Il Consiglio nazionale dei siculi (Cns), che rappresenta la minoranza ungherese della Transilvania, si è dotato di un inno, di una bandiera e di un simbolo per dare sostanza al "futuro territorio autonomo del paese dei Siculi", riferisce Ziua. In occasione di un raduno organizzato a Odorheiu Secuiesc, quattrocento rappresentanti locali del Partito civico ungherese hanno deliberato sui confini "di questo controverso territorio" che comprende i dipartimenti di Harghita, Covasna e Mures.
Secondo Ziua, ciò pone le premesse per la creazione di un'unica entità territoriale. Mentre il principale partito conservatore ungherese, Fidesz, ha espresso il suo supporto all'iniziativa del Cns, essa ha suscitato la condanna unanime della classe politica romena, che denuncia "un'epurazione etnica a danno dei romeni". Di fronte all'evocazione di una Transleitania unita (nome che accomunava Ungheria e Transilvania sotto l'Impero Austro-ungarico), il partito nazionalista România Mare ha chiesto la convocazione di un referendum nazionale per il 22 novembre, in concomitanza con l'elezione presidenziale.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.