Secondo fonti non ufficiali citate da Rzeczpospolita, la Polonia si rifiuta di accogliere gli immigrati clandestini che ogni anno sbarcano sulle coste italiane, spagnole o greche. Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini di recente ha fatto presente che tutti i Paesi dell’Unione dovrebbero accollarsi le spese necessarie a prendersi cura dei clandestini o in ogni caso accoglierne alcuni nel loro territorio. “La Polonia crede che tale meccanismo debba funzionare su base volontaria. Potremo accogliere, se così decideremo, circa 700 profughi iracheni, ma non essendo ancora un paese completamente sviluppato non possiamo permetterci di accogliere una quota predefinita di immigrati” ha detto al quotidiano di Varsavia Jakub Wiśniewski dell’Ufficio della Commissione per l’integrazione europea (Ukie).
Rzeczpospolita aggiunge che la Polonia non è d’accordo neppure con l’ultima proposta della Commissione europea, che prevede che gli Stati membri accolgano i profughi provenienti da Paesi sconvolti dalla guerra e se li dividano equamente. “Bruxelles auspica che creando l’opportunità per i profughi di raggiungere l’Europa legalmente, si possa ridurre il numero dei disperati che cercano in ogni modo di varcarne le frontiere illegalmente” scrive Rzeczpospolita. Il problema è che una soluzione di questo tipo è impopolare presso i paesi che hanno scarsa esperienza in fatto di immigrazione illegale di massa. Secondo l'Ufficio polacco per gli stranieri, l’anno scorso la Polonia ha concesso asilo a soli 186 individui.
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