Il loro numero oscilla tra 2mila e 10mila. Vivono soprattutto a Bucarest, sono diventati familiari nel quartiere di Colentina e hanno dato vita a una vera e propria Chinatown in quello di Voluntari: i cinesi in Romania finiscono sulla prima pagina di Cotidianul, che dedica uno speciale a questi intraprendenti immigrati. "Alla fine del 2008, 9.432 società cinesi e sino-romene sono state registrate in Romania. Secondo il ministero degli esteri gli investimenti cinesi ammontano a 230 milioni di euro", afferma il quotidiano. L'anno scorso gli scambi commerciali tra i due paesi sono aumentati del 38 per cento, portando la Cina al 17esimo posto tra i paesi che investono in Romania. Secondo Cotidianul, ai cinesi la vita in Romania piace perché "a differenza che nei paesi vicini la gente è amabile e ospitale".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.