Speciali
Il trattato di Lisbona
On Presseurop
-
Repubblica Ceca: Niente più eccezioni
27 settembre 2010PresseuropLidové noviny -
Commissione europea: Barroso schiacciato dalle parole
8 settembre 2010361 Presseurop -
Diplomazia: Il Parlamento alza la voce
23 giugno 2010PresseuropLe Monde -
Crisi greca: Tu quoque, José?
26 maggio 2010PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Istituzioni europee: Un milione di firme per cambiare l'Unione
20 gennaio 2010583 El País Madrid -
Istituzioni: L'Europa a corto di progetti e ambizioni
1 dicembre 2009Dziennik Gazeta Prawna Varsavia -
Consiglio europeo: Lezioni da Bruxelles
24 novembre 200938 Rzeczpospolita Varsavia -
Consiglio europeo: Herman e Catherine chi?
20 novembre 200965 Presseurop -
Consiglio europeo: Piccoli negoziati tra amici
18 novembre 200913 Presseurop -
Istituzioni europee: Dove sono le donne?
17 novembre 200921 La Stampa Torino -
Trattato di Lisbona: È fatta, voltiamo pagina
4 novembre 200920 Presseurop -
Presidenza Ue: Scontro dei capi, primo round
29 ottobre 20091 Presseurop -
Dopo Lisbona/4: Meglio Alto rappresentante che presidente
12 ottobre 2009The Daily Telegraph Londra -
L’Europa dopo Lisbona/3: E ora innoviamo
8 ottobre 2009El País Madrid -
l'europa Dopo Lisbona (2): Oggi il G20, domani il mondo
7 ottobre 200926 Financial Times Londra -
L'Europa dopo Lisbona (1): L'Unione in cerca del suo Washington
6 ottobre 2009Le Monde Parigi -
Irlanda: Che faranno gli orfani del no?
5 ottobre 20091 Irish Independent Dublino -
Unione europea: Tre uomini e un trattato
5 ottobre 2009Presseurop -
Trattato di Lisbona: Perché i cechi snobbano l'Europa
2 ottobre 2009111 Hospodářské noviny Praga -
Trattato di Lisbona: Un'Unione con più pregi che difetti
30 settembre 20091 The Irish Times Dublino -
Trattato di Lisbona: L'Irlanda deve raccogliere il testimone tedesco
23 settembre 2009Irish Independent Dublino -
Commissione europea: L'uomo del compromesso
17 settembre 2009The Independent Londra -
Trattato di Lisbona: Tre motivi per dire no
16 settembre 2009The Sunday Business Post Dublino -
Commissione europea: Barroso II: un mandato al ribasso
14 settembre 20091 Presseurop -
Germania: Lisbona riparte da Berlino
9 settembre 2009PresseuropFrankfurter Rundschau -
Testimonianza: Il potere? Cercatelo a Bruxelles
8 settembre 2009121 The Daily Telegraph Londra -
Irlanda: E se gli irlandesi dicono no?
7 settembre 2009Financial Times Londra -
Commissione europea: Barroso si crede il Mosé dell'Unione
4 settembre 2009PresseuropMladá Fronta DNES -
Irlanda: Ryanair appoggia il trattato di Lisbona
28 agosto 2009PresseuropGazeta Wyborcza -
Irlanda-Islanda: Due isole, un solo destino
7 agosto 2009Le Monde Parigi -
Dibattiti: Pensiamo al futuro dell'Europa
24 luglio 20094 Polityka Varsavia -
Parlamento europeo: Cinque anni intensi
14 luglio 2009Presseurop -
Istituzioni: La Germania ridisegna il futuro dell'Unione
14 luglio 2009121 Financial Times Londra -
Opinioni: Dove va l'Unione europea?
3 luglio 2009111 Presseurop -
Germania: Il trattato di Lisbona fa una pausa a Berlino
1 luglio 2009Presseurop -
Presidenza Ue: L'ambiente può attendere
30 giugno 20091 Fokus Stoccolma -
Irlanda: La verità su Lisbona
22 giugno 2009The Irish Times Dublino -
Commissione europea: Barroso, ancora tu?
17 giugno 2009The Guardian Londra -
Istituzioni: Resuscitare Metternich
11 giugno 2009171 Lidové noviny Praga -
Elezioni europee: Gli euroscettici irlandesi gettano la maschera
8 giugno 2009PresseuropThe Irish Times -
Elezioni europee: Euroscettici in ordine sparso
5 giugno 20093 Presseurop -
Repubblica Ceca: La battaglia di Lisbona continua a Praga
22 maggio 20092 Presseurop
Il primo discorso sullo stato dell'Unione del presidente dell'esecutivo europeo era molto atteso. Ma il risultato è stato molto inferiore alle aspettative, concorda la stampa europea.
Il trattato di Lisbona introduce le iniziative di legge popolari a partire da un milione di firme. Ma non è abbastanza per inquadrare questo nuovo strumento di democrazia partecipativa.
Con il trattato di Lisbona ormai in vigore, se l'Ue vuole davvero avere un ruolo importante sullo scacchiere internazionale dovrà assumersi le sue responsabilità. Ma i segnali arrivati di recente con le nomine dei suoi nuovi dirigenti non vanno in questa direzione, si rammarica il politologo polacco Aleksander Smolar.
Che cosa possono insegnarci sull’Unione Europea le recenti nomine di Herman Van Rompuy e Catherine Ashton alle massime cariche della Commissione? Almeno cinque cose, afferma il direttore del quotidiano di Varsavia Rzeczpospolita. Ma nessuna di esse è facile da mettere in pratica.
Nonostante siano la maggioranza della popolazione europea, le donne sono rare al vertice dell'Unione. Mentre è in corso il dibattito sull'assegnazione dei posti chiave, si moltiplicano gli appelli al rispetto della parità.
Con la firma del presidente ceco, l'entrata in vigore del trattato di Lisbona a dicembre è ormai certa. Ora l’Ue dispone degli strumenti per funzionare al meglio, ma sarà tutto inutile se i suoi leader non cambiano atteggiamento, avverte la stampa europea.
Anche se non se ne discuterà al prossimo Consiglio europeo a Bruxelles, in Europa non si parla d'altro: chi sarà il nuovo volto dell'Unione? La corsa per la nuova carica di presidente Ue è aperta, e la stampa europea ha iniziato a scommettere.
Tony Blair è quasi sicuramente destinato a diventare il primo presidente dell’Unione, scrive Con Coughlin sul Daily Telegraph, ma il suo ruolo sarà quasi esclusivamente formale. Il vero potere sarà concentrato nelle mani dell’alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune.
Quando sarà definitivamente ratificato, il trattato di Lisbona dovrebbe dare all'Ue gli strumenti per realizzare le sue ambizioni politiche ed economiche. Non manca che il coraggio di assumersi dei rischi, sostiene Moisés Naím, direttore del mensile statunitense Foreign Policy.
Rafforzata dalla ratifica del trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda, l’Unione europea potrebbe ora aspirare al ruolo di potenza globale. Secondo Gideon Rachman, però, è il G20 la piattaforma ideale per soddisfare le sue ambizioni.
Il sì dell'Irlanda al trattato di Lisbona rilancia le speculazioni sul futuro presidente dell'Unione europea. Ma i 27, che non sempre riescono a mettersi d'accordo, sono ancora lontani dall'aver trovato quell'uomo della provvidenza che dovrebbe incarnare l'Europa, osserva Le Monde.
L’Irlanda ha votato per la seconda volta l’adesione al trattato di Lisbona e con il 67,2% questa volta il fronte dei sì ha riportato una schiacciante vittoria. Il giornalista irlandese James Downey, però, sostiene che aver ignorato il voto di coloro che nel 2008 avevano bocciato il trattato vìola i diritti civili e crea un vuoto nella cultura politica dell’Irlanda.
Approvato dagli irlandesi il 2 ottobre, il trattato di Lisbona deve ancora superare le reticenze di diversi leader europei per entrare in vigore. Il presidente ceco Vaclav Klaus, quello polacco Lech Kaczynski e il capo dei conservatori britannici David Cameron potrebbero creare altri problemi, osserva la stampa europea.
La Repubblica ceca, come la Polonia, non ha ancora ratificato il trattato di Lisbona perché il suo presidente blocca la procedura. A Praga, sostiene Hospodářske Noviny, si capisce ancora meno che a Varsavia che cos'è l'Europa.
Con i recenti sondaggi che suggeriscono un calo del consenso degli irlandesi per l'integrazione europea, l'Irish Times ribadisce il suo sì al referendum del 2 ottobre sul trattato di Lisbona, affermando che l'Irlanda deve contribuire "a questo grande e imperfetto progetto"
Con ogni probabilità Angela Merkel sarà rieletta cancelliera questo mese. Diversamente dai suoi predecessori forgiati dalla tormentata storia tedesca, dimostra scarso entusiasmo per un progetto europeo che è stato di grandissimo aiuto per nazioni in passato povere come l’Irlanda. Secondo Thomas Molly è un motivo in più per gli irlandesi per sottoscrivere il trattato di Lisbona nel referendum del 2 ottobre, al fine di mantenere a galla un'unione vacillante.
Pur senza grandi entusiasmi, José Manuel Barroso è stato rieletto presidente della Commissione Europea con l'ampio margine di 382 voti contro 219. Adrian Hamilton sulle pagine dell’Independent afferma che un responsabile esecutivo meno incline alla burocrazia sarebbe stato più opportuno ora che l’Europa si trova ad affrontare problemi complessi come la recessione, il cambiamento climatico e la sicurezza energetica.
Il 2 ottobre gli irlandesi saranno chiamati a pronunciarsi una seconda volta per referendum sul trattato di Lisbona. Sul Sunday Business Post, il famoso giornalista Vincent Browne spiega gli argomenti che dovrebbero spingere gli elettori a votare no.
Con ogni probabilità il 16 settembre il presidente uscente della Commissione Europea sarà rieletto dal Parlamento. Secondo la stampa europea Barroso, contestato per come ha gestito la crisi economica, inizierebbe il suo secondo mandato in una posizione nettamente più debole rispetto alle altre istituzioni comunitarie.
In un recente viaggio a Bruxelles, il sindaco di Londra Boris Johnson ha scoperto una città futuribile divenuta, secondo lui, il vero centro di potere d'Europa. A scapito di Westminster, soprattutto per quanto riguarda il controllo dei mercati finanziari.
Il 2 ottobre l’Irlanda deciderà per la seconda volta in merito al Trattato di Lisbona. Secondo quanto riferisce il Financial Times, mentre molti prevedono che essa tornerà in seno all’Europa per uscire dalla grave recessione economica che l’ha colpita, recenti sondaggi lascerebbero intuire che il fronte del no è in ascesa.
Colpita duramente dalla crisi economica, l'Islanda ha avanzato la sua candidatura per l'ingresso in Ue. Alcuni stati membri però legano la sua adesione all'adozione del trattato di Lisbona da parte degli irlandesi. Una situazione paradossale per due paesi che, nonostante alcuni aspetti in comune, vedono l'Europa in modo molto diverso, analizza Le Monde.
Per uscire dalla crisi che l'attraversa, l'Unione europea deve andare avanti e fondare un nuovo grande progetto, ambizioso come la moneta unica. È quel che propone il rapporto "L'Europa può fare di meglio", elaborata a Varsavia dal settimanale Polityka e dal centro di riflessione demosEuropa. Un testo che invita a scegliere un futuro.
Crisi economica, clima, immigrazione, allargamento, rielezione di Barroso, trattato di Lisbona. L'agenda degli eurodeputati per la prossima legislatura è già molto fitta. Ma sotto la guida del primo presidente dell'est si preparano ad affrontare le turbolenze, scrive la stampa europea.
Il 14 luglio gli eurodeputati danno inizio alla nuova legislatura con la speranza di accrescere la loro influenza sul funzionamento dell'Unione. Ma il recente verdetto della Corte costituzionale tedesca, che rimette in causa la loro legittimità, potrebbe cambiare la natura dell'integrazione europea, avverte Wolfgang Münchau sul Financial Times.
Come confermato dalla bassa affluenza in occasione delle ultime elezioni europee, l'Europa non riesce a sedurre i suoi abitanti. Quali sono le ragioni di questa disaffezione? Come ravvivare l'interesse dei cittadini e dare un futuro al suo progetto? Dobbiamo proseguire nell'allargamento o rendere più profondi i legami già esistenti? Intellettuali e politologi europei dicono la loro.
La Corte costituzionale di Karlsruhe ha dato il via libera alla ratifica del Trattato di Lisbona, ma ha chiesto alcune modifiche alla legge tedesca per garantire le prerogative del Parlamento nazionale. Questo "sì, ma" può ritardare la ratifica del trattato.
Stoccolma pensava di fare delle politiche ambientali post-Kyoto il vessillo del suo semestre alla guida dell'Unione. Ma la crisi economica ha imposto le sue priorità e il governo svedese ha dovuto riconsiderare verso il basso le proprie ambizioni.
Ora che gli irlandesi hanno ottenuto garanzie sul trattato, un nuovo referendum dovrebbe essere organizzato a ottobre. È ora di distinguere i fatti dalle leggende e ribattere all'eterogenea coalizione dei sostenitori del no, scrive l'Irish Times.
Il 18 e 19 giugno i leader europei si riuniscono a Bruxelles per decidere sulla rielezione di José Manuel barroso alla guida della Commissione. Il portoghese però sembra lontano dal godere di un supporto unanime, come dimostra questo ritratto del Guardian.
A 150 anni dalla sua morte, il capo della diplomazia dell'impero Austro-ungarico è ancora politically uncorrect. Ma col trattato di Lisbona i 27 hanno ricreato il concerto delle nazioni che il principe aveva instaurato in Europa, sostiene il quotidiano ceco Lidové Noviny.
Oppositori del trattato di Lisbona, estremisti o antiliberisti, i partiti contestatori potrebbero essere i veri vincitori di queste elezioni. La stampa europea si chiede però che peso politico potranno avere in Parlamento.
Dopo lunghe trattative tra i partiti, il 6 maggio il senato ceco ha ratificato il trattato di Lisbona. Ma il presidente Václav Klaus continua a opporsi. 