"S&P taglia il rating dell'Italia", titola Il Sole 24 Ore. Nella notte l'agenzia statunitense Standard&Poor's ha abbassato a sorpresa la valutazione del debito italiano da A+ ad A. Le ragioni citate sono le scarse prospettive di crescita dell'economia e la "fragilità" dell'esecutivo, che dopo le nuove inchieste a carico di Silvio Berlusconi e le enormi difficoltà incontrate nell'approvare una manovra giudicata insufficiente non sembra in grado di reagire con prontezza a eventuali nuove emergenze.
"Un petardo per la tenuta del nostro governo", commenta il quotidiano di Confindustria, secondo cui la perdita di credibilità politica ha vanificato la tenuta di un'economia i cui fondamentali restano migliori di quelli di molti altri paesi europei. "Restiamo in zona A, che caratterizza un debito ancora buono per gli investitori. Ma quanto più difficile e soprattutto più costoso sarà ottenere dopo questo voto la liquidità necessaria a rifinanziare le nostre scadenze sul mercato?", si chiede il Sole.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.