"L'esecutivo spinge la giustizia verso l'abisso", denuncia Cotidianul. Costretto dalle condizioni del prestito da 12,95 miliardi di euro concesso a primavera dal Fondo monetario internazionale a tagliare i salari dei suoi funzionari, il governo romeno vuole allineare la retribuzione dei magistrati a quella degli altri dipendenti pubblici. "Addio, stato di diritto!", titola il quotidiano di Bucarest, che sottolinea come "a causa della crisi economica la giustizia è destinata a soffrire: il salario di un magistrato sarà equiparato a quello del personale ausiliario dei ministeri".
Dopo la soppressione dei loro "bonus da stress" a luglio, "i magistrati perderanno il 23 per cento delle loro entrate attuali", spiega il quotidiano. In segno di protesta, a partire dal primo settembre si occuperanno solo delle pratiche internazionali e di quelle che riguardano l'infanzia. Minacciano anche di bloccare i preparativi per le elezioni presidenziali che avranno luogo a novembre.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.