"Fmi, processo all'Europa", titola La Stampa. "L’assemblea annuale del Fondo si apre oggi con l’Europa sul banco degli imputati" dopo il crollo dei mercati seguito alla pubblicazione delle ultime stime sulla crescita, secondo cui il perdurare della crisi del debito potrebbe trascinare l'economia globale nella recessione. La direttrice dell'Fmi Christine Lagarde ha esortato i paesi dell'eurozona a "applicare in fretta gli accordi raggiunti al summit del 21 luglio perchè il fattore-tempo è fondamentale", mentre il segretario del tesoro statunitense Tim Geithner ha avvertito che "prevenire il default della Grecia è più importante che sostenere la crescita europea".
"Un unico termine è veramente appropriato per descrivere la situazione: panico", scrive Mario Deaglio su La Stampa. "Non sta funzionando nessuna delle misure che, dal 2009 a oggi, sono state tentate sulle due sponde dell’Atlantico. [...] Il vero coraggio che oggi i cittadini di tutti i paesi colpiti dalla crisi devono richiedere ai loro governanti è quello di sottrarsi alla tirannia anonima del mercato mondiale", obbligando le banche a separare "il circuito speculativo dal normale circuito del credito".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.