sicurezza alla nostra situazione nazionale. Richiedono a tutti i cittadini un sacrificio contributivo particolare e importante, ma non le definirei di austerity: servono a ridare quella sicurezza che &egrave; la base fondamentale per far ripartire il paese. Accanto a formule come sacrificio e contributo, abbiamo, &nbsp;come governo, adottato importanti riforme, che noi riteniamo necessarie per il nostro paese e che in numerosi paesi europei e in giro per il mondo erano state adottate in passato. Pensiamo alle liberalizzazioni, alle semplificazioni amministrative e alle altre misure di cambiamento di alcune realt&agrave; istituzionali. Il tutto per dare un nuovo slancio al paese. </p>
<p>Sono alcune tappe su un cammino che ha la sua base nel necessario e indispensabile rigore, per rimettere il convoglio sul binario corretto, ma che si ricollega direttamente all&rsquo;esigenza della crescita, sia al livello europeo che internazionale.</p>
<p>L&rsquo;euroscetticismo non emerge in modo cos&igrave; violento o evidente in Italia perch&eacute; i cittadini si rendono conto che i sacrifici richiesti loro lo sono in chiave nazionale e non sono dettati da un&rsquo;agenda stabilita in Europa. Poi perch&eacute;, a differenza della terminologia correntemente utilizzata, i cittadini si rendono conto che l&rsquo;Europa non &egrave; un&rsquo;entit&agrave; terza che ci impone sacrifici e ci elargisce benefici, ma &egrave; un&rsquo;entit&agrave; della quale siamo pienamente parte. E il nostro governo cerca, attraverso un dinamismo di azione, di essere efficace in questa entit&agrave;. Per questo il nostro governo &egrave; stato tra i primi ad aprire il discorso sull&rsquo;esigenza della crescita a livello dell&rsquo;Unione europea.</p>
<p><strong>Vicepresidente Tajani, la Commissione europea ha spinto per l&rsquo;adozione dell&rsquo;Accordo sul copyright e contro la contraffazione, meglio noto come Acta e ha raccomandato la sua ratifica da parte dei Ventisette. Ma, in seguito alle manifestazioni contro Acta in diversi paesi europei, in particolare in Europa centrale e orientale, a causa del suo carattere repressivo nei confronti della pirateria online, il Parlamento &egrave; orientato verso una bocciatura. Come viene percepito questo alla Commissione?</strong></p>
<p>Il Parlamento &egrave; sovrano. Sono stato per quindici anni parlamentare europeo e non voglio commentare le sue decisioni. In alcune occasioni ci possono essere delle divergenze, e questo &egrave; il gioco democratico. Si pu&ograve; essere pi&ugrave; o meno d&rsquo;accordo, ma il Parlamento rimane sovrano in democrazia. Potevamo aspettarci una risposta diversa, ma questa &egrave; stata e dobbiamo prenderne atto. </p>
<p><strong>E quindi Acta sar&agrave; abbandonato, almeno per quanto riguarda l&rsquo;Unione europea?</strong></p>
<p>Vedremo. Il commissario al Commercio Karel De Gucht, il presidente Barroso e il collegio decideranno in conseguenza.</p>
<p>nota: il 4 maggio, la commissaria europea all&rsquo;Agenda digitale Neelie Kroes <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/12/326&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en">ha riconosciuto</a> che Acta non &egrave; pi&ugrave; all&rsquo;ordine del giorno in Europa.</p>
<p><strong><em>Intervista realizzata da <a href="/ro/content/article/58471-betia-dupa-bac">Gian Paolo Accardo</a>.</em></strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2012 16:56:36 +0100</pubDate><guid>1925531</guid></item>























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