I condizionatori in Europa consumano molta più energia di quelli venduti in Australia, in Giappone e in Nuova Zelanda. La ragione, denuncia Natuur en milieu (Natura e ambiente, N&M) sulle pagine di Trouw, è che le norme europee in materia di consumi energetici sono molto più flessibili che in questi tre paesi. E questo, continua l'Ong olandese, a causa della lobbying esercitata dal produttore italiano di condizionatori De Longhi.
Mentre l'Unione si è data l'obiettivo di ridurre i consumi di energia del 20 per cento entro il 2020, la vendita di condizionatori conosce una crescita annua del 10 per cento, osserva Trouw, e nessuna misura in merito è prevista nel prossimo futuro. N&M critica "l'atteggiamento esitante" dell'Ue e accusa l'Italia di "bloccare ogni tentativo di modificare le norme energetiche [europee] sui condizionatori".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.