"Crisi costituzionale in Repubblica ceca", titola Lidové Noviny: "Per la prima volta nella storia del paese, la corte costituzionale ha annullato delle elezioni politiche anticipate, previste per il 9 e il 10 ottobre", informa Lidové Noviny. La corte ha dato ragione al ricorso presentato da un deputato socialista uscente, in base al quale le elezioni gli avrebbero impedito di portare a termine il suo mandato. Il voto anticipato era stato deciso dopo la caduta, in marzo, del governo conservatore di Mirek Topolánek. "I giudici hanno voluto dimostrare di essere superiori al parlamento", afferma uno specialista di diritto costituzionale citato dal quotidiano praghese, che ritiene peraltro incostituzionale la loro decisione. Attualmente, osserva il giornale, la soluzione più probabile è il cambiamento della costituzione da parte del parlamento durante il prossimo fine settimana, in modo che le elezioni possano aver luogo in novembre.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.