Il ministro belga del budget, Guy Vanhengel, ha fatto scalpore dichiarando in un'intervista allo Standaard che "se lo si guarda come un'impresa, il Belgio è virtualmente in fallimento". "Parole spaventose e allarmanti", commenta Le Soir, che si chiede se "il Belgio s.p.a. è davvero fallito". "Suonando l'allarme in questo modo, col rischio di mettere in gioco la reputazione del paese", il ministro liberale ha voluto dire "più o meno questo", sostiene il quotidiano francofono: "chiediamo allo stato di tagliare il venti per cento delle sue spese, e per far questo servirà una vera rivoluzione di bilancio". Il Belgio ha un debito di 25 miliardi di euro e i partiti di centro e di sinistra accusano già Vanhengel di preparare tagli nei settori della sanità e della funzione pubblica".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.