“Povera Italia”, titola l’Espresso con sullo sfondo il simbolo frantumato di un euro tricolore. “Le borse a picco, l’euro alle corde, Obama e gli Usa alla mercè dei mercati. Ma ora nell’occhio del ciclone c’è proprio il nostro paese. Con un governo commissariato dall’Ue e incapace di misure adeguate”. Secondo il settimanale romano, le responsabilità di questa grave situazione economica sono da additare alla “pochezza del governo italiano”, un esecutivo che dal prossimo novembre avrà un'altra "spina nel fianco", ossia Mario Draghi. Sarà infatti il nuovo presidente della Banca centrale europea (Bce) ad avere costantemente l'ultima parola "su misure e manovre economiche del governo”. Intanto, però, nota l'Espresso, il governo Berlusconi pensa a “rimettere mano al sistema previdenziale”, mentre la “prospettiva di recessione pesa”, ancora una volta, “sulle giovani generazioni”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.