"Mentre in occidente si arricchiscono, in Romania sono costretti a chiedere tangenti per vivere dignitosamente!" In prima pagina, Cotidianul suona il campanello d'allarme sul malcontento proveniente dalla Francia: mentre in questo paese i medici rumeni – che rappresentano il 12 per cento dei medici stranieri, spesso utilizzati nei turni di guardia e retribuiti con lo stipendio di base – sono criticati per la loro presunta minore preparazione, in Romania "la fuga di medici" all'estero è vista come una minaccia. Privati di cure, i pazienti assistono impotenti alla partenza del personale medico verso paesi con migliori retribuzioni: nel 2008 hanno lasciato il paese 2mila dottori (su un totale di 40mila). Talvolta 60 medici di uno stesso ospedale hanno lasciato i loro stipendi da 400 euro al mese per retribuzioni dieci volte superiori. I comuni rurali francesi fanno di tutto per attrarre questi medici e sono disposti a offrire fino a 60mila euro per convincerli a trasferirsi in campagna.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.