Secondo i calcoli di Volkskrant, la Banca centrale europea ha guadagnato 17 miliardi di euro dall'inizio della crisi. "Dal settembre 2008 la Bce ha concesso circa 14mila miliardi di euro di prestiti, che hanno fruttato 19,2 miliardi di interessi. L'istituto ha dovuto a sua volta pagare due miliardi di euro alle banche che hanno fornito capitali per i prestiti. La differenza è quel che Jean-Claude Trichet ha definito 'i nostri guadagni'". Prima della crisi, questi ammontavano in media a 12 miliardi di euro. De Volkskrant rassicura comunque i suoi lettori ricordando che "questi guadagni esistono solo sulla carta: la Bce non potrà né spenderli né investirli" se non per combattere gli effetti della crisi. "Gli europei possono stare tranquilli: i soldi delle loro tasse usati per salvare le banche non sono scomparsi".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.