Dopo la morte di sei paracadutisti nell'esplosione di un'autobomba a Kabul, il governo italiano si è spaccato sull'ipotesi di un ritiro anticipato dall'Afghanistan. Il leader della Lega Nord Umberto Bossi si è affrettato a cavalcare la crescente avversione dell'opinione pubblica alla missione, che nei sondaggi già prima dell'attentato aveva superato il 51 per cento. "Per me quella in Afghanistan è una missione esaurita. È difficilissimo portare a casa degli altri la democrazia", ha dichiarato Bossi, che ha espresso il desiderio di riportare a casa i soldati italiani entro Natale.
Frasi che hanno suscitato l'ira del ministro della difesa Ignazio La Russa (Pdl), che non ha mai digerito l'alleanza con la Lega e sostiene incondizionatamente la presenza italiana nell'Isaf, riporta La Repubblica: "incomprensibile" la reazione di Bossi secondo l'ex An. Il premier Silvio Berlusconi ha cercato una mediazione tra le due componenti del governo, ribadendo l'impegno italiano in Afghanistan ma ventilando l'ipotesi di una riduzione del contingente entro la fine dell'anno. Il suo sottosegretario Gianni Letta ha offerto rassicurazioni all'ambasciata Usa, ma oltreoceano, dove Obama non cessa di sottolineare la necessità di un maggior contributo all'Isaf da parte degli alleati, la preoccupazione cresce.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.