Uno dei luoghi comuni più diffusi in Italia è quello secondo cui “gli immigrati rubano il lavoro agli italiani”. Uno studio della Banca d'Italia, ripreso dal Corriere della Sera, smentisce una volta per tutte questa teoria, affermando invece che “la crescita della presenza straniera in Italia negli ultimi anni non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”, bensì ha favorito “maggiori spazi di occupazione”.
Secondo lo studio, infatti, l’afflusso di immigrati dall'estero negli ultimi dieci anni ha contribuito a contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione. Questo ha permesso di sostenere l'economia del paese e dare nuove opportunità agli italiani, soprattutto alle donne e ai cittadini più istruiti. In particolare l'offerta di lavoro femminile avrebbe tratto vantaggi dalla presenza di “maggiori servizi per l’infanzia e per l’assistenza agli anziani” collegati alla presenza degli stranieri. Una ragione di più, secondo la Banca d'Italia, per puntare sull'integrazione e guardare con attenzione alle generazioni più giovani. “Le nuove generazioni di stranieri rappresenteranno una componente rilevante della futura forza lavoro nel Paese, ma registrano significativi tassi di abbandono scolastico”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.