"Le agenzie di rating minacciano l'aiuto alla Grecia", titola Público. Secondo il quotidiano di Lisbona il nuovo pacchetto di aiuti finanziari per la Grecia da circa 85 miliardi di euro, attualmente in discussione, potrebbe andare a sbattere contro un grosso ostacolo. "Le banche francesi e tedesche sono disposte a concedere una proroga alla Grecia per il pagamento del debito, ma a condizione che le agenzie di rating non declassino la valutazione del rischio del paese". Tuttavia questo è esattamente ciò che Fitch e Standard & Poor’s (le due maggiori agenzie di rating) minacciano di fare. Le agenzie sostengono che i colloqui tra Grecia e Ue stanno portando verso "un'insolvenza del pagamento secondo i nostri criteri". Tre giorni fa i ministri dell'eurozona hanno acconsentito a versare l'ultima tranche dell'attuale programma di aiuti alla Grecia, del valore di 12 miliardi, senza però fissare una data per l'approvazione del nuovo pacchetto. E la pressione su Atene torna alta.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.