Lo spavento dovuto al crollo della borsa di lunedì e le pressioni esercitate dall’Unione europea e dalla Germania sembrano aver dato risultati: il governo italiano si prepara a porre la fiducia per far approvare l’ennesima versione della manovra che dovrebbe ridurre il deficit e l’esposizione della Bce. Le misure includono l’aumento dell’Iva al 21 percento e un prelievo straordinario sui redditi oltre i 300mila euro, spiega il Corriere della Sera. “Che fine ha fatto il dimezzamento dei parlamentari?”, si chiede nel suo editoriale Dario Di Vico, che paragona la manovra alla tela di Penelope e chiede al governo di “metterci un punto”.
Il premier Silvio Berlusconi ha rivendicato i “sacrifici enormi” fatti per venire incontro alle richieste di Angela Merkel, ma non ha digerito l’accostamento alla Grecia da parte della cancelliera. Opinione condivisa da Massimo Mucchetti, secondo cui la Germania farebbe meglio a pensare al suo debito pubblico e al “gioco delle tre carte” con cui ne nasconde una grossa porzione.
Prima ancora di essere approvata, la manovra ha già innescato la reazione delle parti sociali: il 6 settembre la Cgil ha indetto uno sciopero generale e una serie di manifestazioni nelle principali città italiane, a cui avrebbe partecipato circa un milione di persone.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.