Tre partiti politici hanno chiesto le dimissioni dell'islamologo svizzero Tariq Ramadan da consigliere per l'integrazione del comune di Rotterdam e visiting professor di identità e cittadinanza all'Università Erasmus della stessa città. Le sue funzioni sarebbero incompatibili con la sua trasmissione "Islam and life" su PressTv, finanziata dall'Iran. "Il giorno in cui gli studenti manifestavano contro la 'vittoria elettorale' di Mahmoud Ahmadinejad, Ramadan teneva su PressTv un discorso sulla discriminazione nelle università europee [...] e non ha detto una parola sulla morte di Neda Agha Soltan, avvenuta poco prima", scrive De Volkskrant.
Il quotidiano ricorda che non è la prima volta che Ramadan finisce al centro di una polemica: "Quest'anno Ramadan era già stato discusso per le sue supposte idee omofobe e sessiste", provocando l'uscita dei liberali dal consiglio comunale. Ramadan ha risposto a Volkskrant che PressTv gli lascia "la libertà di affrontare qualunque argomento", che "non ha mai avuto a che fare con membri del governo" e che continua a ripetere che "la repressione e l'assassinio dei cittadini devono essere condannati".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.