"La sindrome Merkel", titola Cicero, pubblicando un ampio dossier contro la cancelliera tedesca. Con articoli dai titoli emblematici come "il fantasma della cancelliera", "la perdita di credibilità", "chi governa perde" e "salvate il nostro stato di diritto", il messaggio del mensile berlinese è chiarissimo: dopo sei anni di governo e un terzo mandato in prospettiva, i tedeschi non hanno ancora capito chi sia davvero il capo del governo del paese, né quali siano le sue reali intenzioni. "Il metodo Merkel che consiste nello sdrammatizzare e depoliticizzare le questioni decisamente drammatiche e politiche (il clima, il nucleare, l'Afganistan, i mercati finanziari fuori controllo, la crisi dell'euro) non è più sufficiente per governare". Cicero, per il quale un terzo mandato per Merkel sarebbe davvero troppo, prevede mesi bui per "Mutti": "Dopo quasi sei anni, la tregua concessa dalla stampa alla prima donna cancelliera è finita. Molti giornalisti l'hanno trattata con dolcezza, criticando affettuosamente, e con un'eccessiva condiscendenza, la sua democrazia confusa, priva di un progetto chiaro. Ma adesso la pacchia è finita".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.