Che succederà adesso in Repubblica Ceca, in questo "paese selvaggio", per riprendere la formula utilizzata da Mf Dnes? Le elezioni politiche anticipate previste per il 9 e 10 ottobre, fonte di tensione fra il parlamento e la corte costituzionale, non avranno luogo. Il responsabile di questo aggravamento della crisi politica provocata dalla caduta del governo in piena presidenza ceca dell'Ue, nell'aprile scorso, è Jiří Paroubek. Il 15 settembre il capo dell'opposizione socialdemocratica ha impedito l'adozione di una legge che autorizzava lo scioglimento del parlamento. Una decisione che Mf Dnes definisce un "salto nel buio". Finora Paroubek aveva sempre ritenuto che un'elezione anticipata fosse nel "più grande interesse del paese". Per protestare contro questo gesto l'ex primo ministro Mirek Topolánek ha rinunciato al suo mandato di deputato. "Sarebbe tempo che Paroubek e Topolánek diventassero il passato di questo paese", commenta Dnes. Con molta probabilità i cechi andranno a votare solo nel giugno 2010, scrive il quotidiano di Praga.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.