L’Unione cristiano sociale bavarese (Csu) ha bloccato la ratifica del Trattato di Lisbona, benché il partito – come osserva la Frankfurter Allgemeine Zeitung – avesse accolto favorevolmente l’accordo siglato il 18 agosto tra il governo federale e i Länder relativo alla legge che dovrà accompagnare il Trattato per garantire che il Parlamento partecipi attivamente alle decisioni prese a Bruxelles e riguardanti la Germania. La legge era stata incoraggiata alla fine di giugno dalla Corte costituzionale allorché questa aveva dato la propria approvazione alla ratifica del Trattato, che dovrà assolutamente entrare in vigore prima delle elezioni generali del 27 settembre.
Per concedere carta bianca oggi la Csu esige, spiega la Faz, il rispetto di due requisiti fondamentali: che il Trattato sia applicato soltanto nei limiti fissati dalla Corte costituzionale e che il governo e il Parlamento abbiano il diritto di impugnare le decisioni prese a Bruxelles davanti alla Corte costituzionale, qualora le istituzioni dell’Ue dovessero andare oltre le loro competenze.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.