"Fiamme d'odio", titola il Belfast Telegraph. Dopo la seconda notte di violenze nella capitale dell'Irlanda del nord, il quotidiano pubblica in prima pagina la foto di un agente antisommossa con il casco in fiamme. La stagione delle marce lealiste ha raggiunto il climax, e i cortei dei protestanti vengono organizzati in tutta la provincia per commemorare la vittoria del principe Guglielmo d'Orange nella battaglia di Boyne del 1690 contro il re cattolico Giacomo II. In questo contesto lunedì e martedì notte a Belfast è esplosa la violenza, quando i nazionalisti hanno cercato di impedire che le parate passassero attraverso le aree cattoliche. Il Belfast Telegraph, tradizionalmente unionista, dà la colpa ai gruppi di dissidenti nazionalisti contrari al processo di pace nordirlandese, che "inviano i propri membri nelle aree più critiche e incoraggiano la gioventù locale, spesso legata alla microcriminalità, ad attaccare la polizia".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.