"Una pioggia di dollari per le banche europee", titola Rzeczpospolita dopo che il 15 settembre le maggiori banche centrali del mondo hanno offerto alle banche europee cospicui prestiti trimestrali. Immediatamente le azioni sono salite alle stelle e l'euro si è ripreso. "Alcuni analisti sono convinti che si tratti di una mossa per aumentare la liquidità e di un primo passo nella preparazione delle bancarotta greca, eventualità ufficialmente scartata dai leader europei", precisa il quotidiano di Varsavia. Tuttavia l'immissione di dollari, a tre anni esatti dal fallimento della banca d'investimenti Lehman Brothers che ha innescato la crisi mondiale, potrebbe durare poco e in ogni caso non "sostituirà le necessarie riforme". "Le ultime previsioni economiche della Commissione europea mostrano che l'economia dell'Ue sta rallentando. Le cose potrebbero addirittura peggiorare, dato che nessuno è attualmente in grado di prevedere le conseguenze di una ristrutturazione del debito greco", avverte il quotidiano di Varsavia.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.