Speciali
Grecia: la lunga crisi
La descente aux enfers
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Grecia
Il naufragio è stato evitato
9 marzo 2012146To Ethnos Atene -
Grecia
Non si può più sbagliare
21 febbraio 201210To Ethnos Atene -
Grecia
L’impunità al potere
20 febbraio 201249De Morgen Bruxelles -
13 febbraio 201293To Ethnos Atene
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Grecia
Atene va in pensione
9 febbraio 201242To Vima Atene -
Grecia
L’uscita dall’euro fa paura
4 gennaio 20128PresseuropPresseurop -
Crisi del debito
Grecia e Italia, destini paralleli
11 novembre 20115Eleftherotypia Atene -
Grecia
Insieme per forza
7 novembre 201112Eleftherotypia Atene -
2 novembre 20116To Ethnos Atene
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Grecia
La farsa diventa tragedia
13 settembre 20113Ta Nea Atene -
Grecia
Sul filo del rasoio
6 settembre 201113To Ethnos Atene -
Grecia
Tra la peste e il colera
5 settembre 2011PresseuropI Kathimerini -
Crisi del debito
Ultimo avvertimento per Atene
19 maggio 2011PresseuropFinancial Times Deutschland -
9 maggio 2011Libération Parigi
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6 aprile 2011PresseuropFinancial Times Deutschland
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30 marzo 2011PresseuropI Kathimerini
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Grecia
Un mese per trovare l’uscita
23 febbraio 2011Ta Nea Atene -
Debito
Il ritorno dei Pig
10 settembre 20101PresseuropHandelsblatt -
Grecia
L’incubo dell’Europa
23 aprile 2010PresseuropLes Echos -
Grecia
Tre anni per salvare l’euro
16 aprile 2010PresseuropThe Economist -
9 aprile 20104Presseurop
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Grecia
La tregua è già finita
8 aprile 2010PresseuropLa Tribune -
Consiglio europeo
Tragedia greca, fine del primo atto
26 marzo 2010Presseurop -
Grecia
È l'ora dei sacrifici
11 febbraio 20101Le Figaro Parigi -
Crisi
I Pigs rischiano grosso
4 febbraio 20107Presseurop -
26 gennaio 20103La Stampa Torino
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Grecia
Una tragedia per l'Unione
15 dicembre 2009Der Spiegel Amburgo -
Grecia
Dopo Dubai tocca ad Atene?
9 dicembre 20091Presseurop -
1 dicembre 2009PresseuropEleftherotypia
La population en première ligne
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Grecia
Il futuro è a Salonicco
8 marzo 201212Die Zeit Amburgo -
17 febbraio 2012102The Daily Telegraph Londra
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Grecia
Morire di debiti
16 febbraio 201231To Vima Atene -
Grecia
Basta con la terapia d’urto
15 febbraio 201296Die Zeit Amburgo -
Grecia
I barboni con l’iPhone
30 gennaio 201214Libération Parigi -
11 gennaio 201234Die Zeit Amburgo
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Emigrazione
L’esodo dei greci in Australia
22 dicembre 201115The Guardian Londra -
Grecia
Sguardi sulla crisi
28 novembre 20114Expressen Stoccolma -
9 novembre 20119Financial Times Londra
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22 settembre 201127Die Presse Vienna
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19 settembre 20117To Vima Atene
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Grecia
Ancora sacrifici inutili?
12 settembre 20111PresseuropEleftherotypia -
Grecia
Atene si arrende al debito
2 settembre 201113Libération Parigi -
Grecia
La crisi aiuta il cinema
2 settembre 20111The Guardian Londra -
5 agosto 2011The Guardian Londra
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19 luglio 2011The New York Times New York
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Reportage
Tra gli indignati di piazza Syntagma
16 giugno 20112Eleftherotypia Atene -
Grecia
La democrazia torna a casa
16 giugno 20114The Guardian Londra -
1 giugno 2011To Vima Atene
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Grecia
Il cielo è sempre più nero
3 maggio 2011Libération Parigi -
26 aprile 20111To Vima Atene
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Grecia
Un paese a rotoli
18 aprile 20111To Vima Atene -
15 marzo 2011I Kathimerini Atene
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Grecia
La rabbia inutile
11 marzo 2011To Vima Atene -
Grecia
Cacciatori di piscine
4 agosto 20101Der Spiegel Amburgo -
Grecia
Un paese a prezzi di saldo
26 maggio 20102Ta Nea Atene -
Grecia
Un paese sconvolto
6 maggio 20101Presseurop -
Grecia
Si è sfiorata la rivoluzione
6 maggio 20101To Ethnos Atene -
Grecia
Nella morsa dell’austerity
3 maggio 20103To Ethnos Atene -
Grecia
I colonnelli in grisaglia
21 aprile 20102To Vima Atene -
Economia
L’austerity non piace a tutti
18 marzo 20102International Herald Tribune Paris
L'onde de choc en Europe
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21 febbraio 201211PresseuropFinancial Times
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Grecia
Le colpe dell’Europa
10 febbraio 201256La Stampa Torino -
Eurozona
Cade l’ultimo tabù
8 febbraio 201213De Volkskrant Amsterdam -
Eurozona
Pericolo greco per la Bce
2 febbraio 20129De Tijd Anversa -
Euro
La trappola greca
24 gennaio 201214Süddeutsche Zeitung Monaco -
Eurozona
Nelle mani dei tecnocrati
15 novembre 201110Financial Times Londra -
Unione europea
Se perdiamo la Grecia
4 novembre 201113Le Figaro Parigi -
Rassegna stampa
Euro, l’incubo diventa realtà
13 settembre 20115Presseurop -
26 luglio 20114Ta Nea Atene
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Grecia
Un bel gioco dura poco
20 luglio 20111Ta Nea Atene -
Crisi del debito
Guardando nell’abisso greco
24 giugno 2011PresseuropPresseurop -
Grecia
La democrazia torna a casa
16 giugno 20114The Guardian Londra -
Grecia
Il governo appeso a un filo
15 giugno 2011PresseuropTo Ethnos -
Crisi del debito
La Grecia ci trascinerà con sé
14 giugno 201115The Irish Times Dublino -
Grecia
Ancora lacrime e sangue
10 giugno 20114PresseuropTa Nea -
6 giugno 2011PresseuropTa Nea
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18 maggio 20115Presseurop
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11 maggio 20111PresseuropHandelsblatt
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9 maggio 20113Süddeutsche Zeitung Monaco
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Crisi greca
L’euro ancora in pericolo
3 maggio 2010Presseurop -
28 aprile 20101La Repubblica Roma
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Grecia
L’incubo dell’Europa
23 aprile 2010PresseuropLes Echos -
Grecia
Tre anni per salvare l’euro
16 aprile 2010PresseuropThe Economist -
Grecia
È l'ora dei sacrifici
11 febbraio 20101Le Figaro Parigi -
9 febbraio 2010PresseuropTo Ethnos
Editoriale
Come ha fatto un paese che rappresenta solo il 3 per cento del pil dell'Europa a trascinare l'Unione in una crisi di cui non si riesce a vedere la fine? Come ha fatto un paese che ha organizzato i giochi olimpici del 2004 e la cui popolazione viveva al passo con le ultime mode a ritrovarsi in una situazione di quasi fallimento e costretto a sopportare sacrifici sociali senza precedenti in Europa dalla seconda guerra mondiale? La crisi greca, esplosa alla fine del 2009, non ha ancora finito di stupire e preoccupare.
Il crollo della Grecia rappresenta ormai di uno degli eventi più importanti della storia dell'Unione europea, e solleva problematiche per le quali i leader del vecchio continente non sembrano in grado di trovare una soluzione. La crisi greca mette in dubbio l'architettura comunitaria, dove a un'unione monetaria non corrisponde l'unione politica né un meccanismo chiaro di mutuo sostegno tra i paesi che ne fanno parte. Quando certi europei non vedono perché dovrebbero pagare per gli altri e quando alcuni partiti politici vedono un interesse elettorale nel mostrarsi euroscettici, la costruzione europea perde di significato. Il modello sociale continentale, basato su uno stato assistenziale più o meno sviluppato, potrebbe subire una trasformazione radicale sotto i colpi del rigore imposto alla Grecia, ma allo stesso tempo potrebbe diventare un modello anti-crisi per gli altri paesi.
Resta il fatto che i più coinvolti sono gli stessi greci, che da un momento all'altro hanno dovuto imparare a vivere con molto meno e senza prospettive chiare, sono stati costretti a vedere il loro governo vendere aziende e beni pubblici per finanziarsi e hanno dovuto riconsiderare il loro rapporto con lo stato, troppo spesso basato sui piccoli compromessi con la legge. Attaverso i reportage e le analisi, questo dossier illustra lo shock di un paese e dei suoi abitanti.
Convincendo tra l'85 e il 95 per cento dei creditori privati a cedere una parte del debito, il governo greco ha finalmente fatto ciò che ci si attendeva. Ora è il momento di dare un senso ai sacrifici della popolazione.
L'Eurogruppo ha finalmente approvato un secondo piano di salvataggio e la cancellazione di parte del debito. Per il paese potrebbe essere l’ultima possibilità, ma bisognerà puntare anche sullo sviluppo.
Il vero problema del paese non è il debito pubblico, ma il clientelarismo e la corruzione delle sue elite e l'impotenza della giustizia.
Il nuovo piano di austerity chiesto da Ue e Fmi è stato approvato dal parlamento assediato dai manifestanti. Il fallimento è scongiurato per ora, ma l'orizzonte è ancora più nero.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Sia ad Atene che a Roma la crisi ha provocato la caduta dei governi eletti e la loro probabile sostituzione con esecutivi tecnici, il cui mandato potrebbe andare al di là dell'attuazione delle misure d'emergenza.
Il patto del 6 novembre sulla formazione di un governo di unità nazionale sembra poter tamponare la crisi politica del paese. Ma per i greci i problemi economici rimangono gli stessi.
Per evitare le elezioni anticipate e la fine della sua carriera politica il premier George Papandreou ha scelto la strada della consultazione popolare. Ma si tratta di una scommessa rischiosa che mette i greci davanti a un ricatto.
Le ultime misure del governo greco per arginare il debito dimostrano il paradosso di uno stato che non può fidarsi di sé stesso. E i suoi funzionari rifiutano di metterle in atto per difendere i propri privilegi.
Le speranze che il piano di rigore imposto ad Atene con il bailout del 21 luglio scorso rimettesse in sesto le finanze del paese si stanno rivelando vane. Il governo è impotente, e lo stesso sentimento si diffonde tra i cittadini.
Da diverse settimane vengono diffuse informazioni false sullo stato delle finanze greche, con lo scopo di minare la stabilità del paese. L'ultimo episodio è la notizia pubblicata venerdì 6 maggio dallo Spiegel online di una riunione segreta dell'eurogruppo sull'imminente uscita della Grecia dall'euro. A chi giova questa criminale campagna stampa?
Durante la sua visita a Berlino il 22 febbraio, il premier Georges Papandreou ha cercato di rinegoziare il rimborso dei prestiti d'emergenza. Ma i nodi da sciogliere prima del Consiglio europeo del 25 marzo restano parecchi.
Con l'accordo concluso il 25 marzo sul piano di salvataggio della Grecia, i paesi della zona euro hanno messo fine a una tragedia che durava da mesi. Ma la soluzione non è certo perfetta e la ferita aperta nell'Unione impiegherà del tempo a rimarginarsi.
A Bruxelles, i Ventisette si muovono per salvare l'economia greca. Ad Atene l'austerity annunciata dal governo desta parecchie ansie, ma in un paese dove l'evasione fiscale dilaga alcuni cambiamenti saranno inevitabili.
Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna sono sotto pressione. I quattro paesi più fragili della zona euro, riuniti nell'acronimo Pigs (maiali), devono risanare le loro economie. I mezzi sono diversi, ma le incertezze rimangono le stesse, osserva la stampa europea.
Il rischio di una bancarotta della Grecia preoccupa le autorità europee: contribuisce a indebolire la zona euro e minaccia la credibilità di un'Unione incapace di regolare le economie dei suoi membri.
A Berlino e Bruxelles aumentano i dubbi sulla capacità della Grecia di risolvere i propri problemi di indebitamento senza aiuti esterni. Se non si interverrà, il paese rischia la bancarotta, con ripercussioni imprevedibili per la valuta europea.
Debito pubblico fuori controllo, evasione fiscale galoppante, niente risorse per le pensioni. La Grecia è sull’orlo della bancarotta: un default che avrebbe conseguenze gravissime sull’euro e che potrebbe innescare un pericoloso effetto domino tra i paesi meno virtuosi.
Lontano dalle manifestazioni e dalla burocrazia di Atene, a Salonicco politici e imprenditori studiano come costruire un nuovo modello economico partendo dai punti di forza del paese.
La situazione nel paese sta degenerando in una vera emergenza umanitaria. Di fronte a tutto ciò le elite di Bruxelles, con in testa il commissario all'economia Olli Rehn, mostrano solo indifferenza e ostinazione.
Portati alla disperazione da situazioni finanziarie insostenibili, sempre più greci si rivolgono a centri d'ascolto specializzati. Ma la terapia di gruppo spesso non basta a salvarli.
L'Eurogruppo ha rinviato la riunione del 15 febbraio per la mancanza di "garanzie politiche" sull'applicazione del piano di austerity imposto dalla troika. Ma invece che ricette sadiche, l'Europa dovrebbe offrire ad Atene una possibilità di salvezza.
Mentre i negoziati tra il governo e i creditori continuano, i disoccupati non possono più permettersi i servizi essenziali e si rivolgono alle organizzazioni caritatevoli. Presto il paese potrebbe ritrovarsi senza una classe media.
Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania.
Per i giovani dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica, l'altro emisfero è una terra promessa piena delle opportunità che mancano in patria. E Melbourne si trova a rivivere il boom migratorio del dopoguerra.
Da mesi i media europei non fanno che accusare il governo di incapacità e i cittadini di pigrizia. Ma il vero problema è un altro: la potente rete di corruzione e clientelarismo che scommette sulla rovina del paese.
La crisi della Grecia viene spesso imputata ai suoi cittadini, definiti spendaccioni e irresponsabili. Ma a guardare da vicino la loro vita è ormai un sacrificio senza fine.
Il 19 settembre il governo greco ha annunciato una nuova serie di misure di austerity per ottenere la sesta tranche di aiuti europei. Ma per le strade la gente è ridotta a rovistare nei cassonetti.
Il debito greco è fuori controllo. È il verdetto di una commissione del parlamento di Atene. Oltre agli strascichi della crisi, a pesare sul bilancio è soprattutto l’onnipresente evasione fiscale.
I bizzarri film di Yorgos Lanthimos e Athina Rachel Tsangari sono il prodotto delle difficoltà economiche della Grecia? I due registi continueranno a girare i loro film mentre il paese lotta per non affondare?
Di fronte all’inquietante realtà degli stipendi non pagati, delle imprese in bancarotta e della disoccupazione di massa, i greci stanno scegliendo sempre di più la strada della disobbedienza civile. Atene è alle prese con un nuovo modello politico? Il reportage del Guardian da Salonicco.
Il pacchetto di austerity e privatizzazioni adottato dal governo socialista in cambio del bailout lo ha messo in rotta di collisione con gli interessi dei sindacati e della sua base elettorale. Una contraddizione che rende ancora più difficile il compromesso.
Il 15 giugno decine di migliaia di persone hanno protestato contro le misure di austerity del governo davanti al parlamento di Atene, dove gli "indignati" greci sono accampati da più di tre settimane. La manifestazione si è svolta pacificamente, ma ai suoi margini ci sono stati scontri.
Mentre il governo è sempre più in crisi, in piazza Syntagma i contestatori hanno raggiunto un sorprendente livello di organizzazione: partecipazione e democrazia diretta per superare i limiti della politica tradizionale.
Martoriati dalla crisi e dai tagli, i greci sono costretti a rivoluzionare il loro stile di vita. E imparano a rinunciare non solo ai lussi e ai divertimenti, ma anche a necessità primarie come l'alimentazione e le operazioni.
Dopo mesi di austerity i greci non vedono ancora una via d'uscita dalla crisi. La fiducia nello stato, nella politica e nell'Unione europea è ai minimi storici, ma la reazione più comune è l'apatia.
Un documentario prodotto e diffuso tramite internet cerca di capire come è stato accumulato l'enorme debito pubblico del paese e punta il dito contro i responsabili. Dopo il suo inaspettato successo, il dibattito è esploso.
Il governo di Atene sembra orientato verso la ristrutturazione del debito pubblico, nonostante la reazione di Ue e Fmi potrebbe essere molto dura. Intanto la coesione sociale diminuisce a vista d'occhio.
Nonostante la ridiscussione dei termini del bailout, i greci sono sempre più pessimisti sul futuro. Per uscire dallo stallo servono le forze delle nuove generazioni, attualmente vittime dell'immobilismo della società.
Dopo un anno di austerity, il paese è ancora esposto al rischio di fallimento, agli attacchi degli speculatori e alla sfiducia dei partner europei. I cittadini sono esasperati, ma il cambiamento sembra impossibile.
Per rimpinguare le casse dello stato e onorare gli impegni internazionali, il governo di Georges Papandreou ha dichiarato guerra all'evasione fiscale. Ma per quadrare i conti anche il tesoro deve ricorrere a qualche trucchetto.
Impoveriti dalla crisi, i greci consumano sempre di meno. Così i panettieri di Atene hanno deciso di abbassare il prezzo del pane a 50 centesimi. Gli altri settori dell'economia potrebbero imitarli presto.
La stampa greca è sconvolta dalla morte di tre persone durante la manifestazione di Atene contro il piano di austerity del governo. Negli scontri tra polizia dimostranti diverse persone sono rimaste ferite.
Di fronte alle intense manifestazioni contro il piano di austerity, il governo dovrà reagire in maniera appropriata. Altrimenti il rischio è uno scontro sociale senza precedenti.
Le misure pretese da Ue e Fmi stanno mettendo in difficoltà il governo di Atene. I vincoli imposti al paese per contenere la spesa pubblica minacciano di spazzare via mezzo secolo di conquiste sociali.
I negoziati tra Atene, l’Ue e il Fondo monetario internazionale sono partiti. I greci temono le rigide condizioni che l'Fmi imporrà per il salvataggio delle finanze del paese.
Dalla Grecia all'Irlanda, l'Unione europea spinge i suoi membri ad adottare dolorosi tagli alla spesa pubblica. Ma questo culto del rigore incontra sempre più critici, convinti che simili misure possano sprofondare l'Europa in una recessione ancora più grave.
La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
Con le recenti dichiarazioni sulla possibile uscita della Grecia dalla zona euro, i leader europei sembrano voler preparare il terreno a un evento finora inconcepibile. Uno dopo l'altro i dogmi sulla crisi stanno finalmente svanendo.
Il default di Atene non è ancora scongiurato. Una simile eventualità getterebbe nel baratro la Banca centrale europea, che detiene enormi quantità di bond greci.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
La nomina di governi tecnici in Italia e Grecia è stata definita da più parti una sospensione della democrazia. Ma solo figure al di sopra delle parti possono fermare la radicalizzazione della politica innescata dalla crisi.
Nonostante sia membro dell'Ue da trent'anni, il paese sembra più vicino ai Balcani ex-comunisti che all'Europa occidentale. Ma rinunciare agli sforzi d'integrazione equivarrebbe a consegnarlo all'influenza estera e a trasformarlo in un campo di battaglie geopolitiche.
Il nuovo piano di salvataggio della Grecia deciso dall'Unione europea il 21 luglio non servirà a placare le agenzie di rating. Per cavarsela i greci dovranno cambiare metodo e favorire una politica per lo sviluppo, scrive un editorialista.
Il vertice straordinario dell'Eurozona che si tiene a Bruxelles il 21 luglio dovrebbe essere decisivo per le sorti del debito greco. Ma le esitazioni di Angela Merkel continuano a inquietare i greci, che hanno già fatto la loro parte di sacrifici.
Dopo che Standard & Poor's ha assegnato al debito sovrano di Atene il peggior rating del mondo, le prospettive di una soluzione alla crisi appaiono minime. E la storia del paese sembra confermare le previsioni più pessimistiche.
Di fronte al fallimento della altre opzioni, l'idea di una ristrutturazione del debito greco sta lentamente prendendo piede tra le capitali europee. Al momento, però, la parola è ancora tabù.
Con il vertice segreto di venerdì scorso sulla crisi greca, i ministri delle finanze dell’Ue si sono giocati la fiducia residua dei cittadini. Un inganno di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità. Non è così che si salva la moneta unica, scrive la Süddeutsche Zeitung.
Il piano di aiuti straordinari offre un salvagente alla Grecia, ma sul lungo periodo l’avvenire della moneta pubblica e la governance dell’Unione restano ancora a rischio. I pareri della stampa europea.
Governi e mercati si affrontano in una partita mortale. In palio c'è il futuro dell'euro, che rischia di crollare sotto i colpi della speculazione. E la strategia egoistica della Germania rende tutto più difficile. 































