“Berlusconi: il paese è solido”. La Stampa apre con il tanto atteso discorso del premier italiano alla Camera volto a rassicurare i mercati dopo l’approvazione in luglio della manovra da 48 miliardi di euro. Ma il suo intervento, scrive il quotidiano di Torino, è stato troppo evasivo e non ha affatto convinto gli addetti ai lavori, sempre più spaventati dalla crisi economica e dal debito pubblico fuori controllo. “Una delusione, un copione all’ennesima replica. Chi si aspettava una risposta alla preoccupante, quotidiana, evoluzione della crisi non l'ha certo trovata”, commenta la Stampa. L'editorialista e vicedirettore della testata Massimo Gramellini, invece, firma l’obituary politico di Berlusconi: un “Cavaliere senza benzina” che "non seduce e non indigna più. Annoia. Dov’è finito il carisma del premier?”. L'economista Tito Boeri su La Repubblica incalza: “Berlusconi avrebbe fatto meglio a non parlare. I discorsi vuoti sono peggio dei non discorsi”, mentre il Corriere della Sera scrive che, in questo modo, "un governo senza idee" ha mandato "il peggior segnale agli 'speculatori'".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.