Si infiamma il dibattito sul controllo del deficit spagnolo. "Le regioni sul piede di guerra", scrive Abc. Secondo il quotidiano, il Consiglio di politica fiscale e finanziaria che si riunisce oggi a Madrid "metterà in luce il potere regionale scaturito dalle elezioni del 22 maggio". Le regioni, ormai controllate a maggioranza dal Partito popolare, chiedono al governo di José Luís Rodríguez Zapatero una moratoria di dieci anni per il rimborso del debito nei confronti dello stato. Ridurre il debito regionale, che complessivamente raggiunge i 19 miliardi di euro, è una "necessità imprescindibile per l'equilibrio dei conti pubblici", sottolinea il quotidiano conservatore, che biasima "lo sperpero e la cattiva gestione" degli ultimi anni. I negoziati tra governo centrale e regioni si svolgono all'indomani di una sessione parlamentare nel corso della quale "la Camera dei deputati ha decretato la fine dell'era Zapatero". Secondo Abc, infatti, la possibilità che in autunno si tengano elezioni anticipate è sempre più concreta.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.