Eurocities, un'organizzazione che raggruppa 130 fra le principali città europee, ha sollecitato le istituzioni dell'Unione europea a dare alle autorità municipali più poteri sulle questioni riguardanti l'immigrazione. Di fatto le correnti migratorie interessano soprattutto le aree urbane e le autorità locali vogliono avere un "ruolo più definito" in questo settore. Inoltre vorrebbero che venissero maggiormente sottolineati i benefici economici delle migrazioni. Le autorità locali citano un rapporto dell'Ue in base al quale l'Europa, se verranno confermate le attuali tendenze migratorie, perderà 65 milioni dei suoi abitanti entro la metà del ventunesimo secolo e questo avrà un grande impatto sulla forza lavoro. Fra le loro proposte vi è un'estensione dei piani di aiuti comunitari per i migranti dell'Ue.
Attualmente esiste un fondo di 825 milioni di sterline (962 milioni di euro) per programmi legati all'immigrazione, come dei corsi di lingue per migranti non provenienti da paesi dell'Ue. Ma per Eurocities i cittadini dell'Ue "sono trascurati". Con questa iniziativa Eurocities vuole rispondere al Programma di Stoccolma, un piano della Commissione europea che sarà approvato in autunno e che per la durata di cinque anni regolerà i problemi di immigrazione, diritto di asilo e integrazione.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.