Dopo le banche francesi, anche quelle tedesche hanno accettato di investire 3,2 miliardi di euro per comprare nuovi titoli di stato greci alla scadenza di quelle attuali. Una decisione presa nell'ambito del piano di salvataggio della Grecia, e che secondo Handelsblatt è anche una sorta di "autosalvataggio". La cifrà che le banche investiranno – 3,2 miliardi – equivale infatti alla somma che guadagneranno entro il 2014 con le obbligazioni greche che detengono attualmente. In questo modo le banche impediscono "la totale inadempienza nel rimborso delle obbligazioni" e si assicurano il pagamento degli interessi da parte di Atene. Tuttavia Handelsblatt sottolinea che "questo modello, vantaggioso per le banche, in realtà non aiuta la Grecia", poiché non fa che rinviare la vera soluzione del problema.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.