È giunta "la dodicesima ora per il governo", scrive Politis. Cipro è in balia di una crisi politica e finanziaria. Il 28 luglio, i ministri del governo in carica hanno presentato le dimissioni, chieste alla vigilia dal presidente della Repubblica, Demetris Christofias. Inoltre, prosegue il quotidiano, "l'agenzia Moody's ha declassato il rating del debito di Cipro di due livelli e ha espresso la propria inquietudine a proposito della situazione finanziaria del paese dopo l'incidente occorso presso la base navale Evangelos Florakis", dove l'11 luglio scorso l'esplosione di un carico di munizioni ha provocato la morte di 12 persone e la distruzione della principale centrale elettrica del paese, dimezzando così la produzione di energia sull'isola. "La situazione budgetaria era già allarmante, ora non potrà altro che nuocere allo sviluppo" del paese, sottolinea Politis.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.