Il summit dell'eurozona segna "la fine del mito greco", scrive Gazeta Wyborcza sottolineando che "i leader europei hanno deciso di riformare l'eurozona per conquistare la fiducia dei mercati, non delle agenzie di rating". Nel suo editoriale il quotidiano di Varsavia riporta con entusiasmo che "l'Europa comincia a lavorare" perché "per la prima volta i leader europei hanno deciso di agire d'anticipo" e hanno creato un piano che potrebbe finalmente porre fine alla crisi del debito.
In ogni caso, più importante dei dettagli del piano è la possibilità di arginare la diffusione della "pestilenza del debito" che minaccia altri paesi. La crisi greca, sottolinea Gazeta Wyborcza, rappresenta una dura e dolorosa lezione per l'Europa in generale. "In economia non esistono i miracoli. Chi vive a spese degli altri dovrà tirare la cinghia, presto o tardi. E questo non è mai piacevole, anche quando la cintura stringe una pancia grassa".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.