“La manovra passa tra gli scontri”, titola La Stampa. Mentre di fronte all'aula decine di manifestanti lanciavano uova e si scontravano con la polizia, la Camera dei deputati ha infine approvato il pacchetto di misure da oltre 53 miliardi di euro che dovrebbe portare al pareggio di bilancio nel 2013. Tra i provvedimenti del decreto ci sono tagli all'amministrazione pubblica, aumento dell'Iva e dell'età pensionabile delle donne e licenziamenti più facili, mentre l'assenza di interventi per stimolare la crescita preoccupa l'associazione degli industriali.
Ma le priorità del governo sembrano essere altre: subito dopo il voto il premier Silvio Berlusconi ha inutilmente tentato di far approvare un decreto anti-intercettazioni per evitare ulteriori guai dalle inchieste in cui è coinvolto. Per colmo d'ironia Berlusconi è ora sotto inchiesta anche per aver utilizzato illegalmente l'intercettazione di una telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte. Di fronte ai dubbi sempre più insistenti sulla tenuta del governo e all'allarme lanciato dall'Ocse sull'occupazione nel paese, l'editoriale de La Stampa invita Berlusconi a fare chiarezza e capire che "governare vuol dire fare quel che si deve, e non ciò che si vuole."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.