La comunità internazionale si è data appuntamento dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen. L'obiettivo è trovare un accordo per la riduzione delle emissioni di gas serra e contrastare il riscaldamento globale. L'Unione europea vuole avere un ruolo di primo piano alla conferenza. Dalle energie rinnovabili agli aiuti ai paesi poveri, le idee sul tavolo sono molte. Quello che manca, semmai, è la volontà dei soggetti economici e politici.
Guidate dalla Shell, molte imprese e organizzazioni si dicono favorevoli allo stoccaggio delle emissioni di anidride carbonica. Una tecnica su cui diversi scienziati un tempo scettici oggi sembrano essere d'accordo. Ma gli interessi economici sono tali che è difficile credere alla loro indipendenza.
"A Reykjavik nessuno ha festeggiato il 24 febbraio, quando la Commissione europea ha dato il via libera ai negoziati per l'adesione dell'Islanda all'Unione europea", scrive Hjortur J. Gudmundsson su euobserver.com. Il motivo è semplice.
Il fuoco incrociato della stampa europea sull'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Catherine Ashton non accenna a placarsi.