"In autunno la presidenza svedese annuncerà ufficialmente il fallimento della strategia di Lisbona dell'Ue", riferisce Dziennik, citando un rapporto del giornale di Düsseldorf, Handelsblatt. Il progetto, sottoscritto dieci anni fa, affermava ottimisticamente che nel 2010 l'economia dell'Ue sarebbe diventata la più competitiva del mondo. Intervistata dal quotidiano di Varsavia, Ann Mettler, direttrice del Lisbon Council Institute di Bruxelles, ha detto che il programma è fallito perché gli stati membri hanno abbandonato troppo presto l'obiettivo principale, cioè la competitività. Al contrario i paesi membri hanno preferito concentrarsi sulla crescita economica, considerata una garanzia di ricchezza per l'Europa. Questo cambiamento di obiettivi è stato la conseguenza delle difficoltà per gli stati membri di rispettare gli obiettivi di competitività previsti: realizzare un tasso di occupazione del 70 per cento e spendere il 3 per cento del Pil in innovazione e sviluppo.
Dziennik riferisce che la Svezia e la Spagna, che assumerà la presidenza dell'Ue nel 2010, si stanno concentrando sullo sviluppo delle tecnologie verdi, che dovrebbero diventare uno dei punti forti delle esportazioni dell'Ue.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.