“Borsa, attacco alle banche”, titola La Repubblica. Il taglio di tre livelli di rating sul debito della Grecia da parte di Moody's e il mancato accordo sul debito pubblico americano hanno "depresso i mercati, con i titoli bancari che ancora una volta hanno trascinato in basso il listino”, scrive il quotidiano italiano. “Al centro della bufera, in compagnia della Spagna, ieri si è trovata soprattutto l´Italia”. Milano è stata la peggiore borsa in Europa, avendo chiuso con un ribasso del 2,48 per cento. E chi ha subito le peggiori conseguenze sono state le banche: il più grande istituto di credito del paese Intesa San Paolo ha chiuso con un negativo del 8,33 per cento, dopo che Moody’s ha in pratica annunciato il default greco. “La grande paura sui mercati non è certo passata”, commenta La Repubblica, “ma soprattutto, per l´Italia è tornato a peggiorare drasticamente lo spread dei Btp rispetto ai Bund (i titoli pubblici emessi dalla Germania), ora a 280 punti. È forse questo l´indicatore più efficace di quanto siamo ritenuti affidabili rispetto alla pietra di paragone rappresentata dalla Germania”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.